Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il Comune di Cetara rimanda l’avvio del servizio di mensa scolastica per le scuole elementari e medie al 28 febbraio. La decisione è stata presa dal primo cittadino, Fortunato Della Monica, dal momento che il Comune di Cetara, nei mesi scorsi, ha registrato un numero rilevante di contagi da Covid-19 che hanno reso necessaria l’adozione di misure restrittive, tra le quali anche la sospensione delle attività didattiche in presenza, al fine di allentare la pressione epidemiologica sull’intera cittadinanza e sulla popolazione scolastica. L’adozione di queste misure restrittive ha contribuito in modo notevole a contrastare e prevenire la diffusione del virus a Cetara. Poiché il Covid ha un carattere particolarmente diffusivo e considerato che l’Unità di crisi regionale ha rilevato che per ridurre la possibilità di diffusione del virus si ritiene necessario escludere la possibilità di avvio della refezione scolastica, il comune ha preso questa decisione. La mensa scolastica e il tempo pieno potrebbero infatti aumentare il rischio di contagio dal momento che i bambini si resterebbero più tempo insieme e, nello specifico, anche senza mascherina nel momento del pranzo. Per le motivazioni sopra riportate, il servizio di mensa scolastica per la scuola di infanzia e scuola secondaria di primo grado, per le quali è previsto il tempo pomeridiano, del Plesso di Cetara non sarà avviato almeno fino al 28 febbraio 2021. Il sindaco, in conclusione si riserva la possibilità di disporre l’attivazione del suddetto servizio a seguito di una nuova valutazione del contesto epidemiologico, tenendo conto dell’andamento dei contagi su scala locale e regionale.RAMONA BUONOCORE AMALFINOTIZIE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Puntuale come ogni giorno da mesi, l’Unità di Crisi della Regione Campania ha diramato il bollettino relativo ai nuovi contagi da Covid-19. Oggi si contano 976 nuovi positivi di cui 786 asintomatici e 41 sintomatici e sono stati processati 11.441 tamponi. Il totale delle persone positive al virus da inizio epidemia è di 215.752 e sono stati processati in totale 2.351.357 tamponi. Nel bollettino odierno di contano 25 decessi mentre il totale delle vittime da inizio epidemia è di 3.643 persone. Infine oggi si contano 791 guariti e il totale dei guariti è di 148.876 persone. Il rapporto tra tamponi effettuati e nuovi positivi è del 8,53% (ieri 8,99%) Questo il bollettino di oggi: Positivi del giorno: 976 (di cui 149 casi identificati da test antigenici rapidi) di cui Asintomatici: 786 Sintomatici: 41 * Sintomatici e Asintomatici si riferiscono ai soli positivi al tampone molecolare Tamponi del giorno: 11.441 (di cui 2.082 antigenici) Totale positivi: 215.752 (di cui 855 antigenici) Totale tamponi: 2.351.357 (di cui 15.518 antigenici) Deceduti: 25 (*) Totale deceduti: 3.643 Guariti: 791 Totale guariti: 148.876 * 9 deceduti nelle ultime 48 ore e 16 deceduti in precedenza ma registrati ieri Report posti letto su base regionale: Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656 Posti letto di terapia intensiva occupati: 101 Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (**) Posti letto di degenza occupati: 1.470 ** Posti letto Covid e Offerta privata AMALFINOTIZIE
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI La pandemia di COVID-19 sta avendo un impatto sanitario, sociale ed economico devastante in quasi tutto il mondo, e la vita di miliardi di persone è cambiata in modo sostanziale anche per via delle restrizioni messe in atto per arginare la diffusione del coronavirus SARS-CoV-2. Al di là dell'uso delle mascherine, del frequente lavaggio delle mani e del distanziamento fisico dagli altri, i tre pilastri delle misure anti contagio, sono state introdotte anche altre norme più severe, che spaziano dalla chiusura anticipata dei locali al contingentamento degli accessi, fino al famigerato lockdown e al coprifuoco notturno. Sull'efficacia di quest'ultima misura si sono espressi diversi scienziati interpellati dal New York Times, che hanno espresso pareri favorevoli ma anche alcune perplessità interessanti.
