Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Sanremo 2021, Amadeus a Che tempo che fa: «Un Festival così non si è mai visto e ci auguriamo non si veda più». Il direttore artistico in collegamento da Fazio ha scherzato, con la complicità di Fiorello, sull'assenza del pubblico, ma l'idea è chiarissima: la musica sarà al centro di tutto. «Vogliamo intrattenervi cinque sere è un Sanremo storico, un Festival così non si è mai visto e ci auguriamo non si veda più. Regaleremo cinque serate di grande musica». Così Amadeus in collegamento a Che tempo che fa. Il direttore artistico della 71ma edizione del Festival è stato "disturbato" dal suo amico e collega Fiorello. «Vi ricordate l’anno scorso? - dice Fiorello - Siamo andati alla festa di Sorrirsi e Canzoni come l’anno scorso ma non c’erano né sorrisi né canzoni. Davanti all’Ariston però c’è la sonda Perseverance che faceva foto. Quando arrivi qui - ha proseguito - ti devi studiare 75 pagine di protocollo, io arrivato a metà mi sono fermato, preferisco aspettare il film». Amadeus ha confermato a Che tempo che fa che nella prima serata ci sarà come super ospite Loredana Bertè che oltre a fare un medley dei suoi successi presenterà anche il suo nuovo singolo: «Donne diverse ogni sera più altre punteggiature che racconteranno cose e mondi diversi. Ci sarà Matilda De Angelis, Elodie che farà una performance bellissima, Barbara Palombelli. Cosa farà Fiorello ? Non lo so, non mi dice niente». «Non lo so nemmeno io - ha replicato Fiorello - perché devo cambiare modo di fare spettacolo, quando salirò sul paco e dirò buonasera capirò. Il nostro pubblico è l’orchestra e ho detto al direttore che sarà il nostro capo claque- La cosa bella è che non sappiamo cosa accadrà… nemmeno a noi due. Ero agitato ma quest’anno è proprio la rassegnazione. Questa è l’ultima volta che ci vedete qui (scherza ndr.), ce la metteremo tutta, comunque andrà sarà indimenticabile».
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Benevento.Giovedì prossimo alle ore 16, UniSannio Cultura presenta “Sopra le macerie”, il libro del professore Aniello Cimitile sulle origini dell’Alfa Romeo di Pomigliano, il più grande polo industriale del Mezzogiorno. L’incontro, in diretta sul canale YouTube dell’Università del Sannio, sarà introdotto e coordinato dal giornalista de Il Mattino Gigi Di Fiore. Sono previsti i saluti del rettore dell’Università del Sannio Gerardo Canfora e gli interventi di Massimo Villone, professore emerito di Diritto costituzionale dell’Università di Napoli Federico II; di Francesca Russo, docente di Storia delle Dottrine e delle Istituzioni politiche dell’Università Suor Orsola Benincasa e vicepresidente della Fondazione Nilde Iotti; di Emiliano Brancaccio, docente di Politica economica dell’Università del Sannio. Le conclusioni saranno a cura dell’autore. Con Sopra le Macerie (Tullio Pironti Editore) il professore Cimitile racconta, attraverso le vicende della ricostruzione dell’Alfa Romeo di Pomigliano d’Arco, a partire dal 1943 e fino al 1953, l’intreccio tra lavoro e soggettività operaia, rinascita post bellica e fabbrica. Un decennio nel quale si formano il Partito Comunista, il Sindacato e un nucleo di classe operaia che segnerà l’intera storia successiva del territorio. Una interessante ricostruzione storica che sconfina a tratti nel romanzo. OTTOPAGINE
INSERITO DA MORENA MOTTA Conosciamo Giuseppe Storti , Autore di questo bellissimo Libro edito dalla importante Casa Editrice Guida Editori che nell’anno 2020 ha compiuto i suoi 100 anni di storia. Storti svolge un ruolo dirigenziale presso il Consiglio Regionale della Campania. Giurista di professione, giornalista per passione è iscritto all’Albo dei giornalisti, elenco pubblicisti della Campania dal 1982. Ha iniziato l'attività con il quotidiano “Il Mattino" di Napoli, per il quale è stato collaboratore per decenni. Direttore del settimanale “Casoria due” per otto anni, nonché di tanti altri periodici locali e regionali. Fondatore del “Giornale di Casoria” nel 2010, Giuseppe Storti è appassionato e cultore di storia locale, cura una pagina social ed un blog dedicato alla storia di Casoria, suo paese di nascita. Inoltre ama la lettura: “Chi è analfabeta a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni. C’era