Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
La puntata di Domenica In andata in onda il 29 dicembre 2019 era registrata. A rivelare la circostanza è stata la stessa Mara Venier protagonista di una gaffe. La conduttrice infatti ha mostrato involontariamente la cartellina dalla quale si evince che la registrazione sia avvenuta ben due settimane prima. I fan di Zia Mara non hanno apprezzato e sono piovute critiche sui social: “Quindi dalla cartellina spoilerata da Mara, questa puntata è stata registrata il 14 dicembre” si lamenta qualcuno su Twitter. “Anche se registrata è stata la più brutta Domenica In del 2019” chiosa un altro telespettatore.
Massimo Boldi a fianco della sua nuova fidanzata è rinato. Dopo la dolorosa fine della relazione con l’ex Loredana De Nardis, l’attore ha ritrovato il sorriso a fianco della giovane Irene Fornaciari (74 anni lui, 40 lei) a cui ha regalato anche un anello. Un anello che per Massimo, come ha spiegato in un’intervista a “Oggi” è un pegno d’amore (“È un pegno d’amore, questo è certo. Qualche settimana fa grazie a un amico di Irene, a Lucca, ho trovato quello che volevo per lei. E significa una cosa: che l’ho scelta”) e che ha lasciato senza parole la compagnia: “Sono rimasta senza fiato quando ho visto l’anello, non me lo aspettavo. E se è arrivato così, significa che lui ha sentito di volerlo fare. Oltre a essere un pegno d’amore, rappresenta un impegno reciproco. Mi sento molto amata da Massimo, è un uomo che si preoccupa continuamente delle persone che ama”. La differenza d’età sembra non pesare: “Ho 74 anni, non mi nascondo dietro un dito: non sono pochi, il mio tempo non è il suo tempo. Io cercavo disperatamente una persona che mi volesse bene e l’ho trovata. I miei amici quando mi vedevano star male la facevano un po’ troppo facile, però avevano ragione. Quella giusta sarebbe arrivata. E ora mi piace pensare di far progetti con lei. Pensi che quando ho detto alle mie figlie che stavo pensando di sposarla mi hanno risposto sorridendo: “Certo, papà, perché no?”…”.
Come era prevedibile (e come ha confermato anche il botteghino Usa), l'uscita del nuovo capitolo della saga di Star Wars, L'ascesa di Skywalker, ha catalizzato l'attenzione degli spettatori nel primo weekend di programmazione: in 5 giorni, in 821 sale, l'incasso è stato oltre 4 milioni (4.101.661) di euro, con una media per sala (la più alta della classifica) di 4.996 euro. Cerca di difendersi il Pinocchio immaginato da Matteo Garrone, con un cast di tutto rispetto con Roberto Benigni nel ruolo di Geppetto e Gigi Proietti in quello di Mangiafuoco, che al debutto centra il secondo posto con 2 milioni 655 mila euro. La commedia tutta natalizia diretta e interpretata da Ficarra e Picone, Il primo Natale, scivola dalla vetta al terzo posto con poco più di 2 milioni (oltre 6 milioni di incasso in due settimane). Rimane fuori dal podio Ferzan Ozpetek con l'atteso La Dea Fortuna, che porta a casa poco meno di un milione e mezzo nel weekend. Frozen 2, in sala da un mese, ha superato ormai quota 16 milioni e non accenna a fermarsi, anche in vista dei giorni di Natale. Sesto posto per la commedia romantica Last Christmas con 662mila euro in quattro giorni, seguito dal crime in stile Agatha Christie, Cena con delitto con Daniel Craig nei panni di un acuto investigatore, che in tre settimana ha guadagnato 3 milioni 254 mila euro. Seguono poi L'immortale (5,5 milioni in 3 settimane), il cartone animato canadese Paw Patrol mighty Pups (104mila euro in 2 giorni) e il francese Ritratto della giovane in fiamme (89mila euro al debutto). Il box office ha totalizzato 13 milioni 263mila euro, con un +53% rispetto a una settimana fa (8 milioni 692mila) e un significativo +35.51% rispetto all'analogo weekend del 2018.
