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news italia e dal mondo

NEWS ITALIA E DAL MONDO Escalation militare in Siria, intervengono gli Usa: "La Turchia fermi le operazioni" | Centinaia le vittime curde

12 Ottobre 2019, 06:21am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

NEWS ITALIA E DAL MONDO Escalation militare in Siria, intervengono gli Usa: "La Turchia fermi le operazioni" | Centinaia le vittime curde

inserito da Leone Buongiorno 

Erdogan ha minacciato l'Europa di scatenare un'invasione di rifugiati "se insisterà a ostacolare l'operazione" e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio invita a non accettare ricatti e chiede all'Unione europea di "agire con una sola voce". Intanto l'Olanda ha sospeso la vendita di armi alla Turchia.

 

Francia: "Sul tavolo Ue sanzioni alla Turchia" - "La possibilità di imporre sanzioni alla Turchia è sul tavolo e l'Ue ne discuterà al Consiglio europeo della settimana prossima". Così la viceministra francese per gli Affari europei, Amelie de Montchalin, sottolineando che "non si può rimanere impotenti di fronte a una situazione scioccante per i civili, per le forze siriane per 5 anni al fianco della coalizione anti-Isis, ma soprattutto per la stabilità della regione".

L'ambasciatore turco: "Stiamo difendendo i confini Ue" - Con l'operazione militare in Siria, "stiamo difendendo le frontiere turche, ma anche quelle della Nato e dell'Ue" e "vogliamo ricordare questi aspetti a tutti i nostri alleati",  ha detto l'ambasciatore turco in Italia, Murat Salim Esenli, aggiungendo: "La situazione non è bianco o nero, come è presentata dalla stampa. E purtroppo l'Unione europea sta saltando sul carrozzone dell'anti-Turchia". Secondo il diplomatico, questa condotta è "estremamente preoccupante" perché "stanno facendo una generalizzazione pericolosa. Speriamo che l'Unione europea si svegli il più velocemente possibile".

 

In Turchia 121 fermi per "propaganda terroristica" - Le autorità turche hanno arrestato 121 persone con l'accusa di "propaganda terroristica" per i loro messaggi critici sui social media verso l'operazione militare di Ankara. A riferirlo è stato il ministro dell'Interno Suleyman Soylu, aggiungendo che sono "quasi 500" le persone complessivamente sotto inchiesta.Autobomba a Qamishli, "diverse vittime" - Un'autobomba è esplosa a Qamishli, nell'area sotto il controllo curdo del nord della Siria, a est rispetto all'area in cui la Turchia ha avviato le sue operazioni e tra le città più popolose della zona. Lo riferiscono le attività curde, secondo cui ci sarebbero "diverse vittime". 

Trump "mediatore" tra Ankara e i curdi - Donald Trump intanto si è proposto come mediatore tra Ankara e i curdi. "Si sono combattuti l'un l'altro per 200 anni - ha scritto infatti il tycoon su Twitter - ora abbiamo una di tre scelte: inviare migliaia di soldati e vincere militarmente, colpire la Turchia molto duramente con le sanzioni oppure mediare un accordo tra Turchia e curdi".

Conte: "Ankara si fermi, l'Ue non accetti il ricatto" - "Lo dirò forte e chiaro al prossimo Consiglio Ue: l'Ue non può accettare questo ricatto dalla Turchia" su un'accoglienza, quella dei profughi siriani, "finanziata ampiamente dall'Europa. L'iniziativa militare deve cessare immediatamente e l'Ue e tutta la comunità internazionale dovrà parlare con una sola voce". Lo dice il premier Giuseppe Conte.

Di Maio: "Ferma condanna, a rischio sforzi anti-Isis" - "Condanniamo con forza ogni tipo di intervento militare perché rischia di pregiudicare gli sforzi della coalizione anti Isis". Così Luigi Di Maio in un'intervista a La Repubblica. "La soluzione della crisi siriana non puo' passare attraverso l'uso delle armi, ma attraverso dialogo e diplomazia. Il popolo siriano ha già sofferto abbastanza", ha quindi aggiunto il ministro degli Esteri.

Usa, proposta legge per sanzioni a Turchia per attacco a curdi - E proprio sulla possibilità di sanzionare la Turchia sta lavorando la deputata repubblicana al Congresso Usa, Liz Cheney, pronta a presentare una legge. Oltre 20 deputati repubblicani avrebbero già espresso sostegno alla sua proposta.

