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sez.politica

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SEZ. POLITICA "Così è un pasticcio". Sulla legittima difesa Renzi vuole già cambiare

5 Maggio 2017, 13:29pm

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA  "Così è un pasticcio". Sulla legittima difesa Renzi vuole già cambiare

INSERITO DA MORENA MOTTA La riforma della legittima difesa approvata dalla maggioranza alla Camera piace poco. Il centrodestra la trova troppo blanda, con le sue distinzioni tra le aggressioni che avvengono di giorno e quelle notturne. La sinistra, compresi gli scissionisti di Mpd, parla invece di far west. E lo stesso segretario del Pd, Matteo Renzi, la trova "un pasticcio". E impone un cambio di marcia.

"Scritta così è una norma incomprensibile"

Il retroscena pubblicato da 'La Repubblica parla di un Renzi alle prese con i messaggi sconcertati degli elettori giunti sulla sua app. Perplessità che non riguardano l'eccessiva durezza o la troppa morbidezza del provvedimento ma la sua nebulosità. "Va bene una nuova legge sulla legittima difesa, va benissimo il principio che la ispira. Però scritta così questa norma è un pasticcio. Vista da fuori è incomprensibile", ha osservato l'ex premier, che ha replicato online ai dubbi della sua base imponendo, di fatto, un cambio di marcia al suo partito. "Capisco le sue considerazioni", replica a una delle critiche raccolte dalla app - Inviterò i senatori a valutare di correggere la legge nella parte in cui risulta meno chiara e logica, visto che io per primo - leggendo il testo - ho avuto molti dubbi". In particolare a propostio del passaggio sul "giorno e la notte": legare la possibilità di reazione alla visibilità dell'aggressore, riflette Renzi, può dare luogo, appunto, a un pasticcio.

"Non possiamo lasciare la sicurezza alla destra"

Il leader del Pd non demorde nel non voler lasciare all'opposizione temi come la sicurezza e proprio per questo vuole un testo più deciso e lineare. "Non possiamo lasciare la sicurezza alla destra e poi meravigliarci se nelle periferie scelgono la Lega o Grillo - va ripetendo in privato - dobbiamo andare a prenderci quei voti". Nel partito, però, non sono tutti d'accordo, a cominciare dallo sfidante delle primarie, il guardasigilli Andrea Orlando, secondo il quale "non c'era bisogno di una nuova legge, bastava già quella in vigore". "È un segnale che va incontro ai cittadini", replica Renzi a chi lo critica da sinistra.

FONTE AGI
 

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SEZ. POLITICA Legittima difesa si amplia, oggi il voto alla Camera - DIRETTA Intesa Pd-Ap ma Forza Italia si sfila: "Testo inadeguato"

4 Maggio 2017, 10:15am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Sulla legittima difesa salta l'intesa tra Forza Italia e la maggioranza, e Silvio Berlusconi annuncia il no dei suoi deputati al testo che, giudica "non adeguato al bisogno di sicurezza degli italiani e a ciò che tutti gli italiani si attendono: una legge in grado di tutelare le persone per bene, quando sono aggredite". Il Pd reagisce accusando Forza Italia di non conoscere il ddl e di non volersi prendere responsabilità.

Il testo, che modifica il codice penale, sarà licenziato oggi a Montecitorio per passare al Senato. "Questi non sono normali, sono tutti scemi", commenta a Radio Padania il leader della Lega Nord, Matteo Salvini. "Legittima difesa di notte? - ha commentato Salvini -. Siamo alla difesa variabile in base alle fasce orarie. C'è poi il grave turbamento psichico, che è assolutamente discrezionale per il giudice". "Per fortuna esiste la Lega - ha aggiunto - li terremo chiusi tutta notte in Parlamento".

