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SEZ. POLITICA Intercettazioni, via libera del Cdm alla riforma. Gentiloni: 'E' per limitare abuso' Limiti a trascrizioni e a uso trojan, arriva archivio riservato

3 Novembre 2017, 08:27am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Intercettazioni, via libera del Cdm alla riforma. Gentiloni: 'E' per limitare abuso' Limiti a trascrizioni e a uso trojan, arriva archivio riservato

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del ministro della Giustizia Andrea Orlando, il decreto legislativo che riforma la disciplina delle intercettazioni. Il testo dovrà ora passare all'esame delle commissioni Giustizia per i pareri e poi tornare in Cdm.

"Noi non limitiamo l'uso delle intercettazioni ma contrastiamo l'abuso, sappiamo che questo strumento è fondamentale per le indagini e in nessuno modo vogliamo limitare la possibilità di disporre di uno strumento per la magistratura fondamentale per contrastare i reati più gravi ma è evidente che in questi anni ci sono stati frequenti abusi", Così il premier Paolo Gentiloni sulla legge delega. La riforma - ha detto il premier - delle intercettazioni, su cui vari governi si sono applicati senza però riuscire a portarla a termine, "disciplina un uso più stingente (degli ascolti, ndr) senza ledere il diritto di cronaca". 

"Il provvedimento sulle intercettazioni - ha detto il ministro Andrea Orlando - affronta un tema annoso, non restringe la facoltà dei magistrati di utilizzare le intercettazioni", "abbiamo messo una serie di vincoli che non restringono la capacità di indagine ma riducono il rischio della fuga di notizie se non sono legate a fatti penalmente rilevanti". "Le intercettazioni non sono disposte per far luce sulla sfera personale dei singoli ma per perseguire reati". 

Il provvedimento mira a regolamentare in maniera più stringente l'utilizzo di questo indispensabile strumento investigativo, per evitare che conversazioni non rilevanti ai fini delle indagini e attinenti la vita privata, possano finire negli atti processuali e da qui sui giornali. Si tenta così di dare una risposta al problema della cosiddetta "gogna mediatica" che ciclicamente alimenta polemiche.

Il testo inserisce dei vincoli alla trascrizione delle conversazioni nelle richieste dei pm e nelle ordinanze dei giudici: "Quando è necessario, sono riprodotti soltanto i brani essenziali", dispone infatti il provvedimento. Non vengono però compromessi i virgolettati dei colloqui captati, che in una bozza preparatoria del decreto erano stati vietati e sostituiti da sunti delle conversazioni: dopo il confronto con avvocati e magistrati, questa previsione è stata cassata.

Viene poi istituito presso l'ufficio del pm un archivio riservato delle intercettazioni la cui "direzione" e "sorveglianza" sono affidate al procuratore della Repubblica e il cui accesso - registrato con data e ora - sarà consentito solo a giudici, difensori e ausiliari autorizzati dal pm.

Quanto ai mezzi per intercettare, si delimita l'uso dei "trojan", ossia i captatori informatici, in pc o smartphone, che "pur ampiamente praticato nella realtà investigativa, non è stato in precedenza oggetto di alcuna regolamentazione a livello normativo", riporta la relazione illustrativa che accompagna il decreto. Ora l'obiettivo è quello di consentirne sempre l'impiego, senza particolari vincoli, per i reati più gravi, in primis terrorismo e mafia, prevedendo invece che per gli altri reati debbano essere esplicitamente motivate, nei decreti di autorizzazione, ragioni e modalità.

La riforma semplifica inoltre l'impiego delle intercettazioni nei reati più gravi contro la pubblica amministrazione commessi da pubblici ufficiali, uno strumento per rendere più efficace il contrasto alla corruzione. Fatto salvo il diritto di cronaca, è previsto il carcere fino a 4 anni per chi diffonde riprese audiovisive e registrazioni di comunicazioni effettuate in maniera fraudolenta per danneggiare "la reputazione o l'immagine altrui".

