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sez. cultura e spettacoli

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI “Nient​e​ ​‘e​ nuovo”, ​il rapper Ralph P firma la colonna sonora del film “Il Sindaco del Rione Sanità”

19 Settembre 2019, 08:28am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Sei tracce originali compongono la colonna sonora del film “Il Sindaco del Rione Sanità” di Mario Martone, musica e brani realizzati dal giovane rapper napoletano, Raffale Buonomo, in arte Ralph P, dove “P” sta per percussioni, un omaggio alla prima forma musicale conosciuta e amata. Vincitore del Leoncino d’Oro al Festival di Venezia 2019, il film è in calendario nelle sale italiane come evento il 30 settembre, 1 e 2 ottobre 2019 con Nexo Digital. «Ho vissuto emozioni incredibili, un’esperienza indimenticabile. Salire sul red carpet di Venezia con centinaia di fotografi e giornalisti, la folla che ti applaude, non capita tutti i giorni, soprattutto a un ragazzo della periferia nord di Napoli come me», racconta Ralph P, che di strada ne ha fatta prima di giungere a Venezia. L’avventura con “Il Sindaco del Rione Sanità” ha inizio nel 2017 con l’incontro della Compagnia Nest e del regista Mario Martone che lo sceglie sia come attore sia compositore delle musiche dello spettacolo teatrale. “Nient​e​ ​‘e​ nuovo” è il brano che incanta il regista e il pubblico in sala per centinaia di repliche in tutta Italia, oggi presente anche nell’adattamento cinematografico. E non solo. Durante la tournée dello spettacolo scrive una nuova canzone: "Rione Sanità”. «Abbiamo attraversato 25 città italiane diverse, da nord a sud​ - spiega Ralph - antonio Barracano era diventato un personaggio reale, con cui avevo a che fare ogni sera. Ho scritto questa canzone per lui: sono i pensieri di un uomo che si rende conto che sta per morire, che rivive la sua vita, rivela il suo lato più umano (soprattutto nell’amore verso i figli) e lascia un testamento». Con uno stile del tutto personale che affonda le radici nel tessuto sociale e urbano da cui proviene, attualmente è impegnato nella realizzazione di un nuovo progetto musicale, in cui si fondono le diverse sfaccettature della sua esperienza artistica e umana. I primi due singoli, già fuori da questa estate, sono “Anima dispersa” e “Un mojito e la musica”. «Ho cercato di unire due categorie di ascoltatori: da una parte quella attratta dalle sonorità potenti, i bassi, i ritmi pompati, e​ dall’altra quella più attenta ai contenuti​ delle canzoni. N​elle mie canzoni continueranno a esserci temi sociali o comunque testi dall'impatto emotivo profondo, ma con dei ritmi più moderni e accattivanti per una più ampia fascia di pubblico​».

IL MATTINO

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SEZ CULTURA E SPETTACOLI- Addio Thegiornalisti, Tommaso Paradiso su Instagram: "D'ora in poi tutto quel che scriverò sarà a mio nome"

18 Settembre 2019, 09:47am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ CULTURA E SPETTACOLI- Addio Thegiornalisti, Tommaso Paradiso su Instagram: "D'ora in poi tutto quel che scriverò sarà a mio nome"

 inserito da Leone Buongiorno Il cantante e frontman lascia la band, con un annuncio su una 'story' sul social network. Ma il chitarrista e bassista Marco Antonio 'Rissa' Musella replica: "I Thegiornalisti continueranno!"

"Le molte anime della band", come titolavamo appena qualche giorno fa per raccontare il grande concerto dei Thegiornalisti al Circo Massimo di Roma, dove lo scorso sabato 7 settembre il gruppo nato nella Capitale nel 2009 ha suonato davanti a 45mila persone, da questo momento in poi ne avrà meno. Anzi, solo due, visto che i componenti Marco Primavera e Marco Antonio 'Rissa' Musella hanno deciso di proseguire la carriera musicale mantenendo il nome della formazione.

a loro voce - di più - il volto che tutti riconducevano a canzoni come Felicità puttana, Completamente o Riccione, però, se n'è andato. Tommaso Paradiso, tramite una storia Instagram sul proprio profilo del social network, ha annunciato la fine della band. E, sempre su Instagram, i post di Paradiso non risultano più commentabili, con le ovvie polemiche del caso.

