Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
"Sono assolutamente favorevole, è una proposta di un'apertura straordinaria, si tratta di una giustizia sociale - commenta Ottobre con l'AdnKronos -. Del resto, io sono il primo firmatario di una proposta di legge del 2013 per consentire agli emigrati trentini il riconoscimento della cittadinanza italiana".
"Gli emigrati trentini prima del 1919 all'estero non possono ottenere il passaporto italiano in quanto riconosciuti cittadini austriaci perché prima del 1919 il Trentino era Austria - spiega Ottobre -. Si tratta quindi di giustizia sociale nei confronti di quei cittadini che sono emigrati e che non sono riconosciuti dallo Stato italiano".
"Sull'apertura dell'Austria ai cittadini sudtirolesi dico sì - prosegue il deputato -. Quando si parla di Südtirol si parla anche di trentini, e sono tanti ad essere favorevoli a questa iniziativa". Per Ottobre è "assolutamente giusto" estendere questa iniziativa anche ai trentini "che assieme allo statista Alcide De Gaspari facevano parte dell'Impero austro-ungarico".
"Solo chi ha vissuto quei ricordi può capire" conclude Ottobre, che aggiunge: "Ricordiamoci che il Trentino Sud Tirolo è stato annesso all'Italia militarmente, assieme al Friuli Venezia Giulia. Quei territori non hanno potuto decidere se rimanere, nonostante il re avesse promesso".
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DA REDAZIONE A proposito di “rilancio del centro storico” di Catanzaro il Presidente del movimento politico Il Bene in Comune , Salvatore Fulciniti ha chiesto ed ottenuto un’incontro con l’Assessore ai lavori pubblici Franco Longo, ha partecipato anche il Consigliere Comunale Rosario Mancuso espressione del movimento Bene in Comune. Oggetto dell’incontro lo stato di degrado in cui versa la balconata di Bellavista, una tra le più belle del Sud che delizia la vista di tanti cittadini e turisti che ammirano la costa Jonica da Crotone a Soverato, fornendo un biglietto da visita per la città e il suo centro storico senza eguali. Il Presidente dopo aver consegnato delle foto che rappresentano lo stato di abbandono di via Francesco de Seta , ha invitato l’Assessore a farsi una passeggiata per rendersi conto in che stato sono le poche panchine presenti, i bidoni della raccolta rifiuti ormai inesistenti, qualcuno giace a terra da anni senza che trovi un sostegno per essere appeso, e che dire dell’unico cassonetto per la raccolta degli escrementi dei cani sempre pieno, che lascia l’alibi a quei cittadini che non rispettano il bene di tutti a lasciare l’organico a terra o nel migliore dei casi a raccoglierlo e buttarlo in quel cestino rimasto a terra. Per tali motivi è stato chiesto all’Assessore Longo un’intervento immediato per ripristinare un minimo di decoro in uno dei luoghi più belli e suggestivi preferito da tanti cittadini che amano la loro città e dai visitatori occasionali o di rientro nella loro città di origine, i quali estasiati fotografano la cartolina naturale che si presenta davanti ai loro occhi, con l’immancabile Selfi, da esportare e far vedere ai loro concittadini nei territori di provenienza. Inoltre per la sicurezza dei cittadini è stata richiesta l’installazione delle telecamere di sorveglianza che riprenda il tratto panoramico e il parcheggio sottostante al fine di convincere gli automobilisti che le loro macchine parcheggiate non corrono alcun pericolo da eventuali vandali. E proprio per incentivare l’uso del parcheggio di Bellavista sono state proposte per l’immediato tariffe agevolate, con la possibilità in questo periodo Natalizio di parcheggiare gratis, oltre alla concessione ai residenti di poter parcheggiare con il pass a loro riservato. Servono azioni mirate e determinate evitando che gli automobilisti continuano a rimanere bloccati nel traffico come è successo nel giorno della funicolare Day dove con la