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SEZ. POLITICA Visite fiscali a ripetizione vicino ai festivi Novità nel decreto in seguito alla riforma Madia. Nella P.A il controllo scatta subito

31 Agosto 2017, 09:03am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Visite fiscali a ripetizione vicino ai festivi Novità nel decreto in seguito alla riforma Madia. Nella P.A il controllo scatta subito

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Le visite fiscali sulle assenze per malattia potranno essere condotte in modo sistematico e ripetitivo, anche a ridosso delle giornate festive o di riposo settimanale. Sarebbe questa la novità, secondo quanto si apprende, che fa seguito alla riforma Madia. La misura sarà inserita nel decreto che regolerà i controlli sulla base del nuovo Polo unico, competente sia per il privato che per il pubblico. Resta fermo che nella P.A, la visita scatta sin dal primo giorno se l'assenza capita nelle giornate adiacenti a quelle non lavorative. ANSA

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SEZ. POLITICA Renzi frena le polemiche sui migranti, 'ministri bravi'

18 Agosto 2017, 09:36am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 'Nessuna polemica può oscurare i risultati di queste settimane, a cominciare dalla significativa riduzione del numero di sbarchi (-3.5% sul 2016). E i nostri ministri, bravi e capaci, stanno facendo un buon lavoro. Capisco che è agosto ma non rincorriamo le polemiche di chi vuol trasformare tutto in una eterna campagna elettorale'. Lo scrive su Facebook il segretario del Pd, Matteo Renzi aggiungendo che 'l'Italia ha certamente ancora tanti problemi, e ci sono aree di sofferenza sulle quali lavoriamo e lavoreremo, ma il duro lavoro di questi anni sta cominciando a dare i suoi frutti'. Gentiloni; 'Più efficaci se autorità locali sono più forti' - "I flussi si stanno gradualmente riducendo, vince lo Stato e perdono gli scafisti". Il giorno dopo Paolo Gentiloni spiega così perché abbia deciso lunedì, di fronte al deflagrare dello scontro nel governo, di blindare il lavoro di Marco Minniti con il codice ong. Avanti sulla linea tenuta ferma dal Viminale. E' questa la linea del premier e del governo. Ma tra i suoi ministri (e nella maggioranza) resta una diversità di vedute che è lontana dal colmarsi. Perché Graziano Delrio, cui compete la Guardia costiera, tiene un punto: "Se c'è una nave di ong vicina a gente da soccorrere, non posso escluderla", anche "se non ha firmato il codice". Una linea cui plaude il mondo cattolico ma che non è quella del Viminale. Ieri prima Angelino Alfano, poi Gentiloni vedono l'inviato Onu in Libia Ghassan Salamè, al quale sollecitano una "spinta decisiva" delle Nazioni Unite alla stabilità nel Paese, vera precondizione per una gestione "più efficace" dei flussi migratori. Salamè plaude alla missione navale italiana di supporto alla Guardia costiera libica, così come dall'Ue il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani definisce il codice delle ong "indispensabile". L'Italia, aggiunge l'esponente di Fi, deve parlare "con una voce unica". La linea - assicurano dal governo - è una ed è quella indicata da Minniti. "Il codice dei migranti - afferma Gentiloni in un'intervista al Tg1 - è un pezzo fondamentale di una strategia d'insieme che sta producendo piano piano risultati, uno spiraglio". Il contatore del Viminale segnala gli sbarchi ancora in calo rispetto al 2016 (-3,47% all'8 agosto). Ma ci pensa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che lunedì ha blindato la linea del Viminale, a sollecitare "strategie coerenti dell'Ue" per gestire un fenomeno così complesso. Il nodo politico però non è risolto. Minniti continua a dettare la linea della fermezza nei confronti delle ong che non hanno firmato. Delrio insiste che il diritto internazionale (richiamato dallo stesso codice) e la priorità di salvare vite impongono di coinvolgere ogni nave, se serve, senza fare "guerra alle ong".

