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SEZ. POLITICA Norme sui vaccini oggi in Cdm. Boschi, sulla salute non si scherza Conferma della sottosegretaria su Facebook

19 Maggio 2017, 08:35am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Norme sui vaccini oggi in Cdm. Boschi, sulla salute non si scherza Conferma della sottosegretaria su Facebook

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROMA - "Sui vaccini: oggi in Consiglio dei ministri discuteremo il testo al quale abbiamo lavorato durante la settimana, perché sulla salute dei bambini non si scherza". Lo scrive su Facebook la sottosegretaria alla presidenza del consiglio Maria Elena Boschi. 

ANSA

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SEZ. POLITICA Napolitano, un ipocrita chi lamenta l'abuso delle intercettazioni Ex capo dello Stato 'Misi dito nella piaga ma mai volontà politica per fare la legge'

18 Maggio 2017, 08:22am

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SEZ. POLITICA Napolitano, un ipocrita chi lamenta l'abuso delle intercettazioni Ex capo dello Stato 'Misi dito nella piaga ma mai volontà politica per fare la legge'

INSERITO DA MORENA MOTTA "Tutti adesso gridano contro l'abuso delle intercettazioni e l'abuso della pubblicazione. È un'ipocrisia paurosa perché è una questione aperta da anni e anni con sollecitazioni frequenti e molto forti da parte delle alte istituzioni. Io personalmente ho messo il dito in questa piaga e non c'è mai stata una manifestazione di volontà politica per concordare provvedimenti che avessero messo termine a questa insopportabile violazione della libertà dei cittadini, dello stato di diritto e degli equilibri istituzionali". Così l'ex Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. 

"Ieri sera seguendo un dibattito in tv c'è stata una cosa che mi ha veramente molto colpito: tutti adesso gridano contro l'abuso delle intercettazioni e l'abuso della pubblicazione, non si sa quanto fedele, dei resoconti. Ma prima di ripetere le rampogne si chieda perché fino a oggi sono sfuggiti a qualsiasi soluzione normativa. Quella dell'abuso delle intercettazioni è una vicenda che si trascina in modo intollerabile", ha proseguito l'ex capo dello Stato, Giorgio Napolitano, conversando con i giornalisti, al termine della cerimonia di premiazione di Emma Bonino da parte dell'Ispi, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani.

Napolitano è intervenuto anche nel dibattito sulla Legge Elettorale. "Evocare l'eventuale soluzione di un decreto, anche come arma estrema per uscirne tra qualche settimana, credo sia alquanto abnorme. Non è questo che ha suggerito la Corte Costituzionale" ha detto l'ex Presidente della Repubblicae.

"Penso che sarebbe assolutamente obbligatorio per qualsiasi forza politica che abbia un minimo di senso di responsabilità collaborare a un'intesa non piegata sul calcolo particolare o illusorio di nessuna singola forza politica" ha aggiounto . 

 Al termine di una cerimonia a Palazzo Giustiniani, Napolitano ha anche invitato le forze politiche a "leggere bene la sentenza prima di fare polemiche". "La sentenza - conclude - stabilisce che cosa non può essere riproposto e lascia campo molto libero al Parlamento per qualsiasi altro aspetto non toccato dalla Corte". 

ANSA

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SEZ. POLITICA Consip: Renzi e la telefonata al padre. Ex premier: "Pubblicazione vergognosa". Violazione di segreto istruttorio, Orlando avvia verifiche M5s all'attacco, è cricca

17 Maggio 2017, 09:49am

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SEZ. POLITICA Consip: Renzi e la telefonata al padre. Ex premier: "Pubblicazione vergognosa". Violazione di segreto istruttorio, Orlando avvia verifiche M5s all'attacco, è cricca

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il ministro della giustizia Andrea Orlando, tramite l'ispettorato generale, ha avviato accertamenti preliminari presso gli uffici interessati in relazione all'avvenuta pubblicazione del contenuto delle intercettazioni, relative al dialogo tra Matteo Renzi e suo padre, disposte nel corso delle indagini Consip.

