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SEZ. POLITICA Pd: è scontro sulle alleanze a sinistra Restano alti i toni dopo il confronto tv

29 Aprile 2017, 10:12am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

 © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In assenza di legge elettorale, nel Pd si riapre lo scontro, sempre sotto traccia, sulle alleanze. Matteo Renzi, non escludendo uno scenario da larghe intese,"pur lavorando perchè non avvenga", chiarisce che comunque mai il Pd si alleerà con "i traditori" Pier Luigi Bersani e Massimo D'Alema mentre spera nell'intesa con Giuliano Pisapia.

"Se sarà così io chiederò un referendum del Pd per decidere se andare con Berlusconi o Pisapia", minaccia Andrea Orlando che per riunire il centrosinistra chiede il premio alla coalizione mentre l'ex premier non ha alcuna intenzione di rinunciare al premio alla lista. E' l'ex sindaco di Milano l'oggetto, o meglio il soggetto, del contendere tra i renziani e gli ex compagni di Mdp.

Pisapia per ora spinge per unire tutto il centrosinistra, da Sinistra Italiana al Pd, ma i suoi desiderata non sembrano avere grandi possibilità se domenica le primarie incoroneranno segretario Renzi. Sia dal punto di vista politico che tecnico-elettorale. "Una cosa è Pisapia, un'altra è D'Alema, lui ha rotto il Pd, ha brindato il giorno del referendum: se parli ai militanti di quelli che hanno rotto il partito non li fanno entrare nelle cucine delle feste dell'Unità", è categorico l'ex leader che invece guarda da sempre al movimento di Pisapia come occasione per allargare lo spazio a sinistra del Pd dopo la scissione.

Alla riunificazione del centrosinistra, modello nuovo Ulivo, guardano invece Andrea Orlando e Michele Emiliano. "La ricostruzione del centrosinistra non può che passare dalla sconfitta di Renzi alle primarie", è convinto il governatore pugliese che comunque assicura di restare nel Pd anche in caso di sconfitta. Il Guardasigilli, dopo il confronto tv su Sky, torna ad incalzare Renzi alludendo ad una sua preferenza per il ritorno alle larghe intese con Berlusconi. "Io penso che parlare di un eventuale accordo con la destra sia pericoloso, così M5S arriva al 51 per cento", sostiene Orlando che crede nel ritorno dell'Ulivo, sostenuto anche da Prodi e Bersani. "Non sono io che ero al governo con Berlusconi", contrattacca l'ex sindaco di Firenze che attraverso i fedelissimi liquida come "fake news" il "derby tra Berlusconi e Pisapia".

Lo scontro è destinato a rimanere teorico finchè non si capirà se la legge elettorale sarà maggioritaria, ipotesi del Pd che non trova numeri in Parlamento, o, come tutto lascia pensare, proporzionale. Renzi a quel punto non ha intenzione di cedere al premio alla coalizione che favorirebbe con certezza solo il centrodestra. E lo costringerebbe a valutare intese a sinistra. "Se c'è il proporzionale i partiti si presentano e poi fanno gli accordi in Parlamento, io volevo cambiare questo sistema ma al referendum ho perso", dice l'ex leader per addossare agli altri la tentazione delle larghe intese. Il Guardasigilli, invece, chiede il premio alla coalizione proprio in chiave di riunificazione del centrosinistra. Dopo le primarie di domenica si capirà meglio in che direzione andrà il Pd.

ANSA

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SEZ. POLITICA Renzi: "Voglio sistema maggioritario''. Orlando: ''Politica salvi Alitalia'' Emiliano:''Si trovino soldi per Alitalia come per banche"

27 Aprile 2017, 09:32am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

Migranti: Orlando e Renzi d'accordo, Italia ha fatto molto © ANSA

INSERITO DA DOTT. MICHELE PAPPACODA Ad unirli è il blu d'ordinanza dell'abito e poco altro con Matteo Renzi attento a rivendicare il lavoro del suo governo, Michele Emiliano molto critico e Andrea Orlando attento a non dimenticare il suo ruolo nel governo ma più spostato a sinistra. Nei 60 minuti di confronto tv, i tre candidati alla leadership del Pd sono apparsi lontani e, pur con fair play, hanno marcato le differenze su temi come la patrimoniale, Alitalia, gli 80 euro ma anche sui diritti, come quello all'aborto. Dopo una presentazione in stile X Factor, negli stessi studi di Milano della tv di Murdoch, il dibattito è stato serrato e con pochi sorrisi tra gli sfidanti.

Seguendo lo stesso format utilizzato nelle precedenti sfide tv - risposte scandite da un countdown da 1 minuto e 30 secondi al massimo, con tre possibilità di replica da 30 secondi ciascuna, domande incrociate tra i candidati e dai supporter degli avversari e appello finale - il giornalista Fabio Vitale ha spaziato tra domande di politica nazionale fino ai tempi di attesa per una radiografia. Ma fin dall'inizio si è capito che i tre aspiranti leader sono lontani: sull'affluenza ai gazebo di domenica per Renzi "tutto ciò che è davanti 1 milione va bene", per il Guardasigilli "servono 2 milioni di votanti per un partito forte".