ANSA

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SEZ. POLITICA Scuola: 58.348 posti tra prof, presidi e personale Ata

12 Agosto 2017, 09:03am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Scuola: 58.348 posti tra prof, presidi e personale Ata

INSERITO DA MORENA MOTTA Il Cdm ha dato il via libera definitivo a nuove assunzioni nella scuola. Si tratta di 58.348 posti tra prof, presidi e personale Ata. Secondo quanto si apprende si tratta di quasi 52.000 insegnanti, oltre 6.200 unità di personale Ata e 259 presidi. Nel dettaglio i tre decreti (Dpr), su proposta dei ministeri della P.A e del Mef, danno il via libera al ministero dell'Istruzione ad assumere per l'anno scolastico in partenza 51.773 unità di personale docente su posti vacanti e disponibili, di cui 38.380 su posti comuni e 13.393 su posti di sostegno, a cui si aggiungono 56 unità di personale educativo. C'è anche l'ok per far entrare, sempre a tempo indeterminato, su posti effettivamente vacanti e disponibili, 6.260 unità di personale Ata. E ancora, è stato dato semaforo verde a 259 nuovi dirigenti scolastici. Le assunzioni degli insegnanti, circa 52 mila per l'anno scolastico 2017-2018, erano state dichiarate nelle settimane scorse dalla ministra Fedeli (il termine che era stato indicato era il 14 agosto). Ora manca solo la pubblicazione dei tre decreti in Gazzetta ufficiale, "previa" registrazione da parte della Corte dei Conti. Madia, nel tweet al termine del Cdm, ha spiegato che come la Pubblica Amministrazione sia orientata ad assunzioni selettive, in grado cioè di rispondere alle esigenze del turnover e del funzionamento dei servizi.

Inoltre partirà la sperimentazione del diploma in soli 4 anni per 100 classi. La Ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha firmato il decreto che dà l'avvio ad un Piano nazionale di sperimentazione che coinvolgerà Licei e Istituti tecnici. L'avviso sarà pubblicato a fine mese sul sito del Miur. 

Boschi, firmato protocollo per prevenire droghe-alcol  - "Oggi con Valeria Fedeli abbiamo firmato il Protocollo d'Intesa tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Miur per politiche di prevenzione dell'uso di droghe e alcol in età scolare: 3 milioni di euro in 3 anni per la realizzazione di piani, programmi educativi e campagne di informazione rivolti a studenti, insegnanti e genitori". Lo scrive su Facebook la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, che pubblica una foto scattata al momento della firma. "L'uso di sostanze stupefacenti e alcoliche è sempre più diffuso tra i giovani, anche a causa del più facile accesso alle sostanze tramite il loro acquisto su siti internet e social network che li commercializzano: una piaga che può compromettere la crescita e lo sviluppo dei ragazzi e delle ragazze. Con l'accordo firmato oggi facciamo un passo #avanti per prevenire l'abuso di queste sostanze e contrastare vere e proprie forme di schiavitù. Partire dall'educazione nelle scuole, è fondamentale", aggiunge.

FONTE ANSA

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SEZ. POLITICA Colloquio telefonico Pisapia-Speranza: 'Nuova forza a progetto'

4 Agosto 2017, 08:34am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Colloquio telefonico Pisapia-Speranza: 'Nuova forza a progetto'

INSERITO DA MORENA MOTTA Tornano a parlarsi Roberto Speranza e Giuliano Pisapia dopo che l'ex sindaco di Milano aveva fatto saltare l'incontro. "Stiamo lavorando - affermano dopo un colloquio - per dare gambe e fiato alle idee emerse in questi mesi. Ci daremo appuntamento a breve per approfondire la nostra proposta programmatica e per stabilire un percorso di partecipazione dal basso che vedrà nel mese di ottobre il culmine con una grande assemblea democratica".

I due, a quanto si apprende, si sono sentiti per telefono. "Abbiamo condiviso - affermano in una nota congiunta - la necessità di dare forza e sostanza al progetto avviato il primo luglio a Roma. Il nostro obiettivo è offrire finalmente una casa ai milioni di elettori di centrosinistra che chiedono discontinuità rispetto alle politiche degli ultimi anni. L'Italia ha bisogno di un progetto nuovo e aperto, inclusivo verso il civismo, l'associazionismo laico, cattolico e ambientalista, il volontariato, il mondo del lavoro e delle imprese".