Per quanto concerne l'Italia, come tutti noi sappiamo il coprifuoco è in vigore da circa 3 mesi, e impedisce gli spostamenti tra le 22 di sera e le 5 del mattino se non per motivi di necessità, salute e lavoro, da attestare con l'autocertificazione. In altri Paesi la misura è molto più restrittiva: in Francia, ad esempio, fino al 15 gennaio il coprifuoco aveva inizio alle 20 nella stragrande maggioranza dei dipartimenti, ma a causa dell'impennata dei contagi delle ultime settimane si è deciso di farlo partire addirittura dalle 18, fino alle 6 del mattino del giorno successivo. In Canada va dalle 20:00 alle 5, e intervalli analoghi sono stati introdotti in diversi Paesi europei. Ma è davvero efficace come misura?
Come specificato al New York Times dal professor Ira Longini, un esperto di biostatistica ed epidemiologia delle malattie infettive presso l'Emerging Pathogens Institute dell'Università della Florida, le prove scientifiche sull'efficacia del coprifuoco sono tutto fuorché evidenti. Pur ritenendolo infatti una misura "valida", il suo impatto sulla pandemia di COVID-19 è basato principalmente sull'intuizione. La ragione risiede nel fatto che mancano studi approfonditi che hanno indagato sul coprifuoco, tuttavia impedendo alle persone di uscire e incontrarsi non è difficile immaginare che si tratti di un metodo utile per spezzare la catena dei contagi. Perlomeno al di fuori del proprio nucleo famigliare. “L'intuizione scientifica ti suggerisce qualcosa. È solo che non puoi quantificarla molto bene”, ha specificato il professor Longini. “Ci aspettiamo che restare a casa rallenti meccanicamente la pandemia, poiché riduce il numero di interazioni tra le persone”, gli ha fatto eco la dottoressa Maria Polyakova, economista della prestigiosa Università di Stanford, tuttavia, tenendo presente che locali notturni e simili sono chiusi per altre misure, si chiede dove sia l'effettiva necessità del coprifuoco. “Supponendo che i locali notturni e simili siano già chiusi in ogni caso, ad esempio, è improbabile che vietare alle persone di fare una passeggiata intorno all'isolato con la loro famiglia di notte riduca le interazioni”, ha detto affermato la scienziata.
Tra le preoccupazioni delle amministrazioni di chi ha deciso di introdurre il coprifuoco vi è anche il fatto che la sera si consuma molto più alcol, anche nelle cene private tra amici e famigliari, e com'è noto l'alcol può rendere meno lucidi e ridurre l'adesione alle misure anti contagio di base, come mantenere il distanziamento fisico dagli altri, indossare la mascherine o curare l'igiene delle mani. Impedendo alle persone di incontrarsi la sera, dunque si rifletterebbe anche su questa componente da non trascurare (a maggior ragione se si tiene conto che il consumo di alcol è aumentato in modo significativo durante la pandemia). Ma se tieni le persone chiuse dentro casa, aumenta il rischio di contagio proprio all'interno dei nuclei famigliari, come dimostrato dallo studio “Transmission heterogeneities, kinetics, and controllability of SARS-CoV-2” pubblicato su Science da ricercatori ddei National Institutes of Health (NIH) americani e dell'Università Fudan di Shanghai. Gli scienziati, coordinati dal professor Hongjie Yu, hanno infatti dimostrato che il coprifuoco e le altre restrizioni avevano sì ridotto la diffusione del virus nella provincia di Hunan, in Cina, ma altresì avevano determinato un'impennata dei contagi in ambito famigliare.
