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news italia e dal mondo

PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Omicidio Costanzo, il caso in Cassazione

2 Febbraio 2013, 10:22am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/02/anna--180x140.jpg?v=20130202100435

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il pg:«L'assassino prolungò volutamente l'agonia Il ricorso contro il dimezzamento della pena BARI - «Ha volutamente, malvagiamente prolungato l’agonia della vittima, uccisa con l’annegamento». Il processo per l’omicidio di Anna Costanzo, la truccatrice della fondazione Petruzzelli ammazzata nel suo appartamento nel luglio del 2009, non è chiuso. La Procura generale di Bari, dopo aver letto le motivazioni, ha presentato ricorso in Cassazione, chiedendo che venga annullata la sentenza emessa dalla Corte di appello. I giudici di secondo grado, lo scorso anno, dimezzarono la pena inflitta in primo grado ad Alessandro Angelillo, il 37enne assassino della truccatrice. Dai 30 anni si passò a 16 anni e sei mesi per omicidio volontario. Un corposo sconto che fu ottenuto grazie anche alla confessione in aula fatta da Angelillo, che per la prima volta ammise di aver ucciso la donna, e alla decisione da parte dei giudici di escludere l’aggravante di aver agito con crudeltà. Proprio su questo punto, la Procura generale ha presentato ricorso, sostenendo che non può non essere contestata l’aggravante della crudeltà. «Non si possono, in motivazione, proporre opzioni indimostrate, suggestive e meramente soggettive anche in ordine alla causa della morte», sostiene nel ricorso il sostituto procuratore generale. Secondo la Procura generale, le «versioni pirandelliane della causa di morte» così come ricostruite dai giudici di appello «con creazioni di scriminati putative giuridicamente inesistenti, evidenziano la contradditorietà e la illogicità dell’asset motivazionale della corte di merito, che arriva a strumentalizzare la visita necroscopica esterna, operata in via di prima approssimazione, si da attribuire all’imputato un convincimento mai espresso, articolato o sussurrato, strozzamento incompleto come causa della morte». Per il sostituto procuratore «si assiste così alla abnorme ricostruzione duale e antinomica della causa della morte, pur si elidere l’aggravante contestata. Anna Costanzo, ancora viva e vitale, fu annegata dall’Angelillo». Questa la tesi della Procura generale, i giudici della Corte di appello, invece, nelle motivazioni della sentenza sostengono che non può essere contestata l’aggravante della crudeltà perché, quando la vittima fu annegata nella vasca da bagno, l’assassino era erroneamente "convinto di averla già uccisa" strangolandola con le sue mani. Anche l’avvocato di Angelillo, Giancarlo Chiariello, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo che venga annullata la sentenza con o senza rinvio per il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. Adesso bisognerà attendere che la Suprema corte fissi la data dell’udienza per capire se sarà scritto o meno l’ultimo capitolo della vicenda.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

02 FEBBRAIO 2013 

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News Italia e dal Mondo :Nell’inchiesta di Siena dieci nuovi indagati