FONTE ANSA

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SEZ. POLITICA "La sentenza su Mafia Capitale l'hanno fatta giudici che non conoscono la mafia"

24 Luglio 2017, 07:55am

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SEZ. POLITICA "La sentenza su Mafia Capitale l'hanno fatta giudici che non conoscono la mafia"

INSERITO DA MORENA MOTTA "Auspico l'appello da parte della Procura. Le mafie a Roma coesistono con un patto di non belligeranza nato con la garanzia della banda della Magliana". Lo dice la presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi, parlando con 'Il Fatto quotidiano' della sentenza del processo Mafia Capitale, che non ha riconosciuto il reato di associazione mafiosa contestato dalla Procura di Roma.

"Aspettiamo le motivazioni per capirlo. Posso dire - aggiunge Bindi - che mentre abbiamo una magistratura inquirente con professionalità e strumenti adeguati a leggere i fenomeni mafiosi forse non ne abbiamo una giudicante altrettanto specializzata". Secondo Bindi, è "difficile non definire mafia quella del 'mondo di mezzo', dal momento che il metodo mafioso utilizzato dagli imputati appare evidente: estorsione, minacce e intimidazione, corruzione, relazioni trasversali con la politica, infiltrazioni nella pubblica amministrazione". 

FONTE AGI

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SEZ. POLITICA Ddl concorrenza all'esame della Camera

29 Giugno 2017, 09:19am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Torna in Aula alla Camera il ddl concorrenza contenente importanti norme che vanno dalle assicurazioni al telemarketing ma che, per l'ennesimo 'rimpallo' in Parlamento dovrà, una volta approvato, tornare all'esame del Senato a oltre due anni dalla sua presentazione.

LA DISCUSSIONE ALLA CAMERA

LE NOVITA' E LE NORME

Assicurazioni, energia, telemarketing e odontoiatri. Sono questi i capitoli su cui si concentrano le ultime novità del ddl Concorrenza approvate dalle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera e a causa delle quali il testo dovrà tornare in Senato per la quarta lettura. Sul primo tema, si chiarisce che anche le assicurazioni sui rischi accessori non si rinnovano tacitamente e si risolvono automaticamente alla loro scadenza naturale, così da aumentare la mobilità del consumatore. Mentre sull'energia, si prevede la fine dell'obbligo di passare al mercato di salvaguardia per quei consumatori che al 1ø luglio 2019 non avranno ancora scelto il proprio fornitore. La modifica sul telemarketing sopprime un comma con cui venivano stabilite alcune caratteristiche necessarie delle telefonate non sollecitate dagli stessi clienti. Mentre la quarta e ultima correzione prevede che l'esercizio dell'attivita' di odontoiatra sia consentito solo a chi è abilitato e alle società operanti nel settore le cui strutture siano dotate di un direttore sanitario iscritto all'albo e all'interno delle quali le prestazioni siano erogate da soggetti in possesso dei titoli abilitanti.

IL PERCORSO PARLAMENTARE 

Il provvedimento dovrebbe passare in pochi giorni l'esame dell'Aula di Montecitorio (probabilmente senza il bisogno di ricorrere al voto di fiducia), ma dovrà poi necessariamente tornare in Senato per la quarta lettura, visto che le commissioni Finanze e Attività produttive della Camera hanno approvato quattro modifiche al testo.

ANSA

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SEZ. POLITICA Comunali, Renzi esulta: flop populisti, ora coalizione larga

12 Giugno 2017, 09:31am

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SEZ. POLITICA Comunali, Renzi esulta: flop populisti, ora coalizione larga

