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SEZ. POLITICA Dario Violi è il candidato del M5S alle regionali in Lombardia

28 Novembre 2017, 11:49am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dario Violi candidato alla presidenza di Regione Lombardia contro Maroni e Gori.

La conferma

Con 793 preferenze Dario Violi ha vinto le “regionarie” e sarà il candidato del M5S alla presidenza della Regione Lombardia. Il consigliere del Movimento 5 Stelle sfiderà il governatore uscente Roberto Maroni e il leader del centrosinistra Giorgio Gori. Punta sulla diversità della proposta politica.

Chi è

Violi, 32 anni, bergamasco di Costa Volpino, laureato in Scienze politiche, si è avvicinato alla politica giovanissimo mentre nel 2011 è entrato nel M5S di Bergamo ed è stato candidato del movimento alle elezioni regionali del 2013. Al Pirellone si è particolarmente distinto per l’impegno sul fronte dei temi economici e del lavoro, in particolare l’impegno sul fronte della sanità e della montagna.

I risultati delle “regionarie”

Violi ha preceduto per soli 7 voti il parlamentare Massimo Felice De Rosa (786 preferenze). Più staccati quindi gli altri concorrenti grillini: Ferdinando Alberti (573 voti, bresciano),  Eugenio Casalino (489 voti, consigliere uscente e componente della Presidenza del Consiglio regionale), Monica Forte (447 voti), Roberto Cenci (266 voti), Cinzia Massafra (259 voti), Bruno Giulio Andrea Misculin (185 voti), Mary Fogli (153 voti), Mario Colomo (136 voti), Marcello Mosesso (107 voti) e Cesare Del Frate (92 voti). Alle “regionarie”, svoltesi giovedì scorso ai Magazzini Generali, hanno partecipato 4.286 iscritti al movimento.

IL GIORNALE DI MONZA

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SEZ. POLITICA Pisapia: "Saremo capaci di mettere insieme centro e sinistra per costruire un nuovo centrosinistra"

26 Novembre 2017, 10:38am

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SEZ. POLITICA Pisapia: "Saremo capaci di mettere insieme centro e sinistra per costruire un nuovo centrosinistra"

DI MORENA MOTTA Giuliano Pisapia, capo di Campo Progressita, afferma di voler costruire un campo aperto, largo e progressista. "Veniamo dalla sinistra e saremo capaci di mettere insieme centro e sinistra per costruire un nuovo centrosinistra", così rimarca a chi dice che corre il rischio di essere troppo di centro, ed aprire ad un'alleanza verso Ap mentre Mdp chiude al Pd.

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SEZ. POLITICA Pensioni: Cgil boccia le proposte del governo. Il 2 dicembre mobilitazione Sindacati divisi

21 Novembre 2017, 12:07pm

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SEZ. POLITICA Pensioni: Cgil boccia le proposte del governo. Il 2 dicembre mobilitazione Sindacati divisi

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA La Cgil conferma il giudizio di "grande insufficienza" sulla proposta del Governo sulla previdenza e indice una prima mobilitazione del sindacato per il due dicembre. Lo dice la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso al termine del confronto con il Governo.

Diversa la valutazione della segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan: "Ritieniamo che il percorso prospettato dal governo e la sintesi fatta siano assolutamente positivi. E' quindi un giudizio positivo del percorso e del lavoro fatto".

Il pacchetto di misure del governo sulle pensioni è "molto rilevante e sostenibile - ha detto Gentiloni durante l'incontro, secondo quanto si apprende da fonti presenti alla riunione -. Dal nostro punto di vista è un buon risultato. Un risultato di cui la condivisione del mondo sindacale è requisito importante. Parliamo spesso dell'importanza del dialogo con le parti sociali, un dialogo che è forte quando produce risultati".

"Siamo convinti che nell'ambito di una Legge di Bilancio che già, pur con risorse limitate, viene incontro a numerose esigenze sociali e espresse dal mondo del lavoro - ha aggiunto il premier -, abbiamo messo insieme in queste tre settimane un pacchetto di misure molto rilevante e sostenibile. Più sostegno il pacchetto avrà dalle forze sindacali più sarà forte nel trovare spazio compiuto nella Legge di Bilancio".