funicolare aperta e i parcheggi a disposizione gratuiti, e con stranamente corso Mazzini aperto il centro era invaso da auto parcheggiate, e da una lunghissima colonna di macchine in fila che partiva da Bellavista per terminare al Cavatore, senza che il tratto di via Italia venisse minimamente percorso dagli automobilisti cosa che avviene quando obbligati dal corso Mazzini chiuso. Pur consapevoli che il rilancio del centro storico passa anche attraverso la cura e il decoro urbano, una adeguata gestione della viabilità che sappia coniugare le esigenze degli automobilisti e la vivibilità dei cittadini che hanno il diritto di avere un centro cittadino senza inquinamento e pericoli per i tanti bambini che lo frequentano, in questo contesto non aver fatto di tutto per rendere fruibile un parcheggio come quello di Bellavista si ha la sensazione che anche la costruzione dell’ascensore che è costato ai cittadini catanzaresi nei due interventi un milione di Euro passa come un’inutile spreco.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La legislatura è ormai agli sgoccioli e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ne annuncerà la fine tra due settimane, proprio a cavallo tra Natale e Capodanno. Con ogni probabilità, riporta il Corriere della Sera in un retroscena, è che il capo dello Stato scioglierà le Camere il 27 dicembre, e si andrà alle urne il 4 marzo. Domenica 12 dicembre Mattarella ha pranzato al Colle con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e Maria Elena Boschi ma non avrebbero discusso di questo perché Quirinale e Palazzo Chigi ne parlano da tempo. L'idea di anticipare il termine della legislatura, che in teoria dovrebbe concludersi a marzo nasce dall'intenzione di evitare grane al governo dopo l'approvazione della legge di Stabilità. Gentiloni non salirà al Quirinale rassegnando il mandato ma dichiarerà "esaurito" il suo compito.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA “La rotta tracciata – ha detto il coordinatore del partito – è quella giusta” E’ il congresso di Fratelli d’Italia-An a Trieste l’occasione per dare il benvenuto a Wanda Ferro che nei giorni scorsi ha lasciato Forza Italia per ritornare a destra. Il coordinatore regionale del partito, Ernesto Rapani, proprio ieri ha dato il benvenuto all’ex candidata del centrodestra alla Regione “Ciò significa – spiega Rapani nell’accogliere il consigliere regionale già candidato a presidente della Regione – che la rotta tracciata da Fdi-An nell’area di centrodestra è quella giusta. L’esperienza di Wanda, già assessore del comune di Catanzaro e presidente della Provincia, non potrà far altro che far crescere ulteriormente il partito in Calabria. Con lei rimpinguiamo anche il gruppo consiliare in Regione. L’adesione al nostro partito di un rappresentante illustre come la Ferro ci inorgoglisce, anche perché evidentemente abbiamo lavorato bene, in tutti questi anni, sul territorio regionale”. “La continua apertura di circoli, il radicamento sui vari territori sta offrendo i suoi frutti in termini di credibilità – termina Ernesto Rapani – che il partito sta assumendo, in un’area politica come quella di centrodestra oggi in una delicata fase di transizione e ricostruzione. In questa ottica, la Calabria c’è. C’è a Trieste, c’è nella direzione nazionale e ci sarà con forza ai prossimi appuntamenti elettorali, più forti di prima anche grazie al contributo di Wanda Ferro”. “Benvenuta Wanda Ferro – conclude il coordinatore provinciale di Catanzaro, Rosario Aversa –. Siamo certi che la Ferro, rappresentante politica di spessore, arricchirà di contenuti ed idee una famiglia in continua crescita qual è Fdi-An. Con lei proseguiremo a lavorare in sinergia con il regionale per mietere sempre più consensi”.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dario Violi candidato alla presidenza di Regione Lombardia contro Maroni e Gori.
