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SEZ. POLITICA Renzi: 'Da Libero battuta infelice, non una minaccia' Critiche da Boldrini a Grasso alla stampa. Feltri: 'Analfabeta chi ci legge minaccia'

9 Novembre 2017, 09:39am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Renzi: 'Da Libero battuta infelice, non una minaccia' Critiche da Boldrini a Grasso alla stampa. Feltri: 'Analfabeta chi ci legge minaccia'

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Pioggia di polemiche per il titolo del quotidiano 'Libero' dopo la partecipazione di Matteo Renzi a 'Ballarò'. "Per stendere Renzi bisogna sparargli", scrive il quotidiano. "Ho scelto una metafora di uso comune: attribuire al mio titolo il valore di una minaccia - spiega Vittorio Feltri - significa essere analfabeti". "E poi - aggiunge all'ANSA - in un articolo non c'è solo il titolo: chi vuole capire meglio, legga il testo. E basta leggere il titolo per intero e i primi tre capoversi del pezzo per capire che Renzi è vittima del fuoco amico: 'Nel Pd goffi tentativi per liberarsene', è la sinistra che gli spara".

"Fermo restando che ciascuno fa i titoli e gli articoli che vuole - dice Matteo Renzi dal treno del Pd - bisogna ricondurre tutto a ragione ed equilibrio. Quella di 'Libero' la considero una battuta fosse non troppo felice: ringrazio tutti per la solidarietà ma non mi sento minacciato da Vittorio Feltri. Non esagererei, non la vivo come una minaccia, è una delle provocazioni che a volte voi giornalisti fate. Per me non è un problema". 

Ma arrivano critiche sia dalla istituzioni che dalla stampa. 'Il titolo di Libero non è un'analisi politica. Non è una metafora. Non è una provocazione. Non è una sintesi. Non è una battuta. È solo triste e intollerabile spazzatura...", scrive su Twitter il presidente del Senato Pietro Grasso.

"Un titolo agghiacciante. Ed è solo l'ultimo di una lunga serie di incitamenti deliberati all'#odio. Questo non è giornalismo. Solidarietà a @matteorenzi", scrive Laura Boldrini.

"Libero su Renzi usa linguaggio irresponsabile. Parte lesa non solo il segretario Pd, ma anche i giornalisti consapevoli della loro funzione sociale". Così Carlo Verna, presidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti, commentando su Twitter "l'ennesimo titolo estremo di Libero". "A prescindere da iniziative del diretto interessato - aggiunge Verna in un secondo tweet - presenterò una segnalazione al Consiglio di Disciplina territoriale a tutela dei colleghi consapevoli della funzione sociale dell'informazione".

 "Il titolo del quotidiano Libero su Matteo Renzi è istigazione alla violenza e incitamento all'odio. Non ha niente a che vedere con il giornalismo né può rappresentare esercizio del diritto di critica, sempre legittimo e insopprimibile, ma nel rispetto della dignità delle persone. Al segretario del Pd, così come ad ogni altra persona colpita da parole trasformate in pietre, la solidarietà della Fnsi". Lo afferma, in una nota, la Federazione nazionale della stampa italiana.

ANSA

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SEZ. POLITICA Ostia, al ballottaggio M5s e Centrodestra

6 Novembre 2017, 10:57am

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SEZ. POLITICA Ostia, al ballottaggio M5s e Centrodestra

