Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
A CURA DI MORENA MOTTA Ingredienti 1 kg di zucca gialla già pulita 1 kg di farina 00 3 arancia 25 gr di lievito di birra 3 uova 1 cucchiaio di zucchero 1 pizzico di sale zucchero a velo qb Tempo Preparazione: 30 minuti Tempo Cottura: 20 minuti Tempo Riposo: 2 ore Dosi: 30 frittelle Difficoltà: Facile Iniziate a preparare le frittelle di zucca . Pulite la zucca dalla buccia e dai semi interni e, dopo averla tagliata a cubetti, mettetela su una teglia e fatela asciugare in forno per circa 20 minuti a 100°. Toglietela dal forno e riducetela in purea con l’aiuto di una forchetta. Lasciatela raffreddare. Togliete l’acqua di vegetazione rimasta dalla purea di zucca pressandola in uno scolapasta, quindi mettetela in una terrina. Per completare l’impasto delle frittelle di zucca, aggiungete le uova, il lievito di birra sciolto in acqua tiepida, il succo delle tre arance, un pizzico di sale, lo zucchero e la farina setacciata. Amalgamate fino a quando non avrete ottenuto una pasta omogenea. È molto importante scolare per bene la zucca dall’acqua in eccesso altrimenti il composto delle frittelle di zucca verrà troppo liquido. Mettete l’impasto a lievitare in un ambiente caldo per 2 ore circa. In un ampio tegame di acciaio mettete a riscaldare l’olio di arachide. Quando sarà arrivato a temperatura (175° circa) friggete piccole palline di impasto formandole con un cucchiaio: ogni cucchiaiata di impasto corrisponde, all’incirca, a una frittella. Quando le frittelle di zucca diventeranno dorate su tutti i lati, toglietele con l’aiuto di un mestolo forato e mettetele ad asciugare dall’olio in eccesso su carta assorbente. Cospargetele con lo zucchero a velo e consumate le frittelle di zucca ancora calde.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Costiera amalfitana. Proponiamo la ricetta dei tagliolini al limone di Amalfi, un primo piatto facile e veloce, dal gusto fresco e delicato. Per la preparazione utilizzate la pasta fresca, che potete realizzare a casa se volete. La preparazione del condimento è davvero rapida: vi basterà sciogliere in padella il burro con l’olio e aggiungere la scorza e il succo di limone, facendo insaporire per pochi minuti. Per un’ottima preparazione utilizzate limoni biologici, preferibilmente di Sorrento o Amalfi: dalla polpa succosa e non troppo acida. Come preparare i tagliolini al limone Grattugiate il limone per ricavarne la scorza, stando attenti a non includere la parte bianca amarognola. Dopo spremetelo per ricavarne il succo. In una padella mettete l’olio, il burro tagliato a pezzetti, la scorza di limone grattugiata, e fate sciogliere a fuoco lento. Unite poi il succo di limone filtrato e spegnete. Lessate la pasta in abbondante acqua bollente e salata, scolateli al dente e aggiungeteli nella padella con il condimento. Amalgamate e, se necessario, aggiungete un mestolo di acqua di cottura. Unite il prezzemolo tritato e spegnate il fuoco. I vostri tagliolini al limone sono pronti per essere serviti. Consigli Per la preparazione di questa ricetta utilizzare limoni non trattati, dato che è necessario utilizzare la scorza. Lavateli e asciugateli bene prima di utilizzarli. Per stemperare il sapore acidulo del limone, e per donare più cremosità al piatto, potete aggiungere la panna liquida ed utilizzare solo la scorza di limone grattugiata, eliminando il succo. Chi preferisce potrà sostituire il prezzemolo