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Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it
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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Grosseto, giocano a calcio con una tartaruga al posto del pallone: choc al parco

5 Febbraio 2019, 08:36am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Grosseto, giocano a calcio con una tartaruga al posto del pallone: choc al parco
 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una storia che ha dell'incredibile, quella accaduta ieri a Grosseto e che ha visto coinvolti un gruppetto di giovanissimi.  Urla e schiamazzi, rincorse. Sembrava giocassero a calcio. Nessuno, però, avrebbe potuto immaginare che quello strano pallone, potesse essere una tartaruga. Per quanto assurdo possa sembrare, qualcuno di loro aveva trovato il piccolo rettile e, in un attimo, era cominciato un gioco folle, crudele.
 

 


Calci, tanti calci, hanno ferito il povero animale che sarebbe potuto morire di lì a poco, se non fosse intervenuto un addetto alla pulizia del verde che, resosi conto di ciò che stava accadendo, è riuscito a raccogliere la piccola tartaruga, ormai malconcia. Guscio rotto e perdita di sangue, sono le conseguenze accertate dal veterinario intervenuto sul posto, dopo l'allerta inviato all'associazione Sos animali Onlus.

Così, in attesa che venga trasferita presso il centro di recupero animali selvatici di Semproniano, la speranza che "il pallone" possa riuscire a cavarsela, aumentano. Nel frattempo, il giardiniere e l'associazione stanno valutando se denunciare il fatto alle autorità competenti. Che la lezione sia servita?

di Remo Sabatini LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Neonato rapito da una finta dottoressa, la donna scarcerata dopo 24 ore

5 Febbraio 2019, 08:23am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Neonato rapito da una finta dottoressa, la donna scarcerata dopo 24 ore

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Si era finta una pediatra e, col pretesto di dover sottoporre un neonato ad alcune analisi, lo aveva rapito dalle braccia dei genitori. Una donna di 47 anni, identificata e arrestata dalla polizia dopo il fatto, è stata scarcerata 24 ore dopo e la decisione sta facendo molto discutere in Spagna.



Come vi aveva già raccontato Leggo, la 47enne, residente nei pressi di Guadalajara, aveva perso un figlio che aveva pochi mesi di vita ed era entrata in una forte depressione. Dopo essersi introdotta nell'ospedale, si era finta una dottoressa ed era fuggita col bimbo. I genitori avevano subito allertato i medici e la polizia si era messa sulle sue tracce, riuscendo a presentarsi a casa della donna poche ore dopo il rapimento.

Come riporta 20minutos.es, la notizia della scarcerazione della donna, accusata di rapimento di minore e usurpazione di funzioni pubbliche, sta facendo discutere. Ad ogni modo, la donna si trova ora in regime di libertà provvisoria. A disporlo sono stati alcuni giudici che l'hanno ascoltata in aula, ma che hanno deciso per altre misure cautelari: la donna, infatti, non potrà uscire dai confini della provincia di Guadalajara e le è stato imposto il divieto di avvicinamento all'ospedale, oltre all'obbligo di firma settimanale.

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS APPELLO A TUTTI I CONCORDIESI

5 Febbraio 2019, 08:15am

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS APPELLO A TUTTI I CONCORDIESI

DI MICHELE PAPPACODA DIRETTORE Matteo Bergamini ci segnala Appello per i concordiesi per caso conoscete i nipoti di questo Antonio Calzolari o addirittura l'Antonio Calzolari stesso. Navigando su un sito francese mi e capitata sott'occhio questa gavetta di un soldato italiano di Concordia trovata sulle alpi. Stanno cercando di contattare la famiglia da un anno ma il Comune non risponde (ovviamente).

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Reddito di cittadinanza: analisi del testo definitivo e agevolazioni

4 Febbraio 2019, 13:58pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Reddito di cittadinanza: analisi del testo definitivo e agevolazioni

INSERITO DA MORENA MOTTA Abbiamo analizzato qualche giorno fa il testo discusso dal Consiglio dei Ministri in materia di Reddito di cittadinanza (Rdc) e Quota 100, andando a vedere nel dettaglio tutti i casi in cui sono previste agevolazioni o variazioni della norma per i disabili o loro familiari. Ora che il Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2019 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, possiamo prendere in esame il testo definitivo per vedere se è cambiato qualcosa e anche che cosa.