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ora è ufficiale: saranno Movimento 5 Stelle e centrodestra a contendersi il posto di presidente del X Municipio di Roma, il primo nella storia della Capitale ad essere stato commissariato due anni per mafia, nel ballottaggio del 19 novembre. Con il 100% delle sezioni scrutinate (a nove ore dalla chiusura dei seggi), la candidata pentastellata Giuliana Di Pillo risulta la più votata con il 30,21% delle preferenze, davanti a Monica Picca, responsabile locale di Fratelli d'Italia che corre con una coalizione con Lega e Forza Italia, che ha ottenuto il 26,68% dei voti. Il Partito Democratico, con Athos De Luca, raggiunge il 13,61%, davanti al candidato di Casapound Luca Marsella che chiude con un 9,08%. Bene anche l'ex viceparroco Franco De Donno con l'8,61% finale. Seguono Andrea Bozzi, leader delle liste civiche per l'autonomia, al 5,54%; l'ex consigliere municipale di Sel Eugenio Bellomo al 3,61%; il candidato del Popolo della Famiglia Giovanni Fiori con l'1,34% e l'avvocato Marco Lombardi con l'1,32%.

"L'astensionismo - tuona la candidata M5s, Giuliana Di Pillo - è la prima grave conseguenza di un municipio sciolto per mafia e commissariato da due anni e in cui l'ultimo presidente, del Pd, è stato addirittura arrestato". "Purtroppo ormai l'astensionismo è fisiologico - dice invece il consigliere comunale Fdi, Andrea De Priamo -. Noi siamo comunque fiduciosi". Ora saranno gli scrutini a stabilire chi, tra i nove candidati, andrà al ballottaggio. Ma i primi dati sui seggi scrutinati diffusi dai comitati indicano un testa a testa tra la candidata M5s e il centrodestra.

Il Movimento cinque stelle punta su Giuliana Di Pillo, consapevole che scendere sotto il 30% delle preferenze sarebbe un brutto risultato, soprattutto se messo in relazione con il plebiscito ricevuto dalla sindaca Raggi alle passate comunali dove, al decimo municipio, ha ottenuto il 46% e addirittura il 74% al ballottaggio.

La prima cittadina, ad Auschwitz per accompagnare gli studenti romani nel 'Viaggio della Memoria', segue a distanza l'evolversi del voto sul litorale che, per forza di cose, rappresenta anche un primo "giudizio" sul suo operato al Campidoglio. La più titolata contendente della Di Pillo nella corsa al municipio è la candidata del centrodestra Monica Picca, responsabile di Fratelli d'Italia sul litorale. La sensazione, al momento e senza alcun riscontro ufficiale, è che alla fine sarà testa a testa Di Pillo-Picca, come confermano anche i dati delle prime sezioni scrutinate. Si annuncia una debacle per il Pd che, per voce dello stesso Roberto Giachetti, "resterà fuori dal ballottaggio. Ostia per noi è una missione impossibile". Ma potrebbe andare anche peggio e piazzarsi come quarta forza sul litorale.

In forte ascesa il consenso di Casapound. Il movimento di estrema destra, che alle scorse comunali non è andato oltre l'1,85%, rischia di superare agevolmente il 6% puntando ad almeno un posto in consiglio municipale. Dai primi dati il vice parroco Franco De Donno potrebbe aver un ottimo piazzamento ed è forte l'attesa anche per l'"autonomo" Andrea Bozzi, entrambi leader di due forze molto radicate sul territorio che potrebbero riscuotere importanti consensi. Da registrare, in una giornata convulsa tra forti piogge e grandinate, i diversi disagi in alcuni seggi elettorali.

In uno, ad Ostia, sono stati costretti a ricorrere alle candele per poter consentire il voto. In un altro, invece, hanno dovuto ricorrere ad improvvisate passerelle per poter evitare l'allagamento. L'unica certezza, al momento, è che il vero vincitore è il non voto, come ampiamente pronosticato prima dell'apertura dei seggi. Il municipio in cerca di "riscatto" sembra essere quantomai disaffezionato e scoraggiato da anni di mala gestione e mala politica, culminata con l'arresto del minisindaco, Andrea Tassone, coinvolto nell'inchiesta sul quel Mondo di Mezzo che proprio sul litorale aveva trovato terreno quantomai fertile.

