Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

sez. cultura e spettacoli

…

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI In scena alla Biblioteca Universitaria la storia di Napoli e la poesia musicale di De Luca

5 Settembre 2019, 10:52am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Ripresa settembrina a pieno ritmo per la Biblioteca Universitaria di Napoli, che propone anche al grande pubblico eventi culturali significativi. Il primo: riprendono le consuete visite guidate del primo sabato del mese alla Bun - coronate, dallo scorso gennaio, da un significativo successo premiato da un “overbooking” di visitatori. Ma stavolta, la consueta visita mattutina alla storica e monumentale struttura, scrigno di saperi e testimonianze storiche, dal Cortile delle Statue ai tesori librari fino ai resti archeologici della Biblioteca Universitaria nel cuore del centro storico (in via Giovanni Paladino 39), sarà arricchita da un evento speciale: la pièce teatrale, a cura degli allievi della Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, diretti dal Maestro Tonino di Ronza, che ripercorrerà alcune vicende della storia e dei personaggi legati ad un luogo ancora poco conosciuto della nostra città. L’appuntamento (ingresso libero, prenotazione obbligatoria: 081/5517025 - bu-na.promozioneculturale@beniculturali.it) è per sabato 7 settembre alle ore 11.

 

 
“Ospite d’onore” della visita è il personaggio di Maria Giuseppina Castellano Lanzara, storica direttrice della BUN tra il 1936 e il 1965, che sarà interpretata da Federica Mazzaro la quale - oltre a raccontare i momenti più rappresentativi della Biblioteca durante la sua direzione – guiderà con la sua narrazione i visitatori in un viaggio a ritroso nella Rivoluzione Partenopea del 1799, con alcuni dei suoi protagonisti (tra i quali
Eleonora Pimentel Fonseca, Domenico Cirillo, Gabriele Manthoné, i cui busti sono posizionati lungo il Loggiato Monumentale della Biblioteca con altri personaggi) che rivivranno così, rievocati dall’azione scenica in alcuni momenti cruciali della Rivoluzione con l’accompagnamento suggestivo di brani musicali, canti celebri  e antiche villanelle eseguiti dal vivo da Giovanni Chiummariello, Massimo Renzetti e Asia Di Palma. Accanto ai bravi studenti/interpreti dell’Accademia (Valentina Iaconetta, Angela Salvio, Carmen Carnevale, Vincenzo Prezioso, Elena Cecere, Asia Di Palma, Dalila Blasio, Nicoletta Esposito),  i personaggi della pièce saranno interpretati anche da alcuni attori professionisti: Simona Crasto, Andrea Di Ronza, Mario Di Nardo, Nicola Russo. L’evento fa non a caso parte della manifestazione promossa dal Comune di Napoli «Estate a Napoli 2019», patrocinato dall’Assessorato alla Cultura e Turismo guidato da Nino Daniele.
 
Non solo. A seguire, martedì 10 settembre alle ore 16.30, nuovo appuntamento culturale in Biblioteca, con l’evento dal titolo «Emozioni, cibo per la vita. Incontro sulla poesia»: un incontro con l’autrice Fabia De Luca introdotto dal Direttore della BUn, Raffaele De Magistris, in dialogo con la redattrice e consulente editoriale Antonella Cristiani e la giornalista e poetessa Rita Felerico. Fabia De Luca è una musicista, formatasi al Conservatorio di Nizza, che suona e insegna arpa in Toscana. Ha vissuto tra Napoli e Parigi, dove vive ancora sua madre. Scrittrice di sensibilità affinata dalla passione dominante per la musica, accanto all’amore per il teatro e per il cibo occhieggianti nella sua produzione poetica, ha scritto nel 2017 un libro dal titolo appunto Emozioni, cibo per la vita (LFA Publisher), spunto dell’incontro che, a partire dai versi dell’autrice, spazierà in forme d’arte come espressione di emozioni, sentimenti e di vita reale.
 
Musicista prestata alla poesia, Fabia De Luca ha infatti abbracciato nel suo percorso creativo quasi tutte le arti: dal disegno studiato sui banchi di scuola ai corsi di recitazione, dalla partecipazione a piccoli ruoli in alcuni film alla frequentazione delle arti marziali.  Ma non disdegna nemmeno l’arte culinaria e il piacere della buona tavola, ulteriori gustosi “ingredienti” della sua vita. Una “arpista multi-colorita”, insomma, dalla personalità con tratti “rinascimentali” che il libro di poesie che sarà presentato martedì fa conoscere in una immersione in scorci di vita pura, punteggiati di riflessioni sull’arte, sui sentimenti e sul dolore: perché proprio la sofferenza di non aver avuto la madre vicina è stata una delle principali spinte a indurla a scrivere, al di là della musica. Tanto che affermare: «Scrivere per me è una medicina, ma senza effetti collaterali».
 
