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news italia e dal mondo

SEZ. VANGELO E METEO METEO DEL 30.01.2013 A CURA DI MICHELE PAPPACODA VIDEO

31 Gennaio 2013, 11:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

BELLISSIMOA CURA DI MICHELE PAPPACODA

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APPROFONDIMENTO

Giovedì 31: alta pressione sul Mediterraneo centrale e sull'Italia ma, si sa,  in inverno questa figura barica non sempre è garanzia di bel tempo ovunque.  Il sole è prevalente su buona parte del territorio ma bisogna fare i conti conle nubi basse e le nebbie diffuse su diverse aree, in particolare sulle pianure del Nord, sulla Toscana, localmente sull'Umbria, Marche e anche sul basso Tirreno, tra Centro-ovest Campania, Calabria tirrenica e localmente  Ovest Lucania, Nord Sicilia.  Possibile anche qualche debole pioggia soprattutto tra Ovest Campania e Calabria tirrenica.

Nord:nubi basse e  nebbie diffuse sulle aree di pianura, fino al Friuli, solo in parziale sollevamento in giornata; per il resto tempo stabile e ampiamente soleggiato. Tendenza ad aumento di nubi su Ovest Alpi verso sera. Temperature stazionarie o in locale aumento con massime comprese mediamente tra 9 e 12° in pianura dove soleggiato,  fino a 13°, sulle coste liguri; valori più bassi sulle pianure orientali, fino a 4/5° di massima sulle venezie, per nebbie più dense e maggiore copertura del cielo. 

Centro: ancora nubi basse e locali nebbie in mattinata sulle aree centro-occidentali della Toscana, altre nubi basse e nebbie su Est Marche, Localmente Est Abruzzo e Est Molise, in parziale diradamento in giornata, sempre  asciutto e in prevalenza  soleggiato altroveTemperature in locale aumento con massime comprese tra 9 e 16° in pianura, più fresche dove maggiormente coperto o con nebbie.Venti deboli o moderati  da NO con locali rinforzi sui bacini.

Sardegna:bel tempo con sole prevalente ovunque salvo poche nubi sparse tra Oristanese e Medio Campidano. Temperature stazionarie o  in locale ulteriore aumento con massime tra 14 e 19° in pianura. Venti moderati da O/NO localmente forti sui bacini, specie sul Canale di Sardegna.

Sud e Sicilia:  nubi basse diffuse in mattinata specie sula Puglia e sul basso Tirreno, Calabria tirrenica, localmente Salernitano con anche qualche debole pioggia sulla Calabria tirrenica e sulla Puglia;   maggiori schiarite in giornata specie sulla Puglia, ampio soleggiamento per tutto il giorno altrove. Temperature stazionarie o  in locale ulteriore aumento con massime tra 13 e 17° in pianura.Venti moderati o forti  settentrionali sul Canale e Mare di Sicilia, sul basso Adriatico e sullo Ionio centro-orientale; moderati o forti da N/NO anche sui rilievi appenninici orientali, sulla Puglia, sul Tirreno largo, sul Nord della Sicilia, deboli o moderati variabili altrove.

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News dall Italia e dal Mondo :Schettino: tornerei al timone di una nave da crociera

