Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it
Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO TROPPE CATTIVERIE SUI BAMBINI IL PENSIERO DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Il primo manichino su carrozzina in vetrina

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Belth Wilson realizza il sogna di vedere un abito da sposa per donne disabili in vetrina Lungo le rive del fiume Avon, tra i quartieri di Bristol, nelle scuole inglesi non si fa altro che parlare di lei. Beth Wilson è la stilista più cliccata nelle ultime quarantotto ore. E questa fama virale è da accreditare alla sua forza di volontà, alla sua immensa creatività arricchita grazie alla sua diversità. Beth è una giovane stilista britannica in carrozzina, e ogni volta che disegna l’abito bianco ad una donna si accorge che questa diventa ancora più bella quando realizza il suo sogno d’amore. Eppure non aveva mai vestito una sposa disabile, nè creato un abito da nozze per le sue vetrine. Fino a quando ha deciso di “mettere in vetrina la diversità”. Da due giorni anche le spose in carrozzina sono da vetrina. In tutto lo splendore che la diversità non offusca. Anzi. La boutique in questione, la “The White Collection”, è diventata virale sui social grazie ad una foto raffigurante proprio un modello di abito su un manichino seduto in carrozzina. Il mondo non è per i disabili, ma bisogna educarlo alla diversità. «Spesso le persone disabili si sentono invisibili perché non ci vediamo nei media, e soprattutto non vengono realizzati per loro dei bei vestiti. Non ho bisogno di un abito da sposa, ma se così fosse sarei sicuramente molto più felice di andare in un negozio dove so di essere accettata con la mia sedia a rotelle» scrive Beth al mondo virtuale.
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO È nato sano il bimbo con la spina bifida “corretta” al San Raffaele prima del parto

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Aspettare un bambino e dover entrare in sala operatoria, ma non per partorire. Entrarci alla 22esima settimana, quando il bambino pesa meno di mezzo chilo. Entrarci con la paura ma anche con la speranza di salvarlo. E la speranza si avvera: il bambino è salvo e sta bene. È quello che è successo alla donna che è stata operata all’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano lo scorso mese di ottobre: tre settimane prima al suo bimbo era stata diagnosticata una malformazione, quella della spina bifida.
Un difetto congenito (colpisce un feto su 1.300) causato dalla chiusura incompleta di una o più vertebre, che può portare a conseguenze anche molto gravi e a disabilità motorie e funzionali come la perdita della mobilità degli arti inferiori e altre complicazioni neurologiche.
Il peso in gravidanza
Ma a sbarrare la strada di questa malformazione si sono messi conoscenze, cuore, tecnologia e “visione” dell’equipe medica che l’ha presa in cura. Il bambino, nato una decina di giorni fa alla 35esima settimana, dà un segnale forte a tutte le coppie che ricevono la diagnosi di spina bifida: «Il neonato muove correttamente gli arti inferiori e non avrà quindi bisogno di ulteriori interventi di correzione chirurgica nella sede della pre-esistente spina bifida», comunicano con soddisfazione dall’ospedale. Una soddisfazione che si trasforma in fiducia per il futuro perché la riuscita dell’intervento potrebbe rappresentare una svolta nell’approccio a questo tipo di malformazioni.
«Questo tipo di intervento - spiega infatti il professor Massimo Candiani, primario di ginecologia e ostetricia - è un traguardo importante nel campo della terapia fetale perché permette migliori opportunità di cura rispetto ai risultati che oggi si possono ottenere con le terapie effettuate in epoca neonatale. Questa scelta terapeutica, non sperimentale e supportata da solide basi scientifiche, è un'opzione importante per le donne gravide a cui è stata diagnosticata questa malformazione fetale».