Punto 3) della lettera b) comma 1 dell’Art. 2 “Beneficiari” - Resta invariato quanto inserito nella bozza: per un nucleo familiare di due persone in cui è presente un disabile, la soglia di patrimonio mobile (attestata dall’ISEE) sulla base della quale è stabilito il Reddito di cittadinanza viene aumentata da 6.000 a 11.000 euro. Il tetto aumenta poi di 5.000 euro per ogni ulteriore componente portatore di handicap.
Come già segnalato - particolare che ha scatenato l’ira delle maggiori associazioni di settore - il limite grosso di questo calcolo è che nel computo complessivo dell’ISEE rientra anche la pensione d’invalidità percepita dal disabile.

Punto 1) della lettera c) comma 1 dell’Art. 2 “Beneficiari” - “[…] esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità ai sensi della disciplina vigente”. La frase specifica dedicata alla variazione normativa dedicata ai disabili è stata leggermente modificata, crediamo al fine di renderla più chiara. L’espressione “fatti salvi” è stata infatti sostituita da “esclusi”, a conferma del fatto che non sono soggetti alle limitazioni di accesso al Reddito veicoli e motoveicoli che siano stati acquistati secondo quanto prescritto dalla legge in materia di agevolazioni per i disabili nel settore auto.

NOVITÀ - Comma 2 dell’Art. 2 “Beneficiari” - “I casi di accesso alla misura di cui al comma 1 possono essere integrati, in ipotesi di eccedenza di risorse disponibili, con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sulla base di indicatori di disagio  socioeconomico che riflettono le caratteristiche di multidimensionalità della povertà e tengono conto, oltre che della situazione economica, anche delle condizioni di esclusione sociale, di disabilità, di deprivazione socio-sanitaria, educativa e abitativa. Possono prevedersi anche misure non monetarie ad integrazione del Rdc, quali misure agevolative per l’utilizzo di trasporti pubblici, di sostegno alla casa, all’istruzione e alla tutela della salute”. Il testo del comma, parecchi rimaneggiato rispetto alla bozza, sembra voler introdurre un’ipotesi di integrazione, in caso di disponibilità dei fondi, del Rdc per determinate categorie di cittadini. Tra queste figurano anche i disabili. Nessuna certezza, in ogni caso, solo un’apertura.

Comma 2 dell’Art. 4 “Patto per il Lavoro e Patto per l’Inclusione Sociale” - Il testo è invariato, viene confermata quindi, ai sensi della Legge 68 del 12 marzo 1999, l’esenzione per i disabili dalla sottoscrizione del cosiddetto “Patto per il lavoro”, sempre “fatta salva ogni iniziativa di collocamento mirato e i conseguenti obblighi ai sensi della medesima disciplina”.

Comma 3 dell’Art. 4 “Patto per il Lavoro e Patto per l’Inclusione Sociale” - “Possono altresì essere esonerati dagli obblighi connessi alla fruizione del Rdc, i componenti con carichi di cura, valutati con riferimento alla presenza di soggetti minori di tre anni di età ovvero di componenti il nucleo familiare con disabilità grave o non autosufficienza, come definiti a fini ISEE. Al fine di assicurare omogeneità di trattamento, sono definiti, con accordo in sede di Conferenza Unificata, principi e criteri generali da adottarsi da parte dei servizi competenti in sede di valutazione degli esoneri di cui al presente comma. I componenti con i predetti carichi di cura sono comunque esclusi dagli obblighi di cui al comma 15”. Il testo del comma, oltre a confermare l’esenzione degli obblighi di cui al comma 1 dello stesso articolo i genitori di figli sotto i 3 anni che necessitano di cure particolari o coloro che hanno a carico un familiare disabile grave o con riconosciuta non autosufficienza, è stato integrato con una parte di testo che esonera queste categorie anche da quanto previsto dal comma 15 del medesimo articolo. Ciò che il beneficiario in questo caso non è tenuto a fare è “[…] offrire nell’ambito del Patto per il lavoro e del Patto per l’inclusione sociale la propria disponibilità per la partecipazione a progetti a titolarità dei comuni, utili alla collettività, in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, da svolgere presso il medesimo comune di residenza, mettendo a disposizione un numero di ore compatibile con le altre attività del beneficiario e comunque non superiore al numero di otto ore settimanali”.

