Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Tagliate il pane a fette non troppo spesse. Oliate leggermente una teglia, adagiateci sopra le fette di pane e mettetele nel forno già caldo per alcuni minuti. La superficie di entrambe le fette si dovrà tostare senza bruciarsi.
Tirate fuori le fette dal forno (lasciandolo però acceso) e ricopritele con qualche cucchiaio di salsa di pomodoro, un goccino di olio, sale e origano e infine una fetta di mozzarella.
Rimettete la teglia con il pane in forno fino a che la mozzarella non si sarà fusa per bene.
Sfornate le bruschette alla pizzaiola e servitele caldissime.
Attenzione: tostare il pane prima di condirlo altrimenti con il pomodoro e la mozzarella la mollica si bagnerà.
INSERITO DA MORENA MOTTA Europei 2021, finalmente ci siamo. L'edizione della rassegna continentale, inizialmente programmata per il 2020 e poi rinviata causa Covid, parte stasera con l'Italia subito protagonista. Alle ore 21 allo stadio Olimpico gli azzurri affrontano la Turchia nel match inaugurale del torneo, valido per la prima giornata del gruppo A di cui fanno parte anche Galles e Svizzera. Per la Nazionale di Roberto Mancini il sogno è la conquista del titolo a distanza di 53 anni dall'unico successo azzurro nella storia di questo torneo.
"È giunto il momento di tornare a dare delle soddisfazioni ai nostri tifosi. Che notte sarà quella della vigilia? Spero di viverne altre insonni più in là, a luglio, quando l’Europeo sarà arrivato alla sua fase conclusiva", ha detto Mancini alla vigilia. "È tanta la voglia di rivivere da protagonisti una grande competizione. Siamo stati bravi a trasformare in entusiasmo la grande delusione dello spareggio (per i Mondiali del 2018, ndr) perso contro la Svezia. È un sentimento forte che non pervade solo noi giocatori e staff, ma anche tutti i tifosi: non vediamo l’ora di scendere in campo e di vivere queste emozioni tutti insieme", le parole del capitano Giorgio Chiellini.
"Ero fiducioso tre anni fa, quando mi sono seduto sulla panchina dell’Italia, e lo sono ancora di più oggi: abbiamo dalla nostra giocatori bravi e si è creato un bel gruppo. Vorremmo continuare a divertirci e desideriamo arrivare a Londra, per l’ultimo step della competizione: sono molto fiducioso", ha sottolineato Mancini.
La brutta notizia per il ct è l'infortunio occorso a Lorenzo Pellegrini: il centrocampista della Roma è stato sostituito ufficialmente da Gaetano Castrovilli nella lista dei 26 dopo l’ok definitivo della Uefa. "Dispiace perché Pellegrini è un calciatore importante per il nostro gioco, così come lo è Sensi: anche a lui abbiamo dovuto rinunciare. Ci dispiace per Lorenzo, come giocatore e come persona, e l’augurio di tutti noi è che possa guarire in fretta", ha detto il ct azzurro.
La buona notizia, invece, è il ritorno del pubblico sugli spalti in occasione del match dell'Olimpico: "Vista la situazione sarebbe stato più bello avere più gente. L'Olimpico pieno ci avrebbe dato una spinta in più, ma da giocare con nessuno ad avere sedicimila spettatori è già un primo passo", ha evidenziato il ct, per il quale in ogni caso "sarà impossibile non emozionarsi". Tante le autorità attese questa sera all'Olimpico in occasione del match inaugurale degli Europei, a partire dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Presenti anche i presidenti di Fifa e Uefa, Gianni Infantino e Aleksander Ceferin, oltre al numero uno della Figc Gabriele Gravina.
INSERITO DA MORENA MOTTA Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che l’indennità di accompagno deve essere garantita se la persona lo necessita anche in caso di gravissima patologia tale da prevedere che potrebbe sopraggiungere il decesso.
Gli invalidi civili al 100% con impossibilità a deambulare in maniera autonoma, o che non siano in grado di svolgere gli atti della vita quotidiana e necessitano quindi dell'assistenza continuativa di una persona, hanno diritto a un'indennità di accompagnamento, erogata indipendentemente dal reddito e dall'età.
