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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Vincenzo Arsena, muore folgorato da una scarica elettrica mentre lavora su un carroponte. Il corpo avvolto dalle fiamme

3 Aprile 2025, 08:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Vincenzo Arsena, muore folgorato da una scarica elettrica mentre lavora su un carroponte. Il corpo avvolto dalle fiamme

INSERITO DA ANGELA CECERE Un'altra vittima sul lavoro in Italia. Vincenzo Arsena, 52 anni, operaio in un'azienda dell'alluminio, ha perso la vita questa mattina, 2 aprile, a Trevenzuolo, in provincia di Verona. Originario di Francavilla Fontana (Brindisi) e residente a Porto Mantovano, Arsena è morto folgorato mentre operava su un carroponte per lo spostamento di materiali Una scarica elettrica ad alto voltaggio lo ha colpito in pieno, scagliandolo a terra e innescando un incendio che ha avvolto il suo corpo. Secondo le prime ricostruzioni dello Spisal, l'uomo sarebbe entrato in contatto con una parte del macchinario in tensione. Cosa è successo I colleghi, sotto shock, hanno assistito impotenti all'arrivo dei sanitari del Suem 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. L'incidente è avvenuto all'interno della Anodall Extrusion, azienda già teatro di un episodio simile nel 2023, quando un operaio di una ditta in appalto rimase folgorato mentre lavorava all'impianto elettrico. In quell'occasione, la vittima sopravvisse, ma l'incidente avrebbe dovuto rappresentare un campanello d'allarme sulla sicurezza degli impianti. L'azienda ha deciso di sospendere le attività per tre giorni in segno di lutto, mentre i sindacati hanno annunciato un'assemblea davanti ai cancelli della fabbrica per protestare contro la mancata sicurezza nei luoghi di lavoro. «Aspettiamo le indagini della magistratura, ma è inaccettabile che nel 2025 si possa ancora morire sul lavoro», hanno dichiarato Giampaolo Veghini, segretario generale della Cisl di Verona, e Adriano Poli della Fim Cisl. «Bisogna intensificare gli sforzi per la prevenzione e garantire il rispetto delle normative vigenti». La Cisl ha chiesto un confronto con il Prefetto per rafforzare i controlli e il ruolo degli Ispettori Tecnici del Lavoro, non solo nelle attività di vigilanza, ma anche nel supporto alle figure aziendali preposte alla sicurezza.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Donna di 30 anni trovata morta in un B&B, l’allarme lanciato dal fidanzato: «Non risponde al telefono». La verità dall'autopsia Gli inquirenti attendono i risultati per comprendere meglio le circostanze della tragedia.

3 Aprile 2025, 08:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Donna di 30 anni trovata morta in un B&B, l’allarme lanciato dal fidanzato: «Non risponde al telefono». La verità dall'autopsia Gli inquirenti attendono i risultati per comprendere meglio le circostanze della tragedia.

INSERITO DA ANGELA CECERE Una donna di 30 anni è stata trovata senza vita in un bed and breakfast di via Portici, nel cuore di Merano. L’allarme è scattato nella mattinata di mercoledì 2 Aprile, quando il fidanzato della giovane, preoccupato per la sua mancanza di risposte al telefono, ha avvisato le autorità. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra Mobile e della Scientifica, che hanno effettuato i rilievi necessari. Dai primi accertamenti, non sono emerse tracce di violenza sul corpo della donna, e al momento sembra che si possa escludere il coinvolgimento di terzi. Per chiarire le cause del decesso, la Procura di Bolzano ha disposto l’autopsia, che sarà accompagnata da un esame tossicologico. Gli inquirenti attendono i risultati per comprendere meglio le circostanze della tragedia. 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Suor Paola, morta la super tifosa della Lazio: aveva 77 anni. Era malata da tempo L'annuncio è arrivato da parte di Guido De Angelis alla serata per 'Long John' a Roma

