Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ha rimproverato un ragazzino che da giorni vessava e bullizzava il figlio, innescando una lite culminata con un calcio ad un'auto, un ceffone e l'arrivo della Polizia. L'episodio è avvenuto questa mattina in piazza Repubblica alla stazione dei tram di superficie. Protagonisti due ragazzi di 17 anni e il genitore di uno dei due. L'uomo aveva appena accompagnato alla fermata il figlio, sapeva che da giorni veniva preso in giro da un coetaneo. Proprio mentre il ragazzino scendeva dall'auto, il padre ha visto il "bullo".
A quel punto ha deciso di rimproverarlo. "Smettila di prendere in giro mio figlio", gli ha intimato. Per tutta risposta il 17enne si è avvicinato alla sua auto e ha assestato un calcio alla carrozzeria. L'uomo ha perso le staffe e lo ha colpito con uno schiaffo al viso. Si è subito creato un capannello di persone, intervenute per sedare la lite. Sul posto sono poi arrivati gli agenti della squadra volante che hanno identificato i presenti. La vicenda si è chiusa con le scuse reciproche e, pare, con la promessa del ragazzino di interrompere le vessazioni.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MILANO, La Polizia locale di Milano ha rintracciato e denunciato un tassista 61enne che, lo scorso 28 novembre, aveva finto di soccorrere un anziano dopo averlo investito sulle strisce pedonali ma poi lo ha lasciato da solo in strada ed è fuggito. L'episodio è avvenuto in via Melchiorre Gioia all'intersezione con via Monte Grappa. Subito dopo l'investimento il tassista, in quel momento in servizio ma senza clienti a bordo, aveva caricato l'infortunato sul proprio veicolo per simulare l'immediato soccorso agli occhi dei testimoni, ma subito dopo lo ha lasciato di nuovo in strada. Per non rischiare di essere rintracciato, aveva anche fornito all'anziano un biglietto con nome e numero di telefono falsi. Grazie all'analisi delle telecamere di videosorveglianza del Comune di Milano, ad accertamenti incrociati con terminali di Polizia e alla collaborazione delle centrali operative dei radiotaxi, l'autore dell'omissione è stato identificato e denunciato per omissione di soccorso in incidente stradale con feriti.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA VERONA, Un sub si è immerso nelle acque del Lago di Garda, ma una volta riemerso è stato colto da malore ed è morto. Si tratta di Alberto Tomei, 54 anni, figura nota tra l'area gardesana e il Trentino in quanto presidente di Ags, l'Azienda Gardesana Servizi, che gestisce il servizio idrico integrato in 20 comuni del Baldo-Garda e in parte della Val d'Adige, nel veronese. Tomei è stato stroncato da un malore che lo ha colpito dopo avere concluso un'immersione nel lago a Torri del Benaco (Verona). Il manager era un appassionato subacqueo; subito soccorso, è stato portato in camera iperbarica ma è morto poco dopo. Dal 2008 presidente di Ags, era al quarto mandato ai vertici dell'Azienda Gardesana Servizi.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA FIRENZE, E' morto uno degli occupanti abusivi, un ventisettenne romeno, che erano nel capannone industriale dove stamani si è sviluppato un incendio a Firenze, nella zona dell'Osmannoro. Il capannone era occupato da altre persone e una decina sono riuscite a mettersi in salvo correndo all'esterno.
Il corpo carbonizzato del ventisettenne è stato trovato poco distante dal suo posto letto. Il romeno, che era ipovedente, probabilmente non ce l'ha fatta a fuggire in tempo come invece hanno fatto gli altri. La vie della zona sono state chiuse al traffico per consentire le operazioni di spegnimento da parte dei vigili del fuoco di Firenze. Ancora da accertare le cause dell'incendio.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dopo la terribile verità sulla morte del calciatore Andrea La Rosa, parla la sua fidanzata Estella Bellini. La donna, intervistata da il Corriere della Sera, ha raccontato con rammarico di aver presentato lei il suo fidanzato al killer che poi lo ha ucciso.Raffaele Rullo, insieme alla madre Antonietta Biancaniello ha ucciso l'ex calciatore elo ha nascosto in attesa di scioglierlo nell’acido. L'uomo, come mostra Estella al giornalista, il giorno dopo la scomparsa le scriveva messaggi di supporto: «Io ci sono sempre. Ti sono vicino. Sento anch’io la sua mancanza. Mi spiace veramente tanto». La donna racconta le sue difficoltà economiche, la vita difficile con na bimba piccola da mantenere e la relazione con Andrea: «Per molti versi Andrea e io siamo, eravamo simili: abitudinari, per niente propensi ai gesti sdolcinati, a restare ogni secondo attaccati fisicamente... Dopo un po’, ho iniziato a cercare certezze. Quest’anello con diamante è del 2016. Me l’ha, me l’aveva regalato a Parigi. Non ci siamo mai “isolati” molto, non abbiamo mai viaggiato granché e non certo perché io abbia fatto l’hostess con Blue Panorama e Alitalia. Ma le cose forse stavano cambiando, aveva acquistato un bilocale mansardato e mi aveva incaricato di occuparmi dell’arredo. Era un primo passo».