Le Iene. Sono ripartite alla grande dopo la tragedia in casa, con la scomparsa di Nadia Toffa. Le loro inchieste sono sempre graffianti ed efficaci. Il massimo voto lo merita anche Enrico Mentana. Non si è fermato mai. Le sue maratone sono ormai un cult. 7,5 Carlo Conti (se Dustin Hoffman non sbaglia un film, Conti non sbaglia un programma). Stesso discorso per Maria De Filippi, ancora una volta regina della tv. Amadeus (Soliti Ignoti alla grande e ora Sanremo). Mara Venier ha rilanciato Domenica In. I telespettatori hanno ritrovato la zia. Anche Barbara d'Urso si è meritata un posto nel pantheon televisivo. Per non parlare di Alberto Angela, ormai è il numero 1 dei divulgatori. Voto con lode pure per Marco Liorni e la sua Reazione a catena. E per il talento di Pamela Camassa sfoggiato ad Amici Celebrities. 7 Oltre alle ormai collaudate Michelle Hunziker, Milly Carlucci, Eleonora Daniele, Barbara Palombelli, Lilli Gruber e Federica Sciarelli, un'altra conduttrice si è guadagnata un voto alto. Si tratta di Veronica Gentili che nel weekend è andata fortissimo con Stasera Italia su Rete4. Così come meritano una medaglia due ospiti molto competenti come Emmanuela Bertucci e Laura Del Santo, guide impeccabili nella giungla della burocrazia, rispettivamente per consumatori e fisco. Tra gli uomini sempre sulla breccia Gerry Scotti, Paolo Bonolis, Maurizio Costanzo, Greggio-Iachetti, Ficarra-Picone, Bruno Vespa, Giovanni Floris. Stagione super per Paolo Del Debbio, Nicola Porro, Sigfrido Ranucci, Mario Giordano, Filippo Bisciglia, Salvo Sottile e per Pierluigi Diaco e le sue interviste. Un plauso a programmi come Il Collegio, Imma Tataranni, Volevo fare la rockstar e Una Storia da Cantare. 6,5 Bene Francesca Fialdini alla domenica, Bianca Guaccero in prima serata, Raffaella Carrà ad honorem, Elisa Isoardi (ora sì che la Prova del Cuoco ha una sua identità), Caterina Balivo in formissima. Fiorello, Flavio Insinna, Gabriele Corsi (bella rivincita con Stai al Gioco sul Nove), Vincenzo Salemme per il coraggio di aver riportato il teatro in tv, Gianluigi Nuzzi, Lucia Annunziata, Maria Latella, Vincenzo Morgante (direttore TV2000), Zoro, Andrea Pucci (per aver messo ordine alle news di Mediaset), Clemente Mimun per la ripresa del Tg5, Sarah Varetto per i suoi programmi inchiesta su Skytg24, Gennaro Sangiuliano per la crescita del Tg2, gli sportivi Paola Ferrari, Jacopo Volpi, Pierluigi Pardo, Giorgia Rossi, Ilaria D'Amico e il club di Fabio Caressa. Due ospiti sempre imprevedibili, quanto divertenti, come Vittorio Feltri e Vittorio Sgarbi. Un plauso anche a Luxuria e Alba Parietti. Tra i volti nuovi merita una citazione Francesca Baraghini, conduttrice Skytg24 Line, anche perché chiude sempre il suo programma con una buona notizia. Complimenti per le rassegne stampa a Paolo Fratter e Tonia Cartolano e al direttore di Skytg24 De Bellis. Meritano un 6,5 anche i maledetti amici di Giovanni Veronesi (Rocco Papaleo, Alessandro Haber e Sergio Rubini) seppure gli ascolti non abbiano fatto breccia. Ingrid Muccitelli e Beppe Convertini per Linea verde, Marcello Masi per In Viaggio con Marcello, Maurizio Crozza con i suoi Fratelli sul Nove. 6 Ormai viaggiano con il pilota automatico: Vanessa Incontrada, Federica Panicucci, Belen, Stefano De Martino, i cantanti Ruggeri-D'Alessio-J-Ax, Timperi e Setta, Bisti e Poletti, Fabio Fazio e Piero Chiambretti, Serena Dandini, Annalisa Bruchi, Massimo Giletti, Myrta Merlino, Tiziana Panella, il direttore del Tg3 Paterniti, Andrea Pancani, Paolo Liguori, mentre entra in scena Marina Presello di SkySport (Leotta docet). 5,5 Bianca Berlinguer, Franco Di Mare, Corrado Formigli, Antonella Clerici (prima o poi troverà il programma giusto), Lorella Cuccarini-Alberto Matano e Adriano Celentano (il voto 5,5 esce dalla media del 6,5 dello show e del 4,5 di Adrian). 5 Simona Ventura (purtroppo i miracoli non si fanno con certi programmi senza budget), Daria Bignardi per gli ascolti deludenti di L'Assedio sul Nove (ha fatto sicuramente meglio Francesca Fagnani con Belve), Diletta Leotta (che gaffe i Giardini di Marzo cantati da Venditti). 4,5 Vauro ospite in tv (sembra un farmaco da agitare prima dell'uso). Il direttore del Tg1 Giuseppe Carboni per aver dilapidato la dote di share ereditata e nell’edizione delle 20 il cospicuo vantaggio sul Tg5. 4 X Factor per aver dimezzato il pubblico televisivo, le prime serate de Lo Zecchino d'Oro e di Speciale Tg1. Carlo Cracco con Nella mia cucina, lasciata vuota dagli spettatori.
