Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Il consigliere comunale Valter Tersigni interviene sulla notizia del trasferimento della sede di Sora dell’INPS a Isola del Liri. Nell’occasione traccia un quadro drammatico della situazione cittadina. “Sora – scrive – è intrappolata in una realtà difficile, che la porta a morire ogni giorno di più”.
“Tre anni e mezzo di governo De Donatis sono stati sufficienti per causare danni irreparabili con ripercussioni esorbitanti sulla nostra città. Accanto ad un’organizzazione comunale che ha portato l’Ente allo sfascio, restiamo spettatori inermi di un territorio sempre più impoverito di uffici e servizi, senza che l’attuale maggioranza batta ciglio. Abbiamo perso il museo perché rimasto senza direttore. Abbiamo visto chiudere lo sportello Acea senza che la maggioranza abbia speso una parola. Siamo stati spettatori inermi della cacciata dell’Università, effettuata senza alcuna cognizione di causa. Da qualche giorno, poi, è di dominio pubblico lo spostamento della sede Inps a Isola del Liri, così come è sempre più frequente sentire in giro che la stessa sorte toccherà presto anche all’Ente Formazione della Provincia di Frosinone. Prosegue inarrestabile il depauperamento della città, mentre De Donatis ed i suoi continuano a dire che non hanno responsabilità, perché la colpa è sempre di qualcun altro, mentre si ripetono da soli quanto sono bravi e quanto sono belli. Il tutto senza rendersi conto che Sora, ridotta in macerie e fantasma di se stessa, è sotto gli occhi di ogni cittadino. Tutto è inerzia, tutto è disinteresse, tutto è abbandonato a sé. Non c’è amore per la città, non c’è “soranità”! Sarà davvero difficile rimediare a tutti i danni causati in questi anni. Non c’è programmazione, non c’è progetto reale di crescita e non c’è intervento volto a far fronte alle necessità quotidiane della gente. Si parla da tre anni e mezzo della scuola di Renzo Piano, ma il mattatoio è ancora lì. Non doveva essere abbattuto a settembre? Se queste sono le condizioni della zona più importante della città, in che stato possono trovarsi le altre? Sora è intrappolata in una realtà difficile, che la porta a morire ogni giorno di più. Bisogna introdurre idee, capacità ed entusiasmi nuovi per ribaltare la situazione e ricominciare a correre per recuperare tutto quello che abbiamo perso con De Donatis. Bisogna andare oltre, guardare verso un futuro che dia fiducia alle nuove generazioni e non le induca ad andare via. Non è solo un dovere civico, è qualcosa che dobbiamo alla nostra città e ai nostri ragazzi perché devono avere la possibilità di poter restare a vivere e a lavorare nella bellissima città dove sono nati”.
Festa di Halloween dedicata ai bambini. Il Comune di Capri organizza un pomeriggio di spettacolo per i più piccoli. A cura dell’Assessorato all’Infanzia, è prevista animazione per i bambini ai Giardini della Flora Caprense, giovedì 31 ottobre, alle ore 16.00. In caso di condizioni meteo avverse l’evento si terrà presso la palestra della scuola “IV Novembre”.
Sono 1.220 i comuni italiani in cui ci sono intere aree non raggiunte dal segnale di telefonia mobile: questo il dato diffuso dall’Uncem (l’Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani) a seguito del lancio dell’iniziativa che mira a realizzare una mappatura nazionale delle aree “spente”. Uncem ha ricevuto 1.450 e-mail con le segnalazioni delle aree del Paese non coperte dal segnale di telefonia mobile, da parte di sindaci, amministratori locali e cittadini e tra queste ci sono anche zone del Cilento. Tra queste Campora, nell’area interna del Parco. Ma non è un caso unico perché vi sono molte altre zone che hanno una copertura parziale. Il primo elenco include 1220 Comuni e relativi borghi, frazioni, strade, pezzi di territorio dove telefonare, mandare un messaggio, navigare in internet con il proprio smartphone è impossibile o quasi. E la mappatura, ancora parziale – annuncia l’Associazione – sarà riaggiornata tra sei mesi. Il problema non è puramente tecnico ma anche sociale: “Senza reti, 3G, 4G, Wi-fi e altre – denuncia Uncem –vengono favoriti spopolamento e desertificazione commerciale”. Nel caso di Campora le zone segnalate per i disservizi sono le località Calore, Nisia e Betara, nei pressi della SP142. Ma anche molte altre aree del comprensorio hanno problemi simili e potrebbero figurare nel prossimo aggiornamento dell’elenco dell’Uncem.