ANSA

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SEZ. POLITICA Elezioni Sicilia, proiezioni: Musumeci al 35% Cancelleri al 34%. Crolla il Pd

6 Novembre 2017, 09:44am

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SEZ. POLITICA Elezioni Sicilia, proiezioni: Musumeci al 35% Cancelleri al 34%. Crolla il Pd

INSERITO DA MORENA MOTTA La seconda proiezione delle elezioni in Sicilia su un campione del 10% e un margine d'errore tra il 2 e il 38% vede salire al 35% i voti per il candidato di centrodestra, Nello Musumeci e confermare al 34% quello dei 5 Stelle, Giancarlo Cancelleri. Fabrizio Micari, candidato del Pd, scende di un punto rispetto alla prima proiezione collocandosi al 20% mentre Claudio Fava si conferma al 9%.

Le proiezioni Emg Acqua Group per il Tg La7 - su un campione del 5% - vedono il candidato del centrodestra Nello Musumeci in testa con il 37,5% delle preferenze. Seguono l'esponente del M5S Giancarlo Cancelleri al 36,4%, Fabrizio Micari con il 18,8% e Claudio Fava con il 6,7%

Lo spoglio dei voti è iniziato alle 8. Ieri nell'Isola ieri dalle 8 alle 22 si sono recati alle urne per l'elezione del presidente della Regione e dei 70 deputati regionali, 2.179.474 elettori su 4.661.111, il 46,76% degli aventi diritto, mentre cinque anni fa avevano votato 2.203.165 persone. Solo in tre province su nove la percentuale è più alta rispetto al 2012: a Messina ha votato il 51,69% (51,24%), a Catania il 51,58% (51,09%) e a Palermo il 46,4 (46,28%).

Gli exit poll de La7 davano il candidato del centro destra Nello Musumeci avanti (6,5%-40,5%), ma a un'incollatura c'è Giancarlo Cancelleri del M5s (33,5-37,5). Il Pd crolla. al 16-20%, Fava 6-9%.

A vincere è però "partito del non voto": solo il 46,76% ha votato per l'elezione del presidente della Regione e dell'Assemblea, mentre il 53,23% ha disertato le urne. Rispetto al 2012 quando aveva votato il 47,41%, il dato dell'affluenza è in calo dello 0,65%.

La cosa certa è che il governo è stato sfiduciato dall'80% dei siciliani. Ora scioglimento del Parlamento ed elezioni subito", dice il leader della Lega Matteo Salvini commentando gli exit poll in Sicilia.

"Se i risultati confermeranno gli exit poll di stasera ci troveremmo davanti a una sconfitta tanto annunciata da tempo quanto netta e indiscutibile", dice il coordinatore del Pd, Lorenzo Guerini.

Tra i dati più evidenti quello relativo al calo dell'affluenza al voto. Se il trend non si invertirà, sarà al di sotto di quella registrata cinque anni fa, quando a urne chiuse votò il 47,41% degli elettori, col "partito del non voto" che toccò quota 52,59%: ben oltre la metà degli elettori aventi diritto. 

Ma nel Pd si parla già apertamente di sconfitta. "L'andamento degli exit poll - dice il responsabile Enti Locali del Pd Matteo Ricci - conferma una sconfitta tanto netta quanto annunciata. Ne prendiamo atto e ringraziamo il professor Micari per l'impegno e la dedizione avuta, al pari di tutte le democratiche e i democratici che ci hanno sostenuto in questo difficile confronto. Ora dobbiamo ripartire da loro e dai tanti siciliani che ci hanno votato".

"Micari ha avuto il coraggio che non ha avuto Grasso - commenta Davide Faraone - di fare il candidato del centrosinistra in una logica larga, proposta da Si e Mdp salvo poi tirarsi indietro. La nostra idea era di riproporre il modello Palermo poi la sinistra si è tirata fuori: prima Grasso, di cui abbiamo atteso per due mesi il suo sì e poi le altre forze politiche della sinistra per fare danno a Renzi facendo in modo che la partita la giocassimo noi da soli". Immediata la risposta degli ex Sel ed ex Pd. "Le parole di Faraone confermano l'arroganza dei renziani", osserva il senatore Mdp Miguel Gotor laddove Arturo Scotto incalza: "il Pd rifletta sul fatto che non compete neanche lontanamente con Grillo e Berlusconi".