2 Febbraio 2013, 09:12am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia MarcellaLa Procura prepara le convocazioni: saranno sentiti a partire da lunedì GUIDO RUOTOLO INVIATO A SIENA Sono pronti. Gli avvisi a comparire saranno notificati nelle prossime ore. Dovrebbero essere una decina, e gli indagati saranno convocati in Procura a partire dalla prossima settimana. L’inchiesta della Procura di Siena è ormai a una svolta. C’è anche una gola profonda dell’area Finanza del Monte dei Paschi di Siena, uno che ha lavorato a stretto contatto con Gianluca Baldassarri, che sta aiutando gli investigatori a ricostruire gli affari, le operazioni a rischio della sporca dozzina, di quel gruppo di funzionari e dirigenti, a partire dall’ex presidente Giuseppe Mussari e dal direttore generale Antonio Vigni, per i quali la Procura di Siena ipotizza l’associazione a delinquere. «Santorini», «Alexandria». E poi tutte le operazioni che hanno indebolito la tenuta di Mps, a partire da Fresh, obbligazioni convertibili in azioni, per un valore di un miliardo di euro. Sotto la lente degli 007 del Nucleo valutario della Finanza del generale Giuseppe Bottino, un ventaglio di operazioni «sospette». E naturalmente si indaga sulla operazione che ha portato il Monte dei Paschi in una situazione critica, l’acquisto di Antonveneta dalla banca spagnola Santander. Un affare che ha rimpinguato le casse del gruppo bancario fondato da Emilio Botin con tre miliardi di euro di profitti. L’altro giorno era stato sentito dai pm senesi proprio il banchiere Ettore Gotti Tedeschi, rappresentante in Italia del gruppo Santander, che avrebbe ribadito che l’operazione della cessione di Antonveneta a Mps fu effettivamente portata a termine direttamente dalla Spagna, senza passare per il suo rappresentante in Italia, Gotti Tedeschi. Ieri c’è stata una pausa dell’attività istruttoria che riprenderà. Gli uomini del Nucleo Valutario della Guardia di finanza sono rientrati nella capitale e, ieri mattina, i pm dell’inchiesta su Mps sono stati impegnati in udienze di altri processi. Anche l’interrogatorio di Antonio Rizzo, ex della banca d’affari “Dresdner”, è stato rinviato a lunedì, per motivi familiari del testimone, che ai finanzieri di Milano rivelò l’esistenza della rappresentata da Gianluca Baldassarri, allora responsabile Area Finanza di Mps, e da Matteo Pontone, responsabile Mps della filiale di Londra. L’attenzione degli investigatori si sta concentrando, in questa fase delle indagini, soprattutto nella ricostruzione del ruolo e di eventuali responsabilità dei singoli componenti dei Cda di Mps e di Antonveneta dal momento della acquisizione. In particolare, si vuole verificare l’attività dell’allora membro del Cda di Mps, Andrea Pisaneschi, area Forza Italia, amico di Denis Verdini, che il 23 giugno del 2008 è diventato presidente di Antonveneta. Il ruolo di Pisaneschi è emerso anche nella inchiesta del Ros di Firenze sui Grandi Appalti. In una intercettazione telefonica ne parla Riccardo Fusi, titolare della impresa di costruzione Btp (Baldassini Tognozzi Pontello) , con il suo socio. E’ il 17 giugno del 2008 e Fusi dice: «Lui (Pisaneschi, ndr) è l’unica persona che ci s’ha veramente dentro la banca. Se lui si sente messo da parte diventa pericoloso....». In gioco è un finanziamento di 150 milioni di euro alla Btp, poi concesso il 14 ottobre del 2008, con una parte di 60 milioni di euro di Monte dei Paschi di Siena. Andrea Pisaneschi, nella sua qualità di avvocato - e il suo studio legale di Siena è stato anche perquisito - è poi finito indagato nella inchiesta della Procura di Firenze sulla banca di Denis Verdini, l’ex triumviro del Pdl, il Credito cooperativo fiorentino, L’ipotesi di reato che è stato contestato al legale è quello di «emissioni di fatture per operazioni inesistenti».

Fonte :La Stampa

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CULTURA E SPETTACOLI Solo chi cade può risorgere: la rivincita di Ben Affleck

1 Febbraio 2013, 17:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

372714 100001602405651 1001567795 nDI KSENIA KULIKOVA Dopo il trionfo ai Golden Globe e ora ai Sag, "Argo", il film da lui diretto e interpretato, è dato favorito nella corsa agli Oscar, insieme a "Lincoln". Ritratto di un divo dalla carriera non sempre liscia, come dimostra lo scivolone con Jennifer Lopez. Ma il tempo (e il talento) gli hanno dato ragione

FACILE, ora, darlo come favorito nella corsa alla statuetta più pesante, l'Oscar per il miglior film. Ovvio, adesso - dopo il trionfo ai Golden Globe, e quello fresco fresco ai Sag Awards assegnati questa notte dall'associazione attori americani - scommettere sul fatto che sia lui, il Ben Affleck regista (e protagonista) del bellissimo e tesissimo Argo, il vero avversario di Steven Spielberg e del suo Lincoln, nella Notte delle Stelle del 24 febbraio. Ma la realtà è che - malgrado il successo di pubblico e soprattutto di critica ottenuto in tanti paesi del mondo - in molti, all'exploit del divo e della sua pellicola, non crededevano fino in fondo. Soprattutto qui in Europa. Perché era più semplice puntare su autori storicamente adorati dai cinefili come il Quentin Tarantino di Django Unchained o la Kathryn Bigelow di Zero Dark Thirty; o su clamorosi outsider come il debuttante Benh Zeitlin di Re della terra selvaggia.
E invece, alla lunga, ad emergere - nel gruppetto di nove pellicole in lista per l'Oscar degli Oscar - è proprio questo giovane veterano dello showbiz, divo conosciutissimo a livello planetario, presenza fissa delle riviste e dei siti rosa insieme alla moglie nonché collega, Jennifer Garner, e alla prole. Un ragazzone alto quasi uno e novanta dall'aspetto tipicamente americano, col suo modo di parlare diretto e il sorriso a tutti denti. Celebre e ricco da oltre due decenni. Ma la cui carriera ha rischiato di naufragare, una decina d'anni fa: ecco allora che la marcia inarrestabile del suo Argo diventa anche, per colui che lo ha diretto, la realizzazione di un sogno tipicamente americano, qualcosa del genere "solo chi cade può risorgere".

