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sez. cultura e spettacoli

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI «Ecco chi era Farfariello, il Totò d’America»

12 Ottobre 2019, 08:49am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Parla Gregorio Di Micco, il giornalista che riscoprì Eduardo Migliaccio famoso negli Stati Uniti e sconosciuto a Cava

Totò d’America, così Gregorio Di Micco, giornalista e scrittore, ha definito Eduardo Migliaccio, in arte Farfariello, showman di successo, che nato a Cava de’ Tirreni nel 1882, emigrò negli Stati Uniti d’America con la famiglia. «Un personaggio famoso e amato in America, - racconta Di Micco - che però nessuno conosceva nella città che gli ha dato i natali, e che dopo ricerche dettagliate, ho presentato, con tutti gli onori e i meriti, ai suoi concittadini, che fino a quel momento, erano completamente ignari della sua esistenza». Di Micco, vanta una lunga carriera nel mondo del giornalismo ma è anche grande appassionato di libri visto che è stato autore del romanzo “Cava 1943 - I giorni del terrore, 75 anni dallo sbarco a Salerno”, un racconto che porta alla luce il diario inedito di una donna che si rifugia a Cava durante la Seconda Guerra Mondiale. Gregorio Di Micco, perché nel primo articolo che ha scritto su Farfariello lo accosta a Totò? Eduardo Migliaccio era un’artista completo, recitava, cantava, era un imitatore, compose anche una canzone per il tenore Caruso, si costruiva da solo le maschere che indossava, e aveva grandi doti interpretative che ebbe modo di mostrare al pubblico americano che impazzì letteralmente per lui. Negli Stati Uniti fu acclamato e apprezzato, ottenne i giusti riconoscimenti, ma a Cava, dove la sua famiglia aveva le radici, non lo avevano mai sentito nominare. E lei come è venuto a conoscenza di questa storia che ha rievocato e fatto emergere? Il mio incontro con la figura eclettica, creativa ed esuberante di Farfariello è avvenuta per caso. Una mattina mentre mi recavo al lavoro, fui colpito dal titolo di un libro, venduto per strada, sugli emigranti italiani all’estero. Lo sfogliai e la mia attenzione cadde sul nome di Eduardo Migliaccio, artista di successo in America, nato a Cava de’ Tirreni. Abito nella città metelliana da molti anni, ma né io né tutti coloro ai quali chiesi se conoscevano il personaggio, avevamo idea di chi fosse. Scrissi un articolo su di lui che un po’ di tempo dopo fu pubblicato da “Il Mattino”, in prima pagina, per volontà del direttore che come me si interessò subito a questo artista e ad una storia così lontana ma tanto vicina che successivamente attirò poi anche l’attenzione del sindaco di Cava, il quale volle incontrarmi e insieme abbiamo intrapreso un percorso divulgativo utile a riportare in città la figura sconosciuta di Farfariello. In che modo è avvenuta questa conoscenza tardiva tra lui e i cittadini di Cava? Nell’arco di due anni, in collaborazione con l'amministrazione comunale di allora, abbiamo organizzato uno spettacolo in piazza a lui dedicato, con la partecipazione del figlio Arnold, che sono riuscito a rintracciare in America e che è arrivato a Cava in quell’occasione, insieme alla sua famiglia, e poi abbiamo organizzato dibattiti, convegni, mostre pure grazie al contributo della Rai che ci mise a disposizione l’archivio storico dove ho trovato più di 50 incisioni di Farfariello. Migliaccio aveva dato tanto all’America ed era amato dal popolo che si identificava in lui, in un personaggio vicino al loro mondo la cui arte si distingueva da quella più colta ed erudita, rappresentata invece da Enrico Caruso. Ci racconta qualcosa della famiglia Migliaccio? I genitori di Eduardo erano ricchi e non emigrarono per necessità ma andarono in America perché il padre aveva acquistato una miniera e dirigeva una banca negli Stati Uniti. Il nonno invece, aveva una tipografia a Salerno e quando andò in bassa fortuna la chiuse e si trasferì a Cava. Farfariello aveva studiato in collegio a Napoli ed era entrato in contatto con gli artisti e i teatri napoletani. Come spiega il fatto che Cava non ha mai omaggiato Migliaccio dedicandogli una piazza, una strada o una struttura pubblica? Una volta ci siamo andati vicino. L’amministrazione comunale e il sindaco Gravagnuolo ottennero un finanziamento dalla Regione Campania per creare un teatro a lui dedicato. Individuammo il posto nell’ex deposito dei pullman, fu fatto un progetto, approvata la delibera comunale ma quando decadde l’amministrazione decise di interrompere l’iniziativa. Quel cambiamento di rotta ha danneggiato anche la città perché Cava è uno dei pochi paesi che non ha un teatro e i cavesi sono costretti a spostarsi. Ricordo che la famiglia di Eduardo aveva raccolto cimeli, foto e testimonianze di Farfariello che sarebbero state esposte nel teatro che non è stato mai costruito. Attualmente c’è solo l’aula musicale di una scuola di Cava dedicata a Eduardo Migliaccio e che ricorda ai giovani il loro famoso concittadino. Maria Romana Del Mese LA CITTA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Il Tar sospende il prestito dell'Uomo Vitruviano di Leonardo al Louvre