2 Aprile 2025, 08:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Suor Paola, morta la super tifosa della Lazio: aveva 77 anni. Era malata da tempo L'annuncio è arrivato da parte di Guido De Angelis alla serata per 'Long John' a Roma

INSSERITO DA ANGELA CECERE Il mondo Lazio va a dormire con una tremenda notizia. Nella serata odierna è mancata Rita D’Auria, per tutti “Suor Paola” per la vocazione avuta il 25 gennaio, giorno della conversione di San Paolo sulla via di Damasco. Originaria di Roccella Jonica (Reggio Calabria) ma trasferitasi a Roma dai vent’anni d’età, si è spenta a 77 anni nella sua stanza di convento, a Via Monti della Farnesina. Appartenente alla congregazione delle Suore Scolastiche francescane di Cristo Re, la religiosa ha legato da sempre il suo nome alla Lazio, di cui era tifosissima, e da qualche mese lottava con la consueta determinazione contro un male incurabile. La situazione è precipitata nel pomeriggio e la malattia le è stata fatale. Da stanotte, Suor Paola entra nel firmamento biancoceleste. La storia di Suor Paola, da Roccella Jonica a Quelli che il Calcio Nel 1998 aveva fondato la ONLUS So.Spe (Solidarietà e Speranza), che grazie al prezioso aiuto di benefattori e volontari, è ancora attivissima nell’assistenza a ragazze madri, bambini e persone colpite da violenze e povertà. Da sempre impegnata nel sociale, Suor Paola è nota al grande pubblico anche (e forse soprattutto) in quanto volto della storica trasmissione “Quelli che il calcio”, in cui per oltre quindici anni complessivi ha dato voce e volto ai sostenitori biancocelesti. Sempre positiva e propositiva, la RAI la inserì nel novero delle donne più potenti della televisione italiana. Ufficiale al merito della Repubblica Italiana, è stata una vera e propria istituzione nella Capitale, dove per anni ha lavorato come maestra presso l’Istituto Sacro Cuore di Gesù alla Farnesina.  Vulcanica e perseverante, sempre in prima linea per aiutare i più bisognosi, per decenni ha servito alle mense per non abbienti, occupandosi di svariate case-famiglia per donne, adolescenti e anziani. Anche allenatrice di calcio dei più piccoli, ha curato in prima persona una fervente attività di volontariato presso il carcere di Regina Coeli di Roma. Celebri i suoi "viaggi" per la città per incontrare i figli e le famiglie dei detenuti. Durante il ventennio di gestione Lotito, a cui è sempre stata molto vicina, ha organizzato – tra gli altri – numerosi eventi di beneficenza (compresi gli eventi coinvolgendo spesso la società biancoceleste, con i calciatori della Lazio che a turno hanno preso parte in qualità di camerieri a cene riservate alle categorie di persone meno fortunate. Del resto, “Aiutare chi ne ha bisogno donando speranza a chi l’ha persa” era tra gli obiettivi designati della sua vita. Icona di tenacia, ha avuto un legame fortissimo con Papa Giovanni Paolo II. Da Cragnotti a Zaccagni, i rapporti con il club Legatissima all’ex Presidente del club, Sergio Cragnotti, nel microcosmo biancoceleste ha stretto rapporti di profonda amicizia e collaborazione con tanti calciatori della Lazio: da Vincenzo D’Amico a Giuseppe Signori, da Marco Parolo a Mattia Zaccagni. Ha letteralmente adorato diversi allenatori della Lazio: da Eriksson, di cui stimava la grande serietà, a Delio Rossi, che per tenere fede ad una scommessa fece un tuffo nella Fontana dell’Acqua Paola situata sul colle Gianicolo, dopo un derby vinto nel dicembre 2006. Suor Paola ha reso lo stadio Olimpico più volte teatro di solidarietà organizzando eventi a scopo benefico, l’ultimo nel 2022, il quadrangolare “Insieme per la Pace”. Per anni ha portato alcune scolaresche a vedere gli allenamenti di Maestrelli a Tor di Quinto, e dal febbraio 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, ha accolto centinaia di persone in fuga dai territori interessati dal conflitto. La Lazio piange Suor Paola, che da oggi tiferà dal cielo assieme a molti dei suoi beniamini e idoli indiscussi. Il saluto della Lazio La Lazio saluta suor Paola, «fervente religiosa ed orgogliosa ambasciatrice della Lazialità". «La S.S. Lazio, con in testa il presidente Claudio Lotito e la dottoressa Cristina Mezzaroma, partecipa commossa al cordoglio per la scomparsa di suor Paola D'Auria, fervente religiosa ed orgogliosa ambasciatrice della Lazialità", si legge sul suto della società. «La sua casa famiglia ha donato solidarietà e speranza (come il nome della sua associazione) a molti giovani, detenuti, vittime della povertà e della violenza, ragazze madri e persone ferite da problemi sociali della nostra epoca - prosegue la nota del club biancoceleste - Mancherà il suo sorriso, ma non cesserà di certo l'umanità dei suoi collaboratori nel proseguire ciò che ha creato».

