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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Aggiornamento Coronavirus 9 settembre. In Emilia 110 in più e 2 decessi, di cui uno a Mirandola

10 Settembre 2020, 10:25am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

Savignano sul Panaro — Italiano INSERITO DA MORENA MOTTA Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 32.963 casi di positività110 in più rispetto a ieri, di cui 64 asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Il numero di tamponi effettuati è superiore alle 10.000 unità.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei 110 nuovi casi, 53 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 40 sono stati individuati nell’ambito di focolai già noti.

Sono 11 i nuovi contagi collegati a rientri dall’estero, per i quali la Regione ha previsto due tamponi naso-faringei durante l’isolamento fiduciario se in arrivo da Paesi extra Schengen e un tampone se di rientro da Grecia, Spagna, Croazia e Malta. Il numero di casi di rientro da altre regioni è 21.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 42 anni.

Su 64 nuovi asintomatici, 20 sono stati individuati attraverso gli screening e i test introdotti dalla Regione, 5 tramite i test pre-ricovero, 39 grazie all’attività di contact tracing.

Per quanto riguarda la situazione sul territorio, il maggior numero di casi si registrano nelle province di Ravenna (30), Bologna (21) e a Forlì (11).

In provincia di Ravenna, su 30 nuovi, 3 sono stati individuati al rientro dall’estero (2 dalla Moldavia, 1 dalla Gran Bretagna), 11 sono emersi come contatti di casi già, di cui 6 all’interno di focolai familiari, 5 casi sono emersi grazie ai test sulle categorie a rischio, 3 durante gli screening sui luoghi di lavoro, 1 caso è stato individuato prima del ricovero mentre 7 sono stati classificati come sporadici.

Bologna e provincia sono 21 i nuovi positivi: 2 sono di rientro dall’estero (1 Spagna e 1 Romania), 10 sono di ritorno da altre Regioni (4 dalla Sardegna, 3 dalla Sicilia, 2 dall’Umbria, 1 dal Lazio), 2 casi fanno riferimento al focolaio già noto di una festa di Ferragosto in una discoteca a Cervia, 5 casi rientrano in focolai familiari già noti, 2 infine sono stati classificati come sporadici.

Forlì, su 11 nuovi casi, 1 era di rientro dall’estero (Tunisia), 8 hanno avuto contatti con positivi già noti, 1 ha effettuato il tampone per presenza di sintomi e 1 infine ha eseguito il test spontaneamente.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

tamponi effettuati ieri sono 10.081, per un totale di 990.713. A questi si aggiungono anche 2.891 test sierologici.

casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 3.554 (22 in più di quelli registrati ieri).

Si registrano purtroppo due decessi in Emilia-Romagna: una donna di 95 anni della provincia di Piacenza e un uomo di 87 anni della provincia di Modena.

Le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 3.398 (12 in più rispetto a ieri), il 95% dei casi attivi. I pazienti in terapia intensiva restano 16, mentre i ricoverati negli altri reparti Covid sono 140 (10 in più rispetto a ieri).

Le persone complessivamente guarite sono 24.942 (+85 rispetto a ieri): 13 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 24.929 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.869 a Piacenza (+7, di cui 1 sintomatico), 4.046 a Parma (+7, di cui 2 sintomatici), 5.500 a Reggio Emilia (+5, di cui 2 sintomatici), 4.577 a Modena (+9, di cui 5 sintomatici), 5.858 a Bologna (+21, di cui 11 sintomatici), 526 casi a Imola (+1, nessun sintomatico), 1.291 a Ferrara (+4, di cui 2 sintomatici), 1.570 a Ravenna (+30, di cui 12 sintomatici), 1.230 a Forlì (+11, di cui 4 sintomatici), 1.026 a Cesena (+9, di cui 4 sintomatici) e 2.470 a Rimini (+6, di cui 3 sintomatici).

In seguito a verifica sui dati comunicati nei giorni passati è stato eliminato 1 caso da Ferrara in quanto giudicato non caso COVID-19.