L'epidemiologo dell'Università del Michigan Jon Zelner ha dichiarato al NYT che i dati disponibili sul coprifuoco sono troppo pochi per determinare se si tratti di una misura effettivamente efficace, nella “giungla” di restrizioni che lo accompagnano, ma sottolinea che norme coercitive di questo genere “raramente funzionano a lungo termine”. “Per quanto riguarda il coprifuoco, penso che sia difficile capire quale sarà l'impatto positivo. Una delle cose che mi preoccupa delle misure relativamente vaghe o scarsamente motivate è che erodono la fiducia delle persone che devono seguirle”, ha sottolineato Zelner. Non a caso sono sempre più numerosi (e assolutamente ingiustificati) i casi di persone che “scappano” di casa per organizzare incontri notturni con gli amici e conoscenti. Al momento il coprifuoco rappresenta uno dei capisaldi delle misure anti contagio anche in Italia e non è chiaro fin quando verrà rimosso. È verosimile immaginare che verrà tenuto in vigore almeno per tutto l'inverno.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Le mascherine U-Mask sono sotto osservazione della Procura di Milano. Oggi lunedì 25 gennaio i magistrati hanno disposto il sequestro di 15 mascherine, complete di filtro: i dispositivi di sicurezza sono stati prelevati da dieci farmacie del capoluogo lombardo. Obiettivo del sequestro è quello di analizzare la loro effettiva capacità di filtraggio e capire se è conforme a quanto dichiarato dall'azienda. A verificare tutto questo ora spetta a un consulente della polizia locale e alla polizia giudiziaria del dipartimento Salute, Ambiente e Lavoro, a cui sono state affidate le indagini coordinate dai procuratori aggiunti milanesi Tiziana Siciliano ed Eugenio Fusco.
È stata una ditta concorrente a presentare un esposto. Stando alle primissime informazioni l'esposto sarebbe stato presentato da una ditta concorrente che avrebbe precisato che la capacità di filtraggio delle mascherine "sarebbe del 70-80 per cento a fronte del 98-99 per cento dichiarato ufficialmente". Per questo l'amministratrice della filiale italiane dell'azienda, che ha sede legale a Londra, risulta ora indagata per frode nell'esercizio del commercio: al centro infatti l'accusa che le mascherine abbiano caratteristiche non conformi a quanto dichiarato dalla società. Intanto dalla società precisano: "Abbiamo collaborato attivamente con gli inquirenti, fornendo tutta la documentazione richiesta. Ribadiamo che il prodotto U-Mask rispetta pienamente le norme e le leggi in materia". E poi aggiungono: "Tutta la documentazione tecnica relativa ai nostri dispositivi è stata a suo tempo inviata, come previsto dalla legge, alle Autorità competenti (Ministero della Salute) che, preso atto della correttezza della documentazione accompagnatoria e delle prove tecniche effettuate, ne ha disposto l’approvazione e la registrazione come dispositivi medici di classe uno". Infine precisano: "Siamo certi che le indagini in corso chiariranno la trasparenza del nostro operato".
Mascherine U-Mask usate dagli sportivi dalle persone dello spettacolo. Resta ancora tutto da chiarire: la mascherine U-Mask infatti sono distribuite in tutto il mondo. Tanti i volti noti del mondo della politica, dello spettacolo e dello sport indossano questo modello di mascherine. Ora resta alla magistratura capire se all'azienda può essere contestato il reato 515 del codice penale: ovvero la norma che punisce chi "nell'esercizio di un'attività commerciale o in uno spaccio aperto al pubblico, consegni, volontariamente, all'acquirente una cosa mobile diversa da quella dichiarata o pattuita, per origine, provenienza, qualità o quantità".
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Le nuove varianti del coronavirus rappresentano "l'oscura nuvola di un pericolo molto serio" motivo per cui sarebbe "proprio un errore interrompere la buona strada intrapresa", ossia allentare il lockdown in Germania. A parlare è il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, secondo il quale "siamo ancora in una situazione molto difficile" per quanto riguarda la pandemia.
