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CAMPANIA NEWS Napoli, dottoressa aggredita al San Giovanni Bosco: rotto il setto nasale. Lei: "Sono schifata ma non ho paura"

24 Agosto 2019, 07:28am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Il chirurgo ha riportato la frattura ed ecchimosi: "Voglio tornare presto - dice Adelina Laprovitera - siamo in pochi e lavoriamo al limite". Il commissario Ciro Verdoliva: "L'Asl è e sarà al fianco della dottoressa, ci costituiremo parte civile assicurando, tra l'altro, il supporto legale alla nostra dipendente". Solidarietà dal presidente della Regione

Napoli, dottoressa aggredita al San Giovanni Bosco: rotto il setto nasale. Lei: "Sono schifata ma non ho paura"

Grave aggressione a una dottoressa a Napoli. E' avvenuta stanotte al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni Bosco, dove il medico stava svolgendo una consulenza chirurgica, quando è stata aggredita e percossa, riportando un trauma facciale e la rottura del naso, con una prognosi di 30 giorni. "Sono schifata ma, come ho detto a mia madre che mi ha chiamato dalla Calabria, non ho paura e spero di tornare presto a riempire la mia casella nei turni del pronto soccorso, perché siamo in pochi e lavoriamo al limite". Parla Adelina Laprovitera, il medico aggredito nella notte tra martedì e mercoledì dalla madre di un paziente che l'ha colpita al volto parla all'Ansa.

La dottoressa aveva invitato le parenti del paziente che stava visitando ad attendere fuori dalla stanza. Da qui la discussione e la violenza. Solidarietà dal direttore generale dell'Asl Napoli 1 Centro Ciro VerdolivaL "La Asl - ha annunciato - è e sarà al fianco della dottoressa, ci costituiremo parte civile assicurando, tra l'altro, il supporto legale alla nostra dipendente. Tolleranza zero, chi ha sbagliato si aspetti conseguenze molto serie. L'aggressione di questa notte è un gesto vile e indegno. Ho sentito la dottoressa e le ho personalmente garantito che l'azienda è e sarà al suo fianco anche in tribunale. Niente può giustificare quanto accaduto, un fatto che al di là del trauma fisico ed emotivo cagionato, mette a rischio l'assistenza. Chi ha aggredito la dottoressa ha aggredito ciascun medico, ciascuna infermiera e operatore dell'Asl Napoli 1 Centro, ma soprattutto ha tolto ad altri pazienti il diritto di essere assistiti".

 Ad aggredirla sarebbero state alcune donne che si erano introdotte nel pronto soccorso aggirando i divieti.  La direzione generale dell'Asl ha già avviato una verifica interna volta a ricostruire quanto accaduto e a comprendere come le donne protagoniste dell'aggressione si siano introdotte - sembra addirittura "autorizzate" - in pronto soccorso aggirando i divieti tassativi introdotti proprio a garanzia degli operatori. "Se qualcuno crede ancora di poter dettare legge al San Giovanni Bosco o di poter ignorare le disposizioni dettate dalla direzione generale si sbaglia".

Solidarietà anche dal presidente della Regione Vincenzo De Luca: "Desidero esprimere la mia solidarietà e vicinanza alla dottoressa dell'ospedale San Giovanni Bosco che ha subìto la scorsa notte una vile e gravissima aggressione. Ancora un atto di violenza nei confronti di un medico che sta svolgendo con impegno e dedizione il proprio lavoro, e ancora nel pronto soccorso dell'ospedale. Solidarietà anche all'intero personale medico e sanitario che lavorano nel presidio. Ancora una volta, nel ripetersi di episodi che condanniamo e denunciamo, ricordiamo che da oltre un anno abbiamo presentato la richiesta formale, tramite la Prefettura, per l'istituzione di un posto di polizia al San Giovanni Bosco. Episodi come quello di stanotte non sono più tollerabili".

