Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una ragazza di 18 anni,Jessica Dell'innocenti, è morta in un terribile incidente stradale questa sera dopo le 19 aMignagola di Carbonera, in via Spercenigo in Veneto. LaFiat Puntoguidata dalla giovane neopatentata è finita fuori strada schiantandosi contro una colonnina del gas delladitta Silcart, dopo la perdita di controllo del mezzo: la ragazza è morta nell'impatto.Era residente a San Biagio, ma originaria del Portogruarese.Tra le ipotesi c'è quella del suicidio.
Secondo le prime ricostruzionisi tratta di una strana fuoriuscitadi cui si cerca di ricostruire la esatta dinamica. Sul posto sono immediatamente intervenuti vigili del fuoco, polizia stradale di Treviso e il Suem 118.
Poco prima dello schianto, infatti, la ragazza si sarebbe allontanata da casa manifestando alla cugina la propria intenzione di togliersi la vita. Dai primi rilievi effettuati sul posto, tra le ipotesi prese in considerazione anche quella che la giovane abbia poi deciso di lanciarsi volontariamente contro la colonnina del gas.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Su Leggo.itla diretta minuto per minuto dellaquarta serata del Festival di Sanremo 2019. Nella serata dedicata ai duetti, i 24 cantanti si sono esibiri insieme ad alcuni ospiti presentando una versione rivisitata del proprio brano. Super ospite Luciano Ligabue. La giuria d'onore premia Motta e Nada come miglior duetto tra i fischi dell'Ariston. Standing ovation per Loredana Bertè.
23.02 Claudio Bisio recita un monolo dedicato al rapporto tra padre e figli tratto dal romanzo di Michele Serra "Gli sdraiati". Al termine irrompe Anastasiol'ultimo vincitore di X Factor .
22.39 Francesco Renga canta con Bungaro, ad impreziosire il duetto Eleonora Abbagnato e Friedman Vogel. Il 38enne dagli occhi di ghiaccio è la risposta tedesca a Roberto Bolle.
22.39 Baglioni che imita Maurizio Costanzo non è male «la mia carrierà è agli sgoccioli,» scherza.
22.35 Ghemon con Diodato e Calibro 35
22.24 Mahmood canta con Guè Pequeno. Il brano funziona, con Guè ancora di più.
22.18 Una spigliatissima Anna Foglietta presenta Arisa con Tony Hadley e i Kataklò. "Mi sento bene", in una versione davvero azzeccata, l'Ariston balla.
22.12 Anche Virginia Raffaele vuole duettare con Baglioni suonando la chitarra. Nuova gag lunga ed evitabile. Con 24 cantanti in gara forse è il caso di essere più rapidi.
21.24 Si rientra dalla pubblicità subito con LucianoLigabue che canta "Luci d'America". Con Bisio vengono rifatti gli ingressi del cantante, l'Ariston si infiamma sulle note di "urlando contro il cielo"
21.16 Irama ha scelto Noemi per la sua "Ragazza di latta". La voce graffiante di Noemi fa la differenza, sprattutto negli acuti.
21.11 A legarli una grande amicizia e la loro terra, la Toscana. Cantano Motta e Nada "Dov'è l'Italia"
21.07 inizia la gara, con il codice 01 Federica Carta e Shade con Cristina D'Avena cantano "Senza farlo apposta".
21.21 Viene presentata dal Giuria d'Onore presieduta da Mauro Pagani e composta dal regista Ferzan Ozpetek, dalle conduttrice televisive Camila Raznovich e Serena Dandini, dalle attrici Claudia Pandolfi ed Elena Sofia Ricci, dal giornalista Beppe Severgnini, e dallo chef Joe Bastianich.
20.57 «Con poche parole e tanti gesti - dice Baglioni - abbiamo voluto regalarvi incanto e stupore. La ricerca di armonia tra discipline diverse rappresenta al meglio questa serata. Ci sarano 32 ospiti per un totale di 56 artisti che ci daranno contezza del loro talento». Entrano Virginia Raffaele e Claudio Bisio.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Alla fine della terza serata, questa la classifica parziale sulla base del voto della sala stampa, che pesa per il 30%. Nella zona alta della classifica, quella blu, si sono piazzati: Simone Cristicchi, Mahmood, Irama, Ultimo; nella zona gialla, quella intermedia, Enrico Nigiotti, Motta, The Zen Circus, Francesco Renga; nella zona bassa, quella rossa, Anna Tatangelo, Nino D'Angelo e Livio Cori, Boomdabash, Patty Pravo con Briga.
