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SEZ. POLITICA Alfano, legge elettorale non prevede alleanze, andremo soli

29 Marzo 2017, 09:40am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Alfano, legge elettorale non prevede alleanze, andremo soli

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA "La legge elettorale non chiama alleanze, noi del resto siamo distinti sia dalla destra di Salvini che vuole uscire dall'Ue, sia dalla sinistra dell' indietro tutta, andremo da soli". Così il leader di Ap Angelino Alfano rispondendo, su Rtl, ad una domanda sulle possibili alleanze in caso di elezioni. "Alternativa popolare - ha aggiunto - punta a un piano-fisco all'americana per contrastare l'evasione, un progetto sui salari, un programma molto serio.
Visto che nessuno avrà la maggioranza, saremo dopo se necessario in una maggioranza che rispetti queste priorità".

"Il governo Gentiloni - ha detto ancora Alfano - finché non fa virate a sinistra insostenibili è un governo che va sostenuto e che vogliamo portare avanti". Per questo, ha aggiunto, "invitiamo Gentiloni a difendere tutte le conquiste riformatrici questi anni. Noi garantiamo il sostegno al governo ma ci distinguiamo da una sinistra che vuole fare marcia indietro su riforme importanti".

ANSA

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SEZ. POLITICA Raggi: 'Iene' denunciano raccolta firme false, Pd all'attacco. Sindaco: "Nessuna irregolarità" Andrea Romano: "Grillo e Di Maio rispondano"

28 Marzo 2017, 09:47am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Raggi: 'Iene' denunciano raccolta firme false, Pd all'attacco. Sindaco: "Nessuna irregolarità" Andrea Romano: "Grillo e Di Maio rispondano"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nuova polemica per il sindaco Virginia Raggi. Le 'Iene' denunciano in un servizio presunte irregolarità nella raccolta delle firme per la sua candidatura. Il Pd va all'attacco. la Raggi replica che verranno fatte ulteriori verifiche ma assicura che non c'è "nessuna irregolarità".  "Se ho letto della presunta irregolarità delle firme per la mia candidatura? Sì lo abbiamo letto, sono venuti anche in montagna. Abbiamo sempre risposto tramite i delegati di lista, che sono peraltro due avvocati, mi hanno rassicurato. Comunque effettueremo anche ulteriori accertamenti e verifiche ma da quello che mi viene rappresentato dai miei stessi delegati non c'è alcuna irregolarità". Lo ha detto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, a margine di un'iniziativa, in merito alla denuncia delle 'Iene'.

"Mettetevi l'animo in pace: la Raggi è legittimamente sindaco di Roma votata da più di due terzi degli elettori romani". Così Beppe Grillo rilancia dal suo profilo Facebook la nota del M5s di Roma sulla vicenda della firme raccolte a Roma per la presentazione della lista di Virginia Raggi.

"Virginia Raggi ora che sei tornata a Roma rispondi su tema #firmefalse denunciato dalle Iene". E' quanto chiede via Twitter il senatore del Partito democratico Stefano Esposito, lanciando l'hastag #trasparenza, al sindaco di Roma sulla vicenda delle firme false raccolte per la sua candidatura raccontata dalla trasmissione di Italia Uno.

"Servono - dice anche il deputato Pd Andrea Romano - risposte chiare e non balbettii come quello fornito dalla Sindaca che mancava poco dicesse all'inviato de "Le Iene" che era candidata a sua insaputa". "Dopo Palermo e Bologna - prosegue l'esponente Dem - firmopoli a 5 Stelle anche a Roma? Il servizio comparso nel corso della trasmissione "Le Iene" apre interrogativi enormi sulla validità delle firme raccolte nella Capitale per la candidatura di Virginia Raggi. Quanto sembra emergere dal servizio televisivo pare prefigurare una vera e propria truffa ai danni dei romani. Di Maio e Grillo hanno nulla da dire?".

