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sez.politica

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SEZ.POLITICA Inchiesta petrolio, Renzi: "Non metteremo mano a riforma intercettazioni"

12 Aprile 2016, 09:57am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Inchiesta petrolio, Renzi: "Non metteremo mano a riforma intercettazioni"
SEZ.POLITICA Inchiesta petrolio, Renzi: "Non metteremo mano a riforma intercettazioni"

INSERITO DA MORENA MOTTA Il governo "non ha intenzione di mettere mano alla riforma delle intercettazioni". Lo dice il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in un'intervista al Tg5. Le intercettazioni, dice il premier, "servono per scoprire i colpevoli" e ci sono magistrati che "sono molto seri nell'utilizzo delle intercettazioni". Invece, "le vicende familiari e i pettegolezzi sarebbe meglio non vederli. Spero ci sia buon senso e responsabilità da parte di tutti". Le parole del premier arrivano, tra l'altro dopo la campagna sulle intercettazioni partita dal blog di Beppe Grillo, con l'hashtag #PubblicateleTutte.

Renzi parla poi del rapporto con la magistratura. "Chi è onesto non deve avere paura dei magistrati", premette, evidenziando che rispetto al passato ora "c'è gente al governo che dice ai magistrati 'lavorate di più'". Il magistrato "deve farsi sentire attraverso gli strumenti che ha, attraverso le sentenze, speriamo che arrivino a sentenza. Se c'è qualcuno che ruba voglio saperlo per mandarlo a casa e poi in carcere".

FONTE ADNKRONOS

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SEZ.POLITICA Jobs act: Renzi, funziona non è fallimento, lo dicono i numeri

11 Aprile 2016, 09:25am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Jobs act: Renzi, funziona non è fallimento, lo dicono i numeri
SEZ.POLITICA Jobs act: Renzi, funziona non è fallimento, lo dicono i numeri

INSERITO DA MORENA MOTTA Il Jobs act un fallimento? "I numeri affermano il contrario". Così risponde Matteo Renzi su Twitter a una critica sul Jobs act. Anche dopo la riduzione degli incentivi, sottolinea il premier, "i numeri sono comunque molto buoni. È ovvio che gli incentivi aiutano, li abbiamo voluti per questo. Ma #JobsAct funziona". Infine, all'utente di Twitter che si dichiara pronta a ricredersi e chiedere scusa, risponde: "perché dovrebbe chiedere scusa? Legittime opinioni! Buona giornata".

FONTE ANSA

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SEZ.POLITICA De Magistris, Renzi non mi incontra

6 Aprile 2016, 13:50pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA De Magistris, Renzi non mi incontra
SEZ.POLITICA De Magistris, Renzi non mi incontra

INSERITO DA MORENA MOTTA NAPOLI - "Trovo sorprendente che il Presidente del Consiglio di fronte a una richiesta di incontro che faccio da un anno e mezzo non ritenga di incontrare il sindaco della terza città d'Italia". Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che non ha avuto risposta dal premier rispetto alla sua richiesta di incontro al di fuori della cabina di regia. Un faccia a faccia che - ha sottolineato il sindaco - era stato chiesto "prospettando questioni di rilevanza istituzionale importanti". Una giornata, quella napoletana di Renzi, che de Magistris ha definito "una passerella elettorale visto che - ha detto de Magistris - prima va a fare il Forum a Il Mattino e poi chiude la cabina di regia. È un'operazione politica".

FONTE ANSA

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SEZ.POLITICA Renzi. i pm di Potenza non arriveranno a sentenza

5 Aprile 2016, 08:10am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Renzi. i pm di Potenza non arriveranno a sentenza
SEZ.POLITICA Renzi. i pm di Potenza non arriveranno a sentenza

INSERITO DA MORENA MOTTA "Se e' reato sbloccare le opere pubbliche, io sto commettendo reato. Continueremo a sbloccare le opere". Matteo Renzi apre la direzione Pd con lo stesso profilo scelto sin dall'inizio dell'affaire Guidi e la sua relazione si dedica quasi integralmente agli sviluppi dell'inchiesta di Potenza. E non potrebbe essere diversamente, anche perche' contemporaneamente i giornalisti sono assiepati all'ingresso del ministero delle Riforme, dove i magistrati potentini si sono recati per ascoltare Maria Elena Boschi come persona informata sui fatti.