Tutto comincia col fatto che l'attore quarantenne nato a Berkley, California, ma cresciuto a Cambridge, Massachusetts, al successo di pubblico e al plauso dei critici arriva forse troppo all'improvviso, troppo in fretta. E cioè quando, insieme all'amico di sempre (e compagno di accanite partite di poker) Matt Damon, scrive e interpreta, a 25 anni, il successo planetario Will Hunting - Genio Ribelle. Ottenendo un Oscar per la sceneggiatura originale.

A quel punto Ben, proprio come Matt, sembra avere in mano il mondo: deve solo scegliere, Hollywood è ai suoi piedi. Damon sembra da subito più intelligente e più cauto, nello scegliere i copioni. Affleck invece sembra voler procedere a testa bassa. Con scelte a volte felici, altre no. Gira, tra gli altri, il catastrofista Armageddon, che nel suo genere è un successo; il fortunatissimo Shakespeare in love, ma in un ruolo non da protagonista; la commedia romantica abbastanza melensa Piovuta dal cielo, con la specialista del genere Sandra Bullock. Il risultato è che consolida il suo status hollywoodiano di supercelebrità, ma non riesce a trovare un ruolo davvero "suo", qualcosa che gli consenta di sfondare davvero.

A inizio nuovo Millennio, le cose sembrano andare un po' meglio: arrivano il kolossal mainstream Pearl Harbor, i thriller Ipotesi di reato e Al vertice della tensione. Il destino, però, è in agguato. Nei panni di uno più indiscussi sex symbol femminili degli ultimi decenni: Jennifer Lopez. Lei e Ben si incontrano e si fidanzano, sotto gli occhi dei media e del gossip planetario. Non tentano di proteggere la loro privacy, anzi, ostentano la loro passione in un modo che sfiora il ridicolo: e infatti molti pensano che la loro love-story sia una combine a scopo promozionale. E' il momento più basso, nella carriera di Affleck: gira come comparsa al fianco della fidanzata il celebre video Jenny on the blocks, e sopratutto recita accanto a lei un film giudicato pessimo da pubblico e critica come Amore estremo (Gigli nel titolo originale). Un disastro: la stampa si accanisce contro la coppia. "Il periodo peggiore della mia vita è senza dubbio quello che ho passato con Jennifer: orribile, opprimente", rivelerà l'attore in seguito, in un'intervista di qualche mese fa. Poco galante, forse: ma indubbiamente vero.

Difficile riprendersi. Ma Affleck, al di là della cordialità e del sorrisone, è un uomo intelligente. E così, dopo aver cambiato la sua vita personale grazie al legame con Jennifer Garner, studia, assorbe come una spugna da registi e colleghi. Il suo sogno è passare dietro la macchina da presa. Lo realizza nel 2007 con Gone, bay gone, un crime-drama che mostra per la prima volta il suo talento da cineasta. Poi con un bel gangster movie dal cast all star, The Town, presentato con successo alla Mostra di Venezia.

Ma la maturità vera, a 360 gradi, arriva con Argo, coprodotto dall'amico George Clooney, e che invece lui dirige e interpreta: thriller storico-politico che racconta una storia incredibile eppure vera, quella della liberazione di un gruppo di americani dall'Iran del sequestro all'ambasciata grazie alla complicità di un regista e un produttore hollywoodiano. Opera girata con la tensione e la passione giuste: da qui il trionfo ai Golden Globe (miglior pellicola drammatica), ai Sag Awards (miglior cast) e le sette candidature agli Oscar, tra cui il miglior film. Ma lui, malgrado l'ascesa, resta coi piedi per terra. Anzi, ironizza sul suo mestiere. Come quando, nell'orrobre scorso, venne qui a Roma per presentare proprio Argo: "Diciamo la verità - dichiarò - anche un macaco può dirigere un film...".

