Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

sez. cultura e spettacoli

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Nicolò Scalfi è il campione 2019 di Caduta libera, nuove polemiche in rete: aiutato da Gerry Scotti?

18 Novembre 2019, 11:35am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Nicolò Scalfi è il campione 2019 di Caduta libera, nuove polemiche in rete: aiutato da Gerry Scotti?

Nicolò Scalfi torna a Caduta Libera, vince il torneo dei campioni ma divide il web. In molti sospettano che la sua vittoria sia stata pilotata e sui social i telespettatori si dividono tra chi esulta e chi invece insinua complotti. “Nicolò è in difficoltà con una vita? E ovviamente la redazione prova a far perdere lo sfidante. Complimenti” osserva qualcuno su Twitter. “Per fortuna è l'ultima puntata di questa pagliacciata, mi piaceva tanto ma i favoritismi palesi me lo hanno fatto odiare” sottolinea un altro utente. Gli ammiratori di Nicolò invece hanno esultato per l’ottima performance, che gli ha permesso di vincere altri 76 mila euro: “Alla faccia degli haters”.

LEGGO

Leggi i commenti

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Adrian, nuovo flop di ascolti per Celentano. Non sono bastati i big della tv le (poche) canzoni

17 Novembre 2019, 08:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Adrian, nuovo flop di ascolti per Celentano. Non sono bastati i big della tv le (poche) canzoni

Nuovo flop di ascolti per Adriano Celentano nove mesi dopo il suo ritorno su Canale 5: lo show è stato visto da appena 3.869.000 telespettatori con il 15,41%, situazione che peggiora ulteriormente con la messa in onda del cartone animato visto da appena 1.859.000 e il 10,44%. Un risveglio amaro per i vertici Mediaset, numeri preoccupanti a fronte degli investimenti importanti sostentuti per questo progetto. Il Molleggiato soccombe anche contro la fiction di Rai1 con Daniele Liotti, Un passo dal cielo porta a casa infatti 4.407.000 telespettatori e il 19,95% di share.

Questa volta Adriano c’è, ci sono le sue pause, l’acqua, il solito tavolo, la finta uscita, le canzoni, i suoi cavalli di battaglia, gli ospiti. La location è differente, non più il Teatro di Verona ma gli studi di Cologno Monzese. Questa volta bisogna fare sul serio ma c’è soprattutto il già visto con Celentano che, purtroppo, è diventato prevedibile. Si apre con il dibattito sulla tv con il trio Mediaset Bonolis, Chiambretti, Scotti, in quota Rai Conti e da La7 Massimo Giletti. Mancano Fazio, Amadeus e Costanzo per creare il G8 della tv italiana, il dibattito della tavola rotonda abbonda di analisi banali e si trasforma dopo pochi minuti in un TvTalk Celebrities. “Con questi quattro abbiamo l’intrattenimento, mentre con Massimo Giletti abbiamo la guerra, i furti e le catastrofi. Qui c’è la televisione. Loro sono la nostra finestra sul mondo, attraverso di loro ci arriva il bello e il brutto dell’umanità. Io credo che dobbiamo cambiare la tv: cambiare è sempre positivo, anche quando si sbaglia. Bisogna essere più diretti, più schietti, meno caramellosi”, esordisce il Mollegiato nei panni del conduttore. La giuria di Tale e Quale Show è buonista “metterei una giuria che giudica la giuria”, a Scotti consiglia di non regalare soldi nei quiz, a Giletti critica l’assenza di un freno quando gli ospiti litigano nel suo talk, a Bonolis di evitare troppe ragazze seminude.