LA SITUAZIONE NEL MODENESE

SUL PANARO.NET

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CARPI NEWS Quanta emozione il primo giorno di scuola

10 Settembre 2020, 10:16am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

INSERITO DA MORENA MOTTA I bambini, stringendo la mano ai genitori, hanno varcato la soglia di ingresso degli asili nido e delle scuole d’infanzia della nostra città. Ad attende i piccoli 0-6 anni, le tate munite di mascherina ma sorridenti e pronte a ripartire in modo totalmente nuovo.

Questo nuovo inizio d’anno, è nuovo davvero…Abbiamo fatto le “prove” con il centro estivo ma, si sa che non è la stessa cosa, lo scenario è diverso, i bambini non sono “i tuoi”, arrivano da diverse scuole e fanno poche settimane, ci si diverte, si gioca ma il feeling che stabilisci con i tuoi bambini, con cui vivi tante ore, tanti mesi, tanti anni, è un’altra cosa. Adesso è il momento della “bella”, fra qualche giorno la porta della nostra casa dei bambini si aprirà per provare a rivivere ciò che abbiamo lasciato in sospeso più di sei mesi fa, e se abbiamo tanti timori e paure che ci accompagnano, abbiamo anche tanta voglia di rincontrarci per assaporare un po’ di normalità. Noi riponiamo grandi speranze nei bambini, saranno loro, con la loro resilienza, con i loro antidoti a tutti i mali del mondo, con il loro ottimismo e la loro praticità che ci aiuteranno in questa insolita ripartenza a rielaborare cos’è successo in questi mesi in cui ci siamo visti solo attraverso uno schermo. Immaginiamo un percorso speciale di rientro, che di speciale abbia la saggezza educativa di eventi “normali”, pensati per costruire fiducia e ottimismo, per ri-nascere, ri-trovarsi, ri-cominciare. Noi ci metteremo buona volontà e come proposto dall’Onu seguiremo la filosofia dell’accomodamento ragionevole… Né troppo restrittivi né troppo permissivi. Buon inizio di viaggio a noi.

Aida e Umberto Bassi di Budrione

E’ naturalmente una situazione completamente nuova in cui è fondamentale l’aspetto della formazione non solo per gli aspetti pratici legati alle norme igienico – sanitarie. Occorre rincuorare i genitori che ci affidano i loro figli e rassicurarli che percorso di crescita dei bambini non è compromesso da questa nuova situazione. Li abbiamo incontrati per spiegare loro quali sarebbero state le novità che non devono rappresentare un limite ma stimolano noi insegnanti a elaborare strategie nuove per condividere gli spazi e crescere insieme. Vivremo la collettività in modi differenti ma giorno per giorno modalità che oggi sono nuove diventeranno elementi della vita quotidiana. Se le famiglie si rendono conto che si può fare e ci affiancano in questa responsabilità il gioco è fatto. I bambini avevano una voglia enorme di rientrare a scuola e riprendere quello che avevano lasciato, si adattano più di noi e hanno recepito al volo il fatto di avere una responsabilità nei confronti dell’altro. Ognuno, insomma, sta facendo la sua parte e non c’è nessun bambino in crisi di pianto quest’anno.

Scuola d’infanzia Pegaso

Liana è ancora carica di emozione e la voce si spezza quando racconta (insieme a Riccardo e a Mara) il primo giorno alla Scuola d’infanzia Pegaso. “Ci aspettavamo che i bambini piangessero un po’ nel momento del distacco e invece solo uno dei piccoli di quattro anni della sezione ha avuto un momento di incertezza, poi abbiamo fatto due passi e quattro chiacchiere: è passato tutto subito ed è tornato il sorriso. Il primo giorno di scuola è stato bellissimo e la voglia di ritrovarsi era tanta. Non erano state organizzate attività particolari e i bambini sono stati liberi di giocare dentro e fuori dalla sezione. C’è chi ha letto un libro o ha giocato con le costruzioni all’interno e chi si è divertito a fare la pappa con foglie e rametti o il castello con la terra all’esterno. E’ stato molto piacevole. Puntiamo molto quest’anno sulla pedagogia naturale all’aperto sia per esigenze di tutela della salute come raccomandato anche dai pediatri già da diversi anni, ma anche dal punto di vista didattico perché giocare in natura offre parecchie opportunità didattiche, favorisce la relazione, aiuta il linguaggio a evolversi e permette ai bambini e alle bambine di ragionare fuori dagli schemi soliti, grazie alla creatività e alla curiosità che li guida fin dalla nascita. Questa mattina li abbiamo lasciati liberi godendoci la gioia di ritrovarsi”.