«Tiziano Ferro ci sarà tutte le sere». Dopo settimane di indiscrezioni, Amadeus, chiudendo Sanremo Giovani, conferma il cantautore come presenza fissa del festival 2020. «Sono felice - dice il conduttore e direttore artistico - l'ho incontrato più volte, abbiamo parlato. L'ho chiamato anche prima di darvi la notizia. Cosa farà? Sicuramente canterà e per sapere il resto dovete aspettare», sorride Amadeus. Ma sembra confermarsi il ruolo di Tiziano Ferro come performer tra qualche canzone del suo repertorio, cover di brani di altri artisti e ironia. Confermato Roberto Benigni come superospite, l'altro partner che sarà molto più di un ospite per Amadeus al festival è Fiorello che - ribadisce il conduttore e direttore artistico - «sarà libero di fare quel che vuole». «Sono sicuro che Fiorello ci sarà perché è un fratello ed era quasi più preoccupato lui di me che al festival vada tutto bene. Lo incontrerò dopo le vacanze, gli dirò che tipo di racconto del festival stiamo mettendo in piedi e lui deciderà cosa fare e quando. Io so che lui sta pensando a delle sorprese e, siccome io amo l'imprevedibilità, sono felice e sono sicuro che lui non mi dirà tutto. Ma appunto non so quante sere ci sarà e cosa accadrà. Può essere tutto. È ovvio che se fosse per me mi legherei Fiorello al piede tutta la settimana», sorride Amadeus che, a proposito di sorprese, dice di aver appreso dalla stampa dell'Edicola di Fiorello in onda da Sanremo su RaiPlay. Amadeus parla anche del 'no' di Jovanotti, che ha programmato un giro in bici del Perù per il periodo del festival: «Vorrei sequestrargli la bicicletta ma non posso», dice ridendo. «Lo avevo invitato questa estate e lui mi aveva detto che ci avrebbe pensato dopo aver finito il tour. Poi si sono sentiti lui e Fiorello. Probabilmente aveva l'esigenza di fare altro dopo il tour, aveva programmato questo viaggio. Va bene così. Gli voglio molto bene», aggiunge. Nessuna anticipazione, invece, sulle presenze femminili al festival, se non una questione di metodo e di principio: «Ho letto che già ci sono polemiche. Qualcuno ha scherzato sulle '10 ragazze per me'. Allora aiutatemi a capire: se si scelgono due donne per il festival sono troppo poche, se se ne scelgono due a sera non va bene comunque. Allora ditemi voi qual è il numero giusto. Alla fine saranno pure più di dieci… perché ci saranno anche le ospiti. Diciamo che ci saranno almeno due donne a sera, con storie ed età diverse. Nomi? No, non ne faccio. Se non ho la certezza al 100% mi sembra brutto. Ma al più presto saprete tutto», assicura. Quanto alle Nuove Proposte del festival, Amadeus è «molto contento» del cast definitosi ieri con la finale di Sanremo Giovani e la comunicazione dei vincitori di Area Sanremo. «Sono tutte canzoni molto belle e molto diverse tra loro», dice. Tra gli 8 artisti che saliranno sul palco a febbraio, ce ne sono diversi che affrontano temi importanti, come il bullismo nel caso di Marco Sentieri e della sua 'Billy Blù e l'ex Ilva di Taranto nel caso di Gabriella Martinelli e Lula e della loro 'Il gigante di acciaiò. «Non ho scelto i temi - dice Amadeus - ma l'emozione complessiva che mi comunicavano i brani. Se poi ci sono testi importanti e attuali, tanto meglio», sottolinea. Amadeus considera quella andata in onda giovedì su Rai1 «la partenza di Sanremo 2020», anche perché l'impostazione del racconto ha anticipato in parte quello che succederà a febbraio: «Unire la realtà discografica e un pò di storia, di ricordi, come succederà anche al festival di febbraio, che celebrerà i 70 anni del festival», conclude.