Emiliano gioca subito a smarcarsi: "Abbiamo fatto un congresso con rito abbreviato, per me, che mi sono candidato per salvare il Pd ed evitare che ci fosse un confronto tra loro due, va bene qualunque cosa". L'urgenza Alitalia interroga i tre candidati. Renzi, candidato favorito dai sondaggi, parla di "saga degli errori", esclude soldi pubblici e annuncia una proposta del Pd entro il 15 maggio. Orlando non vuole la liquidazione e Emiliano, polemizzando con il governo Renzi, attacca: "Si sono trovati i soldi per non far fallire le banche, si troverà anche il modo di salvare Alitalia".

L'economia divide profondamente i tre candidati: Renzi e Orlando difendono gli 80 euro, Emiliano è critico e vede negli introiti di una web tax la possibilità di sgravi fiscali. E il governatore, con Orlando, si dice favorevole anche ad una patrimoniale. "In questo momento non è una soluzione", taglia corto l'ex premier convinto che solo "con un accordo diverso in Ue" si possa fare di più negli sgravi fiscali.

Biotestamento, no tasse alla Chiesa quando si adopera per il bene della Comunità e no all'uscita dall'euro vede d'accordo i 3 sfidanti in un confronto nel quale si ha talvolta l'impressione che Renzi, primo tra gli iscritti, e Orlando, arrivato secondo, si punzecchino tra loro mentre Emiliano più volte mette all'indice gli "errori" dell'ex premier e ex segretario Pd. E sembra minaccioso sulla richiesta di lealtà dopo le primarie, avanzata da Renzi: "No, se perdo farò opposizione costruttiva". Il ruolo di Orlando, ministro del governo e ora sfidante, viene più volte alluso da Renzi. "A volte ho la sensazione che tu sia stato su Marte in questi anni, sei in Parlamento dal 2006 e hai votato il fiscal compact votando il pareggio di bilancio in Costituzione", si scalda l'ex sindaco di Firenze quando l'ex diessino rivendica il suo europeismo e chiede, rivolto all'ex presidente del consiglio, di non dare "la colpa alla tecnocrazia perché scende in campo quando la politica fallisce". Resta "Vorrei ma non posto" di Fedez e Jay Ax a far trovare d'accordo l'ex leader ed il governatore, più preparati del Guardasigilli che a 15 anni aveva nei muri della cameretta il poster di Enrico Berlinguer.

ANSA

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SEZ. POLITICA Speciale elezioni amministrative: pronte le “liste del sindaco”

26 Aprile 2017, 09:16am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MORENA MOTTA Speciale elezioni amministrative: pronte le “liste del sindaco” con volti vecchi e nuovi.

Fra tante riconferme una new entry

Tutto è pronto in previsione delle prossime elezioni amministrative dell’11 giugno, con protagonisti vecchi e nuovi della politica a formare le “liste del sindaco”.

Fra le new entry l’ultracattolica Manuela Ponti, candidata per il “Popolo della famiglia” e unico aspirante primo cittadino donna, che ha deciso di correre appoggiata da “Forza Nuova” e “Fiamma Tricolore”.

Il sindaco uscente Roberto Scangatti, intanto, ha illustrato la sua pattuglia con tanto di riconferme fra assessori e consiglieri, spalleggiato dall’assessore Carlo Abbà che nel frattempo ha messo insieme la lista “Monza x Scanagatti sindaco”. Fra le priorità di Scanagatti ora c’è la cultura. A destra Dario Allevi ha invece presentato i suoi sostenitori, tre partiti e due liste.

Vip e volti noti della politica locale

All’Urban Center” c’è stato un grande galà per “Io Cambio” e “Monza con Maffè”, dove l’ex assessore Pierfranco Maffè ha festeggiato con tanti protagonisti della politica locale e  i delusi del “Pdl”. Stessa location anche per il “Movimento Cinque Stelle”, che ha deciso di presentare ufficialmente il suo programma.

Il giovane Paolo Piffer può invece contare sul sostegno del noto radicale Marco Cappato.

IL GIORNALE DI MONZA

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SEZ. POLITICA Elezioni Francia, al ballottaggio Macron e Le Pen. Risultati definitivi: Macron 23,75%, Le Pen 21,53% Fillon: E' la mia sconfitta, ma la verità verrà fuori. Ora fermare il Front National'

24 Aprile 2017, 10:14am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Elezioni Francia, al ballottaggio Macron e Le Pen. Risultati definitivi: Macron 23,75%, Le Pen 21,53% Fillon: E' la mia sconfitta, ma la verità verrà fuori. Ora fermare il Front National'

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sarà, tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen il ballottaggio, tra due settimane, per la scelta del nuovo presidente francese. Le previsioni della vigilia, dunque, sono state rispettate: Emmanuel Macron scavalca Marine Le Pen nei voti reali.