ANSA

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SEZ. POLITICA Fake-news: come aiutare gli studenti a scoprire le notizie false

2 Novembre 2017, 10:55am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Fake-news: come aiutare gli studenti a scoprire le notizie false

DI MORENA MOTTA Laura Boldrini, Presidente della Camera, ha lanciato dalle pagine di "Repubblica", la sfida di affidare ai giovani la caccia alla fake news e insieme al ministro Valeria Fedeli, ha messo a punto il progetto di educazione civica digitale #BastaBufale.

Come si sa in rete c'è tutto, ma la maggioranza degli utenti, come ha dimostrato una ricerca dell'universtà di Stanford, fatica a riconoscere il vero dal falso. Quindi la nascita di un decalogo che punta a trasformare gli studenti in "cacciatori di bufale".

  1. Condividi solo notizie che hai verificato
  2. Usa gli strumenti di Internet per verificare le notizie
  3. Chiedi le fonti e le prove
  4. Chiedi aiuto agli esperti 
  5. Ricorda che anche Internet e i social network sono manipolabili
  6. Riconosci i vari tipi e gli stili delle notizie false
  7. Hai un potere enorme, usalo bene
  8. Dai il buon esempio: non lamentarti del buio, ma accendi la luce
  9. Impara a riconoscere gli odiatori e i provocatori seriali
  10. Riciorda che il tuo click ha un valore

Il decalogo è stato scritto da:

  • Paolo Attivissimo
  • Miur 
  • Confindustria 
  • Fieg 
  • Rai 
  • Facebook
  • Google

Inoltre la Presidente Boldrini ha scritto a Zuckerberg chiedendo che venga istituito anche in Italia un centro di controllo sui fenomeni di odio in rete:  "Quello delle fake news è un fenomeno planetario, riguarda tutti" conclude la presidente della Camera.

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SEZ. POLITICA Oggi il voto finale per la legge elettorale

26 Ottobre 2017, 09:37am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Oggi il voto finale per la legge elettorale

DI MICHELE PAPPACODA Con cinque voti di fiducia l'Aula del Senato esprime il suo sì al Rosatellum. Ma c'è bisogno del supporto di 13 verdiniani di Ala per raggiungere il numero legale. Mdp, Si e M5S abbandonano. Senza il voto di Mdp, la maggioranza non soffre sui voti di fiducia grazie anche alle molte assenze sul fronte dell'opposizione al momento del voto in Aula, soprattutto tra le file di Forza Italia e della Lega. In almeno tre voti di fiducia è stato decisivo il sostegno dei senatori di Verdini.

"Rivendico con orgoglio tutto quello che abbiamo fatto, il ruolo di supplenza che abbiamo svolto ignorando gli stupidi strali che ci arrivavano quotidianamente. Avremmo votato anche la stepchild così come voteremo il testamento biologico e abbiamo contribuito con orgoglio anche al mantenimento dei conti pubblici". Lo ha detto nell'Aula del Senato il leader di Ala Denis Verdini.

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SEZ. POLITICA Migranti, sindaco Palermo: "Denuncio l'Europa per genocidio"

16 Ottobre 2017, 09:44am

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SEZ. POLITICA Migranti, sindaco Palermo: "Denuncio l'Europa per genocidio"

INSERITO DA MORENA MOTTA La gestione dei migranti avviene con un sistema "criminogeno e l'Europa è responsabile di un vero e proprio genocidio". Lo dice il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ai microfoni di Sky. "Ogni tanto l'Europa si sveglia dal suo sonno criminale e scopre quello che sta accadendo, una strage degli innocenti frutto di un sistema che alimenta la criminalità organizzata" aggiunge.

"La mia è un'accusa da giurista - sottolinea il sindaco di Palermo - non mi riferisco alla distinzione tra migranti economici e richiedenti asilo, che io non accetto e che contesto. Ma al fatto che in base alla propria legislazione, l'Europa riconosce il diritto all'asilo dei siriani, ma poi non li mette in condizione di raggiungere l'Europa. Li costringe a vendersi ai mercanti di morte - continua Orlando - quando potrebbero viaggiare in business, atterrando a Londra, piuttosto che a Berlino o a Amsterdam senza morire e senza finanziare il crimine".