Ascolti Tv mercoledì 17 dicembre 2019. Su Rai1 Giorgio Ambrosoli, Il Prezzo del Coraggio non arriva alla media di 2,5 milioni di spettatori pari all’11,9% di share. Fa meglio Canale 5 con il Viaggio nella Grande Bellezza Il Vaticano che raggiunge il 12,4%. Buona performance su Rai2 per Salemme il bello… della diretta! con la commedia Sogni e Bisogni (media di circa 1,5 milioni e 7% di share). Su Italia 1 Il Settimo 6,1%. Su Rai3 Chi l’ha Visto? 2,1 milioni di media e 10,7%. Su Rete4 #CR4 La Repubblica delle Donne 5,2%. Su La7 Speciale Non è l’Arena In piazza a Mezzojuso 4,2%. Su Tv8 Natale fuori città 2,7%, sul Nove Una Bugia di Troppo 1,9% In fascia Access Prime Time su Rai1 Soliti Ignoti Il Ritorno 5,5 milioni di spettatori con il 22,2%. Su Canale 5 Striscia la Notizia 4 milioni e il 16,1%. Su Rai2 Tg2 Post 2,9%. Su Italia1 CSI Miami 5,2%. Su Rai3 Non ho l’Età 4,8% e Un Posto al Sole 7,2%. Su Rete4 Stasera Italia 5,1%, su La7 Otto e Mezzo 6,2%. Su Tv8 Guess my Age 2,4%. Sul Nove Deal with It Stai al Gioco 2,1%. Nel Preserale su Rai1 L’Eredità 4,7 milioni (24,3%). Su Canale 5 Conto alla Rovescia 3 milioni e 16,1%. Da segnalare nel pomeriggio gli ascolti da prima serata per Uomini e donne con Maria De Filippi: nuovo record di share con la puntata di ieri che sfiora il 26%, pari a 3 milioni 237 mila spettatori. In seconda serata Porta a Porta con ospite Luigi Di Maio fa il 9% di media.
Più cucina, meno entertainment. MasterChef torna ad occupare il palco della prima serata da domani su Sky Uno, e dal 27 dicembre dalle ore 19.50 in striscia quotidiana, all’insegna della sostanza. Meno puntate in esterna (a La Colombaia di Vercelli, al Teatro Regio di Parma, al ristorante Armani di Milano e in un segretissimo ristorante stellato all’estero prima del gran finale), meno spettacolarità di sapore televisivo (leggi: gare in velocità), e più fornelli. «L’asticella si è alzata», spiegano in coro i tre giudici Bruno Barbieri (il veterano), Antonino Cannavacciuolo (il duro) e Giorgio Locatelli (il gentleman). Ed è vero. «Perché - spiega il secondo del trio - Questo programma ha cambiato percezione e linguaggio degli italiani appassionati di cucina. È stata una rivoluzione culturale. A casa forse non vedete particolari che noi notiamo in studio: ad esempio, come viene afferrato un piatto. Ormai nessuno sbaglia». Le novità del cooking show più amato dal pubblico sono contate ma efficaci: sarà un’edizione verde (attenta cioè all’ambiente e al plastic-free) e spunta il “grembiule grigio”. Cosa sia è presto detto: per finire tra i venti concorrenti della Masterclass si devono passare tre step: presentazione di un piatto a scelta, test di abilità e sfida finale. Ottenendo i tre sì dei giudici. Ma chi dovesse convincere al primo colpo due giudici su tre con il proprio piatto può vestirsi di grigio, giocarsi una prova di abilità e, nel caso uno dei tre giudici decida di puntare su di lui, andare avanti. Tutto più facile? Nemmeno per sogno, spiega Chef Barbieri: «Il nostro giudizio si fa più severo, perché il livello dei concorrenti è più alto. A MasterChef non viene più chi ci prova, ma chi ci crede. Dopo nove anni i concorrenti vengono armati di tecnica e conoscenza. Ognuno di loro potrebbe lavorare in un ristorante». «È bello quando alla fine del programma pensiamo a chi vorremmo a lavorare con noi, vuol dire che tra quei concorrenti c’è qualità», ha aggiunto Cannavacciuolo. E poi, infine, ci saranno tre giudici al posto di quattro: «Questo permette una maggiore velocità – spiega Chef Locatelli – e anche la possibilità, da parte nostra, di poter interagire di più con i concorrenti, concentrandoci sui piatti». In MasterChef 2019 ci sarà una maggiore contaminazione con l’etnico “anche se – precisa Locatelli – la cucina italiana è quella che ha meno necessità di attingere dalle altre”. E aggiunge: «MasterChef ha cambiato la connessione che c’era tra buona cucina e elitismo: in futuro la cucina sana e di qualità sarà un diritto». Tra gli ospiti attesi, “giovani chef emergenti e il più grande francese di oggi, Jannick Alleno”, poi i super ospiti tra cui il maestro pasticciere Iginio Massari, gli chef stellati, Jeremy Chan e Henrique Fogaca.