Soddisfatto il Movimento cinque stelle che spera che il testa a testa Musumeci-Cancelleri possa risolversi in una vittoria di quest'ultimo.

Siciliani chiamati a eleggere il presidente della Regione e i componenti dell'Assemblea regionale siciliana che da quest'anno e per effetto dell'applicazione della legge taglia-deputati del 2011 e della successiva legge costituzionale 2 del 2013 passano da 90 a 70 parlamentari.

Si tratta dell'ultima tornata elettorale prima delle Politiche, l'ultimo test a disposizione di partiti e coalizioni per misurarsi su una legge non troppo lontana dal Rosatellum. In Sicilia la politica italiana si gioca molto e, da domani, i risultati del voto delle Regionali saranno strumento privilegiato per chi, nel Pd, nel centrodestra e anche nel M5S, aspiri a cambiare gli equilibri interni.

FONTE ANSA

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SEZ.POLITICA Regionali Sicilia al rush finale. Renzi: 'Voto importante per futuro isola' Grillo e Di Maio con Cancelleri a Palermo, domenica oltre 4 milioni al voto

4 Novembre 2017, 09:57am

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SEZ.POLITICA Regionali Sicilia al rush finale. Renzi: 'Voto importante per futuro isola' Grillo e Di Maio con Cancelleri a Palermo, domenica oltre 4 milioni al voto

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Rush finale della campagna elettorale per la Sicilia. In serata i comizi di chiusura della campagna elettorale prima del silenzio elettorale. Non sarà sull'isola ma è intervenuto via e-news sul voto Matteo Renzi: "Le elezioni di domenica in Sicilia - ha sottolineato - sono importanti soprattutto per il futuro di questa meravigliosa e difficile isola. Abbiamo investito molto in questa terra e chi governerà i prossimi cinque anni potrà gestirli al meglio. Dunque che vinca il miglior candidato e la migliore squadra. Fossi siciliano voterei quello che ritengo il miglior candidato, Fabrizio Micari, indicato al centrosinistra dal sindaco Orlando sulla base del 'modello Palermo', un'alleanza che andasse oltre il Pd".

Domenica urne aperte dalle 8 alle 22. Sono 4 milioni 681 mila 634 gli elettori chiamati il 5 novembre in Sicilia ad eleggere il presidente della Regione e i componenti dell'Assemblea regionale siciliana che da quest'anno e per effetto dell'applicazione della legge taglia-deputati del 2011 e della successiva legge costituzionale 2 del 2013 passano da 90 a 70 parlamentari. 

LO SPECIALE 

In serata sono previsti i comizi di chiusura. A Palermo, insiem al candidato M5s Giancarlo Cancelleri  scenderanno il piazza Beppe Grillo e Luigi Di Maio. Questa mattina sul blog di Beppe Grillo nuovo appello di Cancelleri. "Sapevamo - ha scritto - che sarebbe stata una campagna elettorale difficile e sapevamo pure che per batterci avrebbero messo in campo tutta la loro violenza. Contro di noi hanno schierato un esercito di impresentabili e tutto il controllo dei media nazionali. Non si parla di elezioni regionali se non per colpirci. Un tweet infelice fa più scandalo di arrestati e mafiosi. Ma adesso non c'è tempo per i piagnistei (che tra l'altro non ci appartengono) mancano pochi giorni al voto e bisogna assolutamente far capire a più persone possibile cosa li aspetta se sciaguratamente dovessero vincere questi individui. Se dovessero vincere i vari Miccichè, Armao, Lagalla, e tutto il passato politico di cui Musumeci si è circondato".  "Io non ho mai amministrato nemmeno un condominio, è vero, ma in 5 anni ho restituito col mio gruppo più di 3 milioni di euro al popolo siciliano. Loro hanno amministrato la Sicilia per vent'anni e l'hanno ridotta in macerie. Il 5 novembre sarà una resa dei conti. Una scelta secca: o noi o loro, il futuro contro il passato, la speranza contro il fallimento, cittadini contro partiti!", è l'appello via blog di Cancelleri. 