tritato con timo o menta, in base ai vostri gusti personali e alle erbette che avete in dispensa. Potete poi aggiungere un po’ di pepe nero o di pepe bianco, dal sapore più delicato, come tocco finale. Evitate di far cuocere troppo il limone, altrimenti la preparazione risulterà amara, rovinando così il sapore del vostro piatto. Ricordate poi che l’amaro del limone risiede soprattutto nella parte bianca della scorza e nei semi: fate quindi attenzione quando grattugiate la scorza e filtrate bene il succo prima di utilizzarlo per la vostra ricetta. Se non amate la pasta fresca, potete preparare anche gli spaghetti al limone, una preparazione davvero semplice e veloce. Che limoni scegliere? Il limone da scegliere deve essere perfetto e, se volete rispettare la ricetta amalfitana, deve essere il Limone Costa d’Amalfi IGP, altrimenti conosciuto come il limone sfusato dalla scorza giallo chiara e una polpa tenerissima. Si produce nei comuni della Costiera Amalfitana, è molto grande e con pochissimi semi. In alternativa, preferite sempre un limone ricco di succo, come quelli di Sorrento. Come preparare i tagliolini in casa Versate 200 gr di farina 00 in una ciotola, mettete al centro 2 uova leggermente sbattute con un po’ di sale. Impastate fino ad ottenere un composto elastico. Formate un panetto, avvolgetelo nella pellicola trasparente e lasciate riposare per 30 minuti. Stendete poi l’impasto con il mattarello o con la nonna papera, fino ad ottenere una sfoglia sottile. Ricavatene dei rettangoli, arrotolateli e tagliate il composto per formare la pasta. Lasciateli asciugare su un panno di cotone pulito e preparate il condimento. FONTE POSITANONEWS
IMuffin Yogurt e Meleè una ricetta facile da realizzare e che non richiede troppo tempo, quindi perfetta per quando siamo a casa e ci prende quella improvvisa voglia di dolce! Possiamo prepararli come dolcetto per il dopocena, ma sono perfetti anche a colazione o a merenda: intinti nel caffellatte o nel tè sono squisiti! Questimuffinsono davvero profumatissimi e molto morbidi: ho infatti messo nell’impasto, dopo aver incorporato la farina, una mezza bustina diLievito Pane degli AngeliPANEANGELI, che consente una lievitazione istantanea durante la cottura in forno, garantendo all’impasto la giusta sofficità. La presenza dello yogurt e dei pezzetti di mela lo rendono anche bello umido! Per arricchire l’aroma dei muffin, nella mia ricetta utilizzo una fialetta di Aroma Vaniglia PANEANGELI, ma potete utilizzare anche, in alternativa, la bacca di vaniglia oppure un cucchiaino di cannella. La cannella si può inoltre mescolare alloZucchero al Velo PANEANGELIper spolverare e decorare così i nostri muffin una volta sfornati. Infine, per arricchire iMuffin Yogurt e Mele, si può aggiungere all’impasto dell’uvetta (circa 30 gr) e renderli ancora più gustosi… quanta bontà!
Preferite una torta alle mele? Vi basta raddoppiare le dosi di questa ricetta e usare uno stampo a cerniera da 24 cm di diametro, oppure uno stampo 30×10 per realizzare un fantastico plumcake alle mele… in questo caso i tempi di cottura saranno di 45 minuti circa. Dai, vediamo subito insieme come preparare questi sofficissimimuffin. Voi provateli e raccontatemi poi com’è andata!
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Il torrone dei morti è un dolce di origine napoletana diffuso durante le festività di Ognissanti e Defunti. E’ a base di cioccolato e nocciole ed è delizioso!