A Berlino prevale la preoccupazione per la diffusione della variante cosiddetta britannica del virus, di cui è stata riscontrata la presenza anche in alcune località tedesche. Per prevenire ulteriori focolai "l'importante è cercare di arrivare ad un numero decisamente più basso di contagi", ha ribadito Seibert.
Mentre è salutato come "un primo successo in questa seconda ondata della pandemia" il calo delle nuove infezioni registrato negli ultimi giorni (lunedì 25 gennaio: 6729 casi e 217 vittime), il portavoce di Angela Merkel ribadisce che "vi è al tempo stesso il rischio molto grande che la mutazione del virus si imponga anche da noi come è successo in diversi altri Paesi, facendo di nuovo schizzare in alto i contagi".
Il ragionamento vale anche a proposito delle prospettive di riapertura delle scuole, rinviata con l'ultima proroga del lockdown al 14 febbraio. "Se la riduzione dei contagi permetterà un allentamento delle misure", ha spiegato Seibert, "le scuole e gli asili saranno i primi a riaprire. Ma per raggiungere quest'obiettivo devono tutti procedere nella stessa direzione e continuare a mettere in atto le restrizioni decise dal governo e dai Laender".
Il problema è che si registrano i primi segni di stanchezza da parte della popolazione nei confronti delle misure di confinamento. Stando ad un sondaggio realizzato dall'Istituto federale per la valutazione del rischio (Bfr), risulta in calo la percentuale di tedeschi che accettano le restrizioni di contatto: se prima di Natale era ancora l'84% a dirsi favorevole, ora il dato si ferma al 74%.
Ancora più marcato il calo del numero delle persone che si dicono d'accordo con la chiusura dei negozi, attualmente al 56% contro il 66% di un mese fa.
"La pandemia dura da troppo tempo, eppure è importante che la società rimanga coesa e che si continui ad agire tutti insieme", ha commentato il portavoce del governo. "Dobbiamo affrontare insieme i prossimi mesi ancora molto difficili, dopodiché molte cose miglioreranno sensibilmente".
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Oltre le misure di cautela indispensabili, per difenderci da virus e batteri è fondamentale anche avere un sistema immunitario forte e resistente. Questo non ci può assicurare di scampare al Coronavirus, è un buon punto di partenza per prevenire tantissime patologie. "Questo evento drammatico con cui ci troviamo a fare i conti, ci ha fatto comprendere come mai prima, quanto l'alimentazione sia correlata alla funzionalità del sistema immunitario – ha dichiarato a Fanpage.it la dottoressa Tiziana Stallone, biologa nutrizionista, docente di Fisiologia e scienza dell’alimentazione presso l’Università Sapienza di Roma – Soltanto quando ci rendiamo conto che siamo fragili capiamo che è necessario porre rimedio. Attenzione, con questo non voglio dire che l'alimentazione o un buon sistema immunitario sia in grado di proteggerci dal virus: ma sicuramente è importante non farsi trovare completamente impreparati e tenere allenate e forti le nostre difese". Farmacie e parafarmacie sono piene di integratori di ogni genere per il nostro sistema immunitario, ma anche alimentazione e stile di vita sono due alleati fondamentali per le nostre difese.
Quanto conta lo stile di vita. Prima ancora dell'alimentazione è fondamentale tenere ben presente che il sistema immunitario dipende anche dal nostro stile di vita, che comprende attività fisica, sane abitudini e anche un numero adeguato di ore di sonno. "Il nostro sistema immunitario dipende dal bioritmo complessivo: in particolare dall'alternanza sonno-veglia, l'ideale sarebbe dormire almeno 7/8 ore a notte". Ad incidere sul nostro organismo c'è anche lo stress. "Cerchiamo di alternare alle ore di lavoro anche pause e momenti di libertà, altrimenti rischiamo un eccesso di cortisolo, l'ormone dello stress, che è in grado di incidere negativamente sulle nostre difese". E poi ci sono quelle cattive abitudini, come il fumo, l'alcol e la sedentarietà che andrebbero sempre evitate proprio per migliorare lo stato di salute complessivo dell'organismo.