"Sono 20 anni che c'è il malcostume di pubblicare le intercettazioni anche irrilevanti, è vergognoso ma io lascio al codice deontologico dei giornalisti, sono sostenitore del lavoro dei giornalisti ma io non chiedo alcunchè", ha detto Matteo Renzi durante la diretta fb. "Qualcuno viola la legge e non siamo noi", ha aggiunto.

"Il Fatto pubblica con grande enfasi delle intercettazioni tra me e mio padre. Nel merito ribadiscono la mia serietà visto che quando scoppia lo scandalo Consip chiamo mio padre per dirgli: 'Babbo, questo non è un gioco, devi dire la verità, solo la verità'". Lo scrive su Fb Matteo Renzi.  "Politicamente le intercettazioni mi fanno un regalo. La pubblicazione è come sempre illegittima. Ma non ho alcun titolo per lamentarmi: non sono il primo a passare da questa gogna mediatica. Anzi: ad altri è andata peggio. Qualcuno si è tolto la vita, qualcuno ci ha rimesso il lavoro".

La procura di Roma ha aperto un fascicolo per violazione del segreto istruttorio e per pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale in relazione alla intercettazione della telefonata.

"Chi ha sbagliato - scrive Renzi - pagherà fino all'ultimo centesimo, comunque si chiami. Spero che valga anche per chi - tra i giornalisti - ha scambiato la ricerca della verità con una caccia all'uomo che lascia senza parole". "Possono costruire scandali o pubblicare prove false quanto vogliono. Noi crediamo nella giustizia. Ci fidiamo delle istituzioni italiane".

L'INTERCETTAZIONE

"Babbo devi dire tutta la verità ai magistrati": così Il Fatto quotidiano riporta un'intercettazione del 2 marzo di quest'anno tra Matteo Renzi e il padre Tiziano, alla vigilia della convocazione di quest'ultimo in procura, nell'ambito della vicenda Consip. Il brogliaccio è riportato nel libro del giornalista Marco Lillo 'Di padre in figlio'.

"E' una cosa molto seria", afferma l'ex premier, secondo quanto ricostruito da Lillo: "Devi ricordarti tutti gli incontri e i luoghi, non è più la questione della Madonnina e del giro di merda di Firenze per Medjugorje".

E ancora: "Devi dire nomi e cognomi", "Mazzei è l'unico che conosco anche io". "È vero che hai fatto una cena con Romeo?", è la domanda dell'ex premier.

E i carabinieri - riporta il quotidiano - annotano: "Tiziano dice di no e che le cene se le ricorda ma i bar no". Quindi Matteo Renzi: "Non ti credo e devi immaginarti cosa può pensare il magistrato". E ancora: "Andrai a processo, ci vorranno tre anni e io lascerò le primarie", "non puoi dire bugie o non mi ricordo e devi ricordarti che non è un gioco".

M5s all'attacco, è cricca -  "Ci sono troppi aspetti opachi poi rispetto agli incontri di Tiziano Renzi con Alfredo Romeo e Carlo Russo a Roma. Si parla di bettole, ristoranti e bar: uno spaccato inquietante che fa comprendere di che pasta è fatto il Giglio magico. Lo stesso gruppo di potere che faceva pressione sul governatore della Puglia Emiliano per fissare un incontro con Carlo Russo. Questa cricca sta continuando a danneggiare le istituzioni e, soprattutto, i cittadini: da banca Etruria a Consip, passando per le macerie in cui sta abbandonando il Paese". Lo dicono i capigruppo M5s Roberto Fico e Carlo Martelli.

"Matteo Renzi e Maria Elena Boschi sono due bugiardi. Le due facce dello stesso governo bugiardo che ha mentito agli italiani per proteggere gli affari di famiglia". Lo scrive su Facebook Luigi Di Maio (M5s). "Hanno infettato le istituzioni con la menzogna. Dobbiamo fare di tutto per liberare le istituzioni dalla malattia del "renzismo". Organizziamoci e cacciamoli via", aggiunge il deputato facendo riferimento al caso Consip.