quando Abele uccise Caino, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito.... perché la lettura è un’immortalità all’indietro” questa la celebre frase di Umberto Eco che il “nostro” ha preso come sua impostazione di vita personale e professionale. La vita è come un libro. Ogni giorno c’è una nuova pagina da scrivere, il libro è sempre ricco di avvenimenti da raccontare e di bei momenti da ricordare. Tanti iniziano a scrivere a seguito un'idea ma poi, senza un lavoro di preparazione, non portano a termine il lavoro presi dalla vita quotidiana. Occorre dedicare alla scrittura il tempo necessario e programmato per evitare che la passione si disperda. E necessario continuare con costanza a scrivere, specialmente se si vuole scrivere un romanzo, per non perdere il filo logico che lega le varie storie, contestualmente non bisogna scrivere senza lo stimolo solo perché avevamo messo in programma di dedicare una serata al "mestiere di scrivere" perché è proprio questo il rischio che si corre, magari spinti dall'editore che vuole avere il manoscritto per inserirlo nelle strenne.
Giuseppe (o meglio Peppe come lo chiamiamo noi amici) Storti è noto per essere una persona pragmatica e precisa che si pone degli obiettivi, magari sfidanti, che ha sempre portato in porto. Occorre sempre interessare il lettore, come nel caso di questo libro che si legge tutto d'un fiato. Il libro descrive che in un giorno qualunque di una vita sospesa, accade qualcosa di nuovo. Eppure la strada percorsa è sempre la stessa. Carlo è un abitudinario cronico. Nelle sue orecchie ronzano le parole della mamma: non cambiare mai la strada vecchia con la nuova. Sua madre è per lui un’ombra interna che lo guida sempre. Eppure in un giorno qualunque di una vita sospesa in un tempo fermo, ecco l’incedere improvviso del destino posarsi su di lui. Assorto nei suoi cupi pensieri, sente una voce. Alza gli occhi, gira la testa e vede lei. E allora un uragano di emozioni gli attraversa l’animo. E tutto cambia! E' una bellissima storia d’amore che nasce su di un treno e si sviluppa all’interno del Centro Direzionale di Napoli. Il protagonista è Carlo, un cinquantenne immerso nel suo “tempo fermo”, ovverosia la sua alienante vita quotidiana, che va avanti senza scosse, se non i ricordi dei suoi anni giovanili, dei suoi studi classici, che fanno da contraltare alle sue giornate. Ha un alter ego, quasi un altro se stesso, che dà corda alle sue manie, ed ai fantasmi che animano le sue ore. Un eterno ritorno del sempre uguale, che poi gli serve per giustificare ciò che gli appare un fallimento della sua vita. Poi: d’improvviso la svolta, con l’incontro sul treno con Sandra: la protagonista femminile del libro. Molti sono i riferimenti contenuti nel libro della Madre. Il legame tra madre e figlio non si interrompa mai. Ed è spiegato bene nel libro. Quel cordone ombelicale che il medico recide dopo la nascita di un bambino, non si recide mai davvero, resta per sempre. Anche dopo la morte di una madre. E’ una sorta di Filo D’Arianna della mitologia greca, che ci indica il cammino quando siamo in difficoltà, dandoci la forza ed il coraggio di andare avanti. Nel libro Storti esterna il suo pensiero sull'amore: « L’amore è la leva che muove il mondo. E’ l’Alfa e L’Omega di tutto. Però occorre anche il coraggio nell’amare. Ed il protagonista del libro, difetta proprio in questo. Carlo, crede di essere sfortunato nei rapporti amorosi. Pensa che le sue delusioni siano le stesse dei poeti che ha studiato al Liceo. Poi, quando arriva il grande ed improvviso amore - scrive Storti - , che trasforma il suo tempo fermo in un vortice di frenesia sentimentale mai provata prima, non ha il coraggio di rinunciare alla sua vita, che pure gli sembrava inutile e paranoica. Ma probabilmente ciò era un alibi che si era costruito. Infatti il finale a sorpresa ci fa capire molto di più». Commenta Giuseppe Storti a chi gli chiede se prevede un seguito del romanzo oppure se ha intenzione di scrivere un nuovo libro: « I progetti futuri, non li ho ancora immaginati. Ora sono concentrato a promuovere il libro, sentendo sempre forte il dovere ed il piacere di ringraziare il Direttore Diego Guida per l’opportunità che mi ha concesso ».