L’operazione eseguita - e riuscita - al San Raffaele ha dato al bambino una seconda vita, prima ancora che il piccolo vedesse la luce . L’intervento ha infatti permesso la correzione completa della spina bifida in utero con una tecnica mai utilizzata prima in Europa: l’approccio innovativo ha permesso la riparazione definitiva del difetto dorsale congenito fetale, con un impatto minimo a livello uterino e quindi rischi ridotti per la madre e per la prosecuzione della gravidanza. Chiave del successo dell’intervento è la collaborazione interdisciplinare tra specialisti: l’operazione - durata poco più di due ore - è infatti stata coordinata dal professor Candiani e dal professor Pietro Mortini, primario di neurochirurgia, che hanno collaborato con il prof. Fabio Andrioli Peralta, ginecologo ed esperto in chirurgia fetale di San Paolo (Brasile), che ha sviluppato la tecnica già utilizzata su oltre 200 pazienti. Complessivamente, l’equipe intervenuta nelle fasi pre-operatorie, interventistiche e post-natali del bambino nato al San Raffaele ha coinvolto ginecologi-ostetrici, neurochirurghi, genetisti, neuroradiologi, anestesisti, neonatologi, neurologi, ostetriche, infermieri e puericultrici.
«Il primato europeo - spiega Candiani - è frutto della combinazione di tre elementi: il ridotto trauma uterino derivante dalla piccola incisione, la correzione definitiva del difetto mediante tecnica microneurochirurgica e l’epoca gestazionale precoce, che permette al feto una rigenerazione in utero».
Trasfusioni e trapianto in utero, prima volta al mondo
Secondo Mortini, infatti, «i bambini con spina bifida operati in utero hanno una prognosi migliore dopo la nascita e maggiori possibilità di recupero rispetto a quelli operati da neonati perché, dopo l’intervento di correzione completa del difetto, il processo di riparazione prosegue nelle settimane successive di gravidanza e porta verso la normalità le strutture e le funzioni neurologiche del bambino».
L’Associazione Spina Bifida Italia parla di un malformazione che colpisce un feto su 1.300. Fino a ora i neonati affetti da questa patologia venivano operati nei primi giorni di vita, per limitare la possibilità di infezioni e i danni spinali, ma non sempre gli interventi chirurgici hanno avuto esito risolutivo. L’operazione eseguita al San Raffaele apre, adesso, le porte alla speranza: riparare in maniera definitiva il difetto dorsale si può, ancor prima della nascita.
di Franca Deponti e Francesca Milano IL SOLE24ORE
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Novità assegno Invalidità e 104: Tra le Nuove malattie anche dolori reumatici, colite e asma. La tabella aggiornata

Sono tante le malattie che danno diritto all’invalidità e alla legge 104, in molti non sanno che è un loro diritto.
L’invalidità civile comporta il riconoscimento di una serie di benefici, posti a carico dell’INPS, previo accertamento dell’effettiva difficoltà a svolgere le attività tipiche della vita quotidiana, lavorativa o di relazione che lo connotano.
Se la malattia o le malattie rientrano tra quelle riconosciute dalla legge il soggetto interessato può beneficiare innanzitutto dell’assegno mensile di assistenza. Ci sono dei limiti da rispettare che riguardano la percentuale minima per ottenere il riconoscimento della qualifica di invalido civile che è quella del 34%, il diritto all’assegno mensile si acquisisce solo se l’invalidità supera il 74%.
Il beneficiario dell’assegno mensile deve avere un’età compresa tra i 18 e i 65 anni e tre mesi, essere privo di impiego e il suo reddito annuo personale non deve superare la somma di euro 4.805,19. Inoltre tale indennità è incompatibile con altri redditi pensionistici.