31 Gennaio 2013, 11:02am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia MarcellaTornerebbe al timone di una nave da crociera? ''Si', certamente''. Cosi' il comandante Francesco Schettino oggi a Torre Annunziata (Napoli) prima di entrare nell'aula per la seconda udienza al Tribunale del lavoro relativa al ricorso contro il licenziamento proposto da Costa Crociere. Come in occasione della prima udienza dello scorso 3 gennaio il dibattimento si sta svolgendo a porte chiuse dinanzi al giudice Emanuele Rocco. Il comandante è assistito dal suo legale, l'avvocato Rosario D'Orazio. Decisione del Tribunale la prossima settimana Sarà resa nota entro la prossima settimana la decisione del Tribunale di Torre Annunziata (Napoli) sul ricorso presentato da Francesco Schettino contro il licenziamento promosso da Costa Crociere a seguito dell'incidente avvenuto il 13 gennaio dello scorso anno all'altezza dell'isola del Giglio. Il giudice Emanuele Rocco, chiamato a valutare sulla eventualità di proseguire nel dibattimento visto che a Genova è incardinato un procedimento analogo promosso dalla società circa la legittimità del licenziamento stesso, si è riservato la decisione al termine dell'udienza di oggi. "La legge Fornero mi da' dieci giorni di tempo per sciogliere la riserva. Quindi ho già informato le parti che la mia decisione sarà depositata in cancelleria mercoledì 6 o al massimo venerdì 8", ha dettto il giudice Rocco. I l giudice non eèvoluto entrare nel merito delle questioni trattate e sul procedimento incardinato a Genova (col quale la Costa ha chiesto la legittimità del licenziamento) e ha detto: ''E' ancora oggetto di una mia valutazione che renderò pubblica la prossima settimana''. Il dibattimento, cominciato poco prima delle 9, si è concluso attorno alle 10.20. Oltre a Schettino erano presenti il suo legale, Rosario D'Orazio, e gli avvocati della compagnia, Camillo Paroletti e Stefano Marzuillo. Il legale di Schettino: è stato condannato mediaticamente ''Il comandante Schettino oggi era nervoso? Sfido chiunque al suo posto a non esserlo, dopo essere stato condannato mediaticamente senza che si siano lette le carte processuali''. Lo afferma, rispondendo alle domande dei giornalisti, l'avvocato Rosario D'Orazio, legale di Francesco Schettino, al termine dell'udienza svoltasi al tribunale di Torre Annunziata (Napoli) sul ricorso contro il licenziamento da Costa Crociere. ''Detto questo pero' - prosegue D'Orazio - bisogna anche dire che il comandante attende serenamente qualsiasi decisione, sia sul fronte penale che su quello civile, sicuro che verra' accertata la verita' che non puo' essere quella mediatica. Anche l'opinione pubblica sta vedendo che ci sono ancora verita' non ancora venute alla luce''. In plancia nessuno sollevò dubbi ''La perizia del giudice di Grosseto ha accertato che quando la Costa Concordia supera il punto previsto per la girata all'altezza dell'isola del Giglio, il comandante Schettino non e' al comando della nave''. Ad affermarlo e' l'avvocato Rosario D'Orazio, legale del comandante Francesco Schettino che oggi ha partecipato con lui all'udienza presso il tribunale del Lavoro di Torre Annunziata (Napoli) sul ricorso presentato contro il licenziamento. ''La stessa perizia - prosegue D'Orazio - dice anche che il comandante Schettino, quando poi prende il comando, poteva girare ancora in sicurezza dagli scogli. Da questo intuisco che se si fosse seguita la traiettoria prestabilita, si sarebbe passati lontano dal punto di impatto con ancora maggiore sicurezza. Ma nessuno in plancia, una volta che il comandante Schettino ha preso il comando, solleva alcun dubbio sulla rotta, anche quando viene dato l'ordine di andare lentamente dirigendosi cosi' verso lo scoglio''.

Fonte :Rainews24.it

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News dall Italia e dal Mondo :Clochard ucciso a Milano, poliziotti condannati a 12 anni