FONTE VICOEQUENSEONLINE.BLOGSPOT.COM di Harry di Prisco
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Clarice Starling torna in campo e stavolta dovrebbe essere la volta buona: a trent'anni dall'uscita di "Il Silenzio degli Innocenti" arriva in tv "Clarice", l'attesissimo sequel del film che 30 anni fa ha fatto la storia del cinema conquistando un pokerissimo di Oscar. Stavolta a ricoprire il ruolo di Clarice, per cui Jodie Foster conquistò una delle cinque statuette del film, è la 33enne attrice australiana Rebecca Breeds. Prodotta da Mgm Television e Cbs Studios e distribuita a livello internazionale da Mgm, la prima puntata della serie ha debuttato la scorsa settimana sulla Cbs tra gli applausi della critica. In Italia andrà in onda in esclusiva su Rai2 dal 9 aprile in prima serata. Dieci episodi di un'ora ciascuno nel formato classico del poliziesco procedurale con un caso diverso da risolvere in ciascuna puntata: creata da Alex Kurtzman e Jenny Lumet, "Clarice" rimette in gioco il personaggio della Starling lasciato in ombra dai successivi sequel e spinoff che avevano privilegiato il carismatico psichiatra-cannibale Hannibal Lecter interpretato da Anthony Hopkins in altri due film e da Mads Mikkelsen nelle tre stagioni della serie della Nbc "Hannibal". In "Clarice" il trauma creato da Lecter e dal serial killer Jame Gumb (alias Buffalo Bill, il sadico assassino che scuoiava le sue vittime) certamente influenza la giovane agente dell'Fbi che riprende il suo ruolo centrale nella saga a partire dal primo episodio in cui la ex senatrice Ruth Martin (Jayne Atkinson), madre dell'ultima rapita da Buffalo Bill e ora ministro della giustizia, la richiama in prima linea. La storia è ambientata nel 1993, un anno dopo gli eventi di "Il Silenzio degli Innocenti". Brillante e vulnerabile, Clarice torna ad occuparsi di serial killer e predatori sessuali con una curiosità e una luce interiore che la mette in grado di affrontare i criminali più pericolosi. Non tutto è come sembra. In una Washington livida e piovosa, dominata dagli affari della politica, Clarice si muove in un ambiente di lavoro maschilista, ma a sostenerla c'è il bisogno di sfuggire dagli inquietanti segreti di famiglia che l'hanno perseguitata per tutta la vita. Altri personaggi dell'universo creato dai romanzi di Thomas Harris tornano in gioco, tra cui Paul Krendler (Michael Cudlitz), l'amica della scuola di Quantico Ardelia Mapp (Devyn Tyler) e la sopravvissuta Catherine Martin (Marnee Carpenter). Non si parla mai di Lecter per una complicata questione di diritti d'autore: quelli sui personaggi dei libri di Harris sono divisi tra MGM e la Dino De Laurentiis mentre Cbs detiene solo quelli dei protagonisti del romanzo del 1988 "Il Silenzio degli Innocenti". Ma siccome il medico-cannibale era apparso per la prima volta in "Red Dragon" qualsiasi menzione di lui nella nuova serie è risultata off limits. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA I Segni Distintivi firmano la colonna sonora del concorso letterario “...e adesso raccontami Natale” nell'ambito della XV edizione di incostieraamalfitana.it L’essenza del Natale è nell’attesa. L’attesa è il profumo di tutte le feste, ma il Natale rinnova una Nascita, ed è una festa“semplice”, luminosa. Lo ricordano i Segni Distintivi i musici-poliziotti, Fabio Sgrò (romano, ma in servizio a Milano) bassista e Angelo Forni (salernitano ma in servizio a Napoli), chitarrista e voce della formazione che, a distanza di un anno dal loro esordio discografico, “Verso un porto