Il ministero dell'Interno francese comunica che il candidato indipendente è al 23,75%, la leader del Front National al 21,53%. A seguire il candidato del centrodestra Francois Fillon al 19,9%, poi quello di sinistra Jean-Luc Melenchon al 19,6%, il socialista Hamon al 6,3% e Dupont-Aignant al 6,3%

Secondo un sondaggio Ipsos/sopra Steria realizzato per France Info, al ballottaggio Emmanuel Macron otterrebbe il 62% delle preferenze contro il 38% di Marine Le Pen.

Record assoluto di voti per il Front National, che sfonda la soglia dei 7 milioni di voti. 

Per la prima volta nella storia della Quinta Repubblica in Francia, nessuno dei due candidati dei grandi partiti di centrosinistra - i socialisti - e di centrodestra - i Républicains - va al ballottaggio per l'Eliseo

 "Si volta oggi chiaramente pagina nella vita politica francese": è la prima dichiarazione di Emmanuel Macron. "Il Paese - dice il leader di En Marche nel suo primo discorso  - sta attraverso un periodo inedito nella sua storia, con la crisi, il terrorismo e ha risposto nel modo migliore. Io - assicura Macron - voglio andare oltre i risultati di stasera e unire tutti i francesi. Porterò avanti l'esigenza di ottimismo e la speranza che noi vogliamo per il nostro Paese e per l'Europa. Spero tra 15 giorni di diventare presidente del popolo francese, dei patrioti, per farla finita con tutti i nazionalismi". 


"Oggi il popolo francese si è espresso. Nel momento in cui il nostro paese attraversa un periodo inedito della nostra storia, colpita dal terrorismo e dalle sofferenze economiche ha risposto nel più bello dei modi, andando a votare massicciamente e ha deciso di mettermi in testa al primo turno". Emmanuel Macron ha ringraziato Francois Fillon e Benoit Hamon per aver dato ai loro sostenitori l'indicazione di votare per lui al ballottaggio del 7 maggio. 

Marine Le Pen, nel suo primo intervento dopo i risultati, ha così ringraziato
: "Mi avete portato al secondo turno delle presidenziali. Ne sono onorata con umiltà e riconoscenza. Vorrei esprimere a voi elettori patrioti la mia più profonda gratitudine. E' un risultato storico, un atto di fierezza di un popolo che solleva la testa, che confida nel futuro ".


"Io - ha proseguito - vi propongo l'alternanza fondamentale che fondi un'altra politica. Questo non accadrà con Macron, erede di Hollande e del suo quinquennato catastrofico. Il sistema - ha aggiunto - ha cercato in tutti i modi, anche i più contestabili, di soffocare questo grande dibattito politico. Adesso questo dibattito finalmente si farà. Sì, sono io la candidata del popolo", ha quindi aggiunto scatenando gli applausi dei suoi militanti.

En avant vers la victoire ! #AssisesMLPpic.twitter.com/4SYKqNoI01

 

Francois Fillon riconosce la sconfitta e invita gli elettori a votare per Emmanuel Macron contro Marine Le Pen.  "Questa sconfitta è la mia sconfitta", ma prima o poi "la verità emergerà" ha detto il candidato dei Républicains alludendo al cosiddetto 'Penelopegate', lo scandalo della moglie pagata per fare la sua assistente con denaro pubblico, ma poco o mai vista in Parlamento. "L'estremismo porta solo disgrazie e divisioni", ha detto. 

 
"Non sono riuscito a convincervi - ha detto Fillon davanti ai suoi - al momento giusto la verità su queste elezioni sarà scritta. E' una mia sconfitta, io solo ne debbo portare il peso. Alle legislative potranno far sentire la voce del centro e della destra, per questo vi chiedo di restare uniti e determinati". "In attesa - ha continuato - dobbiamo scegliere chi è preferibile, l'astensione non fa parte dei miei geni, soprattutto quando c'è un partito estremista, conosciuto per la sua violenza e l'intolleranza. Il suo programma porterebbe il paese al fallimento, aggiungerebbe caos europeo. Non c'è altra scelta che votare per Emmanuel Macron".

Relegato a un misero 6,5% dalle prime proiezioni, il vincitore delle primarie socialiste, Benoit Hamon, ha riconosciuto la sconfitta, invitando subito a "votare per Emmanuel Macron, anche se non è di sinistra, per battere Marine Le Pen. La sinistra non è morta", ha detto. "Ho fallito nell'evitare il disastro che si annunciava da anni, me ne assumo la responsabilità senza nascondermi", ha aggiunto Hamon dal suo quartier generale a Parigi. "L'eliminazione della gauche a vantaggio dell'estrema destra è una pesante sconfitta elettorale, ma anche una sconfitta morale" ha continuato Macron. "La gauche deve ascoltare vostro messaggio, basta con questa follia autodistruttiva, sono fiero della campagna che ho condotto. La sinistra non è morta". Anche il primo ministro socialista, Bernard Cazeneuve, ha invitato questa sera a votare al ballottaggio per Emmanuel Macron.