A sostegno di Fabrizio Micari, in Sicilia chiuderanno staseraMaurizio Martina e Matteo Richetti.

A sostegno di Claudio Fava saranno in Sicilia Pier Luigi Bersani e Nicola Fratoianni. 

Ieri comizi del centrodestra in Sicilia a sostegno di Nello Musumeci con cena finale Berlusconi-Salvini-Meloni a Catania.

IL LIVE BLOG 

ANSA

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SEZ. POLITICA Intercettazioni, via libera del Cdm alla riforma. Gentiloni: 'E' per limitare abuso' Limiti a trascrizioni e a uso trojan, arriva archivio riservato

3 Novembre 2017, 08:27am

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SEZ. POLITICA Intercettazioni, via libera del Cdm alla riforma. Gentiloni: 'E' per limitare abuso' Limiti a trascrizioni e a uso trojan, arriva archivio riservato

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del ministro della Giustizia Andrea Orlando, il decreto legislativo che riforma la disciplina delle intercettazioni. Il testo dovrà ora passare all'esame delle commissioni Giustizia per i pareri e poi tornare in Cdm.

"Noi non limitiamo l'uso delle intercettazioni ma contrastiamo l'abuso, sappiamo che questo strumento è fondamentale per le indagini e in nessuno modo vogliamo limitare la possibilità di disporre di uno strumento per la magistratura fondamentale per contrastare i reati più gravi ma è evidente che in questi anni ci sono stati frequenti abusi", Così il premier Paolo Gentiloni sulla legge delega. La riforma - ha detto il premier - delle intercettazioni, su cui vari governi si sono applicati senza però riuscire a portarla a termine, "disciplina un uso più stingente (degli ascolti, ndr) senza ledere il diritto di cronaca". 

"Il provvedimento sulle intercettazioni - ha detto il ministro Andrea Orlando - affronta un tema annoso, non restringe la facoltà dei magistrati di utilizzare le intercettazioni", "abbiamo messo una serie di vincoli che non restringono la capacità di indagine ma riducono il rischio della fuga di notizie se non sono legate a fatti penalmente rilevanti". "Le intercettazioni non sono disposte per far luce sulla sfera personale dei singoli ma per perseguire reati". 

Il provvedimento mira a regolamentare in maniera più stringente l'utilizzo di questo indispensabile strumento investigativo, per evitare che conversazioni non rilevanti ai fini delle indagini e attinenti la vita privata, possano finire negli atti processuali e da qui sui giornali. Si tenta così di dare una risposta al problema della cosiddetta "gogna mediatica" che ciclicamente alimenta polemiche.

Il testo inserisce dei vincoli alla trascrizione delle conversazioni nelle richieste dei pm e nelle ordinanze dei giudici: "Quando è necessario, sono riprodotti soltanto i brani essenziali", dispone infatti il provvedimento. Non vengono però compromessi i virgolettati dei colloqui captati, che in una bozza preparatoria del decreto erano stati vietati e sostituiti da sunti delle conversazioni: dopo il confronto con avvocati e magistrati, questa previsione è stata cassata.

Viene poi istituito presso l'ufficio del pm un archivio riservato delle intercettazioni la cui "direzione" e "sorveglianza" sono affidate al procuratore della Repubblica e il cui accesso - registrato con data e ora - sarà consentito solo a giudici, difensori e ausiliari autorizzati dal pm.

