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SEZ.POLITICA Il fastidio di Renzi con i pm per la convocazione di Boschi

4 Aprile 2016, 08:05am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Il fastidio di Renzi con i pm per la convocazione di Boschi
SEZ.POLITICA Il fastidio di Renzi con i pm per la convocazione di Boschi

INSERITO DA MORENA MOTTA Davanti alle telecamere, con Lucia Annunziata che lo incalza con abilità e tenacia, Matteo Renzi non si lascia sfuggire i suoi più reconditi pensieri sulla vicenda giudiziaria che ha portato alle dimissioni della ministra Guidi. Dice di non credere ai complotti e alla giustizia a orologeria. Ma ha un’aria di sfida che non passa inosservata quando invita i giudici a chiedergli di ascoltarlo. Non solo su quella storia, ma anche su «tutto il resto: la Salerno-Reggio Calabria, la Napoli-Bari, la Variante di Valico». Ed è proprio da quel «tutto il resto» che traspare il tono della sfida nei confronti dei pm della Procura di Potenza. I quali, non a caso, più tardi fanno filtrare che non è nelle loro intenzioni ascoltare il premier.

Renzi è con i collaboratori quando arriva quella replica e sorride: «Perché non vogliono interrogarmi? Ho detto che quell’emendamento era mio, abbiano il coraggio di chiamarmi, dopo quello che ho detto, così ci divertiamo un po’. Visto che vogliono sentire la Boschi proprio per quell’emendamento, perché non me? Forse avrebbero bisogno di una lezione su come funziona il Parlamento... È allucinante voler ascoltare Maria Elena...». I collaboratori che gli stanno di fronte annuiscono. Non capiscono il motivo per cui i pm della Procura di Potenza abbiano deciso di tirare in ballo la Boschi.

Ma il premier ha un’idea del perché. E la illustra ai fedelissimi. È un convincimento andato maturando dopo che è scoppiato il «caso Guidi» e che non formulerebbe mai ad alta voce di fronte ai giornalisti. È l’unica spiegazione che è riuscito a darsi: «La verità è che c’è un disegno organico dietro tutto ciò. L’obiettivo è quello di far raggiungere il quorum al referendum sulle trivelle nella speranza di darmi un colpo». Il presidente del Consiglio non contesta l’inchiesta: «Non spetta a me mettere bocca su un’indagine». Ma è la decisione dei magistrati di coinvolgere la ministra che rappresenta in modo più significativo la novità dell’esecutivo Renzi che lo ha lasciato perplesso. Come lo ha sconcertato anche il fatto che dopo aver pubblicamente detto che l’emendamento era opera sua, ora i pm non chiedano di ascoltare pure lui.

Della sua «performance» in tv è contento: «Pensavano che mi presentassi tutto intimorito e piagnucolante e invece no. Ho voluto dare un messaggio molto duro». Questa volta il presidente del Consiglio si riferisce ai grillini, ai leghisti e a tutti quelli che hanno «utilizzato questa vicenda per fare un polverone pazzesco». Renzi ce l’ha in particolar modo con i Cinque Stelle. Ma per loro ha già pronta la controffensiva: «Domani (oggi per chi legge, ndr) Bonifazi sarà a Milano per chiedere il risarcimento danni a Grillo e David Ermini sarà a Massa Carrara per querelare Di Maio, che ha avuto la faccia tosta di dire che prendiamo i soldi dai petrolieri. A lui il Pd chiederà di rinunciare all’immunità. Del resto, loro sono sempre pronti a dire che bisogna rinunciarci...».

Non una delle parole che vengono pronunciate al chiuso di una stanza, davanti a persone di assoluta fiducia del premier, è stata proferita in televisione. Ma dall’Annunziata Renzi si è lasciato sfuggire qualche indizio sul suo stato d’animo. Quando ha detto di sperare che l’indagine sia «una cosa seria». E ha fatto l’esempio del senatore Salvatore Margiotta, accusato e condannato, sempre a Potenza, per la costruzione del Centro Oil della Total e poi assolto dalla Cassazione. Non è escluso che oggi, in direzione, citi di nuovo questo esempio. Senza fare nessun attacco ai magistrati, però.

