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NEWS ITALIA E DAL MONDO Matrimonio all'italiana, boom di nozze e unioni civili. Ma la scelta si fa sempre più tardi: 31 anni le donne, 33 gli uomini

21 Novembre 2019, 09:34am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

NEWS ITALIA E DAL MONDO Matrimonio all'italiana, boom di nozze e unioni civili. Ma la scelta si fa sempre più tardi: 31 anni le donne, 33 gli uomini

I più felici sono gli invitati e tutti coloro che si occupano del business dei matrimoni. Perché le cerimonie nuziali, in Italia, sono in aumento e coinvolgono sempre più persone. In salita anche la spesa in denaro legata al giorno più bello della vita, probabilmente legata ad un fattore: lui e lei sono sempre più anziani, perché compiono il passo decisivo solo quando la disponibilità economica lo consente. In altre parole, quando c'è almeno uno stipendio stabile nella coppia. RITO CIVILE AL NORD, CHIESA AL SUD. L'Istat fotografa il Belpaese che pronuncia il fatidico sì: nel 2018 sono stati 195.778 i matrimoni celebrati, il 2,3% in più dell'anno precedente, vale a dire circa 4.500. Di questi, oltre la metà - 98.182, il 50,1% - sono avvenuti con rito civile, una formula che è in costante aumento (nel 1970 erano il 2,3% del totale, nel 2008 il 36,7%) e che nel Nord Italia rappresenta ormai il 63,9% del totale delle nozze. Nel Sud del Paese, invece, due matrimoni su tre (il 69,6) si celebrano ancora in chiesa. UNDER 30 DAL SACERDOTE. Ma - a sorpresa - sono i più giovani a restare legati alla tradizione delle nozze sull'altare visto che la percentuale degli under 30 che scelgono il rito civile (24,8%) è inferiore a quella di chi si sposa in età più matura (37,8%). Degli oltre 195 mila matrimoni, 33.933 - il 17,3% del totale - hanno avuto almeno uno degli sposi straniero. Nel Nord e nel Centro, dove la presenza degli stranieri è più radicata, parliamo di un matrimonio su quattro. QUADRUPLICATE LE UNIONI CIVILI. In poco più di 10 anni le unioni civili sono più che quadruplicate, passando da circa 329 mila a un milione e 368 mila. «Una modalità di fare famiglia - dice l'Istat - che vede i bambini nati fuori dal matrimonio in continuo aumento: nel 2017 quasi un nato su tre ha genitori non coniugati». Le unioni civili tra persone dello stesso sesso, nel 2018 sono state 2.808, con una prevalenza di uomini (il 64,2% del totale). Il 37,2% è stato costituito nel Nord-ovest e il 27,2% dal Centro, ma è soprattutto nelle grandi aree urbane che si concentra il maggior numero (Roma e Milano, su tutte le altre città). SEMPRE PIÙ TARDI. Gli uomini arrivano al primo matrimonio in media 33,7 anni (nel 2017 era 32,1), le donne a 31,5 anni (era 29,4). Come mai? La colpa è della «prolungata permanenza dei giovani in famiglia»: il 67,5% dei maschi e il 56,4% delle donne tra i 18 e i 34 anni. Ma in appena dieci anni (dal 2008 al 2018) la fascia di popolazione italiana tra i 16 e i 34 anni è anche calata di 12 milioni di unità: quindi meno giovani e più persone mature. Una situazione, sottolinea ancora l'Istat, dovuta «all'aumento della scolarizzazione e all'allungamento dei tempi formativi, alle difficoltà che incontrano i giovani nel mondo del lavoro, alla condizione di precarietà del lavoro stesso e alle difficoltà di accesso al mercato delle abitazioni».

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