10 Ottobre 2019, 07:17am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Dopo il ricorso di Italia Nostra. Per il ministero dei Beni culturali è una 'decisione incomprensibile, procedura trasparente'. 'No comment del Louvre'

Uomo vitruviano © ANSA

Dopo il ricorso presentato da Italia Nostra, il Tar del Veneto ha sospeso il prestito al museo del Louvre dell'Uomo Vitruviano di Leonardo, conservato nelle Gallerie dell'Accademia di Venezia. Tenendo conto dell'apertura della mostra parigina, prevista per il 24 ottobre, il tribunale amministrativo ha deciso di anticipare la discussione in camera di consiglio, annunciata per lo stesso giorno, al 16 ottobre.

Nello stesso provvedimento, il Tar sospende anche il memorandum d'intesa siglato a Parigi tra il ministero dei Beni culturali e il museo del Louvre per lo scambio di opere di Leonardo e Raffaello nella parte "in cui viola il principio dell'ordinamento giuridico per cui gli uffici pubblici si distinguono in organi di indirizzo e controllo da un lato, e di attuazione e gestione dall'altro".

Dura la reazione del Mibact. 'Da una prima lettura delle anticipazioni di stampa risulta del tutto incomprensibile il riferimento a una presunta violazione del 'principio dell'ordinamento giuridico per cui gli uffici pubblici si distinguono in organi di indirizzo e controllo da un lato, e di attuazione e gestione dall'altro' nello scambio di opere tra i musei italiani e il Louvre". L'ufficio legislativo del Mibact commenta così la sospensione del prestito dell'Uomo Vitruviano, disposta dal Tar del Veneto, parlando di "procedura trasparente". "L'accordo firmato a Parigi - è stato esclusivamente il riconoscimento da parte dei ministri di decisioni e atti tutti presi, per parte italiana, dai competenti uffici tecnici del Mibac. Il prestito di ogni opera italiana risultava già autorizzato al momento della sottoscrizione dell'accordo che prevede, peraltro, che lo scambio di opere avvenga secondo le specifiche prescrizioni di tutela dettate dai singoli musei. Una semplice lettura dei documenti dimostra facilmente tutto ciò e all'udienza del 16 ottobre - conclude la nota del ministero - tutto questo emergerà con assoluta chiarezza e trasparenza".

Un secco 'no comment' arriva dal Louvre. "Abbiamo appreso la notizia ma al momento non c'è nessun commento. E' una decisione che spetta all'Italia": questa la reazione del Louvre, raccolta dall'ANSA, alla decisione del Tar del Veneto di bloccare il prestito dell'Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci. Gli inviti del museo parigino per la mostra dedicata a Leonardo, e nella quale avrebbe dovuto essere esposto l'Uomo Vitruviano in base agli accordi fra i governi di Roma e Parigi, erano stati inviati già da ieri.