Adrià cantace Azzurro“, avrebbero voglia di urlare in studio mentre si va avanti quaranta minuti con una critica alla tv di oggi. Uno spazio metatelevisivo ma soprattutto un processo al piccolo schermo dopo il flop di Adrian. Tra le righe sembra scaricare la responsabilità sul pubblico, un punto su cui potrebbe aprirsi un lungo dibattito ma se il telespettatore non ti guarda non è mai colpa del telespettatore: “Si potrebbe dire che Adrian è un urlo, un grido d’amore ma soprattutto un grido di aiuto. Voi che dalle vostre case adesso mi state guardando voglio dirvi che non ho dimenticato che nelle prime quattro puntate voi mi avete condannato, accusandomi di essere poco presente, senza minimamente pensare ad Adrian, alle cose che voleva dirvi, che succedono e succederanno. Ma voi che mi state guardando eravate arrabbiati perché quando io ero in scena non parlavo e non cantavo e adesso siete ritornati, sperando che ora mi comporti diversamente dalla volta scorsa. Non avete capito niente allora. Io non solo non farò come la volta scorsa, ma faccio una cosa in più, stavolta ve lo do io il motivo per cambiare canale. Io me ne vado, spegnete tutto”, continua il suo sfogo Celentano.

Se ne va ma poi ritorna e canta. Il punto è che quando canta non ha rivali, mangia la scena e incanta il pubblico. Chiambretti lo definisce l’antenato di Greta Thunberg: “È stato il primo, ben trent’anni fa, a parlare di smog, ambiente e cemento armato. Ha preso una volta sola l’aereo nella sua vita per andare a Mosca. Fatti pagare i diritti d’autore, meriti anche un Nobel per la pace”. Con Ligabue duetta e parla di acqua con tanto di ricorso alle teche, ormai sindrome diffusa della tv italiana, poi Alessio Boni fa il riassunto delle puntate precedenti di Adrian. Dopo appena sessanta minuti circa lo show finisce per lasciare spazio al discusso cartone.

Troppo poco forse per soddisfare i telespettatori. Impresa comunque non semplice, l’evento questa volta c’è stato, seppur senza exploit e con un ritmo forse troppo lento. Il cartone era indigesto e continuerà ad esserlo. Il problema di Adrian, senza girarci intorno, è Adrian. Celentano resterà Celentano anche con un flop nel suo curriculum.

GIUSEPPE CANDELA IL FATTO QUOTIDIANO

Leggi i commenti

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Guccini, le mie Note di viaggio per le altre generazioni

16 Novembre 2019, 09:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Arriva l'album di canzoni arrangiate da Pagani eseguite da Elisa, Ayane & Co

Presentazione di 'Capitolo 1 Notte di viaggio... venite avanti' di Francesco Guccini © ANSA

MILANO - E uscito venerdì 15 novembre il primo capitolo di 'Note di viaggio', il progetto discografico dedicato alle canzoni di Francesco Guccini, arrangiate per l'occasione da Mauro Pagani. Ad interpretare dodici brani del repertorio del cantautore, si è prestata una lunga lista di nomi noti della musica italiana, da Giuliano Sangiorgi ('Stelle') a Malika Ayane ('Canzone quasi d'amore'), passando per Ligabue (Incontro'), Elisa ('Auschwitz'), Samuele Bersani e Luca Carboni ('Canzone delle osterie di Fuori Porta'), Manuel Agnelli ('L'avvelenata'), Carmen Consoli ('Scirocco'), Nina Zilli ('Tango per due'), Brunori Sas ('Vorrei') e Margherita Vicario ('Noi non ci saremo'). "All'inizio ho pensato a tre o quattro brani da proporre a ciascuno - ha detto Mauro Pagani - ma poi in tanti sono arrivati con la loro proposta, perché le canzoni di Francesco per molti di loro sono state parte della rispettiva formazione musicale". La copertina dell'album è un'opera realizzata dall'artista Tvboy che rappresenta Guccini e Pagani su una barca, circondati da tutte le voci che hanno messo lo zampino nel progetto discografico. Lo street artist ha realizzato la sua opera la mattina del 29 ottobre a Bologna, nei pressi di via Paolo Fabbri. "E' interessante vedere come tanti artisti di generazioni diverse - ha detto Guccini - interpretino a modo loro le mie canzoni. A volte, nel tempo, è sembrato che io avessi scritto solo tre canzoni come 'Dio è morto', 'La locomotiva' e 'L'avvelenata', ma c'è stato molto altro oltre a queste". Tra le canzoni che sono finite nella scaletta di 'Note di viaggio', del quale ci sarà anche un capitolo secondo previsto per il prossimo anno e sul quale Pagani è già al lavoro, c'è anche l'inedito 'Natale a Pavana' cantato dallo stesso Guccini utilizzando direttamente il dialetto pavanese. "Nonostante alcuni singoli episodi - ha detto il cantautore - come questo ma anche come è capitato con Vecchioni e con Morgan, non ho nessuna intenzione di rimettermi a cantare. Faccio lo scrittore come sognavo da piccolo prima ancora di cominciare a fare canzoni. Non sono più nemmeno capace di suonare le mie chitarre che ho messo in un angolo e non tocco mai. Solo qualche volta, con gli amici, mi viene da fare una cantata". Da Pavana, dove Pagani lo ha anche dovuto raggiungere per registrare l'inedito, Guccini non perde di vista però l'attualità. "E' una cosa vergognosa che una sopravvissuta ad un campo di concentramento sia costretta ad avere una scorta - ha detto Guccini a proposito della recente cronaca che ha visto protagonista la senatrice Liliana Segre - così come è stata vergognosa l'astensione in Parlamento (a proposito della costituzione di una commissione a nome della senatrice, ndr)".