L'esecutivo ha presentato a Cgil, Cisl e Uil il documento di sintesi delle proposte, che i sindacati stanno esaminando "nel dettaglio". Intanto, il premier Paolo Gentiloni ed il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan hanno lasciato Palazzo Chigi per partecipare, come previsto, all'inaugurazione dell'anno di studi 2017-2018 della Guardia di Finanza.

ANSA

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SEZ. POLITICA Tassa sui rifiuti, ecco come calcolarla

21 Novembre 2017, 11:55am

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DI MICHELE PAPPACODA  La Tari, o tassa sui rifiuti, è il tributo destinato a finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ed è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre i rifiuti medesimi. La Tari è calcolata su base annuale e il pagamento è suddiviso in due semestri stabiliti dal Comune di appartenenza. La tariffa della Tari - ricorda il Ministero dell'Economia in una nuova circolare in cui illustra la corretta modalità applicativa della tassa - è composta da una parte fissa, determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, e da una parte variabile, rapportata alle quantità di rifiuti conferiti; la tariffa inoltre è articolata nelle fasce di utenza domestica e non domestica.

 

La parte fissa per le utenze domestiche è determinata in base alla superficie e alla composizione del nucleo familiare. Per la parte variabile della tariffa, invece, la normativa stabilisce che questa "è rapportata alla quantità di rifiuti indifferenziati e differenziati specificata per kg, prodotta da ciascuna utenza". Il Ministero si sofferma poi sul significato della locuzione utenza domestica, che "deve intendersi comprensiva sia delle superfici adibite a civile abitazione sia delle relative pertinenze".

 

Pertanto, la quota fissa di ciascuna utenza domestica deve essere calcolata moltiplicando la superficie dell'alloggio sommata a quella delle relative pertinenze per la tariffa unitaria corrispondente al numero degli occupanti dell'utenza stessa, mentre la quota variabile è costituita da un valore assoluto, vale a dire da un importo rapportato al numero degli occupanti che non va moltiplicato per i metri quadrati dell'utenza e va sommato come tale alla parte fissa. Con riferimento alle pertinenze dell'abitazione appare corretto computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell'utenza domestica.

 

E' possibile effettuare una simulazione del calcolo della Tari considerando un nucleo familiare di tre componenti, che possiede un appartamento di 80 mq e una cantina di 20 mq, che costituisce la pertinenza dell'abitazione. Se si ipotizza che la tariffa per il calcolo della parte fissa determinata dal comune sia pari a € 1,10 mentre la parte variabile sia pari a € 163,27, la modalità corretta di calcolo della tassa è la seguente:

 

"Pertanto - spiega il Ministero dell'Economia - laddove il contribuente riscontri un errato computo della parte variabile effettuato dal comune o dal soggetto gestore del servizio rifiuti, lo stesso può richiedere il rimborso del relativo importo, solo relativamente alle annualità a partire dal 2014, anno in cui la Tari è stata istituita [...] quale componente dell'imposta unica comunale (IUC) posta a carico dell'utilizzatore per finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

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SEZ. POLITICA Centrosinistra: Veltroni, polemiche tra noi aprono autostrada alla destra

17 Novembre 2017, 13:52pm

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SEZ. POLITICA Centrosinistra: Veltroni, polemiche tra noi aprono autostrada alla destra

INSERITO DA MORENA MOTTA "Fare ora una campagna elettorale polemica è aprire un'autostrada alla destra": è l'avvertimento lanciato da Walter Veltroni a "1/2 ora in più" su Rai . "C'è il rischio, in questo processo di messa in discussione della democrazia in Europa, che la sinistra si divida, spacchi il capello in quattro e ci si odi gli uni con gli altri", ha aggiunto l'ex segretario del Pd. "Se c'è un momento in cui la sinistra avrebbe il dovere di comporre le diversità è in questo momento", ha insistito, "sono divisioni irresponsabili in questo momento storico".

"La sinistra dà spesso la sensazione di non essere più una comunità", ha lamentato Veltroni, "a Renzi l'ho sempre detto: cerca di includere, di accogliere coloro che sono più lontani da te. Accetta le critiche. Anche le osservazioni più dure, perché così si dirige un partito. Poi mi colpisce anche l'acrimonia che c'è nei confronti di Renzi, spesso c'è un'esagerazione che tra di noi non dovrebbe esistere".