FONTE di Maria Teresa Meli CORRIERE DELLA SERA

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SEZ.POLITICA Lavoro: Renzi, occupazione migliorata

2 Aprile 2016, 14:05pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Lavoro: Renzi, occupazione migliorata

INSERITO DA MORENA MOTTA "Escono i dati dell'Istat sul lavoro e rispetto al mese precedente c'è un meno 0,2 sulla disoccupazione che passa da 11,5 a 11,7, e un più 0,1 sulla disoccupazione giovanile. Davanti a queste stime non si può che prendere atto di una sostanziale parità. I numeri sono chiari e dimostrano che la situazione occupazionale in due anni è migliorata". Così Renzi nella sua eNews, aggiungendo che "i gufi non sono quelli che parlano male del governo ma quelli che pur di parlare male di noi sperano che l'Italia vada male".

FONTE ANSA

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SEZ.POLITICA Marino attacca: "Del governo Renzi penso tutto il male possibile"

30 Marzo 2016, 13:52pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Marino attacca: "Del governo Renzi penso tutto il male possibile"
SEZ.POLITICA Marino attacca: "Del governo Renzi penso tutto il male possibile"

INSERITO DA MORENA MOTTA "Non è questa la sede, non ho detto né si né no. Non faccio nessun balletto, i balletti li fanno i giornali". Così l'ex sindaco di Roma Ignazio Marino, presentando il suo libro 'Un marziano a Roma' presso la sede della stampa estera, ha risposto a chi gli chiedeva di sciogliere la riserva sulla sua candidatura.

"Io ho la tessera del Pd del 2015, ma l'anno non è ancora terminato", ha poi continuato Marino, che ha aggiunto: "Non ho colloqui con Renzi da almeno due anni".

"Avevo grandi aspettative - ha spiegato - nei confronti di una figura come l'attuale capo del governo nel momento in cui svolgeva un ruolo politico nazionale e pronunciava parole in cui mi riconoscevo, ad esempio la liberalizzazione di tante aziende che al Comune non servono e possono essere cedute a privati o la scelta di persone sulla base dei curricula oppure quando diceva di volere una informazione radio tv nazionale che assomigliasse il più possibile alla Bbc. Siamo finiti da quelle osservazioni a un presidente del Consiglio, che sceglie i direttori generali della Rai e delle reti. Se lo avesse fatto Berlusconi molti giornali si sarebbero ribellati".

Sganciare Roma dalle lobby "non è quello che vuole il governo Renzi, che preferisce sedersi con le lobby". "Chi ha deciso il villaggio olimpico? Non mi risulta che i romani siano stati consultati - ha aggiunto - E' stato deciso in una stanza di palazzo Chigi da Renzi, Montezemolo e Malagò".

"Il partito che io ho fondato - ha affermato ancora l'ex sindaco - è diverso dal partito che c'era, che aleggiava in questa città nei mesi di ottobre e novembre, un partito dove tutti i circoli sono stati chiusi dove c'è un commissario, dove i consiglieri comunali hanno ricevuto l'ordine di dimettersi senza venire in aula a confrontarsi con il loro sindaco. Quel partito non esiste".

"Se avessi seguito i consigli del Pd - ha aggiunto Marino - "sarei finito in cella di isolamento".

"In questo momento abbiamo un governo di centrodestra, con Alfano al Viminale, Lorenzin alla Salute, avevamo Lupi alle Infrastrutture, c'è l'appoggio di Verdini". Lo ha detto Ignazio Marino, presentando il suo libro 'Un marziano a Roma' presso la sede della stampa estera, in merito al governo Renzi, attaccato più volte dall'ex sindaco di Roma nel corso della conferenza. Del governo Renzi "io penso tutto il male possibile - ha aggiunto Marino - perché quelli che come me hanno votato nel 2013 volevano un governo di centrosinistra, non volevano cacciare Veltroni o D'Alema per avere Verdini".

"Non mi ritengo - ha continuato - licenziato dal Papa, con il quale ho avuto una lunga e piacevole conversazione, nella quale ho ripercorso in termini severi la mia visione dei fatti. Non va certamente attributo a lui quello che va attribuito a Renzi o al Pd".

FONTE ADNKRONOS

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SEZ.POLITICA Renzi negli Usa, Italia leader delle energie rinnovabili

29 Marzo 2016, 14:00pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Renzi negli Usa, Italia leader delle energie rinnovabili
SEZ.POLITICA Renzi negli Usa, Italia leader delle energie rinnovabili

INSERITO DA MORENA MOTTA L'Italia e' leader mondiale delle energie rinnovabili. Nel primo giorno della missione in Usa, il premier Matteo Renzi posta su Facebook la prima puntata del suo 'diario di bordo' e spiega che visitera' a Stillwater, in Nevada, "la centrale di energie rinnovabili piu' innovativa del mondo. Che e' italiana, anche se spesso il nostro Paese sembra fare tutto per nascondere le proprie eccellenze. Avete letto bene: la piu' innovativa del mondo e' italiana. Merito di Enel e Enel Green Power".

