Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
E' morto dopo aver corso la maratona di Pisa per un boccone andato di traverso. Un uomo di 35 anni, un poliziotto di nazionalità maltese, Ryan Paul Tonna, è morto alla fine della Maratona corsa oggi a Pisa, come racconta Il Tirreno on line. Lui avevo corso la mezza maratona con un tempo di un'ora e 28 minuti, un crono decisamente veloce. Aveva finito la gara, che aveva il traguardo proprio davanti alla Torre pendente, e si era fermato a mangiare in un ristorante del centro città quanto ha avuto un malore, alle 13,40. Immediati ma purtroppo inutili i soccorsi del 118. È successo in piazza dell’Arcivescovado oggi, domenica 15 dicembre. La polizia è intervenuta sul posto e ora indaga sull'episodio. Le cause della morte sono da accertare. Da quanto è stato spiegato, la vittima dopo la corsa è andata a pranzo per festeggiare con gli amici la medaglia conquistata dopo aver corso 42 km. Sarebbe rimasto soffocato da un boccone: chi era insieme a lui ha cercato di aiutarlo, correndo fuori dal locale in cerca dei soccorritori che erano vicino alla piazza dove è avvenuta la tragedia .
Si ammala dopo una festa di Natale e muore qualche giorno dopo. La piccola Isla Wilkinson è morta a Newcastle tra le braccia dei suoi genitori dopo che si era sentita male dopo una festa di Natale trascorsa insieme ad altri bambini . La bambina, di appena 5 anni, era tornata a casa con la febbre, ma i genitori l'avevano messa a letto convinti che era solo influenza. Il giorno dopo però le sue condizioni peggioravano: la febbre era salita e aveva una forte tosse così l'hanno portata in ospedale. In pochi minuti le sue condizioni si sono aggravate, il suo cuore ha smesso di battere per 20 minuti prima che i medici potessero intervenire. Isla è stata messa in coma e sono stati fatti dei test che però hanno mostrato danni cerebrali irreversibili La bambina stata descritta da tutti come in piccolo angelo, era amatissima dai suoi genitori e molto legata al fratello. Quanto accaduto ha sconvolto tutti i suoi cari che hanno visto la loro piccola morire tra le braccia in poche ore, per quella che sebrava essere solo una semplice influenza. Non sono ancora noti i motivi che possano aver portato all'arresto cardiaco, l'autopsia svelerà le ragioni del decesso.
Luned�, 16 Dicembre 2019
S. ALBINA
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Settimana n. 51
Giorni dall'inizio dell'anno: 350/15
A Roma il sole sorge alle 07:32 e tramonta alle 16:40 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 07:58 e tramonta alle 16:39 (ora solare)
Luna: 11.05 (tram.) 21.14 (lev.)
Proverbio del giorno:
L'ozio � il padre dei vizi
Aforisma del giorno:
Vuoi vivere bene? E chi non lo vuole? Se solo la virt� pu� darti tanto, coraggio, rinuncia ai piaceri, dedicati a praticarla. (Orazio)
B. Maria degli Angeli (Fontanella) Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 21,23-27. In quel tempo, entrato Gesù nel tempio, mentre insegnava gli si avvicinarono i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo e gli dissero: «Con quale autorità fai questo? Chi ti ha dato questa autorità?». Gesù rispose: «Vi farò anch'io una domanda e se voi mi rispondete, vi dirò anche con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?». Ed essi riflettevano tra sé dicendo: «Se diciamo: "dal Cielò', ci risponderà: "perché dunque non gli avete creduto?''; se diciamo "dagli uominì', abbiamo timore della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta». Rispondendo perciò a Gesù, dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch'egli disse loro: «Neanch'io vi dico con quale autorità faccio queste cose».
