Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it
Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
CAMPANIA NEWS Covid, Campania verso la zona gialla ma De Luca frena: si teme terza ondata

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Dopo la pausa delle feste, nel gioco dell’oca dei colori, stabiliti per individuare le fasce di rischio epidemico delle regioni, si torna al punto di partenza del periodo pre natalizio. In pratica tutte le aree del paese dovrebbero tornare al giallo tranne l’Abruzzo (che era arancione) con l’incognita della Campania anch’essa arancione ma non per valore degli indicatori di rischio (tra i migliori del Paese) quanto per autonoma scelta dell’unità di crisi regionale. Ed in effetti, anche alla luce dell’ultimo monitoraggio nazionale del 27 dicembre, la Campania parte da un valore di Rt di 0,78 a pari merito con la Sardegna. Meglio di lei fanno solo l’Abruzzo (scesa a 0,65), il Piemonte (0,71 a pari alla provincia autonoma di Trento), Bolzano (0,76) mentre un pelo più su ci sono a 0,79 la Toscana, l’Umbria a 0,8 e la Valle D’Aosta arrivata a 0,83 in un panorama in cui si sono molte spie accese oltre la soglia di 1 che indica una crescita esponenziale.Ovviamente sulla scorta di questi dati dopo la Befana ci saranno da registrare gli aggiornamenti della settimana successivi fino al 3 gennaio che daranno modo di avere un’idea di quanto hanno inciso le uscite per shopping e incontri familiari avvenuti nonostante le restrizioni tra Natale e Capodanno. Nessuno sa ancora quali saranno i risultati finali della cabina di regia nazionale convocata l’8 gennaio né quale sarà la decisione del presidente della Campania De Luca. In unità di crisi regionale c’è tuttavia massima attenzione ai dati giornalieri dei contagi e si teme che possa partire una terza ondata di cui purtroppo ci sono i primi segni in molte regioni. La Campania sembra essere stabile, avendo raggiunto pressoché il massimo dei risultati dalle restrizioni imposte nella seconda metà di dicembre ma con una percentuale di positivi al tampone che, dal valore di 5,2 raggiunto a metà dicembre è tornata a salire superando il 9 per cento alla fine dello scorso mese.
Anche Rt, in media, è salito un po’ nell’ultima settimana, di circa un punto collocandosi a 0,85 ma con punte, in alcuni giorni, superiori a 1 come accaduto venerdì scorso e un balzo a 0,9 dell’ultimo giorno del 2020 dopo una stagnazione tra 0,7 e 0,8 per almeno dieci giorni. I dati con cui si è chiuso l’anno non sono stati molto confortanti per tutte le regioni italiane e anche la Campania non ha brillato. Qui nel giorno di San Silvestro sono stati effettuati molti tamponi e trovato 1.554 positivi, il valore più alto dal 4 dicembre pari all’8,2 per cento di positivi al prelievo nasofaringeo con ben 9 persone che hanno varcato l’ingresso di una terapia intensiva sebbene a fronte di 22 ricoveri in meno. Anche nel primo giorno dell’anno si sono registrati valori non molto confortanti in Campania con 1.734 casi, il numero più alto dal 3 dicembre, pari all’8,5 per cento di positivi al tampone incrementando così per la prima volta da settimane la platea degli attualmente positivi (1073 in più del giorno prima) anche a fronte di un esiguo numero di guariti e ricoveri di nuovo in crescita. Dati che inevitabilmente hanno fatto aumentare un po’ anche l’incidenza, ossia i positivi per 100 mila abitanti, che è l’altro parametro, insieme ad Rt, da tenere d’occhio per misurare la diffusione del virus. Anche ieri, in una giornata in cui sono stati fatti ovunque un numero esiguo di tamponi e a fronte di alte percentuali di positivi al test e di un Rt che in media sale oltre il valore 1 in tutta Italia, la Campania resta un po’ in ombra sia per il numero eccezionalmente basso di tamponi (3.209) praticati ma soprattutto per la percentuale di positivi del 12,2 per cento contro l’8,5 per cento del giorno prima a fronte di un nuovo aumento dei decessi e un indice Rt che galleggia a 0,90. Un’altalena pericolosa che, se confermata al rialzo, potrebbe preludere a una nuova crescita dei casi a gennaio e configurarsi come il prodromo di una possibile terza ondata che temono tutti all’incrocio della vaccinazione di massa.
ETTORE MAUTONE IL MATTINO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Maltempo:Napoli; crolla arco borbonico,approdo barche nel 700 Monumento storico, era ultima testimonianza dell'antico molo

