Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Momenti di paura giovedì pomeriggio poco dopo le 15 al McDonald's, situato nel centro commerciale Brin Park di Brindisi. Tre rapinatori armati di fucile, con il volto coperto da un passamontagna, hanno fatto irruzione nel locale pieno di genitori e bambini intenti a quell'ora a pranzare. Uno del gruppo è rimasto all'esterno a fare da palo a bordo di una Renault. I malfattori dopo aver arraffato il denaro all'interno di una cassaforte posizionata nel retro del locale, sono fuggiti in tutta fretta lasciando per strada il fucile. Sul posto poco dopo sono giunte due pattuglie della sezione volanti della questura di Brindisi e una ambulanza del 118. Le forze dell'ordine hanno recuperato l'arma giocattolo nella speranza di poter trovare tracce utili alle indagini. Per fortuna non si sono registrati feriti. Si tratta del terzo colpo ai danni del ristorante McDonald's. L'ultimo episodio a maggio dello scorso quando grazie all'intervento di un militare in borghese fu possibile arrestare in flagranza uno dei banditi.
Lo staff di un punto vendita Ikea di Uppsala, a nord di Stoccolma, si è recato al lavaro per trovare all'apertura del negozio un fuggitivo addormentato nel reparto letti I dipendenti dopo aver trovato il venticinquenne profondamente addormentato nel negozio, hanno immediatamente chiamato la polizia. Non erano tuttavia a conoscenza che fosse ricercato dalla polizia. E' stato solo quando sono arrivati gli agenti, poco le cinque del mattina, che hanno scoperto che per il ragazzo era stato emesso un mandato d'arresto per un altro crimine, i cui dettagli non sono stati divulgati dalle autorità. Il giovane è stato arrestato per infrazione e portato a Stoccolma dove dovrebbe essere stato cmmesso l'altro crimine. Nel dicembre 2016, Ikea ha comunicato ai suoi clienti che chiunque fosse stato sorpreso a trascorrere la notte in un dei loro negozi, sarebbe stato denunciato come violatore di domicilio. L'avviso era arrivato dopo che nel 2016 si erano succeduti una serie di circa dieci casi di "pernottamenti" in vari negozi nel mondo, come risultato di una sorta di "Ikea Challange", che sembra sia stata lanciata da due YouTubers belgi.
I più felici sono gli invitati e tutti coloro che si occupano del business dei matrimoni. Perché le cerimonie nuziali, in Italia, sono in aumento e coinvolgono sempre più persone. In salita anche la spesa in denaro legata al giorno più bello della vita, probabilmente legata ad un fattore: lui e lei sono sempre più anziani, perché compiono il passo decisivo solo quando la disponibilità economica lo consente. In altre parole, quando c'è almeno uno stipendio stabile nella coppia. RITO CIVILE AL NORD, CHIESA AL SUD. L'Istat fotografa il Belpaese che pronuncia il fatidico sì: nel 2018 sono stati 195.778 i matrimoni celebrati, il 2,3% in più dell'anno precedente, vale a dire circa 4.500. Di questi, oltre la metà - 98.182, il 50,1% - sono avvenuti con rito civile, una formula che è in costante aumento (nel 1970 erano il 2,3% del totale, nel 2008 il 36,7%) e che nel Nord Italia rappresenta ormai il 63,9% del totale delle nozze. Nel Sud del Paese, invece, due matrimoni su tre (il 69,6) si celebrano ancora in chiesa. UNDER 30 DAL SACERDOTE. Ma - a sorpresa - sono i più giovani a restare legati alla tradizione delle nozze sull'altare visto che la percentuale degli under 30 che scelgono il rito civile (24,8%) è inferiore a quella di chi si sposa in età più matura (37,8%). Degli oltre 195 