ANSA

Leggi i commenti

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Miss Italia, a Roma il casting nazionale per “Miss 365”

15 Novembre 2019, 12:37pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Miss Italia, a Roma il casting nazionale per “Miss 365”

Raggiunto il traguardo degli 80 anni con l’elezione di Carolina Stramare, Miss Italia dà il via a una nuova edizione, invitando tutte le aspiranti reginette dello Stivale a presentarsi il 10 dicembre prossimo a Roma al “Crowne Plaza” per il casting nazionale di “Miss 365, la prima Miss dell’anno 2020”. A partire dalla mattina alle ore 9.30, nella struttura di via Aurelia Antica le ragazze dovranno convincere la giuria tecnica (ancora da definire) a pronunciare la fatidica frase “Per te Miss Italia non finisce qui”. Quel giorno, a passare la selezione, saranno tre finaliste e, in un successivo momento, verrà comunicata la vincitrice. Solo lei accederà direttamente alla fase finale dell’81esima edizione del concorso, saltando i casting provinciali e regionali estivi, come avvenne per la romana Susanna Giovanardi lo scorso anno. A dare consigli su come affrontare la prova ideata 30 anni fa da Enzo Mirigliani è sua figlia Patrizia, la patron: «Insieme alla vostra bellezza, portate la vostra determinazione, il desiderio di essere protagoniste con il vostro talento, la convinzione di partecipare a un concorso unico del quale parlano, oggi e in futuro, le pagine della nostra storia», spiega la Presidente dello storico Premio. Per iscriversi al casting è sufficiente andare sul sito di Miss Italia alla voce “Partecipa” e compilare il modulo online. La tappa che apre “Miss Italia 2020”, edizione che registra già 1350 iscritte, vi aspetta e partecipare potrebbe essere di buon auspicio per la corona, come fu per Miriam Leone, diventata “Miss 365” prima e “Miss Italia” subito dopo.

LEGGO

Leggi i commenti

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Molestie, Andrea Bocelli difende Domingo "Assurdo negare teatri prima di aver verificato le accuse"

14 Novembre 2019, 11:35am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Molestie, Andrea Bocelli difende Domingo "Assurdo negare teatri prima di aver verificato le accuse"

Il tenore Andrea Bocelli difende fermamente la leggenda dell'opera Placido Domingo, definendo "assurdo" che teatri abbiano annullato le esibizioni della star per accuse di molestie sessuali prima che siano completamente investigate. "Sono ancora sconvolto da quello che è successo a questo incredibile artista", ha detto Bocelli. "Non capisco: domani una signora può semplicemente venire e dire 'Bocelli mi ha molestato 10 anni fa' e da quel giorno in poi nessuno vuole più cantare con me e i teatri d'opera non mi chiamano più; è assurdo". Secondo Bocelli inoltre, le persone dovrebbero distinguere tra "la moralità delle figure pubbliche e la loro arte e abilità".