Pensione invalidità provenienza, importo e limite di reddito
| Pensione | Importo | Limite di reddito |
| Pensione ciechi civili assoluti | 302,53 | 16.532,10 |
| Pensione ciechi civili assoluti (se ricoverati) | 279,75 | 16.532,10 |
| Pensione ciechi civili parziali | 279,75 | 16.532,10 |
| Pensione invalidi civili totali | 279,75 | 16.532,10 |
| Pensione sordi | 279,75 | 16.532,10 |
| Assegno mensile invalidi civili parziali | 279,75 | 4.805,19 |
| Indennità mensile frequenza minori | 279,75 | 4.805,19 |
| Indennità accompagnamento ciechi civili assoluti | 880,70 | Nessun limite |
| Indennità accompagnamento invalidi civili totali | 508,55 | Nessun limite |
| Indennità comunicazione sordi | 253,26 | Nessun limite |
| Indennità speciale ciechi ventesimisti | 203,15 | Nessun limite |
| Lavoratori con drepanocitosi o talassemia major | 502,39 | Nessun limite |
Malattie delle patologie dell’apparato cardiocircolatorio, che comportano una maggiore riduzione della capacità lavorativa:
- aritmie gravi, invalidità dal 71 all’80%;
- aritmie gravissime: invalidità dall’81 al 100%;
- coronaropatia grave: invalidità dal 71 all’80%;
- coronaropatia gravissima sino a allettamento o s. ipocinetica da scompenso cardiaco cronico terminale: invalidità dall’81 al 100%;
- miocardiopatie con insufficienza cardiaca grave: : invalidità dal 71 all’80%;
- miocardiopatie con insufficienza cardiaca gravissima sino a allettamento o s. ipocinetica da scompenso cardiaco cronico terminale: invalidità dall’81 al 100%;
- trapianto cardiaco complicato: invalidità dal 61 al 100%;
- valvulopatie di grado severo: invalidità dal 71 all’80%;
- valvulopatie di grado severo scompensate: invalidità dall’81 al 100%;
- difetto interatriale (dia) – stadio IV – dia di grado severo. Gravi esiti di chiusura di dia. Inoperabile: invalidità dal 71 al 100%;
- difetto interventricolare (div) stadio IV: invalidità dal 71 all’80%;
- difetto interventricolare (div) stadio V: invalidità dall’81 al 100%;
- pervietà del dotto arterioso stadio IV: invalidità dal 71 all’80%;
- pervietà del dotto arterioso stadio V: invalidità dall’81 al 100%;
- pericardite cronica o esiti di pericardite cronica – stadio IV: invalidità dal 71 all’80%;
- pericardite cronica o esiti di pericardite cronica – stadio V: invalidità dall’81 al 100%;
- cardiopatia ipertensiva con impegno cardiaco di grado severo: invalidità dal 71 all’80%;
- cardiopatia ipertensiva scompensata: invalidità dall’81 al 100%;
- trapianto di cuore e polmoni complicato, la percentuale ottenuta va considerata in concorrenza con la valutazione di base del trapianto cuore – polmoni: invalidità dal 71 al 100%;
- aneurisma dell’aorta toracica o addominale – stadio V: invalidità dal 71 all’80%;
- arteriopatia ostruttiva cronica periferica con ischemia cronica e dolore a riposo con lesioni trofiche: invalidità dal 71 all’80%;
- arteriopatia ostruttiva cronica periferica con ischemia cronica e dolore a riposo con lesioni trofiche estese o gangrena: invalidità dall’81 al 100%.
Malattie delle patologie dell’apparato respiratorio, che comportano una maggiore riduzione della capacità lavorativa:
- BPC asmatiche gravi (FEV1 O PEF pari al 31-40%; ove disponibile, variabilità circadiana > 30%; PaO2 55-60 mmHg ): invalidità dal 71 all’80%;
- BPC asmatiche severe (FEV1 O PEF inferiore al 30%; ove disponibile, variabilità circadiana > 30%; PaO2 < 55 mmHg o O2 TLT < 18 ore/die): invalidità dall’81 al 90%;
- BPC asmatiche severe (FEV1 O PEF inferiore al 30%; PaO2 < 55 mmHg e ipercapnia > 50 mmHg o O2 TLT ≥ 18 ore/die) ): invalidità al 100%;
- BPC ostruttive gravi (FEV1/FVC < 70 e FEV1 pari al 31-40% ; PaO2 = 55-60 mmHg): invalidità dal 71 all’80%;
- BPC ostruttive severe (FEV1/FVC < 70 e FEV1 inferiore al 30% ; PaO2 < 55 mmHg o O2 TLT < 18 ore/die):invalidità dall’81 al 90%;