Scuola d’infanzia Coccinella

Nei colloqui con i genitori – racconta Elena Roncadi – abbiamo percepito fortemente l’attesa per la ri-partenza della scuola, che ci ri-consegnerà una quotidianità scuola-famiglia che abbiamo dimenticato con il lockdown, un periodo in cui i bambini sono rimasti a digiuno di relazioni sociali. I genitori raccontano che il fatto di essere costretti a casa ha permesso di vivere un’intimità senza fretta e concitazione ma si è sentita l’assenza forzata della scuola come alleata educativa nella crescita e sviluppo dei propri figli. Quest’anno, ancor più, sono entusiasti e motivati nel fare iniziare i loro bambini con la consapevolezza che scuola e famiglia sono indissolubilmente legati dallo stesso intento: uno sviluppo sereno, equilibrato e armonico del proprio bambino”. “Tornare è stato molto bello – aggiunge Sabrina Gibertoni – ed è importante trasmettere entusiasmo e serenità alle famiglie per creare un ambiente positivo. Aver mantenuto un costante rapporto anche nei mesi estivi coi bimbi più grandi che hanno mandato foto dalle vacanze e restituito alcuni materiali ci ha aiutato a vivere questo periodo un po’ più vicini ma è stata tanta l’emozione di rivederli”.

a cura di Sara Gelli IL TEMPO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSBILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Non è un bel momento per le Malattie Rare!

10 Settembre 2020, 10:10am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA «Non è un bel momento per le Malattie Rare: se in passato avevano attirato almeno un po’ l’attenzione del Ministero della Salute, con il coronavirus sembrano essere del tutto “passate di moda”. Ma i 2 milioni di persone che ne soffrono non scompaiono e la pandemia ha reso la loro vita ancora più difficile»: lo ha dichiarato la senatrice Binetti, presidente dell’Integruppo Parlamentare per le Malattie Rare, nel corso di una conferenza stampa promossa insieme all’Osservatorio Malattie Rare, organizzata per presentare la relazione programmatica “Malattie Rare come priorità di Sanità Pubblica”

Tanti omini rossi e un omino bianco su sfondo rosa«Non è un bel momento per le Malattie Rare: se in passato, con grandi sforzi, avevano attirato almeno un po’ l’attenzione del Ministero della Salute, con l’arrivo del coronavirus sembrano essere del tutto “passate di moda”. Ma i 2 milioni di persone che ne sono affette non scompaiono distogliendo gli occhi e la pandemia ha reso la loro vita ancora più difficile. Ci si sarebbe aspettati che a loro fosse destinata almeno una piccola parte dei 68 miliardi in arrivo con il Recovery Fund, invece nelle prime proposte del Ministero non vi è traccia: un brutto segnale di disattenzione che segue la mancata attribuzione di una delega specifica sulle Malattie Rare ai Viceministri e Sottosegretari»: così la senatrice Paola Binetti, presidente del Intergruppo Parlamentare per le Malattie Rare, ha aperto la conferenza stampa Pianificare, finanziare, organizzare l’assistenza: la call to action dei pazienti (se ne legga la presentazione sulle nostre pagine), realizzata dal Gruppo stesso, in collaborazione con l’OMAR (Osservatorio Malattie Rare) e durante la quale è stata presentata la relazione programmatica Malattie Rare come priorità di Sanità Pubblica.