LA REPUBBLICA 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Avellino, esplosione al palazzo vescovile: almeno tre feriti

24 Agosto 2019, 07:21am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Bomba pizzeria Sorbillo, l'autore ripreso dalle telecamere di sorveglianza

Attentato davanti al palazzo Vescovile di Avellino dove uno squilibrato ha posizionato un ordigno rudimentale. La bomba artigianale era composta da tre bombolette di gas da campeggio: l'attentatore, un uomo di 43 anni, poi bloccato, ha innescato l'ordigno prima di tentare la fuga.  Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe esplosa prima una sola bombola, attirando l'attenzione di chi era presente all'interno del Vescovato, tra cui il direttore della Caritas, Carlo Mele, e una pattuglia dei vigili urbani di servizio nella zona. Poi, le altre due.  Nel tentativo di avvicinarsi al pacco, Carlo Mele, un vigile e una terza persona, sono rimasti lievemente feriti in seguito a un'altra piccola deflagrazione. Sul posto si sono portate subito le volanti della Polizia, i Vigili del Fuoco, la Municipale e la Scientifica.  Il sospettato è stato fermato poco dopo l'esplosione in una traversa nei pressi del Vescovato. Ad individuare l'uomo è stata una seconda pattuglia della Municipale. L'uomo è stato condotto presso il Comando dei Vigili per essere interrogato.

L'attentatore è un uomo disoccupato originario della provincia di Salerno, residente in Irpinia, già noto alle forze dell'ordine e frequentatore della mensa dei poveri di Avellino, diretta dalla
Caritas. Al momento dell'esplosione il vescovo, monsignor Arturo Aiello,era in sede. Si è detto «molto rammaricato» per l'episodio e si è accertato delle condizioni delle persone ferite. Sul posto gli agenti della Polizia scientifica, Vigili urbani e Vigili del Fuoco. Il sindaco, Gianluca Festa, si è recato nella Curia per manifestare solidarietà a monsignor Aiello e ai feriti.

IL RACCONTO DELL'ESPLOSIONE

«All'inizio pensavamo avessero incendiato il portone, poi abbiamo scoperto che si trattava di un
ordigno
». Carlo Mele, direttore della Caritas di Avellino, ricostruisce così gli attimi dell'esplosione nel palazzo Vescovile in cui è rimasto lievemente ferito. «Io, un agente della Polizia Municipale e un passante che stava provando a spegnere le fiamme, ne abbiamo pagato le conseguenze», racconta Mele.

Secondo la sua ricostruzione, il fatto è avvenuto mentre il Vescovo si preparava ad uscire: «Eravamo venuti a prenderlo, poi abbiamo visto le fiamme e quindi aperto mezzo portone. A quel punto c'è stata l'esplosione. Per fortuna l'altra anta del portone non si è aperta, altrimenti sarebbe potuta andare peggio».

Un episodio del genere non si era mai verificato ad Avellino e lo stesso Mele non riesce a darsi una spiegazione: «È strano anche l'orario dell'attentato, alle ore 17, quando Piazza Libertà è piena di gente. Questo mi fa pensare che abbia voluto esternare una sofferenza. Non provo risentimento verso di lui, anzi sono pronto ad incontrarlo
per ascoltare le sue ragioni
». 

Ad inchiodare l'attentatore ci sarebbero alcune testimonianze dirette oltre ai filmati delle telecamere di sorveglianza presenti davanti al Palazzo Vescovile e in piazza Libertà. Gli investigatori stanno verificando se l'uomo avesse avuto qualche contrasto con la Caritas nella frequentazione della mensa dei poveri.

LA DICHIARAZIONE DEL SINDACO

«Massima solidarietà e piena vicinanza a sua Eccellenza il Vescovo Arturo Aiello e alla Curia. Ovviamente un
augurio di pronta guarigione al direttore della Caritas, Carlo Mele. Sindaco, amministrazione e l'intera comunità sono al loro fianco. Il gesto di uno sconsiderato non deve né intimidirci né fermarci, anzi deve farci andare ancora avanti con maggiore impegno
». Lo ha dichiarato il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, che, dopo l'attentato al palazzo Vescovile, si è recato subito sul posto per seguire in prima persona la vicenda.

«Un ringraziamento va alla Polizia Municipale in particolare all'agente Pironti, rimasto ferito nel tentativo di evitare il peggio, ma voglio ringraziare anche la Mobile, il vice Questore Elio Iannuzzi, la Scientifica e i Vigili del Fuoco». Il primo cittadino, inoltre ha sottolineato anche l'importanza della collaborazione dei cittadini a cominciare da «Antonio D'Agostino, che ringrazio per il nobile gesto che ha compiuto. È stato il primo ad intervenire cercando di spegnere
le fiamme sul portone e rimanendo ferito. Molto importante è stata anche la collaborazione di altri cittadini che hanno aiutato gli agenti della Municipale ad individuare e fermare l'attentatore
»
  leggo.it