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Val Kilmer morto a 65 anni, addio all'attore americano star di Top Gun e Batman Forever

2 Aprile 2025, 08:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Val Kilmer morto a 65 anni, addio all'attore americano star di Top Gun e Batman Forever

INSERITO DA ANGELA CECERE L'attore americano, famoso per i suoi ruoli in Top Gun, Batman Forever e per aver interpretato Jim Morrison nel film "The Doors", stava lottando con un cancro alla gola da diversi anni  Val Kilmer è morto a 65 anni, a Los Angeles, stroncato da una polmonite. L'annuncio è stato dato dalla figlia Mercedes. L'attore americano, famoso per i suoi ruoli in Top Gun, Batman Forever e per aver interpretato Jim Morrison nel film "The Doors", stava lottando con un cancro alla gola da diversi anni.  La diagnosi era arrivata nel 2014 ma poi si era ripreso dopo un trattamento con chemioterapia e un intervento chirurgico alla trachea, che tuttavia avevano ridotto la sua capacità vocale. Attore hollywoodiano protagonista di tanti film, con le sue doti proteiformi e la personalità sfuggente ha saputo conquistare anche ruoli secondari di alto profilo. Val Kilmer, chi era l'attore Val Kilmer è nato a Los Angeles il 31 dicembre del 1959 ed è il secondo di tre figli. La famiglia ha origini tedesche, scozzesi, irlandesi e svedesi. I genitori, Eugene Kilmer e Gladys Ekstadt, divorziano quando Val ha otto anni e il giovane si trasferisce col papà e i due fratelli nella San Fernando Valley. Uno dei due fratelli, quello più piccolo, è annegato in piscina nel 1977, quando aveva 15 anni. Nel 1993 muore il padre e Val Kilmer si avvicina al credo cristiano scientista mentre frequenta la Chatsworth High School insieme agli attori Kevin Spacey e Mare Winningham. Dopo essere passato alla Berkley Hall School di Beverly Hills, diventa la persona più giovane ad accedere alla facoltà di arte drammatica della prestigiosa Juilliard School. Qui prese parte a una rappresentazione teatrale, "How It All Began", che gli valse l'ammirazione del regista Francis Ford Coppola. Per questo gli fu proposto un ruolo nel film da lui diretto, "I ragazzi della 56ª strada", ma Val Kilmer rifiutò per evitare che si sciogliesse la società teatrale di cui faceva parte a causa del suo allontanamento.  Dopo il suo debutto nel 1984 nel film comico "Top Secret!" la sua carriera prende il volo tra Top Gun, Willow, Kill Me Again, The Door, Batman Forever e tanti altri ruoli che lo hanno reso famoso al grande pubblico. Ha anche prestato la voce per diversi film di animazione, tra cui "Il Principe di Egitto". 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Auto investe e uccide una donna: «Stava camminando sul marciapiede» Sull'episodio indaga la Polizia Municipale