- BPC ostruttive severe (FEV1/FVC < 70 e FEV1 inferiore al 30% ; PaO2 < 55 mmHg e ipercapnia > 50 mmHg o O2 TLT ≥ 18 ore/die): invalidità al 100%;
- BPC restrittive gravi (FVC pari al 31- 40% ; PaO2 55-60 mmHg ): invalidità dal 71 all’80%;
- BPC restrittive severe (FVC inferiore al 30% ; PaO2 < 55 mmHg o O2 TLT < 18 ore/die):invalidità dall’81 al 90%;
- BPCrestrittive severe (FVC inferiore al 30% ; PaO2 < 55 mmHg e ipercapnia > 50 mmHg o O2 TLT ≥ 18 ore/die): invalidità al 100%;
- interstiziopatie gravi (FVC pari al 31- 40% e/o DLCO pari al 31-40%; PaO2 55-60 mmHg): invalidità dal 71 all’80%;
- interstiziopatie severe (FVC inferiore al 30% e/o DLCO inferiore al 30% ; PaO2 < 55 mmHg o O2 TLT < 18 ore/die):invalidità dall’81 al 90%;
- interstiziopatie severe (FVC inferiore al 30% e/o DLCO inferiore al 30% ; PaO2 < 55 mmHg e ipercapnia > 50 mmHg o O2 TLT ≥ 18 ore/die) ): invalidità al 100%;
- trapianto di polmone/i complicato: invalidità dal 71 al 100%;
Malattie delle patologie dell’apparato digerente, che comportano una maggiore riduzione della capacità lavorativa:
- stenosi esofagea con disfagia costante alimentazione solo liquida; necessità di dilatazioni frequenti (IV classe bmi < 16): invalidità dal 71 all’80%;
- stenosi esofagea con ostruzione serrata che richiede una gastro/entero-stomia (peg) (classe V): invalidità al 100%;
- cirrosi epatica classe B di childpugh (punteggio 7-9): invalidità dal 61 all’80%;
- cirrosi epatica classe C di childpugh (punteggio >9): invalidità dall’81 al 100%;
- trapianto di fegato complicato: invalidità dal 61 al 100%;
- trapianto di intestino complicato: invalidità dal 61 al 100%;
- sindrome da malassorbimento enterogeno da patologia pancreatica o intestinale stenotica e/o infiammatoria e/o da resezione (iv classe bmi < 16): invalidità dal 61 all’80%;
- malattie infiammatorie croniche intestinali ( colite ulcerosa)(III e IV classe): invalidità dal 61 al 100%.
Relativamente alle patologie dell’apparato urinario, queste sono le malattie che comportano una maggiore riduzione della capacità lavorativa:
- insufficienza renale cronica con clearance della creatinina/vfg < 15 ml/min o insufficienza renale terminale in dialisi peritoneale (stadio V): invalidità dal 71 all’80%;
- insufficienza renale terminale in emodialisi trisettimanale ovvero in dialisi peritoneale con scarsa tolleranza terapeutica: invalidità dall’81 al 90%;
- insufficienza renale terminale in emodialisi trisettimanale complicata da cardiopatia ischemico ipertensiva e/o cardiomiopatia e/o ipotensione grave e/o neuropatia e/o osteodistrofia e/o anemia grave e/o sindrome emorragica: invalidità al 100%;
- trapianto renale con complicanze: invalidità dal 51 al 100%.
Malattie delle patologie dell’apparato endocrino, che comportano una maggiore riduzione della capacità lavorativa:
- diabete mellito con complicanze moderate: invalidità dal 61 al 90%;
- diabete mellito con complicanze moderate: invalidità dal 91 al 100%;
- acromegalia con complicanze: invalidità dal 21 al 100%;
- sindrome di cushing con complicanze: invalidità dal 21 al 100%;
- insufficienza corticosurrenale con plurimi ricoveri per crisi surrenaliche recidivanti: invalidità al 100%.
Malattie delle patologie dell’apparato osteoarticolare e locomotore, che comportano una maggiore riduzione della capacità lavorativa:
- agenesia completa bilaterale degli arti superiori: invalidità al 100%;
- amputazione o perdita delle due mani non protesizzabile (tutte le perdite o amputazioni superiori bilaterali vengono assimilate): invalidità al 100%;
- amputazione o perdita delle due mani con protesi funzionale: invalidità al 90%;
- amputazione bilaterale di coscia, a prescindere dal livello, protesizzabile: invalidità all’80%;
- amputazione bilaterale di coscia o gamba non protesizzabile: 100%.