Fermati per un controllo di routine a causa di un camion malandato, trasportavano oltre dieci chili di cocaina nascosta in un carico di fiori provenienti dall’Olanda e diretti verso Nocera Inferiore. Così, nel Veronese, sono finiti in manette quasi per caso Antonio e Mirko Sileo , rispettivamente padre e figlio molto noti nella città capofila dell’Agro per la propria attività legata al mondo della logistica. Quando è partito il controllo, gli agenti della Polstrada di Verona non hanno dovuto nemmeno faticare più di tanto, poiché la droga era in bella vista accanto al cassetto degli attrezzi di primo soccorso utilizzati per qualsiasi evenienza. Già noti alle forze dell’ordine per alcuni giri di droga, mai erano stati beccati per un trasporto di “polvere bianca” diretto alle principali piazze di spaccio del mercato salernitano. A insospettire i poliziotti è stata la fretta con cui padre e figlio, rispettivamente di 57 e 28 anni, hanno chiesto di accelerare le pratiche per potersi mettere in viaggio alla volta di Nocera Inferiore. Proprio in quel momento, all’interno di un’area di servizio dell’autostrada A22 del Brennero, è partito il controllo che ha portato i due nel carcere veronese di Montorio. I Sileo adesso dovranno rispondere del reato di detenzione e trasporto ai fini di spaccio di stupefacenti. D’altronde il loro camion non è passato inosservato, avendo i vetri delle luci rotte e i pneumatici lisci. Alla richiesta di documenti, inoltre, i poliziotti hanno scoperto che l'autista era privo di patente idonea e i documenti relativi al trasporto di fiori provenienti dall'Olanda presentavano diverse irregolarità riscontrate al momento. Infine, i due nocerini erano anche privi dell'autorizzazione al trasporto merci conto terzi a causa di una revoca.
«Stavo scappando perché mi stavano inseguendo. Se dovete spararmi, colpitemi alle gambe» » queste le parole che avrebbe detto il militare che martedì sera ore 19:30 circa, alla guida di una Croma color grigio, si è lanciato contromano, e a folle velocità, nel quartiere Fuorigrotta. L’uomo, 42enne originario di Civitavecchia ma in servizio presso la caserma di Avellino, ha rischiato di essere linciato dalla folla inferocita. La carambola contro gli altri automobilisti, e contro i pedoni, come riportato dal sito de Il Mattino, avrebbe potuto mettere a segno una strage e solo per un fortuito caso non è stato così. Solo una donna ha avuto conseguenze un po’ più gravi: contusioni e traumi: dieci giorni di prognosi. Il 42enne era in stato di congedo per convalescenza. Da mesi, le sue condizioni psicofisiche richiedevano cure e terapie per le quali era regolarmente seguito, anche da un punto di vista clinico.