 

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CULTURA E SPETTACOLI Rihanna e il ritorno con l’ex violento: “Non sto sbagliando, mi rende felice”

1 Febbraio 2013, 17:26pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

372714 100001602405651 1001567795 nDI KSENIA KULIKOVA Chris Brown nel 2009 si rese colpevole di aggressione
nei confronti della cantante

«Talvolta le persone hanno bisogno di aiuto e di incoraggiamento, anziché di critiche feroci e battute continue». Rihanna, in un’intervista a cuore aperto alla rivista Rolling Stones, parla del suo ritrovato rapporto con Chris Brown, il fidanzato che nel 2009 si rese colpevole di aggressione nei confronti della cantante.

 

«Devo essere onesta con me stessa - spiega la popstar - e non posso nascondere i miei sentimenti”. Ed ecco che Rihanna rivela per intero i suoi pensieri e le sue intenzioni: “Ho deciso che per me la cosa più importante è essere felice, e non lascerò che l’opinione degli altri influisca sulle mie scelte”. “Se anche dovesse dimostrarsi un errore, - dice con fermezza l’artista- sarà un mio errore. Dopo essermi tormentata per così tanti anni, aver sperimentato la rabbia, il buio, voglio solamente vivere quella che è la mia verità e sono pronta all’eventuale contraccolpo negativo che questo potrebbe comportare. Ce la posso fare”: questi i pensieri che hanno portato la popstar a riavvicinarsi al rapper.

Rihanna ha inoltre raccontato di aver ritrovato con Chris Brown la sintonia di un tempo ed è convinta che lui, ormai consapevole di ciò che ha fatto e avendo pagato le conseguenze, non ripeterebbe mai lo stesso errore.

 

 

 

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CULTURA E SPETTACOLI Il cinema sul digitale terrestre di venerdì 1° febbraio

1 Febbraio 2013, 17:21pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

372714 100001602405651 1001567795 nDI KSENIA KULIKOVA

 

PRIMA SERTA

RaiStoria. Una pagina di storia italiana ricostruita al cinema dal maestro Francesco Rosi alle 21 sulla rete Rai: «Il caso Mattei». Nel ruolo di Enrico Mattei, presidente dell’Eni morto nel 1962 in un incidente aereo, svetta Gian Maria Volontè. Canale: 54.

  Rai Movie. Al Pacino e Robert De Niro impersonano in «Sfida senza regole», in onda alle 21,10, due veterani della polizia di New York che braccano un serial killer. Alla regia c’è Jon Avnet («Pomodori verdi fritti»). Canale: 24.

  La7 Gold. Un western firnato dall’eclettico Blake Edwards caratterizza la programmazione serale della rete: s’intitola «Uomini selvaggi», narra di due cowboy che si ribellano alla loro vita modesta andando a rapinare una banca. Ragguardevole il cast: William Holden, Ryan O’Neal, Tom Skerritt. Orario: 21,10. Canale: 10.

 Cielo. C’è il biglietto da visita di Pupi Avati, qui in qualità di sceneggiatore, sul film proposto alle 21,10 sulla rete in digitale terrestre del gruppo Sky: «La stanza accanto» di Fabrizio Laurenti. Si racconta di un abile avvocato che torna nel paese dello Iowa dove è cresciuto. Canale: 26.

 SECONDA SERATA

Rai Movie. Uno dei migliori film del «cantore dei proletari» Ken Loach è in palinsesto alle 22,45: «Ladybird Ladybird» con Crisey Rock, premiata come miglior attrice al FilmFest di Berlino, e Vladimir Vega. Da una storia vera, le vicissitudini di una nadre a cui il servizio sociale vuol togliere i quattro figli avuti da altrettanti uomini. Canale: 24.

 

Iris. E’ firmata da Quentin Tarantino la sceneggiatura di «Una vita al massimo», pellicola d’azione assai singolare girata nel 1993 dal compianto Tony Scott. Al centro della storia, l’amore tra il commesso di una libreria e una prostituta. Loro sono Christian Slater e Patricia Arquette. Orario: 23,20. Canale: 22.