LA DIRETTA

Il testo e' arrivato in Aula dopo uno 'stop and go' di due anni, con la Lega contraria rispetto alle norme uscite dalla commissione Giustizia, considerate dal Carroccio assolutamente troppo lievi rispetto alla necessità auspicata dal partito di Salvini di assicurare in ogni caso la non punibilità per chi, rapinato in casa propria o vittima di un crimine violento, reagisce nei confronti del criminale causandone la morte. Una lunga mediazione aveva consentito di arrivare, recependo istanze di Ap e Forza Italia, ad un allargamento del concetto di legittima difesa anche alla "reazione ad un'aggressione commessa in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell'introduzione nei luoghi con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno". Un modo articolato per consentire di difendersi durante le rapine notturne, in analogia con l'ordinamento penale francese. Viene poi precisata l'esclusione della colpa di chi reagisce "in situazioni comportanti un pericolo attuale per la vita, per l'integrità fisica, per la liberta' personale o sessuale". Troppo poco, però, per la Lega, che con Forza Italia punta con un emendamento, ma senza riuscirci, all'introduzione in ogni caso della presunzione di proporzionalità tra aggressione e difesa. Un 'no', quello del Pd ad un principio "esagerato e che non esiste da nessuna parte del mondo", ha detto Sofia Amoddio, che ha fatto saltare l'accordo di massima tra Pd e Ap da una parte, Fi, Fdi e Lega dall'altra.

Oggi la legge passerà con la norma di "esenzione notturna" (peraltro votata in Aula anche da Forza Italia) bollata da Ignazio La Russa di Fdi come "fumo negli occhi". E, mentre la Lega con Nicola Molteni accusa la maggioranza di "lasciare campo libero ai delinquenti" negando per il Carroccio qualsiasi intento forcaiolo, Silvio Berlusconi annuncia il no dei forzisti al provvedimento. "Forza Italia - dice il leader di Fi - ha fatto il possibile per migliorarlo. Tuttavia il testo finale non è certo adeguato al bisogno di sicurezza degli italiani e a ciò che tutti gli italiani si attendono". Per Berlusconi, "chi è costretto ad usare un'arma per difendersi non può essere sottoposto alla lunga e umiliante trafila di un procedimento giudiziario nel quale deve giustificare le sue azioni. Non si può invertire l'onere della prova, non si può chiedere alla vittima di dimostrare di essere una vittima" Per questo, "Il testo non dà risposta al tema centrale del diritto alla difesa, lascia alla discrezionalità del giudice margini eccessivi". Ma il Pd non ci sta. "Berlusconi parla in modo molto generico. Non credo conosca il testo che stiamo discutendo, e forse neanche quello approvato nel 2006 dal suo governo", sbotta David Ermini, accusando Fi di "sottrarsi a qualsiasi responsabilità" dicendo "no ad una buona riforma".

ANSA

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SEZ. POLITICA Renzi: 'Domenica illustrerò proposte a 1000 delegati' Guerini, in arrivo i dati sulle primarie, basta polemiche

3 Maggio 2017, 09:37am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Renzi: 'Domenica illustrerò proposte a 1000 delegati' Guerini, in arrivo i dati sulle primarie, basta polemiche

INSERITO DA MARIA PAPPACODA "Domenica 7 maggio l'Assemblea Nazionale ufficialmente darà il via al mandato 2017-2021 della nuova segreteria. In quella sede illustrerò le mie proposte di lavoro ai mille delegati. Umiltà e responsabilità significa che c'è un grande lavoro da fare e con Maurizio Martina lo faremo volentieri. Lo faremo con l'impegno e la passione che ci riconoscono anche i nostri avversari. Lo faremo insieme a voi".
"Sul web - dice Renzi - sta per iniziare la nostra controffensiva. Contro le falsità di chi ha fatto credere che fosse politica far diventare virali le fake news, guadagnandoci con la pubblicità. Il progetto Bob", piattaforma di partecipazione on-line, "è pronto. Per chi intanto vuole darci una mano segnalo la App - Matteo Renzi: scaricatela, se potete".

"Grazie: avete smentito tutte le previsioni catastrofiche e avete smontato tutte le polemiche. La politica è passione, relazione umana, sangue. Non bastano gli editoriali e gli algoritmi: ci vogliono le persone, con le loro storie, con la loro forza". Lo scrive Matteo Renzi, segretario del Pd, parlando delle primarie nella sua newsletter Enews. "Il vero modo di bloccare il populismo è coinvolgere il popolo. Il bagno di partecipazione delle primarie è la vera risposta ai signori dei salotti che immaginano di poter determinare la storia tenendo a debita distanza il consenso. Noi siamo quelli che credono nella democrazia. E credono che la politica abbia bisogno di più confronto democratico. Per questo non ci stancheremo di proporre più democrazia, a cominciare dall'Europa", sottolinea.