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Terremoto centro Italia: a tre anni dal sisma nulla è cambiato. «Ci sentiamo terremotati di serie B»

24 Agosto 2019, 07:16am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Le strade deserte, le curve che si insinuano su per il fianco delle colline. Poi, d’improvviso, le macerie. Chi oggi percorre la Salaria e decide di inerpicarsi verso l’interno, verso Arquata del Tronto, non potrà fare a meno di incontrare questo spettacolo prima o poi. E così appaiono le Sae, soluzioni abitative di emergenza, ora residenze per centinaia di persone che tre anni fa hanno perso la loro casa. Per chi non conosce questo territorio i vari borghi Sae, piccole periferie sparse intorno alle macerie dei paesi che furono, sembrano deserti silenziosi. Finché un gatto rosso non attraversa la strada di corsa, a testimonianza che vita c’è. E così ci si rende conto che i vari borghi sono ancora vivi. Scoraggiati, forse, ma vivi.
 

 



 

 
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La popolazione in questi luoghi si è dimezzata. In molti sarebbero voluti rimanere, altri non hanno potuto invece fare altro: «Tanti sono andati via perché non avevano altro modo, e la costruzione delle casette di emergenza ha avuto tempi abbastanza lunghi» racconta Federica Angelucci, la cui famiglia ha un ristorante a Trisungo, frazione di Arquata del Tronto. Anche la clientela del ristorante è cambiata: «Durante l’emergenza venivano in molti a mangiare qui, poi subito dopo sono cominciate ad arrivare le persone che passavano per dare una mano, magari per spendere dei soldi qui dopo il sisma. Ora la clientela sta tornando ad essere meno che prima del sisma». In una delle sale del locale, è esposta una mappa dell’Italia, con tutte le targhette delle compagnie dei Vigili del Fuoco che hanno prestato servizio in zona. «Era cominciato per gioco con i pompieri di Bologna, e poi abbiamo continuato», racconta la 27enne secondo cui, a tre anni dal sisma la situazione rimane ancora complicata. «Se prima eravamo già messi in disparte perché non eravamo di Amatrice, adesso sembra come ci stessero tutti mettendo nel dimenticatoio». E ad oggi, nonostante la determinazione nel voler far ripartire un intero territorio, c’è solo un concetto: «Quello che viene, viene».

La rassegnazione. C’è stato il tempo del dolore, della paura, della rabbia, della voglia di darsi da fare. Perfino il periodo del timore è passato sulle teste e sulle vite delle popolazioni colpite dal terremoto del centro Italia. Ora, a tre anni di distanza, una nuova sensazione passa su molti di coloro che hanno cercato di non abbandonare le loro città e i loro paesi. Una rassegnazione che forse è anche più evidente sui volti di quegli stessi terremotati che oggi si sentono terremotati di serie B: Arquata del Tronto, Pescara del Tronto e tutte le loro diverse frazioni, abbandonate e quasi messe nel dimenticatoio dall’Italia. Amatrice è la città-simbolo del sisma del 2016, anche per i suoi 239 morti, ma altre città marchigiane hanno subito più danni rispetto ai vicini laziali. E per questo in molti si sentono su un piano inferiore rispetto ai vicini. «Le luci ora si riaccenderanno per poche ore. Poi torneremo nel buio per un altro anno». Don Nazzareno Gasperi, il parroco di Arquata, non usa mezzi termini per rappresentare vividamente la situazione che i suoi parrocchiani vivono. «Quando sono arrivato qui, nel 2017, sentivo la disperazione della popolazione di Arquata: il dolore per la perdita di persone care, che si sente ancora di più nelle piccole comunità come la nostra, unita allo choc di aver perso la propria casa ha distrutto le vite e gli animi della zona», racconta. Secondo Don Nazzareno dall’anno scorso poco è cambiato: «Tutto si era fermato e tutto è ancora fermo: qui dobbiamo ancora togliere le macerie. Quando ho sollecitato, mi hanno risposto “Adesso lo faremo, che fretta c’è?”». E la conferma della percezione: «Noi non ci sentiamo terremotati di serie B, noi lo siamo: pensi che l’anno scorso è venuto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte solo all’ultimo momento, e in teoria si sarebbe dovuto fermare solo ad Accumoli e ad Amatrice». Secondo il parroco di Arquata del Tronto, proprio la cittadina laziale è riuscita ad avere un maggiore impatto mediatico e per questo «Quando si parla del sisma del centro Italia si parla del terremoto di Amatrice, e per questo loro sono più avanti di noi» nel riprendere la vita quotidiana: «Le macerie le debbono levare anche lì, e la ricostruzione è ferma così come è qui da noi, ma almeno loro hanno il polo commerciale e dei ristoranti, che attraggono un sacco di gente».

