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news italia e dal mondo

NEWS ITALIA E DAL MONDO Pordenone folli notti della gang di 5 minorenni: rubare auto per noia e ubriacarsi

10 Novembre 2019, 10:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 

Folli notti della gang di 5 minorenni: rubare auto per noia e ubriacarsi

Il nuovo gioco dell’estate? Rubare auto e poi abbandonarle alla periferia di Pordenone. Tra maggio e settembre 5 adolescenti di Fiume Veneto, Zoppola e Concordia Sagittaria con le loro scorribande hanno sfidato i Carabinieri e creato allarme. Sui gruppi Facebook e WhatsApp non si parlava d’altro che dei furti notturni: una psicosi. Nessuno immaginava che all’origine di tanto scompiglio potessero esserci quei ragazzini che facevano i bulletti infastidendo e minacciando i passanti a Zoppola o a Fiume.

di Cristina Antonutti Il Gazzettino

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Bologna, tir va a fuoco in un'area di servizio sulla A1: feriti due vigili del fuoco

9 Novembre 2019, 09:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

L'incidente all'altezza del Cantagallo. C'è stata un'esplosione durante l'intervento. I pompieri, di 53 e 33 anni, hanno riportato fratture. Il comandante De Vincentis: "Non era un trasporto di sostanze pericolose. Solidarietà ai nostri uomini da parte di tutto il corpo"

Bologna, tir va a fuoco in un'area di servizio sulla A1: feriti due vigili del fuoco

BOLOGNA - Le fiamme, poi una esplosione. Due vigili del fuoco sono rimasti feriti durante l'intervento per spegnere l'incendio di un camion, nella notte, in prossimità dell'area di servizio Cantagallo sull'A1, nel Bolognese.

A prendere fuoco un autoarticolato che trasportava materiali vari (plastica, maglieria, manufatti). L'autista viste le prime fiamme ha deciso di spostare il mezzo dal parcheggio della stazione di servizio alla corsia di manovra dell'autostrada tra Cantagallo Ovest e l'uscita di Pontecchio. Per evitare guai alla motrice ha staccato il rimorchio che cominciava a bruciare più intensamente.

Bologna, tir in fiamme: due vigili del fuoco feriti

 

 

L'intervento è stato immediato. La prima squadra sul posto dal distaccamento di Zola Predosa. I vigili del fuoco hanno iniziato a spegnere l'incendio con l'utilizzo di scale appoggiate al portellone posteriore del mezzo. All'improvviso una forte esplosione ha scaraventato per terra tutta la squadra.

Due vigili - un bolognese di 53 anni e un 33enne originario del Casertano - hanno riportato fratture, il più giovane al bacino e l'altro a un braccio. Sono stati portati all'ospedale Maggiore, al momento sono sottoposti a visite mediche e indagini diagnostiche al pronto soccorso ortopedico.


La chiamata di soccorso è arrivata alle 2.10 alla sala operativa del 115. L'esplosione è avvenuta durante lo spegnimento, portato a termine dai rinforzi arrivati dalla sede centrale di Bologna dei vigili del fuoco e del distaccamento volontario di Monzuno.

"Non era un trasporto di sostanze pericolose, il mezzo aveva al suo interno colli di vario genere - spiega il comandante dei vigili del fuoco Michele De Vincentis - i nostri uomini hanno cominciato l'azione di raffreddamento. Fanno centinaia di interventi di questo tipo ogni anno perché purtroppo gli incendi coinvolgono parecchi mezzi che passano dalle arterie importanti del Bolognese. Si sono avvicinati per raffreddare, qualcuno di questi colli conteneva sostanze di cui ancora non conosciamo le caratteristiche, c'è stata una sovrapressione che ha creato una piccola onda d'urto, i colli sono stati scaraventati all'esterno facedo cadere i nostri uomini. Il comando e il corpo nazionale è loro vicino. La squadra è molto valida, uno dei due feriti ha oltre vent'anni di servizio".

