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SEZ. RICETTE Polpette al sugo morbide e buonissime

16 Novembre 2019, 10:11am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Polpette al sugo - Ricetta Polpette al sugo

INSERITO DA REDAZIONE Le Polpette al sugo sono il secondo piatto di carne classico e tradizionale più amato da grandi e bambini! Piccoli bocconcini a base di un impasto di carne macinata, pane, latte, uova e formaggio, cotti lentamente nella salsa di pomodoro! Niente di più semplice da realizzare! Niente di più goloso e confortante che fa venire l’acquolina al solo pensiero!

Polpette al sugo - Ricetta Polpette al sugo

Come ogni ricetta della tradizione, le preparazioni si assomigliano un pò tutte, ma piccole varianti possono fare la vera differenza!Quella che vi regalo oggi è la Miglior Ricetta di Polpette al sugo : morbide al palato, incredibilmente profumate e succose senza fritto! Talmente buone che spariscono ancora bollenti! Che viene fuori da due ricette a me molto care: quella di mia mamma: le polpette al sugo napoletane, della mia infanzia con cui sono cresciuta; e quella di mia suocera: le polpette piemontesi, che ho amato al primo assaggio.Da mia suocera, ho ereditato l’impasto morbido e profumato, realizzato con dell’ottima carne per ragù non troppo magra, noce moscata per profumare il composto e latte fresco per ammorbidirlo. Della ricetta di mamma invece seguo passo passo il procedimento e il suo imbattibile sugo di pomodoro: denso ma non troppo, corposo, ma allo stesso tempo leggero in cui le polpette si cuciono dolcemente senza sfaldarsi!Polpette al sugo - Ricetta Polpette al sugo-Dalle dosi indicate, viene fuori una quantità generosa di sugo, con cui potete condire le polpette e fare una goduriosa “scarpetta” con del pane casareccio. In alternativa, potete condirci la pasta, in modo da portare in tavola un primo e un secondo, sporcando 1 sola padella! In qualunque modo decidiate di servirle, le vostre polpette di carne al sugo riscuoteranno un successo strepitoso, provatele e poi mi direte, insieme alle polpette di melanzane sono in assoluto le mie preferite!

Ricetta Polpette al sugo

TEMPI DI PREPARAZIONE

Preparazione Cottura Totale

INGREDIENTI

Quantità per 3 persone

Per l’impasto:

  • 350 gr di carne di manzo macinata per ragù non troppo magra
  • 2 uova medio-piccole
  • 5 cucchiai di grana padano
  • 5 cucchiai di latte
  • 1 – 2 cucchiai di pan grattato (dipende quanto ne richiede l’impasto
  • 1/2 cucchiaino di noce moscata
  • sale

Per il sugo:

  • 400 gr di polpa di pomodoro (1 barattolo)
  • 2 spicchi d’aglio
  • 3 cucchiai d’olio extravergine
  • sale
 

PROCEDIMENTO:

Come fare le Polpette al sugo

Prima di tutto, in una ciotola capiente, riunite la carne macinata, le uova, il grana, il pan grattato, il sale e la noce moscata, impastate e a poco poco aggiungete il latte, fino ad ottenere un composto morbido e omogeneo :

L'Impasto delle polpette al sugo - Ricetta Polpette al sugo

Poi formate le polpettine di carne, staccando dei pezzi di impasto di circa 3 cm, dategli la forma tonda tra i palmi delle mani:

Formare le polpette -  Ricetta Polpette al sugo

Come fare un’ottimo sugo di pomodoro per polpette

Prima di tutto versate la polpa di pomodoro in un pentolino a bordi alti, sciacquate il barattolo aggiungendo 3 dita d’acqua alla polpa per diluirla.

Frullatela bene con l’aiuto di un mini pimer, in pochi secondi otterrete una salsa vellutata.

In una padella grande  (tenete conto che devono cuocere le polpette affiancate e non una sull’altra) ponete gli spicchi d’aglio sbucciati e leggermente schiacciati insieme all’olio.

Lasciate soffriggere 1 minuto circa, fino a doratura di entrambe le parti degli spicchi.

Poi aggiungete la salsa di pomodoro. Girate e lasciate insaporire qualche secondo, senza far arrivare a bollore.