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «I populisti alla prova di governo deludono in Italia come in Francia». Al quartier generale del Pd, dove Matteo Renzi ha seguito lo spoglio nei Comuni, è il flop «clamoroso» dei grillini ad accendere una luce sulla strada che guiderà i dem verso le elezioni politiche: la sfida nel 2018 non sarà più a due, tra Pd e M5S, ma a tre con un centrodestra che, osserva il leader dem con i suoi, «se unito è pericolo». Ed è proprio in questa chiave, anche alla luce di alcuni risultati e dando per scontato le elezioni con il Consultellum, che l'ex premier conferma lo schema di una coalizione larga che vada da Pisapia ai moderati. Il Pd non si aspettava grandi exploit alle amministrative, motivo per cui i big si sono tenuti lontani dalla campagna elettorale e Renzi non è nemmeno sceso in campo. Essere al ballottaggio a Genova, la città di Grillo, viene considerato un buon risultato così come il fatto che all'Aquila Americo Di Benedetto, pur non vincendo al primo turno, raggiunge il 45%. Ma per capire se il centrosinistra regge, spiegano al Nazareno, dipenderà se «a Taranto, Verona, Catanzaro andiamo al ballottaggio». Un'esclusione nella città dell'Ilva sarebbe un brutto colpo dopo l'impegno del governo prima di Renzi e poi di Gentiloni per la città. Ci sarà da lavorare in vista delle elezioni politiche sia per rilanciare il Pd sia per costruire un'alleanza competitiva che il segretario immagina molto aperta, da spezzoni di centristi come i ministri Costa e Galletti alla sinistra che, come Pisapia, non vede Renzi come fumo negli occhi. Perchè se è vero che «i grillini quando devono decidere o vanno al governo deludono e un anno dopo le vittorie di Torino e Roma i cittadini l'hanno capito», è l'analisi di Renzi, l'esito nelle principali città e al nord rivelano che il centrodestra unito, con Fi e Lega insieme, è tornato a percentuali alte. «Dividere Berlusconi e Salvini era stato intelligente», osserva l'ex premier che a questo punto è ancora più convinto che non ci sia più fretta per andare al voto.

IL MATTINO.IT

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SEZ. POLITICA Comunali: 9 milioni alle urne, tutte le sfide delle amministrative Alle urne in 1.005 comuni. Ballottaggio il 25. Seggi anche aPalermo, Genova, Catanzaro, L'Aquila

10 Giugno 2017, 10:52am

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SEZ. POLITICA Comunali: 9 milioni alle urne, tutte le sfide delle amministrative Alle urne in 1.005 comuni. Ballottaggio il 25. Seggi anche aPalermo, Genova, Catanzaro, L'Aquila

Proposto da Barbara Pappacoda Oggi e domani sono di turno per le elezioni come forze dell'ordine,E' scattato il conto alla rovescia per la tornata elettorale per il rinnovo dei consigli comunali e l'elezione diretta dei sindaci per 1.005 municipi, appuntamento che riguarderà - tra regioni a statuto ordinario e speciale - 9 milioni 208.639 elettori (su una popolazione di 10 milioni e 616.621), che esprimeranno il proprio voto in 25 comuni capoluogo di provincia, di cui 4 capoluoghi di Regione, e 161 con più di 15mila abitanti.

VAI ALLO SPECIALE

Differenti le date per le aperture delle urne, che rimarranno aperte dalle ore 7 alle 23: nelle regioni a statuto ordinario l'11 giugno, con eventuale turno di ballottaggio il 25 giugno.

In quelle 'speciali' il giorno delle elezioni è stato stabilito dall'autorità regionale competente: in Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna la data coinciderà con quella fissata per le regioni a statuto ordinario, quindi l'11 giugno; in Valle d'Aosta (ha riguardato 3 comuni) e Trentino Alto Adige (2) si è andati al voto il 7 maggio scorso.

Il turno di ballottaggio, che si terrà la seconda domenica successiva a quella del primo turno e al quale partecipano i due candidati a sindaco più votati, riguarda i comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti, nel caso nessuno abbia raggiunto la maggioranza assoluta dei voti; oppure, ancora per i Comuni con più di 15mila abitanti, se i due candidati abbiano avuto un numero pari di voti.

Sono 21 i capoluoghi di Provincia che andranno al voto (Alessandria, Asti, Belluno, Como, Cuneo, Frosinone, Gorizia, La Spezia, Lecce, Lodi, Lucca, Monza, Oristano, Padova, Parma, Piacenza, Pistoia, Rieti, Verona, Taranto e Trapani) e 4 capoluoghi di regione (Palermo, Genova, Catanzaro e L'Aquila).