L'autostrada è stata parzialmente interrotta durante le operazioni di soccorso. E' intervenuta anche la Polizia Stradale e personale di Autostrade. Le operazioni si sono concluse alle 6.30.  

DI ROSARIO RAIMONDO LA REPUBBLICA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Sequestrata dalle Fiamme Gialle una casa di riposo abusiva a Menaggio (Como), rette concorrenziali e un’immagine da B&B

9 Novembre 2019, 08:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

DI MICHELE PAPPACODA Una mancata dichiarazione di redditi per oltre 450.000 euro con un’imposta evasa pari a circa 225.000 euro, da parte della titolare di una casa di riposo abusiva operante nella zona dell’alto lago di Como, è stata scoperta dalla Gdf di Menaggio (Como). “Celandosi sotto la falsa veste, a seconda dei casi, di affittacamere, B&B, casa-vacanze e residence – si legge in una nota della Gdf – la struttura funzionava come una vera e propria residenza assistenziale per anziani del tutto abusiva”. La titolare della struttura è stata arrestata con l’accusa di sfruttamento del lavoro, esercizio abusivo della professione sanitaria, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, mentre la struttura è stata sequestrata. L’attività abusiva, complice il prezzo altamente concorrenziale delle rette mensili (dai 1.200 ai 1.500 euro mensili), ha generato significativi guadagni, quantificati dalle Fiamme Gialle lariane in oltre 450 mila euro complessivi.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Alessandria, l’ultimo saluto ai tre vigili del fuoco morti nell’esplosione della cascina, alle esequie presenti le alte cariche dello Stato

9 Novembre 2019, 08:40am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

di Michele Pappacoda Tra gli applausi e accompagnati dal saluto delle sirene hanno fatto ingresso nella cattedrale di Alessandria le salme dei tre vigili del fuoco morti nell’esplosione della cascina di Quargnento. Portate a spalla dai colleghi le tre bare avvolte nel Tricolore hanno fatto ingresso in chiesa tra due ali di vigili del fuoco sull’attenti. Alle esequie solenni il presidente del consiglio Giuseppe Conte accompagnato dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, dal presidente del Piemonte Alberto Cirio e dal sindaco di Revigliasco, Gianfranco Cuttica di Revigliasco. Il premier, che è arrivato a piedi, lungo il tragitto ha stretto le mani dei vigili del fuoco schierati lungo la via che conduce alla chiesa. Poco prima era giunto il presidente della Camera, Roberto Fico. Alla cerimonia funebre hanno partecipato circa 1500 vigili del fuoco da tutta Italia.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO I sogni spezzati dalle fiamme, brucia casa del gruppo scout Agesci Catania 5. “I nostri passi saranno più pesanti sulla nostra strada”

9 Novembre 2019, 07:39am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MINEO  Doveva essere il risultato di un lavoro comune e di squadra, il quale aveva coinvolto tanti giovani e non, bambini compresi. E invece qualcuno, per motivi ancora da definire e in maniera meschina, ha reso vani i sacrifici del gruppo scout Agesci Catania 5. Tale gruppo aveva ricevuto in comodato d’uso una casa cantoniera in contrada Rocchicella, nel comune di Mineo, nel Catanese.

La casa, per un anno e sei mesi, è stata teatro di ristrutturazioni e lavori, messi in atto grazie ai fondi degli autofinanziamenti fatti con i ragazzi scout dell’associazione (lupetti, esploratori guide, Rover e Scolte) e sarebbe dovuta essere inaugurata il 15 dicembre prossimo. Oggi però, la struttura è stata trovata distrutta dalle fiamme, appiccate a quanto pare in maniera dolosa da ignoti.