Infine aggiungete le polpette di carne una di fianco all’altra:

Immergere le Polpette nel sugo e lasciare cuocere -  Ricetta Polpette al sugo

lasciate cuocere a fiamma bassa per 10 minuti con coperchio, trascorso il tempo indicato smuovete la padella in modo da girare il sugo e con l’aiuto di un cucchiaio, versate il sugo bollente sulla superficie delle polpette ancora un pò crude. Richiudete il coperchio e lasciate cuocere ancora 5 minuti . Solo dopo il tempo indicato, aprite nuovamente il coperchio, girate le polpette con l’aiuto di due forchette e lasciate proseguire la cottura a fiamma moderata senza coperchio.

Infine salate e lasciate cuocere altri 10 – 15 minuti circa fino a completa cottura delle polpette. In questa fase, il sugo deve leggermente asciugarsi e le polpette cuocere a puntino, controllate con i rebbi di una forchetta il cuore delle vostre polpette per assicurarvi che siano cotte.

Ecco Le vostre Polpette al sugo sono pronte per essere servite:

Polpette al sugo - Ricetta Polpette al sugo

Conservare le polpette al sugo

In frigo per 3 – 4 giorni, potete scaldarle in padella al momento allungando con un pochino di acqua. Oppure potete congelarle.

Condire la pasta con il sugo delle polpette:

Separate le polpette di carne dal sugo, avendo cura però di non lasciarle completamente asciutte. ponetele in un posto ben caldo. Il sugo lo lasciate invece nella padella grande.

Riempite una pentola capiente con abbondante acqua e sale. Ponete sul fuoco e calate la pasta quando arriva a bollore. Scolate al dente e ponete la pasta direttamente nella padella dove avrete lasciato il sugo e posto sul fuoco poco prima di scolare la pasta. Saltate qualche minuto e se gradite aggiungete del grana. Aggiungete in questa fase anche le polpette, girare tutto per amalgamare bene e servite la vostra pasta con le polpette al sugo ben calde.

SIMONA MIRTO 
 https://www.tavolartegusto.it/ricetta/polpette-al-sugo/

 

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DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE Apple lancia Research App, si può partecipare a studi medici Conferma il crescente interesse per il settore sanitario

16 Novembre 2019, 10:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Apple lancia Research App, si può partecipare a studi medici © ANSA

Apple lancia 'Research App', con la quale si augura di attirare milioni di utenti a partecipare a una serie di studi medici basati sulle informazioni raccolte tramite l'iPhone e l'Apple Watch. Da tempo Apple valuta modalità per incoraggiare l'attività fisica e monitorare la salute, e con l'app spera di riuscire a differenziarsi dalle rivali anche grazie al quasi miliardo di utenti iPhone e alla politica della "privacy first". La nuova app dichiara la "privacy un fondamentale diritto umano" e consente agli utenti di decidere se voler o meno partecipare a degli studi medici, di scegliere eventualmente a quali fra quelli disponibili aderire e di ottenere i loro risultati. L'app non venderà dati a terzi. L'iniziativa di Apple conferma il crescente interesse della Silicon Valley per il settore sanitario e i dati che offre. Google e Amazon sono attive nel settore e Mountain View, secondo indiscrezioni, è di recente finita nel mirino delle autorità americane per la raccolta dati di milioni di pazienti ignari insieme a Ascension, il secondo operatore sanitario americano. ANSA

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SEZ. VARIE NEWS Amazon ricorre contro maxi contratto Pentagono a Microsoft "Motivi politici". Dietro lo scontro tra Bezos e Trump

16 Novembre 2019, 10:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Amazon ricorre contro maxi contratto Pentagono a Microsoft © AP

Amazon farà ricorso contro la decisione del Pentagono di stipulare il maxi contratto di cloud-computing da 10 miliardi di dollari con Microsoft. Le accuse mosse al Dipartimento della Difesa americano sono quelle di aver preso una decisione faziosa e influenzata politicamente. Non è un segreto lo scontro tra il presidente americano Donald Trump e il numero uno di Amazon Jeff Bezos, che è anche proprietario del Washington Post, uno dei nemici giurati del tycoon.