Renzi, oltre all'eccellenza italiana, sottolinea poi altri temi: il futuro dell'energia e' la tecnologia e non bisogna averne paura". "Le rinnovabili - sottolinea il premier - vedono l'Italia tra i leader mondiali e ne siamo orgogliosi. Ma dobbiamo avere consapevolezza che un mondo che va avanti solo a rinnovabili per il momento e' solo un sogno. Dobbiamo ridurre la dipendenza dai fossili e le emissioni, come abbiamo fatto negli ultimi 25 anni (in Italia -23% di emissioni CO2). Ma il petrolio e gas naturale serviranno ancora a lungo: non sprecare cio' che abbiamo e' il primo comandamento per tutti noi".

Negli Usa Renzi farà tappa dapprima in Nevada per spostarsi, domani a Chicago, dove inaugurerà un forum Italia-Usa presso la University of Chicago Booth School of Business. Giovedi' il premier sarà a Boston dove visiterà il centro Ibm e farà un intervento alla Harward University. In serata il trasferimento a Washington per partecipare a un evento clou della politica internazionale: il Summit sulla sicurezza nucleare che si svolgerà il primo aprile alla presenza del presidente Usa, Barack Obama, e a cui sono attesi 50 leader mondiali. Sullo sfondo dell'incontro la guerra all'Isis e gli sforzi della coalizione guidata dagli Stati Uniti per combattere la minaccia terroristica globale.

FONTE AGI

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SEZ.POLITICA Renzi sulla Rai: «Consulto i cittadini» Questionario online su Palazzo Chigi

28 Marzo 2016, 15:31pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Renzi sulla Rai: «Consulto i cittadini» Questionario online su Palazzo Chigi
SEZ.POLITICA Renzi sulla Rai: «Consulto i cittadini» Questionario online su Palazzo Chigi

INSERITO DA MORENA MOTTA Dal primo maggio sparirà la pubblicità da Rai YoYo, Rai5 e Rai Storia. Lo aveva promesso mesi fa l’ad Antonio Campo Dall’Orto, lo conferma per lui il premier Matteo Renzi che, nella rubrica di posta settimanale pubblicata sul suo sito internet — un’edizione pasquale della e-news dedicata quasi tutta alla tv pubblica — annuncia la novità mettendoci anche la data: «È una cosa piccolissima, mi rendo conto, però ci tenevo a condividerla, da padre prima ancora che da presidente del Consiglio». E spiega: «Ho un piccolo conto aperto con la Rai. No, non vi spaventate, non mi riferisco ai talk-show. Peraltro avrete notato che partecipo sempre meno, mentre i miei oppositori talvolta sembrano vivere negli studi televisivi, buon per loro, se si divertono. Quello che devo confessarvi è che una delle mie prime iniziative da giovane studente universitario fu quella di chiedere, insieme a un gruppo di amici, di togliere gli spot dai programmi per i bambini. Eravamo ingenui e forse illusi, infatti non ci filò nessuno, nemmeno per sbaglio». Adesso invece è cosa fatta. Chiaro che, con i circa 300 milioni in più in cassa grazie al canone in bolletta, è più indolore rinunciare agli introiti degli spot tra cultura e cartoni animati (a Rai Gulp restano). Operazione perfetta dal punto di vista dell’immagine, «purificando» aree sensibili, ma di moderato impatto economico: si tratta di rinunciare a 20, massimo 30 milioni.

La consultazione dei cittadini

In vista del rinnovo della concessione, che scade il 6 maggio, dal mese prossimo verrà avviata un’ampia consultazione pubblica che nella prima fase (il 12 aprile) coinvolgerà una sessantina di associazioni. «Mi piacerebbe che ne parlassero tutti», annota Renzi. «Perché la Rai non è del governo, non è del Parlamento, non è del ministro, ma è delle italiane e degli italiani. Ho chiesto agli uffici competenti di aprire un dialogo in tutte le forme». Niente referendum, ma un questionario pubblicato online sul sito del governo per raccogliere le opinioni dei cittadini sul ruolo e i contenuti che chiedono al servizio pubblico. «Che tipo di missione informativa? Quale rilancio culturale? Quali idee per i nostri figli?»» Nella e-news resta spazio anche per la questione Bagnoli: «Un’autentica vergogna nazionale», accusa il premier. «Ci hanno fatto perdere tempo ma ora che abbiamo vinto contro l’amministrazione De Magistris, possiamo finalmente partire, con o senza il Comune».