FONTE AGI

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SEZ.POLITICA Pd: Renzi, campagna elettorale a porte, sforzo unitario Pd. No abiure' 'Il futuro è una pagina bianca da scrivere: o la scriviamo noi o la destra'

14 Novembre 2017, 10:12am

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SEZ.POLITICA Pd: Renzi, campagna elettorale a porte, sforzo unitario Pd. No abiure' 'Il futuro è una pagina bianca da scrivere: o la scriviamo noi o la destra'

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una coalizione dai centristi alla sinistra comprendendo Campo Progressista, i Radicali, i Verdi, i Socialisti e l'Idv. E' lo schema della coalizione "larga" che Matteo Renzi mette sul piatto della direzione, dicendosi pronto a non porre "veti e paletti" e a scrivere "una pagina bianca" sia nel programma sia nel metodo di una leadership non più "solitaria". Ma senza "abiure" dei Mille Giorni, anzi rivendicando quanto fatto pur nell'ammissione che "possiamo fare meglio" sul jobs act come sulle politiche migratorie. Una linea che convince la minoranza di Michele Emiliano ma non quella di Orlando, che si astiene, e che viene respinta come "chiacchiere" da Pier Luigi Bersani.

Matteo Renzi ha fretta di andare a votare e ha cerchiato in rosso la data del 4 marzo, coma fa capire ai suoi interlocutori. Per il leader la consapevolezza della "campagna elettorale alle porte" comporta uno "sforzo unitario" del Pd e non analisi ex-post sull'esito delle elezioni siciliane, di cui non fa cenno nella sua relazione in direzione. La partita, è convinto l'ex premier, si giocherà tra il Pd che, scommette, sarà "primo gruppo parlamentare", e la destra perchè M5S non è competitivo: sia perchè "sovrastimato nei sondaggi sia perchè con il Rosatellum se non raggiungi almeno il 30 per cento nei collegi" sei fuori dai giochi. Certo, è consapevole il leader dem, una coalizione larga è importante nella battaglia collegio per collegio. E prende l'impegno a scrivere "una pagina bianca" sedendosi al tavolo dell'alleanza.

Ma guardare al futuro non vuol dire per Renzi rinnegare il passato, "sarebbe assurdo, illogico e inspiegabile". Quanto basta per capire che l'unità con gli ex di Mdp, che chiedono discontinuità a partire dalla sconfessione del jobs act, non esistono, è una chimera. "Le chiacchiere stanno a zero, adesso ci vogliono dei fatti", chiude Pier Luigi Bersani per il quale "qualche milione di italiani" non è d'accordo con le rivendicazioni dell'ex premier. Ma per oggi il segretario, che in realtà non si fa grosse illusioni nel recuperare Bersani e D'Alema, sparge miele: "C'è più sintonia con Mdp che con gli avversari storici, non solo perché governiamo insieme in 14 regioni ma perché molte cose fatte le abbiamo fatte insieme". E comunque non sarà lui a sbattere la porta: "Chi vuole rompere lo faccia, non troverà sponde nel Pd". Niente abiure neanche sulla politica migratoria, come chiesto da Emma Bonino che vuole la cancellazione dell'accordo sulla Libia. Renzi difende Minniti: "Il calo degli sbarchi c'è stato, 50mila in meno rispetto allo scorso anno poi sappiamo che c'è la grande scommessa sulla Libia e l'Africa".

Quanto alla richiesta arrivata anche da Giuliano Pisapia, approvare subito ius soli e biotestamento, per il segretario dem il tema dei diritti "va tolto dal tavolo" delle alleanze: e infatti non se ne fa parola nel documento finale. "Cercheremo di farlo rispettando ciò che il governo e la coalizione vorranno fare", dice. Così come il niet del leader di Cp a intese con pezzi del centrodestra, leggi Ap, non piace all'ex premier che considera "cruciale" che moderati e centristi non tornino all'ovile da Berlusconi. Le aperture di Renzi, che chiede una mano a tutti nel Pd, convincono Dario Franceschini, da giorni impegnato a ricucire dentro il partito, e Michele Emiliano che dopo una lunga trattativa trova conferma delle sue 10 richieste nell'intervento del segretario.