La conferma
Con 793 preferenze Dario Violi ha vinto le “regionarie” e sarà il candidato del M5S alla presidenza della Regione Lombardia. Il consigliere del Movimento 5 Stelle sfiderà il governatore uscente Roberto Maroni e il leader del centrosinistra Giorgio Gori. Punta sulla diversità della proposta politica.
Chi è
Violi, 32 anni, bergamasco di Costa Volpino, laureato in Scienze politiche, si è avvicinato alla politica giovanissimo mentre nel 2011 è entrato nel M5S di Bergamo ed è stato candidato del movimento alle elezioni regionali del 2013. Al Pirellone si è particolarmente distinto per l’impegno sul fronte dei temi economici e del lavoro, in particolare l’impegno sul fronte della sanità e della montagna.
I risultati delle “regionarie”
Violi ha preceduto per soli 7 voti il parlamentare Massimo Felice De Rosa (786 preferenze). Più staccati quindi gli altri concorrenti grillini: Ferdinando Alberti (573 voti, bresciano), Eugenio Casalino (489 voti, consigliere uscente e componente della Presidenza del Consiglio regionale), Monica Forte (447 voti), Roberto Cenci (266 voti), Cinzia Massafra (259 voti), Bruno Giulio Andrea Misculin (185 voti), Mary Fogli (153 voti), Mario Colomo (136 voti), Marcello Mosesso (107 voti) e Cesare Del Frate (92 voti). Alle “regionarie”, svoltesi giovedì scorso ai Magazzini Generali, hanno partecipato 4.286 iscritti al movimento.
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DI MORENA MOTTA Giuliano Pisapia, capo di Campo Progressita, afferma di voler costruire un campo aperto, largo e progressista. "Veniamo dalla sinistra e saremo capaci di mettere insieme centro e sinistra per costruire un nuovo centrosinistra", così rimarca a chi dice che correil rischio di essere troppo di centro, ed aprire ad un'alleanza verso Ap mentre Mdp chiude al Pd.
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA La Cgil conferma il giudizio di "grande insufficienza" sulla proposta del Governo sulla previdenza e indice una prima mobilitazione del sindacato per il due dicembre. Lo dice la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso al termine del confronto con il Governo.
Diversa la valutazione della segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan: "Ritieniamo che il percorso prospettato dal governo e la sintesi fatta siano assolutamente positivi. E' quindi un giudizio positivo del percorso e del lavoro fatto".
Ilpacchetto di misure del governo sulle pensioni è "molto rilevante e sostenibile -ha detto Gentilonidurante l'incontro, secondo quanto si apprende da fonti presenti alla riunione-. Dal nostro punto di vista è un buon risultato. Un risultato di cui la condivisione del mondo sindacale è requisito importante. Parliamo spesso dell'importanza del dialogo con le parti sociali, un dialogo che è forte quando produce risultati".
"Siamo convinti che nell'ambito di una Legge di Bilancio che già, pur con risorse limitate, viene incontro a numerose esigenze sociali e espresse dal mondo del lavoro - ha aggiunto il premier -, abbiamo messo insieme in queste tre settimane un pacchetto di misure molto rilevante e sostenibile.Più sostegno il pacchetto avrà dalle forze sindacali più sarà forte nel trovare spazio compiuto nella Legge di Bilancio".
L'esecutivo ha presentato a Cgil, Cisl e Uil il documento di sintesi delle proposte, che i sindacati stanno esaminando "nel dettaglio". Intanto, il premier Paolo Gentiloni ed il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan hanno lasciato Palazzo Chigi per partecipare, come previsto, all'inaugurazione dell'anno di studi 2017-2018 della Guardia di Finanza.
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DI MICHELE PAPPACODA La Tari, o tassa sui rifiuti, è il tributo destinato a finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ed è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre i rifiuti medesimi. La Tari è calcolata su base annuale e il pagamento è suddiviso in due semestri stabiliti dal Comune di appartenenza. La tariffa della Tari - ricorda il Ministero dell'Economia in una nuova circolare in cui illustra la corretta modalità applicativa della tassa - è composta da una parte fissa, determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, e da una parte variabile, rapportata alle quantità di rifiuti conferiti; la tariffa inoltre è articolata nelle fasce di utenza domestica e non domestica.