ANSA

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SEZ. POLITICA Conferenza programmatica PD, Ciarcia: “I giovani le nostre risorse”

27 Marzo 2017, 09:05am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Conferenza programmatica PD, Ciarcia: “I giovani le nostre risorse”

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Si è tenuta ieri, presso la sede provinciale del Pd irpino, la Conferenza programmatica “Scriviamo il futuro: #lirpiniarinasce presieduta dall’On. Luigi Famiglietti”. Numerosi i giovani accorsi all’evento. “Per la prima volta ho visto un partito pieno di ragazzi – ha dichiarato Vittorio Ciarcia, uno dei promotori dell’iniziativa -.È necessario aprire le porte e favorire la discussione; solo così si può riconquistare la popolazione. Si tratta di un compito arduo e difficile dato il crescente sentimento di ostilità e diffidenza che attanaglia il Pd – sottolinea -.Sono, però, iniziative come questa che permettono di scoprire un volto diverso della politica, una politica che riesce ad ascoltare e recepire, una politica dal volto disponibile e vivace che ci possa permette di scommettere ancora nel nostro futuro in Irpinia” – conclude Ciarcia -.Presente, all’evento, anche la responsabile dell’organizzazione di Futuredem Mariangela Miranda, la quale ha dichiarato: “Nei primi anni dell’università ho iniziato a classificare le persone in due categorie: chi si sveglia al mattino insoddisfatto, ma si accontenta e non fa nulla, e chi si sveglia e sa di dover far qualcosa se vuole cambiare il piccolo pezzo di mondo in cui vive, e so che io e voi apparteniamo a quella categoria”.L’Onorevole Famiglietti si è dimostrato entusiasta della numerosa partecipazione di giovani speranzosi: “Nonostante il PD, in questi giorni, non stia dando un bello spettacolo, siete delle risorse importanti, una grande opportunità per questo partito. Voglio ringraziare tutti per il lavoro che di continuo fate perchè il Partito Democratico davvero ne ha bisogno”.

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SEZ. POLITICA Se si votasse oggi per le Politiche il PD verrebbe staccato di 4 punti dal M5S

25 Marzo 2017, 10:23am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Se si votasse oggi per le Politiche il PD verrebbe staccato di 4 punti dal M5S

DI MORENA MOTTA La fotografia scattata dal Barometro Politico di marzo dell’Istituto Dempolis, registra un’affluenza stimata oggi al 65%, 10 punti in meno rispetto alle elezioni del 2013. È un quadro, quello odierno, decisamente più frammentato.

Il M5S conquisterebbe il 30% dei consensi, superando il Partito Democratico, che otterebbe il 26%. Il Movimento 5 Stelle otterrebbe oggi alla Camera 195 seggi, il Partito Democratico 174. 82 seggi andrebbero a Salvini, 78 a Berlusconi. Sarebbero presenti a Montecitorio anche le altre 3 liste sopra il 3%: Fratelli d’Italia con 32 deputati, MDP con 30 e Alternativa Popolare con 21. Circa 6 seggi sarebbero attribuiti alle minoranze linguistiche. 

Con questi numeri, la maggioranza di 316 seggi non sarebbe raggiungibile alla Camera da nessuno schieramento a chiusura delle urne: si tratta di uno scenario evitabile soltanto con una nuova legge elettorale.

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SEZ. POLITICA Trattati Roma, Gentiloni: "No a Ue divisa, andare avanti" Incontro con gli industriali dell'Ue. "Più integrazione su un'idea comune su difesa e sicurezza"

24 Marzo 2017, 11:36am

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SEZ. POLITICA Trattati Roma, Gentiloni: "No a Ue divisa, andare avanti" Incontro con gli industriali dell'Ue. "Più integrazione su un'idea comune su difesa e sicurezza"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "L'Europa si trova di fronte a differenti sfide anche nuove, dalla Brexit al rinascere del protezionismo, ma abbiamo una opportunità per reagire". Lo dice il premier Paolo Gentiloni incontrando nella biblioteca chigiana le associazioni imprenditoriali europee. "Rivendichiamo un ruolo globale per l'Europa. Per questo abbiamo bisogno anche di voi per sostenere il libero scambio, la crescita, una agenda per l'innovazione, e anche una Europa sociale".

"Non vogliamo una Europa divisa, l'Europa è unita e indivisibile, ma vogliamo anche andare avanti su una idea comune di Europa, in aree ad esempio come difesa, sicurezza", aggiunge. "Abbiamo bisogno di una maggiore integrazione e rivendichiamo un ruolo globale per l'Europa". 

Industriali, difendiamo insieme progetto Ue - "E' tempo di riacquistare fiducia, di supportare il progetto europeo e di difendere quanto abbiamo costruito, avvertono insieme le 'confindustrie' europee, in un dichiarazione comune consegnata questa mattina al premier Paolo Gentiloni nella sua qualità di depositario dei trattati. Sarà consegnata anche al presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ed al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. A Palazzo Chigi, questa mattina, la presidente di Business Europe (che rappresenta 40 associazioni di industriali europee), Emma Marcegaglia , e il leader di Confindustria, Vincenzo Boccia. "Crediamo - conclude la dichiarazione comune - che il 2017 sia un anno decisivo e per questo vogliamo dare tutto il nostro contributo per assicurare un cambio di rotta, dimostrando ancora una volta che il successo politico, economico e sociale del progetto europeo può essere raggiunto solo insieme. E' tempo di scegliere: o avere successo insieme o diventare irrilevanti separatamente".