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Piazza piena, obiettivo raggiunto».Mattia Santoriscende dal palco, o meglio il rimorchio di un tir, guarda la distesa di teste che si allungano su piazza San Giovanni fino a non trovare una fine, si aggiusta i ricci con la mano e dà il cinque agli altri capi-sardine. Sono le 17 di un caldo sabato di dicembre, la prova diRomaè stata superata. La questura parlerà in serata di «35mila persone»; gli organizzatori del triplo, «100mila». Più la seconda della prima. Sulle note della Libertà di Gaber il colpo d'occhio fa il suo effetto.A un mese dal debutto in piazza Maggiore aBologna, il viaggio delle sardine chiude il primo ciclo. «Non è escluso che qualcuno di noi decida di impegnarsi in politica, ma è adesso è presto. Io candidarmi? Mai dire mai». Santori, il giovane frontman venuto dalle città delle Due Torri, si muove agile tra i mille microfoni che lo inseguono. C'è un grande «e quindi?» che assilla questa piazza. Intanto, dal palco il giovane leader ha appena pronunciato una serie di proposte (numerate) per scacciare le critiche di chi dice che questa piazza è simpatica e pacifica, ma, stringi stringi, alla fine non propone nulla. E quindi? «Vanno aboliti i decreti sicurezza». E poi? «Basta violenza verbale, i ministri non usino i social, ma i loro canali ufficiali per comunicare, basta campagna elettorale permanente». Nemmeno a dirlo l'obiettivo è Matteo Salvini. Sicché «Roma non si lega», come facile slogan sardinista.
IL VERSO ALLA MELONI
La liturgia di questo flashmob, che ormai tale non è più perché è durato più di due ore, viene comunque rispettata. Si canta Bella ciao a ripetizione, ma c'è il momento «Fratelli d'Italia». Nel senso di Mameli e non diGiorgia Meloni, abbastanza nel mirino della folla («Sono Nibran, sono una donna, sono musulmana e sono figlia di palestinesi», urla una ragazza con il velo, rifacendosi appunto al tormentone di Giorgia).
Non manca, l'inno ufficiale: Com'è profondo il mare di Dalla, che si accompagna con De Gregori (La storia siamo noi). Scendendo fino ai Beatles, con una rapida incursione tra i Rolling Stones. «Siamo i partigiani del 2020», è il grido di battaglia. Anche se l'Anpi c'è, e la presidente Carla Nespolo dice che questi ragazzi «sono il presente di lotta e speranza contro il fascismo». I ragazzi certo.
Tuttavia la piazza è piena di «sardine d'argento». La definizione è di Paolo Flores D'Arcais, padre dei girotondi che furono, che si aggira con il fare del nonno nobile. D'altronde qui c'è un'anima matura politicamente. Che ne ha viste, e perse, tante di battaglie. Ci sono i pensionati della Cgil che vendono spillette a 2 euro, il servizio d'ordine è targato Fiom (i katanga), qua è là gioiosi e sorridenti ecco i Papa-boys, ma anche la comunità di Sant'Egidio è presente. Non mancano le sardine nere (i migranti che vogliono lo ius soli) e quelle europeiste. Dal palco parlano l'europarlamentare del Pd Pietro Bartolo, già medico a Lampedusa, e Giorgia Linardi, portavoce della Sea Watch per riscattare Carola. Insomma, tutti simboli contundenti contro Salvini.
Ci sono sprazzi di Pd, ma anche molta sinistra-sinistra (ecco Nichi Vendola a spasso con il pupo), si affacciano i radicali (c'è il deputato Riccardo Magi) e tanti ragazzi che «mai con il Pd, piano con le offese». E qualche delegazione dei centri sociali «oggi travestiti» da sardine? Ci sono anche loro. Una coppia sui sessanta si guarda negli occhi prendendosi sotto braccio: «Ah, quanta gente: da quanto tempo questa piazza non era così bella». A riportare tutti sulla terra ci sono le pasquinate: «La Lega a Roma è come la carbonara con la panna». Ma attenzione piazza San Giovanni fa gola a tanti. Il più rapido, in apertura e chiusura, è Nicola Zingaretti, segretario del Pd: «Oggi renderete anche Roma più bella», twitta dopo pranzo.