mila matrimoni, 33.933 - il 17,3% del totale - hanno avuto almeno uno degli sposi straniero. Nel Nord e nel Centro, dove la presenza degli stranieri è più radicata, parliamo di un matrimonio su quattro. QUADRUPLICATE LE UNIONI CIVILI. In poco più di 10 anni le unioni civili sono più che quadruplicate, passando da circa 329 mila a un milione e 368 mila. «Una modalità di fare famiglia - dice l'Istat - che vede i bambini nati fuori dal matrimonio in continuo aumento: nel 2017 quasi un nato su tre ha genitori non coniugati». Le unioni civili tra persone dello stesso sesso, nel 2018 sono state 2.808, con una prevalenza di uomini (il 64,2% del totale). Il 37,2% è stato costituito nel Nord-ovest e il 27,2% dal Centro, ma è soprattutto nelle grandi aree urbane che si concentra il maggior numero (Roma e Milano, su tutte le altre città). SEMPRE PIÙ TARDI. Gli uomini arrivano al primo matrimonio in media 33,7 anni (nel 2017 era 32,1), le donne a 31,5 anni (era 29,4). Come mai? La colpa è della «prolungata permanenza dei giovani in famiglia»: il 67,5% dei maschi e il 56,4% delle donne tra i 18 e i 34 anni. Ma in appena dieci anni (dal 2008 al 2018) la fascia di popolazione italiana tra i 16 e i 34 anni è anche calata di 12 milioni di unità: quindi meno giovani e più persone mature. Una situazione, sottolinea ancora l'Istat, dovuta «all'aumento della scolarizzazione e all'allungamento dei tempi formativi, alle difficoltà che incontrano i giovani nel mondo del lavoro, alla condizione di precarietà del lavoro stesso e alle difficoltà di accesso al mercato delle abitazioni».
Vendesi abito da sposa per mancato utilizzo. L'inserzione apparsa nei giorni scorsi sulle pagine del quotidiano abruzzese "Il Centro" ha suscitato la curiosità dei lettori. L'annuncio a fini commerciali non è di un atelier, ma di una giovane avvocata di Pescara abbandonata sull'altare alla vigilia del suo matrimonio. Un incubo che si è trasformato in realtà e che la donna pensa di superare in parte sbarazzandosi del vestito. Nella foto apparsa sul giornale c'è una donna dai lunghi capelli biondi, ha il volto coperto, ma sembra che l'abito le esalti la figura. Il vestito è bianco, classico, con tulle e pizzi e appartiene a una delle collezioni di un noto stilista abruzzese. A un primo sguardo comunica la cura con cui è stato scelto - quella che contraddistingue una giovane sposa, pronta a fantasticare sul giorno più bello e sul futuro. E invece l'espressione «mancato utilizzo» è un pugno nello stomaco: racconta dietro la promessa di un buon affare un sogno d'amore infranto. «Chi compra l’abito - aggiunge quasi con cinismo - avrà in regalo anche «scarpe, cuscino portafedi e velo». Un «vero affare», conclude l’annuncio, che riporta anche il numero di cellulare. Chissà in quanti si saranno fatti vivi anche solo per ascoltare la sua storia. Le nozze si sarebbero dovute celebrare lo scorso 13 settembre e sono state annullate. Non si conosce il motivo perché lei preferisce non parlare."Il Corriere della Sera" riporta però le parole dello stilista pur mantenendone l'anonimato: «Credo che stia soffrendo e forse l’abito è l’ultimo dei suoi problemi, non vorrei infierire, ma non si tratta di una vicenda insolita. Sui siti specializzati ho visto molti di questi annunci. Il matrimonio, purtroppo, non è più quello di una volta e spesso i ragazzi lo affrontano con superficialità. Poi non sappiamo come sono andate realmente le cose». Quel che è certo è il suo desiderio di liberarsi di tutto e di voltare pagina.