«La pandemia – ha sottolineato poi Binetti – ha riacceso i riflettori sulla medicina e sul funzionamento del sistema sanitario, mettendoci di fronte ai limiti di un modello “ospedalocentrico”. Infatti, nel momento in cui gli ospedali sono stati necessariamente destinati ai “grandi numeri” generati dal coronavirus, a farne le spese sono stati i “piccoli numeri”, e in primis proprio le persone affette da Malattie Rare, improvvisamente private di molte delle attenzioni conquistate negli anni e con fatica. Per loro i problemi e i bisogni, sia in quanto Malati Rari, sia in quanto persone a maggior rischio in caso di infezione da coronavirus, sono aumentati in modo esponenziale, ora dobbiamo porvi rimedio. Serve però non un rimedio temporaneo ma strutturale, istituzionalizzato: per questo occorreva che dal Parlamento partisse un messaggio chiaro, forte e messo nero su bianco».
Proprio questa, dunque, è stata la funzione del documento presentato durante la conferenza stampa, facendo emergere non solo i bisogni, ma soprattutto una serie di chiare indicazioni sulla strada da seguire.
Elaborata dall’Intergruppo Parlamentare, in parte utilizzando anche il Position Paper dell’Alleanza Malattie Rare su Cure Territoriali e Malattie Rare, la relazione è stata sottoscritta da numerose Associazioni aderenti all’Alleanza stessa, in rappresentanza del mondo dei Malati Rari italiani.

Entrando nel dettaglio di tale documento, in esso sono cinque le priorità indicate, dall’aggiornamento del Piano Nazionale per le Malattie Rare, scaduto ormai da quattro anni, con il relativo necessario finanziamento, all’implementazione dell’assistenza territoriale, che durante la pandemia ha mostrato tutte le sue carenze; dallo sviluppo di telemedicina e teleassistenza, all’approvazione del Testo Unico sulle Malattie Rare da tempo in discussione, fino a una nuova e più efficiente organizzazione della ricerca sulle Malattie Rare.
«Nei mesi scorsi – ha ulteriormente evidenziato Binetti – tutti gli sforzi organizzativi sono stati convogliati sulla gestione della pandemia; quel che preoccupa, però, è che anche ora che siamo nella “fase 2” le Malattie Rare non trovano attenzione. Le azioni che erano in corso prima della pandemia sono ferme e non c’è accenno ad una loro ripartenza: dell’approvazione del Secondo Piano Nazionale per le Malattie Rare non si sa nulla, e dalle prime indiscrezioni non si parla nemmeno dell’utilizzo di una minima parte dei 68 miliardi del Recovery Fund per i Malati Rari. Eppure questi fondi potrebbero essere usati sia per il finanziamento del Piano che per un piano di recupero delle visite e dell’assistenza che sono saltati nella “fase 1”, causando enormi problemi a queste persone».

«Prima della pandemia – ha dichiarato dal canto suo Fabiola Bologna, segretario della Commissione Affari Sociali alla Camera – le persone con Malattia Rara erano riuscite a ottenere più attenzione che in passato, tanto che sul nuovo Testo Unico si era trovata una convergenza tra tutte le forze politiche che aveva permesso celerità nell’iter d’esame, Poi, con l’arrivo del coronavirus, ci sono stati inevitabilmente dei rallentamenti, ma dobbiamo evitare che questi si protraggano a lungo. Alla luce delle difficoltà che la pandemia ha causato o messo in evidenza, l’approvazione di questo testo è ancora più importante: consentirebbe infatti di sviluppare più velocemente le reti territoriali, sanitarie e sociali  necessarie alla cura delle persone con Malattia Rara e, in un periodo in cui la loro salute è maggiormente a rischio, garantirebbe una maggiore velocità di accesso alle terapie che vengono approvate. La medicina non ha ancora trovato un modo di proteggerli dal coronavirus, ma spesso ha delle soluzioni per le loro patologie ed è fondamentale che possano utilizzarle non appena disponibili e senza disparità regionali. Per questo motivo, con la collaborazione delle Associazioni, abbiamo lanciato un appello e continuiamo a chiedere che la relativa Proposta di Legge venga calendarizzata nei lavori di Aula al più presto».