Superano i 100mila abitanti: Genova, Monza, Padova, Palermo, Parma, Piacenza, Taranto e Verona.

Le comunali di quest'anno riguarderanno soprattutto i comuni di Lombardia, Sicilia, Campania, Piemonte, Veneto, Calabria e Sardegna. In termini assoluti, tra regioni a statuto ordinario e speciale, il numero più alto di elettori (almeno a stare alla rilevazione del 31 dicembre 2016) risulta essere in Sicilia, a quota 1.545.694, distribuiti in 129 comuni; al secondo posto la Lombardia, con 1.158.821 elettori e 139 città, seguita dal Veneto (997.642 e 87), dalla Puglia (885.113, 54), Campania (810.443, 88), Liguria (655.613, 19), Piemonte (532.324, 96) e Lazio (530.260, 55).

Al momento ammontano a 132 i comuni che andranno alle urne perché commissariati.

Si voterà anche in 11 nuovi comuni nati a seguito di processi di fusione.

ANSA 

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SEZ.POLITICA Legge elettorale, alla Camera spuntano subito i franchi tiratori

8 Giugno 2017, 09:02am

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SEZ.POLITICA Legge elettorale, alla Camera spuntano subito i franchi tiratori

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'aula della Camera ha bocciato un emendamento di Mdp alla legge elettorale che avrebbe introdotto il voto disgiunto e le preferenze. M5s si è astenuto, provocando polemiche da parte dei gruppi che hanno sostenuto l'emendamento. «M5s è a favore del voto disgiunto ma non di emendamenti fatti per affossare tutto», ha spiegato Toninelli, che ha osservato come l'emendamento Mdp introduceva anche altri elementi nel testo. I no sono stati 322, i sì 124 e gli astenuti 82. Regge, per ora, alla Camera l'asse a quattro, Fi-Pd-Lega-M5S, sul Germanichellum alla prima prova dell'Aula. Ma il fronte del sì, dove spiccano molte assenze, non si presenta così compatto. Tanti i franchi tiratori, forse un centinaio. Nel pomeriggio, con scrutinio segreto, le pregiudiziali di costituzionalità sul Fianum sono state respinte con 310 voti contrari e 182 contrari. E proprio sulla quota 182 si sono concentrati i riflettori, visto che non si tratta di una cifra bassa, ma dimostra quanto sia granitico il 'muro del no'.

Gli alfaniani di Alternativa popolare che hanno presentato la pregiudiziale oltre a Mdp e Ci, esultano: «L'inciucellum scricchiola». Sergio Pizzolante, membro della segretaria poolitica del partito, non ha dubbi: «L'accordo tra Renzi Grillo Berlusconi e Salvini presenta le prime crepe». Maurizio Lupi, capogruppo del partito a Montecitorio, commenta: «Quota 182 certifica la palese incostituzionalità di questa legge denunciata più volte da noi. Il nostro obiettivo è migliorare un testo che appare evidentemente anticostituzionale».

Soddisfatti anche i fittiani di Dit per bocca di Nuccio Altieri: «Il grande inciucio comincia a scricchiolare e al primo voto già perde 90 parlamentari». Enrico Zanetti, segretario nazionale di Scelta civica, è preoccupato e lascia intendete che l'accordo a 4 possa traballare sul serio: «182 è un numero un pò altino, dovrebbe far riflettere. Noi agiremo sempre a viso aperto, non faremo certo ostruzionismo alla legge elettorale».Quota 182, insomma, suona come un pericoloso campanello d'allarme per i renziani, alimentato dalle voci sempre più insistenti di possibili 'brutti scherzì dei grillini al Senato, dove i numeri restano molto più ballerini.

Qualcuno, tra i sostenitori della pregiudiziale di incostituzionalità, mette in guardia dal rischio di 'incidentè già alla Camera nelle prossime ore e invita a guardare con attenzione quanto accadrà sull'emendamento relativo alle preferenze. Conti alla mano, alla Camera, almeno sulla carta, secondo i calcoli fatti da vari parlamentari tra i capannelli del Transatlantico, il 'Sì può contare sulla carta su circa 445 voti, mentre il fronte del No potrebbe arrivare al massimo a 50 voti in più degli attuali 182.