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA La mareggiata che nei giorni scorsi ha interessato il lungomare di Napoli, oltre a recare danni ingenti ai locali di via Partenope, ha mietuto un'altra vittima: si tratta dell'antico arco borbonico in pietra, ultima testimonianza del vecchio porticciolo borbonico ritratto in tanti dipinti della Scuola partenopea, che è crollato nel pomeriggio per effetto delle burrasche di questi giorni. L'arco risale al '700 e nacque come approdo per i pescatori, i cosiddetti 'luciani', gli abitanti del vicino borgo di Santa Lucia, ma successivamente, nel corso dell'800, fu trasformato in terminale dello scarico fognario venendo ribattezzato dai napoletani 'O Chiavicone. Da anni abbandonato all'incuria, e in equilibrio precario su una porzione di masso, l'arco era stato recentemente puntellato con i tubi innocenti. Messo a dura prova negli anni da diverse ondate di maltempo aveva retto fino a oggi: fatali le ultime burrasche che lo hanno fatto crollare in acqua quasi per intero. ANSA
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Maltempo: cade albero in centro Napoli, giovane ferito In Piazza Cavour mentre era sul motorino. Non è in pericolo

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un giovane di 28 anni è rimasto ferito a Napoli a causa della caduta di un albero di alto fusto, probabilmente determinata dal maltempo. E' accaduto nella centrale Piazza Cavour. Il giovane stava transitando a bordo in un motorino quando è stato colpito dai rami dell'albero ed è caduto. Portato nel Cardarelli, ha avuto ferite agli arti inferiori; non è in pericolo di vita. L'albero ha causato danni anche ad un edificio e ad una auto, secondo le informazioni della Polizia Municipale intervenuta con i Vigili del Fuoco. Il maltempo ha provocato la caduta di alberi anche in altre zone,nel quartiere Barra e in quello del Vomero.
NEWS ITALIA E DAL MONDO Covid: incognite sulle riaperture. A rischio almeno sei Regioni Attesa la riunione della Cabina di Regia la prossima settimana

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una lenta decrescita della curva del contagio, ma con l'Rt in aumento e il tasso di positività ancora in crescita. Con questi dati una parte del Paese, allo scadere del decreto di Natale, il 6 gennaio, potrebbe finire nuovamente in zona rossa o arancione: a rischiare per ora sono soprattutto Veneto, Liguria e Calabria, che secondo l'ultimo report Iss hanno superato il valore 1 di Rt e che potrebbero essere collocate nella lista dei territori sottoposti a maggiori restrizioni. Molto vicine a quella soglia ci sono anche Puglia, Basilicata e Lombardia. Attualmente è previsto che, dopo il decreto, le Regioni tornino alla fascia di colore assegnata prima del lockdown natalizio, cioè tutte gialle (tranne l'Abruzzo arancione), ma l'andamento del contagio non rende scontato che sia così. Sarà il governo a decidere, la prossima settimana, a seguito delle verifiche effettuate dagli esperti sul nuovo report dell'Istituto Superiore di Sanità. La data della riunione della cabina di regia per il Monitoraggio Regionale non è ancora stata resa nota. Il report del 30 dicembre indica varie criticità: in particolare, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta, Piemonte, Provincia autonoma di Trento ed Emilia Romagna hanno una probabilità superiore del 50% di superare la soglia critica di occupazione dei posti letto in area medica in 30 giorni, mentre per Lombardia, Trento e Veneto lo stesso discorso vale per le terapie intensive. A questi dati si aggiunge il caso della Sardegna, che ha una classificazione del rischio 'non valutabile' e quindi 'alto', a causa dell'incompletezza dei dati forniti. In attesa che il prossimo report sciolga ulteriormente i nodi, è lo stesso presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, a invitare alla cautela spiegando che "una vera valutazione solida dell'andamento durante queste festività la potremo avere solo a metà gennaio". E il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, aggiunge con una punta di ottimismo: "a fronte di numeri che meritano ancora uno sforzo, diamo il messaggio forte che quanto è stato messo in campo sta dando frutti". Qualcosa potrebbe cambiare anche sui parametri di valutazione. Nelle prossime ore, dopo una richiesta da parte delle Regioni avanzata attraverso un documento, l'Iss potrebbe ufficializzare alcune modifiche che potrebbero influire sui 21 indicatori per stabilire l'assegnazione delle regioni nelle varie fasce. Tra questi un diverso metodo di calcolo dei tamponi antigenici e molecolari effettuati, che potrebbe poi influire sul tasso di positività. Ad essere rivalutate potrebbero essere anche la definizione dei 'casi' e le strategie di esecuzione dei test. ANSA
NEWS ITALIA E DAL MONDO Covid: 11.831 nuovi casi in 24 ore, 364 vittime Il nuovo bollettino del ministero della Salute: sale ancora il tasso positività, è al 17,6%

