Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
PAVIA. Un guasto alla linea elettrica nella stazione di Pavia ha causato ritardi sulle varie linee da e per Milano e verso Alessandria. Il guasto si è evidenziato nelle prime ore del mattino di martedì 15 ottobre e i tecnici di Rfi si sono attivati per risolverlo. Nel frattempo, per i viaggiatori sono iniziati i disagi. Sulla linea S13 i ritardi si sono accumulati (quello delle 8,09 da Pavia è partito alle 8,36. Quello delle 8,39 ha sfiorato i 40 minuti di ritardo). Stessi problemi per il regionale 2182 (quello previsto in arrivo a Milano Certosa alle 9,04), partito da Pavia con 26 minuti di ritardo. Da Milano è partito con forte ritardo il treno in arrivo a Pavia alle 8,21, usato principalmente dagli studenti universitari. Il treno 23125 (Milano Bovisa 9,55 - Pavia 10,51) viaggia con 14 minuti di ritardo a causa dei ritardi accumulati dagli altri treni.
Quando la situazione si stava normalizzando, un altro evento in mattinata a Milano ha causato ritardi: un soccorso sanitario alla stazione di Milano Repubblica ha causato il fermo di due treni S13 e conseguenti nuovi ritardi sulla linea.
I treni 24194 (Voghera 8,19 - Pavia 8,45) e 24195 (Pavia 9,17 - Voghera 9,43) sono stati effettuati con servizio bus sostitutivo. Problemi anche a Stradella, dove il treno 10580, a causa di un guasto a un altro convoglio, è partito in ritardo e non ha terminato la sua corsa a Milano Greco Pirelli (dove era previsto, da orario, alle 9,14) ma a Lambrate.
La situazione è poi critica per chi viaggia da e per la Liguria, dove a causa della forte ondata di maltempo ci sono gravi problemi soprattutto a Ponente, sulla Genova Ventimiglia, per danni alla linea ferroviaria tra le località di Genova Voltri e Cogoleto. Maggior tempo di percorrenza fino a 80 minuti per i treni in viaggio. Tra Genova e Savona viaggiano anche pullman sostitutivi.
ZECCONE. Un 32enne è stato trasportato in codice giallo (ferito, ma non in pericolo di vita) dopo un incidente avvenuto alle 7 di mattina di martedì 15 ottobre a Zeccone, in corrispondenza dell'incrocio semaforico sulla Vigentina. Per causa ancora da accertare (il semaforo era regolarmente in funzione) si sono scontrate un'auto e lo scooter condotto dal 32enne. Immediati i soccorsi, sul posto sono arrivati il 118 con ambulanza e automedica e gli uomini della Polizia stradale di Pavia. Al momento dell'incidente era ancora ancora quasi buio e pioveva.
Ventisei morti, centinaia di feriti e 15 dispersi: è il triste bilancio del passaggio del tifone Hagibis sul Giappone. Sono più di 100mila i soccorritori messi in campo per raggiungere le persone bloccate dopo le piogge torrenziali a seguito del tifone che hanno causato frane ed esondazioni di fiumi. Hagibis, abbattutosi sabato sull'isola di Honshu, è stato uno dei più violenti tifoni degli ultimi anni, con venti fino a 216 chilometri l'ora.Il governo dispiega altri 27mila uomini - Il governo giapponese accelera gli sforzi per la ricerca di sopravvissuti prevalentemente nelle aree rurali dell'arcipelago. A 24 ore dall'arrivo della più potente perturbazione da inizio anno, almeno altri 27mila uomini delle Forze di autodifesa sono stati dispiegati sul territorio, compresa la città di Nagano, dove 360 persone si trovavano in pericolo di vita a causa dello straripamento del fiume Chikuma.
