INSERITO DA ANGELA CECERE
Tantissimi gli studenti giunti da ogni parte d'Italia Numerosi i ministri intervenuti PALERMO - Sono giunte a Palermo le «navi della legalità» per ricordare la strage di Capaci del 23 maggio 1992, nella quale furono uccisi Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Ad attendere il loro arrivo, nel porto di Palermo, tantissimi ragazzi di tutte le età. Dopo la cerimonia di benvenuto, a cui ha preso parte la sorella del giudice ucciso Maria Falcone, insieme con i rappresentanti delle istituzioni, gli studenti si sono divisi per raggiungere i luoghi simbolo della città. Alcuni hanno raggiunto l'Aula Bunker del carcere Ucciardone per partecipare alle commemorazioni assieme alle istituzioni. Qui, oltre al presidente del Senato Pietro Grasso e al ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza, sono presenti fra gli altri i ministri della Giustizia Anna Maria Cancellieri e delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo. Un lungo applauso ha sottolineato il ricordo, che Maria Falcone ha fatto di Agnese Borsellino, la vedova del magistrato ucciso nella strage di via d'Amelio, morta lo scorso 5 maggio. GRASSO - «Abbiamo vinto la sfida del meteo», siamo qui insieme a voi. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha salutato così i ragazzi siciliani che hanno accolto con uno sventolio di bandierine tricolore e con le note dell'Inno di Mameli i coetanei arrivati da tutta Italia nel capoluogo siciliano per il 21/mo anniversario delle stragi di Capaci e di via D'Amelio. «Sono ormai 21 anni che i giovani vengono a Palermo per questa iniziativa - ha sottolineato - e mi capita di incontrare giovani ormai laureati che mi dicono come questa giornata abbia lasciato loro un segno indelebile». Sul palco dopo di lui ha preso la parola anche Don Ciotti imbarcato sulla Nave proveniente da Napoli per esortare tutti a tenere viva la memoria dei due magistrati e di tutte le vittime della mafia. Poi, nell'aula bunker, ha parlato di evoluzione internazionale della mafia: «La mafia si adegua alla modernità, ai tempi, si espande su tutto il territorio nazionale e ne travalica i confini. Le più recenti indagini - ha aggiunto il presidente della Camera - rivelano sempre maggiori contatti e rapporti tra le organizzazioni mafiose italiane e le più importanti organizzazioni criminali internazionali, un sistema organico per gestire i comuni affari illeciti, per coordinare l'utilizzo del denaro, degli uomini e dei mezzi, per spartirsi mercati e zone di influenza». Per Grasso l'azione della mafia «è tanto più penetrante in quelle regioni dove la crisi, la mancanza di lavoro favoriscono l'attrazione verso attività illecite con facili guadagni». SAVIANO - Alla cerimonia ha preso parte anche lo scrittore Roberto Saviano. «Quella di oggi - ha detto rispondendo alla domanda di una studentessa che gli chiedeva se Borsellino e Falcone sarebbero contenti di quel che è stato fatto dopo di loro contro la mafia - è un'Italia molto diversa, sono stati ottenuti risultati incredibili, spesso impensabili. Credo che, leggendo quello che hanno detto in passato Falcone e Borsellino, ora loro la battaglia alla mafia la vorrebbero europea». ORLANDO: «CONTRO LA MAFIA ANCORA TANTO DA FARE» - Intervento polemico per Leoluca Orlando. «Contro la mafia c'è ancora tanto da fare», ha detto, «soprattutto perchè c'è un Parlamento che si permette di proporre sconti ai mafiosi». Il riferimento polemico è al testo Compagna sulla revisione del reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Sulla questione ha replicato il neo ministro alle Politiche agricole Nunzia De Girolamo. Il ddl Compagna «è sbagliato senza se e senza ma, ed è stato ritirato», dice. «Quel testo - spiega - era un'iniziativa personale. Ma quelle che contano sono le posizioni politiche, tanto che è stato ritirato. Sulla mafia - conclude - la nostra posizione è chiara: nessuno sconto alla mafia, il suo contrasto va incentivato colpendo cosa nostra sulla sua forza principale, quella economica, snellendo la procedura per la confisca dei beni». CANCELLIERI: «CARCERI INDEGNE DI UN PAESE CIVILE» - «L'impegno del governo contro la mafia è fermo e deciso. Ne abbiamo discusso: non abbiamo alcuna intenzione di arretrare nel contrasto al crimine organizzato». Lo ha detto il ministro della Giusitiza, Annamaria Cancellieri, a margine delle commemorazioni. «La battaglia alla criminalità organizzata - ha aggiunto - è lunga. Tante sono ancora le cose da fare in questo campo. Ad esempio occorre proseguire sulla linea dell'indebolimento economico dei clan». «Le nostre carceri non sono degne di un paese civile», ha poi aggiunto il Guardasigilli, «per risolvere il problema non bastano nuovi carceri, ma bisogna ripensare il sistema delle pene, valutando se ci sono spazi per quelle alternative». LARI - «Questo è un anno di bilanci nelle indagini sulle stragi del 92. Abbiamo arrestato 8 persone coinvolte nell'eccidio di Capaci dimostrando che lo Stato non ha dimenticato. E questo è un segnale importante». Lo ha detto, a margine delle manifestazioni , il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari che ha riaperto le indagini sugli eccidi di Falcone e Paolo Borsellino. «Su Capaci - ha aggiunto - le indagini non hanno mostrato lacune. A ricostruire l'ultimo segmento di verità siamo arrivati tardi perchè la collaborazione di Gaspare Spatuzza è sopraggiunta tardi». E su via D'Amelio ha spiegato: «Il fatto che, dopo la strage, ci fossero uomini dei Servizi non significa che fossero coinvolti in qualcosa di losco. Bisogna capire se qualcuno ha abdicato al ruolo di fedele servitore dello Stato».
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
23.05.2013