Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

sez.politica

…

SEZ. POLITICA Comunali, Renzi esulta: flop populisti, ora coalizione larga

12 Giugno 2017, 09:31am

| 

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Comunali, Renzi esulta: flop populisti, ora coalizione larga

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «I populisti alla prova di governo deludono in Italia come in Francia». Al quartier generale del Pd, dove Matteo Renzi ha seguito lo spoglio nei Comuni, è il flop «clamoroso» dei grillini ad accendere una luce sulla strada che guiderà i dem verso le elezioni politiche: la sfida nel 2018 non sarà più a due, tra Pd e M5S, ma a tre con un centrodestra che, osserva il leader dem con i suoi, «se unito è pericolo». Ed è proprio in questa chiave, anche alla luce di alcuni risultati e dando per scontato le elezioni con il Consultellum, che l'ex premier conferma lo schema di una coalizione larga che vada da Pisapia ai moderati. Il Pd non si aspettava grandi exploit alle amministrative, motivo per cui i big si sono tenuti lontani dalla campagna elettorale e Renzi non è nemmeno sceso in campo. Essere al ballottaggio a Genova, la città di Grillo, viene considerato un buon risultato così come il fatto che all'Aquila Americo Di Benedetto, pur non vincendo al primo turno, raggiunge il 45%. Ma per capire se il centrosinistra regge, spiegano al Nazareno, dipenderà se «a Taranto, Verona, Catanzaro andiamo al ballottaggio». Un'esclusione nella città dell'Ilva sarebbe un brutto colpo dopo l'impegno del governo prima di Renzi e poi di Gentiloni per la città. Ci sarà da lavorare in vista delle elezioni politiche sia per rilanciare il Pd sia per costruire un'alleanza competitiva che il segretario immagina molto aperta, da spezzoni di centristi come i ministri Costa e Galletti alla sinistra che, come Pisapia, non vede Renzi come fumo negli occhi. Perchè se è vero che «i grillini quando devono decidere o vanno al governo deludono e un anno dopo le vittorie di Torino e Roma i cittadini l'hanno capito», è l'analisi di Renzi, l'esito nelle principali città e al nord rivelano che il centrodestra unito, con Fi e Lega insieme, è tornato a percentuali alte. «Dividere Berlusconi e Salvini era stato intelligente», osserva l'ex premier che a questo punto è ancora più convinto che non ci sia più fretta per andare al voto.

IL MATTINO.IT

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Comunali: 9 milioni alle urne, tutte le sfide delle amministrative Alle urne in 1.005 comuni. Ballottaggio il 25. Seggi anche aPalermo, Genova, Catanzaro, L'Aquila

10 Giugno 2017, 10:52am

| 

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Comunali: 9 milioni alle urne, tutte le sfide delle amministrative Alle urne in 1.005 comuni. Ballottaggio il 25. Seggi anche aPalermo, Genova, Catanzaro, L'Aquila

Proposto da Barbara Pappacoda Oggi e domani sono di turno per le elezioni come forze dell'ordine,E' scattato il conto alla rovescia per la tornata elettorale per il rinnovo dei consigli comunali e l'elezione diretta dei sindaci per 1.005 municipi, appuntamento che riguarderà - tra regioni a statuto ordinario e speciale - 9 milioni 208.639 elettori (su una popolazione di 10 milioni e 616.621), che esprimeranno il proprio voto in 25 comuni capoluogo di provincia, di cui 4 capoluoghi di Regione, e 161 con più di 15mila abitanti.

VAI ALLO SPECIALE

Differenti le date per le aperture delle urne, che rimarranno aperte dalle ore 7 alle 23: nelle regioni a statuto ordinario l'11 giugno, con eventuale turno di ballottaggio il 25 giugno.

In quelle 'speciali' il giorno delle elezioni è stato stabilito dall'autorità regionale competente: in Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna la data coinciderà con quella fissata per le regioni a statuto ordinario, quindi l'11 giugno; in Valle d'Aosta (ha riguardato 3 comuni) e Trentino Alto Adige (2) si è andati al voto il 7 maggio scorso.