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SEZ.POLITICA Gentiloni da Pechino: «Boschi ha chiarito, non ci sono implicazioni per il Governo»

16 Maggio 2017, 10:21am

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SEZ.POLITICA Gentiloni da Pechino: «Boschi ha chiarito, non ci sono implicazioni per il Governo»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «La vicenda del sottosegretario Boschi (il caso Banca Etruria, ndr) è nota. Mi pare che lei l'abbia ampiamente chiarita. Non mi pare ci siano novità e non ci sono certamente implicazioni per il governo». Lo ha assicurato il premier Paolo Gentiloni in una conferenza stampa a Pechino.

IL MATTINO DI NAPOLI

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SEZ.POLITICA Campania, elezioni in 88 comuni presentati le liste e i candidati

15 Maggio 2017, 09:49am

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SEZ.POLITICA Campania, elezioni in 88 comuni presentati le liste e i candidati

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ottantotto comuni in Campania, settecentomila elettori e un esercito di candidati sindaco e aspiranti consiglieri comunali. Con la presentazione delle liste, parte ufficialmente la sfida elettorale. Vecchie e nuove formazioni in campo. Una novità è la presentazione di DemA, il movimento creato dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che supera i confini cittadini e si propone come forza autonoma. Ed è la prima sfida con De Luca. Riflettori puntati su Melito, con il segretario democrat Venanzio Carpentieri al bis. Torna in campo il blogger grillino Josi della Ragione a Bacoli. ra le curiosità, la discesa in campo della madre di Noemi Letizia, con il primo cittadino del pd di Portici, Vincenzo Cuomo; mentre a Ischia è sfida nel Pd. E tanto altro accade nelle altre province. Le elezioni amministrative si terranno l'11 giugno, il turno di ballottaggio il 25 giugno. 


CLICCA QUI PER CONSULTARE LO SPECIALE CON TUTTI I NOMI DEI CANDIDATI E LE LISTE IN CAMPANIA

AVELLINO
BENEVENTO
CASERTA
NAPOLI
SALERNO


DemA. Il Movimento demA, che fa capo al sindaco di Napoli Luigi de Magistris, ha depositato le liste elettorali in vista delle amministrative in programma l'11 giugno. Il Movimento è presente in 6 comuni della Campania, nei Comuni di Portici, Arzano, Torre Annunziata, Sant'Antimo, Melito e Bacoli, con oltre 200 candidati, ma anche fuori dai confini regionali. DemA infatti ha depositato liste anche per le elezioni a sindaco di Carrara dove sostiene Claudia Bienaimè e a Taranto in favore di Vincenzo Fornaro. «Abbiamo deciso - spiega il segretario DemA, Claudio de Magistris - di essere presenti a Carrara e Taranto al fianco di due persone che sono fortemente impegnate sui loro territori in difesa dell'ambiente e del lavoro, tematiche che per noi sono fondamentali». I candidati demA hanno tutti aderito al codice etico e al manifesto politico del Movimento. «Sono stati selezionati anche sotto il profilo del rigore, della trasparenza e della legalità». Inoltre, il Movimento sosterrà pur senza la presentazione di una propria lista altri candidati sindaci in diversi Comuni italiani. Tra questi, solo per citarne alcuni, Padova, Genova e Gaeta. E da lunedì entra nel vivo la campagna elettorale con i primi appuntamenti, ad Arzano e a Torre Annunziata, per la presentazione delle liste e dei candidati.

Forza Italia. «Siamo presenti in tutti i Comuni chiamati al voto, con liste di partito o civiche che si richiamano espressamente ai nostri valori. È il risultato del lavoro di radicamento sul territorio che abbiamo messo in campo e che si è tradotto in un grande interesse per la nostra proposta politica e le nostre idee. Abbiamo scelto di coniugare il programma di governo che il Presidente Berlusconi sta preparando per le prossime elezioni politiche con le esigenze delle nostre realtà locali e di rappresentarlo con tanti giovani e donne, con candidature autorevoli e, soprattutto, trasparenti. Perché la legalità si pratica coi fatti e nelle scelte concrete». Così il Coordinamento regionale campano di Forza Italia in relazione alla presentazione delle liste per le elezioni amministrative del prossimo 11 giugno.