Per quanto riguarda il futuro, per tutti regna l’incertezza. Don Nazzareno fa fatica a capire come sarà il domani di Arquata: «Sicuramente ci sarà un futuro, ma ancora non si sa come saranno ricostruiti questi borghi. Io immagino una comunità compatta e allargata, pur sapendo consapevolmente che le cose qui non torneranno mai com’erano prima. Alcuni poi non torneranno più: chi ha figli in età scolare che magari si sono trasferiti ad Ascoli o sulla riviera difficilmente torneranno qui». Le necessità principali? «La casa. La tua casa: le Sae non saranno mai una vera casa. Qui c’erano tutte case grandi, con orti, aie e spazi verdi. Ci mancano i nostri spazi», sospira Don Nazzareno. Anche la concezione del futuro stesso in queste zone è cambiata: «Avendo vissuto un evento come questo- racconta Federica - sai che tutto può finire in un momento. Devi cercare di vivere al meglio la giornata, sperando che la gente torni qui».

E mentre le diverse frazioni vengono smembrate nei vari villaggi Sae, cercando di ricostruire una parvenza di vita normale accanto alla via Salaria, il segno del sisma rimane anche nei cuori e negli occhi di chi ha vissuto una vita in queste zone: «Pretare e tutte quelle zone vicino Arquata- racconta una signora anziana ad Acquasanta Terme - erano i luoghi di villeggiatura estivi. Io sono cresciuta lì, ma dopo il terremoto non sono più tornata. Troppo dolore».

LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Carlo Delle Piane è morto. L'attore aveva 83 anni. Recitò con Pupi Avati, Totò e Aldo Fabrizi

24 Agosto 2019, 07:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

È morto a Roma l'attore Carlo Delle Piane: aveva 83 anni. Recitò con Pupi Avati

Carlo Delle Piane è morto a Roma all'età di 83 anni. A dare notizia della morte dell'attore è la moglie, Anna Crispino. L'attore aveva da poco festeggiato i 70 anni di carriera, durante i quali aveva lavorato con alcuni dei più importanti registi e attori, ricordando i molteplici successi al fianco di Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Totò, De Sica e molti altri ancora, fino al fortunatissimo decennio con Pupi Avati.

Carlo Delle Piane, proprio recitando con Pupi Avati, era entrato nell'immaginario collettivo grazie al film Regalo di Natale dove interpretava l'avvocato Santelia; nel film, che racconta di una lunga partita a poker tra amici proprio la notte di Natale, recita anche Diego Abatantuono. Una straordinaria interpretazione quella di Delle Piane che gli valse anche la Coppa Volpi alla mostra del Cinema di Venezia del 1986. Fu un film che segnò una svolta per la carriera di entrambi, sia per Abatantuono che trovò una nuova carriera dopo gli esordi legati alla comicità, sia per Delle Piane che grazie a quel film fu conosciuto anche dal grandissimo pubblico. 
 


Ancora provato dall'emorragia cerebrale che lo ha colpito nel gennaio 2015 e che lo aveva portato fino al coma, aveva festeggiato con l'amorevole moglie, la cantante Anna Crispino, i 70 anni di carriera lo scorso anno alla mostra del cinema di Pesaro. 110 film all'attivo, di cui una quindicina sotto la direzione del suo grande amico Pupi Avati, Delle Piane aveva realizzato il suo primo film quando aveva solo 12 anni. «Ero alle medie al Pio XI di Roma e lì arrivarono gli assistenti del regista Duilio Coletti che cercavano tra gli alunni i ragazzi per il film Cuore. Io, che ero sempre all'ultimo banco e non andavo troppo bene a scuola, non capivo chi fossero, pensavo che stessero per interrogarmi e quasi mi nascondevo. Ma fui scelto, anche se allora sembravo un extraterrestre piccolo e con le gambe sottili sottili. Da allora mi ritrovai a lavorare con grandi artisti, ma non davo loro importanza, per me il cinema era un modo per non andare a scuola e mettermi qualche soldo in tasca», raccontava.