La parte fissa per le utenze domestiche è determinata in base alla superficie e alla composizione del nucleo familiare. Per la parte variabile della tariffa, invece, la normativa stabilisce che questa "è rapportata alla quantità di rifiuti indifferenziati e differenziati specificata per kg, prodotta da ciascuna utenza". Il Ministero si sofferma poi sul significato della locuzione utenza domestica, che "deve intendersi comprensiva sia delle superfici adibite a civile abitazione sia delle relative pertinenze".
Pertanto, la quota fissa di ciascuna utenza domestica deve essere calcolata moltiplicando la superficie dell'alloggio sommata a quella delle relative pertinenze per la tariffa unitaria corrispondente al numero degli occupanti dell'utenza stessa, mentre la quota variabile è costituita da un valore assoluto, vale a dire da un importo rapportato al numero degli occupanti che non va moltiplicato per i metri quadrati dell'utenza e va sommato come tale alla parte fissa. Con riferimento alle pertinenze dell'abitazione appare corretto computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell'utenza domestica.
E' possibile effettuare una simulazione del calcolo della Tari considerando un nucleo familiare di tre componenti, che possiede un appartamento di 80 mq e una cantina di 20 mq, che costituisce la pertinenza dell'abitazione. Se si ipotizza che la tariffa per il calcolo della parte fissa determinata dal comune sia pari a € 1,10 mentre la parte variabile sia pari a € 163,27, la modalità corretta di calcolo della tassa è la seguente:
"Pertanto - spiega il Ministero dell'Economia - laddove il contribuente riscontri un errato computo della parte variabile effettuato dal comune o dal soggetto gestore del servizio rifiuti, lo stesso può richiedere il rimborso del relativo importo, solo relativamente alle annualità a partire dal 2014, anno in cui la Tari è stata istituita [...] quale componente dell'imposta unica comunale (IUC) posta a carico dell'utilizzatore per finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
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INSERITO DA MORENA MOTTA "Fare ora una campagna elettorale polemica è aprire un'autostrada alla destra": è l'avvertimento lanciato da Walter Veltroni a "1/2 ora in più" su Rai . "C'è il rischio, in questo processo di messa in discussione della democrazia in Europa, che la sinistra si divida, spacchi il capello in quattro e ci si odi gli uni con gli altri", ha aggiunto l'ex segretario del Pd. "Se c'è un momento in cui la sinistra avrebbe il dovere di comporre le diversità è in questo momento", ha insistito, "sono divisioni irresponsabili in questo momento storico".
"La sinistra dà spesso la sensazione di non essere più una comunità", ha lamentato Veltroni, "a Renzi l'ho sempre detto: cerca di includere, di accogliere coloro che sono più lontani da te. Accetta le critiche. Anche le osservazioni più dure, perché così si dirige un partito. Poi mi colpisce anche l'acrimonia che c'è nei confronti di Renzi, spesso c'è un'esagerazione che tra di noi non dovrebbe esistere".
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una coalizione dai centristi alla sinistra comprendendo Campo Progressista, i Radicali, i Verdi, i Socialisti e l'Idv. E' lo schema della coalizione "larga" che Matteo Renzi mette sul piatto della direzione, dicendosi pronto a non porre "veti e paletti" e a scrivere "una pagina bianca" sia nel programma sia nel metodo di una leadership non più "solitaria". Ma senza "abiure" dei Mille Giorni, anzi rivendicando quanto fatto pur nell'ammissione che "possiamo fare meglio" sul jobs act come sulle politiche migratorie. Una linea che convince la minoranza di Michele Emiliano ma non quella di Orlando, che si astiene, e che viene respinta come "chiacchiere" da Pier Luigi Bersani.