La Cassazione in questa sentenza ha sottolineato che “in tema di provvidenze per gli invalidi civili, la presenza di gravi patologie, tali non solo da rendere l'individuo inabile al 100% ma da fare ragionevolmente prevedere che la morte sopraggiunga proprio in dipendenza delle stesse, non esclude il diritto all'indennità di accompagnamento (di cui all'art. 1 della l. n. 18 del 1980 e all'art. 1 della l. n. 508 del 1988) finché l'evento letale sia "certus an" ma "incertus quando", non apparendo razionale e rispondente alle finalità della legge negare la necessità di un'assistenza continua per il fatto che, entro un periodo di tempo imprecisato, sopraggiungerà la morte a causa delle patologie invalidanti. L'indennità può essere negata solo quando sia possibile formulare un giudizio prognostico di rapida sopravvenienza della morte, in ambito temporale ben ristretto, di modo tanto che la "continua assistenza" risulti finalizzata non già a consentire il compimento degli atti quotidiani (tra i quali l'alimentazione, la pulizia personale, la vestizione), bensì a fronteggiare un'emergenza terapeutica”.
In altre parole, l’indennità di accompagnamento deve essere erogata indipendentemente dal reddito, dall’età e dalla patologia.
INSERITO DA MORENA MOTTA Il Seminario di Amalfi non diventerà una casa di ospitalità religiosa. Il Comune di Amalfi ha infatti vinto in Consiglio di Stato contro la Curia Arcivescovile.
Con la sentenza 4470 del 10 giugno 2021 si chiude così, definitivamente, la travagliata vicenda che dal 2008 interessava il fabbricato posto al centro di Amalfi.
Era il 2008 quando la Provincia di Salerno rilasciò il fabbricato, fino ad allora adibito ad uso scolastico, in attesa che iniziassero i lavori di ristrutturazione e adeguamento dello stesso, al fine di poter ospitare nuovamente gli studenti a lavori ultimati.
Nel settembre del 2012 ci fu un’intesa tra Provincia di Salerno e Curia, quando l’ex amministrazione provinciale stipulò il contratto di pre locazione per trasferire l’istituto tecnico per il Turismo “Flavio Gioia”nei locali dell’ex seminario.
Poco meno di un anno dopo partirono i lavori di ristrutturazione, conclusi nel 2016. Successivamente, però, la Provincia decise di fare un passo indietro, non rispettando di fatto il contratto di pre locazione. Ne sono seguite discussioni, scontri, proteste degli alunni fino all’ultimo atto, l’incontro tra il presidente Canfora e l’arcivescovo monsignor Orazio Soricelli.
Purtroppo anche l’ultimo tentativo di trovare un punto d’incontro per dare una struttura adeguata agli studenti della Costiera Amalfitana, fallì. A questo punto la Curia riuscì a trovare un accordo con l’imprenditore Luigi Savarese, nel mese di luglio del 2017, per trasformare la struttura in una casa di accoglienza per fedeli.
A nulla sono servite le richieste dei ragazzi che sono scesi in strada più volte, sfilando per le strade di Amalfi per chiedere uno sforzo alla provincia. A febbraio dello scorso anno, però, l’ufficio tecnico comunale ha ordinato il divieto a proseguire l’intervento per verificare la natura dello stesso e dell’eventuale cambio di destinazione della struttura.
Nel maggio 2019 la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha respinto il ricorso dell’imprenditore che chiedeva la ripresa dei lavori. Il Tar chiarì che c’erano gli estremi del cambio di destinazione, considerando che la conversione in casa religiosa di ospitalità, va considerata nell’ambito della categoria turistico-ricettiva.
Savarese ha poi presentato ricorso tramite un suo legale in Consiglio di Stato, sede in cui si è visto accogliere l’istanza presentata, ottenendo che il comune fosse inibito da attività demolitorie.
Oggi la sentenza del Consiglio di Stato che dà ragione al Comune di Amalfi.