 

 

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TORINO SIGARETTE ELETTRONICHE, 70.000 RICARICHE SEQUESTRATE A TORINO: "INADEGUATE"

1 Febbraio 2013, 12:28pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130201_sigaretta-elettronica.jpg

 

529998 3698742830828 1599119446 nINSERITO DA ANGELA CECERE

TORINO - I carabinieri del Nas di Torino hanno sequestrato 70.000 flaconi di ricariche per sigarette elettroniche in una società della zona. La principale violazione contestata riguarda l'etichettatura inadeguata, in particolare per l'assenza di istruzioni in italiano e l'assenza del numero di telefono del responsabile dell'immissione in commercio del prodotto, classificato come pericoloso. Un'inchiesta in materia è stata aperta mesi fa dalla procura di Torino e ha portato ad altri sequestri. I flaconcini di liquido per sigarette elettroniche sequestrati hanno un valore complessivo di circa 380 mila euro. Negli ultimi due mesi, informa una nota dei carabinieri del Nas di Torino, i controlli e i sequestri nel settore sono moltiplicati. Soltanto a Torino sono state sequestrate sigarette elettroniche e liquidi per le stesse per un valore di circa mezzo milione di euro. Tra le principali contestazioni, l'assenza della marchiatura CE, che garantisce la qualità costruttiva delle ricariche, e degli obbligatori 'consigli di prudenzà e 'frasi di rischiò. Contestate spesso anche le dimensioni ridotte dei 'pittogrammi di pericolò previsti dalle norme per i prodotti pericolosi immessi in commercio.

FONTE LEGGO.IT

01 FEBBRAIO 2013

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CROLLA PALAZZINA A CIVITANOVA MARCHE: "MARITO E MOGLIE SOTTO LE MACERIE"

1 Febbraio 2013, 12:21pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130201_pompieri.jpg

 

529998 3698742830828 1599119446 nINSERITO DA ANGELA CECERE

CIVITANOVA MARCHE - Una palazzina unifamiliare in via Vespucci a Civitanova Marche è crollata intorno alle 11 probabilmente a causa di una fuga di gas. Sotto le macerie sono rimaste intrappolate due persone, sembra marito e moglie, che però rispondono ai richiami dei vigili del fuoco, impegnati a scavare per liberare la coppia.

FONTE LEGGO.IT

02 FEBBRAIO 2013

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CAMPANIA NEWS :Sociale.Bimbo affetto da atrofia muscolare spinale, i genitori si appellano a Napolitano

1 Febbraio 2013, 12:18pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

BELLISSIMOInserito da :Sotgia Marcella Christian, 15 mesi, colpito da una malattia molto grave: in difficoltà per avere il farmaco, scrivono al Presidente Giorgio Napolitano.

NAPOLI – Una drammatica storia in provincia di Salerno. Ha quindici mesi ed è affetto da una malattia gravissima: l'atrofia muscolare spinale. L'unica speranza di salvezza è un farmaco che viene sperimentato negli Usa ma solo per chi ha tra i due e i 15 anni di età. Ma i genitori di Christian - Pasquale e Nadia, che vivono a Serre - combattono con tutte le loro forze per il loro bambino.

L’APPELLO - E così oggi hanno deciso di lanciare un appello al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affinché li aiuti a fare avere questo farmaco al loro piccolo. La Sma è una malattia genetica che provoca una progressiva paralisi dei muscoli. Una malattia molto rara della quale sono affetti solo 6000 neonati. Il farmaco che viene sperimentato negli Usa rallenta notevolmente il decorso della malattia. Christian fino a due mesi sembrava un bambino sano. Ma poi la mamma si è accorta che non andava: i movimenti erano rallentati. La diagnosi all'ospedale «Gaslini» di Genova, dove oggi la coppia con il bimbo sono tornati perché il piccolo inizia ad avere anche difficoltà ad alimentarsi.

LA FIDUCIA - «Io non sapevo di questa malattia», dice Pasquale. Da allora però è partita una mobilitazione. Su Facebook c'è una pagina per Christian e con accanto a loro c'è l'associazione Famiglie Sma. «Siamo fiduciosi che qualcosa si possa fare», aggiunge il padre.

Fonte :Corriere del Mezzogiorno

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SEZ.DISABILITà NEWS :Sociale :Troppe barriere architettoniche, spostata conferenza su legge assistenza ai disabili

1 Febbraio 2013, 12:15pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella Il presidente di un'associazione non ha potuto raggiungere la sala stampa di Palazzo dei Normanni.