Sequestrate aree per complessivi 2.000 mq con depositi abusivi di rifiuti prodotti da lavorazioni illecite. Azione interforze nella ‘Terra dei Fuochi’ disposte dall’Incaricato per il contrasto al fenomeno dei roghi nella regione Campania, Gerlando Iorio. Interessati i territori di Napoli, Villaricca e Volla. In campo 13 equipaggi, per un totale di circa 30 unità appartenenti al Raggruppamento Campania dell’Esercito, al Commissariato di P S di Ponticelli, alla Tenenza e alla Stazione Carabinieri di Volla, ai Carabinieri Forestale di Napoli, alla Guardia di Finanza di Napoli, alla Polizia Metropolitana, alla Polizia Municipale “Sez. Ambientale” di Napoli, alla Polizia Locale di Villaricca, nonché funzionari dell’ARPAC di Napoli. Quattro le attività controllate, di cui 3 sequestrate; 38 persone identificate di cui 10 denunciate e 6 lavoratori in nero; 11 i veicoli controllati, di cui 7 sequestrati. Circa 19 mila euro di sanzioni elevate. Gestione e smaltimento illecito dei rifiuti, inquinamento ambientale,emissioni in atmosfera e immissioni in fogna non autorizzate, esercizio abusivo della professione, irregolarità nella tenuta dei registri di carico e scarico, lavoro in nero, le violazioni contestate. In particolare, a Volla è stata sequestrata un’area di circa 1.600 mq con un capannone industriale dove venivano effettuati collaudi e manutenzioni di cisterne per carburanti e dove sono stati rinvenuti cumuli di materiale speciale e scarti delle lavorazioni; nel parcheggio antistante erano depositate alcune cisterne, oggetto di riparazione,dalle quali fuoriuscivano – contaminando l’intero piazzale – olio e carburante che, senza alcuna misura di contenimento e di prevenzione ambientale, confluivano direttamente in fogna. In un opificio, sempre nel comune di Volla, sono stati ritrovati cumuli di sacchi contenenti rifiuti speciali e pericolosi (panni intrisi di olio, filtri, taniche e contenitori di vernici) illecitamente stoccati; nelle vicinanze è stata rinvenuta un’area con evidenti tracce di combustione di materiale di risulta. Il proprietario è stato denunciato per gestione illecita dei rifiuti e incenerimento degli stessi. Un ulteriore sequestro ha riguardato un capannone, per il quale sono in corso verifiche urbanistiche, dove veniva esercitata abusivamente attività di autoriparazione di veicoli da due persone ( una con precedenti penali per ricettazione); i rifiuti e gli scarti delle lavorazioni venivano smaltiti illecitamente e senza alcuna tracciabilità, inoltre polveri sottili venivano immesse in atmosfera dalla canna fumaria di una camera forno.
La città di New York mette fuori legge il foie gras. Il consiglio comunale ha votato approvando la proposta che vieta la vendita del prodotto, icona del made in France. I ristoranti o rivenditori di beni alimentari che violeranno il divieto potranno essere multati fino a 1.000 dollari e condannati ad un anno di carcere. Il processo di produzione di questo alimento implica un trattamento “gavage” (nella foto, sotto) in pratica un'alimentazione forzata da sempre nel mirino degli animalisti – che obbliga anatre e oche a nutrirsi a dismisura ingolfando di grassi (gras) il fegato (foie), che aumenta dieci volte il normale. A partire dalla fine di ottobre 2022, tre anni dopo l’adozione della legge, sarà vietato a qualsiasi esercizio di commercio di prodotti alimentari di vendere, servire o anche detenere foie gras. New York si unirà così allo Stato della California, dove il marketing è vietato da gennaio, anche se la battaglia legale continua su questa decisione.