L’associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani ha scritto a riguardo: “Il gruppo scout Agesci Catania 5, nel maggio del 2018, aveva ricevuto in comodato d’uso una casa cantoniera in contrada Rocchicella, nel comune di Mineo, destinata alle attività scout e a gruppi di preghiera. Dopo un anno e sei mesi di lavori per ristrutturarla, solo con i fondi degli autofinanziamenti fatti con i propri ragazzi scout, (lupetti, esploratori guide, Rover e Scolte) e quasi pronta per l’inaugurazione prevista per il 15 di dicembre 2019 in occasione delle festività natalizie. Oggi, 8 novembre 2019, siamo venuti a conoscenza che ignoti, in maniera dolosa, hanno appiccato fuoco alla casa, procurando notevoli danni alla struttura e provocando forti delusioni e sconforto a noi tutti. Ancora una volta viene tolta ai ragazzi un’occasione sana di crescita personale e spirituale, ancora una volta vengono tagliate le ali a chi vorrebbe volare nel vero, nel buono e nel giusto. Noi non ci arrendiamo e, credendo in quei valori che oggi si stanno piano piano perdendo, continueremo a battere passi pesanti sulla nostra strada”.

Indignato il capo dell’associazione, Antonino Tringale, il quale ha espresso tutta la sua rabbia e delusione per quanto accaduto ai nostri microfoni: “In questo momento stiamo facendo la denuncia ai carabinieri. Siamo anche assieme ai vigili del fuoco, dato che la casa è a due piani, uno dei quali risulta pericolante. Questo è un atto doloso contro il gruppo scout dell’Agesci. La casa era quasi abbandonata e di proprietà della provincia, la quale l’aveva data in comodato d’uso a noi per fare vivere delle esperienze ai bambini facenti parte degli scout e non, a gruppi religiosi e non solo. Con il nostro lavoro fatto assieme ai ragazzi l’abbiamo ristrutturata. Per la cerimonia di inaugurazione, prevista per giorno 15 dicembre, avevamo invitato il vescovo, il sindaco e le autorità. Invece, qualcuno ha pensato di non farci fare nulla e l’ha bruciata“.

 

Tringali ha proseguito dichiarando i suoi sospetti riguardo la situazione venutasi a creare: “Non so se definirlo un atto mafioso, ma di sicuro intimidatorio. Come se qualcuno ci volesse via dalle scatole. Noi siamo stati avvisati oggi, ma l’incendio sarà stato appiccato ieri o, al massimo, l’altro ieri. Oltre ad aver presentato denuncia, abbiamo chiamato anche il sindaco tramite la dottoressa Spadafora, nostra referente della provincia regionale di Catania. Loro stanno aspettando le nostre comunicazioni“.

Non solo rabbia, ma anche forza di ricominciare e di lanciare un messaggio, specialmente a chi ha provato a distruggere i sogni e i sacrifici di chi voleva fare solo del bene: “Questa notizia deve ‘camminare’ e fare rumore. Per noi è importante che questa storia giri. Noi non ci fermeremo . I nostri passi saranno più pesanti sulla nostra strada. Spero che questo messaggio arrivi a tutti i gruppi scout del mondo e anche a chi non ne fa parte. Non sarà un atto così meschino a fermarci“.

FONTE NEWSSICILIA.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Cesena, la classe si vaccina contro l'influenza per "proteggere" il compagno malato

8 Novembre 2019, 09:23am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

NEWS ITALIA E DAL MONDO Cesena, la classe si vaccina contro l'influenza per "proteggere" il compagno malato