Nessuna indicazione di voto per il secondo turno del 7 maggio da parte del candidato della sinistra alternativa, Jean-Luc Mélenchon (La France Insoumise). "Ognuno di noi sa, secondo coscienza, qual è il suo dovere". Mélenchon è tornato a dire che non intende riconoscere i primi dati basati sulle proiezioni, "ma quando avremo i risultati - ha garantito - li rispetteremo".

ANSA

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SEZ.POLITICA Manovra: da Airbnb alle multe ai "portoghesi", ecco la bozza

22 Aprile 2017, 09:03am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Manovra: da Airbnb alle multe ai "portoghesi", ecco la bozza

INSERITO DA MARIA PAPPACODA Dalla lotta all'evasione alla Ryder Cup, dal trasporto pubblico locale all'operazione Anas-Fs, dalla ricostruzione post-sisma fino alla costruzione di nuovi stadi. La manovrina in arrivo probabilmente domani in Gazzetta Ufficiale si annuncia come un decreto omnibus, che, in base all'ultima bozza consta di 68 articoli sulle materie più varie. Confermata la correzione dei conti pubblici per 3,4 miliardi a cui si sommano interventi pro-imprese e misure per gli enti locali.

RADDOPPIA LA TASSA SULLA FORTUNA
Raddoppia al 12% la «tassa sulla fortuna», mentre sale dal 6% all'8% il prelievo sulle vincite al Lotto. La tassa al 12% riguarda le vincite sopra i 500 euro e scatterà a partire dal primo ottobre 2017. Il Preu (prelievo erariale unico sulle slot) passa al 19%, mentre quello sulle videolotteries è fissato al 6%. Non compare invece l'anticipazione delle gare per la concessione del Lotto e dei Gratta e Vinci.

MAXI-MULTE PER I "PORTOGHESI"
Rimane nell'ultima bozza della manovra la norma che prevede maximulte fino a 200 euro per chi prende l'autobus senza biglietto. Secondo il testo ancora non definitivo i gestori dei servizi di trasporto pubblico possono inoltre «affidare prevenzione, accertamento e contestazione delle violazioni alle norme di viaggio anche a soggetti non appartenenti agli organici, qualificabili come agenti accertatori». Le rilevazioni dei sistemi di video sorveglianza presenti a bordo e alle fermata possono essere utilizzati come mezzo di prova
».

CASE VACANZA E AIRBNB
Scatteranno dal primo giugno le nuove regole sulla cedolare sugli 'affitti brevi' che riguarderà sia le case vacanze, sia gli immobili affittati tramite portali come Booking e AirBnb. La norma conferma l'aliquota al 21% (opzionale) ma stabilisce che i soggetti che esercitano l'attività di intermediazione, agenzie immobiliari o portali online, agiscano da sostituti d'imposta trattenendo le tasse da pagare. In caso di irregolarità nella comunicazione dei contratti è prevista una multa fino a 2.000 euro.

COMUNI, ARRIVANO ASSUNZIONI CON LO SPONSOR
Arriva per i Comuni la possibilità di fare assunzioni, a tempo determinato di tipo stagionale, se a pagare il costo sarà «interamente» uno sponsor o un accordo di collaborazione con un soggetto privato. La norma, in deroga al blocco delle assunzioni, prevede che le assunzioni siano finalizzate solo a servizi aggiuntivi rispetto a quelli ordinari. Le procedure per assumere dovranno essere «di natura concorsuale ad evidenza pubblica».

ANAS CON FS,+20% INVESTIMENTI IN 2 ANNI
Nozze in vista per Anas e Fs, con l'impegno ad aumentare gli investimenti del 10% nel 2017 e di altrettanto nel 2018. È quanto prevede un articolo della bozza che autorizza il ministero dell'Economia, nel rispetto delle normative europee, a trasferire le azioni di Anas alle Ferrovie dello Stato, attraverso un aumento di capitale. L'obiettivo è il rilancio degli investimenti del settore attraverso una gestione integrata delle reti ferroviarie e stradali di interessa nazionale.

NORMA PRO-ALITALIA
«Al fine di favorire le attività di investimento nel settore dei trasporti, funzionali al consolidamento e sviluppo dei relativi servizi, anche tramite la attrazione di investimenti esteri, il Ministero dell'Economia e delle Finanze è autorizzato a deliberare e sottoscrivere, anche in più soluzioni, un aumento del capitale sociale di Invitalia, nella misura massima di 300 milioni di euro nell'anno 2017». Si legge nell'ultima bozza della manovrina. L'aumento dovrebbe consentire alla controllata del Tesoro di fornire garanzia pubblica ad Alitalia.

STOP IMU-TASI SU PIATTAFORME OFF SHORE
Niente Imu-Tasi e nemmeno Ici sulle piattaforme off shore, le cosiddette trivelle, che ricadono nel cosiddetto «mare territoriale». La norma, di fatto interpretiva, prevede che «non rientrano nel presupposto impositivo dell'imposta comunale sugli immobili (Ici, dell'imposta municipale propria (Imu) e del tributo per i servizi indivisibili (Tasi), le costruzioni ubicate nel mare territoriale, in quanto non costituiscono fabbricati iscritti o iscrivibili nel catasto fabbricati».

