Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E’ nato il piccolo Roberto. A renderlo noto è il neo papà praianese Luciano Irace che pubblica sulla sua pagina Facebook il fiocco azzurro che annuncia l’arrivo del bebè accompagnando l’immagine con le parole: “Finalmente sei arrivato”. Auguri di cuore a Luciano ed alla neomamma positanese Rosaria Cascone per questo lieto evento che riempie ancor di più la loro vita di amore e felicità. Auguri di cuore Luciano e Rosaria ed un bacino al piccolo Roberto.
Positano (Salerno). Si è tenuta oggi, lunedì 5 ottobre, la prima Giunta Comunale dell’Amministrazione Guida, nel corso della quale è stato fra l’altro, approvato un importante contributo in favore delle famiglie, per l’acquisto dei libri di testo scolastici. Oggi prima giunta comunale. Abbiamo iniziato dall’istruzione e dai nostri studenti – dice il sindaco Giuseppe Guida. Un primo contribuito andrà ad integrare i fondi regionali stanziati per le scuole secondarie di primo grado, ed è stato istituito un ulteriore contributo, con fondi dal bilancio comunale, per gli alunni delle scuole superiori. Nei prossimi giorni sarà pubblicato il bando. FONTE POSITANONEWS
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Pochi minuti fa il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha firmato l’ordinanza n.77 che contiene ulteriori misure di prevenzione e di contenimento del contagio da Covid-19.
Ecco la parte ordinativa del testo:
Con decorrenza immediata e fino al 20 ottobre 2020, salva ogni ulteriore determinazione in conseguenza dei provvedimenti statali adottandi ai sensi dell’art. 2 del decreto-legge n.19 del 2020, convertito in legge n.35 del 2020, e dell’andamento della situazione epidemiologica quotidianamente rilevata:
– È fatto obbligo ai bar, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari di chiusura dell’attività dalle ore 23 alle ore 6 del giorno successivo, nei giorni da domenica a giovedì; dalle ore 24 alle ore 6 del giorno successivo, nei giorni di venerdì e sabato. Fanno eccezione gli esercizi presenti all’interno di strutture di vendita all’ingrosso che osservano orari notturni di esercizio.
– Ai ristoranti, pizzerie ed altri esercizi della ristorazione (pub, vinerie, kebab e similari), è fatto obbligo di prevedere l’ultimo ingresso dei clienti nonché degli avventori per asporto alle ore 23, per l’intera settimana. Le consegne a domicilio sono consentite senza limiti di orario.
Restano confermate le disposizioni di cui all’Ordinanza n.75 del 29 settembre 2020, pubblicata sul BURC in pari data e relativi Protocolli di settore allegati. Sono altresì confermate tutte le disposizioni di cui all’ordinanza n.76 del 3 ottobre 2020, ivi compresa la proroga:
– dell’obbligo, su tutto il territorio regionale, di indossare la mascherina anche nei luoghi all’aperto, durante l’intero arco della giornata, a prescindere dalla distanza interpersonale, fatte salve le previsioni degli specifici protocolli di settore vigenti (ad esempio per le attività di ristorazione, bar, sport all’aperto), approvati o prorogati con le ordinanze vigenti o riportati in allegato al DPCM 7 settembre 2020;
– di tutte le disposizioni relative alle misure di sicurezza obbligatorie prescritte per i titolari e gli utenti di esercizi commerciali, culturali, ricreativi, o comunque aperti al pubblico, ivi compreso l’obbligo di porre a disposizione, all’ingresso e all’interno dei locali, soluzioni idroalcoliche igienizzanti e di subordinare l’ingresso da parte degli utenti alla avvenuta igienizzazione delle mani e alla protezione delle vie respiratorie attraverso l’uso della mascherina.
INSERITO DA MORENA MOTTA Un piccolo teschio è stato ritrovato nei boschi di Serle in provincia di Brescia. il teschio è stato recuperato nella stessa zona dove si erano concentrate le ricerche di Iuschra Gazi, la 12enne di origini bengalesi affetta da autismo svanita nel nulla nel luglio del 2018 durante una gita con gli operatori della Fobap, Fobdazione bresciana assistenza psicodisabili.