Lettera d) comma 9 dell’Art. 4 “Patto per il Lavoro e Patto per l’Inclusione Sociale” - “esclusivamente nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti con disabilità, come definita a fini ISEE, non operano le previsioni di cui alla lettera c) e in deroga alle previsioni di cui alle lettere a) e b), con esclusivo riferimento alla terza offerta, indipendentemente dal periodo di fruizione del beneficio, l’offerta è congrua se non eccede la distanza di duecentocinquanta chilometri dalla residenza del beneficiario”.
NOVITÀ - Comma 10 dell’Art. 4 “Patto per il Lavoro e Patto per l’Inclusione Sociale” - Nel caso in cui sia accettata una offerta collocata oltre duecentocinquanta chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario, il medesimo continua a percepire il beneficio economico del Rdc, a titolo di compensazione per le spese di trasferimento sostenute, per i successivi tre mesi dall’inizio del nuovo impiego, incrementati a dodici mesi nel caso siano presenti componenti di minore età ovvero componenti con disabilità, come definita a fini ISEE”.

Sono state in questo caso riviste e riorganizzate le informazioni contenute in precedenza nella lettera b) comma 9 dell’Art 4. Nei primi dodici mesi di fruizione del Rdc, è ritenuta congrua una prima offerta di lavoro entro i 100 km dall’abitazione una seconda offerta entro i 250 km dall’abitazione e una terza offerta ovunque sul territorio nazionale. Nel caso in cui nel nucleo familiare sia presente un componente con disabilità il beneficiario del Reddito è escluso dal terzo caso ma è vincolato, indipendentemente dal periodo di fruizione, all’accettazione di qualsiasi offerta nel raggio di 250 km.
Nel caso sia accettata una proposta di lavoro oltre questo raggio il beneficiario con figlio minorenne o familiare disabile a carico ha diritto, a titolo compensativo, a continuare a percepire il Reddito di cittadinanza per i primi 12 mesi dall’inizio del nuovo lavoro (3 mesi per tutti gli altri beneficiari).

Comma 11 dell’Art. 7 “Cause di decadenza e sanzioni” - “In tutti i casi diversi da quelli di cui al comma 3, il Rdc può essere richiesto dal richiedente ovvero da altro componente il nucleo familiare solo decorsi diciotto mesi dalla data del provvedimento di revoca o di decadenza, ovvero, nel caso facciano parte del nucleo familiare componenti minorenni o con disabilità, come definita a fini ISEE, decorsi sei mesi dalla medesima data”. In questo caso è cambiato il numero del comma ed è stato modificato il testo ma la sostanza rimane invariata: una volta terminato il periodo di recepimento del Reddito di cittadinanza, lo stesso può essere richiesto nuovamente del medesimo cittadino o da un altro componente della famiglia in cui è presente il disabile dopo sei 6 mesi dalla scadenza (a differenza dei 18 mesi standard).

PER APPROFONDIRE: Testo completo del Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2019

FONTE DISABILI.COM

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VELASCA VIMERCATE NEWS A Vimercate parte il servizio di “bus a chiamata”: dopo la revisione dei trasporti in città

4 Febbraio 2019, 13:53pm

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(Foto by Stefano Bartesaghi)

(Foto by Stefano Bartesaghi)

INSERITO DA MORENA MOTTA Parte lunedì 4 febbraio il servizio di “bus a chiamata” per l’intera città di Vimercate, anche se in particolare è pensato per migliorare i collegamenti di Velasca. Ma il nome del nuovo servizio non rende esattamente l’idea di cosa entrerà in funzione. Perché si è fuori strada se si immagina che arrivi un pullman, dopo aver chiamato un centralino al telefono e fissato un appuntamento per essere presi e quindi seguire un tragitto prestabilito con fermate fisse.

Quello organizzato dall’amministrazione comunale è invece un servizio taxi-shuttle a tutti gli effetti, un “bus a chiamata 2.0” o, se si preferisce, un Uber collettivo, dove ad arrivare a prendere i passeggeri è un minivan Mercedes Viano a 7 posti, “chiamato” con la sua apposita app dallo smartphone, indicando sulla mappa interattiva il punto di salita e di discesa più comodi che possono essere ovunque purché nel territorio comunale in prossimità delle fermate dei bus tradizionali. Toccherà poi al sistema in dotazione all’autista mettere insieme tutte le chiamate ricevute e le fermate richieste per calcolare orari e itinerari migliori per la città che le soddisfi tutte nel modo più veloce.