A dialogare con lei due donne di analoga sensibilità:  Antonella Cristiani, redattrice e consulente editoriale, storica di formazione che si è occupata a lungo di Unione Sovietica e di Russia in ambito accademico per poi dedicarsi al lavoro sui testi di saggistica e narrativa per case editrici e autori, si definisce una lettrice curiosa ed esigente, impegnata a collaborare a progetti di promozione della lettura e all’ideazione e organizzazione di manifestazioni culturali. Rita Felerico, già funzionaria della Regione, è giornalista pubblicista, vicepresidente dell’Associazione Peripli–Culture e Società Mediterranee, autrice di poesie che hanno vinto vari concorsi nazionali e organizzatrice culturale a tutto tondo. Un viaggio sulla e nella poesia come vita, insomma, che può riaccendere necessarie scintille di entusiasmo in un’epoca di “passioni tristi”.

DI DONATELLA TROTTA IL MATTINO

Leggi i commenti

…

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Joana Sainz, nota cantante spagnola, muore sul palco colpita da un fuoco d'artificio

2 Settembre 2019, 19:56pm

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

inserito da Alessia Chianese In un video è stato ripreso il momento orribile in cui una giovane artista con un gruppo musicale spagnolo ha riportato ferite mortali dopo essere stato colpito da un dispositivo pirotecnico durante uno spettacolo. 
La Super Hollywood Orchestra, che ha 15 membri tra cui cantanti, musicisti e ballerini, si è esibita a Las Berlanas ad Avila la scorsa notte. Mentre il gruppo era sul palco una delle cantanti, Joana Sainz, 30 anni, è stata “colpita all’addome” con il dispositivo per effetti speciali di fuochi d’artificio. Portata d’urgenza in ospedale con ferite gravi poco dopo è morta, riferisce il giornale El Norte de Castilla.

Il video dell’evento mostra almeno nove artisti sul palco che ballano ballando con la musica ad alto volume. Improvvisamente si vedono scintille che compaiono da due dispositivi pirotecnici nella parte anteriore del palco e quello a destra sembra esplodere. La pop star spagnola Sainz, in quel preciso momento, cade a terra mentre i suoi colleghi si affrettano a cercare di aiutarla.

L’esibizione è stata sospesa dopo l’incidente, che si è verificato poco prima delle 2 di questa mattina. Al momento dell’esibizione, circa 1.000 persone erano accanto al palco in una spianata dietro la piazza della città. Il servizio di emergenza del 112 ha confermato l’incidente avvenuto all’1.49 e circa 25 minuti dopo l’arrivo dell’ambulanza. Il servizio medico ha assistito la cantante sul posto prima di trasferirla all’ospedale di Avila in stato di incoscienza. Anche un medico che si trovava tra il pubblico è intervenuto per tentare di rianimarla.

Testimoni hanno riferito di aver sentito un botto molto forte e poi hanno visto la cantante distesa sul palco prima che il sipario si abbassasse rapidamente. «C’erano due “missili” d’artificio, uno che andava nella giusta direzione e l’altro ha centrato la cantante all’addome», ha raccontato un uomo che stava guardando lo spettacolo accanto al palco.

Il governo di Castilla y León ha confermato la tragedia. La Super Hollywood Orchestra era stata ingaggiata per chiudere una festa nella piccola città di Las Berlanas. Quest’anno la sede era stata cambiata a causa dell’elevato numero di persone presenti. È stata avviata un’indagine per determinare la causa dell’incidente. In questa fase, si ritiene che si sia verificato un errore nei meccanismi degli effetti speciali utilizzati durante l’esibizione.

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Joana Sainz, nota cantante spagnola, muore sul palco colpita da un fuoco d'artificio

Leggi i commenti

…

SEZ CULTURA E SPETTACOLI Mostra del Cinema di Venezia, Joker è un incredibile oggetto cinematografico

1 Settembre 2019, 10:54am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ CULTURA E SPETTACOLI Mostra del Cinema di Venezia, Joker è un incredibile oggetto cinematografico

inserito da Leone Buongiorno E poi non c’è niente da fare: Joaquin Phoenix si mangia in un sol boccone Jared Leto, Heath Ledger e Jack Nicholson.