FONTE di Giovanna Cavalli CORRIERE DELLA SERA

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SEZ.POLITICA Da espulsi M5S Napoli un logo a 6 stelle

26 Marzo 2016, 15:36pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Da espulsi M5S Napoli un logo a 6 stelle
SEZ.POLITICA Da espulsi M5S Napoli un logo a 6 stelle

INSERITO DA MORENA MOTTA NAPOLI - Il logo a sei stelle sa tanto di sfida all'esperienza grillina conclusasi a febbraio con l'espulsione dal movimento: nasce 'Napoli Libera in movimento', l'associazione politico-culturale - ma presto potrebbe trasformarsi in una lista in campo alle prossime Comunali di Napoli - che raduna i 36 attivisti espulsi a febbraio dal movimento nel capoluogo partenopeo. Al Palapartenope si ritrovano in 70/80 per il battesimo della neonata associazione che sancisce a tutti gli effetti la scissione dai Cinquestelle.
Il logo di stelle ne presenta sei "perche' la sesta - precisano i ribelli - rappresenta la vera democrazia partecipata che nel movimento di Grillo ci e' stata negata". E siccome il nuovo corso degli ex grillini ha bisogno di una rottura simbolica, prima che il portavoce della nuova associazione Luca Capriello prenda la parola, dalla sala arriva l'invito a rimuovere il tavolo un po' in rilievo dei relatori "perché' nessuno deve parlare dall'alto, ma alla pari e in mezzo agli altri".

FONTE ANSA

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SEZ.POLITICA Napoli: no definitivo a ricorso Bassolino

23 Marzo 2016, 14:49pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Napoli: no definitivo a ricorso Bassolino
SEZ.POLITICA Napoli: no definitivo a ricorso Bassolino

INSERITO DA MORENA MOTTA La Commissione nazionale di garanzia del Pd ha respinto, dichiarandosi incompetente, il ricorso di Antonio Bassolino contro il risultato delle primarie del centrosinistra a Napoli. Lo hanno annunciato il presidente Gianni Dal Moro e Franco Vazio, membro della commissione che ha istruito il caso.

FONTE ANSA

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SEZ.POLITICA Solo un elettore di Pd su dieci crede che ci sarà la scissione

21 Marzo 2016, 16:56pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Solo un elettore di Pd su dieci crede che ci sarà la scissione
SEZ.POLITICA Solo un elettore di Pd su dieci crede che ci sarà la scissione

INSERITO DA MORENA MOTTA Il tema dello spazio politico a sinistra del Pd è da tempo presente nel dibattito politico. Renzi e la sua modalità di condurre l’azione di governo e di gestire il partito, le sue scelte spesso criticate da quell’area hanno provocato un progressivo e in qualche caso risentito allontanamento della minoranza pd (non di tutta). È un pezzo di ceto politico che ha avuto un ruolo rilevante nella storia recente, ma non solo, del Paese, spesso proveniente dalla tradizione postcomunista. Oggi quel ceto vede fortemente ridimensionato il proprio ruolo.

Numerose sono le linee di frattura tra minoranza e maggioranza del Pd: dal Jobs act alla scuola, dalla riforma del Senato a quella elettorale, tutti i principali atti di governo sono stati criticati e a fatica sostenuti dalla sinistra. La scorsa settimana c’è stato un incontro a San Martino in Campo, in Umbria, in cui la minoranza ha cercato di definire il proprio posizionamento nel Pd. Convegno preceduto da un’intervista fortemente critica di Massimo D’Alema su questo giornale, anche se l’ex premier ha poi negato che essa preannunciasse ipotesi di scissione. Tuttavia abbiamo voluto testare l’impatto di una possibile forza di sinistra alimentata anche dalla minoranza proveniente dal Pd.

La previsione di una scissione è molto contenuta: solo il 19% degli intervistati la accredita. Lo fanno soprattutto gli elettorati lontani dal Pd, mentre gli elettori di questo partito sono profondamente scettici: solo il 12% vede all’orizzonte questa possibilità. Ammesso che questa scissione si verifichi, emergono diffusi dubbi sulle effettive potenzialità elettorali di una nuova forza che aggreghi la sinistra. Solo per il 13% potrebbe raccogliere una messe importante di voti dai delusi di Renzi. Un terzo pensa che forse la scissione potrebbe portare qualche voto in più rispetto a quelli già consolidati dalla sinistra (lo credono un po’ di più gli elettori del Pd), mentre altrettanti sono certi che un’operazione di questo genere è destinata a non avere risultati di sorta.