"Questa è materia sufficiente perché si faccia un processo penale - conclude Orlando -. Presenterò una denuncia alla procura della Repubblica di Palermo nei confronti degli Stati europei e dell'Unione Europea. Poi sarà la Procura a decidere".

FONTE ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Pd: Parisi, decennale? Dopo Rosatellum non una festa ma un lutto Io e Prodi assenti? Colpa della sciatteria degli organizzatori

14 Ottobre 2017, 08:49am

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SEZ. POLITICA Pd: Parisi, decennale? Dopo Rosatellum non una festa ma un lutto Io e Prodi assenti? Colpa della sciatteria degli organizzatori

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Dopo l'approvazione del Rosatellum, grave nel merito e nel metodo, il decennale del Pd di domani, invece di un giorno di festa s'è trasformato in un giorno di lutto". Lo afferma all'ANSA l'ex ministro Arturo Parisi, assente domani, assieme a Romano Prodi, alla manifestazione dem dell'Eliseo. "Ricordo che 12 anni fa, quando Berlusconi c'impose il porcellum, almeno non lo fece con la fiducia. Quanto a domani - aggiunge Parisi - noto almeno una sciatteria dell'organizzazione nel coordinamento delle agende. E dire che io e Romano qualche ruolo l'abbiamo avuto".

"Considerato - prosegue Arturo Parisi - il ruolo che Prodi e, se mi consente, anch'io abbiamo avuto nella nascita del nuovo partito, una grave sciattezza. Debbo dire che mi è stato risolto un problema. L'approvazione della Legge Rosato che ieri in parlamento il Pd ha salutato con un boato gioioso - sottolinea l'ex ministro - ha trasformato quello che avrei condiviso come un giorno di festa in un giorno di lutto". "Se penso al Referendum del 18 aprile del 1993 dal quale tutto è iniziato - conclude Parisi - sento che la primavera della democrazia governante che allora sognammo ha incontrato il suo autunno".

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SEZ. POLITICA Quali sono i poteri di Mattarella sull'approvazione di una legge. Come il Rosatellum

12 Ottobre 2017, 08:36am

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SEZ. POLITICA Quali sono i poteri di Mattarella sull'approvazione di una legge. Come il Rosatellum

INSERITO DA MORENA MOTTA Il Presidente della Repubblica non ha potere legislativo, non può cioè scrivere una legge, ma ha alcuni poteri, stabiliti dalla Costituzione, esercitando i quali può di fatto 'bocciare una legge', o almeno bloccarne l'iter legislativo, ma sempre entro limiti ben precisi e molto rigidi e circostanziati.

Chi può 'fare' le leggi in Italia

Le leggi possono essere di iniziativa governativa (decreti legge o disegni di legge) o parlamentare (proposte di legge) o di iniziativa popolare (ma vanno votate anch'esse dalle Camere). Il Capo dello Stato può solo intervenire dopo l'approvazione di una legge da parte del Parlamento, o dopo il varo di un dl (decreto legge) o di un ddl (disegno di legge) da parte del Consiglio dei ministri.

Sulle modalità dell'iter legislativo, se cioè utilizzare un decreto o un disegno di legge e sulla decisione di porre la questione di fiducia, il Presidente della Repubblica non ha nessun potere. Lo strumento considerato politicamente e istituzionalmente il più forte è il rinvio alle Camere, normato dall'articolo 74 della Carta, che recita:

"Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata".

Tale potere prevede che il Presidente blocchi una proposta di legge o un disegno di legge o un decreto legge convertito in legge, dopo la sua approvazione definitiva da parte del Parlamento. Tale potere è stato esercitato 22 volte da Francesco Cossiga (1985-1992), 8 volte da Carlo Azeglio Ciampi (1999-2006), 7 volte da Sandro Pertini (1978-1985), 6 volte da Oscar Luigi Scalfaro (1992-1999), 1 volta da Giorgio Napolitano (2006-2015).

Il messaggio per destare l'attenzione delle camere su un tema specifico

Caso ben diverso, spesso più propositivo che ostativo, è quello, in base all'articolo 87, di messaggio alle Camere: il presidente della Repubblica può in un messaggio ai due rami del Parlamento, sottoporre alla loro attenzione un tema su cui tarda un intervento legislativo, come è successo quando il presidente Giorgio Napolitano, nel suo unico messaggio alle Camere chiese attenzione sulla condizione carceraria. L'articolo 87 prevede poi un altro potere per il Capo dello Stato: egli "autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del governo. Promulga le leggi ed emana i decreti e i regolamenti".