Putin: "Rischio fuga per i miliziani dell'Isis" - Sull'attacco turco in Siria è intervenuto anche il presidente russo, Vladimir Putin, sottolineando il rischio che i miliziani dell'Isis lì detenuti "possano fuggire". "Non sono sicuro che Ankara possa prendere il controllo della situazione", ha aggiunto il capo del Cremlino.

TGCOM24
 

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NEWS ITALIA E DAL MONDO - Concorsi, assunzioni, presidi e impronte. Ecco tutte le novità del Decreto precari

11 Ottobre 2019, 09:30am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Inserito Leone Buongiorno Approvato in Consiglio dei ministri. "Così la scuola al centro del Paese". I sindacati insistono: "Salvare i Diplomati magistrali"

ROMA - Il Consiglio dei ministri ha licenziato, tra le altre questioni, il Decreto precari proposto dal ministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti. Riassumendo, il decreto prevede: l'assunzione di 24 mila docenti precari e un concorso riservato per i Direttori dei servizi generali e amministrativi facenti funzione. Sono state eliminate, con l'atto, le rilevazioni biometriche del personale scolastico. Le Abilitazioni scientifiche nazionali universitarie ora sono valide per nove anni, invece di sei. Si prevedono nell'articolato altre stabilizzazioni per i precari degli Enti pubblici di ricerca.
 
Concorso straordinario per 24.000 precari
Il decreto legge approvato autorizza il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca a bandire un concorso straordinario abilitante per l'assunzione di almeno 24 mila docenti nella scuola secondaria statale (medie e superiori) per l'Anno scolastico 2020/'21. Il decreto accoglie l'accordo raggiunto nei giorni scorsi dal ministro Lorenzo Fioramonti con cinque sindacati. Il concorso - che sarà bandito contestualmente a quello ordinario - sarà per titoli ed esami e riservato a tutti gli insegnanti con un'anzianità di servizio di almeno tre anni, anche sul sostegno, di cui uno nella classe di concorso per la quale affrontano la selezione. Per l'idoneità gli aspiranti docenti dovranno ottenere una votazione minima di sette decimi in una prova scritta computer based. I vincitori saranno ammessi a sostenere un anno di prova che sarà rinforzato con una formazione universitaria mirata per 24 crediti formativi universitari. L'anno si concluderà con un colloquio di verifica in cui bisognerà conseguire un punteggio minimo di 7/10. I vincitori del concorso dovranno restare almeno cinque anni nella sede di prima assegnazione per assicurare la continuità didattica.
 
I docenti risultati "idonei", ma non collocati in posizione utile per la nomina in ruolo, potranno abilitarsi all'insegnamento nella classe di concorso per la quale hanno partecipato e sosterranno una prova orale (sempre con un punteggio minimo di 7/10) e un anno di formazione per l'acquisizione di 24 crediti formativi universitari.


Ci sono misure anche per i vincitori dei precedenti concorsi del 2016 e del 2018: potranno scegliere di essere assunti in ruolo in una regione diversa da quella della propria graduatoria.
Eliminate le impronte per i presidi
All'articolo 3 vengono abrogate le disposizioni per la rilevazione biometrica degli accessi a scuola per i dirigenti scolastici e il personale Ata (ausiliario, tecnico e amministrativo) previsti dalla Legge 56 (ex ministra Bongiorno) del 2019.

Assunzioni più snelle per dirigenti scolastici
Saranno assunti con un concorso per titoli ed esami i nuovi dirigenti scolastici e non più con il corso-concorso previsto dall'attuale normativa. La misura è stata presa per semplificare e velocizzare le procedure di selezione dei futuri capi di istituto. Il Consiglio dei ministri ha anche autorizzato l'assunzione a tempo determinato di 59 nuovi dirigenti tecnici (gli ispettori scolastici) per porre rimedio alla carenza di questi anni: sarà presto bandito un nuovo concorso a tempo indeterminato.

Bando riservato per i "facenti funzione"
Gli assistenti amministrativi che per almeno tre anni hanno svolto le funzioni di Dirigenti facenti funzione (Dsga) potranno partecipare a un concorso riservato. I vincitori saranno immessi in ruolo in subordine a quelli del concorso ordinario in svolgimento.