IL MATTINO.IT

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SEZ. POLITICA Slitta a martedì la legge elettorale in Aula. Alfano: "Accettiamo sfida 5%, collaborazione col Pd è finita" Ieri le proteste dei 'piccoli' per il timing troppo stretto sul provvedimento

2 Giugno 2017, 09:38am

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SEZ.  POLITICA Slitta a martedì la legge elettorale in Aula. Alfano: "Accettiamo sfida 5%, collaborazione col Pd è finita" Ieri le proteste dei 'piccoli' per il timing troppo stretto sul provvedimento

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Noi continueremo a sostenere il governo Gentiloni e non faremo ostruzionismo sulla legge elettorale. Accettiamo la sfida del 5% e non presenteremo emendamenti per abbassarla". Lo afferma il leader di Ap Angelino Alfano, dopo la Direzione del partito. 

"La mia collaborazione con il Pd è conclusa", aggiunge Alfano che spiega: "La soglia del 5% sarà "la scintilla per organizzare una rappresentanza di liberali e popolari che tutti i sondaggi dicono possa superare il 10%". Incarico a Maurizio Lupi a fare da ambasciatore con gli altri soggetti centristi.

"Pizzolante è una persona seria, non smentisco": afferma ancora Alfano soffermandosi sulle parole di Sergio Pizzolante che ha parlato di pressioni da parte di Renzi per far cadere il governo a febbraio. "Una certa agitazione c'e' da mesi", prosegue ribadendo una domanda "semplice" a Renzi: "vuol far cadere anche Gentiloni o no?".

Renzi, far cadere Gentiloni? Ho fatto cadere il mio - "A me spiace per il partito di Alfano se c'è il via libera alla legge elettorale i piccoli partiti non entreranno in parlamento, capisco il nervosismo. Far cadere Gentiloni? io ho fatto cadere il mio governo mi sono dimesso dopo che tutti avevamo perso il referendum ma qualche partito non conosce bene come lasciare la poltrona". Così Matteo Renzi, al Tg1, risponde all'accusa di Ap su una presunta richiesta da febbraio di far cadere il governo Gentiloni.

Di Maio, da parole alfaniani emerge scenario eversivo -  "Uno scenario eversivo e inquietante. Questo emerge dalle parole degli esponenti alfaniani quest'oggi. E' insopportabile avere il Paese sotto ricatto di Alfano e di Renzi. Il fatto che l'ex premier avrebbe chiesto al partitino di Alfano di far cadere Gentiloni per avere in cambio una legge elettorale su misura è la dimostrazione che questo personaggio non sa cosa sia la democrazia. Renzi è un personaggio pericoloso", ha detto all'ANSA Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera.

"L' accordo sulla legge elettorale non è affatto sancito. In queste ore si lavora ancora in Commissione perchè l' emendamento Fiano crea delle nuove problematiche", dice il deputato di M5S e presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai Roberto Fico, parlando con i giornalisti a Napoli. "Se i problemi saranno risolti, bene - ha aggiunto Fico - diversamente continueremo a riunire il gruppo parlamentare, che ieri ha lavorato fino a mezzanotte, per valutare il da farsi, ma non c'è niente di scontato".

Slitta a martedì 6 giugno l'approdo in Aula della legge elettorale. A comunicare l'accordo intercorso tra i gruppi - secondo quanto apprende l'Ansa - è stata la presidente della Camera Laura Boldrini al presidente della commissione Affari costituzionali Andrea Mazziotti. Ciò spiega la convocazione da parte di quest'ultimo dell'Ufficio di presidenza della Commissione per ridefinire i tempi dei lavori alla luce dello slittamento.

Ieri in commissione, dopo la presentazione del maxi-emendamento da parte del relatore del provvedimento, Emanuele Fiano, ci sono state proteste da parte dei 'piccoli' per i tempi ristretti d'esame del provvedimento.

ANSA

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