INSERITO DA MORENA MOTTA Un battibecco legato agli spazi degli stand finisce nel sangue tra venditori ambulanti al Mercato ortofrutticolo di Sarno, un uomo è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Vallo della Lucania. Botte e violenza durante la fiera settimanale tenutasi ieri mattina nell’area mercatale di via San Valentino. Un alterco all’alba, legato allo spazio dei rispettivi stand, ha scatenato una rissa tra due venditori ambulanti. Uno scontro che poi sarebbe continuato con toni accesi per diversi minuti. Uno dei due commercianti, originario dell’hinterland vesuviano, infastidito per le parole offensive ricevuta dal collega concessionario di stand, avrebbe quindi chiamato dei conoscenti per vendicarsi.
Alla Fiera di via San Valentino, intorno alle 12 di ieri, è giunto un gruppo di sei persone provenienti dall’area Napoletana per sfidare il commerciante che aveva accesso il diverbio, anch’esso originario della zona vesuviana. Quest’ultimo sarebbe stato aggredito dal branco con calci e pugni al volto. Sul posto, allertati dai presenti, sono intervenuti gli agenti della polizia municipale di Sarno, che però non sono riusciti ad identificare gli autori della rissa. Infatti, è stato necessario anche l’intervento di due ambulanze del servizio 118.
FONTE www.lacittadisalerno.it di Danilo Ruggiero, Carmela Landino
INSERITO DA MORENA MOTTA Una lunga scia di manifesti, circa mille, che ritraggono sagome di alunni e alunne, sono comparsi stamattina sui cancelli di alcune scuole e nelle strade del centro di Napoli. L'iniziativa è stata realizzata la notte scorsa dai genitori 'No Dad' del gruppo 'Usciamo dagli schermi' che così hanno deciso di denunciare l'incremento del fenomeno della dispersione scolastica legata alla didattica a distanza a cui per molti mesi si è fatto ricorso in Campania.
Un giorno non casuale: oggi a Napoli termina l'anno scolastico segnato, come riportato anche da alcuni studi tra cui quello del Comune di Napoli, dall'abbandono della scuola da parte di centinaia di studenti che non hanno seguito le lezioni a distanza. ''La Dad è bocciata. A settembre tutti a scuola'' è il coro unanime dei 'No Dad' che denunciano: ''In questo anno e mezzo di pandemia, la scuola ha pagato il prezzo più alto e il dramma della dispersione scolastica dovuto alla Dad in città è stato fotografato a livello internazionale e denunciato da numerosi esperti''.
I genitori si augurano che ''mai più si faccia ricorso alla Dad non solo per evitare che ci siano altri studenti dispersi ma anche per i costi sociali connessi quali l'aumento della disoccupazione e della criminalità, per i danni alla vista e al sistema muscolo-scheletrico dei ragazzi e per l'aumento delle dipendenze dai dispositivi informatici, fenomeno - dicono - riscontrato anche nella prima infanzia''.
No alla Dad anche perché causa di ''marginalizzazione delle disabilità e per i costi e i carichi di lavoro che hanno pesato su lavoratori, famiglie e in particolare sulle donne; di perdita della privacy e del tempo libero dal lavoro e perché impedisce l'apprendimento con il corpo e di relazione, sostituito da un apprendimento che segue il modello uomo-macchina e - concludono - ancora No perché ha aumento i conflitti, la solitudine e l'alienazione''. E in vista del prossimo anno scolastico, le famiglie auspicano che "il vaccino non sia usato come arma di ricatto per garantire la scuola in presenza".
INSERITO DA MORENA MOTTA "Ogni donazione bisogna sviscerarla, per fare in modo di valutare fino in fondo, perchè ogni organo che viene offerto può salvare delle vite, con tutte le caratteristiche variegate che possono avere i donatori.Secondo me questo evento deve essere una ulteriore motivazione per la società per donare, perchè si salvano delle vite. Si apre anche uno spiraglio scientifico per quanto riguarda il covid e si aprono nuove possibilità": ha una voce argentina Sofia Martin Suarez, la chirurga di origine spagnola che ha effettuato, al policlinico Sant'Orsola di Bologna, il primo trapianto di cuore al mondo da donatore positivo al Covid a un paziente negativo.