Il segretario alla Difesa americano, Mark Esper, respinge le critiche di Amazon sull'assegnazione del contratto da 10 miliardi di dollari sul cloud a Microsoft. "Ho fiducia" nel fatto che il processo di assegnazione "sia stato condotto in modo aperto e corretto, senza alcuna influenza esterna" dice Esper. Amazon lamenta invece che la decisione del Pentagono è stata faziosa e influenzata politicamente. Non è un segreto lo scontro tra il presidente americano Donald Trump e il numero uno di Amazon Jeff Bezos, che è anche proprietario del Washington Post, uno dei nemici giurati del tycoon

ANSA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Euro 2020: 3-0 alla Bosnia, Italia 10/a vittoria di fila

16 Novembre 2019, 10:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Mancini-record supera Pozzo, azzurri teste di serie al sorteggio. Partita sbloccata da un gol di Acerbi, raddoppia Insigne, Belotti cala il tris

Bosnia-Italia 0-1: 21' pt, grande azione di Bernardeschi sulla sinistra, palla a Barella, poi Acerbi controlla e insacca di destro. © EPA

L'Italia di Roberto Mancini è una piccola magia. Una Nazionale da record si prende tutto in casa della Bosnia di Pjanic e Dzeko. Il 3-0 siglato da Acerbi e Insigne nel primo tempo e Belotti nel secondo vale al ct una fila di primati: en-plein nel girone di qualificazione (9 vittorie su 9 con la possibilità di chiudere il cerchio lunedì a Palermo contro l'Armenia), e i successi di fila sono 10 contando l'amichevole sugli Usa. Meglio della miglior striscia di un commissario tecnico di nome Vittorio Pozzo. E' record nella storia azzurra, ma il risultato più utile della serata è comunque la certezza di andare a Euro 2020 da testa di serie. Nell'urna di Bucarest, il 30 novembre, l'Italia sarà in prima fascia, e osservata speciale di tutta Europa. Perché la nazionale giovane messa in piedi dal ct, stasera con l'innesto felice di Tonali dal 1', è sempre fresca e brillante, sulla via del gioco intrapresa dall'inizio. E vive un momento magico, come testimoniano l'esordio del giovane centrocampista del Brescia e la prova convincente di Florenzi, in controtendenza netta con il dimenticatoio giallorosso. Vero e' che la vittoria della Finlandia nel pomeriggio aveva tolto alla Bosnia ogni residua speranza di qualificazione e forse anche motivazioni. E che la squadra di Prosinecki si è rivelata davvero un gigante d'argilla. L'Italia ha però imposto la sua legge da subito. Tonali è preferito a Zaniolo per il posto di Sensi, Florenzi trova spazio da terzino. Belotti, come annunciato, e' il centravanti prescelto. L'arma azzurra e' il pressing alto, per impedire l'uscita dall'area a Pjanic. Al primo minuto una palla persa dal duo Florenzi-Bonucci lancia Dzeko-Visca in ripartenza, con off-side. E' falso allarme, perché Bernardeschi imperversa a destra sopperendo alle difficolta' di serata di Emerson, sulla fascia opposta. Dopo un quarto d'ora Florenzi lancia lo juventino, che in area scarica per Insigne, la sua botta sicura e' murata dal portiere. Una manciata di minuti, e Bernardeschi è pescato sul palo destro da un cross, stop un po' lungo e sul destro Sehic ci mette il corpo in uscita. Ma e' questione di poco: al minuto 21 Acerbi festeggia la sua prima rete azzurra, ancora lancio di Florenzi, ancora Bernardeschi stavolta a sinistra, lo scarico su Barella finisce al difensore preciso dal dischetto. La reazione bosniaca schiaccia un po' troppo gli azzurri, in difficoltà solo sugli angoli: al 30' Besic scarica il destro ma Emerson salva Donnarumma davanti alla linea. Poi al 37' Belotti di prepotenza entra in area da destra e serve Insigne, il cui destro lento è preciso sul palo opposto: 2-0. Si impegna anche Donnarumma, al 39', in una doppia parata su Dzeko prima e Cimirot subito dopo, un minuto dopo il suo collega Sehic salva sotto la traversa sul sinistro di Belotti. Il rientro in campo dice che la Bosnia ha rinunciato, Mancini non ci sta a mettere in frigo il risultato e cosi' arriva dopo 8 minuti il 3-0 gol: lancio in profondità di Barella, Belotti dal limite dell'area scarica di destro in rete. Partita chiusa, anche i tifosi di casa applaudono gli azzurri. L'Italia gioca in scioltezza e col palleggio crea sempre pericoli, Belotti prima e Insigne poi vanno vicini alla quarta rete. La serata si completa in altro modo: con la prima volta di Gaetano Castrovilli, ventunesimo esordiente di Mancini cui poi il ct ha voluto aggiungere il 22/esimo col portiere Gollini nel finale. Come dire, la magia azzurra ha un futuro. ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Guccini, le mie Note di viaggio per le altre generazioni