Per poi concludere: «Cambiamo insieme l'Italia, belle le proposte che avete lanciato». Matteo Renzi, leader di Italia Viva dice il contrario: «Complimenti - dice l'ex premier ai manifestanti - ora bisogna passare dalla protesta alla proposta». Il M5S non è pervenuto. A titolo personale c'è il deputato Paolo Lattanzio. La sindaca Virginia Raggi, attesa fino all'ultimo minuto, manda un messaggio: «E' una festa di popolo, Roma non si Lega». E poi inizia a litigare con Salvini (reo di averla di nuovo attaccata): «Sai solo insultare: giù le mani dalla Capitale». Ma è solo un'appendice di un sabato pieno di gente e di «e quindi?». O meglio: «E ora?».
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il 18 gennaio 2020 è la data per l'ultima e decisiva fase dello spegnimento. Da allora inizierà, salvo diverse disposizioni, il cosiddetto colaggio della salamandra, ovvero la foratura del crogiolo che renderà inutilizzabile l'Altoforno 2dell'ex IlvadiTaranto. È quanto stabilito dal cronoprogramma per lo spegnimento dell'impianto (che prevede tutta una serie di interventi preliminari) definito dal custode giudiziario dell'area a caldo, Barbara Valenzano, che oggi si è recata nello stabilimento. Su disposizione del giudiceFrancesco Maccagnano, dinanzi al quale si svolge il processo per la morte dell'operaio Alessandro Morricella, sono partite le operazioni che porteranno al fermo dell'impianto. I legali dell'Ilva in As, nel frattempo, dovrebbero presentare ricorso al Tribunale del Riesame, che ha in calendario udienze il 30 dicembre e il 7 gennaio.
Un'eventuale decisione favorevole scongiurerebbe lo stop a uno degli impianti ritenuti fondamentali per l'intero ciclo produttivo. Per rispettare le condizioni di sicurezza, l'impianto dovrà mantenere unlivello minimo produttivodi 4.800 tonnellate al giorno «atto a garantire - è detto nel verbale di accesso allo stabilimento del custode giudiziario - un regime termico adeguato al colaggio della salamandra» (consistente nella foratura del crogiolo e nel colaggio degli ultimi fusi, ndr). Questa procedura dovrà iniziare il 18 gennaio 2020, quando «sarà completata la fase di abbassamento carica dell'Altoforno». Valenzano ha precisato inoltre nel documento che «le modifiche impiantistiche che saranno implementate dall'8 gennaio 2020 in poi non consentiranno la successiva ripresa del normale esercizio dell'Afo2».
Ilgruppo franco-indianoha già comunicato la necessità di collocare in cassa integrazione straordinaria 3.500 lavoratori, compresi i 1.273 già in Cigo per i quali era stata annunciata nei giorni scorsi la proroga per altre 13 settimane, a partire dal 30 dicembre. Decisione respinta dalle organizzazioni sindacali. Il segretario della Cgil,Maurizio Landini, oggi ha affermato che se da un lato «va bene che ci sia un ingresso dello Stato», allo stesso tempo «deve essere chiaro a tutti che alla fine va salvaguardata l'occupazione». Intanto, a Taranto è stato presentato il 'Documento generale del Piano Strategico di sviluppo e valorizzazione del territorio tarantinò, denominato 'Taranto Futuro Prossimò, promosso da Regione Puglia e Asset, che prevede investimenti per 1,8 miliardi di euro. Secondo il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, «il Piano strategico di Taranto è il futuro di questa città: lo so che non è attualmente possibile prescindere dall'Ilva - ha detto - però vi garantisco per l'esperienza di vita e di città che ho, che Taranto ha delle possibilità straordinarie». Qualunque cosa «accada a quella fabbrica - ha concluso il governatore - questa città ha la rabbia giusta che serve a scendere in campo per vincere».