LE ACCISE SUI TABACCHI
Il riordino delle accise sui tabacchi farà incassare allo Stato 83 milioni nel 2017 e 125 milioni a regime dal 2018. È il contributo del settore alla correzione dei conti della manovrina di aprile. I tempi del riordino sono fissati in 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto.

IL MESSAGGERO

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SEZ. POLITICA Il dl migranti è legge: ecco cosa prevede

12 Aprile 2017, 13:21pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Il dl migranti è legge: ecco cosa prevede

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una soluzione strutturale di lungo periodo secondo la maggioranza, un provvedimento autoritario che lede le garanzie giuridiche per l'opposizione. Il decreto Minniti-Orlando sul contrasto all'immigrazione irregolare, supera con 240 voti a favore, 176 voti contrari e 12 astenuti il passaggio alla Camera e viene definitivamente approvato, dopo il sì dato dal Senato lo scorso 29 marzo.

E a Montecitorio, come era avvenuto due settimane fa a palazzo Madama, il governo ha blindato il decreto ponendo la fiducia, per scongiurare incidenti di percorso, visto che l'effetto del provvedimento, emanato dal Cdm il 17 febbraio, sarebbe scaduto la prossima settimana. Mai in questa legislatura una votazione sulla fiducia alla Camera aveva ottenuto un numero di consensi così ridotto.

Composto da 23 articoli, la cui finalità principale, come hanno precisato il ministro dell'Interno e della Giustizia, è rendere più rapido l'esame delle domande di asilo, istituendo delle sezioni di tribunale specializzate in materia di immigrazione e asilo. Molto discussa e contestata dall'opposizione è stata un'altra norma-cardine del decreto: l'abolizione del secondo grado di giudizio nel caso la richiesta di protezione internazionale sia stata respinta dal tribunale competente.

Contro i paragrafi F e G dell'articolo 6, si sono schierati infatti diversi giuristi (oltre che le associazioni di volontariato che assistono i migranti) dichiarando che la norma collide sia con gli articoli 24 e 111 della Costituzione (Giusto processo con i tre gradi di giudizio e diritto alla difesa), sia con l'articolo 6 della Convenzione europea sui diritti umani (diritto al contraddittorio).

Per la determinazione dell'accoglimento della domanda di asilo, le nuove disposizioni prevedono inoltre un rito camerale senza udienza, nel corso della quale il giudice si limiterà a prendere visione della videoregistrazione del colloquio del richiedente asilo davanti alla commissione territoriale.

La legge attribuisce al Csm il compito di predisporre un piano straordinario di applicazioni di magistrati per coprire le esigenze delle nuove sezioni specializzate. In ciascun tribunale distrettuale potranno essere applicati al massimo 20 magistrati per 18 mesi, rinnovabili di ulteriori 6 mesi.

Inoltre il ministero dell'Interno sarà autorizzato a assumere fino a 250 impiegati a tempo indeterminato per il biennio 2017-2018, da destinare agli uffici delle Commissioni territoriali o nazionale. Il ministero della Giustizia potrà a bandire concorsi per l'assunzione di 60 funzionari da assegnare al Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità.

Sarà incrementato di 20 unità il personale per l'Africa delle sedi diplomatiche e consolari, per le accresciute esigenze connesse al potenziamento della rete nel continente africano, derivanti anche dall'emergenza migratoria. E' previsto inoltre un aumento di spesa per l'invio in Africa di personale dei Carabinieri per la sicurezza delle ambasciate.

FONTE ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Lega: ok congresso 21 maggio. Primarie il 14 Salvini, a primarie partecipazione persone in carne e ossa

11 Aprile 2017, 08:57am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Lega: ok congresso 21 maggio. Primarie il 14 Salvini, a primarie partecipazione persone in carne e ossa

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Consiglio federale della Lega Nord ha approvato l'indizione del Congresso federale per il 21 maggio, come da proposta del segretario Matteo Salvini formulata la scorsa settimana. Solo il presidente Umberto Bossi, a quanto si è appreso, ha votato contro. La riunione odierna del Federale era chiamata ad approvare il regolamento del congresso, che sarà preceduto da primarie tra i candidati una settimana prima, il 14 maggio. Le primarie - ha commentato il leader leghista Matteo Salvini - saranno "una bellissima occasione di partecipazione, di ascolto, di proposte per il futuro e di democrazia non solo virtuale come per i grillini ma che coinvolgerà migliaia e migliaia di persone in carne e ossa".