Se amo così tanto il torrone forse lo devo a mia madre perché, quando era incinta e aspettava che nascessi, ha avuto un’ossessione compulsiva con questo dolce. Le fu regalato un Natale e, un po’ per la gravidanza e un po’ per la sua golosità, non ha resistito alla cremosità del torrone tanto da provocarle uno sbalzo glicemico tale da costringerla ad una dieta drastica. Magari, mentre dormivo beata nelle acqua amniotiche, ho pregustato il suo sapore irresistibile così tanto da esserne, ancora oggi, una vera torrone-dipendente! Dopotutto, come si può resistere alla sua bontà? Iltorrone dei mortiè molto diffuso durante le festività di Ognissanti e defunti e non solo! Infatti, è comune trovarlo anche ai banchetti di Natale, Capodanno ed Epifania e, detto tra noi, non è per niente spiacevole…
Iltorrone dei mortiè un dolcesenza cotturaa base di cioccolato e nocciole. Laricetta napoletanaè cremosa da sciogliersi in bocca ed è semplicemente irresistibile! Un goloso involucro di cioccolato fondente, racchiude una crema al cioccolato bianco, crema di nocciole spalmabile e nocciole intere: un peccato di gola! Provatelo e capirete perché crea dipendenza da picco glicemico! 😉
A CURA DI MIKI PAPPACODA I friarielli sono il contorno classico per eccellenza della cucina Napoletana, accompagnano le salsicce punta di coltello, facendo così un piatto unico detto appunto ” sasiccia e’ friarielli “o lo spezzatino di ragù del pranzo domenicale.
Poco tempo fa vi ho proposto la ricetta del ragù napoletano con braciole e tracchie, potete arricchirlo anche con spezzatino di manzo e accompagnate la carne con i friarielli, una goduria unica:-)
Ingredienti
Spezzatino di ragù napoletano
Per i friarielli
3 fascetta di friarielli
Aglio
Olio extravergine
Peperoncino
Sale
Pulite i friarielli eliminando le foglie grandi e i gambi duri.
Lavateli con acqua fredda corrente e fate sgocciolare.
In un’ampia padella soffriggete olio, aglio e pepetoncino, unite i friarielli e fate rosolare a fuoco vivo, dopo 5′ abbassate la fiamma e coprite con un coperchio e cuocete altri 10′. Salate solo alla fine.
Servite caldi come contorno al vostro spezzatino!
A CURA DI MIKI PAPPACODA L’orata all’acqua pazzaè una delle ricette più popolari dellatradizione culinaria campanae, a patto di avere delbuon pesceda mettere in tavola, si tratta di un piatto estremamente facile da preparare e che può sicuramente entrare a far parte del nostro bagaglio diricette, da preparare sia se dovessimo vivere nella zona, sia se invece magari a separarci dalla Campania sono centinaia o migliaia di chilometri.
L’origine del nome “All’Acqua Pazza”
Come molti piatti della tradizione campana, anche questo è uno di quelli dal nome veramente bizzarro, sul quale si è ricamato per decenni se non per secoli.
L’appellativo ” all’acqua pazza” sta ad indicare l’antica abitudine che avevano i pescatori di cucinare il loro pescato con l’acqua di mare mischiata ad una parte di vino bianco.
Questo era un modo di cucinare il pesce molto semplice che sopperiva anche alla mancanza di sale durante le lunghe giornate di pesca. Utilizzare l’acqua di mare per cucinare consentiva anche di risparmiare sulle scorte di quella potabile necessaria per dissetare i pescatori durante le lunghe giornate in mare.
Ancora oggi c’è chi afferma che cucinare le orate con l’acqua di mare sia necessario per conferire quel sapore unico e particolare e chi ha avuto
Le orate
Un tempopescepregiatissimo e molto costoso, oggi le orate sono decisamente più accessibili, per merito degli allevamenti in acquacoltura che permettono lo smercio di grossi quantitativi e di conseguenza di mantenere il prezzo più contenuto.
L’orata è un pesce dalla carne molto pregiata con pochissime lische ed è uno dei prodotti ittici più commercializzati della penisola italiana.
Le orate che vivono allo stato brado si trovano soprattutto nel mar Mediterraneo ma oramai è sempre più difficile reperirle proprio per la scarsa quantità che viene pescata.
L’orata di allevamento presenta una carne leggermente più grassa ma con uguali qualità nutrizionali. È una fonte ricca di proteine e si puo’ considerare una buona fonte di sali minerali, soprattutto calcio e fosforo, e di vitamine.
