SALERNO E PROVINCIA NEWS Violenze sui minori nel Salernitano, oltre mille casi restano nell’ombra Gli esperti: «Il 70% dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni denunciano il disagio»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO - Il 70 per cento dei bambini tra gli 11 e i 14 anni denunciano un disagio emotivo e oltre mille i casi di violenza silente. Sono questi i numeri emersi ieri, durante la prima giornata del workshop sulla criminologia minorile organizzata dall’assessore Gaetana Falcone con delega alle pari opportunità del Comune di Salerno e dall’associazione Forum Lex professionisti in rete contro la violenza di genere. Una due giorni dedicata all’approfondimento di tematiche sociali e alla presentazione della seconda edizione del progetto “Donna e giustizia”, corso di specializzazione “Esperto in tecniche di indagini e procedure di intervento nei casi di violenza domestica stalking – femminicidio – bullismo – baby gang” il cui direttore didattico e scientifico è la criminologa Iolanda Ippolito. «In due mesi abbiamo visto 500 alunni di scuole medie di tutta la Campania, tra gli 11 e i 14 anni, di vari ambienti sociali. Attraverso la “the dream box” e il confronto, il 70% ha dichiarato di aver un disagio emotivo e il restante ha già comportamenti devianti tra cui il diffuso vamping – spiega la Ippolito – Questi ragazzi sono senza un supporto educativo, non hanno figure funzionali più grandi di riferimento. Il nostro scopo è creare un nuovo modello imitativo con professionisti specializzati e creare rete tra ragazzi scuola e famiglia».
La criminologa rivela anche un altro dato preoccupante, su un campione di 80 giovani tra gli 11 e i 14 anni, 35 sono aduso a utilizzare chat con sconosciuti tutta la notte: «Quando gli abbiamo chiesto perché, ci hanno risposto che lo facevano per paura o ansia. Esiste una dipendenza da chat su cellulare o Pc per riempire un vuoto, dove non c’è spazio nemmeno per l’amicizia vis-a-vi». E alla domanda sullo specificare quest’ansia e questa paura i giovani hanno associato la risposta “tutti i giorni”. «Molti di questi ragazzi hanno detto di aver paura del padre, di andare a casa, di essere picchiati, e 66% di questi vede la figura affettiva solo nei nonni, visto che i genitori non prestano attenzione». La necessità è sempre più quella di fare rete sul territorio per affrontare anche i casi delicati come ha ribadito l’assessore Falcone.
La violenza silente, spesso incompresa, è un tipo di violenza su minori perpetrata in ambito familiare o dalle persone vicine. Si manifesta ad esempio con un commento (ad esempio sul seno in formazione di una bambina), con continui sguardi, allusioni a contenuti erotici e sessuali. Può ingenerarsi pure nel portare un bambino a magiare in maniera eccessiva o a togliergli i giochi o punirlo eccessivamente o alla minaccia di un genitore di suicidarsi. Vengono spesso fatti passare per incomprensione del bambino che viene tacciato di non aver capito andando in ulteriore confusione. «Si tratta di oltre mille casi in provincia di Salerno – ha affermato lo psicoterapeuta Alessandro Raggi – di gran lunga di più delle violenze esplicite. Si tratta di un fenomeno trasversale, legato a problema psicologico dell’adulto, a prescindere dal ceto sociale o dal grado culturale. Non configurano un reato, sono difficili da diagnosticare e da portare in tribunale ma a volte sono l’inizio o la base di una violenza più esplicita ma nella maggior parte dei casi si limita ad essere una violenza silente a vita».
Salvatore De Napoli LA CITTA DI SALERNO
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