"Fratelli d'Italia aveva denunciato l'inaccettabile e vergognoso spostamento dell'Uomo Vitruviano di Leonardo al Louvre. Un atto di sottomissione che il ministro Franceschini, appena giunto al ministero, aveva approvato parlando addirittura di 'dimostrazione di qualcosa che non è solo nazionale ma è globale'. Invece, grazie al Tar l'opera del genio italiano, e a differenza di Franceschini non abbiamo paura di ribadirlo, di Leonardo da Vinci rimarrà in Italia. Un vero e proprio schiaffo per Franceschini e una lezione per chi come lui non passa giorno ad essere cantore di quel mondialismo, che punta a recidere le nostre radici e la nostra identità" ha dichiarato il senatore di Fratelli d'Italia, Gaetano Nastri.

 ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI E' morto Beppe Bigazzi, ex star della Prova del cuoco Aveva 86 anni, l'annuncio sui social dell'amico chef Tizzanini

10 Ottobre 2019, 07:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Antonella Clerici e Beppe Bigazzi © ANSA

Addio a Beppe Bigazzi, giornalista appassionato di gastronomia. Amato dal pubblico tv per la partecipazione al programma televisivo "La prova del cuoco" con Antonella Clerici di cui, nel 2000, divenne pure co-conduttore.

Quando fu sospeso per la ricetta con la carne di gatto


   

Valdarnese di nascita, 86 anni, Bigazzi lottava da tempo contro una grave malattia.   

Quando fu sospeso dalla prova del cuoco per la ricetta con carne di gatto

Giornalista ed esperto di gastronomia, con un importantissimo passato da dirigente di aziende di spicco, volto amato dal grande pubblico per "La Prova del Cuoco" con Antonella Clerici di cui, nel 2000, divenne pure co-conduttore. Valdarnese di nascita, Bigazzi, 86 anni, lottava da tempo contro grave una malattia. L'annuncio della scomparsa è stato dato dall'amico chef Paolo Tizzanini, del ristorante L'Acquolina di Terranuova Bracciolini, il comune dove Bigazzi era nato il 20 gennaio 1933. Tizzanini, con cui Bigazzi aveva condotto un programma su Alice Tv, ha scritto su Facebook: "A cerimonia avvenuta vi comunico la perdita di un amico fraterno, un grande uomo in tutti i sensi".

ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Una serie tv dal fumetto cult Dylan Dog Atomic Monster di James Wan sarà al fianco della Bonelli Editore

8 Ottobre 2019, 12:29pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Dylan Dog © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Atomic Monster di James Wan sarà al fianco della Casa editrice di fumetti Sergio Bonelli Editore per realizzare una serie TV in lingua inglese basata sul fumetto cult Dylan Dog. "Dylan Dog", creato da Tiziano Sclavi, si svilupperà come una serie live-action in 10 episodi, ispirata al popolare fumetto che vede protagonista il celebre "Indagatore dell'incubo" alle prese con mostri, fantasmi, vampiri, lupi mannari e zombi. La serie, nata 33 anni fa e pubblicata negli Stati Uniti da Dark Horse Comics, vanta un catalogo di oltre 500 storie a fumetti e dal suo debutto a oggi ha venduto oltre 50 milioni di copie in tutto il mondo. Il prossimo appuntamento per Atomic Monster sarà con The Conjuring 3, con Vera Farmiga and Patrick Wilson, in uscita l'11 settembre 2020. "James Wan e Atomic Monster sono maestri del genere horror e hanno una profonda sensibilità circa il modo migliore di adattare i fumetti allo schermo" spiega Davide Bonelli. "Siamo entusiasti del fatto che una squadra come questa sia al lavoro su uno dei nostri personaggi più importanti".
    "Dylan Dog è uno dei miei fumetti preferiti di sempre" aggiunge James Wan (regista di Aquaman, dell'universo di The Conjuring e di Malignant, di prossima uscita). "Sono stato iniziato per la prima volta alle storie dell'Indagatore dell'Incubo al liceo, dai miei amici europei. Anche se in quel momento non ho capito il testo a causa della lingua, ho facilmente ricostruito la storia attraverso i bellissimi disegni e i riferimenti al genere horror".
    Fondata nel 1941, è una delle Case editrici di fumetto più importanti del mondo. Bonelli Entertainment, è attualmente impegnata nella realizzazione di un film live action, prodotto con Eagle Pictures e Brandon Box e in uscita nel 2020, che vedrà protagonista il personaggio di Dampyr. Per la tv, sta co-producendo con Rai la serie animata basata sul personaggio di Dragonero.

ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Addio a Diahann Carroll, star di Julia e Dynasty Sfondo' barriera razza con ruolo afroamericana middle class

5 Ottobre 2019, 09:33am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 © ANSA

Carroll, l'attrice nera che fece da apripista per altre star di colore con le serie tv Julia e Dynasty e che per Claudine era stata candidata agli Oscar e' morta nella sua casa di Los Angeles a 84 anni. La Carroll era gia' famosa nei night di Las Vegas e per ruoli in musical di Broadway e Hollywood come Carmen Jones e Porgy and Bess quando alla fine degli ani Sessanta fu avvicinata dalla Nbc per la parte della protagonista di Julia. Inizialmente aveva rifiutato. "Non pensavo che sarebbe andata da nessuna parte", aveva detto anni dopo. Diahann, aveva cambiato idea dopo aver appreso che lo sceneggiatore della serie, Hal Kanter, pensava che fosse troppo bella per il ruolo. Aveva modificato il taglio di capelli, memorizzato il copione e lo aveva convinto a affidarle il ruolo. Come avrebbe fatto anni dopo il comico Bill Cosby sfidando le convenzioni della razza in tv, Diahann Carroll, divenne cosi' la prima afro-americana in una parte da protagonista non tradizionale in una serie di prime time. La sua Julia Baker, rimasta vedova con un bimbo piccolo quando il marito era morto in Vietnam, era una donna colta e emancipata, lavorava per un medico in una societa' di aerospazio e usciva con altri uomini di successo. Attrici nere avevano recitato prima di lei in serie tv, ma sempre nella parte della cameriera.
    "Io sono stata la prima nera della middle class emergente di colore, non una poveraccia confinata a soffrire nel ghetto", aveva spiegato l'attrice che per la serie uscita nel 1968 aveva vinto un Golden Globe. A "Julia" era seguita "Dinasty" nel ruolo della sensuale fashionista Dominique Deveraux - ancora una volta la prima nera in una parte importante in una soap opera - e poi nello spin-off "The Colbys", sempre ai ferri corti con la rivale Alexis interpretata da Joan Collins. Sul grande schermo il suo successo maggiore era stato in "Claudine" del 1974 (una madre di sei figli a Harlem che vive di assistenza pubblica e si innamora dello spazzino James Earl Jones). La parte doveva andare all'amica Diana Sands che pero' si era ammalata di cancro e aveva suggerito che Carroll, prendesse il suo posto

ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI X Factor 2019, concluse le audition, si passa ai bootcamp Cattelan ha assegnato le categorie ai quattro giudici

28 Settembre 2019, 12:20pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

X Factor, gli highlights delle audition © Ansa

Terza e ultima puntata di Audition per X Factor 2019, il talent show di Sky prodotto da Fremantle. Si è conclusa così la prima fase di selezione dei talenti di fronte ai quattro giudici Malika Ayane, Mara Maionchi, Samuel e Sfera Ebbasta. Ospite della puntata Achille Lauro, che ha fatto ballare il Pala Alpitour di Torino con la sua hit 'Rolls Royce'.

Ma soprattutto, al termine della puntata, Alessandro Cattelan ha scelto le categorie assegnate ai quattro: Mara Maionchi guiderà la squadra degli Over, Samuel quella dei Gruppi, a Sfera Ebbasta le Under Donna, mentre Malika Ayane avrà gli Under Uomini.