Il chitarrista e bassista Musella, ancora utilizzando Instagram, ha subito replicato: "Avrei voluto passare una serata tranquilla ma mi trovo costretto a rispondere che la decisione di un componente non può vincolare gli altri due. I Thegiornalisti continueranno! Chi decide autonomamente di andar via può andare a cercare di guadagnare più soldi da solo. Poi se ognuno può scrivere quello che vuole sui social, io dichiaro di aver scritto tutte le canzoni dei Rolling Stones", aggiungendo un emoticon che si spertica dalle risate.

"Tra qualche giorno uscirà una nuova canzone. Non uscirà come Thegiornalisti ma uscirà come Tommaso Paradiso. D'ora in poi tutto ciò che scriverò e canterò non sarà più Thegiornalisti ma sarà Tommaso Paradiso. è giusto che sia così", scrive Paradiso, affidando il lungo testo a delle schermate della sua 'story' a fondo nero, come si fa con gli episodi luttuosi.

“È stata una fantastica avventura che ci ha portati fino al circo Massimo. Ma sapete meglio di me o come me che le storie nella maggior parte dei casi non sono eterne. È inutile che vi stia a raccontare le dinamiche per le quali si è arrivati a questa conclusione. I problemi ce li teniamo per noi. A voi deve rimanere tutto l’amore che in questi anni abbiamo condiviso insieme. Ovviamente ci saranno polemiche, sarò pronto a leggere e a sentire qualsiasi cosa. Si faranno congetture e si diranno inesattezze, è inevitabile. Ma d’altronde chiunque ha il diritto di esprimere la propria opinione anche se non conosce la materia trattata. Ho scritto e cantato ogni singola nota e ogni singola parola di tutto ciò che fino a oggi avete ascoltato. Continuerò a farlo, continuerò a farlo come Tommaso Paradiso”, continua il cantante.

E va avanti: “Sono stati, questi ultimi, mesi molto difficili; sono stato in silenzio; volevo che il Circo Massimo fosse una grande festa e non un funerale. Ripeto, credo che non sia nobile spiegarvi il come e il perché di tutto questo. Se un giorno sarò dagli eventi costretto a fare spiegazioni lo farò. Per ora, vi basti solo sapere che sono tato male. E per vivere bisogna stare bene. Trovarsi in armonia, altrimenti un sogno può diventare un incubo. Non sono in grado di vivere in un clima di tensione, né a casa, né a lavoro, né in macchina, né in qualsiasi parte del pianeta La musica è liberazione; la musica mi ha sempre portato lontano dai guai; la musica è la mia protezione. E anche questa volta mi ha spinto altrove. Da questa mia esperienza invito tutti a conoscere e comprendere i propri limiti, cosa siamo, dove possiamo arrivare e cosa possiamo fare e dare”.

E conclude: "Non vi voglio rubare altro tempo. A voi potrà sembrare che una storia sia finita e che un’altra stia iniziando. In parte è vero. I Thegiornalisti per quel che mi riguarda non esistono più. Ma esistono le canzoni, sempre e solo quelle. Quelle di prima, quelle di oggi, e quelle di domani. E io sarò con loro, con le canzoni, quelle di prima, quelle di oggi e quelle di domani. Sempre e solo loro e con loro. Non vi chiedo nulla, se non di tentare di avere un po’ di delicatezza nel voler cercare di esprimere sacrosante opinioni sulla vicenda. Le cose accadono ragazzi; è insito nella natura mutevole dello spazio e del tempo.
Sempre vostro, io".

E mentre la band si è chiusa in un silenzio di tomba sulle cause che hanno portato alla separazione, solo un mese fa, in un'intervista all'Huffington Post datata 8 agosto, gli altri due componenti, Marco Primavera e Marco 'Rissa' Musella, rispondendo alle voci pubblicate sul settimanale Chi che li volevano prossimi allo scioglimento dicevano: "Aria di crisi? Ma no. Ci siamo visti pochi giorni fa, prima di partire per le vacanze, e riguardo l’articolo che ipotizzava il nostro scioglimento ci siamo fatti una risata". Nell'articolo, raccontavano anche un particolare molto significativo della loro formazione: "Era il 2009 quando, proprio nelle vicinanze del Circo Massimo e dei Fori Imperiali, ci dicevamo di voler formare il gruppo". E ora, dove tutto è cominciato, è anche finito. (Quasi) completamente.
di VALERIA RUSCONI"La Repubblica