Come pulire l’orata
Innanzitutto procuriamoci un paio di forbici di metallo e ben affilate che ci renderanno il lavoro molto più semplice. Iniziamo togliendo le pinne che si trovano vicino alla testa del pesce, da una parte e dall’altra. Procediamo poi tagliando la pinna caudale, quella che si trova vicino la coda, nella parte bassa del ventre ed infine togliamo la pinna dorsale.
Ora pratichiamo un taglio nell’addome partendo dalla coda fino ad arrivare alla testa in modo da avere un taglio molto spazioso per poter togliere comodamente tutte le viscere.
Aver in casa uno squamatore è abbastanza raro quindi, con la lama liscia di un coltello, raschiamo delicatamente le squame dalla coda verso la testa dell’orata. Sciacquiamo il pesce e ripetiamo questa operazione in modo da essere sicuri che le squame sono state tolte perfettamente.
Ora sciacquiamo l’orata sotto l’acqua corrente lavando bene nell’addome in modo da eliminare eventuali residui di sangue. Ora l’orata è pronta per essere cucinata.
Ingredienti
2 orate
1/2 bicchiere di vino bianco
2 spicchi di aglio
un ciuffo di prezzemolo
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
10 pomodorini ciliegino
1/2 bicchiere di acqua
sale
pepe
Preparazione
Laviamo con cura i pomodorini e tagliamoli a metà poi togliamo il picciolo. Se sono troppo grandi spacchiamoli ancora a metà in modo da ottenere pezzi più piccoli. Laviamo con cura il prezzemolo e asciughiamolo per bene. Prendiamo un tagliere e sminuzziamolo finemente poi mettiamolo da parte.
Sbucciamo anche gli spicchi di aglio e tagliamoli in 4 parti. Ora prendiamo una pentola abbastanza larga da contenere le orate senza che si sovrappongano e versiamoci l’olio. Facciamolo riscaldare e fiamma moderata poi aggiungiamo l’aglio. Aspettiamo che si rosola poi uniamo i pomodorini.
Copriamo la pentola e lasciamo andare la cottura per 10 minuti controllando che non si asciughino troppo. Togliamo il coperchio e con la paletta di legno, facciamo spazio tra i pomodorini e adagiamoci le orate. Irroriamole con il vino bianco e l’acqua. Uniamo anche un pizzico di sale e continuiamo la cottura fino a quando il liquido non sai sarà completamente rappreso.
A cinque minuti dalla fine della cottura del pesce, aggiungiamo una grattatina di pepe bianco e una manciata di prezzemolo. Lasciamo andare ancora per qualche minuto poi spegniamo il fornello. Il tempo di cottura del pesce dipende dal suo peso quindi dobbiamo regolarci da sole e, se il liquido di cottura non è sufficiente, possiamo aggiungerne un altro piccolo quantitativo.
Serviamo la pietanza molto calda accompagnata, se lo preferite, da piccole fettine di pane tostato con cui gustare il delizioso sughetto.
Come spinare l’orata dopo la cottura
Se abbiamo ospiti a cena e vogliamo preparare l’orata all’acqua pazza sarebbe meglio servirla già sfilettata e privata di lische e spine e cospargere poi i filetti del pesce con il sughetto di cottura, accompagnandoli con piccoli crostini di pane.
Vediamo allora come procedere per ottenere un polpa da gustare senza avere il fastidiosissimo problema di avere spine sotto ai denti e soprattutto in gola. Disponiamo il pesce su un piatto e togliamo il più possibile la pelle da una parte poi capovolgiamolo molto delicatamente, per evitare che si rompa, e togliamo la pelle anche dall’altro lato.
Ora affondiamo la lama del coltello lungo il dorso dell’orata proprio dove si trova la lisca centrale. Spingiamo la lama fino a toccare la spina procedendo in senso verticale. Con molta delicatezza stacchiamo i filetti superiori. Aiutandoci con il coltello solleviamo la lisca centrale partendo dalla coda e portando via anche la testa.