Questa è ovviamente 'un'arma a doppio taglio' perché il Presidente può 'firmare' tali strumenti legislativi ma può anche rifiutarsi di farlo, come è più volte successo in passato. Fece clamore il 'no' di Giorgio Napolitano al decreto su Eluana Englaro, varato dal governo Berlusconi. Nel caso di un decreto legge (quindi di un testo varato dal Consiglio dei ministri), è compito del Quirinale verificare se esistono i presupposti di necessità e urgenza che rendono inevitabile il varo di un decreto da parte del governo.

La scelta se 'firmare o no' gli strumenti legislativi

Se tali presupposti non sussistono, il Presidente, ha stabilito la Corte Costituzionale recentemente, non firma il testo che quindi non entra in vigore e di fatto l'operato del governo in quella materia si ferma. Spesso in passato i presidenti hanno chiesto al governo di modificare un decreto poiché esso accorpava diverse materie tra loro disomogenee. Nel caso di disegno di legge anch'esso varato dal Consiglio dei ministri), il Presidente deve 'solo' autorizzarne la presentazione alle Camere, a cui spetta poi l'esame e il voto prima del quale il testo non diventa operativo.

Per essere autorizzato il testo deve essere letto e analizzato dal Presidente, che spesso utilizza questo tempo per la cosiddetta 'moral suasion', cioè un lavoro di lima in un dialogo più o meno serrato con il governo. A volte questo botta e risposta resta relegato nelle segrete stanze, altre volte se ne ha notizia ufficiosamente o ufficialmente. I motivi per cui un Presidente della Repubblica può, e secondo alcuni deve, rifiutarsi di autorizzare la presentazione alle Camere riguardano evidenti casi di incostituzionalità, ma per alcuni costituzionalisti tale caso è legato non tanto al merito politico di un atto del governo quanto alla conformità con la Carta perché l'unico giudice riconosciuto è la Corte Costituzionale. 

FONTE di Barbara Tedaldi AGI

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SEZ. POLITICA Codice antimafia è legge: ok definitivo Camera

28 Settembre 2017, 10:49am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Codice antimafia è legge: ok definitivo Camera

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  L'aula della Camera ha definitivamente approvato la proposta di legge che modifica il codice antimafia con 259 sì e 107 no (28 gli astenuti). Il provvedimento votato da Montecitorio in terza lettura costituisce un testo unificato delle proposte di legge riguardanti le modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, e la delega al Governo per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate.

 


In base alla nuova normativa, in particolare, si allarga il perimetro dei possibili destinatari cui possono essere applicate le misure di prevenzione personali e di natura patrimoniale. Tra questi figura chi è indiziato di terrorismo o di assistenza agli associati a delinquere, chi è indiziato di associazione a delinquere finalizzata ad alcuni gravi delitti contro la Pubblica amministrazione, tra cui peculato, corruzione propria e impropria, corruzione in atti giudiziari, concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità. Misure di prevenzione sono applicabili anche agli indiziati di stalking.

La nuova normativa estende, inoltre, il sequestro di partecipazioni sociali "totalitarie" a tutti i beni aziendali. Gli immobili, tra l'altro, potranno anche essere concessi in locazione alle forze di polizia o alle forze armate e ai vigili del fuoco. Viene quindi stabilito espressamente che non si può giustificare la legittima provenienza dei beni adducendo che il denaro utilizzato per acquistarli è frutto di evasione fiscale e se il tribunale non dispone la confisca, può nel caso applicare l'amministrazione giudiziaria e il controllo giudiziario.

Risulta ampliato, si legge in una nota, anche l'ambito di applicazione di sequestro e confisca per equivalente, mentre la confisca allargata diventa obbligatoria anche per alcuni ecoreati e per l'autoriciclaggio e trova applicazione anche in caso di amnistia, prescrizione o morte di chi l'ha subita. In caso di revoca della confisca, la restituzione del bene avviene per equivalente se nel frattempo sia stato destinato a finalità di interesse pubblico.