Tokyo: 376mila abitazioni senza elettricità - Secondo il ministero delle Infrastrutture, alle 16 di domenica gli argini di 21 fiumi avevano ceduto lungo il versante centro orientale del Paese. Il capo di Gabinetto Yoshihide Suga ha riferito che 376mila abitazioni erano senza elettricità e 14mila avevano subito l'interruzione dell'approvvigionamento dell'acqua.Ripristinati treni e voli aerei - Gran parte dei servizi ferroviari, inclusi i treni superveloci, e le rotte aeree sono state ripristinate
Gli ordini di evacuazione hanno riguardato 262mila residenti, mentre gli avvisi precauzionali sono stati 7 milioni in 13 prefetture del Giappone centro-orientale. La devastazione ha costretto alla cancellazione di una terza partita dei mondiali di rugby.
Quattro giovani, due dei quali minorenni, sono morti in un incidente stradale verificatosi all'alba sulla strada statale 121, Paternò-Catania, sullo svincolo per Belpasso. I quattro erano a bordo di una Seat Leon guidata da un 48enne rimasto ferito: per cause in corso di accertamento, l'auto si è schiantata contro il guard rail della rampa. Per estrarre i corpi dalle lamiere della vettura sono dovuti intervenire i vigili del fuoco. Il conducente è stato ricoverato all'ospedale Cannizzaro di Catania: le sue condizioni non sarebbero gravi.
Le vittime, che secondo quanto riportato da La Sicilia non indossavano le cintura di sicurezza, sono Lucrezia Diolosà Farinato, 28enne convivente dell'uomo, il 20enne Salvatore Moschitta, il 17enne M.P. e la 15enne E.G. I cinque stavano rientrando a casa dopo aver trascorso la notte in una nota discoteca all'aperto della riviera ionica del Catanese. Al momento dell'impatto l'auto si è spezzata in due: la parte superiore della vettura è stata divelta, mentre la parte posteriore, con le due ruote, è volata alcune decine di metri finendo accanto ai binari della Ferrovia circum etnea.
Una 15enne è stata aggredita sabato, dopo la mezzanotte, da uno sconosciuto in pieno centro a Varese. La ragazza aspettava con un'amica di 14 anni la madre di quest'ultima per un passaggio in auto, dopo una serata passata con amici, quando un 50enne l'ha raggiunta e l'ha aggredita ferendola con un coltello al viso e al braccio e gridando: "Vi ammazzo". La 14enne è riuscita a fuggire, chiamando i soccorsi. L'uomo è ricercato dalla polizia.
La vittima stava aspettando di tornare a casa con l'amica quando uno sconosciuto, in sella a una bicicletta, dopo essere loro passato davanti, è tornato indietro e si è scagliato contro la quindicenne. L'uomo, descritto sulla cinquantina, i capelli lunghi e una cicatrice sul volto, senza apparente motivo avrebbe estratto il coltello dalla tasca urlando "vi uccido", per poi ferire la ragazzina. La sua amica è invece riuscita a scappare.
"Eravamo in attesa di mia mamma - ha raccontato l'amica più giovane a Varesenews -, dopo aver passato la serata in centro, insieme ad altri nostri amici. Ad un certo punto questo signore si è avvicinato, ha cominciato a urlare 'Vi ammazzo' e ha tirato fuori un coltello seghettato. Io l’ho visto in faccia, ho visto che aveva una cicatrice ben visibile e del sangue in testa e sul volto. Sembrava italiano. Ha preso la mia amica e le ha dato due coltellate, ferendola in viso, sotto l’occhio, e sul braccio. Io sono scappata, sono riuscita a chiamare il 118 e ad arrivare ad un bar e a chiedere aiuto: sono uscite un po’ di persone e lo squilibrato che ci ha aggredite è scappato".
"La mia amica si è trascinata fino in via Carducci. Poi è arrivata una volante della polizia e l’ambulanza che ha portato la mia amica in ospedale: le hanno dato i punti e l’hanno medicata, i medici dovranno valutare se intervenire chirurgicamente, l’ha colpita sul volto sfregiandola. Tremo ancora a parlarne, è stato bruttissimo. Non è possibile che si possa avere paura a stare fuori di casa in pieno centro, è una cosa che non accetto", ha aggiunto la 14enne che dovrà riconoscere l'aggressore. L'uomo è conosciuto dalle forze dell'ordine, che sono sulle sue tracce.