Il loro lavoro avrà inizio già dal prossimo appuntamento, giovedì 3 ottobre (sempre alle 21.15 su Sky Uno, visibile su Sky Go e in streaming su NOW TV), quando dal Mediolanum Forum di Assago si vedrà la prima parte dei Bootcamp, fase in cui, con il consueto meccanismo delle 5 sedie da assegnare per ogni categoria, i giudici dovranno scegliere i 20 migliori talenti che prenderanno poi parte alle Home Visit, il rush finale prima di approdare ai Live show che partirà il 24 ottobre in diretta dal Palazzetto dello sport di Monza.

Il terzo appuntamento con 'X Factor 2019' ha ottenuto un ascolto complessivo su Sky di 949 mila spettatori medi, con il 2,96% su Sky Uno per il primo passaggio e 1 milione 564 mila spettatori unici.

ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Emma Marrone, 'è stata dura ma è andata' In un post il braccialetto d'ospedale, 'un bacio a chi mi pensa'

28 Settembre 2019, 12:15pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 © ANSA

ROMA, 28 SET - Emma Marrone posta su Instagram una foto del braccialetto dell'ospedale dove si è operata e rassicura i fan: ''Ho finalmente tolto questo braccialetto ma lo conserverò per sempre. È stata dura... ma è andata". La cantante, che aveva annunciato nei giorni scorsi di doversi prendere una pausa per problemi di salute, aggiunge ancora: "Ho bisogno del tempo necessario per recuperare le forze ma credetemi non vedo l'ora di tornare da tutti voi, e lo farò al più presto. Mando un bacio a tutte le persone che hanno avuto un pensiero per me e ringrazio per tutto l'amore che ho ricevuto e che mi ha dato la spinta a combattere con più forza e coraggio del solito''. Poi pensa anche a chi è nelle sue stesse condizioni: ''Mando un bacio molto più grande a tutte quelle persone che ancora non possono smettere di combattere: Tenete duro, io sono con voi! La serenità sta pian piano prendendo il posto della paura...Piango di gioia finalmente! Vi voglio un mondo di bene''.

ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI “Nient​e​ ​‘e​ nuovo”, ​il rapper Ralph P firma la colonna sonora del film “Il Sindaco del Rione Sanità”

19 Settembre 2019, 08:28am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Sei tracce originali compongono la colonna sonora del film “Il Sindaco del Rione Sanità” di Mario Martone, musica e brani realizzati dal giovane rapper napoletano, Raffale Buonomo, in arte Ralph P, dove “P” sta per percussioni, un omaggio alla prima forma musicale conosciuta e amata. Vincitore del Leoncino d’Oro al Festival di Venezia 2019, il film è in calendario nelle sale italiane come evento il 30 settembre, 1 e 2 ottobre 2019 con Nexo Digital. «Ho vissuto emozioni incredibili, un’esperienza indimenticabile. Salire sul red carpet di Venezia con centinaia di fotografi e giornalisti, la folla che ti applaude, non capita tutti i giorni, soprattutto a un ragazzo della periferia nord di Napoli come me», racconta Ralph P, che di strada ne ha fatta prima di giungere a Venezia. L’avventura con “Il Sindaco del Rione Sanità” ha inizio nel 2017 con l’incontro della Compagnia Nest e del regista Mario Martone che lo sceglie sia come attore sia compositore delle musiche dello spettacolo teatrale. “Nient​e​ ​‘e​ nuovo” è il brano che incanta il regista e il pubblico in sala per centinaia di repliche in tutta Italia, oggi presente anche nell’adattamento cinematografico. E non solo. Durante la tournée dello spettacolo scrive una nuova canzone: "Rione Sanità”. «Abbiamo attraversato 25 città italiane diverse, da nord a sud​ - spiega Ralph - antonio Barracano era diventato un personaggio reale, con cui avevo a che fare ogni sera. Ho scritto questa canzone per lui: sono i pensieri di un uomo che si rende conto che sta per morire, che rivive la sua vita, rivela il suo lato più umano (soprattutto nell’amore verso i figli) e lascia un testamento». Con uno stile del tutto personale che affonda le radici nel tessuto sociale e urbano da cui proviene, attualmente è impegnato nella realizzazione di un nuovo progetto musicale, in cui si fondono le diverse sfaccettature della sua esperienza artistica e umana. I primi due singoli, già fuori da questa estate, sono “Anima dispersa” e “Un mojito e la musica”. «Ho cercato di unire due categorie di ascoltatori: da una parte quella attratta dalle sonorità potenti, i bassi, i ritmi pompati, e​ dall’altra quella più attenta ai contenuti​ delle canzoni. N​elle mie canzoni continueranno a esserci temi sociali o comunque testi dall'impatto emotivo profondo, ma con dei ritmi più moderni e accattivanti per una più ampia fascia di pubblico​».