Malattie delle patologie dell’apparato neurologico, che comportano una maggiore riduzione della capacità lavorativa:
- sclerosi multipla EDSS 4-5: invalidità dal 61 all’80%;
- sclerosi multipla EDSS 5,5: invalidità dall’81 al 90%;
- sclerosi multipla EDSS pari o superiore a 6: invalidità del 100%;
- demenza vascolare con cdr 1: invalidità dall’81 al 90%;
- demenza vascolare con cdr 2-5: invalidità del 100%;
- morbo di Alzheimer con cdr 1: invalidità dall’81 al 90%;
- morbo di Alzheimer con cdr 2-5: invalidità del 100%;
- morbo di Parkinson – stadio 3 di hy (malattia bilaterale da lieve a moderata; instabilità posturale; fisicamente autonomo): invalidità dal 71 al 90%;
- morbo di Parkinson –stadio 4 – 5 di hy (severa disabilità; ancora in grado di camminare o stare in piedi senza assistenza – obbligato alla sedia a rotelle o costretto a letto, a meno che aiutato) o stadio 3 con gravi effetti collaterali da farmaci antiparkinsoniani: invalidità dal 91% al 100%;
- epilessia con crisi settimanali generalizzate o parziali complesse oppure parziali a frequenza plurisettimanale: invalidità dal 71 al 90%;
- epilessia con crisi plurisettimanali generalizzate o parziali complesse: invalidità dal 91% al 100%;
- emiparesi grave: invalidità dal 71 all’80%;
- emiplegia: invalidità dall’81 al 100%;
- paraparesi con deficit di forza medio: invalidità dal 71 all’80%;
- paraparesi con deficit di forza grave: invalidità dall’81 al 100%;
- paraplegia: invalidità del 100%;
- tetraparesi con deficit di forza medio: invalidità dal 91 al 100%;
- tetraparesi con deficit di forza grave: invalidità del 100%;
- atassia cerebellare con disabilità moderata: invalidità dall’81 al 90%;
- atassia cerebellare con disabilità grave o totale: invalidità del 100%;
- afasia di livello 1 o 0 alla asrs: invalidità dall’81 al 100%;
- mielomeningocele in associazione con deficit radicolari lombosacrali e sfinteriali: invalidità dall’81 al 100%;
- mielomeningocele associato a arnold-chiari di tipo ii e/o idrocefalo: invalidità del 100%;
- sindrome della cauda equina completa con disturbi sfinterici e anestesia a sella: invalidità dal 71 all’80%;
- miopatie con ipostenia prossimale grado 4 mdrs: invalidità dal 71 all’80%;
- miopatie con grave astenia prossimale grado 5 mdrs: invalidità dal 91 al 100%;
- distrofia di duchenne: invalidità del 100%.
Malattie delle patologie psichiche, che comportano una maggiore riduzione della capacità lavorativa:
- disturbo amnesico persistente indotto da sostanze (tipo korsakoff): invalidità del 100%;
- schizofrenia di tipo disorganizzato, catatonico, paranoide, non specificata (tab. b1- b2-b3, deficit moderato): invalidità del 75%;
- schizofrenia di tipo disorganizzato, catatonico, paranoide, non specificata (tab. b1- b2-b3, deficit grave): invalidità del 100%;
- schizofrenia residuale (tab. b1- b2-b3, deficit moderato): invalidità del 75%;
- schizofrenia residuale (tab. b1- b2-b3, deficit grave): invalidità del 100%;
- disturbo schizoaffettivo (tab. b1- b2-b3, deficit grave): invalidità del 100%;
- depressione maggiore, episodio ricorrente (tab. c1-c2, deficit moderato): invalidità dal 61 all’80%;
- depressione maggiore, episodio ricorrente (tab. c1-c2, deficit grave): invalidità del 100%;
- disturbo bipolare I (tab. c1-c2, deficit moderato): invalidità dal 61 all’80%;
- disturbo bipolare I (tab. c1-c2, deficit grave): invalidità del 100%;
- disturbo bipolare II e disturbo bipolare sai (tab. c1-c2, deficit grave): invalidità del 75%;
- disturbi deliranti (paranoia, parafrenia, delirio condiviso, altri): invalidità del 75%;
- anoressia nervosa (tab. d, deficit grave): invalidità dal 75 al 100%;
- ritardo mentale di media gravità (q.i.: da 35-40 a 50): invalidità dal 61 all’80%;
- ritardo mentale grave e profondo (q.i.: < 35-40): invalidità del 100%.