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un impatto tremendo che haspezzato in due le biciclette e frantumato il parabrezza dell'auto. Così nel pomeriggio a Verolanuova in provincia diBresciasonomorti due ciclisti, un 70enne e un 67 entrambi residenti a Cremona, travolti e uccisi da un'auto. Chi era al volante aveva bevuto e i primi esami parlano di un tasso alcolemico tre volte oltre il consentito. La vettura non era poi assicurata e nemmeno era stata fatta la revisione. Per questo motivo è scattato l'arresto e l'automobilista, un 35enne bresciano, accusato di dupliceomicidio stradaleè finito in carcere. Iciclistisono morti sul colpo, sbalzati dalle loro bici da corsa a metri distanza. Colpiti frontalmente dalla vettura che procedeva in senso di marcia opposto. È stato lo stesso automobilista a chiamare isoccorsie a rendersi conto per primo che per i due uomini non c'era più nulla da fare. L'incidente è avvenuto lungo un tratto di strada stretto con campi agricoli da una parte e dall'altra della lingua d'asfalto e in un orario, nel cuore del pomeriggio, in cui il sole poteva abbagliare.
Dopo il primo alcol test, risultato positivo, i carabinieri di Verolanuova su ordine della Procura di Brescia hanno eseguito l'arresto del 35enne che è stato poi trasferito in ospedale per nuovi accertamenti medici e infine nel carcere di Canton Mombello di Brescia dove attenderà l'udienza di convalida. L'auto, distrutta frontalmente e sul lato guida, è stata posta sotto sequestro. Si tratta del secondo grave incidente stradale nel Bresciano in pochi giorni dopo l'investimento di un bambino di due anni che a Coccaglio stava attraversando la strada sulle strisce pedonali sul passeggino spinto dalla madre.
L'automobilista è stata rintracciata solo undici ore dopo perché allontanatasi senza prestare soccorso. Si tratta di una 22enne che è stata arrestata su ordine del pm e dopo due giorni rimessa in libertà dal gip che non ha convalidato l'arresto facendo decadere la misura dei domiciliari per l'insussistenza del rischio di reiterazione del reato in quanto alla donna dopo lo schianto era stata ritirata la patente. Le condizioni del bambino, ricoverato all'ospedale di Bergamo, restano gravi.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «In quell'aeroportomi hanno fatto sentire un trafficante di bambini».Mirko Coccatopronuncia questa frase, poi si ferma e scoppia a ridere. Ma la sua è una risata amarissima. «Mi hanno tenuto due notti in una cella come se fossi un criminale, invece sono una brava persona che ha commesso solo un'ingenuità. Io volevo solo fare del bene e non vedo l'ora di riabbracciare quella bimba» Mirko, trentanovenne originario di Brugine nella Bassa Padovana, non si dà pace mentre parla da un appartamento di Cartagena de Indias. Martedì è stato arrestato dalla polizia colombiana per aver tentato di imbarcarsi con una neonata di 18 giorni dichiarata irregolarmente come propria figlia. Rimesso in libertà giovedì mattina, ora è pronto a tornare a casa. Lasciando però la moglie e la bambina dall'altra parte dell'oceano.
Mirko, la sua storia è rimbalzata dalla Colombia all'Italia suscitando grande clamore. Ripercorriamo ciò che è successo? «Io sono sposato da dieci anni con una donna colombiana. Viviamo a Brugine, lavoriamo, siamo brave persone.La bambina che abbiamo deciso di adottare è la figlia della cugina di mia moglie....
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA TREVISO - Il tumore era cresciuto all'intero del suo corpo dal rene fino ad arrivare addirittura al cuore. Una massa di 12 centimetri. Lei, una 64enne di Sydney (Australia), figlia di emigrati italiani, non si era accorta proprio di nulla. La neoplasia si era sviluppata nel tempo senza dare alcun tipo di sintomo. Fino allo scorso settembre. La donna si è improvvisamente sentita male mentre si trovava in vacanza in Veneto per far visita ai parenti. Si pensava a qualcosa di passeggero. Invece è emerso il tumore. E dopo il ricovero d'urgenza nell'ospedale a Montebelluna, dove sono stati eseguiti i primi accertamenti radiologici, ha scelto di farsi operare al Ca' Foncello. Qui un'equipe multi-disciplinare composta da chirurghi, cardiochirurghi e urologi le hanno letteralmente salvato la vita con un intervento eccezionale. IL GAZZETTINO.IT