Il turno di ballottaggio, che si terrà la seconda domenica successiva a quella del primo turno e al quale partecipano i due candidati a sindaco più votati, riguarda i comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti, nel caso nessuno abbia raggiunto la maggioranza assoluta dei voti; oppure, ancora per i Comuni con più di 15mila abitanti, se i due candidati abbiano avuto un numero pari di voti.

Sono 21 i capoluoghi di Provincia che andranno al voto (Alessandria, Asti, Belluno, Como, Cuneo, Frosinone, Gorizia, La Spezia, Lecce, Lodi, Lucca, Monza, Oristano, Padova, Parma, Piacenza, Pistoia, Rieti, Verona, Taranto e Trapani) e 4 capoluoghi di regione (Palermo, Genova, Catanzaro e L'Aquila).

Superano i 100mila abitanti: Genova, Monza, Padova, Palermo, Parma, Piacenza, Taranto e Verona.

Le comunali di quest'anno riguarderanno soprattutto i comuni di Lombardia, Sicilia, Campania, Piemonte, Veneto, Calabria e Sardegna. In termini assoluti, tra regioni a statuto ordinario e speciale, il numero più alto di elettori (almeno a stare alla rilevazione del 31 dicembre 2016) risulta essere in Sicilia, a quota 1.545.694, distribuiti in 129 comuni; al secondo posto la Lombardia, con 1.158.821 elettori e 139 città, seguita dal Veneto (997.642 e 87), dalla Puglia (885.113, 54), Campania (810.443, 88), Liguria (655.613, 19), Piemonte (532.324, 96) e Lazio (530.260, 55).

Al momento ammontano a 132 i comuni che andranno alle urne perché commissariati.

Si voterà anche in 11 nuovi comuni nati a seguito di processi di fusione.

ANSA 

Leggi i commenti

…

SEZ.POLITICA Legge elettorale, alla Camera spuntano subito i franchi tiratori

8 Giugno 2017, 09:02am

| 

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Legge elettorale, alla Camera spuntano subito i franchi tiratori

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'aula della Camera ha bocciato un emendamento di Mdp alla legge elettorale che avrebbe introdotto il voto disgiunto e le preferenze. M5s si è astenuto, provocando polemiche da parte dei gruppi che hanno sostenuto l'emendamento. «M5s è a favore del voto disgiunto ma non di emendamenti fatti per affossare tutto», ha spiegato Toninelli, che ha osservato come l'emendamento Mdp introduceva anche altri elementi nel testo. I no sono stati 322, i sì 124 e gli astenuti 82. Regge, per ora, alla Camera l'asse a quattro, Fi-Pd-Lega-M5S, sul Germanichellum alla prima prova dell'Aula. Ma il fronte del sì, dove spiccano molte assenze, non si presenta così compatto. Tanti i franchi tiratori, forse un centinaio. Nel pomeriggio, con scrutinio segreto, le pregiudiziali di costituzionalità sul Fianum sono state respinte con 310 voti contrari e 182 contrari. E proprio sulla quota 182 si sono concentrati i riflettori, visto che non si tratta di una cifra bassa, ma dimostra quanto sia granitico il 'muro del no'.

Gli alfaniani di Alternativa popolare che hanno presentato la pregiudiziale oltre a Mdp e Ci, esultano: «L'inciucellum scricchiola». Sergio Pizzolante, membro della segretaria poolitica del partito, non ha dubbi: «L'accordo tra Renzi Grillo Berlusconi e Salvini presenta le prime crepe». Maurizio Lupi, capogruppo del partito a Montecitorio, commenta: «Quota 182 certifica la palese incostituzionalità di questa legge denunciata più volte da noi. Il nostro obiettivo è migliorare un testo che appare evidentemente anticostituzionale».

Soddisfatti anche i fittiani di Dit per bocca di Nuccio Altieri: «Il grande inciucio comincia a scricchiolare e al primo voto già perde 90 parlamentari». Enrico Zanetti, segretario nazionale di Scelta civica, è preoccupato e lascia intendete che l'accordo a 4 possa traballare sul serio: «182 è un numero un pò altino, dovrebbe far riflettere. Noi agiremo sempre a viso aperto, non faremo certo ostruzionismo alla legge elettorale».Quota 182, insomma, suona come un pericoloso campanello d'allarme per i renziani, alimentato dalle voci sempre più insistenti di possibili 'brutti scherzì dei grillini al Senato, dove i numeri restano molto più ballerini.