Un film dietro l'altro per lui, in genere commedie brillanti ed ha recitato con tutti, Sordi, Totò, Gassman, Fabrizi, diretto da De Sica, Vadim, Steno, Monicelli, Polanski e Corbucci. Ma il suo grande amico è stato Aldo Fabrizi, «uno non troppo amato dai colleghi per la sua schiettezza. Ho fatto con lui La famiglia Passaguai e poi Rugantino di Garinei e Giovannini. Mi ricordo poi che Fabrizi usava svuotare un rosetta e riempirla di rigatoni al sugo. Era fatto così». Suo attore di riferimento Buster Keaton: «Volevo essere come lui. Mi piaceva la sua asciuttezza nella recitazione, la sua maniacalità nel sottrarre». Infine per Carlo Delle Piane la terapia per tutto, anche per la sua idiosincrasia nell'essere toccato, stava nel lavoro: «Quando sono sul set faccio tutto tocco abbraccio apro le porte».

LEGGO.IT

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Costiera Amalfitana: i delfini danzano tra le onde a largo di Furore

23 Agosto 2019, 19:00pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Meraviglioso spettacolo questa mattina nelle acque di Furore nel cuore della Costiera Amalfitana, dove alcuni delfini hanno sorpreso turisti e bagnanti con le loro acrobazie.

Circa una 50ina di esemplari di Stenella, un evento unico al quale, però, gli amanti della Divina sono abituati.

I delfini si sono fatti ammirare in tutta la loro bellezza con salti ed evoluzioni. Hanno giocato e si sono divertiti con i bagnanti che questa mattina hanno deciso di fare il bagno a Furore.

Sono ormai decine gli avvistamenti di delfini nel mare della Costiera Amalfitana e del Parco Marino di Punta Campanella negli ultimi anni. L’ultimo avvistamento in ordine di tempo prima di quello di questa mattina risaliva al luglio scorso.

AMALFINOTIZIE

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SALERNO E PROVINCIA NEWS - Mont. Pugliano: Sì alla bonifica di Parapoti, no alla costruzione

23 Agosto 2019, 09:17am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SALERNO E PROVINCIA NEWS - Mont. Pugliano: Sì alla bonifica di Parapoti, no alla costruzione

inserito da Leone Buongiorno Sì alla completa bonifica e messa in sicurezza della ex discarica di Parapoti e no alla costruzione di un impianto per il trattamento di materiale biostabilizzato.

La dichiarazione del sindaco Alessandro Chiola all’indomani della conferenza di servizi con la Regione Campania.

“Vogliamo che si rispettino i patti, le leggi e i progetti! L’emergenza rifiuti di altri comuni non può ricadere su un territorio che ha già accolto in passato tantissima immondizia nella discarica di Parapoti, per la cui chiusura ha lottato l’intera comunità, ed oggi è presente un progetto di messa in sicurezza e bonifica approvato, quindi la discarica va definitivamente chiusa!

Durante la conferenza di servizio tenutasi lunedì 19 agosto presso gli uffici distaccati della Regione Campania a Salerno ho ribadito che siamo pronti a mettere in campo tutte le azioni che la normativa mette a disposizione per contrastare ogni altro atto che non vada nella direzione di bonifica e messa in sicurezza di Parapoti”.

Il Primo Cittadino Chiola, in sede di riunione, ha espresso parere sfavorevole alla costituzione di un impianto di recupero di rifiuti non pericolosi e chiesto l’ultimazione repentina della messa in sicurezza della ex discarica di Parapoti così come da progetto definitivo approvato con decreto dirigenziale regionale n. 154 del 27/07/2012 redatto ai sensi del D. Lgs.vo n. 36/2003 a valere sui fondi POR 2013/2017 obiettivo operativo 1.2.

“Inoltre, – prosegue il sindaco- ho fatto notare in sede di conferenza la non conformità del progetto in discussione in quanto non rispetta gli indirizzi del finanziamento originale, è cambiato letteralmente la progettualità e la finalità. Anche questo sarà oggetto di ricorsi ed opposizione agli organismi preposti.

La Regione Campania non può esercitare coattivamente il proprio potere imponendo la modifica dei progetti già approvati. Ho dato mandato ad un pull di tecnici amministrativi e giuristi per studiare tutte le azioni per opporsi a questa prepotenza, inoltre sarà convocato un consiglio comunale aperto a tutte le forze sociali economiche e imprenditoriali oltre a coinvolgere i sindaci del futuro sub ambito per ribadire l’autonomia e la bonifica del sito di parapoti. Basta azioni di prepotenza calate dall’alto”.