16 Novembre 2019, 09:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Arriva l'album di canzoni arrangiate da Pagani eseguite da Elisa, Ayane & Co

Presentazione di 'Capitolo 1 Notte di viaggio... venite avanti' di Francesco Guccini © ANSA

MILANO - E uscito venerdì 15 novembre il primo capitolo di 'Note di viaggio', il progetto discografico dedicato alle canzoni di Francesco Guccini, arrangiate per l'occasione da Mauro Pagani. Ad interpretare dodici brani del repertorio del cantautore, si è prestata una lunga lista di nomi noti della musica italiana, da Giuliano Sangiorgi ('Stelle') a Malika Ayane ('Canzone quasi d'amore'), passando per Ligabue (Incontro'), Elisa ('Auschwitz'), Samuele Bersani e Luca Carboni ('Canzone delle osterie di Fuori Porta'), Manuel Agnelli ('L'avvelenata'), Carmen Consoli ('Scirocco'), Nina Zilli ('Tango per due'), Brunori Sas ('Vorrei') e Margherita Vicario ('Noi non ci saremo'). "All'inizio ho pensato a tre o quattro brani da proporre a ciascuno - ha detto Mauro Pagani - ma poi in tanti sono arrivati con la loro proposta, perché le canzoni di Francesco per molti di loro sono state parte della rispettiva formazione musicale". La copertina dell'album è un'opera realizzata dall'artista Tvboy che rappresenta Guccini e Pagani su una barca, circondati da tutte le voci che hanno messo lo zampino nel progetto discografico. Lo street artist ha realizzato la sua opera la mattina del 29 ottobre a Bologna, nei pressi di via Paolo Fabbri. "E' interessante vedere come tanti artisti di generazioni diverse - ha detto Guccini - interpretino a modo loro le mie canzoni. A volte, nel tempo, è sembrato che io avessi scritto solo tre canzoni come 'Dio è morto', 'La locomotiva' e 'L'avvelenata', ma c'è stato molto altro oltre a queste". Tra le canzoni che sono finite nella scaletta di 'Note di viaggio', del quale ci sarà anche un capitolo secondo previsto per il prossimo anno e sul quale Pagani è già al lavoro, c'è anche l'inedito 'Natale a Pavana' cantato dallo stesso Guccini utilizzando direttamente il dialetto pavanese. "Nonostante alcuni singoli episodi - ha detto il cantautore - come questo ma anche come è capitato con Vecchioni e con Morgan, non ho nessuna intenzione di rimettermi a cantare. Faccio lo scrittore come sognavo da piccolo prima ancora di cominciare a fare canzoni. Non sono più nemmeno capace di suonare le mie chitarre che ho messo in un angolo e non tocco mai. Solo qualche volta, con gli amici, mi viene da fare una cantata". Da Pavana, dove Pagani lo ha anche dovuto raggiungere per registrare l'inedito, Guccini non perde di vista però l'attualità. "E' una cosa vergognosa che una sopravvissuta ad un campo di concentramento sia costretta ad avere una scorta - ha detto Guccini a proposito della recente cronaca che ha visto protagonista la senatrice Liliana Segre - così come è stata vergognosa l'astensione in Parlamento (a proposito della costituzione di una commissione a nome della senatrice, ndr)".