migliore”, comprendente “La pagella”, tributo al quattordicenne del Mali di cui non abbiamo conosciuto il volto, né il nome, ma solo la speranza di una nuova vita cucita addosso, sotto forma di una pagella della scuola che, in patria non avrebbe potuto più frequentare, lanciano oggi, il loro nuovo singolo “Era la Notte di Natale”. E’ questa una melodia semplice, un vero e proprio racconto autobiografico, narrato anche per immagini, evocante i due musicisti bambini, in un nostalgico flashback, accanto al fuoco, ricordando quella “piacevole impazienza che avevo, quando, poi, terminava la cena e allora di corsa a casa, anche se il sonno non c’era….”. Una canzone che è divenuta la colonna sonora del settimo concorso letterario nazionale “...e adesso raccontami Natale” promosso dall’Associazione “Costadamalfiper….”, nell'ambito della XV edizione di …incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo diretta da Alfonso Bottone, che vedrà la partecipazione del duo alla serata di premiazione che si terrà a Cetara agli inizi del nuovo anno. In questo periodo di vacatio, in questi giorni di non lavoro, in cui il tempo storico si arresta, determinando quella frattura dei vari livelli separati quotidianamente, per cui il passato convive con il presente e s’instaura quella dimensione di ritorno all’initium mundi, di meraviglia, di nascita e Ri-nascita, i Segni Distintivi, si ritrovano bambini (ma l’artista rimarrà per sempre tale) riscoprendo e “cantando” la physis e l’initium, quel movimento primordiale, senza fine ricorrente dell’Uomo. E’ il Natale, raccontato dai Segni Distintivi, la Notte misteriosa, in cui il chiaro e l’oscuro, l’iniziatico e il razionale si sfiorano, s’intendono, evocando il passato e schiudendo la loro segreta “quinta sonora” al futuro. E nel dire le cose, nel dire il silenzio presente nei suoni delle cose, la parola nel suo domandare deve riaccendere la meraviglia. Meraviglia che non è solo incanto o superamento estatico della ragione, ma è e continua ad essere riflessione: la riflessione del cogito che prova insieme l’angoscia del silenzio e la gioia della parola nel suono di ciò che ci circonda. Il messaggio è cominciare a “servire” le cose, in nome non della loro forma, della loro “bellezza”, ma della loro interiore verità”, costruendo, tutti insieme, “un mondo migliore”, con nuova meraviglia, se si vorrà, tornare a levare la nostra lampada e far di nuovo Luce. OTTOPAGINE
INSERTO DA ANGELA CECERE ROMA, Brutta avventura per Ashley Judd, vittima di un incidente in Congo nel quale ha rischiato di perdere una gamba. A raccontarlo la stessa attrice sul suo profilo Instagram. "Un incidente catastrofico, ho quasi perso la gamba", ha raccontato, spiegando che si trovava nella foresta africana per una attività di ricerca sui bonobos, uno scimpanzé in via di estinzione. "Sono inciampata in qualcosa nel buio e sono caduta", ha ricordato, spiegando di aver "ululato come una bestia selvatica" e di essere poi svenuta per il dolore. Ci sono volute circa 55 ore per trasportarla, in parte a mano, in parte con una moto, in un centro medico del Sud Africa. Judd ha spiegato di aver deciso di scrivere dell'accaduto sui suoi profili social per sensibilizzare "sulle condizioni di vita delle persone che vivono in queste foreste e gli altri 25,6 milioni di congolesi che hanno bisogno di aiuto e di assistenza umanitaria". "Quello che è successo - ha aggiunto - mostra come vive un congolese in povertà, senza accesso alla sanità, nessun tipo di medicine per il dolore o nessun altro servizio o scelta".