IL MATTINO

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SEZ CULTURA E SPETTACOLI- Addio Thegiornalisti, Tommaso Paradiso su Instagram: "D'ora in poi tutto quel che scriverò sarà a mio nome"

18 Settembre 2019, 09:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ CULTURA E SPETTACOLI- Addio Thegiornalisti, Tommaso Paradiso su Instagram: "D'ora in poi tutto quel che scriverò sarà a mio nome"

 inserito da Leone Buongiorno Il cantante e frontman lascia la band, con un annuncio su una 'story' sul social network. Ma il chitarrista e bassista Marco Antonio 'Rissa' Musella replica: "I Thegiornalisti continueranno!"

"Le molte anime della band", come titolavamo appena qualche giorno fa per raccontare il grande concerto dei Thegiornalisti al Circo Massimo di Roma, dove lo scorso sabato 7 settembre il gruppo nato nella Capitale nel 2009 ha suonato davanti a 45mila persone, da questo momento in poi ne avrà meno. Anzi, solo due, visto che i componenti Marco Primavera e Marco Antonio 'Rissa' Musella hanno deciso di proseguire la carriera musicale mantenendo il nome della formazione.

a loro voce - di più - il volto che tutti riconducevano a canzoni come Felicità puttana, Completamente o Riccione, però, se n'è andato. Tommaso Paradiso, tramite una storia Instagram sul proprio profilo del social network, ha annunciato la fine della band. E, sempre su Instagram, i post di Paradiso non risultano più commentabili, con le ovvie polemiche del caso.

Il chitarrista e bassista Musella, ancora utilizzando Instagram, ha subito replicato: "Avrei voluto passare una serata tranquilla ma mi trovo costretto a rispondere che la decisione di un componente non può vincolare gli altri due. I Thegiornalisti continueranno! Chi decide autonomamente di andar via può andare a cercare di guadagnare più soldi da solo. Poi se ognuno può scrivere quello che vuole sui social, io dichiaro di aver scritto tutte le canzoni dei Rolling Stones", aggiungendo un emoticon che si spertica dalle risate.

"Tra qualche giorno uscirà una nuova canzone. Non uscirà come Thegiornalisti ma uscirà come Tommaso Paradiso. D'ora in poi tutto ciò che scriverò e canterò non sarà più Thegiornalisti ma sarà Tommaso Paradiso. è giusto che sia così", scrive Paradiso, affidando il lungo testo a delle schermate della sua 'story' a fondo nero, come si fa con gli episodi luttuosi.

“È stata una fantastica avventura che ci ha portati fino al circo Massimo. Ma sapete meglio di me o come me che le storie nella maggior parte dei casi non sono eterne. È inutile che vi stia a raccontare le dinamiche per le quali si è arrivati a questa conclusione. I problemi ce li teniamo per noi. A voi deve rimanere tutto l’amore che in questi anni abbiamo condiviso insieme. Ovviamente ci saranno polemiche, sarò pronto a leggere e a sentire qualsiasi cosa. Si faranno congetture e si diranno inesattezze, è inevitabile. Ma d’altronde chiunque ha il diritto di esprimere la propria opinione anche se non conosce la materia trattata. Ho scritto e cantato ogni singola nota e ogni singola parola di tutto ciò che fino a oggi avete ascoltato. Continuerò a farlo, continuerò a farlo come Tommaso Paradiso”, continua il cantante.