Ridi pagliaccio. Quando uscirete, stupiti e sconvolti, da Joker, in Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, nelle orecchie risuonerà per parecchio tempo la risata di Arthur Fleck, l’uomo/clown interpretato plasticamente da Joaquin Phoenix. Una sonorità tra lo sguaiato, l’isterico e lo stridulo. Nulla a che fare con la soddisfazione di un sorriso. Arthur sta male. E più sta male più ride senza controllo. In casa. Al lavoro. Tra la gente. Ovunque. Basterebbe questa tagliente trovata di senso a livello sonoro per far capire che incredibile oggetto cinematografico è questo Joker messo in scena da un regista, Todd Philips, che fino ad oggi ha girato commedie di grana grossa come Una notte da leoni o Parto con il folle.

Tempo un minuto di titoli di testa ed ecco Arthur/Joker che si trucca il viso, in silenzio, allo specchio, come un Calvero qualsiasi. È qui che la maschera triste del joker inizia a prendere subito forma. La situazione sociale a Gotham City non è cambiata granché dai tempi del Batman di Tim Burton o da quelli di Nolan. Tra le strade cupe c’è aria di rivolta. E Arthur, che fa il clown, con i larghi tipici scarponi del ruolo, intrattenendo passanti o bambini malati in ospedale, sembra come filtrare attraverso la sua trasfigurante depressione e le vessazioni subite il malessere che gli ribolle attorno. Non basta attendere che si concretizzi il sogno di diventare uno stand-up comedian e partecipare allo show di Murray Franklin (Robert De Niro), un late night alla Letterman, programma amatissimo dalla madre impazzita che lui accudisce amorevolmente in casa.

Il film è la pura, vibrante, tesissima attesa che la violenza personale del protagonista esploda. Phoenix è così sempre in scena. Certo, esistono altri personaggi secondari, ma non autonome sottotrame. Tutto ruota e si rispecchia su di lui. Verso quel corpo scavato, quel tronco incurvato, ossuto, nervoso. Verso quella graduale trasformazione da emarginato invisibile agli occhi del mondo, a sinistro clown colorato, senza superpoteri o improvvisa forza sovrumana, che non passa più inosservato. Arthur/Joker è un tizio identico a tanti altri che però ribalta l’ordine costituito di una Gotham altamente classista, nel senso marxiano del termine.

Sfruttando l’eco che hanno nel pubblico odierno i superhero movie, e costruendo un set urbano da pastosa e lugubre bruma anni settanta, Phillips dipinge un Joker folle e disperato, involontariamente eversivo e improvvisato danzatore, con una sintesi politica parallela al plot individuale che richiama la ribellione di piazza de La casa di carta. Dal fumetto di Bob Kane e Jeffrey Robinson, il villain della DCComics, per la prima volta stand alone, lontano da Batman e da altre gang di cattivi (comunque la trama prevede un intreccio con la famiglia Wayne e il piccolo Bruce che darà origine all’uomo pipistrello), fa incredibilmente centro. Perché si fatica a staccare anche solo per un secondo gli occhi da questo pagliaccio sinistro, rinsecchito, bistrattato. Certo ci si accorge dei clamorosi debiti tematici di ribellione alla Re per una notte o Quinto potere, ma ciò che fa realmente la differenza nel Joker di Phillips è la costruzione meticolosa di un’atmosfera originale ad ogni inquadratura, dettaglio per dettaglio, nel riempire anche l’angolo più invisibile del quadro.


Non che Scorsese o Lumet non lo facessero, ma c’è qualcosa di esteticamente ossessivo nell’amalgamare un determinato taglio trasversale di luce, la malinconica intensità di colori tardo-autunnali, l’inquietante e rimbombante commento musicale della compositrice islandese Hirlun Guonadottir (Soldado e la serie tv Chernobyl), da lasciare di stucco. E poi non c’è niente da fare: Phoenix si mangia in un sol boccone Jared Leto, Heath Ledger e Jack Nicholson. Questo Joker gli è stato cucito addosso nelle pieghe del viso, nelle pupille sempre pronte ad accendersi, in quelle linee sottili di braccia, tronco e gambe pronte ad un ipnotico e inusuale movimento coreografico. Oltretutto c’è anche una sorta di storico e simbolico passaggio di testimone. Il Joker/Arthur di Phoenix è il Travis Bickle del nuovo millennio. Gettato il sasso non togliamo la mano. La storia del cinema continua. Joker rischia di essere un film che piacerà all’immenso pubblico dei fumetti anche under 40. E potrebbe essere un guaio.