Trivelle, Renzi "usiamo energia che c'è senza arrichcire russi e arabi"

Un faccia a faccia durato piu' di un'ora e mezza. Incontro, ha detto il procuratore Luigi Gai, "necessario". Nessuna dichiarazione invece da parte del ministro per i Rapporti con il Parlamento, che ha pero' scelto di lasciare la sede del ministero affrontando le telecamere con un largo sorriso.
Si torna al Nazareno e alla relazione di Renzi. "Se si decide che un'opera va fatta nel 1989 lo scandalo non e' che quell'emendamento e' stato approvato ma che si sono buttare delle occasioni", dice allora Renzi che spiega di difendere "gli investimenti dell'Eni" cui chiede "di continuare a investire in Italia" e ricorda di essere "andato in Parlamento a difendere l'amministratore delegato di Eni perche' gode della mia stima". "Chiedo alla magistratura italiana di indagare", e' il messaggio che arriva oggi dal segretario Pd, e presidente del Consiglio, che ironizza sul fatto che "ci sono state indagini sul petrolio in Basilicata con la stessa cadenza delle Olimpiadi: 2000-2004-2008. Ci sono stati anche arresti, ma non si e' arrivati mai a sentenza". "Un Paese civile e' un Paese che va a sentenza", rimarca Renzi che rivendica di non parlare di legittimo impedimento o prescrizione, ma di sentenze per dire no alla "demagogia per la quale tutti siamo uguali".

Difendo Descalzi perché lo stimo

Parole cui si rifara' in sede di replica per far notare che "della lunga introduzione che ho fatto, i giornalisti hanno riportato 'Renzi attacca i magistrati'. Non ho attaccato i magistrati: ho chiesto di andare a sentenza", puntualizza l'inquilino di Palazzo Chigi. Una precisazione, sempre nel corso della direzione, da Michele Emiliano: "Il problema e' che qualche ora fa una sentenza e' arrivata. Sul centro oli di Viggiano. Praticamente sulla stessa cosa, con gli stessi dirigenti, ovviamente sono cambiate le persone, che sono state condannate a sette anni. Mica a una settimana".

Intanto le opposizioni lavorano alla stesura delle annunciate mozioni di sfiducia. Una mozione verra' presentata domani a Palazzo Madama, si apprende in ambienti parlamentari, da Forza Italia. Su questa si raccoglierebbe il consenso, e la firma, della Lega Nord di Matteo Salvini. Alle limature finali sta lavorando anche M5S per depositare la sua.

FONTE AGI

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SEZ.POLITICA Il fastidio di Renzi con i pm per la convocazione di Boschi

4 Aprile 2016, 08:05am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Il fastidio di Renzi con i pm per la convocazione di Boschi
SEZ.POLITICA Il fastidio di Renzi con i pm per la convocazione di Boschi

INSERITO DA MORENA MOTTA Davanti alle telecamere, con Lucia Annunziata che lo incalza con abilità e tenacia, Matteo Renzi non si lascia sfuggire i suoi più reconditi pensieri sulla vicenda giudiziaria che ha portato alle dimissioni della ministra Guidi. Dice di non credere ai complotti e alla giustizia a orologeria. Ma ha un’aria di sfida che non passa inosservata quando invita i giudici a chiedergli di ascoltarlo. Non solo su quella storia, ma anche su «tutto il resto: la Salerno-Reggio Calabria, la Napoli-Bari, la Variante di Valico». Ed è proprio da quel «tutto il resto» che traspare il tono della sfida nei confronti dei pm della Procura di Potenza. I quali, non a caso, più tardi fanno filtrare che non è nelle loro intenzioni ascoltare il premier.

Renzi è con i collaboratori quando arriva quella replica e sorride: «Perché non vogliono interrogarmi? Ho detto che quell’emendamento era mio, abbiano il coraggio di chiamarmi, dopo quello che ho detto, così ci divertiamo un po’. Visto che vogliono sentire la Boschi proprio per quell’emendamento, perché non me? Forse avrebbero bisogno di una lezione su come funziona il Parlamento... È allucinante voler ascoltare Maria Elena...». I collaboratori che gli stanno di fronte annuiscono. Non capiscono il motivo per cui i pm della Procura di Potenza abbiano deciso di tirare in ballo la Boschi.