Che oramai lo spazio a sinistra si sia sensibilmente ridotto è confermato anche dai dati relativi alla simpatia che una formazione di questo genere riscuoterebbe tra gli elettori. Oggi solo il 6% degli intervistati guarderebbe con consistente simpatia a un’operazione simile. Una percentuale dimezzata rispetto al gennaio 2015, che segnò la vittoria di Tsipras in Grecia e inferiore anche alla simpatia suscitata dalla presentazione della coalizione sociale di Landini, esattamente un anno fa. Anche il gruppo che guarderebbe con qualche simpatia a questa realtà si contrae: oggi è il 17% contro il 31% degli inizi di gennaio. Non cresce il rifiuto netto: la percentuale degli apertamente antipatizzanti (47%) non è molto diversa dalle rilevazioni precedenti. Cresce il «non so», che manifesta freddezza. L’elettorato pd mostra qualche simpatia in più, ma nessuna passione: la percentuale di chi esprime molta simpatia è all’8%, nella media, mentre cresce il numero di chi guarda con qualche attenzione.

È quindi basso l’appeal elettorale di una forza che nascesse dalla scissione a sinistra del Pd: il 2% dichiara che la voterebbe sicuramente, il 7% potrebbe farlo. Convertire in voto effettivo questa probabilità non è affatto facile: sostanzialmente un bacino potenziale del 9%, che si dimezza o più all’atto del voto. Il perimetro del consenso della sinistra in questi ultimi anni, senza segnali di allargamento. La sinistra oggi ha uno spazio limitato nel Paese. Da un lato chi è uscito a sinistra dal Pd difficilmente ha poi deciso effettivamente di votare una forza di sinistra. Molti si sono rifugiati nell’astensione, una parte ha deciso di dare il voto ai 5 Stelle. Dall’altro lato se l’insofferenza verso Renzi è molto chiara, non altrettanto sono i programmi politici conseguenti. Il dibattito appare molto chiuso nel ceto politico. E non conquista elettori.

FONTE di Nando Pagnoncelli CORRIERE DELLA SERA

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SEZ.POLITICA "Casalinga e obesa?", Bedori (M5S) si leva qualche sassolino

18 Marzo 2016, 10:12am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA "Casalinga e obesa?", Bedori (M5S) si leva qualche sassolino

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Qualche sassolino nella scarpa oggi me lo voglio levare. Avete usato volutamente termini come casalinga e disoccupata per offendermi, volevo dirvi che per me non sono offese. Ci sono milioni di casalinghe in Italia e grazie a loro, le vostre madri, sorelle, mogli e compagne che ogni giorno dedicano il loro tempo con dedizione alla famiglia, ai figli, ai mariti e si fanno carico di tutta una serie di compiti per cui lo stato è inadempiente come la cura degli anziani, che l'Italia sta in piedi. Si il famoso welfare è soprattutto sorretto da loro". Lo scrive su Fb Patrizia Bedori, l'ormai ex candidata sindaco M5S al Comune di Milano, all'indomani del suo passo indietro .

"Io invece vi ringrazio - prosegue Bedori - perché senza di voi donne, che silenziosamente giorno dopo giorno dedicate la vostra vita agli altri senza chiedere nulla in cambio. Mi avete dato della disoccupata usando questa parola in maniera denigratoria, negativa, come dire sfigata. Sappiate che non ero in cerca di una cadrega. E ve lo ho dimostrato, semmai ce ne fosse bisogno, ma quello che è più grave che avete offeso milioni di cittadini a cui è stata tolta la dignità, a cui lo stato nega anche un reddito minimo di sopravvivenza".

"Avete rubato l'identità di un assessore milanese (che ringrazio per aver subito preso provvedimenti) per offendermi - incalza ancora - sappiate che siccome siete codardi e vi siete nascosti come solo gli infami sanno fare, sia l'assessore che io vi abbiamo denunciato e a breve la giustizia farà il suo corso perché sanno chi siete".

"A Tonino Silvestri nato a Spinetoli che ha detto 'brutta grassa e obesa' 'fuori a calci nel culo' non dico niente - prosegue Bedori - poiché le sue parole si commentano da sole ma sopratutto si commenta la sua pagina FB. Ti voglio regalare 1 minuto di notorietà. Poi rientrerai nell'oblio. Sono generosa e ovviamente mi astengo da commenti sul tuo aspetto fisico perché io le persone le giudico da quello che sono, da quello che dicono ma sopratutto da quello che fanno".