Qualcuno, tra i sostenitori della pregiudiziale di incostituzionalità, mette in guardia dal rischio di 'incidentè già alla Camera nelle prossime ore e invita a guardare con attenzione quanto accadrà sull'emendamento relativo alle preferenze. Conti alla mano, alla Camera, almeno sulla carta, secondo i calcoli fatti da vari parlamentari tra i capannelli del Transatlantico, il 'Sì può contare sulla carta su circa 445 voti, mentre il fronte del No potrebbe arrivare al massimo a 50 voti in più degli attuali 182.

IL MATTINO.IT

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Slitta a martedì la legge elettorale in Aula. Alfano: "Accettiamo sfida 5%, collaborazione col Pd è finita" Ieri le proteste dei 'piccoli' per il timing troppo stretto sul provvedimento

2 Giugno 2017, 09:38am

| 

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.  POLITICA Slitta a martedì la legge elettorale in Aula. Alfano: "Accettiamo sfida 5%, collaborazione col Pd è finita" Ieri le proteste dei 'piccoli' per il timing troppo stretto sul provvedimento

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Noi continueremo a sostenere il governo Gentiloni e non faremo ostruzionismo sulla legge elettorale. Accettiamo la sfida del 5% e non presenteremo emendamenti per abbassarla". Lo afferma il leader di Ap Angelino Alfano, dopo la Direzione del partito. 

"La mia collaborazione con il Pd è conclusa", aggiunge Alfano che spiega: "La soglia del 5% sarà "la scintilla per organizzare una rappresentanza di liberali e popolari che tutti i sondaggi dicono possa superare il 10%". Incarico a Maurizio Lupi a fare da ambasciatore con gli altri soggetti centristi.

"Pizzolante è una persona seria, non smentisco": afferma ancora Alfano soffermandosi sulle parole di Sergio Pizzolante che ha parlato di pressioni da parte di Renzi per far cadere il governo a febbraio. "Una certa agitazione c'e' da mesi", prosegue ribadendo una domanda "semplice" a Renzi: "vuol far cadere anche Gentiloni o no?".

Renzi, far cadere Gentiloni? Ho fatto cadere il mio - "A me spiace per il partito di Alfano se c'è il via libera alla legge elettorale i piccoli partiti non entreranno in parlamento, capisco il nervosismo. Far cadere Gentiloni? io ho fatto cadere il mio governo mi sono dimesso dopo che tutti avevamo perso il referendum ma qualche partito non conosce bene come lasciare la poltrona". Così Matteo Renzi, al Tg1, risponde all'accusa di Ap su una presunta richiesta da febbraio di far cadere il governo Gentiloni.

Di Maio, da parole alfaniani emerge scenario eversivo -  "Uno scenario eversivo e inquietante. Questo emerge dalle parole degli esponenti alfaniani quest'oggi. E' insopportabile avere il Paese sotto ricatto di Alfano e di Renzi. Il fatto che l'ex premier avrebbe chiesto al partitino di Alfano di far cadere Gentiloni per avere in cambio una legge elettorale su misura è la dimostrazione che questo personaggio non sa cosa sia la democrazia. Renzi è un personaggio pericoloso", ha detto all'ANSA Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera.

"L' accordo sulla legge elettorale non è affatto sancito. In queste ore si lavora ancora in Commissione perchè l' emendamento Fiano crea delle nuove problematiche", dice il deputato di M5S e presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai Roberto Fico, parlando con i giornalisti a Napoli. "Se i problemi saranno risolti, bene - ha aggiunto Fico - diversamente continueremo a riunire il gruppo parlamentare, che ieri ha lavorato fino a mezzanotte, per valutare il da farsi, ma non c'è niente di scontato".

Slitta a martedì 6 giugno l'approdo in Aula della legge elettorale. A comunicare l'accordo intercorso tra i gruppi - secondo quanto apprende l'Ansa - è stata la presidente della Camera Laura Boldrini al presidente della commissione Affari costituzionali Andrea Mazziotti. Ciò spiega la convocazione da parte di quest'ultimo dell'Ufficio di presidenza della Commissione per ridefinire i tempi dei lavori alla luce dello slittamento.