Ma il premier ha un’idea del perché. E la illustra ai fedelissimi. È un convincimento andato maturando dopo che è scoppiato il «caso Guidi» e che non formulerebbe mai ad alta voce di fronte ai giornalisti. È l’unica spiegazione che è riuscito a darsi: «La verità è che c’è un disegno organico dietro tutto ciò. L’obiettivo è quello di far raggiungere il quorum al referendum sulle trivelle nella speranza di darmi un colpo». Il presidente del Consiglio non contesta l’inchiesta: «Non spetta a me mettere bocca su un’indagine». Ma è la decisione dei magistrati di coinvolgere la ministra che rappresenta in modo più significativo la novità dell’esecutivo Renzi che lo ha lasciato perplesso. Come lo ha sconcertato anche il fatto che dopo aver pubblicamente detto che l’emendamento era opera sua, ora i pm non chiedano di ascoltare pure lui.

Della sua «performance» in tv è contento: «Pensavano che mi presentassi tutto intimorito e piagnucolante e invece no. Ho voluto dare un messaggio molto duro». Questa volta il presidente del Consiglio si riferisce ai grillini, ai leghisti e a tutti quelli che hanno «utilizzato questa vicenda per fare un polverone pazzesco». Renzi ce l’ha in particolar modo con i Cinque Stelle. Ma per loro ha già pronta la controffensiva: «Domani (oggi per chi legge, ndr) Bonifazi sarà a Milano per chiedere il risarcimento danni a Grillo e David Ermini sarà a Massa Carrara per querelare Di Maio, che ha avuto la faccia tosta di dire che prendiamo i soldi dai petrolieri. A lui il Pd chiederà di rinunciare all’immunità. Del resto, loro sono sempre pronti a dire che bisogna rinunciarci...».

Non una delle parole che vengono pronunciate al chiuso di una stanza, davanti a persone di assoluta fiducia del premier, è stata proferita in televisione. Ma dall’Annunziata Renzi si è lasciato sfuggire qualche indizio sul suo stato d’animo. Quando ha detto di sperare che l’indagine sia «una cosa seria». E ha fatto l’esempio del senatore Salvatore Margiotta, accusato e condannato, sempre a Potenza, per la costruzione del Centro Oil della Total e poi assolto dalla Cassazione. Non è escluso che oggi, in direzione, citi di nuovo questo esempio. Senza fare nessun attacco ai magistrati, però.

FONTE di Maria Teresa Meli CORRIERE DELLA SERA

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SEZ.POLITICA Lavoro: Renzi, occupazione migliorata

2 Aprile 2016, 14:05pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Lavoro: Renzi, occupazione migliorata

INSERITO DA MORENA MOTTA "Escono i dati dell'Istat sul lavoro e rispetto al mese precedente c'è un meno 0,2 sulla disoccupazione che passa da 11,5 a 11,7, e un più 0,1 sulla disoccupazione giovanile. Davanti a queste stime non si può che prendere atto di una sostanziale parità. I numeri sono chiari e dimostrano che la situazione occupazionale in due anni è migliorata". Così Renzi nella sua eNews, aggiungendo che "i gufi non sono quelli che parlano male del governo ma quelli che pur di parlare male di noi sperano che l'Italia vada male".

FONTE ANSA

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SEZ.POLITICA Marino attacca: "Del governo Renzi penso tutto il male possibile"

30 Marzo 2016, 13:52pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Marino attacca: "Del governo Renzi penso tutto il male possibile"
SEZ.POLITICA Marino attacca: "Del governo Renzi penso tutto il male possibile"

INSERITO DA MORENA MOTTA "Non è questa la sede, non ho detto né si né no. Non faccio nessun balletto, i balletti li fanno i giornali". Così l'ex sindaco di Roma Ignazio Marino, presentando il suo libro 'Un marziano a Roma' presso la sede della stampa estera, ha risposto a chi gli chiedeva di sciogliere la riserva sulla sua candidatura.

"Io ho la tessera del Pd del 2015, ma l'anno non è ancora terminato", ha poi continuato Marino, che ha aggiunto: "Non ho colloqui con Renzi da almeno due anni".

"Avevo grandi aspettative - ha spiegato - nei confronti di una figura come l'attuale capo del governo nel momento in cui svolgeva un ruolo politico nazionale e pronunciava parole in cui mi riconoscevo, ad esempio la liberalizzazione di tante aziende che al Comune non servono e possono essere cedute a privati o la scelta di persone sulla base dei curricula oppure quando diceva di volere una informazione radio tv nazionale che assomigliasse il più possibile alla Bbc. Siamo finiti da quelle osservazioni a un presidente del Consiglio, che sceglie i direttori generali della Rai e delle reti. Se lo avesse fatto Berlusconi molti giornali si sarebbero ribellati".