Ischia, sfida nel Pd. È una sfida quella alla carica di sindaco del Comune di Ischia che vede contrapposti due candidati entrambi provenienti dal Pd: Vincenzo (detto Enzo) Ferrandino, attuale vice sindaco e fedelissimo del sindaco uscente Giosi Ferrandino (Pd) e Gianluca Trani, attuale presidente del consiglio comunale, referente locale del consigliere regionale Mario Casillo (Pd) ed unico referente ischitano del presidente della Giunta Regionale De Luca alle primarie del 2015. Forza Italia divisa a metà tra i due candidati, una parte già in maggioranza per effetto delle «larghe intese» volute da Giosi Ferrandino e Domenico De Siano nel 2012 e lo stesso Domenico De Siano - coordinatore di Forza Italia in Campania - candidato in supporto al candidato Gianluca Trani, alla carica di consigliere comunale con la lista «Ischia per Forza Italia» che al suo interno candida anche il consigliere comunale Maria Grazia Di Scala. Nella lista «Ischia Orizzonte Comune», a supporto di Ferrandino, spicca il nome di Antonio Piricelli, comandante dei vigili a Casavatore. Nella lista dell'Udc, a supporto di Trani, anche Orsola Migliaccio. Outsider ma fiducioso ad entrare in consiglio comunale Gennaro Savio, con la lista del Pci-Ml (partito comunista italiano marxista-leninista).

IL MATTINO.IT

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SEZ. POLITICA "Stupro più inaccettabile se compiuto da un profugo", bufera sulla Serracchiani Dure prese di posizione di Fi, M5S e Mdp

13 Maggio 2017, 08:38am

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SEZ. POLITICA "Stupro più inaccettabile se compiuto da un profugo", bufera sulla Serracchiani Dure prese di posizione di Fi, M5S e Mdp

 

 

 

 

 

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Bufera sulle parole della governatrice del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, secondo la quale  "la violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese".

Parole prununciate nei giorni scorsi dalla governatrice a proposito di un tentativo di stupro subìto da una minorenne a Trieste da parte di un cittadino iracheno richiedente asilo. "In casi come questi - argomenta Serracchiani -  riesco a capire il senso di rigetto che si può provare verso individui che commettono crimini così sordidi. Sono convinta che l'obbligo dell'accoglienza umanitaria non possa essere disgiunto da un altrettanto obbligatorio senso di giustizia, da esercitare contro chi rompe un patto di accoglienza. Per quanto mi riguarda, gesti come questo devono prevedere l'espulsione dal nostro Paese, ovviamente dopo assolta la pena. Se c'è un problema di legislazione carente in merito bisogna rimediare".

 

 

Non esistono stupri di serie a o serie b. Sono tutti ugualmente atroci. In questo caso all'atrocità si aggiunge rottura patto di accoglienza

 

Valutazioni, quelle della Serracchiani, che hanno suscitato dure prese di posizione. "Qui non si tratta, solamente, della deriva di un partito, che mi interessa meno. Ma dello scivolamento di un intero paese sul piano della civiltà, innanzitutto nell'uso delle parole. Spero che qualcuno fermi questo delirio", dice  su facebook Francesco Laforgia presidente dei deputati di Articolo 1 - Mdp a Montecitorio. Dello stesso avviso anche Maria Cecilia Guerra, capogruppo di Articolo 1 - Movimento Democratico e progressista al Senato: "Esprimo tutta la mia vicinanza e solidarietà alla ragazza che ha subito un tentativo di stupro la sera del 9 maggio a Trieste. La violenza sessuale è un atto odioso e ripugnante sempre, e il movimento delle donne ha lottato vent'anni proprio perché fosse definito un reato grave contro la persona, ottenendo una legge solo nel 1996". 

"Non esistono stupri di serie A e stupri di serie B - dice Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana-. Semmai esistono politici di serie A e politici di serie B. Evidentemente la governatrice del Friuli Venezia Giulia appartiene alla seconda categoria. A furia di inseguire la destra sul suo terreno per un pugno di voti dalle parti del Pd si distrugge via via una cultura politica che ha fatto la storia dell'Italia migliore. Amarezza e raccapriccio". 