Uno dei punti più volte esaminato nella relazione programmatica è rappresentato proprio dalle differenze regionali nella gestione e presa in carico dei pazienti. Infatti, nonostante la pandemia abbia toccato tutto il Paese, gli effetti e le soluzioni messe in campo sono stati molto diversi da Regione a Regione. «Un esempio evidente – ha commentato Binetti – si è potuto vedere nell’àmbito della continuità terapeutica per i Malati Rari che necessitano di periodiche terapie, talvolta anche settimanali, da somministrare in àmbito ospedaliero o comunque sotto diretto controllo medico. Ma durante la pandemia, per tutelare soprattutto le categorie a rischio, è stato necessario rimanere a casa, evitare i luoghi del possibile contagio, e dunque, in primis, ospedali e ambulatori. Se in alcune Regioni ci si è velocemente organizzati affinché queste terapie potessero essere fatte a domicilio, con i massimi protocolli di sicurezza, in altre questo non è accaduto».

A rappresentare durante la conferenza stampa le varie Associazioni che hanno sottoscritto la relazione, è stata Gianna Puppo Fornaro, presidente della LIFC (Lega Italiana Fibrosi Cistica), che ha affermato: «Se vogliamo essere ascoltati, sono fondamentali occasioni come queste in cui istituzioni, pazienti e tutti gli attori di questa straordinaria comunità si alleano per portare un messaggio forte e condiviso».

Da ricordare, in conclusione, anche la partecipazione all’incontro di Annalisa Scopinaro, presidente di UNIAMO-FIMR (Federazione Italiana Malattie Rare) e di Francesca Pasinelli, direttore generale della Fondazione Telethon, che ha sottolineato l’importanza di dare una migliore organizzazione alla ricerca e in particolare alle modalità di finanziamento. (S.B.)

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SEZ. DISABILITA NEWS La mia vacanza a Lignano Sabbiadoro. Ecco come la vera accessibilità è possibile

10 Settembre 2020, 10:05am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Spiagge per disabili in Italia: tutte le informazioni utili

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Si tratta della struttura Bella Italia and Efa Village di Lignano Sabbiadoro, che peraltro è anche uno dei centri federali sportivi dove si allenano le nazionali di diverse discipline. Uno degli amici con cui ho passato le vacanze al mare si chiama Antonio Poli, considerato dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) “un vero e proprio pioniere dello sport paralimpico”, nato nel 1959, tre volte campione italiano di tennistavolo in carrozzina, è da molti anni anche cliente fisso della struttura in provincia di Udine. Che cosa significa un hotel o residence pienamente accessibile per una persona che vive in carrozzina? “E’ fondamentale prima di tutto che possa soddisfare pienamente la possibilità di svolgere ogni azione quotidiana in totale autonomia. Dalla stanza e bagno completamente accessibili nonché dalla struttura priva di ogni possibile barriera architettonica, permettendo così una vita di relazione completa”, risponde a InVisibili l’ex campione di tennistavolo in carrozzina. “La mia compagna Emanuela ed io – aggiunge – sono ormai quasi quindici anni che trascorriamo qui le nostre vacanze estive anche per periodi molto lunghi. Questa struttura è interamente priva di barriere architettoniche e permette quindi a persone anche con gravi ed importanti difficoltà di deambulazione di essere completamente autosufficienti. Le spiagge sono attrezzate con pedane che permettono di arrivare al proprio ombrellone in piena autonomia. Tutte le strutture sportive, piscine e palazzetto, sono assolutamente accessibili. Ambiente famigliare che ti fa sentire a proprio agio come in famiglia. Ormai per noi è praticamente come una seconda casa”, racconta con soddisfazione Poli. Riuscire a scoprire un posto del genere è una vera gioia per tante famiglie. Chiara Laganà, con Atrofia muscolare spinale (Sma), è sposata con Maurizio Ballarino ed è mamma di Andrea di due anni circa. Da quando ha conosciuto il residence friulano non ha smesso di andare lì in vacanza: “Strutture come quella di Lignano rappresentano un grosso aiuto per una famiglia come la nostra” concordano Chiara e Maurizio. “Rendono fruibile in modo semplice il mare anche per chi ha disabilità piuttosto marcate. Partendo dagli ascensori spaziosi, così come le camere e le strutture balneari sempre provviste di sedia modello Job per l’ingresso in acqua”. Uscendo dal villaggio com’è vivere la città marittima? “Lignano – aggiungono i due coniugi che vivono a Milano – in se non è totalmente accessibile, andando sia verso il centro che verso zona pineta vi sono molti marciapiedi e zone stradali da rivedere, sistemare e talvolta riprogettare. Spesso le radici delle piante hanno reso il manto stradale difficilmente percorribile in carrozzina”. Cosa invece potrebbe fare la struttura alberghiera per migliorare i servizi offerti? “Premesso che ci troviamo bene, possiamo suggerire che la passerella verso il mare dovrebbe decisamente andare molto più in prossimità del bagnasciuga”. Chiara e Maurizio, infine, sottolineano che “posti come questo dovrebbero essere sempre più presenti su tutto il territorio italiano. In un mondo ideale alcuni dei requisiti di accessibilità potrebbero essere raggiunti da qualsiasi struttura alberghiera”. di Renato La Cara INVISIBILIBLOG