Saranno gli accertamenti medici ora a stabilire se i resti trovati siano proprio della ragazzina. Il caso giudiziario era stato chiuso nei mesi scorsi con la condanna per omicidio colposo a otto mesi, in virtù di un patteggiamento per l'operatrice dell'associazione che durante la gita aveva il compito di controllare la bambina. "Nessuno mi ha avvisato.
Adesso aspettiamo di vedere se quelle ossa sono di Iuschra". Ha detto all'ANSA Mdliton Gazi, il padre della 12enne bengalese.
Serviranno gli esami del Dna per capire se si tratta della bambina che era scomparsa durante una gita con altri ragazzini disabili. "Io spero sempre possa essere viva mia figlia, ma adesso vediamo con queste ossa trovate" ha detto il padre che aveva seguito ogni giorno le ricerche. "Da papà spero sempre possa tornare. Cosa è successo quel giorno ancora non l'ho capito."
INSERITO DA MORENA MOTTA È stato riattivato in Protezione Civile il Comitato operativo che ha affrontato i primi mesi dell'emergenza Covid. Una prima riunione si è svolta questa mattina alla Protezione Civile, per fare il punto della situazione in merito alla pressione sugli ospedali e l'approvvigionamento di materiali. Durante il vertice non sarebbero emerse al momento particolari criticità.
All'incontro hanno partecipato - alcuni in videoconferenza - il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, il Commissario per l'Emergenza, Domenico Arcuri, tecnici e assessori in rappresentanza delle varie regioni. A quanto si apprende, il prossimo incontro è fissato per venerdì prossimo.
INSERITO DA MORENA MOTTA Il premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina 2020 va a Harvey J. Alter, Michael Houghton e Charles M. Rice "per la scoperta del virus dell'epatite C". L'annuncio è stato dato come da tradizione dal Karolinska Institutet di Stoccolma in Svezia, in diretta via Internet e social network. Il riconoscimento è salito a 10 milioni di corone svedesi, al cambio odierno circa 950mila euro. I vincitori del premio 2020, due americani e un inglese, "hanno dato un contributo decisivo alla lotta contro l'epatite trasmessa attraverso il sangue - si legge nella motivazione dell'Assemblea dei Nobel - un grave problema di salute globale che causa cirrosi e cancro al fegato nelle persone di tutto il mondo".
In particolare, gli studi di Alter, Houghton e Rice hanno portato all'identificazione di un nuovo virus, il virus dell'epatite C (Hcv). Prima del loro lavoro, infatti, "la scoperta dei virus dell'epatite A e dell'epatite B era stata un passo avanti fondamentale, ma la maggior parte dei casi di epatite trasmessa per via ematica restava inspiegabile. La scoperta del virus dell'epatite C ha rivelato la causa dei rimanenti casi di epatite cronica e ha reso possibili test del sangue e nuovi farmaci che hanno salvato milioni di vite". Anche per merito di questi studi pionieristici, dunque, grazie ai nuovi super-farmaci, "per la prima volta nella storia il virus dell'epatite C ora può essere curato".
Alter, con le sue ricerche sull'epatite associata alle trasfusioni, ha dimostrato che un virus sconosciuto era una causa comune di epatite cronica. Houghton ha utilizzato una strategia inedita per isolare il genoma del nuovo virus, battezzato appunto virus dell'epatite C. Rice ha fornito le prove definitive che dimostrano che questo virus, da solo, può causare epatite.
L'epatite, ricordano gli esperti dell'Assemblea dei Nobel, è provocata principalmente da infezioni virali, benché anche altri fattori quali l'abuso di alcol, tossine ambientali o malattie autoimmunitarie possano rappresentare una causa importante. Negli anni '40 del secolo scorso divenne chiaro che esistevano due forme di epatite infettiva: la prima, denominata A, veicolata da cibo o acqua contaminati e con un impatto a lungo termine generalmente limitato in chi la contrae; la seconda, tramessa attraverso il sangue e i fluidi corporei, che costituisce invece una minaccia molto più seria perché può portare a una patologia cronica con lo sviluppo di cirrosi epatica e tumori al fegato.
