Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO, Le Borse europee proseguono incerte con gli investitori che si concentrano sulle notizie che arrivano dagli Stati Uniti sulla vicenda del tetto del debito e sul disgelo con la Cina. Sotto i riflettori anche le prossime mosse delle banche centrali mentre si attendono gli interventi di alcuni esponenti della Fed e della Bce.Sul fronte valutario l'euro è in lieve rialzo a 1,0811 sul dollaro. L'indice d'area stoxx 600 sale dello 0,2%. In positivo Madrid (+0,8%) e Londra (+0,3%) mentre sono piatte Parigi (-0,03%) e Francoforte (-0,07%). I principali listini sono sostenuti dalle utility (-0,8%), con il prezzo del gas che scende a 29,32 euro al megawattora, e dalle Tlc (-0,7%). Avanzano anche il lusso (+0,9%) e le auto (+0,6%). In rialzo anche le banche (+0,4%), con l'ipotesi di maggiori profitti con il rialzo dei tassi d'interesse, mentre le assicurazioni sono deboli (-0,1%). In calo l'energia (-0,2%), con il prezzo del petrolio in flessione. Il Wti scende a 71,4 dollari al barile, con un calo dello 0,1%, e il Brent a 75,57 dollari (-0,01%). Male anche il comparto informatico (-0,3%). In lieve flessione i rendimenti dei titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund scende a 181 punti, con il tasso del decennale italiano al 4,22%. In caduta libera il rendimento del decennale greco che cede 15 punti base al 3,81%, dopo l'esito del voto.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. "Ciao, Gino. È sempre presto per dirsi addio quando l'ardore della vita è forte! È sempre presto per dirsi addio quando la voglia di ritrovarsi per nuove sfide è tanta! È presto per dirsi addio, Amico leale della Lega e dei tanti irpini, uomo tenace e amante della propria terra e delle proprie origini. E allora, che sia semplicemente un arrivederci, caro Gino. La Lega - Campania tutta si stringe attorno alla famiglia per la scomparsa del fraterno amico, Generoso Cusano, dirigente storico del partito, uomo sensibile, politico acuto, irpino autentico". Lo scrive il partito della Lega Salvini Premier sulle proprie pagine social in memoria di Generoso Picone, dirigente del partito di Matteo Salvini in Campania.
INSERITO DA ANGELA CECERE La campagna è volta a dare ai cittadini maggior consapevolezza sulla terribile patologia del tumore del cavo orale, sulla prevenzione e sui corretti stili di vita da adottare GIUGLIANO Dopo il rinvio dovuto alle avverse condizioni atmosferiche del 13 maggio, oggi nelle piazze italiane torna l’Oral Cancer Day: la campagna di prevenzione del tumore del cavo orale da parte della fondazione ANDI Onlus (Associazione nazionale dentisti italiani), con il Presidente dott. Luigi Russo, Coordinatrice prevenzione Dott.ssa Cassese Carla ed a Giugliano è presente per l’Andi Napoli il dott. Bifaro Vincenzo L’iniziativa anche a Giugliano Grazie alla collaborazione del dottor Vincenzo Bifaro, dentista e consigliere provinciale ANDI Napoli, l’iniziativa arriva anche a Giugliano, in piazza Gramsci dalle 9 alle 13. La campagna ha lo scopo di informare per prevenire il tumore del cavo orale. L’obiettivo di ANDI è dare ai cittadini maggior consapevolezza sulla terribile patologia, sulla prevenzione e sui corretti stili di vita da adottare per prevenirla. L’iniziativa si sta tenendo in diverse piazze partenopee: tra queste Piazza Dante a Napoli, nelle piazze di Pompei e Torre del Greco. Inoltre, per i pazienti interessati, l’iniziativa proseguirà nel mese di giugno, durante il quale saranno effettuate visite gratuite direttamente negli studi dei dottori ANDI che hanno aderito all’iniziativa. La fondazione invita tutti i cittadini a prendere parte all’incontro per sostenere e comprendere l’importanza della prevenzione e di una diagnosi precoce.