Davvero un gran bel gioco di squadra, la lezione più importante. Che i bambini di una scuola di Cesena hanno dimostrato di conoscere molto bene. Il loro compagno di classe, reduce da una dura battaglia contro la leucemia linfoblastica acuta, desidera tornare a scuola dopo un anno di cure. E loro lo accolgono a braccia aperte. Come? Vaccinandosi in blocco contro l'influenza. Il piccolo Tommaso infatti, un alunno di seconda elementare, si è ammalato un anno fa e per l'intero periodo è stato assente dalle lezioni, per curarsi. Ora può tornare a scuola: ma il suo sistema immunitario è ancora debole e anche una semplice influenza potrebbe rivelarsi decisamente pericolosa. Ha bisogno di uno scudo protettivo e saranno i suoi compagni a fornirglielo: una trentina di bambini (tra cui sette alunni di un'altra classe) hanno fatto il vaccino anti-influenzale insieme alle insegnanti e a diversi genitori e fratelli dei compagni. «Bambini e genitori - ha commenta Antonella Brunelli responsabile della pediatria di comunità di Cesena - hanno compiuto un gesto di responsabilità, di generosità e di amicizia che ci ha riempito di gioia». Una sorta di abbraccio protettivo da parte degli amichetti e delle loro famiglie, a cui sono arrivati anche i ringraziamenti del presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. Stop all'influenza, quindi, ma anche alle altre malattie. «Hanno fatto benissimo spiega il virologo Roberto Burioni -. Questi bambini non solo stanno proteggendo il loro amico, ma anche se stessi. Quando vacciniamo i nostri figli, ci guadagniamo tutti: con la vaccinazione i batteri circolano di meno. Purtroppo il vaccino contro l'influenza non è tra i più efficaci perché il virus cambia sempre un po', ma è comunque sicurissimo. Ovviamente per salvaguardare il bimbo servono anche tutti gli altri vaccini obbligatori, penso al morbillo: per un bambino immunodepresso potrebbe essere letale. Purtroppo è accaduto che un bambino, guarito dalla leucemia, sia deceduto poi per aver contratto successivamente il morbillo. Si tratta di un gesto di responsabilità civile per non far circolare virus pericolosi soprattutto per i più deboli».

LEGGO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Assegnata la scorta a Liliana Segre

7 Novembre 2019, 12:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Della settimana scorsa la notizia dell'Osservatorio antisemitismo che ha calcolato circa 200 insulti e minacce sui social network ricevuti in media dalla senatrice a vita, sopravvissuta ai campi di concentramento

Assegnata scorta Liliana Segre

La senatrice a vita Liliana Segre avrà la scorta. La decisione è stata presa dal prefetto di Milano, Renato Saccone durante una riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza, ed è arrivata in seguito alle minacce via web e allo striscione di Forza Nuova esposto nel corso di un appuntamento pubblico a cui la senatrice partecipava. La notizia è riportata da diversi quotidiani. 

Della settimana scorsa la notizia dell'Osservatorio antisemitismo che ha calcolato circa 200 insulti e minacce sui social network ricevuti in media dalla senatrice a vita, sopravvissuta ai campi di concentramento. Messaggi di odio da parte di "odiatori seriali" secondo lei, che disse "vanno curati. sono persone di cui avere pena". Episodi non sottovalutati dalla Procura di Milano che ha aperto un'inchiesta allo stato contro ignoti. 

FONTE AGI

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Luca Sacchi, i funerali a Roma. Chiesa gremita, Anastasiya non c'è. Il parroco: «La sua morte ha fatto morire anche noi»

7 Novembre 2019, 07:23am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

È gremita la chiesa del Santissimo nome in Maria all'Appio dove si stano celebrando i funerali di Luca Sacchi, il giovane ucciso da un colpo di pistola durante una compravendita di droga a Roma. All'arrivo del feretro qualcuno ha pianto e altri si sono abbracciati. Tante le corone di fiori di amici, parenti e semplici cittadini. Intorno alla bara di legno chiaro la madre di Luca Sacchi si è accovacciata, inerma. 'La mamma non si stacca più', dicono i parenti in lacrime. Come la nonna del ragazzo, portata in chiesa di peso mentre ripete «figlio mio», «figlio mio». Intorno una folla silenziosa di parenti e amici, i fiori ovunque e, sopra la bara, sistemata davanti all'altare, una cascata di rose bianche.