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Linea Verde torna su Rai 1, la novità: Ingrid Muccitelli e Beppe Convertini al comando

15 Settembre 2019, 09:05am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Oggi, domenica 15 settembre, torna la versione invernale di «Linea Verde», lo storico programma di Rai1, in onda ogni domenica alle 12.20. Molte le novità per l'edizione di quest'anno, a partire dalla coppia dei conduttori, che saranno Ingrid Muccitelli e Beppe Convertini, due volti noti di Rai1. Anche quest'anno, il programma vedrà la partecipazione del cuoco Peppone, per una lunga serie di viaggi nel territorio italiano. Prima tappa, la Sicilia dei Monti Iblei, incastrati fra le province di Siracusa, Ragusa e Catania. La cornice è quella della Sicilia rurale e barocca, ricca di storia e di antiche tradizioni, dove la presenza del mare non è percepita e dove si resta colpiti da un caleidoscopio di colori e da odori ormai dimenticati. Mandorle e carrube, suini neri e sapori montani, campi di grano e canyon profondi, i Monti Iblei svelano in questa prima puntata di «Linea Verde» tutto il loro fascino. IL MATTINO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Premio Campiello, vince Andrea Tarabbia con «Madrigale senza suono»

15 Settembre 2019, 09:01am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Andrea Tarabbia

Andrea Tarabbia con 'Madrigale senza suonò (Bollati Boringhieri) vince la 57/ma edizione del Premio Campiello. Lo scrittore ha avuto 73 voti sui 277 arrivati dalla Giuria Popolare di Trecento Lettori Anonimi.

Al secondo posto Giulio Cavalli, con 'Carnaiò (Fandango Libri), che ha avuto 60 voti e al terzo Paolo Colagrande con 'La vita disparì (Einaudi), 54 voti. Al quarto posto, con un piccolo distacco, Laura Pariani con 'Il gioco di Santa Ocà (La nave di Teseo) con 52 voti e all'ultimo posto Francesco Pecoraro con 'Lo stradonè (Ponte alle Grazie), con 38 voti.
IL MATTINO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Verona. Sgarbi vuole visitare la mostra fuori orario e "a modo suo": scoppia la lite

12 Settembre 2019, 10:00am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Verona. Sgarbi vuole visitare la mostra fuori orario e

VERONA - Bagarre a Verona, protagonista il critico d'Arte Vittorio Sgarbi. In sintesi, Sgarbi, in città per una serie di eventi, ha chiesto di visitare la mostra a Castelvecchio "Bottega, Scuola, Accademia. La Verona dal 1570 alla peste del 1630", peccato che la mostra alle 21.30 fosse già chiusa. Un problema da niente di fronte al critico, tant'è che è stato subito risolto e organizzata una visita notturna. A quel punto, però, l'imprevisto: la visita di sgarbi è stata disturbata dall'intervento dell'assessore alla cultura Francesca Briani che ha voluto, come da regolamento, che per la visita notturna fosse presente anche una pattuglia della polizia municipale. A quel punto Sgarbi è andato su tutte le furie. La pattuglia rimasta sul luogo sino a quando Sgarbi non è uscito dal museo, verso le 22.45.

Perché serviva la pattuglia della mulicipale?
La presenza da regolamento era richiesta dopo il clamoroso furto di opere nel novembre 2015 nel museo veronese. Le maglie della sicurezza da allora si sono strette e in caso di visite fuori orario è previsto il controllo delle forze dell'ordine: il protocollo di sicurezza prevede la presenza sul posto di una pattuglia armata della polizia municipale.

Interrogazione urgente dei consiglieri di opposizione
I consiglieri di opposizione hanno definito l'episodio «gravissimo», presentando una interrogazione urgente. Ma il museo era chiuso da ore. Stando alla versione sostenuta dai consiglieri comunali firmatari dell'interrogazione, Michele Bertucco (Verona e Sinistra) e Federico Benini (Pd) il critico si sarebbe invece presentato direttamente a Castelvecchio, chiedendo di entrare, e al deciso rifiuto della guardia giurata in servizio, si sarebbe poi rivolto al sindaco. Dal Comune di Verona viene però fatto notare come non sia del tutto eccezionale l'apertura extra orario di una sede museale, che però può avvenire, previa autorizzazione, soltanto con i previsti protocolli di sicurezza. Vittorio Sgarbi, deputato, è il presidente del Mart di Rovereto, e tra i suoi progetti rientra anche quello di una possibile apertura di una succursale del Mart a Verona. Le opposizioni a Palazzo Barbieri però insistono: «Questa apertura non si può nemmeno definire straordinaria, in quanto al di fuori di ogni protocollo. Sarebbe sconvolgente scoprire che, dopo tutto quanto è accaduto in passato, basta citofonare per farsi aprire il Museo di Castelvecchio in orario serale».