INSERITO DA ANGELA CECERE BATTIPAGLIA. L’ha afferrata per i capelli, trascinandola per strada: aveva un coltellino, e lo ha tenuto puntato alla gola della donna per tutto il tempo. Il tempo di condurla all’altro marciapiede di via Plava e di strapparle la borsa per poi darsi alla fuga. Lo scippatore è scappato per la stradina che costeggia la fu fabbrica Baratta, correndo a gambe levate verso la stazione. Ha attraversato i binari e s’è dileguato nella terra di nessuno, al di là della tratta ferrata. Ennesimo scippo, il settimo in poco più d’un mese, a Battipaglia. La malcapitata è una farmacista di 49 anni. Assai nota: è la moglie di Luigi D’Acampora, consigliere comunale di lungo corso, oggi capogruppo del Partito Democratico, che vive in zona. La moglie è comprensibilmente sotto choc. È l’ennesima vittima, la settima in poco più d’un mese, dell’emergenza scippi: un’efferata gang che s’è impadronita del circondario della stazione. È zona loro. E non è servito murare l’ex pesa ferroviaria, il casermone comunale ch’era divenuto il loro quartier generale. Non è bastato neppure incarcerare Othmane Rhella, il 34enne marocchino arrestato dai poliziotti per la rapina del 29 aprile scorso nel sottopasso di via Roma. L’emergenza continua. L’ultimo dei casi s’è verificato alle 20,30 di sabato: la farmacista era stata al supermercato alle spalle del Comune. Come ogni sera. Poi s’è incamminata – da sola – lungo via Plava per rincasare. Come ogni sera.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il degrado persiste a Villetta Padre Pio, un parco giochi situato a Caserta, dove oblò rotti e scritte vandaliche sulle giostrine alimentano la preoccupazione dei genitori. La denuncia è stata presentata al sindaco Carlo Marino, nella speranza di ottenere un intervento immediato per garantire la sicurezza dei bambini che frequentano l'area.Il parco giochi è un luogo di svago e divertimento per i più piccoli, un'occasione per socializzare e sviluppare abilità motorie. Tuttavia, la presenza di oblò rotti e scritte vandaliche minacciano seriamente l'incolumità dei bambini che lo frequentano. I genitori, preoccupati per la sicurezza dei propri figli, si sono uniti per sollevare la questione e chiedere provvedimenti. La presenza di oblò rotti è un rischio significativo per i bambini che potrebbero cadere attraverso di essi e farsi molto male. Le giostrine, progettate per offrire momenti di svago sicuro, si sono trasformate in potenziali trappole per i più piccoli. Questa situazione mette a rischio non solo la loro sicurezza fisica, ma anche la loro tranquillità mentale e il piacere di giocare. Le scritte vandaliche sulle giostrine peggiorano ulteriormente la situazione. Oltre a rappresentare un atto di degrado e mancanza di rispetto per gli spazi pubblici, queste azioni possono influenzare negativamente il benessere dei bambini. L'ambiente circostante ha un impatto significativo sul loro stato emotivo e sulla capacità di godere dell'esperienza di gioco. La denuncia presentata dai genitori al sindaco Carlo Marino rappresenta un atto di responsabilità e impegno per il benessere dei loro figli. Essi si sono rivolti alle autorità competenti per richiedere un intervento tempestivo e risolutivo. È fondamentale che i luoghi destinati al divertimento dei bambini siano sicuri e ben mantenuti, in modo che possano vivere esperienze positive e senza rischi. Il sindaco Carlo Marino, a sua volta, dovrebbe affrontare immediatamente questa questione. La sicurezza dei cittadini, in particolare dei bambini, è una priorità che richiede azioni concrete. È necessario prendere provvedimenti per riparare gli oblò rotti e rimuovere le scritte vandaliche sulle giostrine. Inoltre, si dovrebbe considerare l'implementazione di misure di sorveglianza per prevenire atti di vandalismo futuri. La comunità nel suo complesso dovrebbe anche essere coinvolta nell'affrontare questa situazione di degrado. La sensibilizzazione sull'importanza di preservare e rispettare i luoghi pubblici, in particolare quelli destinati ai bambini, può aiutare a prevenire atti vandalici e a mantenere un ambiente sicuro e piacevole per tutti.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Momenti di paura questa mattina lungo la statale Appia, alla contrada Epitaffio, teatro di un incidente stradale nel quale sono rimaste coinvolte due auto. Violento l'impatto tra una Renault Capture ed una Fiat Punto, due le persone ferite, una delle quali ricoverata in codice rosso. Sul posto le ambulanze del 118 ed i vigili urbani.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Si rinnova ad Avellino il culto per Santa Rita. La santa delle cause impossibili è particolarmente venerata nel capoluogo irpino. Ieri c'è stata la celebrazione eucaristica nella chiesa di via San Francesco Saverio con la benedizione dei bambini e delle rose. Una celebrazione molto partecipata. Oggi a partire dalle 18.30 le strade del capoluogo irpino saranno affollate per la rituale processione, tra le piú sentite dai cittadini avellinesi. La processione partirà dalla chiesa di via Francesco Saverio e attraverserà via Del Gaizo, via Amabile, via Del Balzo, via Circumvallazione, via Colombo, via de Conciliis, Corso Vittorio Emanuele, piazza Libertà, via Nappi, via Duomo e rampa San Modestino. “Si tratta di un culto fortemente radicato in città – spiega don Antonio Dente, parroco della chiesa di San Francesco Saverio – che resiste da quasi cento anni in questa chiesa. Prima che fosse realizzata la statua portata tradizionalmente in processione, oggetto del culto dei fedeli era un’altra statua conservata nella chiesa di San Generoso”.