La differenza con gli altri servizi di taxi-shuttle privati è che il “bus a chiamata” per Velasca rientra nel sistema del trasporto pubblico cittadino, quindi per usarlo i passeggeri pagano con il normale biglietto urbano del bus da 1,20 euro. Mentre il resto è a carico del Comune.

Con un costo che però è da taxi-shuttle e non da pullman urbano: il nuovo servizio di bus a chiamata ha un costo di esercizio di 26 euro l’ora (Iva esclusa), è attivo 8 ore al giorno dalle 9 alle 17, 5 giorni alla settimana da lunedì a venerdì, esclusi eventuali festivi infrasettimanali. Sono 1.040 euro più Iva alla settimana che Palazzo Trotti deve coprire, cui si aggiunge il costo dell’app che usa la piattaforma Shotl “on-demand shuttle” di una società di Barcellona, che è gratuita per i passeggeri che la scaricano ma non per il municipio: per 3 mesi di funzionamento in città assieme al sistema di calcolo di orari e tragitti costa 4mila euro, a cui va aggiunto il costo di 500 euro per dotare il minivan dell’equipaggiamento tecnologico di navigazione per l’autista.

Il nuovo servizio di “bus a chiamata” viene fornito da Autoservizi Zani, la società che ha già l’appalto del trasporto pubblico cittadino, e parte come una sperimentazione di 3 mesi, da lunedì al 3 maggio, per un costo iniziale di 17.520 euro più Iva.

La necessità di introdurre a Vimercate la sperimentazione di un servizio di “bus a chiamata”, un’attività prevista nel contratto d’appalto del trasporto pubblico urbano stipulato con Zani, arriva dalla riorganizzazione del servizio dei bus cittadini entrata in vigore a settembre. Una revisione che aveva portato a tagliare anche alcune linee, in particolare i collegamenti est e ovest, e aveva sollevato le lamentele soprattutto nella frazione di Velasca.

FONTE IL CITTADINO MB di Martino Agostoni

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MONZA E PROVINCIA NEWS 45enne minaccia di far saltare in aria l'appartamento insieme ai due figli

4 Febbraio 2019, 13:45pm

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MONZA E PROVINCIA NEWS 45enne minaccia di far saltare in aria l'appartamento insieme ai due figli

DI MORENA MOTTA Nella serata di ieri un 45enne ha minacciato di far saltare l’appartamento in cui su trovava con i bambini di 11 e 12 anni. L’uomo, di origini rumene, si stava separando dalla moglie; ha aperto il gas lasciando che saturasse le stanze, poi ha chiamato la donna minacciando di farsi saltare in aria. Quando i carabinieri sono intervenuti, allertati dalla moglie, l’uomo aveva in mano l’accendino. I militari dopo aver messo in sicurezza la casa e messo in salvo i due minori, hanno arrestato l’uomo.

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Chirurgia peritoneale, intervento da primato al Policlinico di Modena

4 Febbraio 2019, 13:39pm

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Chirurgia peritoneale, intervento da primato al Policlinico di Modena

INSERITO DA MORENA MOTTA E' stato eseguito al Policlinico di Modena il primo intervento di chirurgia peritoneale in Italia - il 5^ documentato al mondo - su un paziente pediatrico: si tratta di una quattordicenne operata per rimuovere le metastasi di un tumore colon-rettale. Dopo un anno dall'intervento le condizioni della ragazza - italiana, residente in un'altra regione - sono buone: ha potuto riprendere una vita normale ed è attualmente libera dalla malattia. L'equipe di Chirurgia Generale d'Urgenza e Oncologica del Policlinico, diretta dalla prof.ssa Roberta Gelmini, insieme a quella di Chirurgia Pediatrica, diretta da dottor Pier Luca Ceccarelli hanno svolto l'intervento di cito-riduzione chirurgica associata a chemio-ipertermia intraperitoneale (HIPEC).

Sono cinque, informa il Policlinico Modenese, i casi documentati in letteratura di cito-riduzione chirurgici intraperitoneali svolti su pazienti di età inferiore ai 18 anni per malattia peritoneale da neoplasia del colon. La paziente era giunta a Modena nel 2016, seguita dall'Oncoematologia Pediatrica del Policlinico, diretta dal prof. Lorenzo Iughetti, per intervento di exeresi radicale di un carcinoma del colon destroseguito da cicli di chemioterapia con remissione della patologia.

A distanza di un anno dall'intervento, la ragazza aveva presentato una recidiva della neoplasia localizzata ad entrambe le ovaie con estensione anche al peritoneo.