Mancano poche settimane al passaggio dall’ora legale all’ora solare, che ci farà piombare direttamente nell’inverno 2019: nella notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre infatti le lancette andranno spostare un’ora indietro, dalle 3 alle 2. Guadagneremo un’ora di sonno, ma perderemo anche un’ora di luce al pomeriggio.
Ma per quanto tempo ancora dovremo farlo? Nei mesi scorsi si è infatti parlato di una proposta di abolizione del cambio dell’ora, promossa dai Paesi del Nord Europa: non si è ancora raggiunta una decisione univoca per tutti i Paesi membri, ma è probabile che si giunga ad un compromesso che preveda l’ora legale fissa per tutte le nazioni meridionali del’Ue, mentre quelle settentrionali manterrebbero l’ora solare.
Ma l’Italia quale posizione ha preso? Ancora nessuna, al contrario ad esempio della Francia, che ha scelto di bandire per sempre l’ora solare, sottolinea ilMeteo.it. Nel caso l’Italia decida di mantenere l’ora legale, per tutto l’inverno avremo il sole per un’ora in più, e in estate saranno “salvi” gli aperitivi sulla spiaggia, che sarebbero invece stati in pericolo in caso di abolizione dell’ora legale a favore dell’ora solare. Il cambio dell’ora di fine ottobre potrebbe dunque essere uno degli ultimi: staremo a vedere.
inserito Leone Buongiorno Sparsi in cinque diversi Paesi, i circa 30 milioni di persone di etnia curda vivono in una delle regioni più volatili al mondo: il Kurdistan
Dopo l’annuncio del ritiro statunitense dalla Siria, la Turchia ha lanciato un’operazione militare in territorio siriano contro la regione curda nel nord est del Paese. La zona è controllata dalle Unità curde di protezione popolare (Ypg), una forza di difesa principale alleata degli Usa nella lotta contro l’Isis e braccio armato del Pyd, il partito siriano curdo.
Obiettivo dichiarato della Turchia è quello di allontanare le forze curde dal suo confine e fermare le aspirazioni autonomiste del popolo curdo. Ma chi sono i curdi?
Le origini
Il Kurdistan è una delle regioni più volatili al mondo. Con i suoi 30-40 milioni di persone, il gruppo etnico curdo è tra i più grandi e popolosi a non avere uno Stato.
La mappa realizzata da “The Kurdish Project” mostra la distribuzione della popolazione curda in Medio Oriente.
Sparsi in un territorio che tocca cinque nazioni diverse – Turchia, Siria, Iraq, Iran e Armenia – i curdi sono un gruppo tribale nomade iraniano e quindi proveniente dal grande ceppo delle popolazioni indo-europee. Accomunati da una lingua comune, i curdi sono a maggioranza musulmana sunnita nonostante convivano anche altre correnti religiose: come il sufismo.
Il sogno curdo
Dopo la fine della prima guerra mondiale, il trattato di Sèvres del 1920 – firmato tra le potenze vincitrici e Istanbul – segnò la dissoluzione dell’Impero Ottomano e lo smembramento dei suoi territori. Ai curdi fu promessa una nazione, una promessa mai rispettata dalle grandi potenze occidentali.
La Turchia riuscì a ottenere una rinegoziazione con gli alleati occidentali, e nel 1923 attraverso il trattato di Losanna venne messo da parte il piano di uno Stato autonomo curdo e nacque la moderna Repubblica turca.
Gli anni ’80: le barbarie di Saddam e dell’Iran
Senza una terra, divisi in un territorio vasto che comprende cinque nazioni, il popolo curdo ha sofferto decadi di persecuzioni e violenze. Durante la guerra tra Iraq e Iran degli anni ’80 (1980-1988), il regime di Saddam sedò brutalmente le ribellioni curde a nord attraverso l’uso di armi chimiche. Decine di migliaia di curdi furono uccisi durante il conflitto, e centinaia di migliaia furono costretti a lasciare il Paese.
A seguito dell’invasione irachena del Kuwait nella cornice della prima guerra del Golfo (1990-91) e la conseguente risposta americana, 1.5 milioni di curdi fuggirono nella vicina Turchia. Ankara chiuse i suoi confini, costringendo i curdi in un limbo al confine tra i due Paesi, risolto solo dall’intervento dell’Onu che garantì protezione alla popolazione curda in fuga. Un intervento che portò l’Iraq a consentire al governo regionale del Kurdistan di governare la parte del nord del Paese.