Equilibrio dei macronutrienti. Da un punto di vista alimentare il primo consiglio è l'equilibrio: "Tutti i macronutrienti, grassi, proteine e carboidrati, devono essere in perfetto equilibrio e ben rappresentati. È molto importante anche un adeguato apporto calorico, perché mangiare troppo poco, cosa che avviene per rincorrere la magrezza, può indebolire il nostro sistema immunitaria. Infatti in chi mangia troppo poco rischia di andare incontro a un crollo dei linfociti, le nostre difese immunitarie". Attenzione agli zuccheri che vanno limitati: "I picchi glicemici hanno un effetto pro infiammatorio che mina le strutture cellulari". E per i più anziani che hanno difficoltà a mangiare proteine come la carne si può consigliare un brodo: "Rende la carne più digeribile e soprattutto costituisce un ottimo integratore naturale perché all'interno ritroviamo tutti gli aminoacidi".
L'importanza delle vitamine. Chi vuole rinforzare il sistema immunitario non potrà fare a meno delle vitamine: "In assoluto la più importante è la vitamina C. Tutti noi dovremmo assumerne normalmente 80 mg al giorno, circa un grande limone. Ma per rafforzare il sistema immunitario ce ne vuole di più, circa 200 mg al giorno, immaginiamo due belle arance e un limone, oppure due bicchieroni di spremuta, da bere immediatamente per non perderne i benefici. Ovviamente questo apporto per avere efficacia deve essere costante e soprattutto precedente all'insorgere del raffreddore o dell'influenza". Oltre la vitamina C, sono molto importanti anche la E, che troviamo soprattutto nella frutta secca e nei cereali e la vitamina A, che troviamo invece nelle carote. "In sintesi si tratta di alimenti vegetali, frutta e verdura, e anche cereali, che non devono mai mancare nelle nostre cucine".
Gli acidi grassi essenziali: omega 3. E poi ci sono i grassi buoni, come l'omega 3 e omega 6 che possono rivelarsi dei preziosi alleati della nostra salute. "In particolare – spiega la dottoressa – è bene garantirsi sempre un apporto di omega 3. Si tratta di un acido alfa linolenico che ha un importante effetto antinfiammatorio sul nostro organismo e soprattutto in grado di modulare la risposta del nostro sistema immunitario". Lo troviamo nella frutta secca, mandorle, noci, nocciole, pistacchi semi di girasole o di zucca e nel pesce, in particolare quello azzurro, sgombro, sardine e anche nel tonno.
Curiamo il nostro microbiota. Un intestino sano è sinonimo di un sistema immunitario sano. "L'equilibrio del microbiota è strettamente legato alle nostre difese: un'alterazione del microbiota favorisce la permeabilità intestinale e viene meno la sua funzione di barriera protettiva. Un microbiota sano e forte invece produce molecole che sostengono il nostro sistema immunitario". Come aiutarlo a tavola? Alimenti fermentati come il kefir, il tempeh, lo yogurt (quello bianco senza zuccheri) e poi fibre, che si trovano principalmente nei cereali e nei legumi.
Sistema immunitario: gli alimenti giusti
Vitamina C: arance, limoni, kiwi (crudi e immediatamente)
Pro Vitamina A: nei vegetali di colore arancione carote, melone, papaya, peperoni rossi
Vitamina E: cereali integrali, frutta secca, in particolare mandorle e noci, nocciole, mandorle, anacardi; e olio extravergine d'oliva cereal
Omega 3, acido alfa linolenico: semi di lino, frutta secca e in particolare mandorle e noci;
Omega 3, EPA DHA: pesce azzurro, sgombro e sardine
Proteine: legumi, carni magre, pesce, uova.