INSERITO DA ANGELA CECERE Boscoreale. Oltre 30 tonnellate di prodotti fitosanitari contraffatti e pericolosi per la salute, che se venduti avrebbero fruttato circa 5 milioni di euro, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza a Boscoreale, nel Napoletano, dove i militari hanno denunciato un imprenditore per contraffazione, frode in commercio e reati ambientali. I finanzieri del Gruppo di Torre Annunziata hanno sequestrato anche 35mila litri di prodotto liquido, 17mila etichette di note case produttrici, nonchè un'area di 1.500 metri quadrati. Trovati quantitativi di polvere di silicio e numerose confezioni di fitofarmaci scaduti ed esposti alle intemperie in un terreno di pertinenza di un deposito, risultato sprovvisto delle autorizzazioni amministrative e antincendio, dove erano stati stoccati cumuli di prodotti chimici.In un altro locale c'erano invece le materie prime (in polvere e liquide), prodotti finiti (fitofarmaci imbustati ed etichettati) e semilavorati (fitofarmaci travasati in contenitori anonimi, senza etichettatura, pericolosi in quanto tossici e facilmente infiammabili), oltre ad un laboratorio attrezzato con bilancini, dosatori e contenitori.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Tra le poche cose che non tollera un medico che ha amore e rispetto per la sua professione è rimanere senza un'ipotesi diagnostica valida di fronte a un paziente che sta visitando. In realtà, secondo il metodo deduttivo proposto, alla stregua di quello sperimentale, dal grande clinico medico bolognese tra la fine dell'800 e gli inizi del '900, Augusto Murri, sarebbe auspicabile che le ipotesi formulate per ciascun paziente fossero nel maggior numero possibile, anche allo scopo di amplificare la fantasia e rendere la loro confutazione un esercizio utile e avvincente. È anche di questo che si è parlato in un convegno tenutosi a Sarnico (BG) in questo fine settimana. Il tema intorno a cui ruotavano queste e altre riflessioni era quello complesso, articolato e iperclassificato delle cefalee, molto caro al sottoscritto e la cui conoscenza e il cui approfondimento sono sempre più necessari a una moltitudine crescente di pazienti, spesso misconosciuti o abbandonati a loro stessi. L'evento scientifico lombardo faceva da viatico alla "Giornata del Mal di Testa" che si terrà su tutto il territorio nazionale il 27 maggio e che vedrà operatori sanitari esperti mettersi a disposizione dei pazienti per creare occasioni comuni di ascolto e confronto e accendere così una luce, si spera abbagliante e duratura, ma soprattutto ininterrotta, su un problema sanitario vasto come pochi ma anche come pochi (e incomprensibilmente) mal attenzionato e, di conseguenza, mal curato. Ricordo ancora un censimento che facemmo un po' di anni fa tra i medici di famiglia campani per capire quanti emicranici - solo una delle forme più diffuse di cefalea primaria e neanche la più frequente - stimavano di avere nella loro popolazione di pazienti. Ora, sapendo che la prevalenza di questa forma di dolore vasomotorio del cranio è stimata per quel campione essere di circa il 15% e riconoscendo a ciascun intervistato un numero medio di assistiti di 1500, ci aspettavamo che la risposta dei dottori della medicina di base fosse non inferiore alle 200 unità. E invece, con nostra grande sorpresa, la sentenza emessa nella maggior parte dei casi fu un numero inferiore a 10. Tutto il resto dei pazienti, che certo lamentavano questo disturbo, ma - era ormai certo - silenziosamente, che fine facevano? Chi li diagnosticava? Chi li curava? E con quali risultati? Nulla, il buio totale. Dietro quale paravento invisibile consumavano la loro pena inascoltata? Scriveva Lucio Anneo Seneca: "Lieve è il dolore che parla, il grande dolore è muto". Molti di quei malati non giungevano, e quel che è peggio non giungono ancora, alla valutazione clinica diretta di un medico, esperto o meno che sia. Altra cosa è riuscire a dire da quale forma di cefalea, tra le 100 e più a oggi classificate a livello mondiale, quei pazienti sono affetti. Affermazioni tuttora imperanti del tipo, "è un banale mal di testa, che vuoi che sia, prendi un antidolorifico e via!", non aiutano comunque a far luce sul problema e men che meno a prevenire complicanze, abusi farmacologici e cronicizzazioni. Resta una realtà sommersa ancora tutta da comprendere e gestire. Per fortuna che da qualche anno, grazie alle nuove (e