Ieri in commissione, dopo la presentazione del maxi-emendamento da parte del relatore del provvedimento, Emanuele Fiano, ci sono state proteste da parte dei 'piccoli' per i tempi ristretti d'esame del provvedimento.

ANSA

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Monza, l’accusa del candidato sindaco Michele Quitadamo Sotto i riflettori il programma politico. SCOPRI COSA HA DICHIARATO

30 Maggio 2017, 09:01am

| 

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MORENA MOTTA Monza, l’accusa del candidato sindaco di Sinistra Alternativa Michele Quitadamo. Sotto i riflettori ci sarebbe il programma politico.

 

IL GIORNALE DI MONZA

Leggi i commenti

…

SEZ.POLITICA Comune di Salerno, Leonardo Gallo si dimette dall’Udc

29 Maggio 2017, 09:31am

| 

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Comune di Salerno, Leonardo Gallo si dimette dall’Udc

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Comune di Salerno. Si tratta di una decisione squisitamente politica, maturata a seguito di una lunga riflessione personale, come si evidenzia dalla nota del consigliere comunale. «In questo primo anno di consiliatura Napoli – ha affermato il consigliere Gallo – ho dovuto mio malgrado registrare l’assoluta superficialità e la mancanza di attenzione verso la realtà cittadina da parte degli organi regionali e provinciali. Nonostante l’estrema disponibilità, l’impegno e le energie spese a sostegno di un partito che non ha di fatto agibilità politica in città e ribadendo il grosso rammarico personale nel constatare che la casa politica che mi aveva accolto nel 2011, oggi di fatto sia solo un ricordo ingiallito, ho rassegnato le mie dimissioni irrevocabili. Voglio anche sottolineare che il “consigliere Gallo” resta là dov’è, ossia al centro politico, riconfermando la mia lealtà al patto elettorale sottoscritto a giugno 2016 in occasione delle ultime elezioni amministrative. La mia azione come consigliere comunale prosegue dunque nel pieno rispetto di quel patto con coloro che hanno scelto di delegarmi a rappresentarli perché affianchi ed accompagni il sindaco di Salerno nel rilancio della città e delle politiche di sviluppo e di crescita, senza tuttavia perdere l’indipendenza e l’autonomia di pensiero che da sempre, posso dire senza tema di smentita, caratterizzano il mio pensiero e il mio operato politico». Leonardo Gallo e Nico Miranda confermano inoltre di aver avviato con il movimento politico “Centro Democratico” un dialogo basato su una larga condivisione programmatica e di voler pertanto intraprendere un cammino politico, per quanto nel solco sin qui già tracciato, ma finalmente arioso e di grande respiro e visione per l’intero Paese. I malumori di Gallo erano già emersi nell’ultimo vertice di maggioranza che aveva abbandonato non senza aver accusato il sindaco Napoli, creando non poche tensioni. A ruota anche la protesta di Stasi che ha annunciato di abbandonare i lavori del Consiglio comunale di lunedì in segno di protesta per la mancata risoluzione del caso politico interno ai Moderati per Salerno.

 

 

DANILO IAMMANCINO ZEROTTONOVE

Leggi i commenti

…

SEZ.POLITICA Polemiche sui voucher, Rosato: "Pronti a ritirarli". Finocchiaro: "Nessuna tensione" Venti di crisi, Mdp verso l'uscita dalla maggioranza

27 Maggio 2017, 10:56am

| 

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Polemiche sui voucher, Rosato: "Pronti a ritirarli". Finocchiaro: "Nessuna tensione" Venti di crisi, Mdp verso l'uscita dalla maggioranza

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Venti di crisi nella maggioranza sui voucher. Mdp annuncia lo strappo: 'Usciremo dalla maggioranza'. 

"Leggo ricostruzioni assurde sul PD che vuole utilizzare la questione voucher per mettere in difficoltà Gentiloni. Noi difendiamo il nostro premier e abbiamo sempre concordato la linea da seguire. Siamo pronti tuttavia a ritirarlo se questo è il volere del Governo. Non cerchiamo nessun incidente parlamentare avendo sempre parlato il linguaggio della chiarezza. Adesso aspettiamo indicazioni da Palazzo Chigi", afferma Ettore Rosato, presidente dei deputati del Pd. 