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MONZA E PROVINCIA NEWS Parco di Monza, traffico ridotto: più spazio agli sportivi

10 Settembre 2020, 09:40am

Pubblicato da Miki Pappacoda

MONZA E PROVINCIA NEWS Parco di Monza, traffico ridotto: più spazio agli sportivi

INSERITO DA MORENA MOTTA Una svolta epocale all’interno del Parco di Monza che ha un immediato ritorno anche sulla fruizione del grande “polmone” verde brianzolo da parte degli sportivi. Da lunedì 14 settembre 2020 viale Cavriga, la strada che attraversa il parco e unisce gli ingressi di Monza e Villasanta, riaprirà - dopo la pausa estiva - al traffico veicolare. La notizia, però, è la riapertura parziale nei giorni feriali in due fasce orarie, la mattina dalle 7 alle 10 e il pomeriggio dalle 17 alle 19.30; mentre nei giorni festivi viale Cavriga rimarrà completamente off-limits ad auto e mezzi motorizzati.
Per la prima volta, dunque, l’amministrazione comunale di Monza contingenta il traffico motorizzato nell’unica strada generalmente aperta alle automobili. “Per il nostro Parco - spiega il sindaco di Monza, Dario Allevi - si tratta di una rivoluzione copernicana che dimostra un’attenzione mai vista prima nei confronti della tutela dell’ambiente. Un provvedimento sperimentale che si concluderà il 31 ottobre, l’ultimo giorno dell’orario estivo del Parco che, con l’inizio di novembre chiuderà i cancelli alle 20.30 anziché alle 21.30”. Un provvedimento, però, che potrebbe essere il primo passo verso una nuova visione del Parco di Monza. “L’obiettivo è adottare questa gestione di accessi al Parco in via definitiva perché vogliamo coccolare sempre di più il nostro gioiello verde” ha aggiunto Allevi.
Attenzione all’ambiente, gestione della viabilità urbana e, di conseguenza, una nuova possibilità di fruizione del Parco di Monza, che misura circa 700 ettari ed è completamente recintato. La chiusura al traffico motorizzato (per ora sino al 31 ottobre 2020) di viale Cavriga dalle 10 alle 17.30, nei giorni feriali, significa la possibilità di utilizzare in sicurezza l’asfalto del vialone anche per praticare sport. Del resto il parco monzese è frequentato ogni settimana da migliaia di sportivi: runner, che possono sfruttare i percorsi fissi (da 3, 5, 10 chilometri e la mezza maratona) certificati Fidal, appassionati di ciclismo, jogging, trekking e altre discipline.