IL MATTINO.IT

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SEZ. POLITICA Caso Pfas, Lorenzin: "A dicembre direttiva Ue"

25 Settembre 2017, 09:59am

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SEZ. POLITICA Caso Pfas, Lorenzin: "A dicembre direttiva Ue"

INSERITO DA MORENA MOTTA "Su richiesta dell'Italia abbiamo avviato un percorso europeo che porterà, con una collaborazione con la Commissione europea e l'Organizzazione mondiale della sanità, ad una direttiva che arriverà nel mese di dicembre e che fisserà dei parametri europei". Lo annuncia il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, oggi a Roma parlando in merito alla questione Pfas in Veneto.

"Fissare parametri europei è estremamente importante per il concetto di filiera perché io mangio e bevo prodotti che vengono da tutta l'Europa e quindi la presenza o meno di alcune sostanze deve essere uguale dappertutto. Anche perché - sottolinea il ministro - i bacini di acqua comunicano l'uno con l'altro e quindi è una questione che riguarda tutti i cittadini europei e non soltanto quelli italiani".

La ministra ha poi replicato alle affermazioni del governatore del Veneto, Luca Zaia: "Solitamente se c'è una preoccupazione di questo tipo da parte di un presidente, come è avvenuto in passato quando abbiamo scoperto i dati del Pfas, alzi il telefono e ne parli con il tuo ministro. Questa è una polemica che non mi piace, è un modo di fare che non serve a nessuno, in primis ai cittadini della regione Veneto".

Quella sui Pfas, continua, "è una polemica incomprensibile perché abbiamo da sempre condiviso tutti i singoli passaggi con la Regione Veneto e le istituzioni nazionali scientifiche e ambientali. Quelle di Zaia sono state affermazioni completamente decontestualizzate e illogiche . Il ministero della Salute è fin dal primo giorno, il 13 maggio del 2013, intervenuto nei confronti della Regione Veneto con tutta una serie di azioni e atti che abbiamo messo a disposizione, grazie all'Iss e il meglio delle competenze nazionali".

"Abbiamo individuato insieme alla Regione - spiega - un percorso di sostegno di analisi delle acque, di screening ai cittadini per garantire che l'acqua che esce e uscirà dai rubinetti del Veneto e non solo, sia sicura. Abbiamo fissato parametri ricorrendo a un principio di precauzione rispetto alla letteratura scientifica mondiale, abbiamo dato indicazioni, partecipiamo a tutti i tavoli. Abbiamo chiesto all'Oms e alla commissione salute - continua il ministro - di fissare a livello europeo dei parametri standard, abbiamo fatto un decreto con il ministro dell'Ambiente che riguarda tutto il piano delle acque".

"Insomma - chiosa Lorenzin - è stato fatto un grossissimo lavoro, stanziati milioni e milioni di euro sia per la parte delle acque sia per gli screening ai cittadini per aiutare e sostenere la Regione Veneto. Sinceramente non sono riuscita a comprendere il motivo di questa polemica".

Per quanto riguarda i costi, aggiunge, "sono stati stanziati fondi per 90 milioni di euro in cooperazione con altre strutture. Precisamente 30 milioni di euro a carico del ministero dell'Ambiente, 30 della Regione Veneto e altri 30 a carico dei soggetti gestori del servizio idrico integrato".

FONTE ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA M5S: Di Maio, ho accettato candidatura a premier

17 Settembre 2017, 10:13am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA M5S: Di Maio, ho accettato candidatura a premier

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA "Oggi ho accettato la mia candidatura a premier per il Movimento 5 Stelle". Lo scrive su Facebook Luigi Di Maio che ufficializza così una notizia data per scontata ormai da tempo. E lo fa anche citando Ghandi: "Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci".