Nella prossima puntata del Trono Over di Uomini e Donne, Tina sorprenderà tutti con un gesto che lascia a bocca aperta. Secondo le anticipazioni presenti sul web, l’opinionista consolerà Gemma in un momento di sconforto. Addirittura la Cipollari farà poggiare la dama torinese sulla sua spalla per piangere. Un cambiamento davvero inatteso nel rapporto tra le due storiche nemiche televisive, che il pubblico attende con ansia di vedere in onda: chi vorrebbe mai perdersi questo commovente abbraccio tra Tina e Gemma?
L'annuncio in occasione del 62/o compleanno. Dona pc di Và dove ti porta cuore
++ Tamaro, non ho energie e mi ritiro dalla vita pubblica ++ Tamaro, non ho energie e mi ritiro ANSA
"Mi ritiro dalla vita pubblica perché non ho più energie per muovermi. Soffro di una sindrome neurologica, quella di Asperger, che dà tanti vantaggi, come una memoria spaventosa, ma anche tanti svantaggi, soprattutto dopo 50 anni": Susanna Tamaro ha scelto il giorno del suo 62/o compleanno per annunciare un passo indietro dai suoi impegni, che non la porteranno comunque a smettere di creare. "Scelgo di rimanere a casa per poter ancora scrivere", ha annunciato a Orvieto, nei pressi della quali vive da 30 anni. Tamaro ha festeggiato il compleanno donando al Vetrya corporate campus il computer Mac con il quale nel 1992 scrisse quello che è rimasto il 'suo' libro, Và dove ti porta il cuore". Lo ha fatto durante un evento a lei interemente dedicato, 'Buon compleanno Susanna'. "Quando ho scritto Va' dove ti porta il cuore' ho ricevuto molti attacchi, uno fu: 'Ma come, lo ha scritto con il computer?'. Allora sembrava una magia. Sì, l'ho scritto con il computer ed ecco il computer", ha ricordato. Tra ironia, ricordi, quelli più belli e quelli più difficili, e annunci. "Ha vissuto per tanti anni con me - ha spiegato scoprendo la teca che custodirà il pc -, ha scritto tanti libri ed è bello che ora le persone lo possano vedere, che possa far parte della comunità. Dopo tanti anni di macchina di scrivere per me è stato come una bacchetta magica, una liberazione poterlo utilizzare".
L'appuntamento organizzato dalla Fondazione Luca & Katia Tomassini, fondatori dell'azienda digital Vetrya, tra musica la torta finale è stata l'occasione per la scrittrice triestina di ripercorrere i suoi 30 anni di carriera, culminati con il successo del 1994 da oltre 15 milioni di copie. "All'inizio - ha spiegato -, quando ho visto che Va' dove ti porta il cuore era primo in classifica ho pensato ad un errore. Poi ci è rimasto per tre anni. Il libro ha parlato a tutto il mondo, evidentemente ha toccato qualcosa di umano che lega tutti e questa è una ricchezza enorme per uno scrittore. Ho risposto a migliaia di mail e lettere, poi ho scoperto che solo Hermann Hesse lo faceva". L'arrivo del successo però, oltre che la ricchezza materiale - "i soldi mi mettevano angoscia, non sapevo che farmene, per questo nel 2000 ho donato tutto ad una fondazione creata per promuovere progetti per le donne" ha detto Tamaro - ha portato anche le critiche. "Per 10 -15 anni - ha continuato la scrittrice - ho ricevuto attacchi a 360 gradi da tutte le parti, anche minacce di morte. C'era un clima di caccia alle streghe, perché ero io la strega. Uno zoccolo di odio molto grave, a causa dei media. Per un'artista molto sensibile come me è stato terribile. Ne ho sofferto molto e mi ha tolto la gioia di scrivere che avevo prima".