Semplificati i servizi di pulizia delle scuole
La Legge di bilancio per il 2019 ha previsto il ritorno dei servizi di pulizia "interni" attraverso l'immissione in ruolo di 11.200 collaboratori scolastici da scegliere tra il personale delle imprese che abbia almeno dieci anni di servizio nelle scuole: il decreto ora stabilisce che la procedura selettiva avvenga per soli titoli così da consentirne il completamento entro il 31 dicembre 2019. Si stima un risparmio di 170 milioni di euro per il 2020.

Università, le Abilitazioni scientifiche durano 9 anni
Passa da sei a nove anni la validità delle Abilitazioni scientifiche nazionali. L'articolo 5 del decreto modifica quanto stabilito dalla Legge 240 del 2010.
Atenei e istituzioni di Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam) sono ora esenti dall'obbligo di ricorrere al Mercato elettronico della pubblica amministrazione (Mepa) per l'acquisto di beni e servizi destinati alla ricerca.

Stabilizzazioni per i precari degli Enti di ricerca
I precari degli enti di ricerca che hanno maturato anzianità di servizio con assegni di ricerca potranno essere stabilizzati dai rispettivi Enti.

Alla fine del Consiglio dei ministri Fioramonti ha detto: "Oggi approviamo un decreto legge che dimostra la grande volontà di questo Governo di combattere il precariato nella scuola garantendo il numero più alto possibile di cattedre a partire da settembre 2020. E' un impegno preciso quello di mettere la scuola davvero al centro del Paese perché è dalle scuole che comincia la costruzione di una nuova società".

Soddisfatti i sindacati. Il segretario di Flc Cgil, Francesco Sinopoli, dice: "A questi primi passi tanti ancora, e in tempi rapidi, dovranno seguire, primo fra tutti un sistema strutturale di abilitazione e formazione dei docenti insieme alla regolarità nell'indizione dei concorsi". Si spinge perr un nuovo provvedimento in favore dei Diplomati magistrali.

di CORRADO ZUNINO La Repubblica 

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Addio a Filippo Penati, ex presidente della Provincia di Milano Era malato da tempo, aveva 67 anni

10 Ottobre 2019, 08:26am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Filippo Penati © ANSA

Addio a Filippo Penati, ex presidente della provincia di Milano e sindaco di Sesto San Giovanni. Nato a Monza nel 1952. Era malato da tempo. È morto alla Multimedica di Sesto San Giovanni, la città dove fu sindaco per due mandati. Fu poi presidente della Provincia di Milano e capo della segreteria politica di Pierluigi Bersani quando era segretario del Pd.

Nel 2011 sono iniziati i suoi guai giudiziari, a partire da quelli per un presunto sistema di tangenti, il cosiddetto 'sistema Sesto', per cui è stato assolto e in parte prescritto. Lo scorso luglio quando la Corte dei Conti della Lombardia lo condannò in appello, insieme ad altre 11 persone per la vicenda della compravendita del 15% delle azioni della Milano-Serravalle dal gruppo Gavio che risale al 2005, Penati rivelò pubblicamente la sua malattia: "Un anno fa - spiegò - mi è stato riscontrato un cancro, e i medici concordano che è anche conseguenza della mia vicenda giudiziaria. Da un anno sto combattendo. Questa è la sfida più importante della mia vita. Della vicenda Serravalle - aveva concluso - si occuperanno i miei legali".

Simone e Ilaria, i figli di Filippo Penati chiedono riserbo e rispetto del loro dolore e soprattutto il rispetto della sua volontà di andarsene "senza notizia e senza clamore". I funerali, per volere dello stesso Penati, avverranno in forma strettamente privata.

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha ricordato in un tweet Filippo Penati. "È mancato Filippo Penati. Non è il momento di giudizi politici e non voglio ricordare il suo profilo istituzionale. Per me è stato solo un amico - ha scritto Sala - a cui ho voluto bene e che ho accompagnato nell'ultima, dolorosa, fase della sua non banale vita"

ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Siria, l'artiglieria turca ha colpito nella notte la regione nord-orientale

8 Ottobre 2019, 12:10pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Siria, attacchi dell'artiglieria turca nel nord-est © AP

inserito da Barbara Pappacoda L'artiglieria turca ha colpito nella notte la regione nord-orientale siriana al confine con l'Iraq. Lo riferisce la Sana, l'agenzia governativa di Damasco, che mostra foto e video dei bombardamenti avvenuti nei pressi del valico frontaliero di Simalka, tra Iraq e Siria, e corridoio vitale per i rifornimenti militari e logistici della Coalizione anti-Isis a guida Usa e per le forze curdo-siriane. Questa notizia non ha trovato conferma da parte turca né dalle autorità curdo-siriane.