Salernonotizie 

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CAPRI NEWS - Le barriere dei trasporti a Capri

6 Agosto 2019, 17:52pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

CAPRI NEWS - Le barriere dei trasporti a Capri

inserito da Leone Buongiorno La denuncia dell’associazione Capri senza Barriere

Capri non è una città a misura di persone con disabilità. Come ogni isola ha diverse barriere architettoniche naturali, ma capita che il servizio pubblico possa aggravare la situazione. Come è accaduto ieri ad un turista straniero. Questa persona con disabilità motoria voleva prende un autobus per spostarsi dallo stazionamento di via Roma in un’altra zona della città. Ma il suo spostamento è stato faticoso.

Come ha denunciato attraverso un video l’associazione Capri senza Barriere, è stato impossibile trovare un mezzo con la pedana. «A Capri ce ne saranno al massimo due e ho sentito dire ai dipendenti dell’Atc che la pedana di quello presente allo stazionamento non funzionava», dichiara il presidente di Capri senza Barriere Michele Lembo. 

https://www.facebook.com/watch/?v=449991235588850
«Come si vede dal video hanno fatto una fatica enorme per far salire e scendere il turista senza la carrozzina. Mi sono sentito mortificato per questo fatto indecoroso. Non è di certo un buon biglietto da visita per Capri», afferma Michele Lembo. Lo stesso presidente dell’associazione Capri senza Barriere denuncia che molti degli autobus dell’isola non sono a norma ma continuano a prestare servizio. 

«A Capri vengono molti turisti con disabilità. Già l’isola ha di suo molte barriere architettoniche, ma il trasporto pubblico dovrebbe essere garantito. Già in passato si sono verificati fatti analoghi. Speriamo che ora il video che documenta i fatti possa accelerare la messa a norma del parco mezzi», chiosa Lembo. 

Intanto la Fish Campania ha scritto alla commissione Trasporti della Regione Campania chiedendo un’audizione. «È molto grave – si legge nella missiva – che un’azienda di trasporto pubblico non rispetti i diritti delle persone con disabilità, non garantendo l’accessibilità. Riteniamo doveroso ed urgente un’audizione sulla situazione del trasporto pubblico campano, che ancora ad oggi continua a discriminare le persone con disabilità della nostra regione»

DAL SOCIALE 24

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Vacanze disabili: consigli, racconti e info pratiche per chi viaggia in carrozzina