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il tasso di positività vola quasi al 18% e ora sulla ripartenza delle Regioni, dal 7 gennaio nuovamente divise in tre fasce, pesa l'andamento dei contagi. Crescono di pari passo le perplessità sul fronte della riapertura delle scuole: anche se l'avvio della didattica in presenza al 50% negli istituti resta al momento fissato al 7 gennaio, tra i governatori ci sono ancora molti dubbi. Tanto da spingere il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, a rimettere in discussione quella data: "credo sarebbe giusto che il governo nelle prossime ore ci riconvocasse e insieme prendessimo una decisione, in maniera molto laica", dice. In vista di un nuovo decreto che supererà l'ultimo Dpcm in scadenza il 15, si guarda inoltre a cosa succederà nelle prossime settimane: il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato l'ordinanza con cui si differisce la riapertura degli impianti sciistici al 18 gennaio. "Ora si può finalmente ripartire in sicurezza", commentano soddisfatti gli assessori con delega allo sci delle Regioni e Province autonome dell'arco alpino e dell'Abruzzo. E qualche spiraglio si apre sulle palestre con la proposta della coordinatrice dello Sport delle Regioni, Tiziana Gibelli, che ipotizza la ripartenza dal 15 gennaio sotto la garanzia di regole rigide. La collocazione dei territori nelle varie zone - gialla, arancione o rossa - sarà invece decisa già in seguito al monitoraggio che arriverà nella prima metà della prossima settimana. A rischiare la zona rossa per ora sono soprattutto Veneto, Liguria e Calabria, ma anche Puglia, Basilicata e Lombardia. Altri indicatori d'allerta riguardano Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta, Piemonte, Provincia autonoma di Trento ed Emilia Romagna, che hanno una probabilità superiore del 50% di superare la soglia critica di occupazione dei posti letto in area medica in 30 giorni, mentre per Lombardia, Trento e Veneto lo stesso discorso vale per le terapie intensive. Incerta la situaione della Sardegna, mentre fonti di Goveerno fanno sapere che dal 7 l'Abruzzo tornerà in zona gialla. Riguardo all'andamento del contagio, gli ultimi dati a livello nazionale non sono confortanti: il bollettino parla di 364 morti e 11.831 nuovi casi Covid su un numero basso di tamponi effettuati, poco più di 67mila. L'incidenza di positività è ora salita quasi di tre punti, al 17,6%, e tornano ad aumentare - anche se solo di 16 unità - i pazienti ricoverati in terapia intensiva. Gli effetti del Dpcm del 24 ottobre - secondo diversi esperti - sono ormai esauriti e in tutta Italia la curva dell'epidemia sta tornando a salire, tanto che le stime elaborate dallo statistico Livio Fenga indicano circa 600mila casi complessivi a fine gennaio, contro i circa 577mila attuali. E sono almeno 14 le regioni in cui le stime indicano una ripresa dei contagi a partire dal Veneto. Dall'indagine emerge una tendenza all'aumento nelle province autonome di Trento e Bolzano, in Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Marche e Umbria. Per il matematico del Cnr, Giovanni Sebastiani, la speranza è che "la ripresa sia mitigata dagli effetti delle misure introdotte alla vigilia Natale, delle quali si potranno vedere gli effetti nella seconda settimana di gennaio". Secondo l'esperto "sarebbe prudente vedere l'andamento dei dati e soltanto dopo decidere se riaprire le scuole" ANSA
LA STORIA DELL'EGITTO L'importanza del Nilo per gli egizi: tema sulla storia del Nilo