 Intanto il vicesegretario Guerini replica alla polemiche sulle percentuali delle primarie sollevate dalla mozione Orlando, annunciando per domani i dati definitivi ma con variazioni 'di pochissimi decimali'.

ANSA

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SEZ. POLITICA Primarie Pd 2017, risultati: Renzi al 70%: 'Non è rivincita, è nuova pagina'. Quasi due milioni al voto Caos e accuse di brogli al sud. Grillo: "Democrazia non è questione di clic o file"

2 Maggio 2017, 09:48am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Primarie Pd 2017, risultati: Renzi al 70%: 'Non è rivincita, è nuova pagina'. Quasi due milioni al voto Caos e accuse di brogli al sud. Grillo: "Democrazia non è questione di clic o file"

 DI MORENA MOTTA Larga vittoria di Matteo Renzi alle primarie del Pd: secondo l'Organizzazione, i votanti sono stati 1.848.658 così suddivisi:

Orlando 357.526 (19.50%)
Emiliano 192.219 (10.49%)
Renzi 1.283.389 (70.01%)
schede bianche e nulle 15.524

Il dato è da considerarsi ufficioso perché, spiega l'Organizzazione del PD, è in corso l'acquisizione dei verbali e quindi la certificazione del voto.

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SEZ. POLITICA Pd: è scontro sulle alleanze a sinistra Restano alti i toni dopo il confronto tv

29 Aprile 2017, 10:12am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

 © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In assenza di legge elettorale, nel Pd si riapre lo scontro, sempre sotto traccia, sulle alleanze. Matteo Renzi, non escludendo uno scenario da larghe intese,"pur lavorando perchè non avvenga", chiarisce che comunque mai il Pd si alleerà con "i traditori" Pier Luigi Bersani e Massimo D'Alema mentre spera nell'intesa con Giuliano Pisapia.

"Se sarà così io chiederò un referendum del Pd per decidere se andare con Berlusconi o Pisapia", minaccia Andrea Orlando che per riunire il centrosinistra chiede il premio alla coalizione mentre l'ex premier non ha alcuna intenzione di rinunciare al premio alla lista. E' l'ex sindaco di Milano l'oggetto, o meglio il soggetto, del contendere tra i renziani e gli ex compagni di Mdp.

Pisapia per ora spinge per unire tutto il centrosinistra, da Sinistra Italiana al Pd, ma i suoi desiderata non sembrano avere grandi possibilità se domenica le primarie incoroneranno segretario Renzi. Sia dal punto di vista politico che tecnico-elettorale. "Una cosa è Pisapia, un'altra è D'Alema, lui ha rotto il Pd, ha brindato il giorno del referendum: se parli ai militanti di quelli che hanno rotto il partito non li fanno entrare nelle cucine delle feste dell'Unità", è categorico l'ex leader che invece guarda da sempre al movimento di Pisapia come occasione per allargare lo spazio a sinistra del Pd dopo la scissione.

Alla riunificazione del centrosinistra, modello nuovo Ulivo, guardano invece Andrea Orlando e Michele Emiliano. "La ricostruzione del centrosinistra non può che passare dalla sconfitta di Renzi alle primarie", è convinto il governatore pugliese che comunque assicura di restare nel Pd anche in caso di sconfitta. Il Guardasigilli, dopo il confronto tv su Sky, torna ad incalzare Renzi alludendo ad una sua preferenza per il ritorno alle larghe intese con Berlusconi. "Io penso che parlare di un eventuale accordo con la destra sia pericoloso, così M5S arriva al 51 per cento", sostiene Orlando che crede nel ritorno dell'Ulivo, sostenuto anche da Prodi e Bersani. "Non sono io che ero al governo con Berlusconi", contrattacca l'ex sindaco di Firenze che attraverso i fedelissimi liquida come "fake news" il "derby tra Berlusconi e Pisapia".