E va avanti: “Sono stati, questi ultimi, mesi molto difficili; sono stato in silenzio; volevo che il Circo Massimo fosse una grande festa e non un funerale. Ripeto, credo che non sia nobile spiegarvi il come e il perché di tutto questo. Se un giorno sarò dagli eventi costretto a fare spiegazioni lo farò. Per ora, vi basti solo sapere che sono tato male. E per vivere bisogna stare bene. Trovarsi in armonia, altrimenti un sogno può diventare un incubo. Non sono in grado di vivere in un clima di tensione, né a casa, né a lavoro, né in macchina, né in qualsiasi parte del pianeta La musica è liberazione; la musica mi ha sempre portato lontano dai guai; la musica è la mia protezione. E anche questa volta mi ha spinto altrove. Da questa mia esperienza invito tutti a conoscere e comprendere i propri limiti, cosa siamo, dove possiamo arrivare e cosa possiamo fare e dare”.

E conclude: "Non vi voglio rubare altro tempo. A voi potrà sembrare che una storia sia finita e che un’altra stia iniziando. In parte è vero. I Thegiornalisti per quel che mi riguarda non esistono più. Ma esistono le canzoni, sempre e solo quelle. Quelle di prima, quelle di oggi, e quelle di domani. E io sarò con loro, con le canzoni, quelle di prima, quelle di oggi e quelle di domani. Sempre e solo loro e con loro. Non vi chiedo nulla, se non di tentare di avere un po’ di delicatezza nel voler cercare di esprimere sacrosante opinioni sulla vicenda. Le cose accadono ragazzi; è insito nella natura mutevole dello spazio e del tempo.
Sempre vostro, io".

E mentre la band si è chiusa in un silenzio di tomba sulle cause che hanno portato alla separazione, solo un mese fa, in un'intervista all'Huffington Post datata 8 agosto, gli altri due componenti, Marco Primavera e Marco 'Rissa' Musella, rispondendo alle voci pubblicate sul settimanale Chi che li volevano prossimi allo scioglimento dicevano: "Aria di crisi? Ma no. Ci siamo visti pochi giorni fa, prima di partire per le vacanze, e riguardo l’articolo che ipotizzava il nostro scioglimento ci siamo fatti una risata". Nell'articolo, raccontavano anche un particolare molto significativo della loro formazione: "Era il 2009 quando, proprio nelle vicinanze del Circo Massimo e dei Fori Imperiali, ci dicevamo di voler formare il gruppo". E ora, dove tutto è cominciato, è anche finito. (Quasi) completamente.
di VALERIA RUSCONI"La Repubblica

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Linea Verde torna su Rai 1, la novità: Ingrid Muccitelli e Beppe Convertini al comando

15 Settembre 2019, 09:05am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Oggi, domenica 15 settembre, torna la versione invernale di «Linea Verde», lo storico programma di Rai1, in onda ogni domenica alle 12.20. Molte le novità per l'edizione di quest'anno, a partire dalla coppia dei conduttori, che saranno Ingrid Muccitelli e Beppe Convertini, due volti noti di Rai1. Anche quest'anno, il programma vedrà la partecipazione del cuoco Peppone, per una lunga serie di viaggi nel territorio italiano. Prima tappa, la Sicilia dei Monti Iblei, incastrati fra le province di Siracusa, Ragusa e Catania. La cornice è quella della Sicilia rurale e barocca, ricca di storia e di antiche tradizioni, dove la presenza del mare non è percepita e dove si resta colpiti da un caleidoscopio di colori e da odori ormai dimenticati. Mandorle e carrube, suini neri e sapori montani, campi di grano e canyon profondi, i Monti Iblei svelano in questa prima puntata di «Linea Verde» tutto il loro fascino. IL MATTINO

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