Intanto la Turchia risponde agli Usa "non cediamo alle  minacce di nessuno".  "Il nostro messaggio alla comunità internazionale è chiaro. La Turchia non è un Paese che agisce sotto minaccia". Lo ha detto il vicepresidente turco, Fuat Oktay, riferendosi alle parole di Donald Trump su eventuali choc all'economia turca in caso il governo di Recep Tayyip Erdogan superi "i limiti" nell'imminente operazione militare contro le milizie curde dell'Ypg nel nord-est della Siria. Quando si tratta della sua "sicurezza, la Turchia segue la propria strada" e lo fa "a qualunque prezzo", ha aggiunto Oktay, intervenendo a una cerimonia di apertura dell'anno accademico ad Ankara.

ansa

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Migranti: riprese le ricerche dei dispersi a Lampedusa In volo elicottero, motovedette ancora in porto

8 Ottobre 2019, 12:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Naufragio a Lampedusa © ANSA

Sono riprese a Lampedusa le ricerche dei dispersi del naufragio avvenuto nella notte tra domenica e lunedì a 6 miglia dalle coste dell'isola. Al momento è in volo un elicottero della Guardia Costiera, mentre le motovedette sono ancora in porto in attesa che le condizioni del mare migliorino. Stando al racconto dei superstiti, sarebbero più di 15 le persone che mancano all'appello, tra cui 8 bambini. Ventidue i superstiti

C'erano una cinquantina di persone a bordo del barchino che è naufragato, in maggioranza tunisini e subsahariani. Secondo una prima ricostruzione, quando sono arrivate le motovedette per procedere al trasbordo i migranti si sono spostati tutti da un lato e, complice il mare mosso, hanno fatto ribaltare l'imbarcazione. "A bordo erano tutti senza salvagente, se lo avessero avuto ora sarebbero tutti salvi". Lo ha detto il procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella incontrando i cronisti a Lampedusa. "Sul barcone - ha aggiunto - erano più di 50. La maggior parte dei sopravvissuti, 13 uomini e 9 donne, sono salvi solo grazie al coraggio degli uomini della Guardia Costiera e della Gdf". Fra i supertisti ci sarebbe anche una bimba di 8 mesi con la sua mamma. Lo dice una superstite che racconta e chiede, in continuazione, notizie della sorella e della nipotina.

Ci sarebbero anche 8 bambini tra i dispersi: secondo quanto si apprende, lo hanno raccontato i sopravvissuti agli uomini della Guardia costiera e della Gdf che li hanno soccorsi.

 

La strage nel Mediterraneo, 19mila morti in 6 anni - SCHEDA

Migranti, naufragio a Lampedusa: recuperati 2 cadaveri

La Procura di Agrigento ha aperto una inchiesta per il naufragio. Il fascicolo è, al momento, contro ignoti. Il procuratore capo Luigi Patronaggio ha inviato Lampedusa un sostituto che seguirà da vicino l'evolversi della situazione.  

ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Roma, scrofa attacca bambino di 2 anni e uccide un uomo. Il piccolo è gravissimo

7 Ottobre 2019, 08:19am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

NEWS ITALIA E DAL MONDO Roma, scrofa attacca bambino di 2 anni e uccide un uomo. Il piccolo è gravissimo