31 Gennaio 2013, 11:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella Due agenti della Polfer sono stati condannati a 12 anni di carcere dalla Corte d'Appello di Milano per aver picchiato fino a ucciderlo un clochard, Giuseppe Turrisi, nel settembre del 2008 negli uffici di polizia della stazione Centrale, nel capoluogo lombardo. I giudici hanno aumentato la pena (10 anni) inflitta in primo grado a uno dei due imputati, mentre hanno riconosciuto colpevole di omicidio preterintenzionale anche l'altro poliziotto che, in primo grado, era stato condannato a 3 anni per falso. Stando alle indagini, coordinate dal pm di Milano Isidoro Palma, il senzatetto, di 58 anni e che passava le sue giornate in stazione Centrale da circa tre anni, sarebbe stato pestato a sangue, il 6 settembre 2008, dai due giovani agenti, Emiliano D'Aguanno e Domenico Romitaggio negli uffici della Polfer, dove era stato portato. Secondo l'accusa, i due poliziotti, che erano stati arrestati nell'aprile del 2009 per omicidio volontario (attualmente sono liberi), avrebbero avuto dei motivi di astio nei confronti del clochard e per questo lo avrebbero picchiato fino ad ammazzarlo, tenendolo dentro gli uffici per 35 minuti. Inoltre, sempre secondo l'accusa, i due agenti nella relazione di servizio su quella sera avevano parlato solo di un clochard che si era sentito male e poi era morto. Le difese, invece, hanno sempre sostenuto che era stato Turrisi ad aggredire i due agenti, dopo aver partecipato ad una rissa con altre persone quella sera. Tesi che non ha retto ne' in primo ne' in secondo grado. Davanti alla Corte d'Assise di Milano, il 15 luglio 2011, era stato condannato per omicidio preterintenzionale a 10 anni solo D'Aguanno, mentre per Romitaggio l'accusa era 'caduta' ed era stato condannato a tre anni per falso relativo ad una relazione di servizio sull'accaduto, con la concessione delle attenuanti generiche. Attenuanti che, invece, in appello non sono state riconosciute a nessuno dei due imputati con i giudici (seconda sezione penale, presidente Anna Conforti) che hanno condannato gli agenti per omicidio preterintenzionale a 12 anni, la stessa pena chiesta in primo grado dal pm Palma (il sostituto pg Ugo Dello Russo aveva chiesto 10 anni per entrambi). I giudici hanno confermato, infine, il risarcimento a carico degli agenti e a favore del figlio della vittima, Omar Turrisi, rappresentato come parte civile dall'avvocato Gianluca Fiorentini.

Fonte :Rainews24.it

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News Italia e dal Mondo :Al Pirellone anche la Nutella ha finalità istituzionali

31 Gennaio 2013, 10:53am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella "Bersani ci sbrana (e ci fa pagare la Nutella)", titola in prima pagina Il Giornale. E Libero: "Al Pd paghiamo la Nutella". In effetti, oltre a taxi, alberghi, voli e biglietti del treno, c'è un vasetto di Nutella fra i rimborsi sospetti che i pm Alfredo Robledo, Paolo Filippini e Antonio D'Alessio contestano a 29 consiglieri regionali di Pd, Sel, Idv, Pensionati e Udc, indagati per peculato. Convocati in Procura Sette di loro, peraltro, non dovranno presentarsi in procura per chiarire la loro posizione, ritenuta più lieve, vista la scarsa entità delle spese sostenute con i soldi pubblici. Tra i nuovi indagati, che si vanno ad aggiungere ai 62 colleghi di Pdl e Lega, ci sono i capigruppo Luca Gaffuri (Pd), Chiara Cremonesi (Sel), Stefano Zamponi (Idv), Elisabetta Fatuzzo (Pensionati) e Gianmarco Quadrini (Udc). Oltre a loro, hanno già ricevuto avviso di garanzia e invito a comparire Giuseppe Civati (Pd), Alessandro Alfieri (Pd), Angelo Costanzo (Pd), Enrico Marcora (Udc), Franco Mirabelli (Pd), Carlo Porcari (Pd), Francesco Prina (Pd), Carlo Spreafico (Pd) e Antonio Viotto (Pd) e altri 12 politici regionali. Gli importi contestati sono generalmente più bassi rispetto a quelli scoperti per il centrodestra. La Nutella di opposizione La "finalità istituzionale" di alcune voci, tuttavia, appare quanto meno curiosa, visto che oltre ai 2,70 euro spesi dal consigliere Pd Carlo Sprafico per un barattolo di Nutella, troviamo anche note spese per il dvd del film Disney Hercules, un corso d'inglese, 4000 euro per due quadri del pittore lodigiano Romano Trojani, una macchina fotografica e una telecamera. "Lega ladrona" L'esponente di Sel Chiara Cremonesi dovra spiegare ai pm come, tra il 2010 e il 2012, abbia speso gli oltre 114mila euro che le vengono contestati in qualità di capogruppo al Pirellone. Nel suo 'carrello della spesa' un master su come vincere le elezioni da 59 euro, cappuccini, brioches, focacce, spremute e pieni di benzina. Tra le ricevute anche abbonamenti settimanali ai mezzi pubblici e parcheggi, un'orchidea da 25 euro, ben 6.534 euro sborsati il 20 marzo 2012 per l'ottimizzazione dei contenuti all'interno del sito, progetto a favore di www.giuliocavalli.net, spot a Radio Popolare e manifesti 'Lega Ladrona' e 'Formigoni go home'. E per finire, la tombola Ci sono anche le 11 tombole comprate dall'esponente dell'Udc Marcora dall'associazione Valeria Onlus, diverse copie del libro "Il bene di tutti. Gli affreschi del buon governo" per un totale di 2.380 euro, pranzi e cene e un treppiede per la telecamera con relativa sacca per 304 euro.