ANSA

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SEZ. POLITICA Siria, Gentiloni: "Azione Usa limitata, non escalation. Assad responsabile crimine di guerra" Il premier: "L'azione di stanotte acceleri i negoziati"

8 Aprile 2017, 09:59am

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SEZ. POLITICA Siria, Gentiloni: "Azione Usa limitata, non escalation. Assad responsabile crimine di guerra" Il premier: "L'azione di stanotte acceleri i negoziati"

INSERITO DA MORENA MOTTA L'azione di questa notte come noto si è sviluppata nella base aerea da cui erano partiti gli attacchi con uso di armi chimiche nei giorni scorsi. Contro un crimine di guerra il cui responsabile è il regime di Assad". Lo dichiara il premier Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi. Il premier ha puntualizzato che "gli Stati Uniti hanno definito la loro azione come puntuale e limitata e non come una tappa di una escalation militare".

LA CONFERENZA STAMPA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

"Chi fa uso di armi chimiche non può contare su attenuanti e mistificazioni", ha detto ancora Gentiloni. "Credo che le immagini di sofferenza che abbiamo dovuto vedere nei giorni scorsi in seguito all'uso delle armi chimiche non possiamo pensare di rivederle".

"L'Italia è sempre stata convinta che una soluzione duratura per la Siria vada cercata nel negoziato. Era e resta la nostra posizione. Il negoziato deve comprendere tanto le forze di opposizione quanto il regime, sotto l'egida delle nazioni unite con ruolo decisivo e costruttivo della Russia". "C'è l'impegno comune perché l'Europa contribuisca alla ripresa dei negoziati in Siria". "Sono convinto che l'azione di questa notte non ostacoli ma acceleri la chance per il negoziato politico". "Con il presidente francese Hollande e la cancelliera Merkel abbiamo preso il comune impegno perché l'Europa contribuisca alla ripresa dei negoziati in Siria".

L'Italia - dunque - insieme a Germania, Francia e Gran Bretagnagiudica "proporzionato" l'attacco Usa in Siria dopo i raid chimici dei giorni scorsi. A sottolinearlo anche il ministro degli Esteri Angelino Alfano.

"L'Italia comprende le ragioni di un'azione militare Usa proporzionata nei tempi e nei modi, quale risposta a un inaccettabile senso di impunità nonché quale segnale di deterrenza verso i rischi di ulteriori impieghi di armi chimiche da parte di Assad, oltre a quelli già accertati dall'Onu". Lo dichiara il ministro degli Esteri Angelino Alfano una nota sottolineando che "il governo segue con la massima attenzione gli sviluppi nel Mediterraneo, tenuto conto dei suoi molteplici e diretti interessi alla sicurezza e alla stabilità della regione". "Gli attacchi aerei a Khan Sheikhoun del 4 aprile scorso sono stati spietati per il loro carico di vite umane, inclusi molti bambini, e per la loro efferatezza. Sono atti vili che l'Italia e l'Ue - afferma il ministro nella nota - hanno condannato fermamente e che si sommano alle ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte di Assad e delle atroci violenze ai danni dei civili nei confronti dei quali le sue forze armate si sono più volte rese responsabili". Il Governo "segue con la massima attenzione gli sviluppi nel Mediterraneo, tenuto conto dei suoi molteplici e diretti interessi alla sicurezza e alla stabilità della regione. E' ora necessario e urgente riattivare la piena funzionalità del Consiglio di Sicurezza e pervenire all'adozione di una Risoluzione consensuale onde identificare responsabilità e scongiurare nuove atrocità. Quale membro del Consiglio di Sicurezza, l'Italia continuerà ad adoperarsi a tal fine". Inoltre, "l'Italia auspica fortemente che riprenda - attorno ad un rinnovato dialogo Usa-Russia - l'impegno della comunità internazionale per una transizione politica in Siria guidata dall'Onu e in ossequio alla Risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza e al Comunicato di Ginevra del 2012. In questo senso guarda con interesse alla prossima visita del segretario di Stato Usa Tillerson a Mosca. E' necessario che la Russia usi la propria influenza in favore di un reale cessate il fuoco, del pieno accesso umanitario e di un processo di progressiva costruzione della fiducia tra le parti siriane". "Circostanze come queste - conclude - non fanno che rafforzare l'impegno italiano, europeo ed internazionale verso questo obiettivo strategico. Al riguardo la riunione dei ministri degli Esteri del G7 di Lucca rappresenterà una ulteriore occasione per una valutazione comune della situazione e per confermare la nostra volontà collettiva".

ANSA

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SEZ. POLITICA Caos nella maggioranza. Renzi nega lo spettro della crisi. Torrisi resta, Alfano lo caccia 'Non ci rappresenta a vertice commissione Affari costituzionali'

7 Aprile 2017, 10:02am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Caos nella maggioranza. Renzi nega lo spettro della crisi. Torrisi resta, Alfano lo caccia 'Non ci rappresenta a vertice commissione Affari costituzionali'

INSERITO DA MORENA MOTTA Angelino Alfano 'scomunica' Salvatore Torrisi dopo la vicenda di mercoledì della sua elezione a presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato. "Prendo atto della scelta del senatore Torrisi - ha detto il presidente di Alternativa popolare Angelino Alfano -. Amen. Ha scelto la sua strada. La nostra è diversa: il senatore Torrisi non rappresenta Ap al vertice della commissione Affari costituzionali". 