FONTE GAZZETTA DELLO SPORT di Giulio Masperi

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Chi l'ha Visto, Elena è scomparsa a 17 anni più di un mese fa: «È uscita in abito da sera e di nascosto, qualcuno l'ha incontrata?»

10 Settembre 2020, 09:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Elena ha 17 anni ed è scomparsa da Grosseto da più di un mese. Chi l'ha Visto?, nella prima puntata della stagione, dirama le sue foto nella speranza che qualcuno la riconosca. Di lei non si sa niente da settimane e l'ultimo ad averla vista è il fratellino di 14 anni. Quella sera i genitori si sono accorti che non era nella sua camera perché hanno sentito il telefono del papà squillare. «Quando è andato a prendere il cellulare, ha visto che lei non c'era», ha spiegato la mamma. È il 7 agosto ed è l'ora di cena, la ragazza indossa un abito da sera, ruba la borsetta della mamma, prende fogli strappati dall'agendina con i numeri di telefono e si allontana. A casa resta il cellulare, probabilmente perché non poteva recuperarlo in cucina senza attirare l'attenzione dei genitori. Dopo la scomparsa, il pensiero va al fidanzato più grande. Due settimane prima la mamma le aveva proibito di vederlo a causa dei suoi atteggiamenti morbosi.



«Non avevo niente in contrario all'inizio. Il problema sono i messaggi che mia figlia riceveva. Lui le proibiva di mettersi i vestiti attillati e ogni volta che usciva doveva mandargli le foto per dire con chi era e come era vestita. Il 26 luglio è venuta da me e mi ha detto "perché abbiamo litigato per uno come questo"», ha raccontato la mamma.

All'inizio hanno pensato che fosse scappata per raggiungerlo, ma lui sembra non avere a che fare con la sua scomparsa. La mamma teme il peggio e lancia un appello affinché chi può averla vista si faccia avanti. Ha paura che abbia incontrato qualcuno che le abbia fatto del male. «Ti vogliamo riabbracciare, non viviamo più senza di te», conclude.  SILVIA NATELLA LEGGO.IT

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VELASCA VIMERCATE NEWS Muore il comandante Pietro Fasano della stazione dei carabinieri di Vimercate

10 Settembre 2020, 09:25am

Pubblicato da Miki Pappacoda

VELASCA VIMERCATE NEWS Muore il comandante Pietro Fasano della stazione dei carabinieri di Vimercate
DI MORENA MOTTA Nella serata di ieri, mercoledì, in vacanza con la famiglia a Castrovillari (Cosenza), Pietro Fasano di 56 anni comandante della stazione dei Carabinieri di Vimercate è morto improvvisamente colpito da infarto. Subito trasportato in ospedale, è stato sottoposto immediatamente ad un intervento chirurgico, che purtroppo non è servito a salvargli la vita. Il comandante era arrivato a Vimercate lo scorso anno, facendosi apprezzare per le doti professionali e umane. Lascia la moglie e tre figlie.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Dopo l'incidente chiama l'ex compagno: «Sto bene», ma poi crolla a terra. Sara, mamma di 42 anni, muore 24 ore dopo

10 Settembre 2020, 09:23am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Muore 24 ore dopo l'incidente, Sara Pizzato, mamma ed estetista di 42 anni, è stata stroncata ad una emorragia cerebrale lunedì 7 settembre. La donna, come riporta il Giornale di Vicenza, figlia di Ampelio Pizzato, ex assessore del Comune di Bassano e direttore del Consorzio tabacchi, stava andando a Cremona per un corso di aggiurnamento quando si è scontrata con un un tir. Sara è scesa dall'auto e ha chiamato l'ex compagno, dicendogli che aveva avuto un incidente ma che, nonostante la paura, stava bene. Ma qualche istante dopo è svenuta. La 42enne è stata portata d'urgenza in ospedale e sottoposta a un'operazione, purtroppo non ce l'ha fatta.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Incidente a Villacidro, la trave del capannone si abbatte sul camion: Michele Murgia morto a 35 anni