Lo scontro è destinato a rimanere teorico finchè non si capirà se la legge elettorale sarà maggioritaria, ipotesi del Pd che non trova numeri in Parlamento, o, come tutto lascia pensare, proporzionale. Renzi a quel punto non ha intenzione di cedere al premio alla coalizione che favorirebbe con certezza solo il centrodestra. E lo costringerebbe a valutare intese a sinistra. "Se c'è il proporzionale i partiti si presentano e poi fanno gli accordi in Parlamento, io volevo cambiare questo sistema ma al referendum ho perso", dice l'ex leader per addossare agli altri la tentazione delle larghe intese. Il Guardasigilli, invece, chiede il premio alla coalizione proprio in chiave di riunificazione del centrosinistra. Dopo le primarie di domenica si capirà meglio in che direzione andrà il Pd.

ANSA

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SEZ. POLITICA Renzi: "Voglio sistema maggioritario''. Orlando: ''Politica salvi Alitalia'' Emiliano:''Si trovino soldi per Alitalia come per banche"

27 Aprile 2017, 09:32am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

Migranti: Orlando e Renzi d'accordo, Italia ha fatto molto © ANSA

INSERITO DA DOTT. MICHELE PAPPACODA Ad unirli è il blu d'ordinanza dell'abito e poco altro con Matteo Renzi attento a rivendicare il lavoro del suo governo, Michele Emiliano molto critico e Andrea Orlando attento a non dimenticare il suo ruolo nel governo ma più spostato a sinistra. Nei 60 minuti di confronto tv, i tre candidati alla leadership del Pd sono apparsi lontani e, pur con fair play, hanno marcato le differenze su temi come la patrimoniale, Alitalia, gli 80 euro ma anche sui diritti, come quello all'aborto. Dopo una presentazione in stile X Factor, negli stessi studi di Milano della tv di Murdoch, il dibattito è stato serrato e con pochi sorrisi tra gli sfidanti.

Seguendo lo stesso format utilizzato nelle precedenti sfide tv - risposte scandite da un countdown da 1 minuto e 30 secondi al massimo, con tre possibilità di replica da 30 secondi ciascuna, domande incrociate tra i candidati e dai supporter degli avversari e appello finale - il giornalista Fabio Vitale ha spaziato tra domande di politica nazionale fino ai tempi di attesa per una radiografia. Ma fin dall'inizio si è capito che i tre aspiranti leader sono lontani: sull'affluenza ai gazebo di domenica per Renzi "tutto ciò che è davanti 1 milione va bene", per il Guardasigilli "servono 2 milioni di votanti per un partito forte".

Emiliano gioca subito a smarcarsi: "Abbiamo fatto un congresso con rito abbreviato, per me, che mi sono candidato per salvare il Pd ed evitare che ci fosse un confronto tra loro due, va bene qualunque cosa". L'urgenza Alitalia interroga i tre candidati. Renzi, candidato favorito dai sondaggi, parla di "saga degli errori", esclude soldi pubblici e annuncia una proposta del Pd entro il 15 maggio. Orlando non vuole la liquidazione e Emiliano, polemizzando con il governo Renzi, attacca: "Si sono trovati i soldi per non far fallire le banche, si troverà anche il modo di salvare Alitalia".

L'economia divide profondamente i tre candidati: Renzi e Orlando difendono gli 80 euro, Emiliano è critico e vede negli introiti di una web tax la possibilità di sgravi fiscali. E il governatore, con Orlando, si dice favorevole anche ad una patrimoniale. "In questo momento non è una soluzione", taglia corto l'ex premier convinto che solo "con un accordo diverso in Ue" si possa fare di più negli sgravi fiscali.

Biotestamento, no tasse alla Chiesa quando si adopera per il bene della Comunità e no all'uscita dall'euro vede d'accordo i 3 sfidanti in un confronto nel quale si ha talvolta l'impressione che Renzi, primo tra gli iscritti, e Orlando, arrivato secondo, si punzecchino tra loro mentre Emiliano più volte mette all'indice gli "errori" dell'ex premier e ex segretario Pd. E sembra minaccioso sulla richiesta di lealtà dopo le primarie, avanzata da Renzi: "No, se perdo farò opposizione costruttiva". Il ruolo di Orlando, ministro del governo e ora sfidante, viene più volte alluso da Renzi. "A volte ho la sensazione che tu sia stato su Marte in questi anni, sei in Parlamento dal 2006 e hai votato il fiscal compact votando il pareggio di bilancio in Costituzione", si scalda l'ex sindaco di Firenze quando l'ex diessino rivendica il suo europeismo e chiede, rivolto all'ex presidente del consiglio, di non dare "la colpa alla tecnocrazia perché scende in campo quando la politica fallisce". Resta "Vorrei ma non posto" di Fedez e Jay Ax a far trovare d'accordo l'ex leader ed il governatore, più preparati del Guardasigilli che a 15 anni aveva nei muri della cameretta il poster di Enrico Berlinguer.