ANSA

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SEZ. POLITICA Manovra, il richiamo di Conte: 'In Parlamento serve spirito di squadra'

16 Novembre 2019, 09:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Dl fisco, torna l'emendamento per il taglio dell'Iva sugli assorbenti. Proposta di modifica riammessa in occasione del ricorso

Giuseppe Conte (archivio) © ANSA

"Questo incontro è finalizzato a organizzare meglio il lavoro e a condividere anche i tempi. Un approccio di metodo che ci permetta di mantenere costante il dialogo, di superare criticità qualora ci fossero e consentire al Parlamento di poter esprimere le sue sensibilità nella consapevolezza che questo testo comunque esprime un indirizzo politico di governo e quindi non può essere stravolto nei suoi contenuti essenziali". Lo ha detto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a quanto si apprende, nel vertice sulla manovra.

"Abbiamo delle volte dovuto operare delle mediazioni - avrebbe sottolineato il premier - oggi però vi invito tutti a considerare lo spirito di squadra anche nelle aule parlamentari. Vi prego di conservare questo generale superiore interesse, nella consapevolezza che molte premure rappresentate al tavolo sono state raccolte, in una logica di squadra, di spirito complessivo che persegue un interesse generale".

Intanto la commissione Finanze della Camera ha riammesso l'emendamento al dl fisco che chiede di tagliare l'Iva sugli assorbenti dal 22 per cento al 10 per cento. L'emendamento, a prima firmataria Laura Boldrini, è presentato da 32 deputate di maggioranza e opposizione. E' quanto è stato deciso in occasione della presentazione dei ricorsi dopo il vaglio di ammissibilità.

Sulla manovra il Pd al Senato sta lavorando sulla "plastic tax e la questione delle auto aziendali", in modo che siano ancor più orientate "in direzione della crescita, di un nuovo modello di sviluppo e di una reale riconversione verde e non siano percepite come un appesantimento fiscale". Lo spiega una nota dei dem su un incontro, avvenuto in mattinata, dei senatori Pd con il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri. "C'è stata un ampia condivisione della struttura e dell'impostazione" della manovra. "La sterilizzazione dell'aumento dell'Iva - viene ricordato - una manovra che aiuta famiglie e lavoratori, la scelta di non aumentare, ma anzi di diminuire la pressione fiscale (come ha enunciato la Corte dei Conti in audizione proprio al Senato), una impostazione green che fa di investimenti e riconversione ambientale un volano di crescita e sviluppo per le imprese. Questi i capisaldi".

ANSA

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SEZ. ECONOMIA ArcelorMittal: Procura Milano apre un fascicolo. Scontro sullo scudo penale

16 Novembre 2019, 09:48am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

L'azienda via il 4 dicembre con l'allarme emissioni a Taranto

L'amministratore delegato di ArcelorMittal, Lucia Morselli, seduta sui sedili posteriori della  macchina al termine dell'incontro al Mise tra azienda e sindacati © ANSA

Lucia Morselli è lapidaria, gela i sindacati nel primo confronto formale, al ministero dello Sviluppo con il ministro Stefano Patuanelli: l'Ad di ArcelorMittal Italia sottolinea la "coerenza" del percorso prima annunciato e così portato avanti per rescindere il contratto e 'restituire' l'ex Ilva dal prossimo 4 dicembre. Lo fa puntando tutto su un argomento netto: dopo lo stop allo scudo penale portare avanti il il piano di risanamento ambientale per l'acciaieria di Taranto "ora è un crimine".

E, mentre i sindacati arrivano a non escludere "un'insubordinazione dei lavoratori" per non spegnere gli altiforni, come dice il leader della Uilm, è ancora scontro con il Governo. Il premier Giuseppe Conte attacca: pagheranno i danni. La Procura di Milano, in contemporanea, accende un faro aprendo un fascicolo esplorativo e scendendo in campo a difesa degli interessi pubblici anche nel giudizio civile (che dovrà decidere sul ricorso di ArcelorMittal per il recesso e sul controricorso presentato oggi dagli amministratori straordinari dell'ex Ilva). "Ben venga anche l'iniziativa della Procura", commenta Conte, che alza i toni con l'azienda: "Il Governo non lascerà che si possa deliberatamente perseguire lo spegnimento degli altiforni"; "Arcelor Mittal si sta assumendo una grandissima responsabilità", lasciare l'ex Ilva "prefigura una chiara violazione degli impegni contrattuali e un grave danno all'economia nazionale. Di questo ne risponderà in sede giudiziaria", anche in termini di "risarcimento danni", avverte il premier.