IL GAZZETTINO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Il Telegraph promuove la Festa delle Lucerne tra 11 festival luci

12 Settembre 2019, 08:46am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Il Telegraph promuove la Festa delle Lucerne tra 11 festival luci

NAPOLI – La Festa delle Lucerne, il suo incanto e la sua magia non hanno lasciato indifferenti neanche i giornalisti del quotidiano britannico “The Telegraph” che hanno inserito la kermesse tra gli 11 festival di luci più belli e famosi d’Italia assolutamente da visitare. “Anche se si svolge ogni 4 anni vale la pena aspettare l’incantevole Festival delle lampade a olio della cittadina di Somma Vesuviana”, riporta il quotidiano inglese, “la festa della lanterne a olio o festa delle Lucerne dura 3 giorni e prende il nome dal primo giorno del rituale, al tramonto un uomo e una donna accendono una prima lampada a olio dando l’avvio per l’accensione al resto delle lampade del villaggio, disposte su cornici geometriche in legno, che seguono il suo esempio, l’alone delle luci brillanti si diffondono attraverso la felci scure, le strade ricoperte di castagne è piuttosto magico”.     “Una notizia che ci inorgoglisce”, commenta il sindaco Salvatore Di Sarno, “un’ulteriore conferma che il lavoro che stiamo facendo per rilanciare e rivalutare la Festa delle Lucerne, tra le più care alla nostra tradizione, sta ottenendo i suoi frutti.  Per l’edizione del 2018 siamo riusciti ad ottenere anche un finanziamento per il valore culturale della Festa da parte della Regione e ci stiamo muovendo su altri fronti per rilanciare sia le Lucerne che il borgo Casamale che la ospita”. “La Festa delle lucerne rappresenta una tra le più suggestive tradizioni di Somma Vesuviana”, aggiunge l’assessore al Turismo e Valorizzazione Centro Storico Flora Pirozzi, “è un evento unico al mondo per la sua natura e il suo peculiare svolgimento. Un evento pieno di fascino, ricco di simbolismi e con identità popolare. Un ricorrenza che si ripete ogni quattro anni e si conclude nel giorno dedicato alla Madonna della Neve. Un evento che racchiude in se anche la valorizzazione del centro storico Casamale, luogo in cui si svolge la manifestazione, che porta lustro al nostro territorio e funge da attrattore culturale locale. Uno degli obiettivi principali del mio operato da assessore è stato ed è quello di valorizzare questa festa, facendola diventare fiore all’occhiello delle tradizioni e dei riti della Città di Somma Vesuviana. Per tale motivo abbiamo deciso di candidarla per l’Iscrizione nell’Inventario del Patrimonio culturale Immateriale Campano (IPIC). E per questo siamo veramente onorati di essere stati menzionati dal Telegraph.  Naturalmente un ringraziamento va anche all’associazione Festa delle Lucerne per il grande impegno costante che hanno nel portare avanti questa bellissima tradizione”.

METROPOLIS

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Rocco Hunt primo in classifica con l'album «Libertà»

9 Settembre 2019, 09:16am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Rocco Hunt 2019

Subito primo in classifica «Libertà»: il nuovo album di Rocco Hunt, uscito a quattro anni di distanza dal precedente, è il disco più venduto della settimana, trascinato in classifica, oltre che dal sound e dalla rime, anche dal clamore suscitato dal paventato ritiro del rapper salernitano, che dopo un momento di sbandamento comunicato via social, ha deciso di tornare alla grande sul ring dell’urban sound italiano. Risultato importante anche per «Nisciun’», uno dei brani in napoletano del disco, duettato con il giovane Geolier, che è arrivato primo nelle tendenze di YouTube. Intanto il ragazzo di «Nu juorno buono» continua il suo giro d’Italia per presentare il lavoro ai suoi fans in un tour di firmacopie «instore».