Bedori ne ha anche per l'ex senatrice M5S Serenella Fucksia, l'ultima espulsa dal Movimento: "tu l'hai avuto il tuo momento di notorietà. Sei famosa perché non mantieni la parola data ai tuoi elettori e, come dicevo, io le persone le valuto da quello che fanno - attacca Bedori - Io ho altri valori e la mia parola vale, sono su un altro livello, cui tu non potrai mai accedere e forse neanche capire. Tutto torna, anche se sono una 'nulla facente super cazzolara svogliata' come mi hai descritta".

Infine Bedori ringrazia "le centinaia anzi migliaia di persone vere che mi hanno lasciato commenti meravigliosi. Mi avete scaldato il cuore, io ci sono e ci sarò perché credo fermamente che solo attraverso l'impegno quotidiano possa avvenire il cambiamento. Un abbraccio avvolgente a tutti voi".

FONTE ADNKRONOS

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SEZ.POLITICA Elezioni Roma, Meloni a Berlusconi: «Ex fascisti? Sono accuse ridicole». Salvini: «Daje Gio', annamo a vince»

17 Marzo 2016, 11:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA  Elezioni Roma, Meloni a Berlusconi: «Ex fascisti? Sono accuse ridicole». Salvini: «Daje Gio', annamo a vince»

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA «Voglio essere chiamata "sindaco" e non "sindachessa" o "sindaca" ma voglio occuparmi in maniera seria delle donne per esempio affrontando in maniera seria la questione asili nido». Lo ha detto la candidata sindaco di Roma Giorgia Meloni a Radio 24. «Ogni donna deve poter vivere liberamente la questione della maternità, in nessun caso la mia scelta deve sottintendere al fatto che le donne devono lavorare meno», ha poi aggiunto ai microfoni di Radio Anch'io, su Radio1, rispondendo a un'ascoltatrice che chiedeva se lavorare in maternità non giustifichi il fatto che le aziende licenzino le donne incinta che non lavorano, «Il lavoro di sindaco si fa soprattutto con la testa. Ci sono donne, da mamme, che fanno lavori molto più duri di quello che dovrei fare io».

In merito a una frase di Silvio Berlusconi che ha parlato di «ex fascismo», ha risposto: «Mi pare che sia il caso di chi non sa cosa dire e tira fuori la carta del fascismo».

«Certo non mi si può dire che non sono coerente. Ho sempre detto, dopo aver scoperto di aspettare un bambino, che la mia candidatura fosse una extrema ratio. Ma tra non arrivare al ballottaggio e candidarmi preferisco candidarmi», ha spiegato la Meloni, che ha raccontato di aver sentito ieri Silvio Berlusconi e «gli ho comunicato la scelta che sto facendo e già prima delle gazebarie gli avevo detto che rischiavamo di regalare la città ai Cinquestelle. Mi ha risposto che c'è tempo e vediamo. Spero si possa ancora ricucire».

Salvini: «Daje Gio', annamo a vince». «Meloni conosce Roma, ama Roma, io e Noi Con Salvini saremo a disposizione quartiere per quartiere. Finalmente c'è una scelta che i romani possono fare non per partecipare ma per giocarsi la partita, arrivare al ballottaggio e vincere. Bertolaso dice che andrà avanti come una ruspa? Almeno ha pronunciato la parola ruspa! Preferirei che la pronunciasse a proposito degli accampamenti abusivi e non di altro. Ma ognuno fa le sue scelte, in democrazia è bello così». Così il leader della Lega Matteo Salvini a Radio Cusano Campus. Salvini ha fatto a Giorgia Meloni un augurio in romanesco: «Daje Giò, annamo a vince!».

«Penso che la Meloni arriverà al ballottaggio con la Raggi. La mia previsione è un ballottaggio tra loro due. A quel punto gli elettori del Pd e di Forza Italia dovranno decidere tra una proposta nuova come la nostra e i grillini», ha detto Salvini a Radio Anch'io, su Radio1, «Se io dovessi scegliere in un comune in cui non arriviamo al ballottaggio tra Cinque Stelle e Pd, sceglierei il M5S perché il Pd di Renzi ho già visto come governa...».«Non mi piace giocare per perdere», ha poi aggiunto Salvini rispondendo a un'ascoltatrice.

IL MATTINO.IT

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