ANSA

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SEZ.POLITICA Pd: al secondo giorno votazioni Renzi al 66% Bersani alla 'Stampa': "E' l'ora che Gentiloni si emancipi da Renzi"

23 Marzo 2017, 10:51am

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SEZ.POLITICA Pd: al secondo giorno votazioni Renzi al 66% Bersani alla 'Stampa': "E' l'ora che Gentiloni si emancipi da Renzi"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Al secondo giorno di votazioni nei circoli, Renzi è al 66%. E' quanto si apprende da fonti della mozione Renzi. Ieri, secondo giorno di votazioni, Renzi ha preso 644 (72,8%), Orlando 229 (25,9%), Emiliano 12 (1,3%). Nel totale dei 2 giorni, lunedì e martedì: Renzi 897 (66,5%), Orlando 429 (31,8%) ed Emiliano 23 (1,7%).

"Al congresso del Pd votano anche i circoli tematici, come quello di Pistoia dei lavoratori Hitachi, l'ex Ansaldo Breda. Nel 2013 io presi in quel circolo il 29%, oggi abbiamo superato l'85%. Mi piace pensare che sia frutto del lavoro di questi anni per garantire un futuro a lavoratori che hanno professionalità straordinarie e commesse per molti anni. Facile parlare di lavoro nei convegni. Poi però la differenza si fa stando accanto a chi in fabbrica entra tutti i giorni. Grazie agli amici e compagni del Pd di Pistoia. Avanti, insieme". Lo scrive su facebook Matteo Renzi. 

Intanto Pierluigi Bersani va all'attacco in una intervista alla 'Stampa': "Si può apprezzare lo stile di Gentiloni, che conosce la buona educazione, ma io lo incoraggio, col nostro aiuto, a segnare qualche discontinuità, ad affermarsi come capo di un governo che deve portarci al 2018 in condizioni di credibilità". Lo dice - in un'intervista alla Stampa - Pierluigi Bersani che al premier chiede "solo una cosa": "deve dire la verità agli italiani sull'economia, poi insieme vedremo come fare. La cosa che mi disturberebbe di più sarebbe la descrizione di mondi che non ci sono. Ci vuole un discorso serio e rigoroso sullo stato del Paese".

ANSA

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SEZ. POLITICA Minzolini, Emiliano: ''Non ricandidare 19 senatori Pd che hanno votato a favore'' Renzi all'attacco: 'Per M5s democrazia e' se vince chi piace a Grillo'

22 Marzo 2017, 10:05am

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SEZ. POLITICA Minzolini, Emiliano: ''Non ricandidare 19 senatori Pd che hanno votato a favore'' Renzi all'attacco: 'Per M5s democrazia e' se vince chi piace a Grillo'

INSERITO DA MORENA MOTTA "Non credo che persone cosi portino nulla di utile, hanno fatto un bel danno e non sarebbe utile ricandidarli". Lo ha detto Michele Emiliano a Cartabianca su Rai3, rispondendo alla domanda su cosa farebbe con i senatori Pd che hanno votato in favore di Minzolini.

"Se io fossi il candidato premier sarei quello con piu' possibilita' di vincere. Ma questo non gli importa, gli importa prendersi le spoglie del partito". Lo ha detto Michele Emiliano a Cartabianca su Rai3. Emiliano ha spiegato questa sua convinzione: "probabilmente gli elettori di M5s mi voterebbero".

"A Nord avro' piu' elettori di quanto si pensi, perche' ora non lo possono dire. Rischiano, perche' se io non vincessi, perderebbero posizioni politiche. Lottano in clandestinita' per la mia mozione". Lo ha detto Michele Emiliano a Cartabianca su Rai3, spiegando I motivi per I quali egli aveva sostenuto che Renzi usa "metodi intimidatori".

Matteo Renzi all'attacco di Beppe Grillo. "E' un sistema fantastico, quello di Grillo", attacca nella e-news dopo la vicenda di Genova e della candidata Cassimatis. "Sostanzialmente - prosegue - lui dice: Noi amiamo la democrazia. Amiamo talmente tanto la democrazia che se vince quello che piace a noi bene, se vince quello che a noi non piace si rivota un'altra volta espellendo il candidato sgradito".