Carmelo Ficara, Andrea Francesco Giordano, Michele Surace e il figlio Giuseppe: quattro noti imprenditori di Reggio Calabria ma, per gli inquirenti della Dda, soprattutto quattro artefici d’inestricabili collusioni con le ‘ndrine. Se non soggetti «intranei», insomma membri dei clan a tutti gli effetti. Per questo, stamattina è stato loro sequestrato un patrimonio dal controvalore complessivo da 200 milioni di euro. Tra gli sterminati beni oggetto del maxisequestro ci sono 456 (quattrocentocinquantasei) immobili sparsi tra l’area dello Stretto e Milano e conti correnti; l’unica, frequentatissima Sala bingo di Reggio Calabria e 13 auto di lusso; pacchetti azionari di villaggi turistici e numerose imprese edili. A “mettere in freezer” queste enormi ricchezze, un team composto da uomini dei Comandi provinciali di Carabinieri e Guardia di finanza, elementi del Centro operativo di Reggio della Direzione investigativa antimafia e uomini dello Scico (il Servizio centrale Investigazioni criminalità organizzata delle Fiamme gialle), coordinati dal procuratore distrettuale reggino Giovanni Bombardieri, dall’aggiunto Gaetano Paci e dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria Walter Ignazitto e Stefano Musolino. Il quartetto d’imprenditori farebbe capo a vario titolo alle potenti cosche De Stefano e Tegano, già ‘ndrine alleate negli anni ruggenti e sanguinosi delle due “guerre di mafia” in riva allo Stretto. Già il 9 aprile 2018 l’operazione “Monopoli” aveva acclarato i rapporti scellerati intercorsi tra questi soggetti imprenditoriali – finiti dietro le sbarre per associazione mafiosa, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e altre ipotesi di reato – e tanti capi e capetti del crimine organizzato calabrese: adesso la mega-misura di prevenzione patrimoniale. I loro patrimoni smisurati, “congelati” adesso su richiesta della Procura distrettuale suffragata dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria, furono accumulati «in modo del tutto illecito» grazie a un «sistema di cointeressenze criminali» che indebitamente ponevano le varie aziende colluse, di fatto, in posizione di monopolio (di qui il nome dato al blitz operato lo scorso anno) nei settori di riferimento. Beni immediatamente oggetto di money laundering – in particolare nell’edilizia –, con l’ausilio di numerosi familiari e prestanome, nel tentativo di “ripulire” il denaro sporco per sfuggire alle maglie della Legge. Ma è andata a finire diversamente. Giusto per dare un’idea del livello di cointeressenze malavitose, il complesso “Mary Park” al cui interno trovò poi posto la Sala bingo monopolista a Reggio e numerose villette a schiera vennero realizzati alla fine degli anni Novanta solo grazie all’indispensabile “benedizione” di uno dei “mammasantissima” che contavano di più sull’intero territorio regionale: Giovanni Tegano. Per suggellare quest’ “amicizia”, una delle villette di fresca costruzione fu sùbito assegnata a Giuseppe Tegano, fratello del superboss di Archi. «Al di là del procedimento penale c’è un lavoro rispetto al quale la Procura di Reggio Calabria – ha evidenziato il procuratore distrettuale Bombardieri questa mattina, in conferenza stampa – s’è dotata di un servizio Misure di prevenzione personali e patrimoniali, coordinato da me e dal dottor Paci, che vede insieme colleghi della Direzione distrettuale antimafia e della Procura ordinaria proprio per garantire il contrasto più efficace alla criminalità organizzata anche sotto il profilo strettamente patrimoniale. Del resto è ora di capire che un imprenditore degno di questo nome – è risuonato il monito del procuratore reggino – contiguo a una cosca, che in questo modo le consente di crescere e proliferare, piegandosi a continue richieste di “pizzo” e assunzioni gradite alla ‘ndrina non può ritenere di rimanere indenne dalle conseguenze della sua condotta: è ora di prendere le distanze dai clan, una volta per tutte. La nuova frontiera giudiziaria? Aiutare gli imprenditori ad affrancarsi da questo sporco giogo che spesso li vede vittime, ma purtroppo talvolta anche complici, in qualche modo carnefici allo stesso modo dei propri persecutori». Quanto poi alla creazione della famigerata Sala bingo, ha evidenziato il procuratore aggiunto Gaetano Paci come evidenzi «la capacità d’esercitare una capacità d’interdizione rispetto ad altri imprenditori dello stesso settore, come quello che avrebbe voluto allestire una Sala bingo concorrente: e per riuscirci, le cosche mettono sempre campo il massimo del deterrente, la propria forza intimidatoria».