Quanto ai mezzi per intercettare, si delimita l'uso dei "trojan", ossia i captatori informatici, in pc o smartphone, che "pur ampiamente praticato nella realtà investigativa, non è stato in precedenza oggetto di alcuna regolamentazione a livello normativo", riporta la relazione illustrativa che accompagna il decreto. Ora l'obiettivo è quello di consentirne sempre l'impiego, senza particolari vincoli, per i reati più gravi, in primis terrorismo e mafia, prevedendo invece che per gli altri reati debbano essere esplicitamente motivate, nei decreti di autorizzazione, ragioni e modalità.

La riforma semplifica inoltre l'impiego delle intercettazioni nei reati più gravi contro la pubblica amministrazione commessi da pubblici ufficiali, uno strumento per rendere più efficace il contrasto alla corruzione. Fatto salvo il diritto di cronaca, è previsto il carcere fino a 4 anni per chi diffonde riprese audiovisive e registrazioni di comunicazioni effettuate in maniera fraudolenta per danneggiare "la reputazione o l'immagine altrui".

ANSA

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SEZ. POLITICA Fake-news: come aiutare gli studenti a scoprire le notizie false

2 Novembre 2017, 10:55am

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SEZ. POLITICA Fake-news: come aiutare gli studenti a scoprire le notizie false

DI MORENA MOTTA Laura Boldrini, Presidente della Camera, ha lanciato dalle pagine di "Repubblica", la sfida di affidare ai giovani la caccia alla fake news e insieme al ministro Valeria Fedeli, ha messo a punto il progetto di educazione civica digitale #BastaBufale.

Come si sa in rete c'è tutto, ma la maggioranza degli utenti, come ha dimostrato una ricerca dell'universtà di Stanford, fatica a riconoscere il vero dal falso. Quindi la nascita di un decalogo che punta a trasformare gli studenti in "cacciatori di bufale".

  1. Condividi solo notizie che hai verificato
  2. Usa gli strumenti di Internet per verificare le notizie
  3. Chiedi le fonti e le prove
  4. Chiedi aiuto agli esperti 
  5. Ricorda che anche Internet e i social network sono manipolabili
  6. Riconosci i vari tipi e gli stili delle notizie false
  7. Hai un potere enorme, usalo bene
  8. Dai il buon esempio: non lamentarti del buio, ma accendi la luce
  9. Impara a riconoscere gli odiatori e i provocatori seriali
  10. Riciorda che il tuo click ha un valore

Il decalogo è stato scritto da:

  • Paolo Attivissimo
  • Miur 
  • Confindustria 
  • Fieg 
  • Rai 
  • Facebook
  • Google

Inoltre la Presidente Boldrini ha scritto a Zuckerberg chiedendo che venga istituito anche in Italia un centro di controllo sui fenomeni di odio in rete:  "Quello delle fake news è un fenomeno planetario, riguarda tutti" conclude la presidente della Camera.

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SEZ. POLITICA Oggi il voto finale per la legge elettorale

26 Ottobre 2017, 09:37am

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SEZ. POLITICA Oggi il voto finale per la legge elettorale

DI MICHELE PAPPACODA Con cinque voti di fiducia l'Aula del Senato esprime il suo sì al Rosatellum. Ma c'è bisogno del supporto di 13 verdiniani di Ala per raggiungere il numero legale. Mdp, Si e M5S abbandonano. Senza il voto di Mdp, la maggioranza non soffre sui voti di fiducia grazie anche alle molte assenze sul fronte dell'opposizione al momento del voto in Aula, soprattutto tra le file di Forza Italia e della Lega. In almeno tre voti di fiducia è stato decisivo il sostegno dei senatori di Verdini.

"Rivendico con orgoglio tutto quello che abbiamo fatto, il ruolo di supplenza che abbiamo svolto ignorando gli stupidi strali che ci arrivavano quotidianamente. Avremmo votato anche la stepchild così come voteremo il testamento biologico e abbiamo contribuito con orgoglio anche al mantenimento dei conti pubblici". Lo ha detto nell'Aula del Senato il leader di Ala Denis Verdini.