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INSERITO DA MORENA MOTTA E' stato condannato a sei mesi con pena sospesa il 18enne di Pimonte accusato di aver condotto un'estorsione ai danni di una 15enne. Il verdetto è arrivato pochi giorni fa nel Tribunale di Salerno dove il ragazzo, nipote di uno dei capoclan dei Lattari, ha chiuso il suo secondo capitolo con la giustizia. Secondo quanto ricostruito nel processo, il giovane avrebbe estorto una somma complessiva di 30mila euro ai danni di una ragazza di Amalfi, con la quale aveva finto una storia d'amore. Con l'aiuto di un altro suo amico, il ragazzo l'ha convinta a farsi consegnare 15mila euro in due rate ma, al secondo pagamento, è stato scoperto e arrestato in flagranza dai carabinieri costieri. Il giovane stava conducendo l'estorsione mentre stava per terminare il periodo di messa alla prova ottenuto dal suo legale dopo il caso di stupro che lo aveva visto protagonista solamente qualche anno prima.
In compagnia di altri coetanei, abusò in gruppo di una ragazzina che poi ha deciso di abbandonare Pimonte e l'Italia per trasferirsi in Germania.
I giudici del Tribunale di Torre Annunziata avevano previsto per i colpevoli un periodo di messa alla prova vista la giovane età e, mentre si diceva pentito per quanto fatto in compagnia dei suoi amici, conduceva un'estorsione ai danni di un'altra ragazza. Per il 18enne di Pimonte arriva così la condanna dopo il processo per rito abbreviato partito nei mesi scorsi.
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fonte Capri News
INSERITO DA MORENA MOTTA Posto auto, su area pubblica, riservato con due sedie, come se fosse privato. Accade a Capri, a Marina Grande. Questa foto di una sorta di parcheggio fai-da-te, diffusa attraverso i social network da Gennaro Paturzo, ha avuto tantissime visualizzazioni e condivisioni, suscitando ilarità per la trovata ma anche malumore.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Le cure palliative sono un diritto di tutti i cittadini italiani che si trovino in determinate condizioni di salute. Si tratta di una serie di interventi terapeutici, diagnostici ed assistenziali volti a migliorare la qualità della vita di coloro che sono colpiti da una malattia caratterizzata da prognosi infausta e non più rispondente ai trattamenti specifici.
A stabilire questo diritto, e le modalità in cui vengono erogati i trattamento, è una legge che non ha ancora dieci anni: la Legge n.38 del 15 marzo 2010
COSA SONO LE CURE PALLIATIVE - Le cure palliative non hanno purtroppo a che fare con la cura della patologia, in termini di possibile guarigione: esse infatti non possono incidere sul suo decorso di miglioramento; allo stesso tempo, non accelerano la morte della persona ammalata. Quello che contribuiscono a fare, però, è alleviare i sintomi fisici e il disagio psicologico che la malattia comporta. In questo senso queste cure integrano anche la terapia del dolore. l’OMS ha definito le cure palliative come "…un approccio che migliora la qualità della vita dei malati e delle loro famiglie che si trovano ad affrontare le problematiche associate a malattie inguaribili, attraverso la prevenzione e il sollievo della sofferenza per mezzo di una identificazione precoce e di un ottimale trattamento del dolore e delle altre problematiche di natura fisica, psicofisica e spirituale."
QUALI INTERVENTI - I professionisti coinvolti nella messa in atto delle cure palliative sono quelli che collaborano col medico di medicina generale, ovvero il medico specialista in anestesia, terapia intensiva e rianimazione, il medico specialista in oncologia, ematologia, geriatria, medicina interna, malattie infettive, neurologia e radioterapia. Possono essere coinvolte anche altre figure professionali, ovvero infermiere, fisioterapista, dietista, assistentesociale, operatoresocio sanitario e psicologo.
PER QUALI MALATTIE - Le cure palliative sono una risposta al dolore e alla sofferenza che possono essere causati da un grande numero di malattie, ad esempio malattie cardiovascolari, cancro, malattie respiratorie croniche, Aids, diabete, ma anche sclerosi multipla, Parkinson, artrite reumatoide, demenza , etc. Le cure palliative generalmente vengono erogate a persone nella fase terminale della malattia conica, anche se va ricordato che l’accesso alla terapia del dolore può essere fatto anche durante tutto il decorso della malattia: troviamo questa importante specifica nel testo dell’Intesa raggiunta tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano il 25 luglio 2012: dove si legge che: “La Rete locale di Cure Palliative definisce o concorre a definire piani di intervento per poter garantire cure palliative per qualunque patologia evolutiva durante tutto il suo decorso, per ogni età ed in ogni luogo di cura. I piani devono coinvolgere in modo integrato tutte le risorse disponibili sul territorio, comprese le organizzazioni non - profit ed il settore sociale degli Enti Locali”
DOVE VENGONO EROGATE - Le cure palliative sono erogate con assistenza ospedaliera, assistenza residenziale in hospice, con assistenza domiciliare, in strutture residenziali.