Rullo frequentava il suo gruppo di amici, così lo aveva presentato ad Andrea una sera in cui erano usciti in comitiva. Rullo era diventato un confidente della coppia, Andre gli raccontava anche dettagli intimi del loro rapporto, se litigavano andava da loro per fargli fare pace, un rapporto che era divetato in pochi mesi molto stretto: «Ha questa strana capacità di porsi come confidente: lo chiamavi, è successo a persone della mia cerchia, e ti stava a sentire per ore, intere ore. E no, non continuare a domandarlo: non aveva secondi fini, mai che ci abbia provato con le mie amiche, giuro. O forse no, cercava le prede giuste, blandiva, plagiava, programmava quando colpire. Come con Andrea».
Poi racconta del giorno dell'omicidio: «A inizio novembre Andrea mi aveva parlato di un incontro con Rullo e un altro, l’incontro del 14, quand’è stato ucciso. Lui avrebbe portato ottomila euro e quelli gli avrebbero dato in cambio un assegno. L’incontro lo spaventava e certe zone a cominciare da Quarto Oggiaro le evitava. Evitava tutto ciò non fosse controllabile». Da allora Estella non ha più avuto notizie su di lui, sa quello che è successo ma non ha potuto vedere il cadavere. Inizialmente ha pensato, non vedendolo e sentendolo, che lui l'avesse lasciata, che volesse stare da solo, ma poi è arrivata la tremenda verità. Oggi la famiglia di Andrea, la incolpa per l'accaduto, dicenco che lei conosceva Rullo, ma Estella continua a ripetere che mai avrebbe pensato fosse un assassino.
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INSERITO DA FRANCESCO CONTARTESE «Ci mancavano anche i bambini che vanno all'ospedale, che muoiano». Parlava così al telefono, non sapendo di essere intercettato, uno degli indagati nell'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Firenze per traffico illecito di rifiuti, che oggi ha portato all'arresto di sei persone, parlando dei rischi di stoccare abusivamente rifiuti pericolosi in una discarica situata vicino a una scuola. «Non mi importa nulla dei bambini che si sentono male - prosegue l'uomo -, io li scaricherei in mezzo alla strada i rifiuti». Un altro degli indagati si lamenta di alcuni rifiuti tossici che sono stati portati in discarica, sempre senza essere trattati, ma poi li accetta: «Mi ci hanno messo tre o quattro big bag tipo toner - dice - me lo devono dire quando fanno queste cose, bisogna parlarne». Questi alcuni stralci delle intercettazioni telefoniche che hanno fatto parte delle indagini che ha portato all'arresto di sei persone.
Sono circa 200mila le tonnellate che secondo gli inquirenti sarebbero state smaltite abusivamente in due discariche della provincia di Livorno, tra il 2015 e il 2016, dalla presunta organizzazione criminale al centro dell'inchiesta della Dda di Firenze. In questo modo, ipotizzano gli investigatori, sarebbero stati realizzati profitti illeciti per 26 milioni di euro, omettendo tra l'altro di versare 4,3 milioni di euro di ecotasse alla Regione Toscana.
Secondo quanto ricostruito, i rifiuti speciali, in alcuni casi pericolosi e nocivi, venivano miscelati con altri e mascherati come ordinari, per abbattere i costi di smaltimento. I sigilli sono scattati per due aziende di Livorno attive nel settore del recupero e del trattamento dei rifiuti, la Lonzi Metalli srl e la Rari srl. Da queste aziende i rifiuti sarebbero transitati in due discariche del Livornese gestite da due aziende a partecipazione pubblica, la Rea di Rosignano Marittimo e la Rimateria di Piombino. Tra i rifiuti che arrivavano in discarica passando per ordinari e innocui, materiali nocivi come stracci imbevuti di sostanze tossiche, filtri olio motore e toner.