Sganciare Roma dalle lobby "non è quello che vuole il governo Renzi, che preferisce sedersi con le lobby". "Chi ha deciso il villaggio olimpico? Non mi risulta che i romani siano stati consultati - ha aggiunto - E' stato deciso in una stanza di palazzo Chigi da Renzi, Montezemolo e Malagò".

"Il partito che io ho fondato - ha affermato ancora l'ex sindaco - è diverso dal partito che c'era, che aleggiava in questa città nei mesi di ottobre e novembre, un partito dove tutti i circoli sono stati chiusi dove c'è un commissario, dove i consiglieri comunali hanno ricevuto l'ordine di dimettersi senza venire in aula a confrontarsi con il loro sindaco. Quel partito non esiste".

"Se avessi seguito i consigli del Pd - ha aggiunto Marino - "sarei finito in cella di isolamento".

"In questo momento abbiamo un governo di centrodestra, con Alfano al Viminale, Lorenzin alla Salute, avevamo Lupi alle Infrastrutture, c'è l'appoggio di Verdini". Lo ha detto Ignazio Marino, presentando il suo libro 'Un marziano a Roma' presso la sede della stampa estera, in merito al governo Renzi, attaccato più volte dall'ex sindaco di Roma nel corso della conferenza. Del governo Renzi "io penso tutto il male possibile - ha aggiunto Marino - perché quelli che come me hanno votato nel 2013 volevano un governo di centrosinistra, non volevano cacciare Veltroni o D'Alema per avere Verdini".

"Non mi ritengo - ha continuato - licenziato dal Papa, con il quale ho avuto una lunga e piacevole conversazione, nella quale ho ripercorso in termini severi la mia visione dei fatti. Non va certamente attributo a lui quello che va attribuito a Renzi o al Pd".

FONTE ADNKRONOS

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SEZ.POLITICA Renzi negli Usa, Italia leader delle energie rinnovabili

29 Marzo 2016, 14:00pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Renzi negli Usa, Italia leader delle energie rinnovabili
SEZ.POLITICA Renzi negli Usa, Italia leader delle energie rinnovabili

INSERITO DA MORENA MOTTA L'Italia e' leader mondiale delle energie rinnovabili. Nel primo giorno della missione in Usa, il premier Matteo Renzi posta su Facebook la prima puntata del suo 'diario di bordo' e spiega che visitera' a Stillwater, in Nevada, "la centrale di energie rinnovabili piu' innovativa del mondo. Che e' italiana, anche se spesso il nostro Paese sembra fare tutto per nascondere le proprie eccellenze. Avete letto bene: la piu' innovativa del mondo e' italiana. Merito di Enel e Enel Green Power".

Renzi, oltre all'eccellenza italiana, sottolinea poi altri temi: il futuro dell'energia e' la tecnologia e non bisogna averne paura". "Le rinnovabili - sottolinea il premier - vedono l'Italia tra i leader mondiali e ne siamo orgogliosi. Ma dobbiamo avere consapevolezza che un mondo che va avanti solo a rinnovabili per il momento e' solo un sogno. Dobbiamo ridurre la dipendenza dai fossili e le emissioni, come abbiamo fatto negli ultimi 25 anni (in Italia -23% di emissioni CO2). Ma il petrolio e gas naturale serviranno ancora a lungo: non sprecare cio' che abbiamo e' il primo comandamento per tutti noi".

Negli Usa Renzi farà tappa dapprima in Nevada per spostarsi, domani a Chicago, dove inaugurerà un forum Italia-Usa presso la University of Chicago Booth School of Business. Giovedi' il premier sarà a Boston dove visiterà il centro Ibm e farà un intervento alla Harward University. In serata il trasferimento a Washington per partecipare a un evento clou della politica internazionale: il Summit sulla sicurezza nucleare che si svolgerà il primo aprile alla presenza del presidente Usa, Barack Obama, e a cui sono attesi 50 leader mondiali. Sullo sfondo dell'incontro la guerra all'Isis e gli sforzi della coalizione guidata dagli Stati Uniti per combattere la minaccia terroristica globale.