Fonte :Rainews24.it

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SARDEGNA NEWS :Sassari, crolla il tetto di una palazzina, evacuate cinque famiglie

31 Gennaio 2013, 10:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella SASSARI. L’unico inquilino dell’appartamento in quel momento era in cucina, ha sentito un boato, si è voltato e ha visto il tetto crollare in soggiorno. Pochi secondi e la casa era invasa dalla polvere con travi di legno e calcinacci ovunque sul pavimento. L’incidente accaduto martedì notte in via Bottego, cuore del quartiere di Latte Dolce, in una palazzina a due piani di proprietà dell’Area, avrebbe davvero potuto trasformarsi in tragedia se solo l’uomo si fosse trovato in quella stanza al momento del crollo. L’edificio è stato immediatamente evacuato, cinque famiglie costrette a raccogliere le poche cose indispensabili per trascorrere la notte fuori casa, adulti e bambini erano terrorizzati: alcuni di loro si sono arrangiati da amici e parenti, altri hanno dormito in un camper e una persona è stata ospitata in hotel. Sono stati attimi di grande paura quelli vissuti intorno alle 23 di martedì: stando alla perizia eseguita dai vigili del fuoco il tetto sarebbe crollato a seguito di problemi nei canali di gronda, forse intasati dalle erbacce. L’acqua da tempo filtrava e solo pochi giorni fa, come ha raccontato qualche inquilino delle palazzine, erano stati avvisati i tecnici dell’Area perché nell’ala dell’edificio dove c’è stato il crollo si sentivano strani rumori «come uno scricchiolio di travi». Stava cedendo il tetto e, fortunatamente, le travi non sono cadute sulla testa degli inquilini. Quei palazzi sono stati costruiti circa cinquanta anni fa e da allora, a parte un intervento sulla facciata, non sarebbe stato mai eseguito un serio lavoro di manutenzione. Che ora, evidentemente, si rende quanto mai necessario. Martedì notte, in via Bottego, oltre ai vigili del fuoco c’erano la polizia municipale, l’Area e anche gli assessori comunali alla Protezione civile Michele Azara e alle Politiche abitative Nicola Sanna. Già ieri mattina gli operai incaricati da Area hanno cominciato i lavori per la messa in sicurezza del tetto, per consentire a quattro famiglie di rientrare il prima possibile nella propria casa mentre l’inquilino dell’appartamento che ha subìto i danni maggiori dovrà avere un po’ più di pazienza. Al sopralluogo nella palazzina di Latte Dolce ha partecipato anche il Comune mentre un’altra ispezione è in programma stamattina da parte dell’ingegnere capo di Area. Quello dell’edilizia popolare in città è un problema serio. «Quanto successo in via Bottego – ha spiegato Nicola Sanna, l’assessore comunale competente per le politiche abitative – ci riporta, politicamente parlando, a quella delibera assunta a luglio in riferimento agli interventi di sviluppo economico, in quell’occasione avevamo ricordato l’intesa con la giunta regionale Soru per ottenere dieci milioni di euro da destinare a interventi di manutenzione straordinaria. Questo perché le risorse che ricaviamo dai canoni d’affitto delle case popolari non bastano». Tremilacinquecento gli alloggi di proprietà di Area, millecinquecento quelli del Comune: un patrimonio che frutta al Comune circa un milione di euro all’anno), soldi che vanno utilizzati per la manutenzione. Ma non sono sufficienti.