Andrea Orlando, invece, insieme a 14 della sua area, non considera abbastanza l'impegno di Renzi, che vede il Pd "in un vicolo cieco", costretto dal Rosatellum a fare alleanze che al momento non ci sono. Il Guardasigilli, che alla fine ha preferito non mettere ai voti un suo odg, con la sua astensione si impegna a vigilare perchè il Pd ora "lavori pancia a terra, 24 ore al giorno" a fare una coalizione "a vocazione maggioritaria". Ma è vero che, al di là dell'astensione di Orlando, oggi il Pd ha preferito evitare rese dei conti nella consapevolezza che la partita è difficile anche con il partito unito. Nei prossimi giorni Renzi torna sul treno per un tour che considera fondamentale per creare una connessione con il paese. A Roma, invece, restano al lavoro i pontieri, incluso Piero Fassino che, proprio in virtù del suo ruolo di ex segretario dei Ds, cercherà di ricomporre la rottura con Bersani, D'Alema e la sinistra.

ANSA

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SEZ. POLITICA Renzi: 'Da Libero battuta infelice, non una minaccia' Critiche da Boldrini a Grasso alla stampa. Feltri: 'Analfabeta chi ci legge minaccia'

9 Novembre 2017, 09:39am

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SEZ. POLITICA Renzi: 'Da Libero battuta infelice, non una minaccia' Critiche da Boldrini a Grasso alla stampa. Feltri: 'Analfabeta chi ci legge minaccia'

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Pioggia di polemiche per il titolo del quotidiano 'Libero' dopo la partecipazione di Matteo Renzi a 'Ballarò'. "Per stendere Renzi bisogna sparargli", scrive il quotidiano. "Ho scelto una metafora di uso comune: attribuire al mio titolo il valore di una minaccia - spiega Vittorio Feltri - significa essere analfabeti". "E poi - aggiunge all'ANSA - in un articolo non c'è solo il titolo: chi vuole capire meglio, legga il testo. E basta leggere il titolo per intero e i primi tre capoversi del pezzo per capire che Renzi è vittima del fuoco amico: 'Nel Pd goffi tentativi per liberarsene', è la sinistra che gli spara".

"Fermo restando che ciascuno fa i titoli e gli articoli che vuole - dice Matteo Renzi dal treno del Pd - bisogna ricondurre tutto a ragione ed equilibrio. Quella di 'Libero' la considero una battuta fosse non troppo felice: ringrazio tutti per la solidarietà ma non mi sento minacciato da Vittorio Feltri. Non esagererei, non la vivo come una minaccia, è una delle provocazioni che a volte voi giornalisti fate. Per me non è un problema". 

Ma arrivano critiche sia dalla istituzioni che dalla stampa. 'Il titolo di Libero non è un'analisi politica. Non è una metafora. Non è una provocazione. Non è una sintesi. Non è una battuta. È solo triste e intollerabile spazzatura...", scrive su Twitter il presidente del Senato Pietro Grasso.

"Un titolo agghiacciante. Ed è solo l'ultimo di una lunga serie di incitamenti deliberati all'#odio. Questo non è giornalismo. Solidarietà a @matteorenzi", scrive Laura Boldrini.

"Libero su Renzi usa linguaggio irresponsabile. Parte lesa non solo il segretario Pd, ma anche i giornalisti consapevoli della loro funzione sociale". Così Carlo Verna, presidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti, commentando su Twitter "l'ennesimo titolo estremo di Libero". "A prescindere da iniziative del diretto interessato - aggiunge Verna in un secondo tweet - presenterò una segnalazione al Consiglio di Disciplina territoriale a tutela dei colleghi consapevoli della funzione sociale dell'informazione".

 "Il titolo del quotidiano Libero su Matteo Renzi è istigazione alla violenza e incitamento all'odio. Non ha niente a che vedere con il giornalismo né può rappresentare esercizio del diritto di critica, sempre legittimo e insopprimibile, ma nel rispetto della dignità delle persone. Al segretario del Pd, così come ad ogni altra persona colpita da parole trasformate in pietre, la solidarietà della Fnsi". Lo afferma, in una nota, la Federazione nazionale della stampa italiana.