L'Umbria, dove vive da 30 anni (nel comune di Porano) e il contatto con la natura, la fanno tornare però in pace con il mondo. "Fortunatamente - ha detto Tamaro - sono molto distratta e non ricordo di essere una persona famosa, questo mi permette una vita più rilassata. Sono molto legata alle mie origini, ma in Umbria c'è un tempo ottocentesco, non c'è fretta, c'è arte, cultura e un livello di relazioni umane bello, caldo. È importante essere venuta qua - ha concluso Tamaro -, perché mi ha permesso di scrivere libri importanti". Poi l'annuncio di essere costretta a ritirarsi dalla vita pubblica per la sindrome di Asperger. "Una patologia che dà tanti vantaggi - ha spiegato - ma anche tanti svantaggi, soprattutto dopo 50 anni. Finché non ero giovane ho potuto gestirla, dopo i 50 ho cominciato a peggiorare. Non posso più muovermi, viaggiare, fare incontri, non ho più forza per farlo e dovendo scegliere scelgo di rimanere a casa per poter ancora scrivere". "Non è un ritiro per il disgusto del mondo", ha sottolineato Tamaro. ANSA
Il primo Natale di Ficarra e Picone, al cinema da giovedì 12 dicembre in cinque punti. VIAGGIO NEL TEMPO La nascita di Gesù e un furto maldestro
Ecco la storia de “Il primo Natale”. Un sacerdote molto pignolo, Valentino Picone, è ossessionato dal presepe vivente e un ladro ateo, Salvo Ficarra, ruba opere d’arte religiose e ha come obiettivo un bambinello prezioso, custodito nella chiesa del primo. Il furto scatena una tempesta e apre un varco spazio-temporale, così i due si ritroveranno a Betlemme proprio quando sta per nascere Gesù. GENESI DI UNA FESTA Un "compleanno” molto particolare «È un’idea semplice e straordinaria allo stesso tempo, perché spesso ci si dimentica che il Natale è la festa di compleanno di Gesù», ha raccontato Picone a proposito della genesi del film. «Lui credeva che fosse la festa di Babbo Natale», ha scherzato Ficarra, «ma gli ho spiegato che è solo un dipendente di Gesù con contratto a progetto, assunto per portare i regali». SFORZO PRODUTTIVO Girato in esterni in Marocco e costato undici milioni“Il primo Natale” è il sesto film della coppia, il quarto da registi, ma il più ambizioso dal punto di vista produttivo. Costato 11 milioni di euro, è stato girato in gran parte in esterni in Marocco. La Tramp Limited di Attilio De Razza, in collaborazione con Medusa Film, ha permesso al film di diventare un “kolossalcomico”, con la riproduzione della Palestina dell’anno Zero. La fotografia è di Daniele Ciprì, la scenografia di Francesco Frigeri e i costumi di Cristina Francioni. Un impegno reso possibile dagli incassi importanti dei film precedenti. Nel 2017 “L’ora legale” fu il film italiano più visto. INSEGUIMENTI E AZIONE Come in un kolossal uscito da Hollywood Tante commedie hanno usato il viaggio nel tempo come pretesto comico. «Lo fecero Totò, ma anche Benigni e Troisi in “Non ci resta che piangere”, Boldi e De Sica... Anche per noi è stato molto divertente», hanno raccontato i due attori-registi. Tra inseguimenti nel deserto, schiavi nell’arena con la tigre e antichi romani, sembra di essere in un kolossal di Hollywood. COMICITÀ ED EMOZIONI Non solo gag: si riflette su temi universali In ognuno dei loro film, Ficarra e Picone hanno affrontato temi di attualità con l’arma dell’ironia. “Il primo Natale” si apre con le immagini televisive degli “ultimi” in diverse parti del mondo e si chiude con un lieto fine molto commovente. Non solo risate, insomma, grazie anche al contributo alla sceneggiatura di Nicola Guaglianone e Fabrizio Testini. Una riflessione scherzosa su temi universali: religione, famiglia, attualità e politica.