Era dunque cruciale identificare il microrganismo responsabile dell'epatite trasmessa per via ematica: un'infezione silenziosa da oltre 1 milione di vittime all'anno nel pianeta, una minaccia globale paragonabile all'Hiv o alla tubercolosi. A compiere il primo passo fu Baruch Blumberg, che negli anni '60 scoprì come una delle forme di epatite trasmessa dal sangue fosse provocata da un virus che venne chiamato virus dell'epatite B. I suoi studi gli valsero il Nobel per la Medicina nel 1976 e fu proprio con Blumberg che Alter, allora giovane ricercatore, mise a segno alcune delle sue scoperte.
Rimaneva infatti un grande interrogativo al quale rispondere: capire quale fosse la causa di una quota preoccupante di epatiti croniche correlate a trasfusione, ma non collegate né al virus A né a quello B. A trovare la tessera mancante del puzzle furono Alter, Houghton e Rice, che riuscirono a dare un nome alle epatiti 'non A-non B', svelando appunto l'esistenza di un nuovo virus a Rna appartenente alla famiglia dei Flavivirus, che da solo poteva causare epatite e che spiegava le infezioni rimaste fino ad allora misteriose. Era l'Hcv, il virus dell'epatite C.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Comitato Tuteliamola Costiera Amalfitanaha scritto una lettera aperta indirizzata anche al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, oltre che ai sindaci della Divina e a diversi altri enti.
Una lunga missiva molto chiara e che esplica in maniera inequivocabile il pensiero del comitato.
“Non è più sostenibile dal punto di vista turistico a seguito dei grandi numeri che interessano arrivi e presenze, soprattutto da escursionismo giornaliero, che mettono in forse i servizi fondamentali del territorio.
Come anche non è più sostenibile l’attuale gestione della SS 163 amalfitana, o meglio l’indifferenza dei poteri pubblici locali che preferiscono l’inattività a scelte radicali sui flussi di traffico per evidenti motivi di mantenimento del consenso.
A questo si aggiungono i frequenti e devastanti incendi che minano sempre di più la fragilità propria del territorio, incentivati da quello che appare come un articolato disegno criminoso che coinvolge, oltre che la Costiera, l’intera regione.
Risulta insostenibile e inspiegabile anche il perenne ricorso a pratiche emergenziali per affrontare il dissesto idrogeologico sempre più evidente negli eventi franosi che si verificano ormai quasi ad ogni temporale. Smottamenti di terrazzamenti abbandonati, crolli di falesie, colate di fango (che originano da terreni incendiati) sono eventi che denunciano una fragilità che va affrontata con interventi di prevenzione e monitoraggio e non più con l’emergenza.
Infine la questione aperta delle grandi opere pubbliche in corso di progettazione e realizzazione, con la galleria “Minori – Maiori” e l’opera di collettamento dei reflui urbani dei comuni del Centro costa con l’impiego del grande spazio verde del Demanio di Maiori, ad alta vocazione naturalistica, come area per la depurazione fognaria; si ignora, senza documentare la scelta, il progetto alternativo e meno impattante dell’Ausino di una condotta sottomarina Maiori-Salerno, con collegamento al depuratore del capoluogo.
Si avverte perciò, con sempre maggiore evidenza, la necessità di avviare una fase di discussione, approfondimento e studio sul tema di fondo “Quale Costiera?“
È guardando al suo territorio e alla sua morfologia e alla storia che si trovano i principi ispiratori dell’azione di oggi che ne chiede la tutela e conservazione del suo patrimonio generale con l’impiego di opere poco invasive, sostenibili, integrate con il paesaggio urbano e naturale, rispettose delle leggi.