Fonte :La Nuova Sardegna

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News Italia e dal Mondo :Nassiriya, Cassazione: lo stato risarcirà i familiari delle vittime per l'attentato

31 Gennaio 2013, 10:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia MarcellaROMA - Accolto dalla Cassazione il ricorso dei familiari delle vittime della strage di Nassiriya (12 novembre 2003) per ottenere, dal ministero della Difesa, il risarcimento per le vite dei loro congiunti in relazione alle misure di sicurezza che - nella base italiana 'Maestrale' - avrebbe dovuto adottare anche il colonnello dei carabinieri Georg De Pauli, insieme al generale dell'esercito Bruno Stano, responsabile della sicurezza dei militari italiani. La Suprema Corte ha infatti deciso che sarà la Corte di Appello di Roma - alla quale deve essere trasmesso il procedimento - ad occuparsi della causa risarcitoria. Stamani il procuratore generale militare Antonino Intelisano, nell'udienza innanzi alla Prima sezione penale, si era espresso negli stessi termini chiedendo l'annullamento con rinvio della sentenza emessa dalla Corte di Appello militare di Roma il sette febbraio 2012. Nel gennaio 2011, la stessa Cassazione aveva accolto il medesimo motivo di ricorso avanzato dai familiari dei caduti nei confronti di Stano. Il generale e De Pauli sono stati penalmente assolti dalle accuse ma, civilmente, adesso per non aver adottato le necessarie fortificazione attorno alla base 'Maestrale', il ministero della Difesa sarà chiamato a pagare per loro conto. In appello è già in corso il procedimento risarcitorio inerente il ricorso contro Stano, anche se non procede molto speditamente. A Nassiriya - nell'esplosione di un camion guidato da un kamikaze - morirono 19 italiani (12 carabinieri, cinque militari dell'esercito e due civili) e sette iracheni. I feriti furono 140. Le fonti dell'intelligence nei giorni precedenti l'attentato avevano diramato molti e crescenti preavvisi di allarme. Totalmente scagionato, anche dal punto di vista risarcitorio, è stato solo il generale Vincenzo Lops che guidò la base dal venti giugno al sette ottobre 2003. I familiari dei caduti di Nassiriya sono stati difesi quasi tutti dall'avvocato Francesca Conte e da Dario Piccioni

.Fonte :Il Gazzettino

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Sez.Sicilia News :Palermo, pullman di studenti contro tir: feriti

31 Gennaio 2013, 10:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella PALERMO - Un pullman che trasportava studenti pendolari si è scontrato stamattina all'interno della galleria Santa Ninfa, sull'autostrada A/29, Palermo-Mazara del Vallo (Tp), con un grosso autoarticolato.Tra gli studenti ci sono diversi feriti, di cui uno molto graveCi sono diversi feriti tra gli alunni. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia stradale e i vigili del fuoco. L'autostrada è chiusa dallo svincolo di Salemi. Si rientra dallo svincolo di Santa Ninfa. L'incidente sarebbe avvenuto all'interno di una galleria. Il tir si sarebbe ribaltato.

Fonte :Il Messaggero

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News Italia e dal Mondo : Cosenza, uomo ucciso e membrato Fermata la figlia: l'ho fatto a pezzi ma non l'ho ammazzato, era già morto

31 Gennaio 2013, 10:38am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella COSENZA - E' stata sottoposta a fermo per omicidio Stefania Chiurco, la donna di 38 anni figlia di Riccardo, l'uomo di 72 anni ucciso e fatto a pezzi (ritrovati in otto scatoloni) a Trebisacce, in provincia di Cosenza. Il provvedimento è stato emesso dal sostituto procuratore della Repubblica di Castrovillari, Silvia Fontebasso, nel corso della notte. I carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, già dalla mattinata, dopo essere entrati nella casa dei Chiurco, avevano portato la donna in caserma. La figlia. l'ho fatto a pezzi, ma era già morto. «Si, è vero. L'ho fatto a pezzi. Ma non l'ho ucciso io. L'ho trovato già morto»: così Stefania Chiurco ha risposto ai carabinieri che fino alla tarda serata di ieri l'hanno sentita in caserma. La donna ha ammesso parzialmente la sua responsabilità sostenendo però di avere trovato il padre già morto e tagliato in due pezzi. Una versione che viene ritenuta poco credibile dagli investigatori. Al termine dell'interrogatorio è stata sottoposta a fermo ed è stata portata nel carcere di Castrovillari. Intanto continuano i sopralluoghi degli esperti dell'Arma. Oggi sarà visitata l'abitazione a Perugia dove Stefania Chiurco frequentava l'università come studentessa fuori corso alla facoltà di medicina.