"Noi del Pd, che siamo notoriamente insensibili alla nobiltà della democrazia dell'algoritmo in salsa Casaleggio, gridiamo allo scandalo, ma ci saranno sempre un Di Maio o una Taverna a spiegarci ciò che noi non capiamo".

Renzi ha parlato anche del congresso - "Mentre il Pd - ha detto - ha cominciato il suo congresso (ieri le prime votazioni nei circoli, stiamo andando bene, grazie a tutti!), con un percorso lungo, dibattuto, pieno di polemiche ma sinceramente e autenticamente democratico, gli altri partiti stanno dando il meglio di se stessi". "Vorrei ringraziare le donne e gli uomini - sostiene Renzi - che stanno invece discutendo e poi votando al congresso del Pd. Tanta fatica, lo sappiamo. Quante polemiche sulle regole. Quanti scontri in direzione, in assemblea. Ma adesso ci sono seimila circoli fatti da persone in carne e ossa che stanno discutendo e poi votano: Emiliano, Orlando, Renzi. Discutono e poi scelgono. Da Bagnacavallo a San Giorgio a Colonica, da Volpago di Treviso fino a Carpi, da San Martino in Rio che è in provincia di Reggio Emilia fino al circolo Pd di San Paolo del Brasile ieri i primi circoli si sono espressi". "Noi - aggiunge l'ex leader Pd - non facciamo i convegni sulla democrazia per poi affidarci al sacro Blog (su cui ogni giorno ne scopriamo una diversa, peraltro). Noi pratichiamo la democrazia. Mi sa che non siamo rimasti in tantissimi a farlo, ma a noi piace così". 

"Uno degli argomenti più discussi durante il congresso del Pd è se sia giusto che il leader del partito sia anche il candidato premier, previsione statutaria del Pd ma anche consuetudine di tutti gli altri Paesi Europei. Bene. Domenica scorsa Martin Schulz è stato eletto leader dei socialdemocratici tedeschi con l'obiettivo di contendere la leadership alla Merkel, che è a sua volta capo della Cdu. Stessa cosa accade nel Regno Unito o in Spagna o in tutte le principali democrazie mondiali. Così, giusto per la precisione". 

ANSA

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SEZ. POLITICA Voucher, ok all'abolizione. Potranno essere acquistati fino al 2017

18 Marzo 2017, 10:24am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Voucher, ok all'abolizione. Potranno essere acquistati fino al 2017

INSERITO DA MORENA MOTTA Via libera dal consiglio dei ministri all'abolizione dei voucher.  "Useremo le prossime settimane per rispondere ad una esigenza che certamente l'eliminazione dei voucher non risolve, per una regolazione seria del lavoro saltuario e occasionale", ha detto il premier Paolo Gentiloni, al termine del Cdm. "Abbiamo abrogato le norme su voucher e appalti - ha aggiunto il premier - nella consapevolezza che l'Italia non aveva certo bisogno nei prossimi mesi di una campagna elettorale su temi come questi e nella consapevolezza che la decisione è coerente con l'orientamento che è maturato nelle ultime settimane in Parlamento". 

Per Gentiloni, "dividere il paese tra chi demonizza lo strumento dei voucher e chi ne voleva circoscrivere i limiti sarebbe stato solo un errore per l'Italia. Ora si libera il tavolo da una discussione ideologica che non ci avrebbe aiutato e che conferma il nostro impegno per regolare il mercato del lavoro". 

"Lo strumento dei voucher si era deteriorato e non era uno strumento attraverso il quale, se non per situazione molto specifiche, si poteva dare una risposta efficiente e moderna. Avevamo la risposta sbagliata ad un esigenza giusta e all'esigenza ora ci rivolgeremo con un confronto già nelle prossime settimane con le parti sociali e il Parlamento", ha proseguito il Presidente del Consiglio. 

Poletti ha spiegato che i voucher potranno essere acquistati entro l'anno. Quanto ai tempi della conversione, il ministro ha detto che "è presto per capire i tempi, abbiamo usato il lavoro della commissione e ora i tempi della discussione saranno quelli della discussione parlamentare. Certo noi pensiamo che bisogna convertirlo presto".