6 Agosto 2019, 12:54pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

dettaglio di due mani che tengono la cartina di una città

Alcuni report di viaggio di persone con disabilità nelle loro vacanze sia in Italia che all’estero in sedia a rotelle, con info pratiche su accessibilità e strategie per aggirare le barriere architettoniche Per una persona che utilizzi la sedia a rotelle spostarsi e viaggiare, visitando magari una città, come sappiamo è sempre un po’ più complicato rispetto a chi non sia accompagnato da questo fondamentale ma ingombrante ausilio.  Prima di partire, la trafila della prenotazione del viaggio è quindi ben lunga: parte addirittura dalla scelta della meta, per poi passare per quella del mezzo di trasporto, dell’albergo, degli eventuali musei ed attrazioni, ma anche della accessibilità generale della città.  Il modo da sempre più sicuro per non incappare in qualche sorpresa, è avere qualche buon consiglio da amici o conoscenti che quel viaggio già l’abbiano fatto e quella città già l’abbiano visitata – naturalmente nelle nostre stesse condizioni. Per questo motivo da qualche anno cerchiamo di creare un circuito di esperienze di viaggio condivise, invitando i nostri lettori a mandarci i loro report di viaggio che possano poi da noi essere messi online in modo da offrire a chiunque abbia voglia di approcciarsi a quella vacanza indicazioni utili, verificate e soprattutto pratiche sulla città o il Paese che si intende visitare.  Rinnovando quindi l’invito a tutti voi, a mandarci i vostri raccontidettagliati di vacanze (importantissime sono anche le informazioni che possono sembrare secondarie, ma non lo sono affatto, come le pendenzedelle strade, la presenza e l’indicazione di mezzi pubblici accessibili, le eventuali segnalazioni di inaccessibilità o, al contrario, di accessibilità, di musei e attrazioni, ect), vi rimandiamo agli ultimi diari di viaggio ricevuti dai nostri preziosissimi lettori. Ci sembra particolarmente utile, visto il periodo di vacanze estive ormai prossime, ricordando che si tratta di esperienze personali, che possono quindi variare da soggetto a soggettoanche, naturalmente a seconda del mezzo con cui ci si sposta: ad esempio carrozzina elettrica  o carrozzina manuale (ad auto spinta o da transito), con/senza propulsore di spinta.  ROMA IN CARROZZINA – Il nostro affezionato lettore Mirko Ferranti, che si muove con una carrozzina elettrica, ci manda periodicamente i suoi dettagliati e preziosissimi report di viaggio. In questo, dedicato alla Capitale, Mirko ci dà utilissime dritte sull’accessibilità di alcune attrazioni – talvolta non ben segnalata – e un suggerimento pratico per non restare fuori da locali e ristoranti, che nel centro storico di Roma spesso non sono esattamente wheelchair friendly.  Qui trovate l’articolo completo del viaggio a Roma in carrozzina.  SICILIA IN CARROZZINA – La Sicilia è terra meravigliosa in ogni sua parte. Abbiamo raccolto in due distinti articoli i report di viaggio di Mirko Ferranti che nel primo ci racconta la parte da Palermo, la Valle dei Templi, la celebre Scala dei Turchi e i gioielliMarzamemi, Scicli, Noto, Cefalù (qui nell’articolo Sicilia in carrozzinaparte 1).  In un secondo articolo, di qualche anno fa ormai, la zona di Erice, Marsala, Selinunte Scopello (qui nell’articolo Sicilia in carrozzinaparte 2)             GOZO E MALTA IN CARROZZINA E RUOTINO – Ci spostiamo invece al’estero, grazie al diario di viaggio di Ignazio Drago, che in questa primavera ha fatto un bel giro di Malta e Gozo in carrozzina e propulsore di spinta.  Interessanti le sue osservazioni sulla accessibilità (o non accessibilità!) locale, come pure le strategie per superare momenti tecnicamente imprevisti, come le batterie scariche del ruotino a metà giornata! Qui l’articolo su viaggio a Malta e Gozo in carrozzina. NORMANDIA IN CARROZZINA –Infine, proponiamo il racconto del viaggio in Normandia del team di Strabordo, associazione che si occupa di organizzare viaggi di gruppo per persone con e senza disabilità. Quello in Normandia è stato un viaggio “di perlustrazione”, per verificarne e testarne accessibilità e fattibilità a persone in carrozzina. Anche qui le ragazze del direttivo di Strabordo ci porteranno virtualmente con loro, raccontandoci la magia dei luoghi cari a Monet, ma anche dettagliandoci su come hanno girato tra vicoli di ciottoli e la suggestiva spiaggia di Mont Saint Michel a bordo delle loro carrozzine.  Qui per info e contatti!   Qui il report del viaggio in Normandia in carrozzina    Non ci resta, a questo punto, che augurarvi buon viaggio. Attendiamo i vostri racconti!



Francesca Martin 
DISABILI.COM https://www.disabili.com/viaggi/articoli-viaggi-a-tempo-libero/vacanze-disabili-consigli-racconti-e-info-pratiche-per-chi-viaggia-in-carrozzina?fbclid=IwAR10qbJtuuQrQ7bAw3MqSjeUCtqvtdjVpT5qAJg5dUBvR0vlBISnYFQaToQ

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MONTI LATTARI CASTELLAMMARE NEWS Lettere. Lottizzazione abusiva: sequestrato l'Hotel Ristorante Paradiso di Lettere

6 Agosto 2019, 12:47pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Lettere. Lottizzazione abusiva: sequestrato l'Hotel Ristorante Paradiso di Lettere
 
 