Voleva portare il figlio del suo amico a vedere i maialini appena nati. Ma una volta aperto il recinto, con in braccio il bambino di soli due anni, sono stati aggrediti dalla scrofa che ha fatto cadere l'uomo per terra. Poi lo ha morso ferendolo mortalmente e ha ferito gravemente il bimbo. Una giornata di festa si è trasformata in tragedia nel pomeriggio in un insediamento tra la campagna a Corcolle, estrema periferia di Roma.
Inutili i soccorsi per il cittadino romeno di 50 anni. Il bimbo è stato invece trasportato d'urgenza dal 118 con l'elisoccorso all'ospedale di Tivoli. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Tivoli che stanno ora indagando per accertare l'esatta dinamica dell'accaduto e stabilire eventuali responsabilità. In corso anche accertamenti per verificare se quell'insediamento con annesso allevamento sia abusivo. Da una primissima ricostruzione, la vittima era andata a trovare la famiglia di romeni che vive nell'insediamento e alleva maiali. Dopo pranzo, intorno alle 16.30, ha deciso di portare il loro bimbo a vedere i maialini appena nati quando si è consumata la tragedia.
A scatenare la feroce aggressione sarebbe stato l'istinto di difesa dell'animale che accudiva una cucciolata di maialini. Non è chiaro se la pesantissima scrofa abbia aggredito prima l'uomo o il bimbo. Il 50enne avrebbe tentato di difendere il bambino con tutte le sue forze. Poi le urla disperate hanno attirato l'attenzione dei connazionali con cui avevano trascorso la giornata. Sono stati così attivati i soccorsi. Al loro arrivo per l'uomo ormai non c'era più nulla da fare. Il bambino è stato trasportato d'urgenza in codice rosso in ospedale.

FONTE LEGGO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Trieste, uccisi due agenti in sparatoria. Indagato non risponde a inquirenti

5 Ottobre 2019, 09:12am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

I due fratelli che hanno sparato contro i poliziotti sono stati fermati. Le vittime sono Pierluigi Rotta, agente scelto, e Matteo De Menego, agente

Sparatoria Questura: omaggio della polizia all'Altare Patria © ANSA

Oggi è il giorno del lutto cittadino a Trieste, dove ieri due poliziotti sono stati uccisi in Questura da un uomo che ha aperto il fuoco dopo aver sottratto loro le pistole d'ordinanza. I palazzi delle istituzioni saranno listati a lutto. Ieri sera vertice con il ministro dell'Interno Lamorgese, il capo della Polizia Gabrielli, il prefetto Valenti, il sindaco, il presidente della Regione e il procuratore capo. L'uomo che ha sparato, Alejandro Augusto Stephan Meran, dominicano di 29 anni, di origini dominicane, si è avvalso della facoltà di non rispondere agli inquirenti. Ieri all'Altare della Patria commuovente omaggio delle volanti a sirene spiegate.

Alejandro Augusto Stephan Meran  si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande degli inquirenti. Ieri in tarda serata il magistrato di turno e il Procuratore, dopo che il primo in Questura aveva sentito il fratello Carlysle, hanno raggiunto l'indagato all'ospedale Cattinara per interrogarlo. Quest'ultimo però si è avvalso della facoltà di non rispondere. I magistrati lo hanno dichiarato in stato di fermo.

Sparatoria a Trieste, le urla dell'aggressore ferito

Pierluigi Rotta, uno degli agenti uccisi, è stato raggiunto da due colpi di pistola al lato sinistro del petto e all'addome; colpito tre volte il collega Matteo Demenego: alla clavicola sinistra, al fianco sinistro e alla schiena. 

Dopo che Alejandro ha sparato e colpito i poliziotti, il fratello Carlysle si è barricato all'interno dell'ufficio di prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Trieste. Secondo la ricostruzione della sparatoria avvenuta ieri, l'uomo, una volta sentiti i colpi di pistola, impaurito e sotto shock, ha sbarrato la porta dell'ufficio spostando una scrivania. Poi, non udendo più gli spari, è scappato nei sotterranei dell'edificio, dove è stato individuato e bloccato da alcuni agenti.

LA DINAMICA
A compiere il furto Alejandro Augusto Stephan Meran, di 29 anni, di nazionalità dominicana. Subito dopo il colpo si pente e chiama il fratello, Carlysle Stephan Meran, di 32 anni, il quale avverte la polizia. Giungono sul posto una Volante con due agenti a bordo e un'auto della Squadra Mobile. I due fratelli salgono sulla prima vettura; l'altra li segue a distanza, un po' più indietro a causa del traffico. Un'operazione di routine, senza particolari difficoltà. I quattro a bordo della Volante entrano in Questura. E quel che segue sono fotogrammi di un film impazzito, una manciata di minuti che seminano il terrore e spezzano due vite. Alejandro, affetto da difficoltà psichiche, chiede di poter andare in bagno e ad un certo punto riesce a sottrarre la pistola all'agente che lo accompagna. Come abbia fatto sarà difficile ricostruirlo: alla scena non hanno assistito testimoni e la zona non è coperta da telecamere. Dopo aver sparato al primo poliziotto, Meran si incammina verso l'uscita e trova sulla sua strada il secondo agente. L'uomo spara ancora e quando il poliziotto cade in terra gli prende la pistola, strappandogli la fondina. A quel punto si avvicina l'uscita e ha un terzo conflitto a fuoco, con l'agente al corpo di guardia, che lo ferisce. Meran, dicono ancora le fonti, riesce comunque ad uscire dall'edificio e qui viene bloccato dagli uomini della squadra mobile. Dalla ricostruzione che sta emergendo sembra inoltre che il fratello, Carlysle Stephan Meran, non abbia avuto alcun ruolo nella sparatoria e, anzi, per paura si sia rifugiato nei sotterranei appena si è cominciato a sparare.

ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Hong Kong: 14enne ferito con arma da fuoco. Scattato il divieto maschere Tensioni tra manifestanti e polizia che usa i lacrimogeni

5 Ottobre 2019, 09:08am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

© EPA 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un 14enne è stato ferito in serata da un colpo d'arma da fuoco di avvertimento sparato a Yuen Long: lo riferisce il South China Morning, citando fonti mediche secondo cui il ragazzo è stato trasportato dal Tuen Mun Hospital al Pok Oi Hospital, senza aggiungere detttagli sulle condizioni. Non è chiaro se il ferimento sia avvenuto per gli spari di un agente nel distretto poco dopo 21:00 (15:00 in Italia). In una nota, la polizia ha ammesso che un suo uomo ha sparato colpi a Yuen Long dopo l'attacco di un corposo gruppo di manifestanti. Il divieto dell'uso delle maschere nelle manifestazioni e negli eventi pubblici è entrato in vigore, allo scoccare della mezzanotte, ma gli scontri tra polizia e dimostranti procedono senza sosta, malgrado la tarda ora. A Sha Tin, uno dei punti più caldi degli ultimi giorni, gli agenti hanno lanciato una serie multipla di lacrimogeni, hanno riportato i media locali. Le linee della metro e ferroviarie di Hong Kong sono state chiuse prima del tempo, intorno alle 22:30 (le 16:30 in Italia), a causa degli atti vandalici alle stazioni commessi dagli attivisti più radicali del movimento pro-democrazia, scesi per le strade in serata dopo il bando sull'uso delle maschere annunciato oggi dalla governatrice Carrie Lam. Le stazioni sono risultate il target primario dei dimostranti, insieme a edifici e proprietà governativi o cinesi, come gli uffici locali di China Travel Service. ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Alitalia, ultimatum di Atlantia: il Mise convinca Delta o lasciamo

3 Ottobre 2019, 10:02am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Alitalia, ultimatum di Atlantia: il Mise convinca Delta o lasciamo

ROMA Atlantia rompe gli indugi difronte al tira-molla di Delta su Alitalia. In una lettera inviata ieri a Stefano Patuanelli, secondo quanto ricostruito da Il Messaggero presso fonti di via Veneto, il dg Giancarlo Guenzi avrebbe sollecitato il ministro del Mise a scendere in campo, per il suo ruolo istituzionale, e smuovere le acque intervenendo sulla compagnia aerea Usa che, al tavolo negoziale dove c'è anche Fs, fa orecchie da mercante rispetto alla necessità di rivedere il piano. Insomma, a meno di due settimane dal termine ultimo per presentare l'offerta definitiva e il contratto (15 ottobre), senza che sia possibile ottenere una sesta proroga per l'indisponibilità dei commissari difronte alla cassa in discesa continua, il gruppo autostradale gioca l'ultima carta. Sono ore improvvisamente divenute cruciali. Alitalia, proroga della cassa integrazione fino al 31 dicembre per 1.075 dipendenti