FONTE AGI

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SEZ.POLITICA Renzi sulla Rai: «Consulto i cittadini» Questionario online su Palazzo Chigi

28 Marzo 2016, 15:31pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Renzi sulla Rai: «Consulto i cittadini» Questionario online su Palazzo Chigi
SEZ.POLITICA Renzi sulla Rai: «Consulto i cittadini» Questionario online su Palazzo Chigi

INSERITO DA MORENA MOTTA Dal primo maggio sparirà la pubblicità da Rai YoYo, Rai5 e Rai Storia. Lo aveva promesso mesi fa l’ad Antonio Campo Dall’Orto, lo conferma per lui il premier Matteo Renzi che, nella rubrica di posta settimanale pubblicata sul suo sito internet — un’edizione pasquale della e-news dedicata quasi tutta alla tv pubblica — annuncia la novità mettendoci anche la data: «È una cosa piccolissima, mi rendo conto, però ci tenevo a condividerla, da padre prima ancora che da presidente del Consiglio». E spiega: «Ho un piccolo conto aperto con la Rai. No, non vi spaventate, non mi riferisco ai talk-show. Peraltro avrete notato che partecipo sempre meno, mentre i miei oppositori talvolta sembrano vivere negli studi televisivi, buon per loro, se si divertono. Quello che devo confessarvi è che una delle mie prime iniziative da giovane studente universitario fu quella di chiedere, insieme a un gruppo di amici, di togliere gli spot dai programmi per i bambini. Eravamo ingenui e forse illusi, infatti non ci filò nessuno, nemmeno per sbaglio». Adesso invece è cosa fatta. Chiaro che, con i circa 300 milioni in più in cassa grazie al canone in bolletta, è più indolore rinunciare agli introiti degli spot tra cultura e cartoni animati (a Rai Gulp restano). Operazione perfetta dal punto di vista dell’immagine, «purificando» aree sensibili, ma di moderato impatto economico: si tratta di rinunciare a 20, massimo 30 milioni.

La consultazione dei cittadini

In vista del rinnovo della concessione, che scade il 6 maggio, dal mese prossimo verrà avviata un’ampia consultazione pubblica che nella prima fase (il 12 aprile) coinvolgerà una sessantina di associazioni. «Mi piacerebbe che ne parlassero tutti», annota Renzi. «Perché la Rai non è del governo, non è del Parlamento, non è del ministro, ma è delle italiane e degli italiani. Ho chiesto agli uffici competenti di aprire un dialogo in tutte le forme». Niente referendum, ma un questionario pubblicato online sul sito del governo per raccogliere le opinioni dei cittadini sul ruolo e i contenuti che chiedono al servizio pubblico. «Che tipo di missione informativa? Quale rilancio culturale? Quali idee per i nostri figli?»» Nella e-news resta spazio anche per la questione Bagnoli: «Un’autentica vergogna nazionale», accusa il premier. «Ci hanno fatto perdere tempo ma ora che abbiamo vinto contro l’amministrazione De Magistris, possiamo finalmente partire, con o senza il Comune».

FONTE di Giovanna Cavalli CORRIERE DELLA SERA

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SEZ.POLITICA Da espulsi M5S Napoli un logo a 6 stelle

26 Marzo 2016, 15:36pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Da espulsi M5S Napoli un logo a 6 stelle
SEZ.POLITICA Da espulsi M5S Napoli un logo a 6 stelle

INSERITO DA MORENA MOTTA NAPOLI - Il logo a sei stelle sa tanto di sfida all'esperienza grillina conclusasi a febbraio con l'espulsione dal movimento: nasce 'Napoli Libera in movimento', l'associazione politico-culturale - ma presto potrebbe trasformarsi in una lista in campo alle prossime Comunali di Napoli - che raduna i 36 attivisti espulsi a febbraio dal movimento nel capoluogo partenopeo. Al Palapartenope si ritrovano in 70/80 per il battesimo della neonata associazione che sancisce a tutti gli effetti la scissione dai Cinquestelle.
Il logo di stelle ne presenta sei "perche' la sesta - precisano i ribelli - rappresenta la vera democrazia partecipata che nel movimento di Grillo ci e' stata negata". E siccome il nuovo corso degli ex grillini ha bisogno di una rottura simbolica, prima che il portavoce della nuova associazione Luca Capriello prenda la parola, dalla sala arriva l'invito a rimuovere il tavolo un po' in rilievo dei relatori "perché' nessuno deve parlare dall'alto, ma alla pari e in mezzo agli altri".

FONTE ANSA

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