In Italia esiste, appunto, la Rete di cure palliative, il cui accesso è regolato da ciascuna regione.
Per accedere alle cure palliative si può contattare:
-il medico di famiglia
-i medici specialistici ospedalieri
- la propria Asl
- associazioni di volontariato
LO STATO IN ITALIA - A che punto è l’erogazione delle cure palliative in Italia? I dati più recenti sono quelli presentati nei giorni scorsi dal Ministero della Salute, attraverso il Rapporto al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge n. 38 del 15 marzo 2010 "Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore".
Riassumendo, in Italia negli anni 2014-2017 - il numero di hospice sul territorio nazionale è stato di 240 strutture (erano 231 nel 2014) mentre il numero dei posti letto risulta di 2.777 (226 posti letto in più rispetto al 2014).
Il dato maggiormente evidenziato è la forte disomogeneità territoriale nell’erogazione del servizio: se nel 2017 si è registrata una carenza dtotale di 244 posti letto, va però detto che in alcune regioni erano in surplus (come in surplus Lombardia, Emilia Romagna, Lazio) mentre in altre in deficit (Piemonte, Toscana, Campania, Sicilia).
Le persone assistite a domicilio con erogazione di un piano terapeutico di cure palliative sono state, nel 2017, 40.849: un + 32,19% rispetto al 2014. Le giornate di cure palliative erogate a domicilio sono state 326mila: un numero in crescita ma non ancora sufficiente (lo standard è quello rilevato dal DM n. 43 del 2007). http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=23979&articolo=3
Un dato interessante è quello relativo al consumo territoriale di farmaci oppioidi all’interno della terapia del dolore, con più di 16 miliardi di dosi nel 2017: 1,6% in più rispetto al 2016.
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foto di repertorio
INSERITO DA MORENA MOTTA L'incendio di un altro autobus di Seta, dopo la serie di incidenti simili avvenuti nella primavera dello scorso anno, riaccende la polemica politica sulla gestione dell’azienda per il trasporto pubblico Seta. Intorno alle 13, infatti in viale Amendola un autobus interurbano che stava raggiungendo il capolinea per prendere servizio sulla linea 8, e che in quel momento non aveva fortunatamente passeggeri a bordo, come ha specificato la stessa azienda, ha preso improvvisamente fuoco, restando in mezzo alla strada, avvolto dalle fiamme, mentre le auto transitavano nelle vicinanze. Sul posto si sono immediatamente precipitati i vigili del fuoco, che sono riusciti a domare un rogo di dimensioni tali da distruggere completamente il mezzo.
«L’autista, accortosi che dal vano motore stava uscendo del fumo, ha arrestato la marcia ed ha – spiega Seta – provato a spegnere le fiamme con l’estintore di bordo, purtroppo senza esito. Il conducente ha quindi allertato la sala operativa di Seta che ha immediatamente richiesto l’intervento dei vigili del fuoco i quali, giunti sul posto in pochi minuti, hanno definitivamente domato l’incendio. L’autobus, un Solaris modello Urbino (matricola aziendale 265, immatricolato a dicembre 2007, categoria Euro 5), è andato pressochè completamente distrutto. Dal momento dell’immatricolazione il mezzo era sempre stato regolarmente sottoposto al programma di manutenzione ordinaria prevista per questo modello, ivi comprese le obbligatorie revisioni annuali. Seta effettuerà le opportune indagini interne e le verifiche tecniche necessarie ad individuare le cause dell’incendio».
L’episodio è finito subito all’attenzione della politica, dove il dito è puntato sul fatto che lo stesso problema palesatosi su più mezzi durante la presidenza di Vanni Bulgarelli sembra riproporsi ora che la guida è passata nelle mani di Andrea Cattabriga. «Pensavamo che le spaventose immagini di bus Seta incendiati in città, perché non sufficientemente controllati o perché vetusti, fossero definitivamente archiviate insieme alla gestione Vanni Bulgarelli. Purtroppo non è così», commenta il capogruppo di Forza Italia in Regione e in Comune di Andrea Galli. «L’amministrazione comunale, che tanto decanta l’uso del mezzo pubblico per abbattere l’inquinamento, non può permettersi il ripetersi di episodi che ovviamente scoraggiano i modenesi dall’utilizzare i mezzi Seta. Ne va della reputazione dell’intera città».