Il nostro punto di vista in materia proviene da un osservatorio privilegiato dei suoi abitanti, insediato sul territorio, e preferisce una mobilità del mare a quella attuale, terrestre e di penetrazione della SS.163, con l’utilizzo alternativo delle strade trasversali di valico, Chiunzi e Agerolina, e la realizzazione di vettori meccanici tra zone alte e centri di costa con parcheggi alle porte d’ingresso e un trasporto pubblico su terra, del tipo green di ultima generazione; la SS. 163 amalfitana scaricata completamente dal traffico pesante di pullman turistici e merci (hub agli ingressi) e, guardando al futuro, una sua trasformazione ed evoluzione naturale, in “strada storica amalfitana”, così completamente recuperata alla sua funzione primaria e paesaggistica di collegamento tra Salerno/Vietri sul Mare e Positano/Punta Campanella/Sorrento, tra le più belle “roads” al mondo.
È una visione di “Costiera” che rinvia ad una nuova mobilità e ad un sistema di piccoli interventi e non grandi opere, se non agli accessi, con parcheggi di interscambio / hub e vettori di collegamento tra la zona alta e il mare con la dotazione delle infrastrutture di approdo nei centri sforniti, al posto di tunnel e varianti alla SS 163 che tendono a sovraccaricare ancora la linea terrestre di costa e che possono solo irrimediabilmente sconvolgerne l’assetto idrogeologico già fragile, non solo alimentando il traffico e l’uso privato dell’auto ma anche ivi giustificando altri parcheggi. È una soluzione che sarebbe da preferire anche per una ragione, non da meno, di costi e risparmio delle risorse pubbliche.
Il tutto nel quadro di un turismo sostenibile ed equilibrato che, invece di sovraccaricare soltanto i centri urbani e balneari, si distribuisca su una offerta diversificata per segmenti e periodi, soprattutto di bassa stagione, ma anche con un orientamento dei flussi verso i centri alti e interni della costa.
Questa esigenza di riequilibrio dell’offerta deve porre una giusta attenzione ai settori dell’agricoltura e dell’artigianato integrandoli nell’economia primaria; ed è soprattutto il settore privato chiamato alla condivisione delle “scelte”.
Pensiamo sia maturo, inoltre, rispetto alla situazione limite, introdurre nel dibattito, in tema di conservazione – qualificazione del territorio e qualità dell’offerta turistica mondiale, l’idea di Costiera come “isola” in terraferma.
La sintesi e l’essenza diCostieraè nella definizione e classificazione che ne fa l’UNESCO World Heritage Center, “un mirabile esempio di paesaggio mediterraneo, di eccezionale valore scenico naturale e culturale, risultato della sua drammatica orografia e dell’evoluzione storica”.
La Costiera Amalfitana, iscritta nella World Heritage List dell’UNESCO (WHL) dal 1997 nella categoria “Cultural Landscape”, costituisce appunto un Paesaggio Culturale tipico del Mediterraneo che rischia di essere irrimediabilmente compromesso dall’uomo attraverso l’incuria, il dissesto idrogeologico, le opere inutili, dannose e parcellizzate, il sovraffollamento, il traffico e l’uso della SS163, la speculazione edilizia, gli incendi.
Questa visione di Costiera non è “nostalgico ambientalismo”, teso ad ingessare l’esistente, quanto piuttosto l’esigenza di un approccio razionale di sostenibilità che, tutelando il paesaggio, ne promuova la valenza ambientale ed economica.
Si comincia ad avvertire l’evidente necessità di un nuovo modo di fare governo del territorio, ispirato alla sostenibilità degli interventi, che guardi alla Costiera amalfitana nella sua complessità e generalità; si intravede l’esigenza di un cambio di paradigma nella politica, la necessità di una strategia ‘territoriale’ di governo e di una nuova visione, con una prospettiva a lungo termine, omogenea rispetto ad obiettivi e interventi sull’intero territorio.
Si delinea ormai nella società civile un deciso NO alla tattica breve del campanile e delle grandi e piccole opere spesso scollegate da una visione generale di pianificazione.
Crediamo che un cambiamento della politica possa partire dal basso attraverso la propensione e la cura dei cittadini, delle imprese, della cultura e del mondo del lavoro per la propria terra.
Lo dobbiamo soprattutto ai giovani di oggi e alle future generazioni”.