Conciliare lavoro e famiglia? Per le donne italiane è sempre un'impresa. Secondo gli ultimi dati Istat, infatti, ad occuparsi della famiglia sono ancora e soprattutto le donne, che in molti casi arrivano a rinunciare al proprio lavoro pur di seguire la crescita dei figli. I numeri sono allarmanti: solo il 57% delle madri italiane con bimbi piccoli a carico riesce a mantenere un'occupazione. L'11,1% addirittura vi rinuncia. Una percentuale che, confrontata con la media europea (3,7%), fa riflettere. Al Sud i numeri crescono significativamente: una donna su cinque sceglie di rimanere a casa. Al contrario dei padri, che nell'89,3% dei casi riesce a mantenere il posto di lavoro. In generale conciliare famiglia e lavoro risulta difficile per più di un terzo degli occupati (35,1%). Ma ancora una volta sono soprattutto le donne ad aver modificato aspetti importanti della propria attività lavorativa per meglio combinarla con le esigenze di cura dei figli: il 38,3% delle madri che lavora ha ammesso di averlo fatto, contro poco più di mezzo milione di padri (11,9%). Dal report emerge che poco meno di un terzo delle famiglie con figli minori fa riferimento ai servizi pubblici o privati (come asili nido, scuole materne, ludoteche, baby-sitter), mentre il 38% conta sull'aiuto di amici e familiari, soprattutto dei nonni (nel 90% dei casi). Tra le madri di figli piccoli che dicono di non utilizzare i servizi, il 15% ne avrebbe bisogno (una quota che sale al 23,2% per chi ha figli fino a 5 anni). Le motivazioni per le quali non si ricorre all'utilizzo dei servizi sono perché troppo costosi (9,6%) oppure assenti o senza posti disponibili (4,4%). Le lavoratrici del Mezzogiorno sono quelle che ricorrono meno ai servizi. Il 31% dei nuclei familiari con figli fino a 14 anni si avvale regolarmente di servizi pubblici o privati: al Nord il 34,5%, al Centro il 33,3% e nel Mezzogiorno il 24,9%. L'INTERVISTA «Io sono Giorgia, sono una madre». Meloni, leader FdI: «Serve un welfare tutto femminile, altrimenti l'Italia non avrà futuro» Donna. Madre. E politica. Giorgia Meloni è presidente di Fratelli di Italia e ha una figlia, Ginevra, di tre anni. Durante il governo gialloverde ha presentato una proposta di legge per rendere totalmente gratuiti gli asili nido. La famiglia è tutta sulle spalle delle donne. Siamo ancora in una società fortemente patriarcale? «Sì, purtroppo. E dire che basterebbe occuparsi della questione femminile per risolvere il problema del lavoro in Italia. Attualmente il nostro Paese ha un tasso di occupazione del 60% (la media europea è del 70%). L'obiettivo dell'Ue è arrivare al 75%. Una percentuale che si raggiungerebbe senza sforzi semplicemente facendo lavorare le donne». Perché così tante rimangono a casa? «Perché non trovano un'occupazione oppure perché non possono permettersi i servizi pubblici in quanto troppo cari. Bisognerebbe agire in entrambi i sensi». In che modo? «Rendendo i servizi pubblici essenziali gratuiti. La proposta di FdI è una rivoluzione sul welfare delle famiglie: asili nido gratis, per prima cosa. Poi il congedo parentale retribuito al 100% i primi sei mesi e all'80% i primi sei anni. Infine il reddito di infanzia, un rafforzamento dell'assegno di natalità destinato ai genitori meno ricchi». Ma lo Stato dove trova le risorse? «Per gli asili nido gratuiti basterebbero 2 miliardi di euro, a fronte degli 8 spesi inutilmente per il reddito di cittadinanza». Le donne sono ancora discriminate nel mercato del lavoro? «Sì, ancor prima di diventare madri. A parità di condizioni i datori di lavoro preferiscono assumere un uomo». E lei ha pagato la scelta di diventare madre? «C'è chi dice che quando mi sono candidata a sindaco, la gente non mi abbia votata perché avevo il pancione. E dire che io sono una privilegiata. Figuriamoci chi non lo è». A volte però è difficile tenere a bada i propri figli. Qualche tempo fa sua bimba l'ha interrotta nel corso di una trasmissione tv. «Sì, per chiedermi il suo peluche-scimmia! Lei è una bambina con un gran caratterino, per cui ho preferito accontentarla. Scherzi a parte, è molto dura per me. Sono spesso fuori casa e la competizione con i colleghi uomini è molto forte. E questo provoca un gran senso di colpa».