Interviene anche Roberto Saviano: "E Matteo Salvini saluta l'ingresso di Debora Serracchiani nella Lega Nord. Spero la candidi lui, perché se la candida ancora il Pd, significa che il Pd è diventato la Lega Nord".

 

Salvini saluta l'ingresso di Serracchiani nella Lega. Spero la candidi lui: se lo fa ancora il Pd, vuol dire che il Pd è diventato la Lega.

 

Elvira Savino, deputata di Forza Italia, invita la Serracchiani a non fare la classifica degli stupri. "Spero che Serracchiani sia incappata in un errore lessicale e che ciò che ha detto non rappresenti davvero il suo pensiero. Affermare, come fa l'esponente del Pd, che uno stupro può essere più inaccettabile di un altro, significa implicitamente fare una classifica della gravità di tale crimine, a seconda delle circostanze. Secondo il ragionamento della Serracchiani ci sono stupri che hanno delle aggravanti e allora ne consegue che ci potrebbero essere anche stupri con delle attenuanti. Quante volte, infatti, abbiamo sentito dire: ''se l'è cercata, aveva la minigonna'' Ragionamenti del genere sono agghiaccianti. Serracchiani chiarisca e si scusi: non si può fare campagna elettorale sulla pelle delle donne".

Attaccano anche i Cinquestelle: - "Parole semplicemente incommentabili. Lo stupro è un atto di violenza inaudita che va condannato completamente a prescindere dalla nazionalità di chi si è macchiato di quell'atto terribile", dice il deputato M5S Alfonso Bonafede.  "La dichiarazione della Serracchiani è chiaramente fuori da ogni logica e da' il senso di un partito completamente schizofrenico che non riesce ad avere una posizione su tematiche importanti e che quindi ogni tanto prova a sparare una dichiarazione per poter ottenere magari il consenso da parte, in questo caso, dell'elettorato prevalente nella regione della Serracchiani. Sono parole prive davvero di ogni tipo di logica".

ANSA

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SEZ. POLITICA Legge elettorale, ecco la proposta Pd

12 Maggio 2017, 07:10am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Legge elettorale, ecco la proposta Pd

INSERITO DA MORENA MOTTA Un tedesco corretto, 50% proporzionale e 50% maggioritario. E' la proposta che il Pd, a quanto si apprende da fonti del Nazareno, farà per la riforma della legge elettorale in commissione.

Una decisione arrivata dopo l'incontro tra il Partito democratico e il relatore - e presidente della commissione Affari Costituzionali - Andrea Mazziotti. Dopo il vertice tra la delegazione Pd - formata dal capogruppo dem alla Camera Ettore Rosato e dal deputato Emanuele Fiano - e Mazziotti, hanno preso il via i lavori della commissione.

FONTE ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA De Bortoli accusa Boschi su Banca Etruria. Lei,è fango "Chiese a Ghizzoni acquistarla".Banca smentisce. M5S, si dimetta

10 Maggio 2017, 08:32am

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SEZ. POLITICA De Bortoli accusa Boschi su Banca Etruria. Lei,è fango "Chiese a Ghizzoni acquistarla".Banca smentisce. M5S, si dimetta

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Maria Elena Boschi finisce ancora una volta nella bufera per la vicenda di Banca Etruria, di cui il padre Pierluigi era vicepresidente. L'ex direttore del Corriere Ferruccio De Bortoli nel libro 'Poteri forti (o quasi)' denuncia che l'allora ministro delle Riforme, nel 2015, chiese all'ad di Unicredit Federico Ghizzoni "di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria". Un'accusa pesante che Boschi respinge al mittente: "Mai fatto una richiesta del genere, è un'ennesima campagna di fango" si indigna la sottosegretaria che dà mandato ai legali. Ma Beppe Grillo crede alla versione del giornalista e chiede le dimissioni della fedelissima di Renzi alzando uno scontro politico con il Pd.

 

 De Bortoli dedica un capitolo delle sue memorie giornalistiche a "Matteo Renzi, ovvero la bulimia del potere personale", ammettendo, anche per colpa sua, rapporti personali "difficili" e sostenendo che "l'attacco al 'Corriere' faceva parte di una sorta di strategia contro i cosiddetti poteri forti". Poi, a pagina 209, accusa la ministro di pressioni sui vertici di Unicredit.