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SEZ. POLITICA Migranti, sindaco Palermo: "Denuncio l'Europa per genocidio"

16 Ottobre 2017, 09:44am

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SEZ. POLITICA Migranti, sindaco Palermo: "Denuncio l'Europa per genocidio"

INSERITO DA MORENA MOTTA La gestione dei migranti avviene con un sistema "criminogeno e l'Europa è responsabile di un vero e proprio genocidio". Lo dice il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ai microfoni di Sky. "Ogni tanto l'Europa si sveglia dal suo sonno criminale e scopre quello che sta accadendo, una strage degli innocenti frutto di un sistema che alimenta la criminalità organizzata" aggiunge.

"La mia è un'accusa da giurista - sottolinea il sindaco di Palermo - non mi riferisco alla distinzione tra migranti economici e richiedenti asilo, che io non accetto e che contesto. Ma al fatto che in base alla propria legislazione, l'Europa riconosce il diritto all'asilo dei siriani, ma poi non li mette in condizione di raggiungere l'Europa. Li costringe a vendersi ai mercanti di morte - continua Orlando - quando potrebbero viaggiare in business, atterrando a Londra, piuttosto che a Berlino o a Amsterdam senza morire e senza finanziare il crimine".

"Questa è materia sufficiente perché si faccia un processo penale - conclude Orlando -. Presenterò una denuncia alla procura della Repubblica di Palermo nei confronti degli Stati europei e dell'Unione Europea. Poi sarà la Procura a decidere".

FONTE ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Pd: Parisi, decennale? Dopo Rosatellum non una festa ma un lutto Io e Prodi assenti? Colpa della sciatteria degli organizzatori

14 Ottobre 2017, 08:49am

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SEZ. POLITICA Pd: Parisi, decennale? Dopo Rosatellum non una festa ma un lutto Io e Prodi assenti? Colpa della sciatteria degli organizzatori

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Dopo l'approvazione del Rosatellum, grave nel merito e nel metodo, il decennale del Pd di domani, invece di un giorno di festa s'è trasformato in un giorno di lutto". Lo afferma all'ANSA l'ex ministro Arturo Parisi, assente domani, assieme a Romano Prodi, alla manifestazione dem dell'Eliseo. "Ricordo che 12 anni fa, quando Berlusconi c'impose il porcellum, almeno non lo fece con la fiducia. Quanto a domani - aggiunge Parisi - noto almeno una sciatteria dell'organizzazione nel coordinamento delle agende. E dire che io e Romano qualche ruolo l'abbiamo avuto".

"Considerato - prosegue Arturo Parisi - il ruolo che Prodi e, se mi consente, anch'io abbiamo avuto nella nascita del nuovo partito, una grave sciattezza. Debbo dire che mi è stato risolto un problema. L'approvazione della Legge Rosato che ieri in parlamento il Pd ha salutato con un boato gioioso - sottolinea l'ex ministro - ha trasformato quello che avrei condiviso come un giorno di festa in un giorno di lutto". "Se penso al Referendum del 18 aprile del 1993 dal quale tutto è iniziato - conclude Parisi - sento che la primavera della democrazia governante che allora sognammo ha incontrato il suo autunno".

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SEZ. POLITICA Quali sono i poteri di Mattarella sull'approvazione di una legge. Come il Rosatellum

12 Ottobre 2017, 08:36am

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SEZ. POLITICA Quali sono i poteri di Mattarella sull'approvazione di una legge. Come il Rosatellum

INSERITO DA MORENA MOTTA Il Presidente della Repubblica non ha potere legislativo, non può cioè scrivere una legge, ma ha alcuni poteri, stabiliti dalla Costituzione, esercitando i quali può di fatto 'bocciare una legge', o almeno bloccarne l'iter legislativo, ma sempre entro limiti ben precisi e molto rigidi e circostanziati.