Mette una nota nella scatola del pranzo del figlio, ma la risposta che riceve la lascia scioccata. Francesca Easdon avrebbe voluto fare una sorpresa al suo bambino di 5 anni dopo averlo accompagnato all'asilo: la donna ha scritto un messaggio nel suo pranzo alle insegnanti chiedendo loro di dire al piccolo che la mamma lo adorava. La maestra ha però replicato in un modo che non si sarebbe mai aspettata. «NO! Mettilo a dieta e VAI LONTANO!». La mamma ha spiegato che il piccolo Kyler ha un rapporto complicato con il cibo e che lei sta facendo fatica ad inserire tutti gli alimenti nella sua dieta. La donna ha informato le maestre su questi problemi, che al posto di mostrare solidarietà hanno risposto in modo così duro. Francesca, che vive in Texax con il figlio, ha denunciato l'accaduto ai responsabili che hanno licenziato la mestra. La mamma ha però deciso di iscrivere il figlio in un'altra scuola, in un posto dove possano aiutarla a far capire al suo bambino «quanto sia importante sentirsi bene con se stessi», come ha affermato la donna al Sun.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Muore dopo 2 giorni di agonia a 9 anni per un'emorragia cerebrale. Carola Benedetta Catanzaro è stata stroncata da un aneurisma che purtroppo non le ha lasciato scampo. Sconvolta la sua famiglia e i suoi compagni di scuola di Sciacca, in provincia di Agrigento. I genitori hanno autorizzato l'espianto degli organi, per dare la possibilità ai bambini malati di poter avere un futuro, lo stesso che purtroppo non avrà la piccola Carola. La bimba si sarebbe sentita male in casa così è stata chiamata un'ambulanza che l'ha portata con urgenza in ospedale. Gli accertamenti hanno mostrato la presenza dell'aneurisma e i medici hanno fatto il possibile per salvarle la vita, ma purtroppo ogni tentativo è stato vano.
«La mia principessa è andata in paradiso, ma grazie a lei vivranno altri bambini», queste sono state le parole della mamma sulla chat delle mamme di whatsapp. La piccola tra poche settimane avrebbe compiuto 10 anni. È stata descritta da tutti come una bambina solare e felice, amava la scuola ed era la prima che si prodigava ad aiutare i suoi compagni di classe quando ne avevano bisogno. ALESSIA STRINATI LEGGO.IT
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Anche laNUOVA SETTIMANAsembra avere tutte le intenzioni di proporci l'ennesima fase dimaltempo. Dalunedì 18infatti, è atteso l'arrivo di unALTRO CICLONEsospinto da correnti fresche nordatlantiche e alimentato da venti diScirocco e Libeccio. Esso si avvicinerà al nostro Paese, dando il via ad unnuovo peggioramentoche si attiverà soprattutto nella seconda parte del giorno, specie sulle regioni centro-settentrionali.