10 Settembre 2020, 09:18am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un incidente drammatico che ha strappato la vita a un autotrasportatore di 35 anni. Michele Murgia è morto schiacciato nell'abitacolo del suo camion quando una pesante trave in cemento si è staccata dal capannone di un'azianda di ingrosso alimentare ed è precipitata sul mezzo. L'incidente è avvenuto mercoledì sera a Villacidro, nel Sud della Sardegna.  Immediato l'arrivo dei soccorsi, che hanno provato a liberare Michele Murgia con l'aiuto di una gru. Ore di tentativi, inizialmente guidati dalla voce del 35enne che si è fatta via via più flebile fino a scomparire: le ferite riportate erano troppo gravi, e l'uomo non ce l'ha fatta. 

Sull'incidente è stata aperta un'inchiesta per accertare le cause del crollo. Secondo una prima ricostruzione, il container caricato sul camion avrebbe urtato la parete superiore dell'ingresso del capannone, provocando il crollo della parete sulla cabina del conducente. 

LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Lei dimentica i soldi, il benzinaio venuto dal Ghana le paga il carburante: «Fategli un sorriso, lui ne ha per tutti»

10 Settembre 2020, 09:11am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un sorriso contagioso, che dedica alle centinaia di automobilisti che incontra ogni giorno mentre lavora al distributore di benzina di Corso Francia, a Roma. Bismark ha di 24 anni ed è arrivato con il barcone dal Ghana. Un lungo viaggio, fatto di speranza e sogni. Quando è arrivato di anni ne aveva solo 20. Un migrante, ora regolare, che lavora senza sosta. E mentre lo fa sorride, con naturalezza. Ieri si è reso protagonista di un gesto che lui stesso ha definito «normale, non ho fatto niente di speciale». 

La giornalista della Rai Nadia Monetti stava rientrando a casa dopo una giornata di lavoro. Veniva da Saxa Rubra e si è fermata per fare benzina. A servirla c'era il giovane Bismark. «Trenta euro, grazie», chiede. E il ragazzo procede all'erogazione. A quel punto la giornalista va per pagare ma non ha contanti e ha dimenticato la carta di credito a casa. È la seconda volta che le succede in pochi giorni. Bismark lo sa, se lo era ricordato. Lei, mortificata, si scusa e si adopera in cerca di una soluzione. Ma la soluzione arriva improvvisa e inaspettata. «Te la pago io la benzina signora, non ti preoccupare, mi porti i soldi domani», dice il ragazzo sorridendo. Lei è imbarazzata e allo stesso tempo intenerita e emozionata dal gesto di cortesia. Si propone per lasciare un documento a garanzia. Ma Bismark risponde senza indugi: «Non si preoccupi non serve, è stanca ha lavorato tutto il giorno. Vada a casa e me li porta domani». 

Il giorno dopo Nadia Monetti torna per saldare il debito e offre una mancia oltre al prezzo della benzina. Ma il giovane benzinaio non accetta, ripete che non ha fatto nulla di speciale e che era felice così. La giornalista insiste, vuole riconoscergli la generosità mostrata. Alla fine Bismark accetta ma senza dire nulla le lava i vetri dell'auto. Un altro gesto che reputa normale, è lui che si sente di ringraziarla. E prima che la donna lasci il distributore le offre una bottiglietta di thé: «La prenda, è fresca», dice. 

Una storia semplice nei fatti, ma che ha colpito la Monetti che si è sentita di elogiare il ragazzo su Facebook con un post. «Se vi capiterà di incontrare questo ragazzo mentre fate benzina, fategli un sorriso, lui ne ha per tutti», ha scritto sul suo profilo. E a Leggo ha raccontato la sua emozione. «Nei suoi occhi ho visto la fiducia che ripone in questo mondo, nel nostro Paese», ha ammesso. «Chissà nella sua vita quanto avrà lottato - ha aggiunto - non è facile che persone ti regalino un sorriso, lui ha un cuore aperto, un cuore buono». 


  LEGGO.IT

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