ANSA

Leggi i commenti

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Raffaella Carrà critica Lorella Cuccarini e svela le sue conduttrici preferite

13 Novembre 2019, 12:40pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Raffaella Carrà critica Lorella Cuccarini e svela le sue conduttrici preferite

Raffaella Carrà stila l'elenco delle sue conduttrici preferite e tra queste non c'è Lorella Cuccarini, per la quale la Regina della tv italiana ha in serbo una frecciatina. Si parla de La vita in diretta, ma non solo. Ecco cosa ha detto Raffaella

LEGGO

Leggi i commenti

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Live non è la D'Urso, Barbara provoca Gabriel Garko: «Non hai più la fede?», poi scatta il bacio

12 Novembre 2019, 11:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Live non è la D'Urso, Barbara provoca Gabriel Garko: «Non hai più la fede?», poi scatta il bacio

Live non è la D'Urso, Barbara provoca Gabriel Garko: «Non hai più la fede?», poi scatta il bacio. Ospite della nuova puntata di Live, che abbiamo seguito in diretta su Gabriel Garko ha parlato del suo libro, del dramma vissuto a Sanremo che gli ha stravolto la vita, d'amore e di chirurgia estetica. Un mix esplosivo che termina con un bacio sulle labbra della padrona di casa all'attore. Ospite a Live non è la D'Urso, Gabriel Garko ha parlato del libro che ha scritto in cui tra i vari argomenti si è toccato anche quello del dramma vissuto a Sanremo quendo la villetta in cui viveva esplose a causa di una fuga di gas: «questo maledetto incidente mi ha cambiato la vita. Come sai non ne ho mai parlato perchè non voglio passare per quello che marcia su una disgrazia,non ho mai voluto raccontare la scena nei dettagli. La signora proprietaria è venuta a mancare e ci sono ancora i parenti, quindi non mi va di raccontarlo». Durante il racconto però Barbara D'Urso nota un dettaglio: «Non hai più la fede?» - anello che ha fatto molto discutere perchè indossato anche da Gabriele Rossi, su cui aleggia il mistero, e in tanti parlano di una presunta relazione mai confermata tra i due. Sì l'ho tolta, già ne hanno parlato fin troppo». «Ti hanno fatto arrabbiare?», chiede la D'Urso «Possibile ... si» risponde Garko, ma la D'Urso non molla la presa e continua punzecchiarlo: «Sei innamorato? L’altra persona anche l’ha tolta la fede?», Anche se non risponde direttamente Garko fa capire che l'altra persona ha ancora la fede. Si passa poi alle accuse che hanno rivolto all'attore di essersi rivolto al chirurgo per fare dei ritocchini estetici, dagli zigomi alle labbra. La D'Urso lo provoca: «Sai che quasi quasi ti darei un bacio», Garko non si tira indietro «e dammelo!», scatta un divertente bacio sulle labbra tra gli applausi del pubblico con la D'Urso che conferma: «Vi confermo che le labbra di Gabriel sono verissime».

LEGGO

Leggi i commenti

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Il Volo, a Milano in piazza Duomo con 10mila fan: «Festeggiamo dieci anni di musica e amicizia»

11 Novembre 2019, 11:21am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Il Volo, a Milano in piazza Duomo con 10mila fan: «Festeggiamo dieci anni di musica e amicizia»