ArcelorMittal la pensa diversamente. Levando l'immunità "non sono stati rispettati i termini del contratto" - dice Morselli - come è anche per le prescrizioni della magistratura sull'altoforno Afo2: "Non era stato fatto niente" di quanto detto al momento dell'accordo. La sintesi è che se al momento del contratto erano state create le condizioni per una missione impossibile, da "bacchetta magica", oggi per l'azienda quelle condizioni non ci sono più. Lasciando il tavolo Stefano Patuanelli sottolinea come Lucia Morselli abbia puntato tutto sul nodo dell'immunità penale, politicamente il meno gestibile tra le diverse anime del Governo, lasciando invece in secondo piano il tema del rallentamento del mercato (e quindi di frenare la produzione e gestire esuberi) su cui "fin da settembre c'era una disponibilità del Governo" ad accompagnare un percorso. I toni del dibattito politico restano accesi. "Non c'entra nulla lo scudo, c'entra il fatto che qui qualcuno vuole fare il furbo", dice il leader del M5s, Luigi Di Maio.

Per Matteo Renzi l'ex Ilva va tenuta aperta "a ogni costo": garantisce il sostegno di Italia Viva alle iniziative del Governo per non far spegnere gli altiforni: "Sarebbe un disastro per Taranto, una follia". Dal Pd il ministro Francesco Boccia dice che "la proprietà non deve assolutamente permettersi di spegnere la fabbrica. Non ne ha il diritto". Ci vorrebbero 6 mesi per ripartire. E da Forza Italia Anna Maria Bernini replica al premier: "E' un cortocircuito politico-giudiziario. Questo governo si sta dimostrando drammaticamente incapace". I sindacati mantengono la linea. Sostengono che ArcelorMittal non può esercitare un diritto di recesso, che il contratto va rispettato, ma che anche il Governo deve rispettare i patti alla base di quell'accordo: "Per nulla soddisfatti" di un confronto "non andato bene" i leader della Cgil Maurizio Landini, della Cisl Annamaria Furlan, e della Uil Carmelo Barbagallo, lasciano il ministero chiedendo "l'avvio di un tavolo con la proprietà per trovare soluzioni" ma anche al Governo di uscire dall'impasse: deve "ripristinare lo scudo penale per togliere l'alibi ad ArcelorMittal". E avvertono: "La mobilitazione prosegue, i lavoratori non si renderanno complici dello spegnimento dell'acciaieria". 

IL POST DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

 

"Non permetteremo lo stop degli impianti", ha detto il ministro Pd al Sud, Peppe Provenzano. "Lo Stato non permetterà che l'azienda fermi tutto col rischio di compromettere gli impianti. Mittal torni al tavolo, per salvare produzione, lavoro e ambiente", ha affermato il ministro.  

 

 

 

FONTE ANSA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Citta' senza barriere, servira' un milione

16 Novembre 2019, 09:43am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore


Varato il piano per eliminare gli ostacoli che rendono difficoltosi gli spostamenti a disabili, anziani e persone con una mobilità ridotta.
Saranno realizzati per stralci marciapiedi, percorsi protetti e rampe I cantieri sono già iniziati in via Cavour, via IV Novembre e via Baldoni.