"Su un paziente pediatrico- spiega il dottor Pier Luca Ceccarelli- questo tipo di intervento è decisamente eccezionale, sia per la rarità delle indicazioni (le casistiche internazionali pubblicate lo dimostrano chiaramente), sia perchè questa, come altre metodiche, ad oggi non fa parte del classico bagaglio tecnico-professionale del chirurgo pediatra: ma presso la nostra Azienda, ormai da alcuni anni, si è consolidata un'importante collaborazione con l'equipe della Chirurgia generale, determinando - conclude il medico - una forte sinergia assistenziale su particolari casi pediatrici, che permette il raggiungimento di risultati come questo".

FONTE GAZZETTA DI MODENA

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Ravello: vecchia macera minaccia crollo, precauzioni a Sambuco

4 Febbraio 2019, 13:30pm

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foto dal sito Il Vescovado di Ravello
foto dal sito Il Vescovado di Ravello

foto dal sito Il Vescovado di Ravello

INSERITO DA MORENA MOTTA Dopo Tramonti è con tutta probabilità Ravello il paese della Costiera Amalfitana maggiorente colpito dalle piogge intense dei giorni scorsi. In seguito ai cedimenti dei muri di contenimento di Via della Repubblica e Via Boccaccio, con gli smottamenti che hanno sepolto due auto in sosta, a cui si aggiunge il distacco dei grossi massi sulla Provinciale 1, ieri sono stati operati due interventi preventivi.

Il primo sulla strada provinciale al bivio per Scala per uno squarcio al marciapiede (nelle foto) segno di un cedimento, l'altro all'antica chiesetta di Sambuco dove preoccupano le condizioni della vecchia macera sottostante che si mostra instabile con vistose spaccature. In via precauzionale sono stati installati newjersey sulla strada sottostante a garanzia dell'incolumità degli automobilisti in caso di improvviso cedimento.

FONTE IL VESCOVADO DI RAVELLO https://www.ilvescovado.it/it/sezioni-25/cronaca-1/ravello-vecchia-macera-minaccia-crollo-precauzio-76062/article

 

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Consiglio Provinciale di Salerno: ecco tutti gli eletti

4 Febbraio 2019, 13:25pm

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Consiglio Provinciale di Salerno: ecco tutti gli eletti

INSERITO DA MORENA MOTTA Si sono tenute ieri le consultazioni per le elezioni del Consiglio Provinciale di Salerno, che affiancherà nel lavoro il presidente Michele Strianese. Il Pd fa incetta di eletti.

Il Pd fa il pieno di eletti al Consiglio Provinciale di Salerno

Qui di seguito l’elenco dei candidati eletti al Consiglio Provinciale di Salerno, nel corso delle votazioni in programma ieri.

 
  • Partito Democratico (6 seggi) – Luca Cerretani, Paky Memoli, Antonio Rescigno, Roberto Robustelli, Carmelo Stanziola, Vincenzo Servalli
  • Campania Libera (2 seggi) – Fausto De Nicola, Antonio Sagarese
  • Partito Socialista (1 seggio) – Giovanni Guzzo
  • La Provincia di Tutti (1 seggio) – Dante Santoro
  • Centristi (2 seggi) – Felice Santoro, Fausto Vecchio
  • Forza Italia (2 seggi) – Roberto Celano, Giuseppe Ruberto
  • Lega (1 seggio) – Ernesto Sica
  • Fratelli d’Italia (1 Seggio) – Clelia Ferrara

FONTE L'OCCHIO DI SALERNO

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CILENTO NEWS Nuova Provincia per Cilento e Diano, prosegue l’iter dei 5 Stelle

4 Febbraio 2019, 13:20pm

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CILENTO NEWS Nuova Provincia per Cilento e Diano, prosegue l’iter dei 5 Stelle

INSERITO DA MORENA MOTTA Si è tenuto un incontro tra attivisti 5 Stelle di Sapri, Agropoli e Sala Consilina, per avviare l’iter per una nuova provincia. Di seguito la nota in cui spiegano i motivi della proposta.

La proposta di creare unidentità geografica ed economica del territorio del Cilento e del Vallo di Diano rappresenta, non solo una giusta rivendicazione da oltre settantanni degli abitanti, ma anche una priorità politica di sviluppo locale dellarea. Gli ultimi decenni hanno dimostrato che i vecchi interventi di programmazione sono stati incapaci di rispondere alle necessità del territorio, fattosi sempre più complessi ed articolati, anche nei cambiamenti delle istituzioni pubbliche, al decentramento d’importanti funzioni.