IL MATTINO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Annalisa Cima morta a Lugano: pittrice e poetessa è stata l'ultima musa di Eugenio Montale

9 Settembre 2019, 09:10am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 

Si è spenta a Lugano nei giorni scorsi a 78 anni Annalisa Cima, pittrice, scrittrice e poetessa, nota per essere stata l'ultima musa del premio Nobel per la Letteratura Eugenio Montale che incontrò nel 1968. Nata a Milano il 20 gennaio del 1941, apparteneva a una famiglia di imprenditori nel settore della carta originaria di Lecco e, assieme al marito Friedrich Glombik, viveva in Svizzera dove si era trasferita da tempo per via della tubercolosi che l'aveva colpita fin dall'adolescenza. I suoi esordi come pittrice risalgono al 1965 con una mostra alla galleria il Cavallino di Venezia cui ne seguirono molte altre anche in Brasile, Usa e in Giappone. In quegli anni conobbe gli artisti Giacomo Manzù, Marino Marini, Aligi Sassu, Max Ernst e Pablo Picasso e frequentò anche l'avanguardia americana. Legata da una grande amicizia con Montale basata su una profonda stima reciproca, con un sodalizio che durò 13 anni, fino alla morte del Nobel, Annalisa Cima è stata l'erede e la curatrice del 'Diario postumò del grande poeta attorno al quale in passato sono sorte polemiche. seguirono molte altre anche in Brasile, Usa e in Giappone. In quegli anni conobbe gli artisti Giacomo Manzù, Marino Marini, Aligi Sassu, Max Ernst e Pablo Picasso e frequentò anche l'avanguardia americana. Legata da una grande amicizia con Montale basata su una profonda stima reciproca, con un sodalizio che durò 13 anni, fino alla morte del Nobel, Annalisa Cima è stata l'erede e la curatrice del “Diario postumo” del grande poeta attorno al quale in passato sono sorte polemiche. IL MATTINO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Venezia 76: Leone d'oro a Joker. A Luca Marinelli coppa Volpi come miglior attore. Tutti i premi

8 Settembre 2019, 09:20am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Coppa Volpi femminile a Ariane Ascaride. Premio speciale della giuria a La mafia di Franco Maresco

© ANSA

Alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia vince il Leone d'oro per il miglior film JOKER di Todd Phillips (USA). Luca Marinelli, protagonista di Martin Eden di Pietro Marcello, è il vincitore della Coppa Volpi maschile. "Devo questo premio - afferma Marinelli sul palco - anche a Jack London, che ha creato la figura di Martin Eden, un marinaio. E perciò dedico questo premio a coloro che sono in mare a salvare altri esseri umani che fuggono e che ci evitano di fare una figura pessima con il prossimo. Viva l'umanità e viva l'amore". 

COPPA VOLPI per la migliore attrice a: Ariane Ascaride nel film GLORIA MUNDI di Robert Guédiguian (Francia, Italia) 

GRAN PREMIO DELLA GIURIA a: J'ACCUSE di Roman Polanski (Francia, Italia)

LEONE D'ARGENTO per la migliore regia a: Roy Andersson per il film OM DET OÄNDLIGA (ABOUT ENDLESSNESS) (Svezia, Germania, Norvegia) 

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a: LA MAFIA NON È PIÙ QUELLA DI UNA VOLTA di Franco Maresco (Italia) 

PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a Yonfan per il film animato JI YUAN TAI QI HAO (N. 7 CHERRY LANE) (Hong Kong SAR, Cina) 

PREMIO MARCELLO MASTROIANNI a un giovane attore emergente a Toby Wallace nel film BABYTEETH di Shannon Murphy (Australia)

LEONE DEL FUTURO - PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA (LUIGI DE LAURENTIIS) a YOU WILL DIE AT 20 di Amjad Abu Alala (Sudan, Francia, Egitto, Germania, Norvegia, Qatar)

 "Per fortuna non è stato un verdetto all'unanimità, i premi sono stati frutto di grande dialogo. Sono la presidente di una giuria democratica, quindi non abbiamo bisogno dell'unanimità per metterci tutti d'accordo". Lo ha detto la presidente di giuria Lucrecia Martel rispondendo ai giornalisti su come si sia arrivati al palmares della 76/a Mostra del Cinema di Venezia.