Una parte consistente degli scarti tossici pericolosi, almeno tre tir ogni settimana, arrivava nelle discariche del Livornese da una ditta di Prato, la Fbn srl, specializzata nel trattamento dei rifiuti. In alcuni casi, come testimoniato da alcune telecamere nascoste piazzate dagli investigatori, gli indagati si limitavano a far transitare i tir carichi di rifiuti speciali pericolosi nei cortili delle ditte specializzate nello smaltimento, da dove uscivano subito dopo senza che fosse stato eseguito alcun trattamento.
I rifiuti, entrati come pericolosi, ne uscivano declassificati a ordinari e poi venivano stoccati nelle discariche. Per il procuratore capo di Livorno Ettore Squillace Greco, che ha coordinato le fasi iniziali delle indagini quando ricopriva l'incarico di sostituto procuratore della Dda di Firenze, il modus operandi dell'organizzazione criminale è paragonabile a quello usato dalla Camorra nella Terra dei Fuochi: «Siamo di fronte a un gruppo che commetteva il maggior numero di reati in questa materia - ha affermato -. Si tratta di episodi che non hanno nulla a che fare con la Camorra, ma un certo modo di gestire e trattare i rifiuti è significativo».
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DI MICHELE PAPPACODA Due persone sono state uccise a coltellate, e altre tre sono rimaste ferite, vicino a una moschea a Maastricht, in Olanda. Secondo la stampa locale la polizia ha già effettuato due arresti, escludendo il movente terroristico. Le vittime, secondo i residenti, sono il padre e una madre di una famiglia siriana che vivevano separati; il movente degli omicidi sarebbe una vendetta dopo una rissa avvenuta poco prima in moschea.
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DI MICHELE PAPPACODA La Procura di Bari ha chiuso le indagini preliminari nei confronti di quattro persone, dipendenti del Policlinico di Bari, accusate di concorso in truffa aggravata e false attestazioni.La Guardia di Finanza ha accertato che nelle ultime settimane del 2014 uno di loro, con la complicità degli altri tre, si sarebbe ripetutamente assentato dal luogo di lavoro per svolgere altrove faccende personali. I finanzieri hanno documentato nell'arco di circa 30 giorni assenze quotidiane di alcune ore. I colleghi strisciavano il suo badge mentre lui si assentava. La vicenda, documentata da intercettazioni telefoniche, è stata scoperta casualmente dagli investigatori che indagavano su un presunto traffico di droga fra Spagna e Italia, nel quale i 4 dipendenti del Policlinico non sono coinvolti.L'inchiesta sulla droga il 7 novembre scorso ha portato all'arresto di 19 persone e al sequestro di beni per circa 5mln di euro. Oggi nei confronti di sei di loro la Gdf ha eseguito ulteriori sequestri preventivi per oltre 2mln di euro.
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DI MICHELE PAPPACODA Un uomo di 40 anni è stato arrestato nella zona sud della provincia di Grosseto dove vive in flagranza per abusi sessuali sulla figlia di cinque anni. La notizia è riportata oggi dai giornali locali. L'uomo, da quanto si è appreso, è stato denunciato dalla moglie. I carabinieri hanno sistemato nell'abitazione dell'uomo delle telecamere nascoste: una volta visionato i video che riprendono l'uomo durante gli atti sessuali che uno degli investigatori ha definito "pesantissimi" è scattato il blitz che ha condotto all'arresto. Il padre è stato prelevato dai carabinieri e davanti al gip Marco Mezzaluna, durante l'interrogatorio di garanzia, avrebbe ammesso gli addebiti.
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DI MICHELE PAPPACODA Ha preso fuoco in mezzo alla strada, in pieno centro. Non c'è stato nulla da fare per un taxi, andato completamente distrutto oggi a Torino, in via Arsenale, di fronte agli uffici della Regione Piemonte. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, ma il rogo è stato domato quando ormai l'auto, una Fiat Punto, era già stata distrutta. Ancora da stabilire le cause, forse un cortocircuito.