di Davide Turrini IL FATTO QUOTIDIANO 

Leggi i commenti

…

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Sorpresa a fumetti: torna Slam Dunk, il manga sportivo più celebre al mondo

29 Agosto 2019, 11:16am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Torna, in un’edizione completamente rinnovata, il manga sportivo più celebre al mondo: Slam Dunk. Dal 12 settembre, nel pieno del campionato mondiale maschile di pallacanestro, sarà disponibile il primo dei 20 volumi della restyled edition, occasione unica per i nuovi lettori, ma anche per i fan della prima ora, di scoprire la saga firmata da Takehiko Inoue. Grazie a un ripensamento della suddivisione in capitoli, la storia acquista un nuovo ritmo narrativo e si arricchisce con traduzioni aggiornate. Completano il tutto le copertine inedite realizzate per l’occasione dal maestro Inoue. Slam Dunk ha un protagonista assoluto: Hanamichi Sakuragi. Ha un solo obiettivo in testa: entrare a far parte del club di basket del liceo Shohoku per conquistare il cuore della bella Haruko Akagi. Con il passare del tempo, però, la pallacanestro diventa per lo scapestrato studente dal fisico atletico (rifiutato da ben cinquanta ragazze…) una vera passione. Seguendo lui e i ragazzi della squadra in una serie di imprese ‒ fra difficoltà scolastiche, ambizioni sportive, rivalità agonistiche, allenamenti e partite ‒ si passerà attraverso le emozioni di uno sport rappresentato con autentico realismo. Un manga sportivo che ha sullo sfondo l’importanza dello sport come elemento di coesione e di rafforzamento caratteriale e che ha contribuito a diffondere in Giappone (e non solo) la passione per il basket, entusiasmando più generazioni di pubblico e critica.

Leggi i commenti

…

SEZ CULTURA E SPETTACOLI Venezia 76, la carica degli italiani: Martone, Maresco e Pietro Marcello

28 Agosto 2019, 09:15am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ CULTURA E SPETTACOLI Venezia 76, la carica degli italiani: Martone, Maresco e Pietro Marcello

inserito da Leone Buongiorno Al via mercoledì 28 agosto la nuova edizione della Mostra. Il direttore Barbera: "Tra i film che ci erano stati proposti ho scelto quelli che osavano di più". Attesa per 'Martin Eden' con Luca Marinelli, 'ZeroZeroZero' di Sollima e il nuovo Salvatores
L'Italia di ieri per comprendere un presente che lascia smarriti: nella sezione principale della Mostra di Venezia 76 che s'apre mercoledì 28 agosto ci sono Mario Martone, con una rilettura contemporanea dell'eduardiano Il sindaco del rione Sanità, Pietro Marcello ambienta a Napoli Martin Eden di Jack London, raccontandone un pezzo di storia, mentre Franco Maresco prosegue la sua esplorazione nelle contraddizioni di Palermo. 

Mario Martone torna al Lido appena un anno dopo Capri-Revolution dopo aver portato con successo a teatro il classico di Eduardo, ambientato oggi e con gli stessi attori che hanno calcato le scene: Francesco di Leva è il 'sindacò Antonio Barracano, a cui tutti nel quartiere si rivolgono perché la giustizia dello Stato è in mano a chi ha santi in paradiso "e chi non ne ha viene da me". Operazione rigorosa per un dramma teatrale che dimostra di saper reggere al tempo, con i protagonisti ringiovaniti rispetto all'originale perché oggi i capi della Camorra bruciano gli anni molto più in fretta. 

Martin Eden non più in California ma a Napoli: è quello raccontato da Piero Marcello, già regista di La bocca del lupo e Bella e Perduta. Martin Eden è Luca Marinelli, marinaio che salva un borghesotto e, introdotto nella famiglia, viene folgorato dalla di lui sorella e dalla letteratura. Una decisione, quella di diventare scrittore, che cambia la sua vita, una determinazione superiore a ogni ostacolo. Il successo arriva con la disillusione, sullo sfondo lo scontro di classe. 