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Paolo Bonolisè senza ombra di dubbio uno dei conduttori televisivi più amati dal pubblico italiano per tantissimi programmi che lo hanno visto e lo vedono tutt’ora protagonista.
Chi è Paolo Bonolis: età, lavoro, figli, moglie e curiosità
Paolo Bonolis è nato a Roma il 14 giugno 1961 e dopo il diploma classico si iscrive prima a Giurisprudenze e poi a Scienze politiche dove si laurea in Politiche internazionali.
Ha cominciato la sua carriera nel 1980 in Rai, con la conduzione, a 19 anni, del programma per ragazzi3, 2, 1… contatto!. Il 13 settembre 1982 è passato sulla neonata emittente privata Italia 1, dove ha intrattenuto, per tutti gli anni ottanta, i bambini conBim Bum Bam, programma di cartoni animati.
Dal 7 gennaio al 28 giugno 1991 ha condotto Urka!, in onda su Italia 1, trasmissione a metà tra gioco a quiz e intrattenimento per ragazzi cui anche partecipò per la prima volta Luca Laurenti, suo frequente partner in televisione.
Nell’estate del 1992 ha condottoBulli & pupe, con Antonella Elia e alcune delle ragazze di Non è la Rai. Nel gennaio 1994 è tornato in Rai, dove ha condotto in prima serata su Rai 1 I cervelloni. Esperienza ripetuta con successo anche nel 1995 e 1996. Nelle estati del 1994 e 1995 ha presentato sempre per Rai 1 lo show Beato tra le donne, con la collaborazione di Martufello.
Ha anche presentato la prima edizione del varietàFantastica italiana, andata in onda dal 3 dicembre 1995 per dieci puntate ed è stato, durante la medesima stagione, nella rosa dei conduttori del quiz preserale di Rai 1 Luna Park e del gioco La zingara, entrambi ideati da Pippo Baudo.
Il 1º ottobre 1996 è tornato a Mediaset, per condurre il quiz preserale di Canale 5Tira & Molla, programma ideato da Corrado e condotto insieme con Laurenti ed Ela Weber. Sempre nell’autunno del 1996 Bonolis ha ripreso la conduzione di Beato tra le donne. Il successo dei due programmi ha portato Bonolis a vincere il Telegatto 1997 e 1998 come “Personaggio dell’anno”.
Il 3 ottobre 1998 è approdato alla prima serata del sabato sera di Canale 5 insieme a Luca Laurenti per condurre il varietàCiao Darwin. Dal 2 aprile al 14 maggio 1999 e dall’11 marzo al 6 maggio 2000 ha condotto Chi ha incastrato Peter Pan?, programma in cui un gruppo di bambini si confrontava con personaggi noti del mondo dello spettacolo e con il mondo degli adulti e la società.
Nell’autunno 2003 è tornato nuovamente alla Rai, dove gli è stata affidata la conduzione dello storico contenitore domenicaleDomenica Innell’edizione 2003/2004. Nella stessa stagione, dopo aver rifiutato la conduzione del Festival di Sanremo 2004, ha portato all’esordio il gioco Affari tuoi, in onda su Rai 1, portandolo a un successo inaspettato.
La Rai ha affidato a Bonolis anche la conduzione e la direzione artistica del Festival di Sanremo 2005.
Paolo Bonolis è tornato in Mediaset il 28 agosto 2005 per condurre il programma sportivo Serie A – Il grande calcio, che si occupava di commentare la giornata calcistica italiana su Canale 5. Dal 24 novembre 2005 al 7 marzo 2006 stagione il conduttore si è poi dedicato al programma Il senso della vita, un talk show in onda su Canale 5 che ha riscontrato un buon successo di pubblico e critica.
Il 12 settembre 2008 il direttore di Rai 1 Fabrizio Del Noce ha annunciato che alla guida del Festival di Sanremo ci sarà Paolo Bonolis.