Soddisfatta la Cgil con la segretaria generale, Susanna Camusso:  "Se come appare il governo farà un decreto nel quale dà risoluzione ai quesiti referendari, sia sul tema dei voucher che degli appalti, nel momento in cui sarà trasformato in legge, considereremo questo un grande risultato e quindi esattamente l'obiettivo che ci siamo proposti con i quesiti referendari".  "Fino ad allora - ha concluso - continueremo con la campagna elettorale". "Bisogna in questi casi avere molta pazienza e sapere come stanno esattamente le cose".

Diversa l'opinione della Cisl:  la decisione del Governo di eliminare i voucher per il lavoro accessorio è "tutta politica ed incomprensibile dal punto di vista del merito", dice il segretario confederale della Cisl Gigi Petteni. "Da anni come Cisl abbiamo sostenuto la necessità di interventi precisi e modifiche mirate per evitare il 'deterioramento' del sistema voucher - ha proseguito - il Governo è stato sordo ed ottuso, non ci ha mai ascoltato. Per ragioni prettamente politiche- conclude - è passato dal 'tutto' al 'niente', il contrario di quello che fanno i riformisti e che invece fanno gli inaffidabili".

ANSA

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SEZ POLITICA Senato respinge decadenza di Minzolini. M5s: "Voto di scambio Fi-Pd"

17 Marzo 2017, 01:00am

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SEZ POLITICA Senato respinge decadenza di Minzolini. M5s: "Voto di scambio Fi-Pd"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'Aula del Senato salva Augusto Minzolini che resta in carica come senatore di Forza Italia. I senatori hanno infatti approvato con 137 sì, 94 no e 20 astenuti l'ordine del giorno di FI che respingeva la deliberazione della Giunta per le Immunità che nel luglio scorso aveva dichiarato decaduto l'ex giornalista dal mandato di parlamentare perché condannato con sentenza passata in giudicato.

Il voto dell'odg è stato accolto da un lungo applauso. Al Pd era stata lasciata libertà di coscienza sul voto.

Minzolini nel suo intervento in Aula ha annunciato che si sarebbe dimesso qualunque fosse stato l'esito del voto. Una posizione poi confermata. "Ora mando la lettera" di dimissioni, dice entrando in ascensore ai giornalisti che gli chiedono se comunque intenda confermare le proprie dimissioni annunciate in Aula prima del voto sulla decadenza. Dimissioni che l'ex direttore del Tg1 aveva assicurato sarebbero arrivate qualunque fosse stato l'esito della votazione.

Forza Italia aveva provato a far slittare il voto con due odg.  I senatori del Pd che hanno votato insieme a Forza Italia per "salvare" Augusto Minzolini sono stati 19. Mentre quelli di Ap sono stati 23. Nessuno invece di Mdp che hanno votato quasi tutti contro. Ventiquattro Dem e 4 Mdp non erano presenti al momento del voto dell'odg con il quale è stata respinta la decisione della Giunta per le Immunità.

M5s all'attacco: "Voto di scambio Fi-Pd 'Lotti-Minzolini'" - "Tra il Pd e FI c'è stato di fatto un voto di scambio. I dem ieri hanno salvato Lotti per lo più uscendo dall'Aula e facendogli abbassare il quorum e loro oggi gli hanno salvato Minzolini che resta senatore di FI. E' una vera vergogna. Hanno dimostrato di essere una Casta che vuole restare al di sopra della legge". Così il M5S con Mario Michele Giarrusso, ha commentato il "salvataggio" di Minzolini da parte dell'Aula del Senato anche con i voti del Pd.

"Sono pronto a bere la cicuta". Così il senatore di FI, Augusto Minzolini, ha chiuso il suo intervento nell'Aula di Palazzo Madama che deve pronunciarsi sulla sua decadenza dal mandato di parlamentare, perché condannato con sentenza passata in giudicato. Minzolini, nella sua dichiarazione difensiva ha invitato i parlamentari a non prendere "decisioni ipocrite e pilatesche" e ha citato una frase che gli disse "qualche tempo fa Antonio Di Pietro" e cioè che "la politica porta guai...". A conclusione del suo intervento è esploso nell'emiciclo un grande e lungo applauso.

Il gruppo di FI del Senato presenta nell'Aula di Palazzo Madama due ordini del giorno per evitare che l'Assemblea si pronunci sulla decadenza dal mandato parlamentare di Augusto Minzolini: uno punta a far tornare in Giunta per le Immunità la vicenda, l'altro a respingere la deliberazione della Giunta che a luglio decise di proclamarlo decaduto dall'attività di parlamentare perché condannato con sentenza passata in giudicato.