"Come tanti di voi - scrive di Maio - ho iniziato questo percorso 10 anni fa, l'8 settembre del 2007 con un banchetto. Ed è dal banchetto dei nostri attivisti siciliani, di Caltanissetta che voglio parlarvi oggi. All'inizio non volevamo neanche entrare nelle istituzioni, pensavamo che bastasse proporre alla politica progetti validi per essere ascoltati. Ma ci hanno ignorati. Per questo abbiamo deciso di entrare nelle istituzioni dall'opposizione per far conoscere al Paese il loro indegno modo di gestire la cosa pubblica. E hanno passato il tempo a deriderci. Quando il Movimento 5 Stelle è diventato la prima forza politica del Paese - aggiunge ancora il vicepresidente della Camera -, hanno avuto paura e hanno iniziato a combatterci con tutto il potere mediatico e politico che avevano a disposizione. Siamo ancora qui, più forti di prima. E ora dobbiamo completare l'opera: andiamo a Palazzo Chigi e facciamo risorgere l'italia". "Oggi ho accettato la mia candidatura a Premier per il Movimento 5 Stelle. 'Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci'", conclude citando Gandhi.

'Indagati per fatti gravi fuori. Il mio non lo è' - "Io resto della mia idea. Chi è indagato per reati gravi non è candidabile. Se poi si è indagati come atto dovuto per una denuncia del Pd o ti becchi una querela come è accaduto a me per aver detto 'i cittadini apprezzano sempre quando una forza politica allontana chi si approfitta della stessa', è evidente a chiunque sia un minimo onesto intellettualmente che la cosa cambia, che dite?". Lo afferma all'ANSA Luigi Di Maio intervenendo sulle polemiche sull'ammissione degli indagati alle primarie M5S. 

"Altrimenti - prosegue Di Maio - qui cominciamo il gioco che dal Pd e da altri partiti ci querelano per nulla per farci fuori". La querela cui ha fatto riferimento Di Maio riguarda la vicenda di Marika Cassimatis, la candidata esclusa dal Movimento alle comunali di Genova che ha sporto querela per diffamazione nei confronti del vicepresidente della Camera e di Alessandro Di Battista. 

ANSA

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SEZ. POLITICA Case Aler, ancora ritardi a Concorezzo Nuovo intoppo per le case popolari di via Dante

9 Settembre 2017, 09:35am

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SEZ. POLITICA Case Aler, ancora ritardi a Concorezzo Nuovo intoppo per le case popolari di via Dante

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  Alloggi residenziali, l’attesa si prolunga In risposta alle lamentele pervenute dagli assegnatari degli alloggi di Via Dante, Aler informa che il rinvio della data di consegna degli alloggi stessi è stato determinato da circostanze imputabili a difficoltà gestionali dell’impresa cui è stata appaltata l’esecuzione dei lavori in oggetto. La colpa sarebbe quindi degli appaltatori A fronte dei ritardi riscontrati nell’esecuzione dei lavori su quello che è ormai stato ribattezzato ecomostro, rispetto ai termini stabiliti dai documenti contrattuali, e a seguito di ripetuti solleciti all’osservanza delle scadenze stabilite, ai quali tuttavia l’appaltatore non si è uniformato. Contratto sciolto Aler, al fine di salvaguardare la corretta realizzazione dei lavori, ha dovuto procedere alla risoluzione del contratto di appalto per inadempimento, secondo le modalità prescritte dalla normativa sui lavori pubblici. La strada passa per il Tribunale Dato atto che, attualmente, nell’ambito delle vicende riguardanti la propria situazione di difficoltà, l’impresa si è rivolta al Tribunale competente per ottenere l’autorizzazione alla sospensione del contratto d’appalto, Aler auspica che tale procedura possa concludersi in tempi brevi con l’accoglimento delle proprie ragioni in tale sede rappresentate. In attesa delle novità Mentre l’ecomostro continua a fare (brutta) mostra di sè, sarà quindi premura dell’Azienda informare tempestivamente l’Amministrazione Comunale sullo stato di avanzamento delle attività, al fine di coordinare le successive fasi di consegna degli alloggi alle famiglie aventi diritto. Una storia infinita Dopo la vita istituzionale, il tuor virtuale e la graduatoria per gli alloggi, la strada pare ancora piuttosto lunga. Una nuova tegola per la Giunta Borgonovo già tesa da questioni interne legate ad un altro comparto.

IL GIORNALE DI MONZA 

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