L’autunno 2009 ha segnato il ritorno di Bonolis alla conduzione di programmi per Mediaset, con un contratto che lo lega all’azienda fino al 2011.
Il conduttore è tornato nella fascia preserale di Canale 5 il 5 settembre 2011, conducendo, sempre con la partecipazione di Luca Laurenti, il quizAvanti un altro!, da lui stesso ideato con Stefano Santucci.
Il 1º ottobre 2019 esce nelle librerie il suo primo libro Perchè parlavo da solo edito da Rizzoli. Da gennaio 2020 tornerà nel preserale con la nona edizione di Avanti un altro!
Al 2019 è il conduttore più pagato della televisione italiana, legato a Mediaset con un contratto di 10 milioni di euro annui.
Paolo Bonolis è stato sposato per 5 anni, dal 1983 al 1988, con la psicologa statunitense Diane Zoeller, da cui ha avuto due figli, Stefano e Martina. Successivamente ha avuto una lunga relazione con la showgirl Laura Freddi, conosciuta nell’ambito della trasmissione televisiva Non è la Rai da lui condotta per una stagione.
Dal 1997 è legato a Sonia Bruganelli, opinionista televisiva e sua moglie dal 2002, che gli ha dato altri tre figli: Silvia, Davide e Adele.
Bonolis è noto per la sua parlantina, che gli ha permesso di aggiudicarsi anche un Guinness World Record nel 2010 per il maggior numero di parole pronunciate in un minuto.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Lutto nella musicologia italiana Napoli. Ortensio Zecchino e la comunità di Biogem ricordano con indicibile rimpianto Paolo Isotta: "Amico impareggiabile, che alla genialità di scrittore e di umanista univa rare doti di generosità e lealtà." E' stato un grande sostenitore in varie forme della comunità di Biogem. Fu lui nel 2019 a chiudere i cinque giorni di intensa riflessione sull’impatto di scienza e tecnica sulla società presente e futura con una lectio magistralis. Lo scrittore e critico musicale napoletano è stato rinvenuto privo di vita nella sua abitazione dalla domestica. Aveva 70 anni. Nel 1974 venne assunto come critico musicale al neonato "Il Giornale" di Indro Montanelli. Nel 1980 passò al Corriere della Sera, dove ha continuato la sua attivita' di critico fino al 2015. Dal 21 ottobre 2015 ha iniziato la sua collaborazione su Il Fatto Quotidiano, dove scriveva di musica, cultura, politica e costume. Dal 2018 ha collaborato anche con il quotidiano Libero. Ha pubblicato I diamanti della corona (1974), primo libro dedicato alle opere serie di Gioachino Rossini, e Il ventriloquo di Dio (1983), presentato dal germanista Giorgio Zampa, sull'influenza della musica nelle opere di Thomas Mann. DI GIANNI VIGOROSO OTTOPAGINE
INSERITO DA ANGELA CECERE Ascolti Tv 11 febbraio 2021. In prima serata Su Rai1 Che Dio ci Aiuti 6 ha conquistato una media di 5.562.000 spettatori pari al 23,2% di share. Su Canale 5 Il Diavolo Veste Prada 2.166.000 (9,6%). Su Italia 1 La Pupa e il Secchione e Viceversa 1.463.000 spettatori (7,5%). Su Rai2 Il Giustiziere della Notte Death Wish 1.720.000 (6,8%). Su Rai3 Lui è Peggio di Me con Marco Giallini e Giorgio Panariello 1.471.000 (6,1%). Su Rete4 Dritto e Rovescio 1.129.000 (5,9%). Su La7 Piazza Pulita 1.122.000 (5,9%). Su Tv8 Escobar Il Fascino del Male 328.000 (1,3%). Sul Nove Fantozzi subisce ancora 287.000 (1,1%). In fascia Ascolti TV Access Prime Time su Rai1 Soliti Ignoti Il Ritorno 5.263.000 (19,3%). Su Canale 5 Striscia la Notizia 4.071.000 (14,9%). Su La7 Otto e Mezzo 2.514.000 (9,2%). Su Rete4 Stasera Italia 1.332.000 (5%) nella prima parte e 1.218.000 (4,4%) nella seconda. Su Rai2 Tg2 Post 1.061.000 (3,9%). Su Rai3 Che Succ3de? 1.283.000 (5%) e Un Posto al Sole 1.764.000 (6,5%). Su Italia1 CSI Miami 1.323.000 (4,9%). Su Tv8 Guess my Age 573.000 (2,1%). Sul Nove Deal with It Stai al gioco 596.000 (2,2%). Nel Preserale su Rai1 L’Eredità 4.646.000 (22%). Su Canale 5 Caduta Libera 3.773.000 (18,2%). Su Rai3 le edizioni del Tgr 3.450.000 (15,6%).