Oggi in tarda mattinata sarebbe in programma una riunione a Roma tra Enrico Laghi, Stefano Paleari, Daniele Discepolo con Mediobanca, presso la sede di quest'ultima che è l'advisor di Ferrovie. Un incontro organizzato in gran segreto ieri sera e al quale, dovrebbero partecipare i top manager dei soci italiani. Poi, sempre oggi alle 18, sarebbe in calendario una riunione in call fra i rappresentanti di Ferrovie, Atlantia, Delta, alla presenza degli advisor finanziari, industriali e legali per proseguire la trattativa sul piano. Ma dalle intelligence dei consulenti sarebbe stata intercettata l'intenzione della compagnia americana di non scoprire le carte, come sollecitano Fs e Atlantia rispetto all'integrazione del business plan che va ad impattare sull'alleanza Blue Sky dalla quale, allo stato, Alitalia è fuori mentre Delta, Air France, Virgin Atlantic hanno il ruolo paritetico di partner. La società americana continua a tergiversare e i giorni passano senza ci sia un avvicinamento alla condivisione dell'intera operazione. In più dai contatti fra i legali, emerge che sulla governance Delta è irremovibile dalla posizione che le azioni di pesano e non si contano: pretende poteri di veto su materie gestionali e straordinarie, in assemblea e cda della Newco, compresa la decisione su futuri aumenti di capitale.

LA GOVERNANCE
Dal primo momento che si è seduta al tavolo (seconda metà di luglio), Atlantia ha posto la necessità di modificare il piano. In questa lettera il top manager della holding dei Benetton avrebbe scritto che il piano industriale di Alitalia, così come è impostato, non garantisce un futuro redditizio della compagnia aerea italiana, come lo stesso Patuanelli ha più volte chiesto. In altre esperienze di vettori in difficoltà, il rilancio è avvenuto con l'intervento incisivo e di lungo termine di un partner industriale che crede nel rilancio. Questo, a quanto pare, non sembra essere il proposito di Delta mentre con questa sorta di operazione trasparenza Atlantia avvisa il governo che, a queste condizioni, Alitalia non potrà essere rilanciata. Anche se nella missiva non viene fatto cenno, Atlantia, d'intesa con Fs, ritiene che a dimostrazione dell'impegno di lungo periodo del socio estero Delta dovrebbe da subito aumentare la partecipazione del 10% fino a un 15-20%. Ma da questo orecchio il socio Usa non sente. Dunque, bisogna alzare il tiro. Perciò Atlantia ha lanciato un ultimatum: senza una svolta potrebbe sfilarsi e a quel punto il salvataggio sarebbe problematico.  IL MATTINO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Roma. Caos verso l’Ama, alto rischio dell’emergenza sanitaria dei rifiuti

2 Ottobre 2019, 16:59pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Roma: caos verso l'Ama, alto rischio per l'emergenza sanitaria dei rifiuti