31 Marzo 2025, 08:40am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Auto investe e uccide una donna: «Stava camminando sul marciapiede» Sull'episodio indaga la Polizia Municipale

INSERITO DA ANGELA CECERE Incidente stradale mortale a San Giorgio a Cremano, Napoli, domenica, 30 marzo 2025. Un uomo a bordo di un auto, per cause in corso di accertamento, ha investito una donna provocandone la morte. Sull'episodio indaga la Polizia Municipale. Cosa è successo La 55enne stava camminando tranquillamente sul marciapiedi, secondo le prime ricostruzioni, quando sarebbe stata travolta dall'automobile senza controllo, una Peugeot 208, guidata da un uomo di 57 anni. Il corgolio Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di San Giorgio, Giorgio Zinno: «Cari concittadini, purtroppo si è verificato un incidente mortale in via Pittore, all'altezza del civico 53, che ha coinvolto una donna di 55 anni investita da un uomo di 57 e deceduta sul colpo. Secondo quanto ricostruito dalla polizia municipale, immediatamente intervenuta sul posto insieme ai Carabinieri della stazione di San Giorgio a Cremano, la donna stava passeggiando sul marciapiede, quando il conducente dell’auto avrebbe improvvisamente perso il controllo e sbandando ha colpito la signora facendola cadere in strada procurandole la morte. Sul posto sono arrivati immediatamente anche i medici del 118, ma nonostante ripetuti tentativi di rianimazione, purtroppo i sanitari hanno dovuto constare il decesso della donna. L'uomo alla guida, in visibile stato di shock, ora si trova in ospedale. Sono in contatto con la nostra Polizia Municipale che sta avviando tutti gli accertamenti necessari, anche attraverso la visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, al fine di fare chiarezza sulla dinamica e sulle cause di questa tragedia. Alla famiglia della vittima va il cordoglio da parte della comunità sangiorgese».

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Gioacchino Vaccaro scende in strada per difendere il figlio 17enne e viene picchiato a morte sotto gli occhi della moglie Gli autori del pestaggio sono prima fuggiti e poi si sono consegnati ai carabinieri

31 Marzo 2025, 08:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Gioacchino Vaccaro scende in strada per difendere il figlio 17enne e viene picchiato a morte sotto gli occhi della moglie Gli autori del pestaggio sono prima fuggiti e poi si sono consegnati ai carabinieri

INSERITO DA ANGELA CECERE Dramma nel Palermitano. Gioacchino Vaccaro (detto Gino) è morto nell'ospedale Civico di Partinico per le ferite riportate dopo essere stato picchiato da due persone. Il 45enne, secondo una prima ricostruzione, è sceso in strada per difendere il figlio di 17 anni che era stato aggredito da due giovani in largo Avellone perchè li aveva sgridati in quanto sarebbero passati ad alta velocità con l'auto per la strada. «Massacrato di botte» I due avrebbero picchiato il ragazzo davanti alla madre, che avrebbe chiamato in soccorso il marito e anche lui sarebbe stato massacrato di botte. Portato in ospedale è poi morto. La vittima aveva una rivendita di frutta e verdura proprio in Largo Avellone a Partinico dove si è verificata la rissa. ​Al Civico è stato portato dai sanitari del 118 anche il 17enne con ferite alla testa. Le indagini Gli autori del pestaggio sono prima fuggiti e poi si sono consegnati ai carabinieri. Gli agenti di polizia stanno sentendo amici e parenti per cercare di ricostruire quanto è accaduto.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Roberta Mazzuoli morta per l'anestesia, nella clinica due precedenti. Il compagno: «Chiedo a tutti una preghiera per lei»

30 Marzo 2025, 09:16am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA «Chiedo a tutti di rivolgere una preghiera alla mia Roberta». È il messaggio pieno di dolore di Lorenzo, compagno di Roberta Mazzuoli, la donna di 48 anni morta improvvisamente nella sala operatoria di una clinica ad Arezzo dove era arrivata per un intervento agli occhi al quale non è mai riuscita a sottoporsi. L’operazione, fissata da tempo, doveva essere un trattamento delicato ma di routine per regolare la pressione oculare. Invece, dopo l’anestesia totale, Roberta non si è più svegliata. È deceduta ancor prima che l’intervento avesse inizio. 