Il trapianto è avvenuto a fine aprile scorso e il ricevente è stato dimesso in buone condizioni di salute il 1 di giugno. La scelta del trapianto è stata necessaria per salvare la vita al ricevente, mentre la deroga “controllata” al protocollo - ottenuta dopo approfondite consultazioni infettivologiche - è avvenuta sotto la supervisione del Centro Nazionale Trapianti. Una scelta partita dalla valutazione sul donatore.
"Un paziente sano di 26 anni - racconta all'AGI Sofia Martin -Suarez - che aveva avuto una infezione che gli aveva provocato un ascesso cerebrale che lo aveva portato alla morte cerebrale; dieci giorni prima della donazione era risultato positivo al Covid, nel giorno della donazione e il giorno prima i tamponi risultavano negativi. Ovviamente erano passati solo 10 giorni, non era la finestra di sicurezza dei 15 giorno previsti, ma in quel giorno risultava negativo".
Da lì la decisione di andare comunque avanti, con il consenso del ricevente, un uomo di 64 anni ricoverato dal 9 febbraio 2021, affetto da cardiomiopatia amiloidotica non suscettibile di supporto meccanico. "Era molto emozionato, era preoccupato - ricorda la chirurga - però si è fidato di quello che gli dicevo a nome di tutti e ha detto ok procediamo, firmo tutto quello che c'è da firmare". È partita così a nome di tutti la richiesta ed è arrivato il nulla osta.
Il ricordo della chirurga
Nata a Parigi, ma di origine andalusa, 46 anni, Sofia Martin -Suarez si è laureata in medicina nel 1998 a Granada, in Spagna. Sempre nel 1998 l'ingresso in cardiochirurgia presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna sotto il professor Angelo Pierangeli. Diventa specialista in cardiochirurgia nel 2003 con i prof. Giorgio Arpesella e Giuseppe Marinelli, primario Roberto di Bartolomeo. Infine nel 2006 il dottorato di ricerca con i prof. Roberto di Bartolomeo e Andrea Stella.
"Era il 25 aprile, domenica, un pomeriggio molto travagliato - ricorda la cardiochirurga del Sant'Orsola di Bologna - avevamo coinvolto tante persone, abbiamo insieme ponderato il rischio non solo per il Covid, ma anche per l'infezione che aveva avuto il donatore, in un ricevente che era in fin di vita letteralmente".
E ancora: "Eravamo pronti dopo a dover gestire anche le eventualità infettivologiche legate al donatore e al ricevente stessi però essendo il cuore un organo di tale bontà, giovane, è stato un bilancio dei rischi, un momento molto ponderato: è andata a finire molto bene. Eravamo abbastanza tranquilli, perché quando hai molte persone esperte sei consapevole di agire in sicurezza".
Non chiedere una deroga al protocollo avrebbe significato non potere utilizzare l’organo, segnando così drammaticamente il destino del ricevente. Il trapianto, invece, oltre a ridare la vita al paziente, ha fornito ai medici numerosi elementi di conoscenza sul Covid che consentiranno in futuro un utilizzo ancora più puntuale degli organi donati.
Ma cosa ha provato in quel momento Sofia Martin Suarez? "Emozione. È dal 2007 che eseguo trapianti di cuore - confida all'AGI la chirurga - in maniera routinaria, circa una ventina all'anno, da fine aprile ne ho eseguito 5: tutte le volte mi emoziono moltissimo, ogni paziente ha un suo scenario pieno di emozioni".
"Ormai, dopo 14 anni, il gesto chirurgico è routine, ora sono anche in fase di tutoraggio per altri colleghi che stanno imparando. È però tutto quello che avviene prima- spiega - la motivazione, il contatto diretto con le sedi donatrici, che magari spesso rispondono in maniera un può perplessa quando il cardiochirurgo li chiama per avere una loro opinione diretta della qualità del donatore e invece dopo sentono anche loro la nostra difficoltà, la nostra necessità, la quantità di pazienti che abbiamo in attesa, si sentono coinvolti e veramente fanno di tutto pe ottimizzare i donatori al massimo".
"E poi - conclude Sofia Martin- Suarez - i riceventi, che sono da tanto tempo che aspettano, con la speranza che arrivi l'organo: gli occhi mi diventano lucidi tutte le volte quando vedo l'organo partire".