ANSA

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SEZ. POLITICA Ostia, al ballottaggio M5s e Centrodestra

6 Novembre 2017, 10:57am

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SEZ. POLITICA Ostia, al ballottaggio M5s e Centrodestra

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ora è ufficiale: saranno Movimento 5 Stelle e centrodestra a contendersi il posto di presidente del X Municipio di Roma, il primo nella storia della Capitale ad essere stato commissariato due anni per mafia, nel ballottaggio del 19 novembre. Con il 100% delle sezioni scrutinate (a nove ore dalla chiusura dei seggi), la candidata pentastellata Giuliana Di Pillo risulta la più votata con il 30,21% delle preferenze, davanti a Monica Picca, responsabile locale di Fratelli d'Italia che corre con una coalizione con Lega e Forza Italia, che ha ottenuto il 26,68% dei voti. Il Partito Democratico, con Athos De Luca, raggiunge il 13,61%, davanti al candidato di Casapound Luca Marsella che chiude con un 9,08%. Bene anche l'ex viceparroco Franco De Donno con l'8,61% finale. Seguono Andrea Bozzi, leader delle liste civiche per l'autonomia, al 5,54%; l'ex consigliere municipale di Sel Eugenio Bellomo al 3,61%; il candidato del Popolo della Famiglia Giovanni Fiori con l'1,34% e l'avvocato Marco Lombardi con l'1,32%.

"L'astensionismo - tuona la candidata M5s, Giuliana Di Pillo - è la prima grave conseguenza di un municipio sciolto per mafia e commissariato da due anni e in cui l'ultimo presidente, del Pd, è stato addirittura arrestato". "Purtroppo ormai l'astensionismo è fisiologico - dice invece il consigliere comunale Fdi, Andrea De Priamo -. Noi siamo comunque fiduciosi". Ora saranno gli scrutini a stabilire chi, tra i nove candidati, andrà al ballottaggio. Ma i primi dati sui seggi scrutinati diffusi dai comitati indicano un testa a testa tra la candidata M5s e il centrodestra.

Il Movimento cinque stelle punta su Giuliana Di Pillo, consapevole che scendere sotto il 30% delle preferenze sarebbe un brutto risultato, soprattutto se messo in relazione con il plebiscito ricevuto dalla sindaca Raggi alle passate comunali dove, al decimo municipio, ha ottenuto il 46% e addirittura il 74% al ballottaggio.

La prima cittadina, ad Auschwitz per accompagnare gli studenti romani nel 'Viaggio della Memoria', segue a distanza l'evolversi del voto sul litorale che, per forza di cose, rappresenta anche un primo "giudizio" sul suo operato al Campidoglio. La più titolata contendente della Di Pillo nella corsa al municipio è la candidata del centrodestra Monica Picca, responsabile di Fratelli d'Italia sul litorale. La sensazione, al momento e senza alcun riscontro ufficiale, è che alla fine sarà testa a testa Di Pillo-Picca, come confermano anche i dati delle prime sezioni scrutinate. Si annuncia una debacle per il Pd che, per voce dello stesso Roberto Giachetti, "resterà fuori dal ballottaggio. Ostia per noi è una missione impossibile". Ma potrebbe andare anche peggio e piazzarsi come quarta forza sul litorale.

In forte ascesa il consenso di Casapound. Il movimento di estrema destra, che alle scorse comunali non è andato oltre l'1,85%, rischia di superare agevolmente il 6% puntando ad almeno un posto in consiglio municipale. Dai primi dati il vice parroco Franco De Donno potrebbe aver un ottimo piazzamento ed è forte l'attesa anche per l'"autonomo" Andrea Bozzi, entrambi leader di due forze molto radicate sul territorio che potrebbero riscuotere importanti consensi. Da registrare, in una giornata convulsa tra forti piogge e grandinate, i diversi disagi in alcuni seggi elettorali.

In uno, ad Ostia, sono stati costretti a ricorrere alle candele per poter consentire il voto. In un altro, invece, hanno dovuto ricorrere ad improvvisate passerelle per poter evitare l'allagamento. L'unica certezza, al momento, è che il vero vincitore è il non voto, come ampiamente pronosticato prima dell'apertura dei seggi. Il municipio in cerca di "riscatto" sembra essere quantomai disaffezionato e scoraggiato da anni di mala gestione e mala politica, culminata con l'arresto del minisindaco, Andrea Tassone, coinvolto nell'inchiesta sul quel Mondo di Mezzo che proprio sul litorale aveva trovato terreno quantomai fertile.