Anche La mafia non è più quella di una volta, dice Maresco nel film che mette a confronto la passione civile della fotografa Letizia Battaglia, ottant'anni e una teoria di scatti che hanno raccontato i delitti mafiosi, dall'altra Ciccio Mira, impresario di neomelodici vicino alla criminalità che ha deciso di organizzare un concerto di 'neomelodici per Falcone e Borsellino'.

"Tra i film che ci erano stati proposti ho scelto quelli che osavano di più", ha raccontato il direttore Alberto Barbera, che ha quindi collocato fuori concorso due importanti autori "di film fatti per un pubblico più ampio". Francesca Archibugi in Vivere propone una di quelle famiglie nelle villette a schiera di periferia, lui, Adriano Giannini, è un giornalista freelance alle prese con pagamenti sempre più incerti e quindi il dover 'spettacolarizzare' le notizie, la moglie Micaela Ramazzotti insegna danza a donne sgraziate e corre dalla mattina alla sera appresso alla spesa e alla prole. Arriva una babysitter irlandese che ama l'arte e Roma, c'è anche Marcello Fonte, un vicino piuttosto bizzarro. Gabriele Salvatores con Tutto il mio folle amore, tratto dal libro di Fulvio Ervas, è un film-viaggio sulla diversità che racconta di un adolescente che riesce a trascinare i tre adulti più importanti della sua vita: Claudio Santamaria, Valeria Golino e Diego Abatantuono. Storia di diversità quella di Mio fratello insegue i dinosauri, tratto dal romanzo omonimo di Giacomo Mazzariol con Alessandro Gassmann e Isabella Ragonese, coppia il cui ultimo nato - down - rimette in discussione la vita. 
 


Sul fronte internazionale c'è molta attesa per due serie Sky: il debutto di Zerozerozero molto liberamente ispirato al libro di Roberto Savianoporta la firma di Stefano Sollima e un cast notevole, da Gabriel Byrne, tra Stati Uniti e Aspromonte, passando per il Messico, seguendo le vie della droga. 

Rilancia e raddoppia Paolo Sorrentino che nella nuova serie The New Pope affianca due papi, l'americano giovane ma reazionario Jude Law-Pio XIII e l'inglese tradizionalista ma diplomatico John Malkovich. Non mancano, tra i colpi di scena del Vaticano e di una cappella Sistina splendidamente ricostruita a Cinecittà, gli interventi del Cardinal Voiello, ovvero Sergio Orlando. 

Tra i documentari più attesi - qualche piccolo malumore lo ha sollevato l'annuncio il giorno della conferenza stampa di Venezia - c'è Chiara Ferragni-Umposted di Elisa Amoruso - la sezione è Sconfini dove troviamo Effetto domino firmato da Alessandro Rossetto, che si sofferma sulla crisi economica nel Nord Est ed è ambientato a Marghera e Il pianeta in mare di Andrea Segre. E poi Il varco di Federico Ferrone e Michele Manzolini. In Orizzonti ecco l'esordio autobiografico di Nunzia De Stefano: Nevia, e quello di Carlo Sironi (figlio di Alberto, il regista di Montalbano scomparso qualche settimana fa) Sole. 
 


Ricco e interessante il programma di Classici. Oltre a riproporre, tra le altre, le versioni restaurate di Lo sceicco bianco di Fellini, Strategia del ragno e Commare secca di Bertolucci, c'è il documentario Fellini fine mai di Eugenio Cappuccio, Boia maschere e segreti, l'horror italiano degli anni Sessanta firmato da Steve della Casa e Se c'è un aldilà sono fottuto. Vita e cinemadi Claudio Caligari firmato a quattro mani da Simone Isola e Fausto Trombetta. Fabrizio Laurenti e Niccolò Vivarelli firmano il doc Life is a B-Movie:Pietro Vivarelli, Simone Scafidi racconta come un film la storia di Fulci, Fulci for Fake.