Matteo Renzi ha fretta di andare a votare e ha cerchiato in rosso la data del 4 marzo, coma fa capire ai suoi interlocutori. Per il leader la consapevolezza della "campagna elettorale alle porte" comporta uno "sforzo unitario" del Pd e non analisi ex-post sull'esito delle elezioni siciliane, di cui non fa cenno nella sua relazione in direzione. La partita, è convinto l'ex premier, si giocherà tra il Pd che, scommette, sarà "primo gruppo parlamentare", e la destra perchè M5S non è competitivo: sia perchè "sovrastimato nei sondaggi sia perchè con il Rosatellum se non raggiungi almeno il 30 per cento nei collegi" sei fuori dai giochi. Certo, è consapevole il leader dem, una coalizione larga è importante nella battaglia collegio per collegio. E prende l'impegno a scrivere "una pagina bianca" sedendosi al tavolo dell'alleanza.
Ma guardare al futuro non vuol dire per Renzi rinnegare il passato, "sarebbe assurdo, illogico e inspiegabile". Quanto basta per capire che l'unità con gli ex di Mdp, che chiedono discontinuità a partire dalla sconfessione del jobs act, non esistono, è una chimera. "Le chiacchiere stanno a zero, adesso ci vogliono dei fatti", chiude Pier Luigi Bersani per il quale "qualche milione di italiani" non è d'accordo con le rivendicazioni dell'ex premier. Ma per oggi il segretario, che in realtà non si fa grosse illusioni nel recuperare Bersani e D'Alema, sparge miele: "C'è più sintonia con Mdp che con gli avversari storici, non solo perché governiamo insieme in 14 regioni ma perché molte cose fatte le abbiamo fatte insieme". E comunque non sarà lui a sbattere la porta: "Chi vuole rompere lo faccia, non troverà sponde nel Pd". Niente abiure neanche sulla politica migratoria, come chiesto da Emma Bonino che vuole la cancellazione dell'accordo sulla Libia. Renzi difende Minniti: "Il calo degli sbarchi c'è stato, 50mila in meno rispetto allo scorso anno poi sappiamo che c'è la grande scommessa sulla Libia e l'Africa".
Quanto alla richiesta arrivata anche da Giuliano Pisapia, approvare subito ius soli e biotestamento, per il segretario dem il tema dei diritti "va tolto dal tavolo" delle alleanze: e infatti non se ne fa parola nel documento finale. "Cercheremo di farlo rispettando ciò che il governo e la coalizione vorranno fare", dice. Così come il niet del leader di Cp a intese con pezzi del centrodestra, leggi Ap, non piace all'ex premier che considera "cruciale" che moderati e centristi non tornino all'ovile da Berlusconi. Le aperture di Renzi, che chiede una mano a tutti nel Pd, convincono Dario Franceschini, da giorni impegnato a ricucire dentro il partito, e Michele Emiliano che dopo una lunga trattativa trova conferma delle sue 10 richieste nell'intervento del segretario.
Andrea Orlando, invece, insieme a 14 della sua area, non considera abbastanza l'impegno di Renzi, che vede il Pd "in un vicolo cieco", costretto dal Rosatellum a fare alleanze che al momento non ci sono. Il Guardasigilli, che alla fine ha preferito non mettere ai voti un suo odg, con la sua astensione si impegna a vigilare perchè il Pd ora "lavori pancia a terra, 24 ore al giorno" a fare una coalizione "a vocazione maggioritaria". Ma è vero che, al di là dell'astensione di Orlando, oggi il Pd ha preferito evitare rese dei conti nella consapevolezza che la partita è difficile anche con il partito unito. Nei prossimi giorni Renzi torna sul treno per un tour che considera fondamentale per creare una connessione con il paese. A Roma, invece, restano al lavoro i pontieri, incluso Piero Fassino che, proprio in virtù del suo ruolo di ex segretario dei Ds, cercherà di ricomporre la rottura con Bersani, D'Alema e la sinistra.