"Non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all'amministratore delegato di Unicredit", scrive De Bortoli, per chiedere di valutare la possibile acquisizione della banca, dove aveva lavorato il padre, ma la richiesta non andò in porto perchè Ghizzoni, dopo valutazioni patrimoniali, decise di lasciar perdere. Ma fonti vicine alla banca chiariscono che Unicredit non ha subito pressioni politiche per l'esame di dossier bancari compreso quello di Banca Etruria. Boschi nega ogni denuncia e si rivolge agli avvocati "a tutela del suo "nome" e del suo "onore": "Ho incontrato Ghizzoni come tante altre personalità del mondo economico e del lavoro ma non ho mai avanzato una richiesta di questo genere".

Indignata e "stupita per questa ennesima campagna di fango" la ministra renziana che sfida "chiunque a dimostrare il contrario". Come prevedibile, il caso dà fuoco alle polveri dello scontro politico. Ma tra i renziani, se l'attacco politico viene messo in conto, l'accusa dell'ex direttore del Corriere fa montare i sospetti. "Ci stanno provando in tutti i modi" a far fuori Matteo Renzi, è la tesi che gira tra i fedelissimi convinti che i poteri forti vogliano evitare in ogni modo il ritorno dell'ex premier a Palazzo Chigi. L'accusa invece fa presa sui 5 stelle. Di Maio, prima, e Beppe Grillo dopo chiedono le dimissioni della sottosegretaria e il leader M5S annuncia che si valuteranno "anche possibili azioni sul fronte giudiziario". Ma Boschi, come i vertici del Pd, va all'attacco della "strumentalizzazione" dei grillini fatta solo per nascondere "le proprie difficoltà sui rifiuti a Roma o per l'audio a Palermo". E in serata il tesoriere dem Francesco Bonifazi annuncia un esposto contro Grillo. "Si occupino dei problemi della gente e non di fare gli aspiranti pm - attacca Ettore Rosato - visto che non hanno nè i criteri morali nè le capacità giuridiche".

ANSA

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SEZ. POLITICA Legge elettorale: prove di dialogo con M5s-Pd. Di Maio apre, Martina: 'Se son rose fioriranno"

9 Maggio 2017, 08:30am

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SEZ. POLITICA Legge elettorale: prove di dialogo con M5s-Pd. Di Maio apre, Martina: 'Se son rose fioriranno"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tentativo di dialogo Pd-M5s sulla legge elettorale in vista dell'arrivo in commissione Affari Costituzionali del testo base di modifica del sistema di voto che dovrebbe essere messo a punto dal relatore del provvedimento, il presidente, Andrea Mazziotti. "Nell'inerzia di tutti i partiti che hanno detto solo dei "no" - dice il capogruppo Pd Ettore Rosato - giovedì arriverà senz'altro un testo di legge elettorale. Ce ne facciamo carico insieme al relatore. Sono convinto che si potrà trovare una maggioranza con chi ci sta, con chi ha voglia di fare sul serio".

"In questo momento - ha detto Luigi Di Maio parlando a Rtl - vogliamo scrivere le regole del gioco insieme al partito di maggioranza, il PD, e lo vogliamo fare per due ragioni: c'è stato l'appello di Mattarella che chiede di fare una legge elettorale in modo che ci sia una chiarezza sul risultato dopo le prossime elezioni, e poi il Paese è in grave crisi e non possiamo permetterci nuove elezioni politiche in cui ancora una volta si partorisce un risultato incerto che porta ad eventuali inciuci ed eventuali grandi ammucchiate, per questo abbiamo fatto una proposta a Renzi e al PD". "Loro, sulla base del Legalicum - ha evidenziato - cosa propongono? Dei correttivi? Guardiamoli insieme in Commissione e poi approviamo insieme una legge elettorale condivisa, l'importante è che sia nell'ottica della costituzionalità della legge". "L'unica cosa che io non toccherei - ha poi chiarito Di Maio - è il premio alla lista, perché se cominciamo a fare il premio alla coalizione finiamo per fare come Prodi con Mastella o Berlusconi con Fini che poi si sfilano i vari partiti interni e diventa un disastro". 