INSERITO DA MORENA MOTTA BOVOLONE. Sarà necessario un milione di euro per eliminare tutte le barriere architettoniche esistenti negli edifici e negli spazi pubblici del centro urbano di Bovolone. Lo prevede il piano di eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA), regolato da una legge regionale del 2009, elaborato dall'architetto Alberto Sartori: il documento è consultabile integralmente anche online in attesa dell'approvazione definitiva che avverrà non prima del 7 gennaio 2020. Le considerazioni del libero professionista sulla situazione esistente nella cittadina del mobile sono amare: «È evidente», si legge nella relazione, «che il territorio costruito si è sviluppato senza una logica che tenesse in considerazione la mobilità pedonale, con una forte presenza di sconnessioni tra le zone». Il piano, costato 20mila euro metà dei quali coperti da un contributo regionale, quantifica la spesa di ogni singolo intervento individuato dopo sopralluoghi e tenendo conto anche delle segnalazioni dei cittadini raccolte con un questionario distribuito in occasione degli incontri pubblici tenuti lo scorso aprile. Quanto ai tempi di realizzazione, il piano ipotizza di procedere a stralci - se ne prevedono 14 - ciascuno di durata annua e con una spesa media di 54mila euro. Un modo per non pesare troppo sul bilancio comunale ma sono tempi che si possono accorciare qualora venissero concessi contributi. «Stanno arrivando altri 75mila euro per interventi di abbattimento che realizzeremo negli edifici pubblici», anticipa l'assessore ai Lavori pubblici Orfeo Pozzani. Ed è proprio l'approvazione del PEBA che può aprire la porte ad ulteriori finanziamneti regionali e statali. A Bovolone, l'eliminazione degli ostacoli temuti soprattutto da disabili, anziani e persone con mobilità ridotta è già iniziata. Sono in corso cantieri per complessivi 195mila euro così ripartiti: via Baldoni (50mila euro) per lavori già effettuati ma per completare l'opera ne servono altri 80mila; via Bellevere, dove sono stati spesi 4mila euro e ne servono altri 7mila; via Cavour, 19mila euro; via IV novembre, 50mila euro, mentre stanno partendo i lavori in via Ormaneto per un importo di 74mila euro. La somma necessaria nei prossimi anni per abbattere le barriere individuate dal PEBA negli edifici pubblici si aggira attorno ai 190mila euro, Iva esclusa. Si va dalla biblioteca al municipio, dalle scuole ai parchi, dagli impianti sportivi ai cimiteri: in tutto sono state predisposte 35 schede, con interventi oscillanti dai 31mila euro per sistemare gli impianti del tennis ai 545 euro per mettere a norma l'asilo nido «Il Sole». Poi ci sono gli interventi viari e in questo caso i cantieri saranno molteplici. Le principali barriere rilevate negli spazi pubblici riguardano l'assenza di marciapiedi o di percorsi protetti, dislivelli e mancanza di rampe adeguate all'inizio e alla fine di marciapiedi, pavimentazioni sconnesse e la presenza di ostacoli, come segnali stradali, lampioni, sporgenze. La somma preventivata per eliminarle si aggira attorno ai 560mila euro, Iva esclusa. «In questa fase abbiamo bisogno della collaborazione dei titolari di negozi e pubblici esercizi», spiega l'assessore Pozzani, «i quali sono tenuti ad adeguare l'accesso ai locali a spese proprie. Questo è il momento giusto per farlo, abbiamo avuto risposte molto positive che devono essere da esempio per tutti, sia in via Cavour che in via IV Novembre». C'è tuttavia qualcosa di peggio delle barriere, ovvero, come si legge nella relazione dell'architetto Sartori, «un malcostume diffuso e radicato nella coscienza collettiva tale da trasformare degli illeciti in comportamenti tollerati o addirittura condivisi».

FONTE L'Arena 

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Vibo, citta' delle barriere architettoniche. "Qui mi sento davvero disabile"

16 Novembre 2019, 09:37am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

La storia di Massimiliano costretto a ingegnarsi quotidianamente per superare gli ostacoli che gli impediscono di accedere a marciapiedi, esercizi commerciali e perfino al municipio.