A Roma si rischia l’emergenza sanitaria per i rifiuti”. E’ l’allarme lanciato oggi da Antonio Magi e Pierluigi Bartoletti, presidente e vice presidente dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Omceo) di Roma. “Occorre evitare che in breve tempo si creino nella Capitale d’Italia cumuli di immondizia in ogni strada, nei pressi di scuole, ospedali, luoghi pubblici e che un simile degrado diventi attrattivo per gli animali. Non c’è tempo da perdere”. Dimissioni pericolose “Il caos in cui versa l’Ama con le ennesime dimissioni dell’ennesimo Consiglio d’Amministrazione e la nomina di un nuovo responsabile preoccupa l’Ordine dei medici di Roma e provincia che continua a monitorare costantemente la situazione – ricordano Magi e Bartoletti -. La raccolta dei rifiuti nella Capitale d’Italia si regge, e male, su un fragilissimo equilibrio basato principalmente sulla buona volontà delle Regioni vicine ad accogliere, seppur a caro prezzo, i nostri residui. Non c’è spazio dunque per improvvisi blackout del ciclo di raccolta e smaltimento”. Come Ordine dei Medici “abbiamo e sentiamo il dovere di rivolgere un appello a tutti i soggetti che ne hanno la responsabilità affinché si siedano intorno ad un tavolo e trovino una soluzione in breve tempo L’Ordine è disponibile a fare la sua parte e incontrare i vertici dell’Ama”. Il garante dell’infanzia “Indipendentemente da una vera e propria emergenza sanitaria, vanno trovate subito soluzioni condivise per mettere al riparo le scuole e i ragazzi. Come extrema ratio, siamo pronti anche a chiedere la chiusura degli istituti”. Il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Lazio, Jacopo Marzetti, interviene dopo il nuovo allarme lanciato dall’Ordine dei medici di Roma.”Avevo già scritto a giugno – ricorda Marzetti – alla sindaca Raggi, al presidente della Regione Zingaretti e alla presidente dell’Ama chiedendo di fare in modo che si iniziasse un percorso comune per evitare che un’eventuale emergenza rifiuti creasse dei problemi al di fuori delle scuole. Raggi e Zingaretti mi spiegarono che c’era un tavolo nazionale e che la situazione era sostanzialmente sotto controllo. A settembre, puntualmente, il tema si è riproposto e io ho scritto di nuovo a tutti e tre: stavolta solo la Raggi ha dato la disponibilità ad un incontro. Nessuna risposta da Zingaretti e nemmeno dalla presidente dell’Ama che pure, a leggere i giornali, si è lamentata del fatto che la sindaca non le rispondesse da tempo… Al di là delle competenze specifiche – conclude il Garante – chiedo alle istituzioni di farsi carico del problema. I rifiuti davanti alle scuole non devono esserci, tutte le amministrazioni devono prendersi le loro responsabilità. E’ in gioco la salute dei nostri figli”. Il piano di Marino  Sulla maleodorante vicenda torna a intervenire, via facebook, l’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino con un post nel quale dice: ”Esprimo il mio pensiero non per partecipare al dibattito politico, bensì per esprimere ancora una volta la frustrazione di vedere cancellato il piano e gli investimenti per una serie di impianti che stabilimmo nel 2014-2015 e che, se non fossero stati cancellati, oggi utilizzerebbero una parte significativa delle 500.000 tonnellate/anno di rifiuti umidi della Capitale per produrre gas. Quegli impianti, chiamati biodigestori, avrebbero trasformato i rifiuti in ricchezza. Tra l’altro, come già scrissi, non si tratta di un’idea originale ma di una tecnologia utilizzata in circa 80 paesi del mondo, dall’Asia, all’Europa, agli Stati Uniti. Ad esempio solo la California ha 30 impianti di questo tipo, lo Stato di New York 13, e gli Stati Uniti nel loro insieme trasformano in biogas oltre 10.000 tonnellate/anno di rifiuti umidi”. ”Inoltre – continua Marino – esistono alcuni inceneritori di proprietà di Acea Gruppo (quindi inceneritori esistenti, non nuovi inceneritori), l’azienda di cui  Roma Capitale detiene la maggioranza delle azioni, che potrebbero essere sottoposti a un rapido ammodernamento e permetterebbero di smaltire gran parte dei rifiuti che vengono inviati ad altre Regioni.  La Lega all’attacco “Raggi dimostra giorno dopo giorno che di rifiuti non capisce nulla. Inaccettabile per il sindaco di una metropoli europea. Sarebbe più dignitoso ammettere l’evidenza e prenderne atto, senza aspettare il voto sulla sacrosanta mozione di sfiducia nei suoi confronti. Nel frattempo, Roma e i romani stanno affondando nel degrado e nei rifiuti. Una vergogna capitale. Il mondo intero ci ride dietro. Perché la raccolta porta a porta della differenziata a Milano si fa e a Roma no? Recuperare e riciclare i rifiuti si può. La tecnologia lo consente. Solo ciò che non è possibile riciclare va poi spedito nei termovalorizzatori per produrre energia pulita e calore. Finché Raggi penserà a come mantenere la poltrona in Campidoglio, invece di iniziare una buona volta ad applicare i fondamentali dell’economia circolare, la situazione non cambierà mai”. Cosi’ i deputati della Lega in commissione Ambiente della Camera, Elena Lucchini (capogruppo), Alessandro Manuel Benvenuto (presidente), Mirco Badole, Luigi D’Eramo, Claudia Gobbato, Ugo Parolo, Elena Raffaelli, Vania Valbusa e Sergio Vallotto. Intanto è caos Il sindaco Virginia Raggi nel mirino degli ex componenti dei Cda di Ama che nel corso degli ultimi anni hanno rassegnato le dimissioni. Quello di ieri infatti è il secondo addio in pochi mesi dei vertici dell’azienda dei rifiuti di Roma, il quinto nei tre anni di governo del primo cittadino grillino. Asseriscono che il bilancio 2017, nonostante sia stato bocciato dalla Giunta, sia regolare. Raccontano di incontri richiesti e sempre disattesi, di “mancanza di una fattiva e concreta collaborazione” denunciano che “Qualcuno punta a disastro finanziario.

di  POSITANONEWS

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