ANSA

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SEZ. POLITICA Speciale elezioni amministrative: pronte le “liste del sindaco”

26 Aprile 2017, 09:16am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MORENA MOTTA Speciale elezioni amministrative: pronte le “liste del sindaco” con volti vecchi e nuovi.

Fra tante riconferme una new entry

Tutto è pronto in previsione delle prossime elezioni amministrative dell’11 giugno, con protagonisti vecchi e nuovi della politica a formare le “liste del sindaco”.

Fra le new entry l’ultracattolica Manuela Ponti, candidata per il “Popolo della famiglia” e unico aspirante primo cittadino donna, che ha deciso di correre appoggiata da “Forza Nuova” e “Fiamma Tricolore”.

Il sindaco uscente Roberto Scangatti, intanto, ha illustrato la sua pattuglia con tanto di riconferme fra assessori e consiglieri, spalleggiato dall’assessore Carlo Abbà che nel frattempo ha messo insieme la lista “Monza x Scanagatti sindaco”. Fra le priorità di Scanagatti ora c’è la cultura. A destra Dario Allevi ha invece presentato i suoi sostenitori, tre partiti e due liste.

Vip e volti noti della politica locale

All’Urban Center” c’è stato un grande galà per “Io Cambio” e “Monza con Maffè”, dove l’ex assessore Pierfranco Maffè ha festeggiato con tanti protagonisti della politica locale e  i delusi del “Pdl”. Stessa location anche per il “Movimento Cinque Stelle”, che ha deciso di presentare ufficialmente il suo programma.

Il giovane Paolo Piffer può invece contare sul sostegno del noto radicale Marco Cappato.

IL GIORNALE DI MONZA

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SEZ. POLITICA Elezioni Francia, al ballottaggio Macron e Le Pen. Risultati definitivi: Macron 23,75%, Le Pen 21,53% Fillon: E' la mia sconfitta, ma la verità verrà fuori. Ora fermare il Front National'

24 Aprile 2017, 10:14am

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SEZ. POLITICA Elezioni Francia, al ballottaggio Macron e Le Pen. Risultati definitivi: Macron 23,75%, Le Pen 21,53% Fillon: E' la mia sconfitta, ma la verità verrà fuori. Ora fermare il Front National'

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sarà, tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen il ballottaggio, tra due settimane, per la scelta del nuovo presidente francese. Le previsioni della vigilia, dunque, sono state rispettate: Emmanuel Macron scavalca Marine Le Pen nei voti reali.

Il ministero dell'Interno francese comunica che il candidato indipendente è al 23,75%, la leader del Front National al 21,53%. A seguire il candidato del centrodestra Francois Fillon al 19,9%, poi quello di sinistra Jean-Luc Melenchon al 19,6%, il socialista Hamon al 6,3% e Dupont-Aignant al 6,3%. 

Secondo un sondaggio Ipsos/sopra Steria realizzato per France Info, al ballottaggio Emmanuel Macron otterrebbe il 62% delle preferenze contro il 38% di Marine Le Pen.

Record assoluto di voti per il Front National, che sfonda la soglia dei 7 milioni di voti. 

Per la prima volta nella storia della Quinta Repubblica in Francia, nessuno dei due candidati dei grandi partiti di centrosinistra - i socialisti - e di centrodestra - i Républicains - va al ballottaggio per l'Eliseo. 

 "Si volta oggi chiaramente pagina nella vita politica francese": è la prima dichiarazione di Emmanuel Macron. "Il Paese - dice il leader di En Marche nel suo primo discorso  - sta attraverso un periodo inedito nella sua storia, con la crisi, il terrorismo e ha risposto nel modo migliore. Io - assicura Macron - voglio andare oltre i risultati di stasera e unire tutti i francesi. Porterò avanti l'esigenza di ottimismo e la speranza che noi vogliamo per il nostro Paese e per l'Europa. Spero tra 15 giorni di diventare presidente del popolo francese, dei patrioti, per farla finita con tutti i nazionalismi". 