Ora possiamo recuperare anche i filetti inferiori e poggiali su un piatto. Avviciniamoci alla polpa e, con una pinzetta da cucina, cerchiamo di togliere quelle piccole spine che si nascondono nella polpa.
Questa è un passaggio da fare con pazienza e delicatezza cercando di non sfaldare la carne che diventerebbe impresentabile. Come abbiamo già detto, dopo che i filetti saranno puliti alla perfezione irroriamoli con il sughetto di cottura disponendo delle piccole fettine di pane abbrustolito intorno al piatto in modo da dare anche un effetto più scenografico.
La scelta del vino
Accompagnare le orate all’acqua pazza con un buon vino diventa quasi d’obbligo, soprattutto dopo aver dato tanto ai fornelli per un risultato a prova di chef.
Sono da preferire i vini bianchi di produzione campana che meglio si sposano con questa ricetta. Ottimo il Fiano prodotto nella provincia di Avellino come pure Il Greco del Vesuvio, un vino dal colore dorato e dalla fragranza di frutta matura, perfetto per un piatto dai sapori delicati ma comunque capaci di lasciare il segno.
In una pentola di ghisa e/o tegame alto mettiamo olio, cipolla tagliata sottile, un pizzico di peperoncino e gambi di prezzemolo (una volta insaporiti vanno tolti). Fatta appassire la cipolla aggiungiamo i calamari precedentemente puliti e tagliati a rondelle che facciamo rosolare e sfumiamo con il vino.
Ora aggiungiamo i pomodorini tagliati a metà, il peperone crusco a rondelle e il basilico, aggiustiamo di sale e finiamo la cottura.
Impiattiamo in una ciotola dinamo con i steli di cipolla ed olio a crudo.
Sbucciate la zucca, la tagliate a cubetti e cuocetela in padella con un filo d'olio. Quando la zucca sarà abbastanza morbida spegnete il fuoco e schiacciatela con una forchetta in modo da ottenere una purea. In una ciotola versate le uova con l’olio ed il latte, aggiungete un pizzico di sale e di pepe e sbattetele con una forchetta o una frusta in modo da ottenere un composto omogeneo.
Aggiungete lo speck, la scamorza e la zucca, mescolate il tutto ed infine aggiungete poco alla volta la farina ed il lievito setacciati. Versate il composto in uno stampo per muffin all’interno del quale avrete in precedenza sistemato dei pirottini di carta e riempiteli fino a poco al di sotto del bordo.
Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti, poi lasciate raffreddare i muffin prima di estrarli dallo stampo e servirli.
A CURA DI MICHELE PAPPACODA La pasta con i fagiolini è unprimo piatto estivoprofumato e saporito dellatradizione culinaria pugliese, in particolareSalentina,una ricettache piacerà sicuramente a grandi e piccini.
Da preparare in poco tempo al ridosso del pranzo, la pasta con i fagiolini ha una metodologia di preparazione molto particolare. Ifagiolini, infatti, dopo essere stati cotti per pochi minuti terminano la cottura nel sugo di pomodoro e la pasta viene poi cotta nell’acqua di bollitura dei fagiolini. Questo intreccio di passaggi conferisce a questo piatto una sapidità unica ed intensa. La pasta con i fagiolini, per via della sua composizione organolettica, può essere consumata anche da chi cerca di tenere sotto controllo il peso corporeo. In questa ricetta abbiamo scelto di utilizzare la pasta integrale, con maggior quantità di fibre e minor indice glicemico.
Indice
Ingredienti
700 gr difagiolini
550 gr dipolpa di pomodoro
1 cipolla rossa di piccole dimensioni
320 gr dipasta integrale
olio evo q.b.
sale q.b.
acqua q.b.