Un lungo applauso ha accompagnato l'uscita del feretro di Luca Sacchi al termine dei funerali. La mamma, tra le lacrime, ha abbracciato a lungo la bara con sopra una grande corona di rose bianche e la fascia con scritto «Mamma, papà e Federico». Assente alla funzione la fidanzata di Luca, Anastasiya, che era con lui la notte dell'omicidio. IL PARROCO «La morte di Luca ci ha colpito, in un certo senso ci ha fatto morire anche a noi». Cosi il sacerdote che sta celebrando i funerai di Luca Sacchi nella chiesa santissimo nome di Maria, in zona Appio Latino.
«Il perdono è un'espressione d'amore, perdona loro perché non sanno quello che fanno ha detto Gesù dalla croce. Ma se non si ama è difficile perdonare - ha continuato - ai giovani che sono riusciti a vincere nella vita a Talvolta siamo scoraggiati, ma ci sono la via educativa, l'educazione familiare e scolastica, l'educazione alla legalità, alle regole di vita: non c'è libertà senza legge e i giovani vogliono essere liberi. Auguro a tutti, a me compreso, che la morte di Luca sia per tutti motivo di vita. Che attraverso la sua morte possiamo rispondere alle parole di Gesù: 'credi tu? Credo'».

GLI AMICI Hanno sfrecciato con le moto davanti alla chiesa all'Appio pochi istanti prima dell'inizio della messa. Questo l'omaggio degli amici di Luca Sacchi, il 24enne ucciso con un colpo di pistola alla testa, in occasione dei funerali. Molti i giovani che stanno partecipando alla funzione.

IL CUGINO «Ancora oggi non riesco a realizzare quello che è accaduto. Non è giusto che accadano cose del genere alle persone buone in un mondo ormai allo sbaraglio». A dirlo è stato Roberto, il cugino di Luca Sacchi durante i funerali. « Luca era un ragazzo d'oro che tutti i genitori avrebbero voluto come figlio - ha aggiunto - Sempre sorridente. Ognuno di noi ha un destino, ma questo è troppo. Non abbandonare mai tuo padre, tua madre e Federico. Da oggi sarai il loro angelo. Non ti dimenticheremo mai».

LEGGO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Due suore missionarie tornano dall'Africa incinte, imbarazzo in Vaticano: «Violate regole rigide»

6 Novembre 2019, 09:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

NEWS ITALIA E  DAL MONDO Due suore missionarie tornano dall'Africa incinte, imbarazzo in Vaticano: «Violate regole rigide»

Dopo il caso della monaca di un convento in provincia di Messina, che ha scoperto di essere incinta dopo un viaggio in Africa, un altro episodio analogo, sempre in Sicilia, mette in imbarazzo il Vaticano. Le due religiose, entrambe africane, hanno infatti scoperto di essere incinte dopo essere tornate in Italia da un viaggio nei paesi d'origine.  Giovane suora scopre di essere incinta: «Era appena tornata dall'Africa» Il caso ha suscitato un certo clamore anche al di fuori dell'Italia: anche il Daily Mail racconta la vicenda delle due suore, una proveniente da un convento nei monti Nebrodi e un'altra residente in provincia di Ragusa. Il primo caso, in ordine cronologico, ha riguardato la suora, appartenente a un ordine monastico del Messinese: la donna si è trasferita a Palermo per prepararsi alla gravidanza e con tutta probabilità abbandonerà la vita ecclesiastica per crescere il figlio che porta in grembo. L'altro caso, invece, riguarda una madre superiora proveniente dal Magacascar, che dopo aver accusato forti dolori allo stomaco si è recata in ospedale e ha scoperto di essere incinta. La suora, impegnata in una casa di cura per anziani del Ragusano, sarebbe invece già tornata nel proprio paese d'origine. Il Vaticano ha già avviato delle indagini in merito ai due imbarazzanti episodi. Fonti vicine alla Santa Sede spiegano infatti: «C'è grande costernazione di fronte a queste vicende, entrambe le suore hanno avuto rapporti sessuali nei loro paesi d'origine, nonostante avessero professato il voto di castità. Ci sono regole rigide che sono state violate ma ora la cosa più importante è il benessere dei figli che aspettano».