 ORIZZONTI
La Giuria Orizzonti della 76. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, presieduta da da Susanna Nicchiarelli e composta da Eva Sangiorgi, µlvaro Brechner, Mark Adams e Rachid Bouchareb dopo aver visionato i 19 lungometraggi e i 13 Cortometraggi in concorso, assegna:

il PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR FILM a: ATLANTIS di Valentyn Vasyanovych (Ucraina)

il PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE REGIA a: Théo Court per il film BLANCO EN BLANCO (Spagna, Cile, Francia, Germania)

il PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA ORIZZONTI a: VERDICT di Raymund Ribay Gutierrez (Filippine)

il PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE ATTRICE a: Marta Nieto nel film MADRE di Rodrigo Sorogoyen (Spagna, Francia)

il PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR ATTORE a: Sami Bouajila nel film BIK ENEICH - UN FILS di Mehdi M. Barsaoui (Tunisia, Francia, Libano)

PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a: Jessica Palud, Philippe Lioret, Diastème per il film REVENIR di Jessica Palud (Francia)

PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO a: DARLING di Saim Sadiq (Pakistan)

il VENICE SHORT FILM NOMINATION FOR THE EUROPEAN FILM AWARDS 2019 a: CÇES QUE LADRAM AOS PASSAROS (DOGS BARKING AT BIRDS) di Leonor Teles (Portogallo)

 

Mostra di Venezia, applausi per "Joker"

 

 

 

VENEZIA CLASSICI
La Giuria presieduta da Costanza Quatriglio e composta da 22 studenti - indicati dai docenti - dei corsi di cinema delle università italiane, assegna

il PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR DOCUMENTARIO SUL CINEMA a: BABENCO - ALGUÉM TEM QUE OUVIR O CORAÇÇO E DIZER: PAROU (BABENCO - TELL ME WHEN I DIE) di Barbára Paz (Brazil)

il PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR FILM RESTAURATO a: EXTASE (ECSTASY) di Gustav Machatì (Cecoslovacchia, 1932)
VENICE VR

La Giuria presieduta da Laurie Anderson e composta da Francesco Carrozzini e Alysha Naples dopo aver visionato i 27 progetti in concorso, assegna:

Il GRAN PREMIO DELLA GIURIA PER LA MIGLIORE OPERA VR IMMERSIVA a THE KEY di Céline Tricart (USA)

il PREMIO MIGLIORE ESPERIENZA VR IMMERSIVA PER CONTENUTO INTERATTIVO a A LINHA di Ricardo Laganaro (Brasile)

il PREMIO MIGLIORE STORIA VR IMMERSIVA PER CONTENUTO LINEARE a DAUGHTERS OF CHIBOK di Joel Kachi Benson (Nigeria)
LEONE D'ORO ALLA CARRIERA 2019 a: PEDRO ALMODàVAR e JULIE ANDREWS 

JAEGER-LECOULTRE GLORY TO THE FILMMAKER AWARD 2019 a: COSTA-GAVRAS

PREMIO CAMPARI PASSION FOR FILM a: LUCA BIGAZZI

 

ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Miss Italia: vince Carolina Stramare. Eletta con il televoto, ha ottenuto il 36% di preferenze

7 Settembre 2019, 07:11am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Si è imposta su Sevmi Fernando e Serena Petralia. Nella giornata della finale arriva la critica dell'ex presidente della Camera Laura Boldrini: "La Rai vuole fare i concorsi per le ragazze? Bene, faccia quelli per regolarizzare il personale precario che lavora in azienda, altro che quelli di bellezza"

Miss Italia: vince Carolina Stramare. Eletta con il televoto, ha ottenuto il 36% di preferenze

JESOLO (VENEZIA) - Miss Italia 2019 è Carolina Stramare, eletta con il 36% delle preferenze, arrivata come Miss Lombardia. Vent'anni anni, occhi verdi felini, chioma castana era data come favorita. Nata a Genova, vive a Vigevano, ha perso la mamma a luglio dell'anno scorso, e dal palco ha ringraziato i nonni, seduti nel PalaInvent di Jesolo, che la applaudivano.

La nuova reginetta di bellezza era stata esclusa nelle precedenti fasi di votazione, ma è stata ripescata dalla giuria delle 'Miss storiche', che poteva riportare in finale una concorrente. Poi ha deciso il televoto, il popolo sovrano, vero protagonista dell'ottantesima edizione del concorso di bellezza. Una maratona televisiva in diretta su Rai1 - era il ritorno in Rai, dopo sei anni su La7 - che si è chiusa all'una e mezza di notte. Dalle 80 finaliste si è passati a 40, quindi a 20, 10 e infine a due, Sevmi Tharuka Fernando (Miss Rocchetta Bellezza Veneto), al centro degli insulti razzisti, e Serena Petralia, Miss Sicilia, alle quali si è aggiunta con il ripescaggio Stramare.