L'ex direttore del Tg1 è stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione per peculato continuato nel novembre del 2015 a causa dell'utilizzo della carta di credito Rai.

Sul caso di Augusto Minzolini, il giornalista e senatore di Forza Italia, condannato con sentenza passata in giudicato, il gruppo del Pd dà ai suoi senatori libertà di coscienza. Cioè i parlamentari Dem potranno decidere liberamente se accogliere o meno la proposta della Giunta per le Immunità che lo scorso luglio ha dichiarato decaduto dal mandato di parlamentare Minzolini in nome della legge Severino. Ma secondo quanto si apprende in ambienti della maggioranza molti nel Pd sarebbero pronti a salvarlo.

"Qualunque sia l'esito del voto un attimo dopo rassegnerò le dimissione da senatore. Dopo però non prima perché voglio appunto che il Senato si esprima su un caso che io considero, con tutto il rispetto che posso avere per la magistratura, una grande ingiustizia". Così in Aula del Senato interviene il senatore Augusto Minzolini che si dice "vittima di una vicenda kafkiana". "Alla fine di questo calvario", aggiunge "sono convinto che la battaglia intrapresa vada al di là della mia persona". "Sono convinto che - prosegue - certe incongruenze rappresentino occasione per fare punto sulla giustizia e la democrazia nel nostro Paese". Poi Minzolini sottolinea che "queste battaglie per essere efficaci" devono essere "sterilizzare da interesse personale. Debbono essere solo battaglie di principio".

ANSA 

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SEZ. POLITICA Riforma processo penale, sì alla fiducia. Tutte le novità

16 Marzo 2017, 09:05am

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SEZ. POLITICA Riforma processo penale, sì alla fiducia. Tutte le novità

INSERITO DA MORENA MOTTA Il Senato ha approvato con 156 voti a favore, 121 contrari e un astenuto il ddl di riforma del processo penale. Il provvedimento torna ora all'esame della Camera.

Con il ddl il Senato licenzia per la Camera un provvedimento con diverse deleghe legate al regime delle prescrizioni, le intercettazioni, l'ordinamento penitenziario. Previsto l'aumento delle pene per furti e rapine. Fra le norme del ddl: l'inasprimento delle sanzioni per il voto di scambio politico-mafioso, che viene punito con il carcere da 6 a 12 anni (attualmente è da 4 a 10 anni), l'aumento delle pene per il furto in abitazione, lo scippo e la rapina (da 4 a 10 anni), per l’estorsione aggravata (da 6 a 7 anni).

Quanto alla prescrizione, per alcuni reati in danno dei minori, essa decorre dal compimento della maggiore età della vittima (salvo che la notizia del reato sia precedente al compimento dei 18 anni). Il provvedimento dispone inoltre che l'interruzione della prescrizione non può comportare l'aumento di più della metà del tempo necessario a prescrivere anche per i reati di corruzione, concussione, peculato.

C'è, però, una disposizione, risultata 'indigesta' all'Associazione nazionale magistrati, che dà un massimo di tre mesi alle procure (prorogabili di altri 3) per chiedere il rinvio a giudizio o il proscioglimento dell’indagato, al termine delle indagini preliminari. Se tale limite viene ignorato, interviene l’avocazione da parte del procuratore generale (ma per reati di mafia e terrorismo il tempo è dilatato fino a un anno).

Sul fronte delle intercettazioni, la delega riguarda, oltre alle misure per garantire la riservatezza, una fattispecie di reato legata alla diffusione di immagini o conversazioni telefoniche fraudolentemente captate. Viene disciplinato, inoltre, l'uso dei cosiddetti 'trojan', stabilendo che l'attivazione avvenga con comando attivato da remoto e non con il solo inserimento del 'captatore' informatico.

Infine, non possono essere in alcun modo conoscibili, divulgabili e pubblicabili i risultati di intercettazioni che abbiano coinvolto occasionalmente soggetti estranei ai fatti per cui si procede. Il governo, con l'ultimo emendamento presentato, punta alla riduzione del 50% del budget per le intercettazioni con il presupposto che sulla base delle nuove tecnologie disponibili non diminuirà il numero degli ascolti.

Punito fino a 4 anni chi diffonde registrazioni di conversazioni tra privati captate fraudolentemente al solo fine di infangarne la reputazione. Non c'è punibilità se le registrazioni integrano una prova in un processo o sono usate per la difesa o per il diritto di cronaca.

FONTE ADNKRONOS

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