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO  Vibo, citta' delle barriere architettoniche. "Qui mi sento davvero disabile"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA VIBO VALENTIA. «Vibo Valentia mi fa sentire disabile», commenta amareggiato Massimiliano Marchese, 38 anni, affetto da distrofia muscolare. Malattia che da qualche anno lo costringe su una sedia a rotelle. Vive a Vibo Valentia, sostenuto dall’amore fortissimo della sua compagna, Simona, e dei suoi due figli. Massimiliano è un ragazzo determinato, che non si arrende e che in una città sempre tra le ultime in Italia per qualità della vita, combatte quotidianamente contro le barriere architettoniche. Tra buche, percorsi accidentati, parcheggi selvaggi, ci incamminiamo verso il centro città. Ci accompagna Mimmo Corso, non vedente sin dalla nascita, amico di Massimiliano e della sua famiglia. Giunti in piazza municipio ci troviamo davanti uno degli esempi della disattenzione della pubblica amministrazione verso le persone portatrici di disabilità: accanto al liceo artistico le strisce bianche delimitano, occupandolo, lo scivolo per disabili. E così, in modo del tutto legittimo, le auto parcheggiano, bloccando di fatto il passaggio delle carrozzine. Entriamo poi nel palazzo municipale. Vorremmo raggiungere il piano superiore, dove c’è l’ufficio del sindaco e quello degli assessori, ma è impossibile. Un dipendente comunale ci informa che l'ascensore è rotto da una settimana. E nessuno pare si sia preoccupato di riparare il guasto. Tanto ci sono le scale… Non per Massimiliano che spinge con rabbia le ruote e si affretta verso l’uscita scuro in volto. «Noi diversamente abili al Comune di Vibo Valentia – dice - non siamo graditi». È scoraggiante. Anche Mimmo è deluso. Per lui, non vedente, Vibo è una città ancor più pericolosa. Eppure esiste il percorso tattile, che dovrebbe guidare il cammino di chi non può vedere. «Macché - ci spiega Mimmo - è obsoleto. Era vecchio già quando lo hanno installato. È un percorso - aggiunge - che oltre a non portare da nessuna parte è pericoloso per chi lo attraversa con i tacchi. Non solo: necessita di un apposito bastone collegato con lo smartphone. A noi ciechi non serve. Anzi, c’è pure il rischio di rompersi una gamba». Usciamo da Palazzo Luigi Razza e ci incamminiamo verso il corso. Vorremmo prendere un caffè, ma anche questo semplice rituale è ostacolato dalle barriere architettoniche e dall’inciviltà di automobilisti che ostruiscono il passaggio in modo selvaggio. E all’inciviltà si unisce la disattenzione di un’amministrazione che ha messo le strisce blu davanti alla pedana della caffetteria. C'è un'auto parcheggiata, con il regolare tagliandino in bella vista sul cruscotto. E a Massimiliano non resta che aggirare l'ostacolo e trovare una via alternativa. Ad aiutarlo c’è sempre Simona che ormai è diventata abile nelle manovre di salita e discesa dai marciapiedi. Torniamo a casa. È stata una mattinata intensa. Una mattinata che ci ha permesso di toccare con mano gli ostacoli, tanti, troppi di una città che è di per sé una barriera architettonica. Massimiliano ha un solo desiderio: «Essere un papà normale, un papà come tutti gli altri. Un papà che accompagna i suoi figli al parco o a scuola senza dover rinunciare perché i luoghi pubblici sono inaccessibili a chi è costretto sulla carrozzina. I miei figli non c'entrano niente con la mia disabilità. I miei figli hanno il diritto di scoprire il mondo con il loro papà».

LaC news24 

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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE NEWS Pimonte - Il caso Sara Aiello: si va verso l'archiviazione, la rabbia dei due fratelli

16 Novembre 2019, 09:32am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

«Verità e giustizia per Sara. Chiediamo, inoltre, la riesumazione del cadavere di nostra sorella. Intervenga il Ministro della Giustizia.»

La morte di una povera 36enne uccisa non deve finire nel dimenticatoio. Giustizia e verità è quello che hanno chiesto a gran voce i fratelli di Sara Aiello durante il programma televisivo di "Chi l'ha visto?". Numerosi sono stati gli appoggi dei pimontesi nei loro confronti, affinché il caso non venisse archiviato come richiesto. In tanti sono scesi in piazza con degli striscioni che raffiguravano la giovane madre. Non solo. I familiari vogliono lanciare un appello al Ministro della Giustizia perché il caso non venga trascurato. Sara, appartenente ad una famiglia di imprenditori, viveva con il marito e le sue due figlie. Ma la relazione con il suo uomo non andava bene, secondo quanto raccontato dai due fratelli: era il giugno del 2015 quando Sara venne filmata dal marito mentre ha accusato un malore in piena notte prima del decesso. La donna, infatti, non godeva di ottima salute e aveva spesso degli svenimenti. Il video in questione dura 8 minuti e sono 8 minuti davvero strazianti per i familiari della ragazza. Non essendoci prove a sufficienza per accusare il marito, la procura di Torre Annunziata ha chiesto l'archiviazione del caso, scatenando l'ira dei fratelli, che ora chiedono la riesumazione del cadavere della loro amatissima sorella. Inoltre, chiedono che il governo Conte intervenga personalmente per seguire il caso.

DI DAVIDE SOCCAVO STABIACHANNEL

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