FONTE FANPAGE.IT di Francesca Parlato (Intervista alal Dott.ssa Tiziana Stallone Biologa nutrizionista, docente di Fisiologia e scienza dell’alimentazione presso l’Università Sapienza di Roma)
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Il dottor Mosca ha somministrato farmaci letali "non per un intollerabile leggerezza, imprudenza o inescusabile imperizia" ma "nella piena consapevolezza dei presupporti della sua condotta" e con "la volontà di uccidere": a scriverlo nell'ordinanza di custodia cautelare è il giudice per le indagini preliminari Angela Corvi che ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Carlo Mosca, il primario facenti funzioni del pronto soccorso dell'ospedale Montichiari di Brescia accusato di aver ucciso due pazienti Covid somministrando farmaci paralizzanti.
Un infermiere: "Ho dovuto fermarlo per limitare il numero dei morti". Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, il medico avrebbe somministrato volontariamente le medicine. Un modus operandi di cui però tanti sarebbero stati a conoscenza. Nell'ordinanza si legge infatti che diversi infermieri e operatori socio-sanitari si erano confrontati circa l'utilizzo spropositato del farmaco "Succinilcolina" e del Propofol, il "trattamento" usato da Mosca. Lo stupore era dovuto al fatto che questi medicinali, a effetto anestetico, vengano utilizzati su pazienti che necessitano di essere intubati. Un loro uso eccessivo potrebbe provocare insufficienza respiratoria e infine l'arresto cardiaco fino alla morte. In una conversazione, un infermiere avrebbe rivelato di aver dovuto fermare il primario "per limitare il numero dei morti".
Le vittime morte a causa della somministrazione di farmaci paralizzanti. Mosca è accusato di aver provocato il decesso di due pazienti: Natale Bassi e Angelo Paletti, morti tra il 20 e il 22 marzo. Nel primo caso, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, la vittima – per quanto fosse grave – non versava in condizioni tali da poter morire nell'arco di cinque minuti, come invece è successo dopo l'intervento del primario. Eppure il 20 mattina Bassi avrebbe avuto una crisi respiratoria. Il dottor Mosca avrebbe quindi chiesto agli Oss e agli infermieri di portargli la succinilcolina e di "lasciarlo da solo in stanza con la vittima". Bassi sarebbe poi morto da lì a poco e un altro medico avrebbe scritto nella cartella clinica che il decesso era stato causato da "un improvviso arresto cardiocircolatorio". Lo stesso addirittura si sarebbe sorpreso della morte e avrebbe affermato che "in condizioni normali avrei chiesto un esame diagnostico".
Per quanto riguarda la seconda vittima, Paletti Angelo, anche in questo caso l'autopsia ha rivelato che una "grave depressione respiratoria" sarebbe stata causata dagli stessi fermarci utilizzati con Bassi. Gli inquirenti sostengono che il primario avrebbe falsato anche in questa occasione la cartella clinica mostrando condizioni ben più gravi rispetto a quelle in cui versava la vittima. Dal verbale del 118 risulta infatti che "il signor Paletti era cosciente", parlava e non poteva definirsi "un paziente morente".
Mosca avrebbe chiesto ai colleghi di dichiarare il falso. La tesi degli inquirenti è rafforzata ancora da quanto sostenuto dagli infermieri. Il giorno successivo alla morte di Paletti, avvenuta il 22 marzo, gli operatori hanno affermato di aver trovato nel cestino dei rifiuti i farmaci utilizzati già precedentemente con il signor Bassi. Uno degli infermieri ha inoltre scattato una foto, adesso nelle mani delle forze dell'ordine, e l'ha inoltrata su whatsapp a un collega. A lui ha poi chiesto se il dottor Mosca gli avesse mai ordinato di somministrare quei farmaci: "Scusami ma non so che pensare perché qua a tutti sembra normale la cosa", ha scritto. Il collega avrebbe rivelato che Mosca gli avrebbe chiesto di somministrare farmaci a diversi pazienti, ma di aver rifiutato scatenando poi un litigio con il primario: "La situazione del paziente era critica". L'infermiere però avrebbe rifiutato consigliando al medico il ricovero considerato che "c'erano ancora posti letto disponibili".