Poi da Alfano l'attacco al Pd e al presidente che mercoledì ha chiesto un incontro al capo dello Stato dopo la vicenda Torrisi: "Da Orfini - aveva detto Alfano - ho sentito parole surreali. Siccome non siamo nati ieri e abbiamo capito il giochino dico che non ci stiamo. Se qualcuno cerca pretesti per far cadere il governo e andare al voto anticipato lo dica chiaro". 

"Non ci penso proprio a lasciare il gruppo. Forse Alfano parlava del partito. E il gruppo è una cosa e il partito un'altra. Ma nella riunione di ieri tutti i colleghi del gruppo mi hanno espresso solidarietà. Quindi io per il momento resto qui, non me ne vado". Così il neo presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato Salvatore Torrisi, raggiunto telefonicamente dall'ANSA, replica alla dichiarazione di Alfano secondo cui lui non essendosi dimesso come richiesto "non rappresenta più Ap in commissione".

Ma la presidente dei senatori di Ap, Laura Bianconi, replica: "Le riunioni di gruppo sono state prima delle parole di Alfano. Con il massimo rispetto di Torrisi io sto con Alfano ed ero accanto a lui quando ha parlato". 

Matteo Renzi lancia la sfida: "Il fronte del no al referendum, al Mattarellum, all'Italicum, quello che ha votato Torrisi e ora è maggioranza, adesso ci faccia qualche proposta".

Poi Renzi, incontrando i parlamentari della sua mozione, spiega: "Un episodio grave e profondamente antipatico, non si può tornare al linguaggio della prima repubblica. La parola crisi di governo non la vogliamo sentire pronunciare. Questi sono giochini da prima repubblica".

LA GIORNATA DI MERCOLEDI' (di Serenella Mattera)

Lo spettro di una crisi di governo si materializza improvviso. In Senato non regge il patto di maggioranza e, con voto segreto, viene eletto alla presidenza della commissione Affari costituzionali Salvatore Torrisi, di Ap, invece del candidato Pd Giorgio Pagliari. (ECCO COSA E' SUCCESSO).

La reazione di Matteo Renzi e dei parlamentari a lui vicini è immediata e furente: "E' un patto della conservazione tra M5S e FI, Mdp e Ap per non cambiare la legge elettorale", accusano. E a stretto giro i vertici Dem chiedono un incontro al premier Paolo Gentiloni e al presidente Sergio Mattarella per un chiarimento politico.

Così non si può andare avanti, dicono i renziani. E anche Andrea Orlando osserva che l'episodio può portare al voto anticipato. In serata, dopo un colloquio con Gentiloni, Angelino Alfano chiede a Torrisi di dimettersi per permettere l'elezione del candidato Pd. Poi il premier vede i vertici Dem e garantisce il suo "impegno per la coesione della maggioranza". Ma la tensione è alle stelle, anche tra i Dem.

E torna lo spettro delle urne a settembre. Dopo il referendum, ragionano i renziani, la legislatura si è sfilacciata, come dimostrano gli screzi con alfaniani e bersaniani, dal Def ai voucher, alla legge elettorale. A questo punto tra gli uomini vicini all'ex premier cresce la tentazione di sfidare i Cinque stelle per votare insieme in tempi brevi il Legalicum (cioè l'Italicum corretto, senza i capilista bloccati). A quel punto ci sarebbero le condizioni per chiudere la legislatura e andare al voto. Intanto il "casus belli" è il voto per la presidenza della commissione del Senato da cui passa la legge elettorale. Il Pd candida Pagliari. Ma il voto segreto finisce 16 a 11 per il centrista Torrisi.

Chi lo ha eletto? Partono accuse incrociate: ai voti di M5s e Fi si sono sommano senatori di maggioranza e il Pd punta subito il dito contro Mdp e Ap. "Guardino in casa loro", replicano Bersani e Speranza, che invitano a guardare alle divisioni dei Dem. Anche Alfano invita a cercare i franchi tiratori nel Pd (perché non i renziani?, sibila qualcuno) e Torrisi tiene il punto: per il momento non si dimette. "Una tempesta in un bicchier d'acqua, Torrisi è stato presidente supplente in questi mesi", invita alla calma il presidente del Senato Pietro Grasso. Ma per i Dem il voto ha un senso politico: dimostra che non c'è volontà di cambiare la legge elettorale, si vuole il proporzionale. "Si è superato il limite", dice Luigi Zanda, nel mirino dei renziani per non aver saputo gestire la vicenda. "La lealtà in maggioranza non è un optional", avverte Ettore Rosato. Mentre Matteo Orfini, reggente del Pd, attacca Mdp: "Sono in maggioranza? Non mi pare...".. A Gentiloni e Mattarella il Pd chiede un confronto e in serata Guerini e Orfini vanno a Palazzo Chigi. Tra premier e capo dello Stato nel pomeriggio ci sarebbero stati contatti ma al Quirinale reputano la richiesta di esser ricevuti irrituale. Interviene Gentiloni: ad Alfano, che gli assicura il passo indietro di Torrisi, e al Pd esprime "preoccupazione" per quello che reputa un "episodio grave". Ma il caso non è chiuso. Sull'azione di governo, aveva detto in mattinata Renzi, "mi fido di Gentiloni ma l'importante è che il gatto prenda il topo".