"Oggi il popolo francese si è espresso. Nel momento in cui il nostro paese attraversa un periodo inedito della nostra storia, colpita dal terrorismo e dalle sofferenze economiche ha risposto nel più bello dei modi, andando a votare massicciamente e ha deciso di mettermi in testa al primo turno". Emmanuel Macron ha ringraziato Francois Fillon e Benoit Hamon per aver dato ai loro sostenitori l'indicazione di votare per lui al ballottaggio del 7 maggio. 

Marine Le Pen, nel suo primo intervento dopo i risultati, ha così ringraziato
: "Mi avete portato al secondo turno delle presidenziali. Ne sono onorata con umiltà e riconoscenza. Vorrei esprimere a voi elettori patrioti la mia più profonda gratitudine. E' un risultato storico, un atto di fierezza di un popolo che solleva la testa, che confida nel futuro ".


"Io - ha proseguito - vi propongo l'alternanza fondamentale che fondi un'altra politica. Questo non accadrà con Macron, erede di Hollande e del suo quinquennato catastrofico. Il sistema - ha aggiunto - ha cercato in tutti i modi, anche i più contestabili, di soffocare questo grande dibattito politico. Adesso questo dibattito finalmente si farà. Sì, sono io la candidata del popolo", ha quindi aggiunto scatenando gli applausi dei suoi militanti.

En avant vers la victoire ! #AssisesMLPpic.twitter.com/4SYKqNoI01

 

Francois Fillon riconosce la sconfitta e invita gli elettori a votare per Emmanuel Macron contro Marine Le Pen.  "Questa sconfitta è la mia sconfitta", ma prima o poi "la verità emergerà" ha detto il candidato dei Républicains alludendo al cosiddetto 'Penelopegate', lo scandalo della moglie pagata per fare la sua assistente con denaro pubblico, ma poco o mai vista in Parlamento. "L'estremismo porta solo disgrazie e divisioni", ha detto. 

 
"Non sono riuscito a convincervi - ha detto Fillon davanti ai suoi - al momento giusto la verità su queste elezioni sarà scritta. E' una mia sconfitta, io solo ne debbo portare il peso. Alle legislative potranno far sentire la voce del centro e della destra, per questo vi chiedo di restare uniti e determinati". "In attesa - ha continuato - dobbiamo scegliere chi è preferibile, l'astensione non fa parte dei miei geni, soprattutto quando c'è un partito estremista, conosciuto per la sua violenza e l'intolleranza. Il suo programma porterebbe il paese al fallimento, aggiungerebbe caos europeo. Non c'è altra scelta che votare per Emmanuel Macron".

Relegato a un misero 6,5% dalle prime proiezioni, il vincitore delle primarie socialiste, Benoit Hamon, ha riconosciuto la sconfitta, invitando subito a "votare per Emmanuel Macron, anche se non è di sinistra, per battere Marine Le Pen. La sinistra non è morta", ha detto. "Ho fallito nell'evitare il disastro che si annunciava da anni, me ne assumo la responsabilità senza nascondermi", ha aggiunto Hamon dal suo quartier generale a Parigi. "L'eliminazione della gauche a vantaggio dell'estrema destra è una pesante sconfitta elettorale, ma anche una sconfitta morale" ha continuato Macron. "La gauche deve ascoltare vostro messaggio, basta con questa follia autodistruttiva, sono fiero della campagna che ho condotto. La sinistra non è morta". Anche il primo ministro socialista, Bernard Cazeneuve, ha invitato questa sera a votare al ballottaggio per Emmanuel Macron.

Nessuna indicazione di voto per il secondo turno del 7 maggio da parte del candidato della sinistra alternativa, Jean-Luc Mélenchon (La France Insoumise). "Ognuno di noi sa, secondo coscienza, qual è il suo dovere". Mélenchon è tornato a dire che non intende riconoscere i primi dati basati sulle proiezioni, "ma quando avremo i risultati - ha garantito - li rispetteremo".