«Mio figlio era stupendo, sempre col sorriso e con tanta voglia di vivere. Aveva moltissime passioni, tra cui prima d'ogni cosa lo sport, la palestra, le moto. Voglio che comprendiate la mia difficoltà a venire qui, mia moglie non ce l'ha fatta perchè è devastata. Io oggi per prendere coraggio ho indossato le mutande di Luca. Lui vedeva il mondo come buono, ma io gli dicevo di stare attento. Era un ragazzo pulito, l'ho sempre saputo. Non ho alcun dubbio su questo». Così Alfonso Sacchi, il papà di Luca, il 24enne ucciso a Roma davanti un pub la notte del 23 ottobre scorso, durante una conferenza stampa questo pomeriggio. Un ragazzo buono. «Mio figlio era un figlio stupendo - prosegue nella sala conferenze dell'Appia Park Hotel - sempre col sorriso, pronto allo scherzo. 'Oh pà, facciamo questo, facciamo quest'altrò mi diceva. Aveva tanta voglia di vivere, lo sport era nel suo sangue fin da piccolo. Il calcio, la palestra, le moto: questo era mio figlio. Oggi ho indossato le sue mutande per prendere coraggio, porto con me i suoi occhiali da sole e dormo col suo pigiama. “Luca, dammi coraggiò gli ho detto”. Se c'era da aiutare qualcuno lo aiutava, perfino se vedeva un gattino in strada rientrava per prendergli qualcosa da mangiare. Era un ragazzo pulito, si vedeva anche dal viso» I soldi. «Luca vedeva tutti buoni, io gli dicevo di stare attento, di non fidarsi, di guadare anche il fratello più piccolo, Federico. Non so, cosa sia successo; forse si fidava troppo dell'altra gente. Ma era all'oscuro di tutto questo retroscena, d'altronde non aveva bisogno di soldi, io ho un ristorante e per qualsiasi sua necessità chiedeva a me e a sua madre. Mi fidavo ciecamente di Luca - aggiunge senza più riuscire a trattenere il pianto - Era ragazzo cristallino». «Era un bravo ragazzo e non aveva alcun bisogno di soldi. Io e sua madre gli abbiamo dato sempre tutto, tutto quello di cui aveva bisogno. I suoi amici, i pochi che aveva, anche loro erano tutti bravi ragazzi, tutta brava genete», ha detto il papà di Luca a chi gli domandava se il figlio avesse bisogno di soldi e se fosse a conoscenza del suo giro di amicizie. Il “contatto”. Il contatto con i pusher, nell'ordinanza indicato come «conoscenza intima» di Luca Sacchi, è «un ragazzo che mio figlio conosceva: questa persona l'aveva rivista da 5 o 6 mesi, si conoscevano dai tempi del liceo». Ha continuato Alfonso Sacchi. L'ultima sera. «La sera tutti i giorni io alle sette, sette e dieci al massimo, esco per andare in ristorante. Quella sera Luca mi disse 'Pa mi devi fare un' altra puntura di antidolorificò. Gli serviva per un acciacco che aveva preso in palestra. Quando ho fatto mi ha detto 'grazie pa, non ho sentito niente questa voltà, poi mi ha dato un bacio e mi ha detto 'ti voglio benè. 'ti voglio bene anche iò ho risposto. Quella è l'ultima volta che l'ho visto». Su Anastasia. «Luca era sincero, mi chiedeva qualsiasi cosa. Di Anastasia gli dissi che se lui le voleva bene allora per noi era una nostra figlia». Così Alfonso Sacchi racconta ai giornalisti il rapporto con la fidanzata del ragazzo, la 25enne ucraina. «Per me Anastasia era una brava ragazza, ma poi un genitore cosa può fare? Spero che sia pulita e sincera, perché al dolore si aggiungerebbe altro dolore. Se poi recitasse così bene, allora, sarebbe la regina di Hollywood». Alla domanda se fosse a conoscenza di eventuali problemi economici della giovane, tali da spingere a commettere sciocchezze, il padre di Luca risponde: Anastasia faceva la baby sitter per i figli dei titoli del ristorante dove lavorava anche come cameriera. Dunque no, non credo avesse difficoltà. La sera della tragedia è venuta a casa, l'ho abbracciata. La notte ha dormito da noi, per starci vicino. Poi abbiamo avuto solo