Per Luca Rossi, responsabile Trasporto della Lega Nord, «l’autobus in fiamme su viale Amendola è il simbolo più evidente del processo di decadimento che affligge questa città. Purtroppo non è il primo, il bacino modenese di Seta vanta un mini-record di vetture andate a fuoco durante il servizio. Ora, a prescindere dalla causa tecnica scatenante l’incendio, è necessario ribadire che – conclude il leghista – un’azienda economicamente e/o finanziariamente sana, non è necessariamente sinonimo di efficienza e produttività».
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INSERITO DA MORENA MOTTA Vimercate, allarme e telecamere nell'ospedale dopo il blitz dello youtuber
„Un nuovo impianto di allarme e nuove telecamere, oltre a nuovi cartelli che segnala come l'area sia "proprietà privata" e che l’accesso è interdetto ai soggetti non autorizzati. Sono le nuove misure di sicurezza per l'ex ospedale di Vimercate dopo l'incursione del videomaker Jonny Polotto nel nosocomio abbandonato al centro della città.
Nei giorni scorsi il direttore generale della struttura Nunzio Del Sorbo ha fatto un sopralluogo nell’area del "vecchio ospedale". Dall'ufficio stampa fanno sapere che "apparecchi elettromedicali e arredi sono obsoleti, non funzionanti e non ricollocabili in ambiti sanitari". Non solo: "Una risonanza magnetica, disinstallata e dismessa nel 2014, a giorni sarà rimossa dalla ditta proprietaria (l’Asst non ne è titolare) e trasferita definitivamente altrove".
Il direttore generale ha disposto di dare più evidenza alla segnaletica che avverte come l’area sia "proprietà privata" e che l’accesso è interdetto ai soggetti non autorizzati: "ogni trasgressore – recita la cartellonistica – sarà denunciato per violazione di domicilio". Del Sorbo ha raccomandato, inoltre, una messa in sicurezza maggiore degli accessi all’area e deciso una più articolata attività di controllo estendendo l’impianto e il sistema di allarme, installando e attivando apparecchiature di videosorveglianza, intensificando i sopralluoghi dei tecnici per verificare lo stato di sicurezza degli edifici che insistono sull’area, incrementando la collaborazione con le forze dell’ordine locali.
Nel corso della visita, è stato confermato , infine, l’impegno per accelerare il percorso che dovrà portare al recupero e alla riqualificazione dell’area del vecchio ospedale, concludendo , intanto, la progettazione avviata già da tempo che prevede, fra l’altro, la collocazione qui di nuove attività socio sanitarie dell’Asst.
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INSERITO DA MORENA MOTTA za, muoiono al San Gerardo e donano gli organi: salvano sette persone
„Un tragico destino per loro, morti a poche ore l'uno dall'altro. Ma nello stesso tempo la disponibilità infinita delle loro famiglie, messe a dura prova in un momento di dolore assoluto, ha permesso di salvare sette persone. È successo nella giornata di giovedì 31 gennaio all'ospedale San Gerardo. "L’eccezionalità — spiegano dal nosocomio — è stata data dalla concomitanza di un donatore di organi e tessuti a cuore fermo, la cui morte è stata accertata in Pronto Soccorso poco dopo le 9 del mattino secondo criteri cardiologici e di una donna, per la quale è stata accertata la morte encefalica nel corso della giornata in seguito ad una grave emorragia cerebrale".
I medici hanno spiantato sette organi: quattro polmoni, un cuore, un fegato, due reni e un pancreas che hanno ridato vita e speranza ad altrettante persone. Non solo: sono state espiantati anche i tessuti (cornee, cute, tessuto muscolo scheletrico e valvole), ora a disposizione delle Banche dei Tessuti di riferimento della regione Lombardia per soddisfare la grande richiesta sanitaria.
La donazione di organi e tessuti in seguito ad accertamento di morte encefalica (secondo cioè criteri neurologici) è ormai parte integrante della pratica clinica nel presidio monzese della Asst di Monza, sebbene il processo di donazione impegni attivamente numerose professionalità: medici e infermieri del reparto di Terapia Intensiva Neurochirurgica in prima linea, vari consulenti medici che si alternano per la valutazione di idoneità del potenziale donatore (neurologi, anatomo-patologi, chirurghi, dermatologi, cardiologi e infermieri dell’emodinamica, radiologi e tecnici di radiologia, pneumologi, medici e infermieri dei laboratori analisi) che viene in ultimo affidato alle équipe dei prelevatori provenienti dai diversi centri trapianto e dalle Banche dei tessuti cui gli organi vengono destinati in seguito al lavoro del Centro Regionale Trapianti. Qui, un anestesista di sala operatoria e una intera équipe infermieristica assegnata alle urgenze cliniche viene messa a disposizione del prelievo multiorgano.