Anche In Iran i curdi sono tra le minoranze più perseguitate e rappresentano il terzo più numeroso gruppo etnico. Dopo aver inizialmente appoggiato la rivoluzione islamica del 1979, le richieste di autonomia curde furono brutalmente represse negli anni 80 e 90.
Sostenitori del PKK chiedono la scarcerazione del leader curdo Ocalan. Beiruti, Libano, 15 febbraio 2019
Ma è in Turchia che vive il più alto numero di persone di etnia curda. Ankara è tra i maggiori oppositori alla creazione di uno stato curdo indipendente, tanto che la popolazione soffre da anni una brutale repressione etnica e culturale. In risposta alla chiusura di Ankara nel 1978, Abdullah Öcalan diede vita al movimento separatista curdo del PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan. Durante la guerra turco-curda del 1984-1999 più di 40mila persone persero la vita.
La questione curda in Siria
Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, al potere dal 2002, ha sempre adottato una robusta opposizione contro il nazionalismo curdo. Il ra’is turco non ha mai fatto mistero del suo obiettivo finale: eliminare il gruppo fondato da Abdullah Öcalan, il leader curdo in carcere dal 1999.
Combattenti curde siriane e irachene appartenenti alle milizie delle Ypg. Sinjar, Iraq. 11 aprile 2018
L’irrisolta questione curda si è intensificata durante gli anni di Erdoğan creando tensioni ancora più profonde tra il governo e le aspirazioni indipendentiste del popolo curdo. Dopo il fallito colpo di Stato del 15 luglio del 2016, decine di giornali e organizzazioni di stampo filo curde sono state chiuse, più di 11mila insegnanti sono stati licenziati o sospesi.
Dallo scoppio della guerra siriana nel 2011, a preoccupare Ankara è la possibilità che il caos e il vuoto di potere creatosi nel nord-est della Siria possa avere conseguenze anche per la questione curda in territorio turco. Quando la rivolta siriana, ultimo capito dell’onda di proteste della primavera araba, si è evoluta in una guerra civile, i principali partiti curdi hanno evitato pubblicamente di schierarsi. A metà del 2012, le forze governative si sono ritirate per concentrarsi sulla lotta contro i ribelli altrove e i gruppi curdi hanno preso il controllo del territorio.
Il Rojava
Nel gennaio 2014, i partiti curdi – incluso il Partito democratico dell’Unione dominante (PYD) – hanno dichiarato la creazione di “amministrazioni autonome” nei tre “cantoni” di Afrin, Kobane e Jazira. Nel marzo 2016 è stata annunciata l’istituzione di un “sistema federale”, conosciuto come Rojava, che includeva principalmente aree arabe e turkmene catturate dall’Isis.
La dichiarazione è stata respinta dal governo siriano, dall’opposizione siriana, dalla Turchia e dagli Stati Uniti.
L'ultimo atto andrà in scena il 14 novembre: quel giorno si definiranno le due vicende processuali relative alla morte di Stefano Cucchi, il geometra romano arrestato nell'ottobre 2009 per droga e morto una settimana dopo nel Reparto detenuti dell'Ospedale Sandro Pertini di Roma. Da un lato, di fronte alla Corte d'assise nell'aula bunker di Rebibbia, si definirà in primo grado il processo a cinque carabinieri, due dei quali accusati di omicidio preterintenzionale - per loro il pm Giovanni Musarò ha chiesto 18 anni di reclusione - per il pestaggio avvenuto in caserma. Dall'altro lato, ci sarà la sentenza d'appello - la terza, dopo i due rinvii della Cassazione - per cinque medici accusati di omicidio colposo dopo due rinvii da parte della Corte di Cassazione.