INSERITO DA MORENA MOTTA La Corte d'assise di Sassari ha condannato all'ergastolo Vincenzo Unali, l'allevatore di 60 anni di Mores accusato di aver ucciso l'uomo che faceva la corte a una delle su figlie, già legata sentimentalmente ad un altro con cui la famiglia dell'imputato era in affari. L'omicidio risale al 15 dicembre del 2016 quando Alessio Ara, operaio di 37 anni, venne freddato con una fucilata sull'uscio di casa, a Ittireddu.
La Corte presieduta dal giudice Massimo Zaniboni ha emesso la sentenza questa mattina, accogliendo in toto le richieste del pm Giovanni Porcheddu e degli avvocati di parte civile, Ivan Golme e Luigi Esposito. Riconosciuta anche una provvisionale di 200mila euro alla madre della vittima, Grazietta Pittalis, e di 130mila euro al fratello, Gian Salvatore Ara. L'imputato, difeso dall'avvocato Pietro Diaz, si è sempre professato innocente.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La città di Cava de’ Tirreni deve fare i conti con sette nuovi casi positivi al Covid-19. Lo ha annunciato il Sindaco Servalli: “Affrontare questa fase difficile” Inizia a diventare nuovamente preoccupante la situazione Coronavirus a Cava de’ Tirreni. Nella serata odierna, il sindaco Vincenzo Servalli ha dato l’annuncio di altri casi di contagio in città. Queste le parole del Primo Cittadino: “Nella giornata di oggi, gli esiti dei tamponi effettuati nei giorni scorsi, ci danno 7 nuovi positivi in città quasi tutti collegati ai casi precedenti. Le attività dell’Asl sono state effettuate secondo i protocolli“. “Dobbiamo ritrovare la massima attenzione e concentrazione sul modo di affrontare questa fase difficile, tra ripresa delle attività della nostra vita ed il diffondersi del contagio”. Questa la ‘preghiera’ del il sindaco di Cava de’ Tirreni ai propri cittadini. L’aumento dei contagi in Regione Campania è diventato preoccupante per tutta la popolazione: nella giornata odierna si sono toccati quota 412 casi e 7 di questi riguardano i cittadini di Cava de’ Tirreni. Nei giorni scorsi sono stati riscontrati due casi di bambini positivi al Covid-19 e che hanno paralizzato un istituto scolastico della frazione di Sant’Arcangelo. Situazione che inizia a preoccupare i cittadini metelliani. NANDO ARMENANTE ZEROTTONOVE
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA FIRENZE, - In Toscana sono 15.579 i casi di positività al Coronavirus, 188 in più rispetto a ieri (112 identificati in corso di tracciamento e 76 da attività di screening). L'età media dei casi odierni è di 42 anni (il 16% ha meno di 20 anni, il 28% tra 20 e 39 anni, il 37% tra 40 e 59 anni, il 15% tra 60 e 79 anni, il 4% ha 80 anni o più). Non si registrano nuovi decessi che restano 1166 dall'inizio dell'epidemia. I guariti crescono dello 0,2% e salgono a 10.451 (67,1% dei casi totali). I test eseguiti hanno raggiunto quota 774.753, 8.305 in più rispetto a ieri. Gli attualmente positivi sono oggi 3.962. I ricoverati sono 125 (2 in più rispetto a ieri), di cui 26 in terapia intensiva (+2). Il 68% dei casi odierni è risultato asintomatico, il 22% pauci-sintomatico (sintomi inferiori di numero e di minore intensità rispetto al consueto). Delle 188 positività di oggi, 6 casi sono ricollegabili a rientri dall'estero. Un caso è ricollegabile a rientri da altre regioni italiane (Calabria), due sono casi riferibili a cittadini residenti fuori regione la cui positività è stata notificata in Toscana. Il 37% della casistica è un contatto collegato a un precedente caso. Complessivamente, 3.837 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi o ne sono privi (+170). Sono 7.698 (+43) le persone, anch'esse isolate perché hanno avuto contatti con contagiati. (ANSA).