INSERITO DA ANGELA CECERE E alla fine, dopo tante polemiche, toccò finalmente alla Musica. Dopo la conferenza stampa di presentazione del Festival di Sanremo 2021, di cui Amadeus e Fiorello sono stati i grandi protagonisti, oggi sono scesi - finalmente - in campo i cantanti e le loro canzoni. Oggi è stato possibile per i giornalisti accreditati ascoltare per la prima volta le canzoni dei cosiddetti "big", dei "Campioni". Ventisei canzoni che tutti potranno ascoltare il primo giorno del Festival sul palco dell'Ariston. E che Leggo ha potuto ascoltare in anteprima per voi. AIELLO - Ora - Un flashback di ricordi, percussioni e via! Come pop up, la voce si apre su cantautorato, urban, street. Fino al grido/ acuto finale. Tra “Mi sono perso nel silenzio delle mie paure” e il “sesso ibuprofene”.ANNALISA - Dieci - L’ha definita la dichiarazione d’amore alla sua musica (dieci sono gli anni di carriera). Ballad moderna, elettronica, suoni acustici. Il ritornello canta come mantra “dieci ultime volte”. ARISA - Potevi fare di più - Una poesia sussurrata firmata Gigi d’Alessio. Un po’ “La notte”, un po’ fantasy, metricamente sono strofe che ben si accompagnano alla splendida voce di Arisa. La triade è: amore, dolore, libertà. BUGO - E invece si - Celentano, Ronaldo, Ringo Starr. Tutti all’appello per dire: “Cristian cresci”. Una canzone del vorrei ma non posso. Del sogno, dell’oltre il mito. Melodie vintage. COLAPESCE/DIMARTINO - Musica leggerissima - Si fischietta. Ci si diverte. Come da titolo. Pop esistenzialista immerso tra i violini che va alla ricerca di suoni anni’60 e ’70. “Metti un po’ di musica leggera perché ho voglia di niente”. Brano trascinante. COMA_COSE - Fiamme negli occhi - Nella vita e nella musica, è la corrispondenza d’amorosi sensi tra Venere di Milo e il suo bello. “Come il basilico al sole” sopra un balcone italiano”: acustica ed elettronica, con tanto di scricchiolata finale. ERMAL META Un milione di cose da dirti - Una canzone d’amore, dalla struttura classica che più classica non si può. Così: “ho un milione di cose da dirti, ma non dico niente”/“tu mi allunghi la vita, inconsapevolmente”. EXTRALISCIO + FEAT Davide Toffolo (dei Tre allegri ragazzi morti) - Bianca luce nera - Tre colori per andare a suon liscio. Mettete su un piatto, il punk di balera, la fisarmonica, il clarinetto. E le strofe cantate in modo coinvolgente. E il gioco è fatto. FASMA - Parlami - “Parlami parlami” canta il rapper con un sincopato amoroso che ti entra in testa dal primo ascolto, tra “sospiri” e “baci” e autotune FRANCESCO RENGA - Quando trovo te - Due stati d’animo messi insieme dalla parola “sempre”. Melodia ritmata, con qualche suono fuori dal recinto di Renga. “Dicono che tornerà sereno a fine mese, io sempre fuori stagione”. FULMINACCI - Santa Marinella - Roma non manca. E manco Santa Marinella. “Na na na” è il “dududu” di una storia, di un racconto che può essere di chiunque. Voglio solamente diventare deficiente e farmi male”. Chissà se basterà. GAIA - Cuore amaro - Un viaggio sonoro dall’altra parte del mondo: il suo. Niente amore (a dispetto del titolo). “Fedele ai miei