Fonte :Il Messaggero

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News Italia e dal Mondo :Montepaschi, la procura alza il tiro «Associazione per delinquere»

31 Gennaio 2013, 10:36am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella SIENA - All’interno del Monte dei Paschi di Siena c’era una vera e propria organizzazione a delinquere. E’ questa l’ipotesi dei pm di Siena che hanno iscritto sul registro degli indagati i nomi di Giuseppe Mussari, ex presidente della banca, Antonio Vigni, ex direttore generale, Gianluca Baldassarri, ex responsabile dell’area finanza e di Alessandro Toccafondi, responsabile desk quantitativo di Mps e vice di Baldassarri. E mentre dal passato di Mps spunta una nuova operazione tossica, che sarebbe costata alla banca altri 500 milioni di euro, a partire da oggi comincerà una serie di interrogatori. Personaggi di primo piano, convocati in procura per chiarire l’operazione Antonveneta, ceduta a Mps dalla Spagnola Santander con una plusvalenza di quasi quattro miliardi di euro. I pm vogliono stabilire perché Mps non abbia eseguito la due diligence per ottenere una stima del reale valore di Antonveneta. Ieri, invece, dopo l’allarme dovuto anche alle parole del procuratore di Siena, gli inquirenti hanno diffuso una nota per chiarire che le indagini, che vedono anche la Banca senese coinvolta come persona giuridica, riguardano soltanto i vecchi vertici. L’ASSOCIAZIONE Secondo i pm Antonio Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso all’interno del Monte dei Paschi operava una vera e propria organizzazione che dopo avere progettato e messo in atto manovre speculative ignorate dagli azionisti, le occultava anche agli organismi di vigilanza. Così sarebbe avvenuto anche con i derivati sottoscritti prima della grande crisi dei mercati come Alexandria, Santorini e NotaItalia. La procura indaga anche per truffa ai danni degli azionisti e per le false comunicazioni agli organismi di vigilanza, ipotesi contestata a Vigni e al collegio dei revisori, Tommaso Di Tanno, Leonardo Pizzichi e Pietro Fabretti. IL NUOVO BUCO Si chiama “Chianti classico”, la nuova operazione tossica realizzata da Mps e costata alla banca perdite per altri 500milioni di euro. Lo ha anticipato Panorama, stamane in edicola, anche se l’indiscrezione è stata smentita dallo stesso istituto senese. Nel novembre del 2010 il Monte dei Paschi di Siena avrebbe realizzato una cartolarizzazione di una parte del proprio patrimonio immobiliare, collocando sul mercato titoli per un valore di 1,5 miliardi. Da quell'operazione la banca si aspettava di incassare 450 milioni, ma le condizioni dei mercati avrebbero trasformato "Chianti classico" in una trappola, come risulterebbe dai verbali dei consigli di amministrazione della fine del 2012. BANCA INDAGATA Intanto ieri è stato ribadito che sul registro degli indagati della procura di Siena non ci sono soltanto i nomi degli ex vertici, ma anche la stessa banca, come persona giuridica. L’istituto è stato iscritto per la responsabilità amministrativa, che dai vertici viene estesa alle società in base al decreto legislativo 231 del 2001. VECCHI VERTICI Ieri dopo una giornata nera per le borse e per l’allarme dei correntisti Mps, preoccupati anche dalle parole del procuratore Tito Salerno, che aveva definito la situazione esplosiva, la procura, con una nota, ha chiarito che le indagini si riferiscono solo al passato: complesso esclusivamente rispetto al ruolo svolto nei fatti oggetto di indagine dal precedente management.