In riferimento alle patologie uditive, quella considerata più grave è:
- sordità da perdita uditiva grave bilaterale, con evidenti fonologopatie audiogene, cagionante un’invalidità in percentuale fissa dell’80%.
Per l’apparato visivo, quelle più gravi sono:
- ipovisione grave (campo visivo residuo tra 29 e 10%): 60% d’invalidità;
- cecità parziale (campo visivo residuo tra 9 e 3%): 80% d’invalidità;
- cecità assoluta (campo visivo residuo minore del 3%): 100% d’invalidità.
Le patologie più gravi dell’apparato fonatorio sono:
- laringectomia totale: 70% d’invalidità;
- laringectomia totale con tracheostomia: 80% d’invalidità.
Ci sono numerose patologie congenite, ematologiche, reumatiche, neoplastiche e le malattie rare correlate a gravi riduzioni della capacità lavorativa, tra queste:
- fibrosi cistica con manifestazioni conclamate di malattia: invalidità dal 51 al 100%;
- osteogenesi imperfetta forme gravi con fratture frequenti e deformità plurisegmentarie: invalidità dal 51 al 100%;
- sindrome di down, di patau, di edward, trisomia 9, monosomia 5p o sindrome del “cridu chat”, oloprosencefalia alobare o semilobare: 100% d’invalidità.
Le neoplasie, in base allo stadio di gravità, provocano un’invalidità che va dal 21 al 100%, mentre, per quanto riguarda i pazienti in chemioterapia, è possibile il riconoscimento, su richiesta dell’interessato, di un assegno di accompagnamento.
Anche per l’infezione da HIV, indicata nella categoria delle patologie ematologiche non neoplastiche, si raggiunge un’invalidità compresa tra il 21 e il 100%, a seconda del grado di evoluzione della malattia.
Considerando sempre la gravità della patologia, la Talassemia Major, dà luogo ad un’invalidità che va dal 35 al 100%.
Tra le patologie reumatichè è indicata l’artrite reumatoide, che colpisce molte persone, e realizza un’invalidità compresa tra il 21 e il 100%, stessa cosa per la sclerodermia, la spondilite anchilosante e le altre spondiloartriti, il lupus eritematoso e le vasculiti. Per finire, l’artrosi dà luogo a un’invalidità dal 5 al 100%, a seconda della gravità.
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT ROSA DE MARTINO Parcheggi per disabili, a Firenze nasce una task force Sindaco Nardella: 'Entro l'anno sensori gratis su quelli nominali'

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "A partire dai prossimi giorni a Firenze attiveremo con la polizia municipale una task force dedicata alla tutela dei parcheggi dei disabili". Lo ha annunciato il sindaco Dario Nardella. "Oltre a questa task force - ha proseguito - abbiamo già deciso con l'ufficio mobilità di lanciare un progetto, che realizzeremo entro l'anno, per installare dei sensori su tutti i parcheggi nominali riservati ai disabili, dotando gratuitamente i veicoli dei disabili di un microchip in modo tale che il sensore riconosca immediatamente l'auto e renda quindi fruibile il parcheggio. Il nostro obiettivo non è fare cassa con le multe, non ci interessa, ma tutelare i diritti dei disabili che hanno tanti problemi in città". Per l'avvio della linea 2 della tramvia, ha detto Nardella, "ormai è questione davvero di poco, ci siamo, i lavori li abbiamo finiti nei tempi che avevamo previsto, e aspettiamo i collaudatori che devono dare i tempi definitivi, mentre per il prolungamento a Bagno a Ripoli "fino a quando io non ho la certezza del livello di efficienza e dell'abbassamento dei disagi per la cantierizzazione non darò il via libera ai lavori", e invece "possiamo partire velocemente con la linea 4 Leopolda-Campi Bisenzio per il primo lotto che va alle Piagge".