Come film di chiusura c'è un regista italiano con un cast internazionale, The Burnt Orange Heresy di Giuseppe Capotondi, che annovera tra gli interpreti, confermati al Lido, Mick Jagger proprio nello stesso giorno in cui sbarcherà Roger Waters per il suo film concerto.

di ARIANNA FINOS la Repubblica 

Leggi i commenti

…

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Nadia Toffa, Silvia Toffanin: «Non la dimenticherò mai»

27 Agosto 2019, 19:07pm

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Nadia Toffa, Silvia Toffanin: «Non la dimenticherò mai»

inserito da Alessia Chianese Silvia Toffanin torna a parlare della prematura scomparsa di Nadia Toffa, e lo fa in un'intervista rilasciata a Tv Sorrisi e Canzoni, ripercorrendo i momenti più commoventi trascorsi insieme a lei. «Non dimenticherò mai l'ultima intervista che le ho fatto», ha detto la conduttrice facendo riferimento all'ottobre scorso. Nadia Toffa era stata ospite di Verissimo, lo show pomeridiano in onda su Canale 5, e aveva rilasciato una lunga intervista. Tra le due si era creata una sintonia particolare, tanto che la "iena" aveva per la prima volta parlato in televisione del suo tumore. Uno scambio di confessioni e di racconti che aveva fatto scendere le lacrime a tutti. 

Roma, morta a 58 anni Grazia Di Veroli: comunità ebraica in lutto. La sindaca Raggi: «Il suo impegno mancherà»

Nadia aveva raccontato i momenti più duri della malattia: dalla difficoltà ad accettare il cancro alla voglia di farcela e combattere. «Per passare da "perché a me" al "perché non a me" ci sono voluti mesi di introspezione, dolore, sofferenza – aveva confessato – non voglio che la gente provi pena. Io ci credo in Dio e non penso sia crudele, non penso voglia vederci soffrire. Da una sfiga si può trovare anche del buono, il signore ci stimola, vuole insegnarci a vivere». Parole che avevano colpito la Toffanin ed emozionato milioni di telespettatori.



«Quell'intervista era un inno alla vita - ha ricordato Silvia Toffanin -  Pier Silvio ha voluto mandarla in onda dopo il Tg5 per riportare a tutti il suo messaggio d'amore e la sua positività. Nadia alla fine di quell'intervista mi diede un abbraccio così forte che non dimenticherò mai».

 

Leggi i commenti

…

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Amalfi: a grande richiesta la replica della commedia “Gennaro Belvedere Testimone Cieco”

25 Agosto 2019, 11:13am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

A grande richiesta l’Associazione Filodrammatica Amalfitana in collaborazione con l’Associazione Pensionati “Orizzonti Sereni” di Amalfi presentano la Farsa in due atti di Gaetano ed Olimpia di Maio “Gennaro Belvedere Testimone Cieco” ovvero “E denare fanno veni’ a vist… ‘e cecat”.

Dopo la messa in scena dello scorso marzo, lo spettacolo andrà in scena il 26 agosto alle ore 20:30 in piazza Municipio di Amalfi. L’ingresso per assistere alla commedia è libero e senza prenotazione

“Gennaro Belvedere Testimone Cieco” è una commedia dal doppio volto incentrata sulla comicità classica che presenta risvolti umani e sociali. La vis comica si inscrive nello stile e nel ritmo tipico dei grandi successi di Gaetano Di Maio, autore di tante note commedie interpretate, fra gli altri, da Nino Taranto, Luisa Conte, Ugo D’Alessio, Pietro De Vico, Enzo Cannavale.

Gennaro Belvedere, figlio di Lucio e Maria Quattrocchi è nato a Bellavista nel giorno di Santa Lucia. Per trarre maggior profitto dal suo mestiere di mendicante decide di fingersi cieco ma una brutta mattina si trova ad essere testimone di un delitto: da quel momento, è ovvio, comincerà a vivere nel terrore…

PERSONAGGI E INTERPRETI

Gennaro Belvedere – Rosario Fronda

Carmela, sua moglie –  Filomena Montesanto

Pupetta, loro figlia – Zaira Amendola

N’Zerillo, suo marito – Manuel Buonocore

Tommaso, amico di casa – Vincenzo Celia

Titina, vicina di casa – Alessandra Pinto

Rafele ‘o Scicco, guappo assassino – Federico Cretella

Elvira, sua moglie – Ilenia Rispoli

Leopoldo ‘O Francese, guappo – Francesco Cipriano

Orazio, assistente sociale – Francesco Amendola

Rachele, assistente sociale – Brigida Amodio

Elisa, assistente sociale – Imma Di Sorbo

Pasquale, giornalaio – Mirko Amato

Luigino, metronotte, amico di Famiglia – Ciro De Vita

Alberto, vicino di casa – Antonio Gambardella

Lucia, moglie dell’arrestato – Susy Romano

Patrizia, sua figlia – Annachiara Ruocco

Lillina, altra figlia – Carmen Fusco

Due infermieri, che non palano – Antonio Gambardella e Nicola Savo

Regia: Domenico Verderame

Leggi i commenti

…

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Nadia Toffa, Maurizio Costanzo contro gli haters: "Vergognatevi"