ANSA

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SEZ. POLITICA Elezioni Sicilia, proiezioni: Musumeci al 35% Cancelleri al 34%. Crolla il Pd

6 Novembre 2017, 09:44am

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SEZ. POLITICA Elezioni Sicilia, proiezioni: Musumeci al 35% Cancelleri al 34%. Crolla il Pd

INSERITO DA MORENA MOTTA La seconda proiezione delle elezioni in Sicilia su un campione del 10% e un margine d'errore tra il 2 e il 38% vede salire al 35% i voti per il candidato di centrodestra, Nello Musumeci e confermare al 34% quello dei 5 Stelle, Giancarlo Cancelleri. Fabrizio Micari, candidato del Pd, scende di un punto rispetto alla prima proiezione collocandosi al 20% mentre Claudio Fava si conferma al 9%.

Le proiezioni Emg Acqua Group per il Tg La7 - su un campione del 5% - vedono il candidato del centrodestra Nello Musumeci in testa con il 37,5% delle preferenze. Seguono l'esponente del M5S Giancarlo Cancelleri al 36,4%, Fabrizio Micari con il 18,8% e Claudio Fava con il 6,7%

Lo spoglio dei voti è iniziato alle 8. Ieri nell'Isola ieri dalle 8 alle 22 si sono recati alle urne per l'elezione del presidente della Regione e dei 70 deputati regionali, 2.179.474 elettori su 4.661.111, il 46,76% degli aventi diritto, mentre cinque anni fa avevano votato 2.203.165 persone. Solo in tre province su nove la percentuale è più alta rispetto al 2012: a Messina ha votato il 51,69% (51,24%), a Catania il 51,58% (51,09%) e a Palermo il 46,4 (46,28%).

Gli exit poll de La7 davano il candidato del centro destra Nello Musumeci avanti (6,5%-40,5%), ma a un'incollatura c'è Giancarlo Cancelleri del M5s (33,5-37,5). Il Pd crolla. al 16-20%, Fava 6-9%.

A vincere è però "partito del non voto": solo il 46,76% ha votato per l'elezione del presidente della Regione e dell'Assemblea, mentre il 53,23% ha disertato le urne. Rispetto al 2012 quando aveva votato il 47,41%, il dato dell'affluenza è in calo dello 0,65%.

La cosa certa è che il governo è stato sfiduciato dall'80% dei siciliani. Ora scioglimento del Parlamento ed elezioni subito", dice il leader della Lega Matteo Salvini commentando gli exit poll in Sicilia.

"Se i risultati confermeranno gli exit poll di stasera ci troveremmo davanti a una sconfitta tanto annunciata da tempo quanto netta e indiscutibile", dice il coordinatore del Pd, Lorenzo Guerini.

Tra i dati più evidenti quello relativo al calo dell'affluenza al voto. Se il trend non si invertirà, sarà al di sotto di quella registrata cinque anni fa, quando a urne chiuse votò il 47,41% degli elettori, col "partito del non voto" che toccò quota 52,59%: ben oltre la metà degli elettori aventi diritto. 

Ma nel Pd si parla già apertamente di sconfitta. "L'andamento degli exit poll - dice il responsabile Enti Locali del Pd Matteo Ricci - conferma una sconfitta tanto netta quanto annunciata. Ne prendiamo atto e ringraziamo il professor Micari per l'impegno e la dedizione avuta, al pari di tutte le democratiche e i democratici che ci hanno sostenuto in questo difficile confronto. Ora dobbiamo ripartire da loro e dai tanti siciliani che ci hanno votato".

"Micari ha avuto il coraggio che non ha avuto Grasso - commenta Davide Faraone - di fare il candidato del centrosinistra in una logica larga, proposta da Si e Mdp salvo poi tirarsi indietro. La nostra idea era di riproporre il modello Palermo poi la sinistra si è tirata fuori: prima Grasso, di cui abbiamo atteso per due mesi il suo sì e poi le altre forze politiche della sinistra per fare danno a Renzi facendo in modo che la partita la giocassimo noi da soli". Immediata la risposta degli ex Sel ed ex Pd. "Le parole di Faraone confermano l'arroganza dei renziani", osserva il senatore Mdp Miguel Gotor laddove Arturo Scotto incalza: "il Pd rifletta sul fatto che non compete neanche lontanamente con Grillo e Berlusconi".

Soddisfatto il Movimento cinque stelle che spera che il testa a testa Musumeci-Cancelleri possa risolversi in una vittoria di quest'ultimo.