sogni”: la sua testardaggine in una ballata seducente e latineggiante. GHEMON - Momento perfetto - Non si sente “secondo a nessuno” ed è il suo “momento perfetto”. Un brano di rivincita a ritmo di swing, gospel, rap, soul. Canzone “da urlare”. GIÒ EVAN - Arnica - Cuore, cicatrici, amori. “E sbaglio ancora a vivere e non imparo la lezione”. Ci pensa l’arnica a curare tutto con una ballad romantica che corre senza interruzioni dalla prima strofa all’ultima. Si fa ascoltare. IRAMA - La genesi del tuo colore - Un miscuglio di suoni. Qui Irama mette dentro il suo caleidoscopio dance, elettronica, autotune, disco. Qui si balla e si ballerà e “scoppierà il colore”. LA RAPPRESENTATE DI LISTA - Amare - Cantano di corpi, di vita, di paura e di strade infinite. Melodia classica in crescendo fino al fortissimo quando nel rit. la voce arriva all’apice (“Amare senza avere tanto/Urlare dopo avere pianto/ Parlare senza dire niente”). LO STATO SOCIALE - Combat Pop - Benvenuti alla fiera dello Stato Sociale. I 5 scalmanati prendono la musica e la rivoltano come un calzino.
“Mica rock ’n roll, questo è combat pop”, quello che cita Amadeus e il suo “profilo di coppia”. Praticamente strofe a mille battiti al secondo. MADAME - Voce - Protagonista è la voce. “L’ultimo soffio di fiato darà la voce a quella che è l’unica cosa più viva di me”. Ballad suadente. Da ascoltare con l’accompagnamento orchestrale. MALIKA AYANE - Ti piaci così - Un fiume di suoni per accettarsi così come è. Malika è elegante. Come il testo scritto a quattro mani con Pacifico. Up tempo energico, sì. Ma nemmeno troppo MÅNESKIN - Zitti e buoni - Imprinting rock per i simpatici quattro. La redenzione è il comune denominatore e la voglia di spaccare il mondo pure. La gente? “Non sa di che cazzo parla”. M000AX GAZZE’ con la Trifluoperazina Monstery Band - Il farmacista - Con quel nome impronunciabile, ha la soluzione per tutto e per tutti (pure alla “pettegola che origlia”). L’ironia è elevata al quadrato. “Si può fare!”. É il Gazzè style, d’altronde! FRANCESCA MICHIELIN/FEDEZ - Chiamami per nome - Vocalità e rap dialogano con una staffetta di generi. Una canzone moderna e contemporanea. “Le mie scuse erano mille,/ e nel cuore sento spille”. Il duo promette bene. Tra. le firme del pezzo compare Alessandro Mahmoud NOEMI - Glicine - Intro di pianoforte. Saliscendi e sincopati. La voce fa la differenza. “Non sento da un po’ i brividi sulla mia pelle, il tuo nome tra le stelle”. In linea con la sua musica, un mix di analogico e digitale. ORIETTA BERTI - Quando ti sei innamorato - Targata amore, è la canzone classica. “Sogni” di altri tempi. “L’amore che mi dai è quello che vorrei”. Bello sentirla cantare. RANDOM - Torno a te - Lenta. Melodia semplice (fin troppo). “Quando giri intorno a me, sai non mi sembra vero”. Magari l’orchestra le darà l’acceleratore. WILLIE PEYOTE - Mai dire mai (La Locura) - Irriverente. Saccente. Pulsante. Critica alla musica, “schiavi dell’hype”, allusione alla querelle Morgan - Bugo (“le brutte intenzioni…” che succede?), ai teatri chiusi. E a “tutta ‘sta roba c’ha rotto i coglioni”. Farà parlare. Farà discutere.