L'intervento agli occhi programmato

Roberta Mazzuoli si era rivolta al San Giuseppe Hospital di Arezzo, una clinica privata convenzionata con il sistema sanitario, per un’operazione all’occhio legata a una complicanza derivante da un problema tiroideo. Come riporta Repubblica, non si trattava, secondo i familiari, di un intervento invasivo, ma a causa di alcuni passaggi tecnici più complessi era stata prevista anestesia totale. Durante la preparazione alla procedura, però, la 48enne ha avuto un arresto cardiaco e non ha mai ripreso conoscenza. 

L’inchiesta

La Procura di Arezzo ha immediatamente aperto un’inchiesta per far luce su quanto accaduto. Il fascicolo è stato affidato ai carabinieri che hanno già acquisito le cartelle cliniche e i nomi di medici e anestesisti coinvolti nell’operazione. In attesa dell’autopsia, che sarà fondamentale per stabilire la causa del decesso, la salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale San Donato. Gli inquirenti dovranno accertare se si sia trattato di un tragico evento imprevedibile o se vi siano state negligenze mediche, valutando anche i tempi della chiamata ai soccorsi e l’adeguatezza della procedura anestesiologica adottata. 

I precedenti

Dalla clinica San Giuseppe Hospital di Arezzo, dove è avvenuto il decesso, fanno sapere che è stata avviata un’indagine interna. «Le circostanze del decesso sono attualmente oggetto di accurati accertamenti anche con la direzione medica per chiarire le cause dell’evento» si legge in una nota. La struttura sanitaria assicura «massima trasparenza e collaborazione con le autorità» per accertare eventuali responsabilità.

Il decesso di Roberta Mazzuoli non è il primo avvenuto nella struttura. Nel 2021, infatti, la Procura aveva già indagato su altri due episodi analoghi: un uomo morto dopo un’anestesia preliminare a un intervento di ernia del disco e una donna finita in coma per mesi dopo un’operazione alla schiena. Entrambi i casi sollevarono dubbi sulle pratiche anestesiologiche nella clinica e, adesso, si teme un possibile punto di contatto con quanto accaduto a Roberta. LEGGO.IIT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA «Nato a Roma da una famiglia filippina, ho dovuto lottare contro bullismo e doppi pregiudizi per poter sognare in grande»

30 Marzo 2025, 09:02am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA «Sono nato a Roma da una famiglia originaria delle Filippine e ci sono rimasto fino a 22 anni, quando ho deciso di andare a lavorare all’estero. Avevo scelto Londra. Ricordo che lì, quando dicevo di venire dall’Italia, mi sentivo rispondere solo quanto fosse bella. A Roma, invece, mi si chiedeva, subito dopo, di dove fossi veramente». John Patrick Reyes, oggi 36enne, venuto al mondo all’ospedale Gemelli con dei tratti somatici orientali e un incarnato ambrato, ha trascorso la vita dovendo convincere gli altri di essere italiano e, fin da piccolo, ha conosciuto sulla sua pelle la ferocia del bullismo.