INSERITO DA MORENA MOTTA Dovrebbero essere automezzi in grado di garantire la massima sicurezza, visto che soccorrono ammalati e feriti gravi, invece sono a rischio. Addirittura pericolosi. A bordo di molte ambulanze, ad esempio, c'erano bombole di ossigeno e dispositivi medici scaduti dal 2018. Perfino ago cannule, maschere per l'anestesia e l'ossigeno e i farmaci salvavita riportavano date di scadenza già superate da tre anni. Quindi inefficaci se non nocivi per la salute. Anche gli estintori erano ormai esauriti e mai ricaricati. Finito qui? Macché.
Alcuni infermieri, autisti, medici e barellieri non hanno ancora fatto il vaccino anti Covid e non erano abilitati alla professione con i corsi di primo soccorso, obbligatori per essere assunti dalle società private alle quali le Regioni affidano il servizio in convenzione.
E' la drammatica situazione di irregolarità emerse dopo l'inchiesta dei carabinieri del Nucleo tutela della Salute che, con il Ministero della Sanità, hanno ispezionato un numero decisamente consistente di ambulanze in servizio ospedaliero impiegate in servizi di emergenza e urgenza sanitaria per trasportare persone che venivano soccorse.
Durante i controlli tra Roma (soprattutto) e il resto del Lazio è emerso che 160 autoambulanze non erano conformi alle normative che regolano in mantenimento degli automezzi in convenzione e del personale impiegato nel pronto intervento. Tra gli episodi più eclatanti, sono state rilevate dai Carabinieri dei Nas tecniche per evitare il controllo delle ambulanze irregolarmente adibite al trasporto dei malati, dove ad esempio, i ventilatori polmonari erano collegati a bombole contenenti ossigeno medicinale scaduto, mettendo a rischio la vita degli ammalati.
Le irregolarità rilevate dai detective sono emerse anche dalla condotta degli autisti dei mezzi che in alcuni casi, utilizzavano indebitamente la sirena e i lampeggianti impegnando le corsie preferenziali in assenza di condizioni di urgenza.
INSERITO DA MORENA MOTTA Un bimbo di circa un anno e mezzo è morto dopo essere precipitato dal terzo piano. E' accaduto nella tarda serata di ieri a Martinsicuro (Teramo). Ne dà notizia 'lanuovariviera.it'. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 insieme ai carabinieri . Gli operatori dell’ambulanza non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del bambino.
INSERITO DA MORENA MOTTA Omicidio-suicidio nella serata di giovedì 10 giugno 2021, in via San Grato 12 a Castiglione Torinese. All'interno di un'abitazione, i carabinieri hanno scoperto il cadavere del proprietario, Carlo Marengo, un pensionato di 69 anni, e della moglie, Rachele Olivieri di 71 anni.
Dai primi accertamenti l'uomo, dopo aver sparato alla moglie ed al cane, si è tolto la vita con una pistola regolarmente denunciata. Sul luogo stanno operando per ricostruire l'episodio delittuoso i militari dell'Arma del nucleo investigativo del comando provinciale di Torino e della compagnia di Chivasso.
Il corpo della donna e del cane sono stati trovato in cucina; lei era seduta su una sedia, come se stesse dormendo quando è stata uccisa. Quello dell'assassino invece era nel disimpegno. A dare l'allarme è stato il figlio della coppia, che ha trovato la tragica scena nella casa dopo che da due giorni non sentiva i genitori.
Probabilmente il delitto e il suo tragico seguito sono avvenuti nel tardo pomeriggio di oggi. Nessuno dei vicini, però, ha sentito nulla forse perché l'arma da cui sono partiti i colpi era di piccolo calibro. Gli investigatori non hanno trovato biglietti né messaggi d'addio. Le indagini sono coordinate dal pm Lea Lamonaca della procura di Ivrea.
La coppia era molto conosciuta nel paese, in quanto partecipava molto alla vita sociale. Chi li conosce li descrive come due persone molto attive e che sembravano andare perfettamente d'accordo. Non si capisce che cosa possa avere messo fine, oltre che alla loro vita, al loro amore che era sopravvissuto per decenni. a benedire le due salme è arrivato poi anche don Martino, il parroco del paese.