PALERMO - La conferenza stampa era stata convocata per presentare un disegno di legge sull'assistenza ai disabili, ma è stata spostata fra l'imbarazzo degli organizzatori: il presidente di un'associazione, portatore di handicap, non ha infatti potuto raggiungere la sala stampa a causa delle barriere architettoniche. È accaduto stamane a Palazzo dei Normanni, sede del parlamento regionale siciliano.

L'IMBARAZZO - «La disattenzione delle istituzioni alla gran parte dei nostri problemi è evidente - ha detto Carmelo Comisi, presidente dell'associazione Movis, protagonista della vicenda - magari non è una disattenzione voluta, ma è chiaro che questi temi dovrebbero essere affrontati con forza. Probabilmente la presenza di rappresentanti delle nostre associazioni nelle istituzioni e nelle amministrazioni locali, sarebbe di grande aiuto».

CAMBIO DI LOCATION - Comisi è stato costretto ad incontrare i giornalisti nella biblioteca dell'Ars, che si trova al piano basso del Palazzo dei Normanni: la sua particolare carrozzina, infatti, non riusciva ad entrare negli ascensori che portano al piano parlamentare, dove si trova la sala stampa. «Siamo mortificati», hanno detto gli organizzatori della conferenza stampa, che era stata convocata per presentare il ddl regionale per l'istituzione della figura dell' «assistente personale del portatore di handicap» (primo firmatario Nino Oddo, Lista Crocetta). Alla conferenza stampa hanno partecipato anche l'assessore alla Salute Lucia Borsellino e il presidente della commissione sanità dell'Ars Pippo Digiacomo.

IL PRESIDENTE DELL'ARS - Al termine dell'incontro con i giornalisti, in biblioteca è arrivato Giovanni Ardizzone, presidente dell'Ars, che nel frattempo era stato informato dell'accaduto. «C'è un problema oggettivo da risolvere - ha detto Ardizzone - una cosa del genere non può e non deve accadere».

01.02.2013

Fonte :Corriere Del Mezzogiorno

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TOSCANA NEWS Bimbo portato via dalla madre, la Procura archivia il caso

1 Febbraio 2013, 12:13pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://iltirreno.gelocal.it/polopoly_fs/1.6448974.1359669075!/httpImage/image._gen/derivatives/landscape_250/image.

 

529998 3698742830828 1599119446 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il padre si impiccò per il dolore. Per il pm non ci sono gli estremi per procedere. Addolorata la famiglia del bimbo. L’avvocato: «Faremo opposizione» Dopo 5 anni e mezzo dalla morte di Daniele De Nicola, l’operaio di 31 anni che si impiccò dopo che la moglie cubana portò via il loro figlio Daniel, il pm ha chiesto l’archiviazione del caso. Per la Procura non ci fu la volontà di sottrazione del bambino in quanto la madre, Daymara Perigo Collantes, di fatto lo riconsegnò al suo vero padre, un certo Jhonatan Harris, americano. Quindi, secondo la magistratura, come conferma il procuratore capo Francesco De Leo, non ci sono gli estremi per procedere. Gli indagati erano tre: la madre, il padre presunto naturale Harris e un suo amico che l'aveva accomopagnato in Italia per prendere daniel e portarlo negli Stati Uniti. Per riprendere suo figlio, Harris a fine 2007 venne in Italia dagli usa insieme all’amico Christian Cummings ed esibì dei documenti che dimostravano che il bambino in realtà era suo figlio. Un vero colpo di scena: la cubana non aveva mai rivelato al marito Daniele che il bimbo era di un altro uomo. Da allora, è passato tanto tempo. Anni di sofferenza, ma anche di speranza per i nonni di Daniel, Antonia Spagnolo e il marito Armando De Nicola, che hanno aspettato con pazienza le decisioni della magistratura. L’obiettivo era quello di riavere il piccolo Daniel, nato in Italia e allevato per due anni dalla loro famiglia. Bimbo che peraltro dal tribunale di Firenze era stato affidato proprio a loro, ai nonni. Ora l’avvocato Roberto Casella, che segue i De Nicola, e che giovedì era a Livorno per parlare con la pm Antonella Tenerani, si prepara all’opposizione: «Ci opporremo a questa archiviazione: deciderà il giudice. Le leggi italiane vanno rispettate: un bimbo nato nel nostro Paese non può essere portato via, anche se il padre aveva dei documenti americani che dimostravano la sua paternità».

FONTE IL TIRRENO

01 FEBBRAIO 2013

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