costosissime) terapie che agiscono su quella molecola ritenuta da tutti l'effettrice primaria del mal di testa, il CGRP, si è potuto approcciare in modo finalmente nuovo il problema, prevenendo così evoluzioni tanto penose da risultare talora anche fatali. Resta il fatto che a causa degli alti costi (come detto) i pazienti trattati con questi straordinari farmaci siano in Italia solo una minima parte (circa 20.000) rispetto al milione di quelli potenzialmente eleggibili per quel trattamento. Ma tornando al problema della diagnosi, spesso assente, del tipo di cefalea che colpisce un po' alla volta o bruscamente, da tempo o solo da poco, un paziente, non si può non rilevare che ovemai egli giunga al cospetto di un medico non è infrequente che la diagnosi tipologica non venga effettuata o addirittura sia errata. Ciò in parte per la complessità del problema, in parte per la grande variabilità intra e interindividuale delle crisi e della loro conseguente risposta ai farmaci (e non solo), in parte per la scarsa conoscenza dei meccanismi etiopatogenetici che le sottendono e in parte, infine, per la mancanza di una gestione istituzionale e sociale - più affidata alla (comunque) insoddisfacente iniziativa "privata" - che finisce col lasciare sul campo una marea di costi diretti (di gestione della malattia) indiretti (da perdita di ore di lavoro) e una popolazione sempre più sofferente, povera e sola. E questo nonostante siamo il paese col maggior numero di centri cefalea al mondo per numero di abitanti, ma al cui (talvolta inutile) approdo possono occorrere anche anni di attesa. Ma perché continuiamo a non riuscire a gestire in modo efficiente e corretto un problema così vasto e penoso? La crescita ancora troppo lenta di una classe medica dirigenziale competente e la mancanza di percorsi formativi condivisi validati a livello ministeriale sono alcuni tra gli ostacoli posti al capilare ed efficiente governo della cefalea oggi in Italia. Non aiuta neanche un sistema classificativo internazionale che bada più alla malattia che al malato, tanto da rendere spesso impossibile la gestione completa e appagante di chi soffre, quantomeno in mani non esperte. Si riparta dal medico, puntando finalmente tutto sulla qualità del suo percorso formativo - e non su assegnazioni calate dall'alto di ruoli e competenze - e gli si lasci lo spazio, anche temporale, di coltivare quell'empatia e quella umiltà (a chi ne è capace) che non possono, ripeto non possono, essergli estranee. Il resto lo faccia lo Stato (se ne è in grado), ma faccia presto. Il tempo corre e anche gli ultimi eventi pandemici ci hanno consegnato una nuova marea montante di pazienti cefalalgici senza bussola che cercano risposte diagnostiche e terapeutiche esaustive, ma soprattutto altro e improrogabile ascolto, altra e improrogabile comprensione.
INSERITO DA ANGELA CECERE Lo sciopero nazionale è annunciato da Ferrovie dello Stato. Dalle 9.00 alle 17.00 lo stop del Trasporto pubblico: «Subito 300 euro di aumenti in busta paga» Ferrovie dello Stato rende noto lo sciopero nazionale del personale. Dalle ore 9.00 alle ore -17.00. A procliamarlo è una sigla sindacale autonoma, in adesione allo sciopero generale. L'Unione Sindacale di Base, nello specifico, rivendica la centralità dei Trasporti Pubblici e del ruolo degli addetti al settore. Il susseguirsi di rinnovi contrattuali "farsa" è alla base delle motivazioni dello sciopero. La nota dell'USB Nella nota dell'Unione Sindacale di Base si legge che lo sciopero del 26 maggio 2023 rilancia la piattaforma contrattuale inviata alle istituzioni ed alle associazioni datoriali ribadendo la necessità di restituire valore ai servizi pubblici. «Rivendichiamo la centralità dei Trasporti Pubblici e del ruolo degli addetti al settore, principali vittime delle privatizzazioni selvagge attraverso i continui ricorsi ad appalti, subappalti e subaffidamenti che alimentano sfruttamento e precarizzazione - prosegue l'UBS-. Il susseguirsi di rinnovi contrattuali “farsa” in cambio della crescente svendita dei diritti fa, di questo lavoro, un lavoro dal quale si “fugge”, sia per l’indisponibilità di sottostare al crescente decadimento dello stato dei servizi e i pesanti carichi di lavoro, sia per la gravosa responsabilità di una mansione priva di adeguati livelli di sicurezza con pesanti penalizzazioni salariali che inaspriscono ancor più le condizioni dell’attuale crisi economica e del carovita».