«Giocavo a calcio all’Aurelio a Primavalle. Un quartiere difficile, ignorante, ma anche vero e sincero. Io ero il diverso, l’unico straniero e dovevo dimostrare di valere il ruolo nelle Giovanili, di essere all’altezza dello sport agonistico. I ragazzi tra i 13 e i 18 anni sono crudi e i campi che giravamo tosti: a Corviale, Tor Tre Teste, Serpentara, come da noi, l’insulto era il buongiorno. Nei paesi della provincia di Roma, poi, non ne parliamo. Venivo bersagliato di continuo e, quando si perdeva, l’accanimento era ulteriore», ricorda Patrick, che non si è mai tirato indietro davanti a quei colpi duri. Anzi, pur soffrendone, li ha sempre affrontati come una sfida. Volavano cazzotti e tirate di capelli? C’era la caccia all’uomo nei suoi confronti? Lui reagiva con coraggio, facendo meglio col pallone. 

John Patrick Reyes a Londra

I compagni, invece, erano dalla sua parte: «"Siamo una squadra e quando si gioca non ci sono diversi", mi dicevano. Non scorderò mai il giorno che presi la fascia da capitano. Era il premio dei miei sacrifici, il simbolo della mia appartenenza al gruppo», aggiunge Patrick, che a 18 anni si guadagna anche il passaporto italiano, dopo un primo pezzo di vita passato a rinnovare annualmente il permesso di soggiorno al commissariato di Tor Tre Teste.

«Non proprio un bel ricordo. Le attese sono lunghissime, si creano file infinite e ci sono scontri con la polizia. Il giorno del giuramento è stata un’esperienza positiva. Ma solo lì per lì. Perché poi mi sono chiesto come fosse possibile che una persona nata e cresciuta qui, dovesse giurare per avere la nazionalità? Mio figlio Vincent è nato a Londra e siccome io e mia moglie, romana anche lei, eravamo stabilmente residenti nel Regno Unito da anni, ha avuto diritto al passaporto italiano e inglese. Su questo, sicuro si può fare qualcosa di più in Italia».

Patrick, invece, per sentire di valere e potersi affermare nella società, ha dovuto condurre un’esistenza nel segno di continue dimostrazioni. E lungo un doppio binario: agli italiani, da una parte, ai filippini, dall’altra. «Per emanciparmi oltre l’immaginario comune o quello che ci si concede, a un certo punto sono andato via, a Londra e ci sono rimasto 12 anni.

Un’esperienza “mind-blowing” (stupefacente). Lì ho capito il posto nel mondo che avrei voluto occupare. I miei genitori e parenti lavorano in impieghi umili, come domestici o badanti, perché non tutti i filippini della vecchia generazione sono andati a scuola. La loro timidezza li rende, poi, accondiscendenti. Non dicono mai la loro, neanche se non gli va bene qualcosa. In più, vivono ghettizzandosi. Per quanto sia difficile cambiare Paese, soprattutto per la barriera linguistica, la comunità non ha provato a integrarsi», spiega Patrick, che dalla famiglia, che comunque gli vuole bene, è sempre stato considerato “il diverso”.

 

Patrick e suo padre Enrico

«In me rivedo mia madre, quando si separò da papà. Lui ha avuto protezione. Lei, a discapito mio e di mia sorella, si è trasferita in Irlanda, per ricominciare. O fai parte della famiglia, o vai per la tua strada», continua il giovane che a un certo punto ha scelto di partire, per riscattare attraverso la carriera, l’immagine che si ha del filippino. Poi da Londra è rientrato a Roma, dove è stato assunto nel famoso member club “Soho House” di San Lorenzo, per ricoprire il ruolo di Floor manager e House trainer. Ma la sua vita sta per cambiare di nuovo: prossimamente, tra aprile e maggio, sarà impegnato da socio titolare nel suo locale con ristorante a viale Gorizia (corso Trieste), per guidarne l’orchestra operativa. «Mi sono sentito chiedere perché non aprissi una gastronomia filippina. Ma io sono nato e cresciuto qui e, anche se fossi rimasto in Inghilterra, avrei scelto un ristorante italiano», spiega il romano che, se fino a ieri cercava il riconoscimento attraverso l’appartenenza a un gruppo, oggi si “accontenta” di sapere di potercela fare da solo. 