24 Agosto 2019, 10:30am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Nadia Toffa, Maurizio Costanzo contro gli haters: "Vergognatevi"

inserito da Alessia Chianese Pochi giorni dopo la tragica e prematura scomparsa di Nadia Toffa, Maurizio Costanzo si è scagliato contro gli haters della conduttrice de Le Iene. “Purtroppo il web ha consentito agli imbecilli di esprimere pubblicamente la loro opinione - scrive il marito di Maria De Filippi nella sua rubrica su Chi - Hanno creduto che sulla malattia bluffasse, che volesse lucrarci”. Il giornalista si è sentito in dovere di intervenire e dire la sua sulla triste vicenda anche perché era legato alla Toffa da un affetto sincero. “Io che ho conosciuto Nadia molto bene, posso affermare che era una donna che aveva una voglia di vivere, di farcela, pazzesca” ha continuato sulle pagine del settimanale. Infine, la reprimenda: “Le persone che hanno scritto quelle volgarità si devono solo vergognare”. 

Leggi i commenti

…

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Morta Giuliana Morandini: la scrittrice e saggista friulana aveva 81 anni

24 Agosto 2019, 08:03am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

​Morta Giuliana Morandini: la scrittrice e saggista friulana aveva 81 anni

È morta a Roma la scrittrice e saggista Giuliana Morandini, 81 anni, di Udine, vincitrice del Premio Prato per la narrativa nel 1978 per I cristalli di Vienna, del Viareggio Saggistica 1977 per E allora mi hanno rinchiusa e del Viareggio per la narrativa 1983 con il suo Caffè Specchi, del Flaiano nel 1992 per Sogno a Herrenberg. Nata nel 1938, viveva tra Venezia e Roma. Nelle sue opere un'attenzione particolare va alle atmosfere mitteleuropee, alla cultura triestina, alla letteratura femminile.

Leggi i commenti

…

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Ambarabàciccìcoccò: cosa facevano veramente le tre civette alla figlia del dottore?

6 Agosto 2019, 12:26pm

| 

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Dopo oltre 50 anni un pettegolezzo scardina una certezza della nostra infanzia.

: cosa facevano veramente le tre civette alla figlia del dottore? Ce lo rivela il GiornaledeiNavigli.it… con un aiuto.

Ambarabàciccìcoccò: cosa facevano veramente le tre civette alla figlia del dottore?

E’ bastano un tweet dall’account twitter di Ludovica di Ridolfi a scatenare l’inferno estivo. Senza citare la fonte Ludovica afferma perentoriamente: ”Ho appena scoperto che il testo originale di Ambarabàciccìcoccò è: “tre civette sul comò che facevano TIMORE ALLA figlia del dottore”

Il senso

Per tanti di noi, soprattutto per chi è un po’ più in là con gli anni,  la crescita è stata segnata da questi volatili che sul comò facevano l’amore con la figlia del dottore, un amore platonico, forse non corrisposto, anche se qualche bambina si è sentita dire dalla nonna : “Non fare come la figlia del dottore” ossia non avere comportamenti libertini. Poi tutto si legava alla malattia del dottore, addolorato (chissà) dal comportamento della figlia.

E ora

Ora cambia tutto. Le civette portavano timore in quella casa, ma sarà davvero così? Dopo aver recentemente scoperto che “Trenta giorni ha novembre, etc” e non Trenta giorni a novembre, siamo in presenza di un momento di rinnovamento culturale; andando di questo passo chissà cosa è veramente successo sotto il Ponte di Baracca. Basta poco per ritrovarsi a pensare di aver vissuto una vita di menzogne.

 

Umberto Eco

Il nobile autore si è occupato della filastrocca sottolineando come: “La sestina dell’Anonimo delle Civette riempie ormai non pochi scaffali, sì che lo storico di questa fortuna critica non può esimersi da una certa qual umbratile peritanza nel consacrarsene dossografo”. Evvai. Buona estate, sopra o sotto il comò!

IL GIORNALE DI MONZA 

Leggi i commenti