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DI BARBARA PAPPACODA IMPORTANZA DEL NILO PER GLI EGIZI L’importanza del Nilo per gli egizi. “L’Egitto è un dono del Nilo” scrisse lo storico Erodoto a proposito del fiume più lungo del mondo. In effetti, se si considerasse l’importanza geografica del fiume in quella regione, ci si accorgerebbe subito che, senza la sua presenza, la nascita e lo sviluppo della civiltà egizia non sarebbe stata possibile. La presenza del fiume, infatti, permette la possibilità di insediamenti umani lungo le due strette fasce di terra costeggianti le sue rive. Tuttavia si tratta di una zona molto ristretta, che varia in ampiezza da 1 chilometro ai 6 chilometri nel suo punto più largo. Al di là di questi “confini” fertili (meglio conosciuti dagli antichi egiziani come “terra nera” e coltivabili vi è il deserto (detto “terra nera”). La presenza del Nilo nella civiltà antica era indispensabile. Ad esempio esso, essendo navigabile in entrambe le direzioni, costituiva un importante via di comunicazione, che consentiva di collegare facilmente luoghi distanti centinaia di chilometri.
LA STORIA DEL NILO Per questo motivo tutte le città egizie sorsero sulle rive del Nilo e questo contribuì ad una caratteristica uniformità urbanistica e culturale. Anche sotto l’aspetto dell’agricoltura, il Nilo era di gran vantaggio in quanto le sue piene regolari erano il centro attorno al quale ruotava tutto il mondo dell’agricoltura egizia. Ogni anno, attorno alla fine di maggio, il Nilo straripava cospargendo le sue rive di limo, una sostanza che, depositandosi sul terreno, lo rendeva fertile. Inoltre secondo le testimonianze dello storico Erodoto, la tecnica di coltivazione, in un terreno così fecondo, non richiedeva particolari attrezzature: bastava che dopo la piena, si seminasse e si facessero passare sopra degli animali, in modo da calpestare i semi.
L'IMPORTANZA DEL NILO OGGI Per questo motivo, al contrario che in altre zone, in Egitto non ci fu uno sviluppo delle tecniche di coltivazione e delle attrezzature, che avvenne solo dopo un forte incremento demografico. Gli egizi cercarono inoltre di migliorare il rendimento della terra perfezionando i sistemi di irrigazione. Sotto l’aspetto culturale, la civiltà egizia crebbe, al contrario della Mesopotamia, in un ambiente isolato e difeso e questo portò loro ad avere la convinzione di essere il popolo più progredito e sviluppato e di aver raggiunto un elevatissimo grado di civiltà. Infatti la civiltà egizia rispetto sempre un senso molto conservatore, come scrisse Erodoto: “Gelosi delle loro tradizioni, essi rifiutarono tutte le altre”. Questo da un lato riuscì a preservare l’indipendenza culturale del Paese, ma finì per ostacolare il progresso della società, che andò man mano irrigidendosi in forme di vita sempre meno adatte alle necessità dei nuovi tempi.
ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 03.01.2021 A CURA DI MIKI PAPPACODA
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A CURA DI MIKI PAPPACODA Oggi è il 3 gennaio Si festeggia il S.mo nome di Gesù si ricorda anche S. Daniele mart. Daniele è un nome biblico e di origini ebraiche, significa 'Dio è il mio giudice'. Dice il proverbio… Se il sole la neve indora, neve, neve, neve ancora. Sono nati oggi Marco Tullio Cicerone, Sergio Leone, Michael Schumacher Domenica 3 gennaio 1954 Iniziano le trasmissioni della Rai-Radio Televisione Italiana. Il primo programma messo in onda fu “Arrivi e partenze” condotto da Mike Bongiorno. Il 3 gennaio 1986 L'Unione Europea adotta ufficialmente la bandiera con le dodici stelle dorate in campo blu. Il numero non è riferito agli stati membri ma rappresenta l'armonia e la solidarietà auspicata tra i Paesi europei. Il 3 gennaio 2004 Il rover della NASA, Spirit, atterra su Marte. Dal giorno successivo inizia ad inviare immagini ad alta risoluzione, in bianco e nero e poi a colori del Pianeta rosso. Bob Marley ha detto Chi ha paura di sognare è destinato a morire.
SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 03.01.2021 A CURA DI MIKI PAPPACODA

A CURA DI MIKI PAPPACODA S. Ciriaco Elia Chavara sacerdote e fondatore (1805-1871) B. Stefana Quinzani terziaria domenicana (1457-1530)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 1,1-18. In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta. Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe. Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto. A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni gli rende testimonianza e grida: «Ecco l'uomo di cui io dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia. Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.
SEZ. VANGELO E METEO METEO DEL 03.01.2021 A CURA DI MIKI PAPPACODA
A CURA DI MIKI PAPPACODA
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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Circolazione depressionaria. Instabile sul Friuli Venezia Giulia e nevicate sulle Alpi sopra i 700m, instabile sulla Sardegna e poi su tutte le regioni tirreniche, dalla Toscana alla Calabria. Qualche rovescio pure su coste siciliane occidentali e meridionali e a tratti su quelle adriatiche centrali e sulla Liguria di Levante.
NORD
Tempo a tratti instabile sulle nostre regioni. Maggior probabilità di precipitazioni sul Friuli Venezia Giulia, sulla Liguria e su tutto l'arco alpino (qui con nevicate sopra i 700m). Sulla Pianura Padana possibili spazi soleggiati con locali nebbie.Temperature
Valori massimi compresi tra i 3 di Torino e gli 11 di TriesteCENTRO e SARDEGNA
La giornata trascorrerà con un tempo diffusamente instabile su tutte le regioni tirreniche, sull'Umbria e sulla Sardegna. Molte nubi e qualche pioggia sparsa anche sui versanti adriatici. Venti di Libeccio.Temperature
Valori massimi compresi tra i 6 di l'Aquila e i 10 di Cagliari, Roma e AnconaSUD e SICILIA
Rovesci o temporali interesseranno la Campania e la Sicilia sudoccidentale. Sul resto delle regioni il tempo sarà più soleggiato con un cielo poco nuvoloso o anche coperto in Puglia.Temperature
Valori massimi attesi tra i 6 di Potenza e i 13 di Palermo/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)
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