Da voucher venti di crisi, MdP verso l'uscita dalla maggioranza

Secondo la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, "non esiste nessuna tensione tra il Governo e il Partito democratico. La proposta di emendamento che sarà presentata in Commissione rispecchierà totalmente la volontà dell'esecutivo in materia di regolazione del lavoro occasionale".

ANSA

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Lunedì 5 giugno Massimo D’Alema a Vimercate per parlare d’Europa Un incontro con lo storico esponente della sinistra italiana in cui si parlerà di Europa e lavoro

25 Maggio 2017, 11:52am

| 

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MORENA MOTTA Il prossimo 5 giugno Massimo D’Alema sarà ospite nell’auditorium della biblioteca civica di Vimercate per parlare di Europa, democrazia e lavoro.

L’incontro

L’incontro pubblico, con inizio alle ore 17, è stato organizzato e promosso dall’associazione “Articolo uno, Movimento democratico e progressista”, e si svolgerà nell’auditorium di piazza Unità d’Italia 2. D’Alema, storico esponente della sinistra è anche presidente della fondazione “Italianieuropei”.

IL GIORNALE DI MONZA 

Leggi i commenti

…

SEZ.POLITICA BERLUSCONI TIENE A BATTESIMO IL MOVIMENTO ANIMALISTA: «PUÒ VALERE IL 20% ALLE ELEZIONI»

24 Maggio 2017, 08:25am

| 

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA BERLUSCONI TIENE A BATTESIMO IL MOVIMENTO ANIMALISTA: «PUÒ VALERE IL 20% ALLE ELEZIONI»

DI MICHELE PAPPACODA Silvio Berlusconi punta sugli animalisti e si fa testimonial per il lancio del nuovo movimento animalista guidato da Michela Vittoria Brambilla, storica paladina dei diritti degli animali e presidente dell'associazione per la difesa di animali e ambiente, Aidaa. «Sono davvero felice di essere qui a Milano - ha detto salendo sul palco della sala dove si è svolto l'evento organizzato dalla ex ministra - e sono onorato di essere stato chiamato qui come socio fondatore». Ricordando poi l'impegno del suo governo in favore degli animali, ha spiegato che «nel nostro programma futuro abbiamo messo un codice in difesa degli animali, che sono a tutti gli effetti esseri senzienti e che provano dolore ed emozioni». Quindi ha lanciato una sfida: «Avete la possibilità di creare in Parlamento una forza molto importante, considerando che 7 milioni e mezzo di famiglie, metà delle famiglie italiane, hanno un animale da affezione»

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Berlusconi e Renzi, l'intesa avanza con discrezione

21 Maggio 2017, 12:12pm

| 

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Berlusconi e Renzi, l'intesa avanza con discrezione

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La solidarietà di Berlusconi a Matteo Renzi e a Maria Elena Boschi vale quel che vale. Per un leader politico che non ha conosciuto un solo giorno in cui non fosse sotto attacco della magistratura, è il minimo sindacale. È la risposta che il Cavaliere dà ormai di default, ogni volta che qualcuno inserisce il file: «Magistratura e politica». 

Ciò non vuol dire che il tema non sussista, né che Berlusconi non pensi davvero che le intercettazioni pubblicate in questi giorni ledano la sfera privata, ma siamo al cane che morde l'uomo, non all'uomo che morde il cane: non è quella, insomma, la notizia. La notizia è invece che Berlusconi vuole essere della partita. E la partita più importante che si giocherà di qui alla fine della legislatura è quella che riguarda la legge elettorale. Ora che il Pd ha messo nero su bianco la sua proposta (in soldoni: metà maggioritaria, metà proporzionale), si apre la possibilità concreta di un percorso parlamentare. Per il quale però occorrono numeri che il partito democratico ha alla Camera, ma non ha al Senato (o, se li ha, sono talmente risicati che è difficile fare previsioni). Dunque bisogna inserirsi nella discussione: dare qualcosa per avere qualcosa. Così funziona. Cosa ha da perdere Forza Italia, in questo momento, e cosa può dare? Quello che ha da perdere è la possibilità di presentarsi come un'alternativa credibile alla sinistra di Renzi e ai Cinquestelle. Credibile significa: in grado di competere. Allo stato, la possibilità di competere passa per due condizioni: la presenza di una leadership riconosciuta, la capacità di aggregare lo schieramento di centro-destra. In un sistema maggioritario, si tratta di condizioni irrinunciabili. In un sistema proporzionale no. Dunque, quanto più Berlusconi sente lontane quelle condizioni, tanto più inclinerà per una soluzione di tipo proporzionale.