ANSA

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SEZ.POLITICA Manovra: da Airbnb alle multe ai "portoghesi", ecco la bozza

22 Aprile 2017, 09:03am

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SEZ.POLITICA Manovra: da Airbnb alle multe ai "portoghesi", ecco la bozza

INSERITO DA MARIA PAPPACODA Dalla lotta all'evasione alla Ryder Cup, dal trasporto pubblico locale all'operazione Anas-Fs, dalla ricostruzione post-sisma fino alla costruzione di nuovi stadi. La manovrina in arrivo probabilmente domani in Gazzetta Ufficiale si annuncia come un decreto omnibus, che, in base all'ultima bozza consta di 68 articoli sulle materie più varie. Confermata la correzione dei conti pubblici per 3,4 miliardi a cui si sommano interventi pro-imprese e misure per gli enti locali.

RADDOPPIA LA TASSA SULLA FORTUNA
Raddoppia al 12% la «tassa sulla fortuna», mentre sale dal 6% all'8% il prelievo sulle vincite al Lotto. La tassa al 12% riguarda le vincite sopra i 500 euro e scatterà a partire dal primo ottobre 2017. Il Preu (prelievo erariale unico sulle slot) passa al 19%, mentre quello sulle videolotteries è fissato al 6%. Non compare invece l'anticipazione delle gare per la concessione del Lotto e dei Gratta e Vinci.

MAXI-MULTE PER I "PORTOGHESI"
Rimane nell'ultima bozza della manovra la norma che prevede maximulte fino a 200 euro per chi prende l'autobus senza biglietto. Secondo il testo ancora non definitivo i gestori dei servizi di trasporto pubblico possono inoltre «affidare prevenzione, accertamento e contestazione delle violazioni alle norme di viaggio anche a soggetti non appartenenti agli organici, qualificabili come agenti accertatori». Le rilevazioni dei sistemi di video sorveglianza presenti a bordo e alle fermata possono essere utilizzati come mezzo di prova
».

CASE VACANZA E AIRBNB
Scatteranno dal primo giugno le nuove regole sulla cedolare sugli 'affitti brevi' che riguarderà sia le case vacanze, sia gli immobili affittati tramite portali come Booking e AirBnb. La norma conferma l'aliquota al 21% (opzionale) ma stabilisce che i soggetti che esercitano l'attività di intermediazione, agenzie immobiliari o portali online, agiscano da sostituti d'imposta trattenendo le tasse da pagare. In caso di irregolarità nella comunicazione dei contratti è prevista una multa fino a 2.000 euro.

COMUNI, ARRIVANO ASSUNZIONI CON LO SPONSOR
Arriva per i Comuni la possibilità di fare assunzioni, a tempo determinato di tipo stagionale, se a pagare il costo sarà «interamente» uno sponsor o un accordo di collaborazione con un soggetto privato. La norma, in deroga al blocco delle assunzioni, prevede che le assunzioni siano finalizzate solo a servizi aggiuntivi rispetto a quelli ordinari. Le procedure per assumere dovranno essere «di natura concorsuale ad evidenza pubblica».

ANAS CON FS,+20% INVESTIMENTI IN 2 ANNI
Nozze in vista per Anas e Fs, con l'impegno ad aumentare gli investimenti del 10% nel 2017 e di altrettanto nel 2018. È quanto prevede un articolo della bozza che autorizza il ministero dell'Economia, nel rispetto delle normative europee, a trasferire le azioni di Anas alle Ferrovie dello Stato, attraverso un aumento di capitale. L'obiettivo è il rilancio degli investimenti del settore attraverso una gestione integrata delle reti ferroviarie e stradali di interessa nazionale.

NORMA PRO-ALITALIA
«Al fine di favorire le attività di investimento nel settore dei trasporti, funzionali al consolidamento e sviluppo dei relativi servizi, anche tramite la attrazione di investimenti esteri, il Ministero dell'Economia e delle Finanze è autorizzato a deliberare e sottoscrivere, anche in più soluzioni, un aumento del capitale sociale di Invitalia, nella misura massima di 300 milioni di euro nell'anno 2017». Si legge nell'ultima bozza della manovrina. L'aumento dovrebbe consentire alla controllata del Tesoro di fornire garanzia pubblica ad Alitalia.