ANSA
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Alzheimer, un nuovo esame del sangue può smascherarlo anni prima dei sintomi

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un nuovo esame del sangue riconosce la presenza di una proteina 'spia' del danno cerebrale provocato dall'Alzheimer già nelle primissime fasi, e permetterebbe di smascherare la malattia con anni di anticipo rispetto alla comparsa dei sintomi: a scoprirlo è uno studio pubblicato su Nature Medicine dall'Università di Washington con il Centro tedesco per le malattie neurodegenerative (Dzne), l'Istituto Hertie per la ricerca clinica sul cervello (Hih) e l'Università di Tubinga. Sperimentato con successo su pazienti con una rara forma familiare di Alzheimer precoce, in futuro potrebbe essere usato per valutare qualsiasi tipo di danno al cervello, incluso quello provocato da sclerosi multipla, ictus e traumi. La novità di questa ricerca, spiega l'Independent, sta nell'aver messo a punto un test del sangue 'universale' per la valutazione dei danni al cervello: l'esame, infatti, non va alla ricerca di un marcatore specifico dell'Alzheimer come la proteina beta-amiloide, bensì di una proteina filamentosa, chiamata Nfl, che fa parte dello 'scheletro' interno dei neuroni. In caso di danno o morte delle cellule nervose, Nfl fuoriesce nel liquido cerebrospinale che avvolge cervello e midollo spinale, passando poi nel sangue. Lo studio condotto su oltre 400 persone (di cui 247 portatori dei geni dell'Alzheimer precoce e 162 familiari sani) ha dimostrato che l'aumento della proteina Nfl nel sangue rispecchia in modo preciso il danno cerebrale, consentendo di prevedere la sua evoluzione nel tempo: nello studio «siamo stati in grado di prevedere la perdita di massa del cervello e i deficit cognitivi che si sono poi verificati due anni più tardi», spiega il ricercatore Mathias Jucker del Dzne. Questo marcatore del danno cerebrale «potrebbe essere facilmente inserito nei test di screening usati in neurologia», sottolinea il radiologo Brian Gordon dell'Università di Washington. «Lo abbiamo validato in malati di Alzheimer - aggiunge - perché sappiamo che il loro cervello va incontro a una forte neurodegenerazione, ma questo marcatore non è specifico: alti livelli nel sangue potrebbero essere la spia di molte malattie neurologiche e traumi». LEGGO.IT
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Iscriviti con Unisorrento Responsabile Dott.ssa Rosa De Martino

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Iscriviti con Unisorrento
Responsabile Dott.ssa Rosa De Martino
Chiama al numero 3391860445
Costo dei Master 850,00 euro
Master 2° Livello Area Accademia Forense
MAF86 - Diritto e processo penale (1° Edizione)
MAF85 - Diritto dell’unione europea (1° Edizione)
MAF84 - Diritto della navigazione e dei trasporti (1° Edizione)
MAF83 - Diritto amministrativo (1° Edizione)
MAF82 - Diritto e processo tributario (1° Edizione)
MAF81 - Diritto del lavoro, diritto sindacale, della previdenza e della sicurezza sociale (1° Edizione)
MAF80 - Diritto della responsabilità civile e delle assicurazioni (1° Edizione)
MAF79 - Diritto di famiglia, dei minori e delle persone (1° Edizione)
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Il pensiero della dott. Rosa de Martino
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO I bambini crescono e i comportamenti cambiano.. Come insegnare educazione civica ai bambini:

di Dott.ssa Rosa De Martino Parlando di bambini, un argomento tanto delicato quanto importante è l'insegnamento dell'educazione civica. Come ogni materia-disciplina, anche l'educazione civica comporta l'apprendimento di alcune nozioni fondamentali che una volta apprese si trasformeranno in determinati comportamenti. Si discute spesso della necessità di reintrodurre l'insegnamento di educazione civica come regolare attività scolastica, specie dopo che negli ultimi anni la piaga del bullismo ha preso il sopravvento. Questi atti di violenza fisica e psicologica nascono per la maggior parte dall'incapacità di alcuni alunni di sottostare alle regole imposte dal sistema scolastico e dall'ambiente sociale. Il più delle volte il comportamento dei bambini più irrispettosi deriva dall'assenza di una figura genitoriale valida, incapace o impossibilitata nell'impartire una sana educazione al proprio figlio. Onde evitare possibili problemi futuri dal punto di vista dell'integrazione sociale del bambino in ambito scolastico ed extrascolastico, vediamo come insegnare educazione civica ai bambini.
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