Fonte :Il Messaggero

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News Italia e dal Mondo :Sicurezza, nel Lazio a rischio sessantanove impianti in 32 comuni

31 Gennaio 2013, 10:22am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella Nel Lazio sono ben 69 gli impianti a rischio di incidente rilevante in 32 comuni, ma solo 7 amministrazioni (22%) hanno risposto all'indagine“Ecosistema rischio industrie” realizzata da Legambiente e Dipartimento della Protezione civile per verificare lo stato dell'arte rispetto alla prevenzione dei rischi stessi. Tra coloro che rispondono solo 3 Comuni su 7 (43%) hanno realizzato la planimetria delle zone interessate dalla presenza di impianti a rischio e solo il 57% ha individuato le strutture vulnerabili o esposte al pericolo. LEGAMBIENTE - “Il Lazio non brilla nemmeno per il coinvolgimento della popolazione, visto che solo un risicato 14% dei Comuni effettua esercitazioni per prepararsi all'emergenza e solo il 57% effettua campagne di informazione sull’emergenza e collabora con le associazioni di volontariato". Lo comunica, in una nota, Legambiente. “C'è una certa sottovalutazione da parte dei Comuni rispetto al rischio di incidente rilevante, segno da un lato che si va perdendo la memoria di disastri come quelli di Seveso dall'altro della necessità di sostegno alle amministrazioni che a volte mancano di competenze su temi così complessi - dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - Per affrontare le emergenze è necessario avere ben chiari i rischi, informare e preparare la popolazione per poter agire in maniera tempestiva in caso di pericolo. A partire, innanzitutto, da una corretta identificazione delle aree a rischio e dei pericoli ai quali sono soggetti i cittadini in caso di dispersione di sostanze chimiche volatili o liquide.” In Italia sono presenti 1.152 impianti industriali che trattano sostanze pericolose in quantità tali da rientrare nei parametri previsti dalla legge, situati nei territori di 739 Comuni. Impianti industriali che trattano sostanze pericolose in quantitativi tali da essere ritenuti suscettibili di causare incidenti rilevanti in base alle direttive Seveso e ai decreti legislativi che le recepiscono. Impianti chimici, petrolchimici, depositi di gpl, raffinerie e depositi di esplosivi o composti tossici che, in caso di incidente o di malfunzionamento, possono provocare incendi, contaminazione dei suoli e delle acque, nubi tossiche, e che sono censiti dal ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare in un inventario nazionale aggiornato semestralmente. LA SITUAZIONE NEL LAZIO - La Protezione Civile della Capitale è tra quelle che rispondono in modo positivo ai parametri richiesti, con l’individuazione di strutture sensibili, attività d’informazione e sensibilizzazione della cittadinanza, collaborazioni con le associazioni di volontariato ed esercitazioni, anche se ad esempio nell'area di Malagrotta è evidente una forte carenze proprio rispetto all'informazione e al coinvolgimento della popolazione, come denunciano i comitati da molto tempo. A Pomezia non risultano, invece, individuate aree di rischio né pianificate esercitazioni che coinvolgano la popolazione in caso di emergenza. Viterbo dichiara di aver realizzato piani e iniziative per rispondere in maniera efficace in caso di pericolo ma non effettua esercitazioni con i cittadini. Rieti non ha progetti di collaborazione con associazioni di volontariato ed esercitazioni che coinvolgano la popolazione. A Cisterna di Latina (Lt) non vengono segnalate strutture potenzialmente pericolose e mancano progetti di collaborazione o piani di emergenza in caso di necessità. Latina dichiara di aver individuato le strutture a rischio e informata la cittadinanza ma manca un network con associazioni o altri enti per le esercitazioni. Non sono pervenuti dati per Frosinone e provincia. AVENALI - “Sugli impianti a rischio di incidente rilevante serve più chiarezza per i cittadini, per evitare tragedie può essere molto utile un lavoro da parte della Regione a sostegno dei Comuni per affrontare il rischio, come è stato fatto anni fa per gli incendi - dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio -. I dati sugli impianti a rischio di incidente rilevante sono molto frammentari e parziali nel Lazio, non permettono di rassicurare la popolazione sulle iniziative in caso di emergenza, soprattutto nelle province di Roma, Latina e Frosinone. Una maggiore sensibilizzazione di coloro che abitano in quei contesti a rischio e la collaborazione tra associazioni, Protezione Civile e amministrazioni è la risposta necessaria per salvaguardare la salute dei cittadini e dell’ambiente”.

Fonte :Paese Sera

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