Migliaia di persone. Applausi, flash e dirette social. È stata una festa quella che ha accolto ieri pomeriggio il trio de Il Volo a Milano. Un mini live prima del firma copie del loro ultimo disco (con centinaia di persone in fila fino a tarda sera per autografi e foto) per festeggiare dieci anni di carriera. Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble si affacciano da una delle balconate della Mondadori e cominciano a cantare. Il mondo, Musica che resta, canzone scritta da Gianna Nannini per lo scorso Sanremo, A chi mi dice, per finire con Grande Amore, il brano con cui invece il Festival lo hanno vinto nel 2015. Il disco 10 years, uscito in tutto il mondo venerdì scorso per Sony Music, in versione CD con DVD con immagini e contenuti inediti dell’ultimo live a Matera, è la raccolta del loro repertorio. Da Arrivederci Roma a Surrender, da O Sole mio all’aria della Traviata, Libiamo ne` lieti calici, al Nessun Dorma della Turandot, da My Way a Smile, da She’s Always a Woman. Il pop lirico, con i loro successi nel mondo, è la risposta a chi in loro non ci credeva. Una critica a volte troppo severa, miope di fronte a un trio figlio del talent ma che aveva tanto da dire (e da cantare) uscito dalla scatola televisiva di Rai 1. Ti lascio una canzone con Antonella Clerici li inventa nel 2009 insieme al loro mentore Michele Torpedine. Allora avevano 14 anni. In dieci anni i palcoscenici di tutto il mondo. Contando solo gli ultimi mesi, sono 83 concerti solo in America Latina. «È davvero per noi un compleanno - dicono dal balcone vista Duomo - Festeggiamo 10 anni di musica, ma anche di amicizia e di famiglia. Perché questo noi siamo diventati». Il momento più emozionante, il concerto per il Papa. Ma ne potrebbero annoverare almeno altri tre. Per esempio, il We are the world for Haiti, unici artisti italiani tra 80 invitati invitati internazionali (c’erano Bono, Celine Dion, Carlos Santana, tra gli altri) con Quincy Jones e Lionel Richie, il tributo a Caracalla a Carreras e Pavarotti con Placido Domingo, l’incontro con Barbra Streisand. Ripartiranno in tour nuovamente a gennaio, questa volta nel nord America. In Italia due date evento, il 30 agosto all’Arena di Verona e il 4 settembre al Teatro Antico di Taormina. I loro #10years andranno anche in onda il 19 novembre in prima serata su Canale5. 

LEGGO

Leggi i commenti

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Polanski, una donna francese lo accusa di stupro Sarebbe successo nel 1975 a Gstaad in Svizzera

9 Novembre 2019, 09:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una donna francese, Valentine Monnier, accusa il regista Roman Polanski di averla violentata nel 1975. A raccoglierne la testimonianza è il quotidiano Le Parisien. Fotografa, ex modella a New York, attrice in qualche film, la donna afferma oggi di essere stata stuprata "con estrema violenza, dopo una discesa in sci, nello chalet di Gstaad, in Svizzera", del regista. "Mi colpì, mi riempì di botte - racconta - fino a quando non opposi più resistenza, poi mi violentò facendomi subire di tutto. Avevo appena 18 anni". ANSA

Leggi i commenti

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Zucchero presenta D.O.C, il suo nuovo album: «La mia redenzione blues tra sacro, profano e ricordi»

8 Novembre 2019, 11:35am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Zucchero presenta D.O.C, il suo nuovo album: «La mia redenzione blues tra sacro, profano e ricordi»