Siciliani chiamati a eleggere il presidente della Regione e i componenti dell'Assemblea regionale siciliana che da quest'anno e per effetto dell'applicazione della legge taglia-deputati del 2011 e della successiva legge costituzionale 2 del 2013 passano da 90 a 70 parlamentari.

Si tratta dell'ultima tornata elettorale prima delle Politiche, l'ultimo test a disposizione di partiti e coalizioni per misurarsi su una legge non troppo lontana dal Rosatellum. In Sicilia la politica italiana si gioca molto e, da domani, i risultati del voto delle Regionali saranno strumento privilegiato per chi, nel Pd, nel centrodestra e anche nel M5S, aspiri a cambiare gli equilibri interni.

FONTE ANSA

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SEZ.POLITICA Regionali Sicilia al rush finale. Renzi: 'Voto importante per futuro isola' Grillo e Di Maio con Cancelleri a Palermo, domenica oltre 4 milioni al voto

4 Novembre 2017, 09:57am

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SEZ.POLITICA Regionali Sicilia al rush finale. Renzi: 'Voto importante per futuro isola' Grillo e Di Maio con Cancelleri a Palermo, domenica oltre 4 milioni al voto

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Rush finale della campagna elettorale per la Sicilia. In serata i comizi di chiusura della campagna elettorale prima del silenzio elettorale. Non sarà sull'isola ma è intervenuto via e-news sul voto Matteo Renzi: "Le elezioni di domenica in Sicilia - ha sottolineato - sono importanti soprattutto per il futuro di questa meravigliosa e difficile isola. Abbiamo investito molto in questa terra e chi governerà i prossimi cinque anni potrà gestirli al meglio. Dunque che vinca il miglior candidato e la migliore squadra. Fossi siciliano voterei quello che ritengo il miglior candidato, Fabrizio Micari, indicato al centrosinistra dal sindaco Orlando sulla base del 'modello Palermo', un'alleanza che andasse oltre il Pd".

Domenica urne aperte dalle 8 alle 22. Sono 4 milioni 681 mila 634 gli elettori chiamati il 5 novembre in Sicilia ad eleggere il presidente della Regione e i componenti dell'Assemblea regionale siciliana che da quest'anno e per effetto dell'applicazione della legge taglia-deputati del 2011 e della successiva legge costituzionale 2 del 2013 passano da 90 a 70 parlamentari. 

LO SPECIALE 

In serata sono previsti i comizi di chiusura. A Palermo, insiem al candidato M5s Giancarlo Cancelleri  scenderanno il piazza Beppe Grillo e Luigi Di Maio. Questa mattina sul blog di Beppe Grillo nuovo appello di Cancelleri. "Sapevamo - ha scritto - che sarebbe stata una campagna elettorale difficile e sapevamo pure che per batterci avrebbero messo in campo tutta la loro violenza. Contro di noi hanno schierato un esercito di impresentabili e tutto il controllo dei media nazionali. Non si parla di elezioni regionali se non per colpirci. Un tweet infelice fa più scandalo di arrestati e mafiosi. Ma adesso non c'è tempo per i piagnistei (che tra l'altro non ci appartengono) mancano pochi giorni al voto e bisogna assolutamente far capire a più persone possibile cosa li aspetta se sciaguratamente dovessero vincere questi individui. Se dovessero vincere i vari Miccichè, Armao, Lagalla, e tutto il passato politico di cui Musumeci si è circondato".  "Io non ho mai amministrato nemmeno un condominio, è vero, ma in 5 anni ho restituito col mio gruppo più di 3 milioni di euro al popolo siciliano. Loro hanno amministrato la Sicilia per vent'anni e l'hanno ridotta in macerie. Il 5 novembre sarà una resa dei conti. Una scelta secca: o noi o loro, il futuro contro il passato, la speranza contro il fallimento, cittadini contro partiti!", è l'appello via blog di Cancelleri. 

A sostegno di Fabrizio Micari, in Sicilia chiuderanno staseraMaurizio Martina e Matteo Richetti.

A sostegno di Claudio Fava saranno in Sicilia Pier Luigi Bersani e Nicola Fratoianni

Ieri comizi del centrodestra in Sicilia a sostegno di Nello Musumeci con cena finale Berlusconi-Salvini-Meloni a Catania.

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ANSA

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