Chi può 'fare' le leggi in Italia

Le leggi possono essere di iniziativa governativa (decreti legge o disegni di legge) o parlamentare (proposte di legge) o di iniziativa popolare (ma vanno votate anch'esse dalle Camere). Il Capo dello Stato può solo intervenire dopo l'approvazione di una legge da parte del Parlamento, o dopo il varo di un dl (decreto legge) o di un ddl (disegno di legge) da parte del Consiglio dei ministri.

Sulle modalità dell'iter legislativo, se cioè utilizzare un decreto o un disegno di legge e sulla decisione di porre la questione di fiducia, il Presidente della Repubblica non ha nessun potere. Lo strumento considerato politicamente e istituzionalmente il più forte è il rinvio alle Camere, normato dall'articolo 74 della Carta, che recita:

"Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata".

Tale potere prevede che il Presidente blocchi una proposta di legge o un disegno di legge o un decreto legge convertito in legge, dopo la sua approvazione definitiva da parte del Parlamento. Tale potere è stato esercitato 22 volte da Francesco Cossiga (1985-1992), 8 volte da Carlo Azeglio Ciampi (1999-2006), 7 volte da Sandro Pertini (1978-1985), 6 volte da Oscar Luigi Scalfaro (1992-1999), 1 volta da Giorgio Napolitano (2006-2015).

Il messaggio per destare l'attenzione delle camere su un tema specifico

Caso ben diverso, spesso più propositivo che ostativo, è quello, in base all'articolo 87, di messaggio alle Camere: il presidente della Repubblica può in un messaggio ai due rami del Parlamento, sottoporre alla loro attenzione un tema su cui tarda un intervento legislativo, come è successo quando il presidente Giorgio Napolitano, nel suo unico messaggio alle Camere chiese attenzione sulla condizione carceraria. L'articolo 87 prevede poi un altro potere per il Capo dello Stato: egli "autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del governo. Promulga le leggi ed emana i decreti e i regolamenti".

Questa è ovviamente 'un'arma a doppio taglio' perché il Presidente può 'firmare' tali strumenti legislativi ma può anche rifiutarsi di farlo, come è più volte successo in passato. Fece clamore il 'no' di Giorgio Napolitano al decreto su Eluana Englaro, varato dal governo Berlusconi. Nel caso di un decreto legge (quindi di un testo varato dal Consiglio dei ministri), è compito del Quirinale verificare se esistono i presupposti di necessità e urgenza che rendono inevitabile il varo di un decreto da parte del governo.

La scelta se 'firmare o no' gli strumenti legislativi

Se tali presupposti non sussistono, il Presidente, ha stabilito la Corte Costituzionale recentemente, non firma il testo che quindi non entra in vigore e di fatto l'operato del governo in quella materia si ferma. Spesso in passato i presidenti hanno chiesto al governo di modificare un decreto poiché esso accorpava diverse materie tra loro disomogenee. Nel caso di disegno di legge anch'esso varato dal Consiglio dei ministri), il Presidente deve 'solo' autorizzarne la presentazione alle Camere, a cui spetta poi l'esame e il voto prima del quale il testo non diventa operativo.

Per essere autorizzato il testo deve essere letto e analizzato dal Presidente, che spesso utilizza questo tempo per la cosiddetta 'moral suasion', cioè un lavoro di lima in un dialogo più o meno serrato con il governo. A volte questo botta e risposta resta relegato nelle segrete stanze, altre volte se ne ha notizia ufficiosamente o ufficialmente. I motivi per cui un Presidente della Repubblica può, e secondo alcuni deve, rifiutarsi di autorizzare la presentazione alle Camere riguardano evidenti casi di incostituzionalità, ma per alcuni costituzionalisti tale caso è legato non tanto al merito politico di un atto del governo quanto alla conformità con la Carta perché l'unico giudice riconosciuto è la Corte Costituzionale. 

FONTE di Barbara Tedaldi AGI

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