Oggi c'è stata l'ultima udienza d'appello a carico dei medici. Quello a carico del primario del Reparto di medicina protetta dell'Ospedale Pertini di Roma, Aldo Fierro, e di altri quattro medici, Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis Preite e Silvia Di Carlo, è stato un iter processuale tortuoso. Erano tutti finiti a processo inizialmente per abbandono d'incapace (insieme a tre infermieri e tre agenti della Polizia penitenziaria, assolti in via definitiva), ma erano stati condannati nel giugno 2013 per omicidio colposo. Gli stessi medici erano stati successivamente assolti in appello. Poi la Cassazione aveva disposto un nuovo processo d'appello, che aveva confermato l'assoluzione. E ancora una volta la cassazione aveva disposto una nuova attività dibattimentale.
«Questo processo dovrà concludersi con una declaratoria di prescrizione del reato, ma è una sconfitta della giustizia», ha detto il procuratore generale surante la sua requisitoria. Nessuna prescrizione, ma assoluzione piena, è invece la richiesta di tutte le difese. «Per la settima volta affrontiamo questa discussione - ha detto l'avvocato Gaetano Scalise, difensore del primario del Pertini - Vi chiediamo di affrontare questo processo. Il Pg ha detto che questo è stato un processo nato male, ma questo non può essere addebitabile a noi». Per il resto, il penalista ha sostenuto che «i medici ci hanno provato a fare ciò che i periti ipotizzano. Cosa avrebbero potuto fare di più? Quella di Stefano Cucchi è stata una morte improvvisa e inattesa, nessuno avrebbe potuto prevedere che quel paziente potesse morire. Avete un compendio probatorio che trasuda di sentenza d'assoluzione, al di là della prescrizione».
Ma il 14 novembre sarà un giorno cruciale anche per il processo che vede imputati cinque carabinieri. Per il pestaggio in caserma che per l'accusa portò alla morte Cucchi, il pm ha chiesto una condanna a 18 anni per omicidio preterintenzionale e abuso d'autorità per Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro. Per il carabiniere Francesco Tedesco, l'imputato-testimone che con le sue dichiarazioni ha fatto luce su quel violento pestaggio, il pm ha chiesto l'assoluzione dall'omicidio preterintenzionale, e 3 anni e mezzo di condanna per l'accusa di falso. Chiesti 8 anni per falso anche per il maresciallo Roberto Mandolini, all'epoca comandante interinare della Stazione dei carabinieri Roma Appia. Per l'accusa di calunnia, contestata al carabiniere Vincenzo Nicolardi e ai colleghi Tedesco e Mandolini, il pm ha invece sollecitato una sentenza di non procedibilità per prescrizione. IL MESSAGGERO
Coppia di 90enni accende lastufain casa per il primofreddoarrivato nella provincia diBergamoed entrambi gli anziani coniugi muoiono intossicati dal monossido di carbonio. La coppia di anziani è morta a causa del monossido: lei aveva 91 anni e lui 93 e abitavano ad Almenno San Bartolomeo, alla frazione Albenza, nelBergamasco. Li ha trovati il nipote oggi, ma la morte dovrebbe risalire alla serata di ieri quando i due anziani, forse per il primofreddo, avevano acceso unastufa. La canna fumaria era tuttavia otturata e ilmonossido di carbonioha rapidamente saturato l'ambiente, uccidendomaritoemoglieprobabilmente prima di cena. Sono stati infatti trovati riversi in cucina. Inutili i soccorsi.IL MESSAGGERO
Tragedia sfiorata aBologna, dove unabambinadi 8 anni è stata azzannata da due rottweilermentre era a casa di un'amica a giocare. È successo ieri sera e la piccola, trasferita d'urgenza dal 118 all'Ospedale Maggiore, è stata sottoposta a intervento chirurgico. La prognosi per la bimba, ancora ricoverata, è di 30 giorni.
L'aggressione da parte dei duecaniè avvenuta intorno alle 20, in una casa sui colli bolognesi: a chiamare i carabinieri è stata la padrona di casa di 39 anni, madre dell'amica della bambina, che è stata morsa alle gambe dai cani mentre stava giocando con la coetanea. Da accertamenti, i due rottweiler sono risultati essere di proprietà del padre dell'amica della bambina ferita, ex marito della donna denunciata. La mamma 39enne, di origine lombarda, è stata denunciata per lesioni colpose.