Tempo Preparazione:
15 minuti
Tempo Cottura:
40 minuti
Tempo Riposo:
–
Dosi:
per 4 persone
Difficoltà:
bassa
Come preparare La pasta con i fagiolini: procedimento
Sbucciarela cipolla, tagliarla grossolanamente ed unirla in una padella con un filo d’olio, aggiungere la polpa di pomodoro, un bicchiere d’acqua, regolare di sale e cuocere a fuoco basso mescolando ogni tanto.
Nel frattempomettere a bollire una pentola piena d’acqua salata epulire i fagiolini, a bollore cuocere al suo interno i fagiolini per cinque minuti,
trascorsii quali aggiungere i fagiolini nella padella del sugo e tenere da parte l’acqua di cottura dei fagiolini.
Finiredi cuocere il sugo (mediamente i fagiolini di aggiungono quando il sugo è a metà della sua cottura) senza però farlo restringere troppo.
A CURA DI MIKI PAPPACODA TORTA SACHER, era da un po che volevo prepararla e postarla per voi nel blog, ovviamente immagino che tutti la conosciate e che almeno una volta l’avrete assaggiata, non vi scriverò la ricetta originale, perchè quella è ben custodita e protetta all’Hotel Sacher di Vienna, ho provato però una ricetta che potesse avvicinarsi ed ovviamente quella del maestroErnst Knamè quella più semplice oltre che affidabile, l’avevo già preparata una volta tanti anni fa, ma all’epoca non avevo ancora il blog, o forse si ma era talmente brutta che non mi sono azzardata a metterla, però era molto buona, avevo però seguito un’altra ricetta, questa volta sono andata sul sicuro, laSacher Torteè stata inventata da un apprendista pasticcere di soli 16 anniFranz Sacheril 9 luglio 1832 a Vienna in Austria, e consiste in due dischi di pan di Spagna al cacao, con una farcitura di confettura di albicocche e copertura di ganache al cioccolato fondente, ci sono vari passaggi ma non è difficile se la dividiamo in vari step, seguitemi che vi racconto come fare la TORTA SACHER.
Ingredienti
per un Pan di Spagna da 22 centimetri di diametro
3 tuorli
3 albumi
70 grammi di burro morbido
80 grammi di cioccolato fondente
20 grammi di zucchero a velo
80 grammi di zucchero semolato
80 grammi di farina
un baccello di vaniglia
per farcire
150 grammi di confettura di albicocche
per la copertura
125 grammi di panna liquida
185 grammi di cioccolato fondente
Procedimento
Per prima cosa sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria o nel microonde e lasciarlo raffreddare.
In una terrina montare ilburro con lo zucchero a velo fino a renderlo cremoso,separare i tuorli dagli albumi e sbattere leggermente i tuorli con una forchetta, unirli in due volte al composto di burro e mescolare con le fruste elettriche.
Unire il cioccolato sciolto al composto di uova,mescolare benissimoed aggiungere la vaniglia e la farina setacciata, mescolare ancora formando un composto liscio ed omogeneo, aggiungere gli albumi e mescolare.
Versare il composto nella tortiera precedentemente imburrata e infarinata e cuocere ilpan di Spagnain forno, meglio se è statico a170° per circa 30/35 minuti,per tempi e temperature regolarsi sempre con i propri forni.
Sfornare la basee quando sarà fredda tagliare due dischi della stessa altezza, spalmare il primo disco con metà confettura, poggiare sopra l’altro disco e spalmare sia la superficie che i lati del dolce con la restante confettura.
Mettere la panna in un pentolino e farla diventare calda,non deve bollire.
In una terrina mettere il cioccolato fondente fatto a pezzetti, versare sul cioccolato la panna calda e mescolare fino a completo scioglimento.
Poggiare la torta su una gratella e versarvi sopra laganachefino a ricoprirla tutta anche i lati, aiutatevi con una spatola.
Mettere la torta in frigorifero a rassodare per qualche ora, prima di servirla se volete con la restante ganache potete fare la famosascritta Sacher,io ci ho provato ma è venuta un po bruttina.
La TORTA SACHERè pronta, morbida, umida e golosissima parola della vostra Vale!