Il suo desiderio è chiudere con un grande disco. Lo dice da anni. E intanto tutto quello che fa, lo fa bene. Zucchero, l’Adelmo Fornaciari di Roncocesi, il paesello emiliano dove nasce 64 anni fa e che ha girato il mondo con la sua musica, esce oggi con D.O.C., tra blues, soul, gospel, elettronica. E ritorna all’Arena di Verona, con 12 concerti - dal 22 settembre al 4 ottobre - per il tour mondiale che parte ad aprile dal Byron Bay Bluefest, in Australia.  Zucchero presenta D.O.C., la recensione: testi forti e suoni internazionali per un ritratto del mondo inquieto D.O.C.: ha messo un bollo? «Ho tribolato a cercare il titolo. Stavo consegnandolo senza (pensi che felicità per la discografica!). Ero partito da Suspicious Time, “tempo sospettoso”, che ho poi ho mantenuto nell’ultima canzone. L’acronimo Denominazione di Origine Controllata rispecchiava l’album, dove si parla di molta apparenza e poca sostanza e ha lo stesso significato in tutto il mondo. Solo dopo ho scoperto che queste tre lettere stanno anche per Disturbo Ossessivo compulsivo. Ci rido su».  Che significa? «Se oggi non sei come gli altri, se non sei “cool”, non vali nulla. Vivo nella Lunisiana Soul, nelle campagne toscane, tra animali e prodotti della terra. In ogni brano è come se ci fosse per me un inizio di redenzione». Si sta avvicinando alla fede? «Alla spiritualità. Visto che ho una certa età: “Just in case”, non si sa mai. Mi preparo». Pensa alla fine e quindi ha un Dio? «Può essere tutto, pure lo spirito di mia nonna. Ricordo mio padre, che non ha fatto mai entrare il prete in casa, se non quando la malattia degenerativa lo stava portando via. Si alzò dal letto, si fece il segno della croce, con gli occhi lucidi. Da figlio di buona donna come me, si sarà detto: “Just in case”, non si sa mai». Nei testi, sacro e profano fanno a cazzotti. «Per la prima volta nelle mie canzoni cito Roncocesi, dove sono nato. È il mondo che voglio ricordare. I tempi in cui nonostante ideologie diverse, umanamente ci si rispettava. Mio zio che litigava tutti i giorni con il prete perché era leninista. Ma poi, come Don Camillo e Peppone, lo invitava a pranzo la domenica, mi mandava a portargli le uova o a riempirgli il secchio d’acqua».  E oggi? «Ci si offende per il colore della pelle, nonostante tanto si sia fatto per i diritti umani». Ha mai fatto testa e croce? «Quando mi chiamarono per suonare a Woodstock nel ’94, cosa impensabile per un italiano. Lì ho fatto tac, e ho centrato. Ma è capitato che lo facessi pure per qualche ragazza». Canta di giganti e nani. Chi sono? «Il gigante è il potere arrogante in generale. Sono i potenti che vogliono essere cool, abbronzati e tatuati. I nani sono il popolo, gli emarginati». E nella musica? «I giganti sono gli umili e poco cool. Partiamo da Sting, figlio di un lattaio. Ma anche Bono, Eric Clapton. Purtroppo ho conosciuto pure i nani, quelli che se la tirano senza motivo».  E lei è un gigante? «So di essere rispettato, ma a deciderlo saranno i posteri. Pavarotti diceva che è difficile arrivare al successo, ma è più difficile giustificarlo. E lo puoi giustificare solo facendo musica ogni giorno». In “Badaboom (Bel Paese)” dice che “tutto è andato a puttane”.  «È slang da bar. Abbiamo il paese più bello del mondo, ma è quello che abbiamo ereditato. Corruzione, Roma capitale, intrighi e coltellate alle spalle. Nonostante questo, per me casa resta l’Italia, l’unico paese dove voglio vivere».  Tra le collaborazioni, De Gregori e Van De Sfroos. «È il primo che mi ha presentato il secondo. Van De Sfroos aveva già scritto un pezzo per mia figlia, e con un sms mi disse che aveva qualcosa per me. Con De Gregori siamo amici dai tempi di Diamante. Venne a Modena, nello studio dove stavamo registrando. Gli dissi che volevo scrivere un pezzo per mia nonna. Si prese una birra, si chiuse in una stanza e uscì con un testo perfetto». Bono ha ascoltato il disco? «Non ancora. Ma glielo manderò».Rifarebbe qualcosa con Bocelli?«L’ho scoperto, ho convinto la Caselli a prenderlo nella sua casa discografica, ho tifato per Sanremo. Quando gli chiesi di fare il “Va Pensiero”, però, lui mi disse che avevo toccato Verdi. È un purista. Il Va Pensiero l’ho poi fatto con Pavarotti: “Ciccio, il tuo Va pensiero è cantato con le viscere e con lo stomaco. Facciamolo!”. Duetterei con lui volentieri». Tra le tracce scartate, anche quelle di Miles Davis? «Sono in cassaforte, come fossero reliquie. Miles mi diede la musica ai tempi di Dune Mosse: voleva ci mettessi le parole. Non è facile mettere il testo su jazz e blues. Stessa cosa per quelle di Clapton e Cocker. Chissà un giorno, magari, ci lavoro».

LEGGO

Leggi i commenti