Massima attenzionesoprattutto in serata e nella notte successiva in particolare traLiguria e alta Toscana, quando si potranno creare le condizioni per lo sviluppo ditemporali molto intensi,in grado di scaricare al suolo ingenti quantità d'acqua sotto forma dinubifragi. Sempre nel corso della notteforti pioggecolpiranno anche ilLaziospecie le aree costiere. Tempo più tranquillo invece alSud.
Martedì 19, sin dalle primissime ore, ci aspettiamorovesci temporaleschimolto intensi suLombardia,Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giuliaconnevesull'arco alpino oltre i1000/1200 metridi quota.
Successivamente ilmaltemposi estenderà ai settoritirrenici del Centro Sud, con possibiliforti rovesci a Roma e Napoli, nonché sullaSicilia. Purtroppo le previsioni indicano ancora la possibilità diacqua alta a Veneziaanche a causa deiforti venti di Scirocco. Su questo avremo modo di tornare nei prossimi aggiornamenti.
Tra la giornata dimercoledì 20e la prima parte digiovedì 21avremo invece una pausa dal brutto tempo con il ritorno digenerose a provvidenziali schiaritesu buona parte del Paese ad esclusione di bassoLazio, Campania e Calabriadove saranno ancora possibilipiovaschi sparsiin un contesto diforte variabilità.
Ma questa pausa dalle ormai continue avverse condizioni meteorologiche risulterà solo una tregua illusoria in quanto davenerdì 22potrebbe avvicinarsi unnuovo vortice di bassa pressionedall'Atlantico, pronto a rovinare i piani del successivo weekend.
Articolo del 17/11/2019 ore 10:18 diMarco CastelliMeteorologo
La sua ultima battaglia risale a gennaio, quando abbandonò sbattendo la porta l'area di Forza Italia“
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una delle sue ultime prese di posizione poltiche era arrivata a gennaio. Ed era stata nel suo stile: dura, ironica, senza repliche. Nello sbattere la porta di Forza Italia e nello scontro diretto con il suo coordinatore Regionale, non aveva rinunciato ad una battuta fulminante: "Ho la colpa di avere lanciato Alfano, Dio non me lo perdonerà". Si è spento oggi, all'età di 72 anni, Piero Macedonio a causa di un male che lo ha consumato in pochissimo tempo. Uomo tenace, dal grande fiuto politico ma, anche, ottimo medico dal riconosciuto valore a livello nazionale, ha ricoperto diverse cariche politiche e ha rappresentato negli ultimi 10 anni, la fronda di chi diceva "no" dentro il centrodestra. Da ultimo era arrivato il suo abbandono all'area Forzista e l'annuncio della possibile creazione di un nuovo movimento, segno dell'inesauribile passione politica. Immediati i messaggi di cordoglio della politica. “La morte dell’amico fraterno Piero Macedonio sconvolge e addolora tutti noi, che abbiamo avuto la fortuna di esserne al fianco per tanti anni, beneficiando della sua esperienza, dei valori umani che ha sempre testimoniato e trasmesso, della sua disponibilità, giovandoci del suo carattere forte e risoluto, del suo coraggio, della sua immensa capacità di ascoltare e di aiutare, da uomo e da medico". Così il vice coordinatore regionale di Forza Italia, Riccardo Gallo, "a nome di tutto il partito, il commissario provinciale di Agrigento, Vincenzo Giambrone, il gruppo consiliare al Comune di Agrigento, i Club di Forza Italia agrigentini e Lilly Di Nolfo a nome del giovanile di Forza Italia", intervengono a seguito della morte di Macedonio. "La notizia della morte di Piero Macedonio - dice il candidatro a sindaco di Agrigento Franco Miccichè - mi ha colpito profondamente. Stimato medico, ma anche animatore della vita politica e amministrativa della città è stato sempre sulla breccia e dopo essere stato vicesindaco, assessore ed esponente politico, recentemente aveva lasciato Forza Italia preannunciando la volontà di creare una sua forza politica nuova".