Tre ventenni. La votazione definitiva del pubblico ha premiato lei, la bella miss Lombardia, che sfiora il metro e ottanta di altezza. Studia grafica all'Accademia di Belle Arti di Sanremo, lavora come modella, dice di avere un debole "per le persone dagli occhi buoni e sinceri". "Eravamo tutte e 80 bellissime, tutte con qualcosa di particolare. Ringrazio la giuria del ripescaggio", ha commentato. Pratica equitazione a livello agonistico (salto ostacoli) da circa otto anni, ed è una vera sportiva: "Nuoto, è lo sport più completo per mantenersi in forma e quando le giornate lavorative mi appesantiscono un po' mi piace andare a correre per scaricare la tensione. Adoro gli animali, specialmente i cavalli, per questo, anche nei giorni in cui non ho lezione amo passare parte della mia giornata in maneggio, strigliare i cavalli, seguire i bambini più piccoli".

 


Come tante coetanee, Carolina Stramare segue la moda, dice che "i viaggi siano i regali migliori e al contempo i soldi spesi meglio. Amo passare il mio tempo libero con la famiglia, con le amiche e col mio fidanzato".

Maratona televisiva infinita, Miss Italia è tornata in Rai e i social sono impazziti. Tra le miss "storiche", ospiti sul palco tipo commissione di esame, mancavano quelle che, a furor di popolo, sono considerate le più belle: Miriam Leone e Valle. Madrina della serata Lina Lollobrigida, 92 anni, eroica, più tonica degli spettatori del palazzetto a cui Greco urlava in continuazione "Forza pubblico!" per sollecitare gli applausi. L'organizzatrice del concorso Patrizia Mirigliani difende Miss Italia fino alla fine, dicendo che "la bellezza è importante, è un'opportunità in più. Le donne hanno tante possibilità, il mondo nelle loro mani. Studiano, si laureano".

Tutto vero. Però in questo spettacolo extralarge, con battibecchi esilaranti (Caterina Balivo versus Lorena Bianchetti: "Qui si giudica la bellezza, e basta!"), le ragazze per la prova di portamento sfilano ancora in abito da sposa. Sui social c'è chi protesta e chi ironizza. Lo show è un patchwork. Greco il maratoneta ricorda il patron del concorso Enzo Mirigliani e di Fabrizio Frizzi, storico conduttore di Miss Italia. Seduta su una poltrona rossa, Carlotta Maggiorana, Miss Italia 2018, aspetta il momento in cui restituire la corona.

Nella giornata della finale arriva la critica dell'ex presidente della Camera Laura Boldrini: "La Rai vuole fare i concorsi per le ragazze? Bene, faccia quelli per regolarizzare il personale precario che lavora in azienda, altro che quelli di bellezza". Gli autori mettono insieme campionesse delle sport, archeologhe, Eleonora Daniele incontra la mamma di Giordana di Stefano, uccisa dal compagno con quarantotto coltellate. L'aveva denunciato per stalking.

Sul palco centinaia di scarpe rosse, simbolo della battaglia contro la violenza sulle donne. Poi la musica, Fausto Leali, Benji e Fede, Peppino di Capri, Tosca fa un monologo che purtroppo non fa ridere. Milly Carlucci, più atletica delle concorrenti, viene data in pasto alle domande delle ragazze. Un'intrepida chiede alla conduttrice se sia mai stata molestata, la risposta ovviamente è no.

Greco dà lezioni di vita: "La donna deve mandare messaggi chiari agli uomini che ci provano". Ci vorrebbe Isabella Ragonese che nei panni della professoressa Isabetta Ragonelli, faceva il tutorial nel programma di Serena Dandini: "Si può fare/non si può fare". Un'altra miss domanda se il marito l'abbia mai tradita. La lady di ferro Carlucci ride: "Lo uccido".

Chissà se Miss Italia continuerà, lo diranno gli ascolti e il gradimento. Sui social, tra noia, divertimento e critiche, ha già vinto.

SILVIA FUMAROLA LA REPUBBLICA 

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