Per gli inquirenti se il medico non avesse somministrato quei farmaci, probabilmente i pazienti non sarebbero morti. Ed è proprio per questo che sostengono che il dottor Mosca avesse volontariamente deciso di "sopprimere i pazienti" approfittando anche delle condizioni critiche in cui l'ospedale di Montichiari versava: in quel mese, infatti, la struttura sanitaria era stata investita dalla prima ondata di Coronavirus.
La condotta illecita è aggravata anche dall'aver più volte chiesto, prima di somministrare la sostanza, di lasciarlo solo con i pazienti che da lì a poco sarebbero poi morti. Il giudice ha poi ritenuto di disporre l'ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari per il pericolo di inquinamento delle prove e reiterazione del reato. Saputo delle indagini, avrebbe avvicinato il personale per chiedere di rivelare agli inquirenti una versione unica istigandoli a dichiarare il falso. Avrebbe poi ricercato di risalire ai nomi degli infermieri che avevano collaborato con lui in quei giorni. Inoltre, svolgendo ancora la funzione di primario, c'era il pericolo che uccidesse ancora.
La nota dell'Asst Spedali Civili. Nell’apprendere, questa mattina, del provvedimento nei confronti del Dr. Carlo Angelo Mosca, Responsabile del Pronto Soccorso di Montichiari, La Direzione lo ha oggi stesso sospeso dal servizio, incaricando quale Responsabile il Dr. Ciro Paolillo, Direttore del Pronto Soccorso di Brescia, Medico di comprovata esperienza clinica ed organizzativa, per il tempo che si renderà necessario a garantire la continuità del Servizio.
Il Dr. Paolillo sarà supportato, nel coordinamento dei Pronto Soccorso aziendali, dal Direttore del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione e Emergenza e Urgenza, Dr. Gabriele Tomasoni. L’ASST Spedali Civili collabora con la Procura, che sta conducendo le indagini, nell’auspicio che rapidamente vengano chiariti i fatti. I professionisti del Presidio di Montichiari, ai quali la Direzione esprime la propria vicinanza, continuano a garantire cure di qualità, lavorando con l’impegno e la passione che li contraddistinguono, per affrontare la pandemia in atto e garantire le cure necessarie a tutti i cittadini.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI È stato individuato a Varese il primo caso di variante brasiliana osservato fino a oggi in Italia. Lo comunica l'Ats Insubria, spiegando che il soggetto risultato positivo alla variante, ritenuta molto contagiosa, e i suoi familiari sono stati sottoposti ad accertamenti e sono sotto sorveglianza.
Primo caso di variante brasiliana del Covid: è un uomo ricoverato a Varese. A risultare infettato dalla nuova variante è un 33enne brasiliano, residente in un comune nella zona sud della provincia di Varese, che era atterrato nei giorni scorsi all'aeroporto di Malpensa, proveniente dal Brasile, dopo aver fatto scalo a Madrid. Dopo il rientro in patria era stato sottoposto al tampone come previsto dalle misure dell'Ordinanza ministeriale del 16 gennaio. L'uomo, si apprende dall'ospedale , è in buone condizioni e completamente asintomatico, ma trattandosi del primo caso individuato in Italia "precauzionalmente è stato ricoverato per accertamenti presso il reparto di malattie infettive" dell'ospedale di Circolo di Varese "diretto dal prof. Grossi, dopo che la variante era stata identificata dal laboratorio di microbiologia diretto dal prof. Maggi".