LEGGO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Brindisi, bomba di 100 chili nel cuore della città: rischio evacuazione per cinque quartieri

6 Novembre 2019, 09:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

NEWS ITALIA E DAL MONDO Brindisi, bomba di 100 chili nel cuore della città: rischio evacuazione per cinque quartieri

Ordigno bellico davanti alla multisala Andromeda di Brindisi, gli artificieri tenteranno di disinnescarlo sul posto ma servono opere di contenimento. Si pensa ad un piano di evacuazione nel raggio di un chilometro e mezzo ed a realizzare delle opere di contenimento per disinnescare la bomba risalente al secondo conflitto mondiale ritrovata sabato scorso nell’area del maxicinema Andromeda. Questa è l’ipotesi intorno alla quale stanno lavorando gli uomini del Genio guastatori dell’Esercito italiano che lunedì scorso hanno eseguito un attento sopralluogo. Stando all’esame degli esperti la bomba si trova in una posizione molto delicata e per questo motivo è particolarmente difficile intervenire. L’ordigno è stato rinvenuto durante i lavori di scavo per l’ampliamento delle sale del maxicinema. Sembra che la ruspa abbia inavvertitamente toccato l’innesco e per questo, qualsiasi intervento gli artificieri andranno ad attuare, bisognerà prima realizzare delle opere di contenimento per ridurre al minimo il rischio di deflagrazione e, di conseguenza, di danni. Si tratta di una bomba lunga circa un metro, che contiene 100 chilogrammi di esplosivo. Gli storici dicono che risalga ad un periodo compreso tra il 1940 ed il 1941 quando il territorio brindisino fu bombardato dagli aerei inglesi. La città era un punto strategico e costituiva un’importante base militare. I libri raccontano che Brindisi subì i principali attacchi aerei nei mesi di novembre e dicembre 1940 e nei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile, novembre e dicembre 1941. Senza ombra di dubbio l’attacco più devastante fu quello della notte tra il 7 e l’8 novembre del 1941, quando le bombe inglesi sventrarono la città uccidendo 80 persone, tra le quali tanti bambini. Tra l’altro, 21 vittime non furono mai identificate. L’ordigno, quindi, risalirebbe ad uno di quegli attacchi. A distanza di 78 anni il terreno ha restituito uno di quegli ordigni, inesploso. E nonostante il tempo trascorso, il potenziale distruttivo resta lo stesso. Lunedì scorso al termine del sopralluogo da parte degli artificieri dell’Esercito italiano si è svolto un vertice in Prefettura. Gli esperti hanno illustrato la situazione specificando che qualsiasi procedura sarà adottata comporterà dei tempi lunghi per la realizzazione delle opere di contenimento e l’adozione di un piano di evacuazione. La posizione in cui si trova l’ordigno richiede infatti delle cautele in più. «Il piano di evacuazione deve essere fatto in funzione delle modalità con cui verrà trattato l’ordigno: se le operazioni verranno fatte a cielo aperto bisognerà adottare un determinato piano di rischio che verrà coordinato dalla Prefettura - ha spiegato il sindaco ma se il trattamento sarà effettuato in loco bisognerà realizzare delle opere di contenimento, che necessitano di tempo per essere realizzate ma limitano l’impatto possibile. Anche nel tentativo di disinnescarla bisogna prendere tutte le precauzioni possibili perché bisogna tener conto anche dell’ipotesi che possa brillare e quindi il piano di rischio deve prevedere entrambe le ipotesi». Il piano di evacuazione, in ogni caso, prevede di isolare un raggio di un chilometro mezzo. «Non è possibile - sottolinea ancora il sindaco - stabilire i tempi: dobbiamo aspettare il nuovo sopralluogo e la relazione degli artificieri e poi vedere se l’operazione sarà fatta a cielo aperto, cosa della quale dubito, perché il rischio è troppo elevato. Se invece sarà confermata la necessità delle opere di contenimento ci saranno dei tempi per realizzarle. Al di là di tutto le decisioni non sono state prese, né tanto meno sono stati stabiliti i tempi. Non basterà neppure una settimana per la realizzazione delle opere. Una cosa, però, è giusto chiarire: gli artificieri hanno assicurato che l’ordigno non può esplodere perché la zona è presidiata. Il disinnesco, quindi, non va fatto in un tempo prestabilito perché c’è un pericolo imminente. Non c’è nessun pericolo in questo momento, la situazione di pericolo nasce nel momento in cui si andrà ad operare». 

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