STOP IMU-TASI SU PIATTAFORME OFF SHORE
Niente Imu-Tasi e nemmeno Ici sulle piattaforme off shore, le cosiddette trivelle, che ricadono nel cosiddetto «mare territoriale». La norma, di fatto interpretiva, prevede che «non rientrano nel presupposto impositivo dell'imposta comunale sugli immobili (Ici, dell'imposta municipale propria (Imu) e del tributo per i servizi indivisibili (Tasi), le costruzioni ubicate nel mare territoriale, in quanto non costituiscono fabbricati iscritti o iscrivibili nel catasto fabbricati».

LE ACCISE SUI TABACCHI
Il riordino delle accise sui tabacchi farà incassare allo Stato 83 milioni nel 2017 e 125 milioni a regime dal 2018. È il contributo del settore alla correzione dei conti della manovrina di aprile. I tempi del riordino sono fissati in 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto.

IL MESSAGGERO

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SEZ. POLITICA Il dl migranti è legge: ecco cosa prevede

12 Aprile 2017, 13:21pm

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SEZ. POLITICA Il dl migranti è legge: ecco cosa prevede

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una soluzione strutturale di lungo periodo secondo la maggioranza, un provvedimento autoritario che lede le garanzie giuridiche per l'opposizione. Il decreto Minniti-Orlando sul contrasto all'immigrazione irregolare, supera con 240 voti a favore, 176 voti contrari e 12 astenuti il passaggio alla Camera e viene definitivamente approvato, dopo il sì dato dal Senato lo scorso 29 marzo.

E a Montecitorio, come era avvenuto due settimane fa a palazzo Madama, il governo ha blindato il decreto ponendo la fiducia, per scongiurare incidenti di percorso, visto che l'effetto del provvedimento, emanato dal Cdm il 17 febbraio, sarebbe scaduto la prossima settimana. Mai in questa legislatura una votazione sulla fiducia alla Camera aveva ottenuto un numero di consensi così ridotto.

Composto da 23 articoli, la cui finalità principale, come hanno precisato il ministro dell'Interno e della Giustizia, è rendere più rapido l'esame delle domande di asilo, istituendo delle sezioni di tribunale specializzate in materia di immigrazione e asilo. Molto discussa e contestata dall'opposizione è stata un'altra norma-cardine del decreto: l'abolizione del secondo grado di giudizio nel caso la richiesta di protezione internazionale sia stata respinta dal tribunale competente.

Contro i paragrafi F e G dell'articolo 6, si sono schierati infatti diversi giuristi (oltre che le associazioni di volontariato che assistono i migranti) dichiarando che la norma collide sia con gli articoli 24 e 111 della Costituzione (Giusto processo con i tre gradi di giudizio e diritto alla difesa), sia con l'articolo 6 della Convenzione europea sui diritti umani (diritto al contraddittorio).

Per la determinazione dell'accoglimento della domanda di asilo, le nuove disposizioni prevedono inoltre un rito camerale senza udienza, nel corso della quale il giudice si limiterà a prendere visione della videoregistrazione del colloquio del richiedente asilo davanti alla commissione territoriale.

La legge attribuisce al Csm il compito di predisporre un piano straordinario di applicazioni di magistrati per coprire le esigenze delle nuove sezioni specializzate. In ciascun tribunale distrettuale potranno essere applicati al massimo 20 magistrati per 18 mesi, rinnovabili di ulteriori 6 mesi.

Inoltre il ministero dell'Interno sarà autorizzato a assumere fino a 250 impiegati a tempo indeterminato per il biennio 2017-2018, da destinare agli uffici delle Commissioni territoriali o nazionale. Il ministero della Giustizia potrà a bandire concorsi per l'assunzione di 60 funzionari da assegnare al Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità.

Sarà incrementato di 20 unità il personale per l'Africa delle sedi diplomatiche e consolari, per le accresciute esigenze connesse al potenziamento della rete nel continente africano, derivanti anche dall'emergenza migratoria. E' previsto inoltre un aumento di spesa per l'invio in Africa di personale dei Carabinieri per la sicurezza delle ambasciate.

FONTE ADNKRONOS

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