Situazione monitorata con Regione Lombardia e Istituto superiore sanità. Ats Insubria comunica inoltre che è in corso il monitoraggio della situazione in raccordo con la Direzione Welfare di Regione Lombardia e l'Istituto Superiore di Sanità. "Sono state adottate tutte le misure di sanità pubblica previste dai vigenti protocolli sanitari per il controllo della diffusione della variante brasiliana sul nostro territorio e, ad oggi, la situazione non è motivo di allarme", conclude il comunicato. Sempre a Varese nelle scorse settimane erano stati individuati anche due tra i primi casi italiani di positività alla variante inglese del Covid. Sono in corso studi per verificare se le nuove varianti scoperte, come quella brasiliana e quella sudafricana, possano rendere il vaccino anti Covid meno efficace.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Confindustria, "prima ancora di entrare nel merito" del piano di ripresa e resilienza al primo incontro con il Governo "ha posto quattro questioni prioritarie" dalla "mancata conformità con le linee guida indicate dalla Ue" alla governance "necessaria per una puntuale ed efficiente realizzazione del Piano, ad oggi non ancora delineata" e che per via dell'Astronomia "dovrebbe prevedere modalità di confronto strutturato e continuativo con le parti sociali e un loro coinvolgimento lungo tutto il processo di esecuzione dei progetti". "Le note vicende politiche non hanno aiutato ma l'obiettivo del governo è quello di colmare questa lacuna rapidamente", ha assicurato il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, spiegando che è in corso un confronto costante e costruttivo con la Commissione Ue, fondamentale per la buoa riuscita del piano". Tra le richieste degli industriali al Governo, quella "di procedere ad un affinamento del Piano per comprenderne gli effettivi impatti sul Pil". Per gli industriali serve anche "una stima chiara degli obiettivi sull'aumento dei tassi di occupazione" perchè senza "non è possibile esprimere un parere sull'allocazione complessiva di risorse destinate agli obiettivi di sostenibilità sociale e di crescita della produttività". ANSA
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Un'intera comunità è in lutto per la morte di Giorgio Zaninelli, 52enne di Idro, in provincia di Brescia. L'uomo è purtroppo l'ennesima vittima bresciana del Coronavirus, il nemico invisibile che continua a uccidere seminando dolore tra le famiglie. Quella di Giorgio era composta dalla moglie e dalla giovane figlia. È stata proprio lei, su Facebook, a salutare il papà con un messaggio struggente: "Ciao papà, Oggi ci hai lasciate sole, io ci ho creduto fino all’ultimo, davvero – ha scritto a commento di una foto che ritrae padre e figlia che si guardano in modo amorevole -. Ho sperato con tutta me stessa che saresti tornato a casa. Ogni singolo istante. Anche nel momento esatto in cui ti sei spento mentre ti tenevo la mano.. spero solo che ora tu sia in un posto migliore. Spero che tu non abbia sofferto e che abbia sentito che noi ci siamo state sempre. Che ti abbiamo voluto bene e che te ne vorremo ancora. Per sempre. So che non potrai leggere queste parole. Ma mi manchi. Ci manchi. Addio papà".
La vittima era stata colpita dal virus lo scorso Natale. Giorgio Zaninelli è morto due giorni fa, il 20 gennaio. Fino allo scorso Natale sembra che non avesse mai sofferto di particolari patologie. L'arrivo del virus ha però fortemente debilitato il suo fisico: dopo la comparsa dei primi sintomi si è reso necessario il ricovero in ospedale, struttura dalla quale purtroppo Giorgio non è mai più uscito fino al suo decesso. La vittima lavorava nella ditta Fondital di Vobarno, per la quale da oltre 20 anni faceva l'autista. Alla notizia della sua morte è stato grande il dolore dei colleghi, che hanno ricordato Giorgio ed espresso vicinanza alla sua famiglia con una nota apparsa sul quotidiano locale "Vallesabbianews". I funerali di Giorgio si terranno nel pomeriggio di oggi, venerdì 22 gennaio, nella chiesa parrocchiale di Idro.