contatti telefonici, non si è più vista. Abbiamo pianto come una famiglia. Spero sia pulita» Gli amici. «Gli amici che frequentava Luca sembravano brava gente. Tutti di vecchia data, come Nicolas suo amico fraterno che ora è in Spagna, è venuto da noi appena ha saputo la notizia ed è svenuto. Poi pochi altri e tutti per bene. Ultimamente si era aggiunto questo Giovanni (Princi, ndr) con cui andava in moto. Con lui ha frequentato il liceo classico, poi come spesso succede si erano persi di vista. Aveva ripreso a frequentarlo da 5/6 mesi per la comune passione delle moto. Me ne aveva anche parlato», dice Alfonso Sacchi rispondendo a una domanda su possibili frequentazioni «sbagliate» del figlio. «Sui ragazzi con cui usciva più di tanto non indagavo - continua - mi fidavo. Dopo la morte di Luca ho abbracciato tutti, c'erano i suoi amici si ma non so chi di preciso. Avevo la nebbia in testa, pensavo solo a mio figlio. No, a casa Giovanni (ancora Princi, ndr) non si è mai visto». L'avvocato della famiglia Sacchi. «Con Anastasia si sono persi i contatti, che non significa che si sono interrotti. Anastasia si è allontanata da loro, ma si sono sentiti al telefono». Così l'avvocata Armida Decina, una delle legali della famiglia Sacchi, rispondendo ai cronisti .«Anastasia - ha aggiunto l'avvocato - ha raccontato alla famiglia quello che ha raccontato ai carabinieri accorsi sul posto quella sera. E cioè che è stata aggredita con una mazza dietro al collo e ha perso i sensi, Luca sarebbe intervenuto fino al tragico finale. È quello che ha raccontato a tutti e anche a noi».Donati tutti gli organi. «Luca voleva fare bene al prossimo per questo con la sua morte abbiamo deciso di donare tutti gli organi, tranne il cuore perchè il primario ci ha detto che aveva i ventricolo troppo grossi perchè era un atleta, non un drogato o uno che gira con le pistole porca t.....».
A oltre 24 ore di distanza dall'evento, arriva un primo aggiornamento sui danni del terremoto di magnitudo 6.6 che ha colpito l'isola di Mindanao, nelle Filippine. Le vittime sono almeno sette, mentre i feriti sono più di 400: si tratta, tuttavia, di un bilancio provvisorio, anche perché la zona, nelle ore successive, è stata colpita da scosse di assestamento meno violente, ma comunque di magnitudo superiore a 5. La forte scossa di terremoto di magnitudo 6.6 è stata registrata alle 9:04 ora locale (le 2:04 in Italia) sull'isola filippina di Mindanao. Secondo i dati dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) italiano e del servizio geologico statunitense Usgs, il sisma ha avuto ipocentro a circa 20 km di profondità ed epicentro vicino Bual Nelle zone più colpite dal sisma, il 90% delle abitazioni è crollato o rimasto danneggiato, e si ritiene che siano quasi diecimila le persone coinvolte. Le autorità hanno ovviamente sospeso scuole e uffici pubblici della zona, inviando squadre di soccorso.
Orrore in Brasile dove una bambina di cinque anni, Ieda Izabel Manoel Peres, è stata accoltellata a morte mentre andava a scuola a Betim, nell'hinterland di Belo Horizonte, capitale dello Stato di Minas Gerais. È successo stamattina, secondo quanto reso noto dall'emittente RedeTV: un giovane sarebbe stato arrestato come sospettato del crimine. Per la polizia militare, l'accoltellatore della piccola soffrirebbe di schizofrenia e indossava una cavigliera elettronica. Agli agenti, il presunto assassino ha detto di aver agito «per volere di un'entità». Al momento dei fatti, la bimba era accompagnata da un altro bambino e dalla baby-sitter, che avrebbe tentato di difenderli. Alcuni residenti hanno cercato di linciare l'autore del delitto, prima che arrivassero le forze dell'ordine, alle quali ha poi rivelato di aver passato la notte a fumare crack.