"Ma la vera eccezionalità dell’evento è da ricercare nell’altra donazione portata a termine nello stesso giorno: il prelievo bipolmonare e multi-tessuto in un uomo deceduto in seguito ad arresto cardiaco in Pronto Soccorso — precisano dalla struttura sanitaria —. Al termine delle manovre rianimatorie durate oltre un’ora senza che però avessero esito positivo, già nel Pronto Soccorso del nosocomio sono state iniziate, in seguito alla non opposizione dei familiari presenti, le procedure che hanno portato al prelievo di due polmoni a distanza di due ore dal decesso dell’uomo".
Ancora una volta, diverse professionalità, tra cui un medico della Terapia Intensiva Neurochirurgica, il medico rianimatore in forza al servizio di guardia attiva rianimatoria dell’ospedale, il personale medico e infermieristico del Pronto Soccorso e delle sale operatorie (la cui attività diurna elettiva ha lasciato spazio a questo prelievo, con largo spirito di adattamento), il direttore del servizio trasfusionale e i suoi tecnici, il personale dei laboratori di microbiologia e biochimica clinica hanno permesso questo prelievo che potremmo definire eccezionale perché non se ne eseguono molti in Lombardia e in Italia in generale, ma per i quali l’Ospedale San Gerardo si è fatto sin dal 2014 promotore pioniere di questo progetto sfidante.
Collante di tutte queste attività è stato il personale del coordinamento locale dei prelievi di organi e tessuti. Ora, tutto il personale coinvolto negli sforzi di quel giorno, rimane in attesa degli esiti a distanza dei diversi trapianti, che a distanza di 48 ore stanno comunque dando risultati promettenti.
"Ancora una volta – sottolinea il Direttore Generale della ASST di Monza - la dedizione, il lavoro di squadra, la determinazione, ma soprattutto il cuore delle donne e degli uomini di questo ospedale hanno dimostrato l’eccellenza del San Gerardo di Monza nell’ambito della donazione di organi e tessuti, sempre pronti a trasformare in realtà richieste ed esigenze dei donatori e delle loro famiglie in risposta alla domanda sanitaria delle numerose persone in attesa di un trapianto. Al di là della normale pratica clinica, al di là dei numerosi ostacoli che ogni singolo processo di donazione di organi e tessuti porta con sé, senza dimenticare la grande umanità e sensibilità dei parenti".
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INSERITO DA MORENA MOTTA Nell’ambito dell’attività d’istituto a tutela dei consumatori, i Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno hanno scoperto e sottoposto a sequestro, nella zona industriale del capoluogo, la cisterna interrata di un distributore stradale, dopo avervi trovato oltre 34.000 litri di gasolio “allungato” con acqua.
Le Fiamme Gialle della 1ª Compagnia di Salerno, impegnate in attività di controllo nel settore degli oli minerali, nei pressi di una c.d. “pompa bianca” hanno notato alcune autovetture in avaria, che stavano per essere prelevate dal carro attrezzi. Insospettiti dalla inusuale circostanza, i militari hanno chiesto informazioni ai conducenti, i quali hanno tutti riferito di essere rimasti in panne subito dopo aver effettuato il rifornimento di gasolio presso lo stesso distributore. Raggiunta la stazione di servizio, i Finanzieri hanno individuato il serbatoio da cui proveniva il prodotto “incriminato” e, utilizzando uno speciale prodotto che, in maniera speditiva, consente di rilevare la presenza di acqua, ne hanno constatato una percentuale eccessiva negli oltre 34 mila litri di gasolio.
I militari della Guardia di Finanza hanno perciò provveduto al sequestro della cisterna e del carburante miscelato, mentre il gestore dell’impianto è stato denunciato a piede libero alla competente Autorità Giudiziaria, per il reato di frode in commercio. Alcuni campioni del gasolio sequestrato saranno adesso inviati al laboratorio dell’Agenzia delle Dogane, per essere sottoposti a più approfondite analisi, non potendosi escludere ulteriori adulterazioni.
Non mancano, in provincia, segnalazioni di situazioni analoghe al “117”, il numero di pubblica utilità della Guardia di Finanza, da parte di automobilisti che, subito dopo aver effettuato il rifornimento di carburante, si ritrovano con l’autovettura in panne.