"Se Di Maio e il M5S fanno sul serio - replica Matteo Richetti - e sono pronti ad assumersi fino in fondo la responsabilità di una legge elettorale condivisa, è possibile costruire in tempi rapidi un terreno di intesa. L'importante è che l'impostazione, anche per le liste, conservi un impianto maggioritario e che garantisca governabilità come chiesto da Renzi. Nessun ritorno a logiche da "proporzionale" e restituzione di un risultato chiaro rispetto alle scelte dei cittadini. Su questo siamo pronti ad un lavoro responsabile e proficuo".

"Vediamo. Ho letto del ragionamento di Luigi Di Maio sulla legge elettorale. Direi che se sono rose fioriranno. Di certo noi vogliamo difendere il più possibile un impianto maggioritario che garantisca governabilità. Se le aperture sono vere noi di certo non ci sottraiamo", dice Maurizio Martina.

"Il M5S ha avanzato la sua proposta, che è il Legalicum e, come già affermato, è disposto ad aprire ad un dialogo nel luogo deputato, la commissione Affari costituzionali. Al Pd, dunque - dice poi il Movimento cinque stelle in una nota - confermiamo la nostra totale disponibilità e a tal fine prendiamo atto dell'ultima proposta ufficiale del Pd depositata in Parlamento, in data 13 marzo 2017, a prima firma Fragomeli (IL TESTO) e sulla base di questo testo, e del Legalicum proposto dal M5S, cerchiamo di trovare una sintesi in commissione".

La proposta di cui parla il movimento cinque stelle prevede l'abbassamento al 37% della soglia per ottenere il premio di maggioranza e non più il ballottaggio ma un secondo turno al quale partecipano tutte le forze che abbiano superato il 20% al primo turno con un quorum del 50% di partecipazione.  

ANSA

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SEZ. POLITICA Primarie per legge, da un anno la discussione in Parlamento. Che fine ha fatto?

6 Maggio 2017, 07:40am

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SEZ. POLITICA Primarie per legge, da un anno la discussione in Parlamento. Che fine ha fatto?

INSERITO DA MORENA MOTTA E' da oltre un anno che in Parlamento si parla di regolamentazione per legge delle elezioni primarie. Il dibattito è collegato a quello sulla disciplina interna ai partiti e la trasparenza contenuto in una porposta di legge approvata dalla Camera l'8 giugno 2016 ma rimasta poi ferma in Senato.

Poco prima dell'appprovazione di quel testo a Montecitorio, il 31 marzo 2016, un gruppo di parlamntari del Pd presentò un testo per la regolamentazione delle primarie per gli incarichi di sindaco, governatore ma anche di leader di partito. Un'ipotesi opzionale per i partiti ma che, secondo il testo, ove non venga applicata, ha come sanzione la perdita del due per mille e degli sgravi previsti per le forze politiche.

Il TESTO, a prima firma del senatore Andrea Marcucci, è composto di 11 articoli e regolamenta, tra l'altro, il tipo di primarie che possono essere scelte dal partito: aperte, se possono votare tutti; semiaperte, se il diritto di voto è attribuito agli elettori che al momento del voto si dichiarano sostenitori di un soggetto politico e sono registrati in quanto tali in un apposito albo; chiuse, se il diritto di voto è attribuito agli iscritti al soggetto politico promotore.

Secondo il testo le elezioni primariem si svolgono in un solo giorno, anche non festivo, copreso tra il novantesimo e il sessantesimo giorno antecedente il termine previsto dalla legge per la presentazione delle candidature alle elezioni cui le primarie sono riferite. Ciascun elettore non può partecipare alle elezioni primarie di più di un soggetto politico, per la medesima carica e nella medesima tornata elettorale. Le primarie richieste da più soggetti politici per la medesima carica si svolgono nello stesso giorno.

Sul disegno di legge, depositato a Palazzo Madama un anno fa, deve ancora iniziare la discussione in commissione.

FONTE di Alessandra Chini ANSA

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