Ma anche nel Pd è scontro. I sostenitori di Emiliano e di Orlando attaccano i renziani: "Il Pd rischia di diventare fattore di instabilità", dice Gianni Cuperlo. E fa discutere una frase di Renzi in un'intervista a Panorama, che lascia intendere che lascerebbe la politica in caso di sconfitta alle elezioni. E' 'personalizzazione'? Il settimanale e l'ex premier: "Ho detto che sarei tornato alla politica solo con i voti. Non mollo - afferma Renzi - e non mollerò mai".

ANSA

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SEZ. POLITICA Un asilo-ludoteca nella Cittadella giudiziaria e Imu sui terreni agricoli: l’impegno del consigliere Gallo

6 Aprile 2017, 08:12am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Un asilo-ludoteca nella Cittadella giudiziaria e Imu sui terreni agricoli: l’impegno del consigliere Gallo

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il consigliere Leonardo Gallo, eletto nella lista Moderati per Salerno, ha espresso mediante una nota stampa la propria soddisfazione e le proposte future poste all’attenzione dell’Amministrazione.

Non posso che esprimere cauta soddisfazione per come si sono svolti i lavori della seduta del Consiglio del 31 marzo 2017 e di ciò che ne è scaturitoLe problematiche relative all’Imu sui terreni ex agricoli e trasformati dal Puc nel 2007 in terreni edificabili, soprattutto sulle Frazioni collinari, sono state finalmente attenzionate dall’Assessore la Bilancio che ha pubblicamente espresso la più ampia disponibilità a venire incontro alle esigenze di tanti proprietari che negli anni si sono visti recapitare cartelle da migliaia di euro senza aver potuto “sfruttare” in alcun modo la pur favorevole trasformazione urbanistica.

Più in generale, tuttavia, ho avuto modo di evidenziare come l’intera comunità cittadina abbia un “debito” nei confronti di quella parte della città che, come tutti gli altri salernitani, con le sue risorse, da anni contribuisce ai progressi del centro senza però avere ottenuto dalle amministrazioni via via succedutesi pari riconoscimento ed attenzione.

Richiamando nel mio intervento quanto l’allora candidato sindaco Vincenzo Napoli ebbe ad ammettere in un pubblico incontro a Sordina durante la campagna elettorale, ho sottolineato come sia giunta l’ora che l’intera collettività si faccia carico di un risarcimento di attenzione specifica a quella parte del territorio che, con uno sforzo sincero, può divenire realmente una risorsa per tutti. Ho altresì proposto di realizzare un asilo nido o comunque un kindergarten all’interno della Cittadella giudiziaria visto il prevedibile enorme afflusso giornaliero tra magistrati, funzionari, cancellieri, avvocati ed altri operatori del diritto nonché professionisti, utenti e cittadini comuni che vi trascorreranno molte ore della giornata o accederanno una tantum negli uffici e nelle aule di giustizia.

È lo stesso nome dato alla struttura ideata da Chipperfield che lascia intendere che quegli spazi saranno quotidianamente impegnati da una moltitudine di persone e che, dunque, come per talune grandi multinazionali che tutti abbiamo segnalato per civiltà e sensibilità nei confronti dei propri dipendenti avendo previsto all’interno delle proprie strutture asili nido, anche noi a Salerno ben potremmo dimostrare pari civiltà e sensibilità, peraltro difendendo un unicum nel nostro Paese e non solo.

Sarebbe una ulteriore dimostrazione della eccellenza del servizio pubblico dei “nidi” nella nostra città, circostanza evidente a tutti. E sempre in relazione alla sua prossima apertura – nell’ambito penale, si stanno notificando i primi decreti di citazione a giudizio per gennaio 2018 con l’indicazione di aule presso la Cittadella – ho proposto di individuare anche parcheggi riservati alle sole donne incinte, una vera ed appropriata quota rosa non per il fatto che si tratti di donne, piuttosto per la priorità e l’attenzione massima che tutti dobbiamo dedicare a chi porta in grembo vite nuove.

Anche su tali proposte l’Assessore al Bilancio ha espresso piena disponibilità condividendone peraltro bontà e fini. Per tale ragione, allora, proporrò a breve un tavolo informale di lavoro con magistratura, assessorati ed istituzioni competenti, ordine degli avvocati e rappresentanti delle categorie interessate per verificarne fattibilità e reali intenzioni. Il futuro prossimo ci dirà quanto serie saranno le promesse e quanto vere saranno le intenzioni.

Germana Giardullo ZEROTTONOVE

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