Questa mattina nel comune di Lettere i Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Torre Annunziala, unitamente ai Carabinieri della Stazione di Lettere hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di sequestro preventivo emessa dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta di questa Procura avente ad oggetto il complesso turistico ricettivo "Resort Paradiso" sito nella frazione Orsano di Lettere per il reato di lottizzazione abusiva. Le indagini, dirette da questa Procura e svolte dai militari innanzi indicati, anche con l'ausilio di un consulto tecnico, hanno già prodotto il rinvio a giudizio di 14 indagati, tra i quali due dipendenti dell'ufficio tecnico del Comune di Lettere, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di falso ideologico in atto pubblico e violazioni delle norme in materia di edilizia e paesaggistica. Il provvedimento scaturisce da articolate indagini relative alla realizzazione del suddetto complesso, nel tempo progressivamente ampliato e di un'autorimessa ancora da completare in virtù di permessi a costruire (anche sanatorie edilizie L. 47/1985) che secondo la ricostruzione accusatoria avvalorata dal GIP. devono ritenersi illegittimi, poiché rilasciati dai competenti funzionari comunali in violazione degli strumenti di pianificazione urbanistica comunali del PUT della Sorrentino - Amalfitana e del PSAI dell'autorità di Bacino regionale della Campania Centrale. In definitiva secondo l'accusa gli imputati hanno messo in alto un ben riuscito aggiramento delle norme edilizio- urbanistico-paesaggistiche in cui molteplici sono i profili di illegittimità per il mancato rispetto delle norme fondamentali che regolano l'attività urbanistico-edilizie e di tutela del paesaggio vigenti in quella Zona. Questo susseguirsi nella costruzione di vari manufatti e la contemporanea trasformazione della Zona. mostrano l'esistenza della volontà di conferire un nuovo assetto ad una rilevante porzione di territorio comunale e la notevole incidenza dell'intervento sul tessuto urbanistico sotto il profilo della necessità di esecuzione di nuove opera di urbanizzazione o di potenziamento di quelle esistenti. Ciò ha comportato la configurabilità dell'ipotesi di reato di lottizzazione abusiva. La struttura é stata affidata nelle more della nomina di un amministratore giudiziario e custode al legale rappresentante della "HOTEL RISTORANTE PARADISO DI LETTERE srl".

PUNTOSTABIA 

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CIOCIARIA NEWS «Carnello: un quartiere dimenticato» Ecco i vari problemi della frazione evidenziati nella nota di Fabrizio Pintori.

6 Agosto 2019, 12:40pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

«Carnello: un quartiere dimenticato»

«Il M5S Sora ha ricevuto numerose lamentele e proteste da parte dei residenti di Carnello in merito alla situazione in cui versa il quartiere. In passato erano stati segnalati i vari problemi (si vedano i seguenti link: 1 e 2) e nonostante ciò poco o nulla sembra essere stato risolto e con il trascorrere del tempo la situazione è peggiorata. Nello specifico i residenti chiedono che si intervenga per ripristinare l’illuminazione pubblica in via Madonna della Stella che, ormai da circa 10 mesi, è al buio più completo. Ridare luce alla strada aumenterebbe la sicurezza stradale e potrebbe servire da deterrente nei confronti di chi vuole compiere furti nelle case. Dal lato della sicurezza stradale viene chiesta, altresì, una maggiore presenza della polizia locale per regolamentare e controllare meglio il traffico, anche in considerazione del fatto che nella zona si verificano – con un certa frequenza – degli incidenti per la pericolosità degli incroci, dovuta anche allo stazionamento di autovetture a ridosso degli stessi. I residenti di Carnello sottolineano anche la necessità di migliorare la viabilità nei pressi di Vicolo Molino, via Stella e Via Molino con l’istituzione di sensi unici, il riposizionamento degli specchi all’incrocio tra via Stella e via Molino e la sistemazione del manto stradale di quest’ultima. Inoltre, auspicano tempi rapidi per risolvere il problema causato dal cedimento, avvenuto circa due settimane fa, della strada intorno ad un tombino in prossimità della farmacia. Infatti, anche se l’area è stata transennata, rappresenta sempre un potenziale pericolo in considerazione dell’alta intensità del traffico nella zona. Oltre alla sicurezza stradale, le persone vorrebbero vedere una maggiore attenzione per Carnello, iniziando dalla manutenzione del verde pubblico in piazza Cicerone – unico vero centro di aggregazione della zona – e continuando con la rimozione dei tabelloni elettorali, che con la loro presenza hanno ridotto la larghezza di un marciapiede di dimensioni già limitate. In molti ormai iniziano a domandarsi se l’Amministrazione De Donatis tra un rimpasto di Giunta e l’altro troverà il tempo per risolvere i problemi di Carnello. La gente dalla Politica vuole risposte ai problemi di tutti i giorni, ed è stanca di assistere alle solite discussioni sugli incarichi e le poltrone da assegnare». È quanto dicharia il Portavoce e consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle di Sora, Fabrizio Pintori

SORA24

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