Patrick e suo figlio Vincent a Londra

Adesso che ha costruito le basi, Patrick va per la sua strada come individuo a capo di un suo progetto. E lo fa anche da papà, accompagnando suo figlio verso la vita: «So che dovrà lottare, per trovare il suo posto nel mondo senza condizionamenti. L’altro giorno eravamo a casa di papà, che stava guardando un programma filippino e il bambino gli ha chiesto che lingua parlassero in tv. Vincent è un piccolo me, ha 5 anni e deve sapere che una parte di lui è filippina. Ma dovrà trovare la sua strada in Italia, con coraggio e oltre gli ostacoli e i pregiudizi, nella libertà di sognare in grande».

di Sabrina Quartieri LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Domenica ancora con la pioggia su alcune regioni. Ecco dove

30 Marzo 2025, 08:58am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Meteo domenica

INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'area di bassa pressione che insiste sul bacino centrale del Mediterraneo responsabile delle forti condizioni di maltempo che nelle ultime 24h hanno colpito soprattutto il Sud, tenderà a scivolare gradualmente verso l'area ionica.  Questo movimento comporterà un miglioramento progressivo del tempo dapprima sulle regioni del medio Adriatico e poi entro sera anche del Sud. Vediamo allora un quadro più completo per la giornata di domenica

METEO DOMENICANord, annuvolamenti residui tra basso Veneto ed Emilia Romagna senza fenomeni ed in dissipazione dal pomeriggio, più soleggiato altrove. Centro, abbastanza soleggiato in Toscana, maggiore variabilità sull'Adriatico con qualche residuo fenomeni in assorbimento nella seconda parte della giornata. Sud, spiccata variabilità con piogge e rovesci intermittenti, anche a carattere temporalesco nelle ore centrali in attenuazione quasi completa entro fine giornata. Temperature stazionarie. Venti moderati con rinforzi dai quadranti settentrionali. Mari molto mossi. FONTE 3B METEO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Fa amputare una gamba per una diagnosi sbagliata: medico condannato

30 Marzo 2025, 08:22am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Sala operatoria - Wikipedia

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nove mesi di reclusione, con la sospensione della pena. Questa la condanna inflitta nella serata di ieri dal giudice monocratico Elio Cicinelli ad un ortopedico, finito sotto processo con la contestazione di lesioni personali gravi. Al centro del processo il dramma di una paziente di Taranto, oggi 49enne, che nel 2017, dopo un calvario ospedaliero, venne sottoposta ad un intervento per l'amputazione della gamba destra. Quell'operazione rappresenta l'epilogo terribile di una vicenda che ieri mattina è stata ripercorsa in aula dal pubblico ministero Francesco Sansobrino nel corso della sua accorata requisitoria. Nel suo intervento il magistrato ha insistito sostenendo la responsabilità per colpa e negligenza del professionista che si era occupato della paziente, colpita da un sarcoma al dorso del piede destro.

La donna in aula

 

La grave malattia della donna, che ieri ha assistito in aula all'udienza conclusiva del processo, venne diagnosticata come «vistosa neoformazione cistica» e questo avrebbe complicato e soprattutto ritardato terribilmente le cure della paziente. Quella diagnosi errata, infatti, non avrebbe consentito di intervenire per tempo e salvare l'arto alla sfortunata paziente, rappresentata in giudizio dagli avvocati Giuseppe Rossodivita e Niccolò Vozza. Da allora, infatti, la tarantina è costretta a vivere senza una gamba. Per la condotta colposa contestata al medico, il pubblico ministero ieri mattina ha concluso la sua requisitoria chiedendo la condanna dell'imputato a un anno e quattro mesi di reclusione. Il giudice Cicinelli, dopo la camera di consiglio, ha decretato per il medico la condanna a nove mesi con la sospensione della pena.
Da rilevare che la vicenda è anche oggetto di un procedimento civile per il riconoscimento del risarcimento del danno.

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