Questo semplice principio consente una prima lettura delle parole pronunciate ieri dal Cavaliere. Accantoniamo dunque il Berlusconi animalista che passeggia nel parco di Arcore tra simpatici animali e punta al voto dei proprietari di cani e gatti; mettiamo pure da parte le dichiarazioni sui volti nuovi, competenti e con voglia di fare necessari al partito e veniamo al sodo, badiamo a quel che c'è di nuovo. E di nuovo c'è che il leader azzurro considera possibili le elezioni in autunno, il che significa: non è sulla data delle elezioni che Forza Italia opporrà barriere insormontabili. Oppure: se troviamo un'intesa sul sistema elettorale, possiamo ragionare anche sulla data.
Poi il Cavaliere aggiunge: con Salvini non siamo poi così lontani, a parte la questione dell'euro. E qui il primo principio non basta più, ma forse ci vuole la lezione storica. Se infatti si torna con la memoria al Mattarellum la prima legge elettorale con cui Forza Italia si misurò, con successo, nel '94 si ricorderà che, a parte altre differenze, la quota proporzionale era fissata più in basso rispetto all'attuale proposta del Pd: al 25%, contro il 50% del cosiddetto «Rosatellum». E però la legge non impedì affatto alla coalizione di centrodestra di presentarsi nei collegi uninominali della quota maggioritaria con una fisionomia variabile: al Nord in alleanza con la Lega Nord, al Sud con Alleanza nazionale di Fini. La prova di governo, dopo la vittoria alle elezioni, durò solo pochi mesi, ma resta memorabile l'impresa elettorale: Berlusconi riuscì infatti a mettere insieme due forze politiche che più lontane non si sarebbero potute dire (anche su temi fondamentali come l'unità nazionale).

Fermo restando allora il principio sopra enunciato, ho l'impressione che il Cavaliere abbia certo motivi di ostilità nei confronti della proposta dei democratici, perché preferirebbe un sistema alla tedesca che conducesse diritto e filato ad una qualche grande coalizione, che cioè dopo il voto emarginasse gli opposti estremismi di destra e sinistra, ma sappia anche che con il «Rosatellum» non è impossibile stringere accordi con la Lega a livello di singoli collegi. Un sistema del genere è sicuramente preferibile a qualunque soluzione di tipo premiale, sia che il premio vada alla lista (Forza Italia ben difficilmente sarà il primo partito italiano) sia che vada alla coalizione (perché qui vale il principio: un accordo organico con la Lega per un centrodestra unito è di là da venire). Un congegno elettorale che sia maggioritario ma non troppo, e che mantenga spazio sia per accordi elettorali prima, che per accordi politici dopo, è confacente alla situazione in cui si trova attualmente Forza Italia. E lo è anche al Pd, mentre lo è molto meno ai Cinquestelle, che non hanno il personale politico sperimentato per la prova nei collegi uninominali, e non hanno neppure facilità di accordi: né nei singoli collegi, né nella prospettiva del governo.

Se poi, per essere della partita, bisogna spendere parole di solidarietà nei confronti di Renzi e Boschi parole che sono abbastanza urticanti per le vecchie e nuove file dell'antiberlusconismo, e che quindi aprono un fossato sempre più ampio fra il Pd e quello che si trova alla sua sinistra beh: che ci vuole? Con una mano Berlusconi accarezza idealmente tutti gli animali domestici degli italiani; con l'altra aizza invece il cane di Pavlov della sinistra dura e pura, la quale con un riflesso condizionato parla di intelligenza col nemico e chiama inciucio qualunque tentativo di intesa fra centrodestra e centrosinistra. Che se invece la legge elettorale la facesse il Pd da solo, certamente si ritroverebbe addosso l'accusa di essersela cucita su misura. Ma questa, delle eterne divisioni e contraddizioni della sinistra, è evidentemente un'altra storia.

MASSIMO ADINOLFI IL MATTINO

Leggi i commenti