Il progetto di realizzare un sistema locale economicamente e geograficamente omogeneo, promosso dal basso, ha l’obiettivo di affermarsi come un’idea alternativa ed innovativa di territorializzazione della strategia di sviluppo, facendo convergere in un unico strumento, in grado di riconnettere le politiche intercomunali all’interno di strategie di sviluppo più ampie delle diverse esperienze di programmazione locale precedenti.

Un nuovo organismo territoriale capace di essere reale strumento di raccordo tra le diverse istituzioni di sviluppo locale esistenti sullo stesso territorio capace di fare sintesi dei programmi e di operare per la loro realizzazione sottoponendone i risultati ai cittadini. Questo perché, gli enti locali, ed in particolar modo i comuni, a differenza che in passato rivestono oggi un ruolo centrale rispetto alle problematiche di sviluppo. Essi dispongono delle leve fondamentali per la crescita economica e sociale di un sistema locale, hanno la possibilità di prendere le decisioni che riguardano il territorio e il suo utilizzo, ridefinendo le problematiche di sviluppo in funzione delle istanze sociali e costruendo il consenso necessario intorno ai processi di pianificazione, trasformazione e gestione delle aree che li riguardano.

La valorizzazione del territorio e la ricerca del suo corretto sviluppo rappresentano quindi temi centrali sui cui la politica locale è chiamata ad interrogarsi e su cui dovrebbe focalizzare la propria azione. Per attivare il circolo virtuoso dello sviluppo economico di un territorio, gli enti locali dovrebbero assumere il ruolo di snodo centrale per la raccolta delle istanze sociali e per la programmazione e di soggetto trainante nei rapporti con le imprese, le banche e gli attori istituzionali. Pertanto, il compito delle classe politica locale è quello di operare affinché gli enti territoriali divengano sempre più “forti” e “autorevoli”, capaci di fare le scelte che gli competono nell’interesse pubblico, valorizzando l’autogoverno e la concertazione ed interfacciandosi costruttivamente con gli altri attori dello sviluppo locale. Ridisegnare il ruolo e le funzioni degli enti locali in termini di soggetti regolatori del sistema economico locale e, nel contempo, perseguire politiche di programmazione capaci di creare sviluppo, in un quadro politico-istituzionale frammentato e asettico come il nostro, non è privo di difficoltà e di costi di natura politica.

Tali politiche, infatti, passano per il definitivo abbandono di quella cultura regionale ed interventista che anima ancora gran parte delle classi dirigenti, per l’adozione di metodi moderni di analisi delle priorità di sviluppo, per una diffusa rappresentanza e partecipazione, per la promozione del merito e della competenza e soprattutto, per l’effettiva volontà politica di definire in un tavolo comune le strategie di sviluppo locale rimettendo ad esso poteri e prerogative di governo.

Si tratta di condizioni necessarie e non negoziabili per assicurare la crescita e lo sviluppo economico del territorio di Vallo di Diano e del Cilento. Condizioni che richiedono anche una classe politica illuminata, responsabile e capace di porre al centro del sistema locale la concorrenza e la ricerca dell’efficienza attraverso la competizione e, dall’altro, di assegnare alle istituzioni locali il ruolo di arbitro, di garante, di regista del sistema e di stimolo alla concorrenza, sarà in grado di offrire ai territori condizioni durevoli di sviluppo e, ai cittadini-elettori, quel benessere spesso annunciati nei programmi elettorali e mai attuati.

Questo soprattutto in Regione Campania e in Provincia di Salerno che hanno peccato di eccessivo immobilismo, scarsa creatività e ancor più scarsa propensione al rischio dove hanno dimostrato da molto tempo a questa parte di non essere in grado di svolgere appieno i loro nuovi compiti a sostegno dell’economia territorio di Vallo di Diano e del Cilento.

Questo anche perché, lo sviluppo economico, in un contesto di governance, tende sempre più ad essere il risultato di una programmazione economica efficiente, tempestiva e coerente con le esigenze dell’area geografica di riferimento, capace di conseguire gli obiettivi strategici – politici assegnati attraverso un efficace coordinamento dei diversi interventi pubblici.

FONTE INFOCILENTO

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