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sez. cultura e spettacoli

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Alessandro Siani da favola: «Con Il giorno più bello del mondo basta commedia, sì a una fiaba con effetti speciali»

30 Ottobre 2019, 11:06am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Alessandro Siani da favola: «Con Il giorno più bello del mondo basta commedia, sì a una fiaba con effetti speciali»

Alessandro Siani porta ancora negli occhi l’emozione dell’anteprima i Il giorno più bello del mondo, il film che ha scritto, diretto e interpretato: «Una sala gremita da ottocento ragazzi che si esaltano. Ridono. Fanno il tifo per un film, è una sensazione che non mi era mai capitata».  La fiaba gentile da domani al cinema racconta la storia di Arturo Meraviglia, un impresario teatrale squattrinato alle prese con una inaspettata eredità: due nipotini. Al suo fianco, una dolce dottoressa, interpretata da Stefania Spampinato. Parola al Siani regista. Come è nata l’idea di unire i generi, dal fantasy all’action alla commedia romantica? «Volevo cambiare. La commedia romantica mi ha perseguitato (e io ho perseguitato il pubblico). In dieci anni, da Benvenuti al Sud di cui ho curato in parte la scrittura, sono cambiate tante cose. È cambiato lo sguardo dei giovani. Una svolta era necessaria. Il cinema rispecchia quello che succede intorno, io provo a farlo attraverso il linguaggio della favola». I giovani oggi sono abituati alla serialità, un bella sfida pensare a un film proprio per loro. «Tutti dicono è un film “family”. Il mio concetto di famiglia è di “persone che vogliono stare insieme”. Padre e figlio possono trovarsi d’accordo al cinema». Un film italiano ricco di effetti speciali. Com’è andata? «Ci abbiamo lavorato tanto. Abbiamo girato senza vedere quello che succedeva. Ci sono voluti otto mesi di post-produzione ma sono stato fortunato. Universal e Vision hanno creato una squadra di importanti professionisti». Stefania Spampinato, dal camice di Grey’s Anatomy a quello della dottoressa Flavia. Com’è stato lavorare a un film e in Italia? «La differenza maggiore è tra serie tv e cinema, non tra Stati Uniti e Italia. La tv si muove molto velocemente, nel cinema conosci quale sarà l’arco del tuo personaggio. Va sfatato il mito che gli americani siano più precisi. Ce ne sono tanti che improvvisano». Che esperienza ha avuto a Napoli? «È come se avessi girato due film. Quello sul set è andato bene, quello fuori ha superato ogni aspettativa». Il giorno più bello è riuscito a suscitare in voi emozioni non preventivate? «Stefania quando ha visto la reazione dei bambini in sala all’anteprima ha tenuto a freno una lacrima. E anche io ho provato un brivido». 

LEGGO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Oscar alla carriera a Lina Wertmuller Sul palco anche Sophia Loren e Isabella Rossellini

29 Ottobre 2019, 07:09am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Oscar alla carriera a Lina Wertmuller Sul palco anche Sophia Loren e Isabella Rossellini

 

Un trionfo per Lina Wertmuller stasera a Los Angeles ai Governors Award dell'Academy per la cerimonia di consegna dell'Oscar alla carriera. La regista, 91 anni, emozionata, non ha perso la sua verve e la sua ironia trasformando il gala in un happening divertente.
    Soprattutto quando ha scherzato con Isabella Rossellini sul palco provocatoriamente in viola davanti alla regista evidentemente superstiziosa che ha fatto più volte il gesto delle corna davanti alla comunità del cinema che rideva. A presentare il riconoscimento alla prima donna che nel '76 venne candidata per l'Oscar alla regia, le colleghe Greta Gerwig e Jane Campion. Poi sul palco, a sorpresa e a farle festa, la Rossellini e Sophia Loren. Lina Wertmuller, che aveva accanto la figlia Maria Zulima Job, ha preso la parola e ha con ironia sottolineato che "bisogna cambiare il nome a questa statuetta, perché Oscar? Chiamiamolo con un nome di donna, chiamolo Anna".
    E giù un trionfo di applausi.

ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Silvestri pronto a conquistare i palasport Dal 25 da Roma il tour. "25 anni di carriera? Sono solo numeri"

26 Ottobre 2019, 08:59am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Daniele Silvestri © ANSA

Sono stati necessari 25 anni per vincere la resistenza a concedersi una tournee intera nei palasport. "Eh sì, ci ho messo un po' - scherza Daniele Silvestri, che venerdì 25 e sabato 26 debutta con una doppia data a Roma per il suo primo tour nei palazzetti -. Sono spazi difficili, impegnativi per l'ascolto. Per convincermi ci doveva essere un buon motivo, qualcosa che rendesse unica l'esperienza". Il buon motivo, giura, non è il quarto di secolo che ricorre dai suoi primi passi in musica. "No, no. L'aspetto autocelebrativo è quello che mi interessava di meno, anche se ho provato a dargli un senso, ma sono solo numeri...", spiega sornione il cantautore romano, che in scaletta non mancherà di fare una carrellata nel passato ("sarà un sorta di lungo medley, un miniconcerto nel concerto").
A far lavorare la sua fantasia ("follia", preferisce chiamarla lui), è stata invece la possibilità di lavorare sugli spazi vuoti che sono i palazzetti, spazi da riempire seguendo un progetto immaginifico e visionario, spazi cui dare vita insieme a una band con 2 batterie e 9 musicisti. Da lì, la scommessa di una scenografia che c'è senza esserci, con il palco al centro della platea e, letteralmente, "la terra sotto i piedi" (interi sacchi svuotati sulla struttura in omaggio al titolo dell'ultimo album pubblicato). "Un'altra follia senza motivo", ride, sentendosi un po' in colpa "con i musicisti arrampicati lì sopra, con chi deve pulire tutto".
A "chiedere" i palasport è stato lo stesso album "per le sonorità, per gli argomenti. Diverso dal precedente 'Acrobati', che invece aveva avuto bisogno dei teatri". Ma c'entra anche l'ultimo Sanremo dove ha fatto incetta di premi per Argentovivo, il brano portato all'Ariston insieme a Rancore sul disagio giovanile. "Anche quella è stata una scommessa vinta, fosse solo per le discussioni che ha scatenato quel brano. Con Rancore ora continuiamo quel viaggio". Il rapper infatti sarà ospite fisso, ma sul palco saliranno anche tanti altri amici. "Non erano previsti, c'è già tanta roba, ma alcuni si sono invitati. Come Max Gazzè". Si affaccerrà Manuel Agnelli, "ma non a Milano, sarebbe stato troppo facile...". Ci sarà spazio anche per le parole, "senza però che diventi un comizio. Ci saranno riferimenti all'ecologia, e mi piacerebbe spostare l'attenzione anche sul popolo curdo. Far finta che il problema non esista è ipocrisia, in fondo un concerto è anche un tentativo di raccontare la realtà".
Scegliere di andare nei palazzetti è stato anche un po' come uscire dalla propria comfort zone. "Se guardo indietro al Daniele di 25 anni vedo sfrontatezza, leggerezza, incoscienza.
Crescendo, diventa una battaglia mantenere vivi questi aspetti.
Non è codardia, ma è come se ci cristallizzassimo in ciò che non ci fa rischiare. Uscire dai binari consueti è linfa vitale per un artista", ammette Silvestri che in questi 25 anni "non ho mai dato niente per scontato. Ho avuto un sacco di fortuna e questo è il gioco più divertene che conosco".
Dopo la doppia data di Roma, Silvestri sarà l'8 novembre a Padova, il 9 a Rimini, il 15 a Bari, 16 a Napoli, il 22 a Milano, il 23 a Torino.

ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI X Factor, al via le puntate dal vivo Otto puntate nella nuova sede a Monza, ospiti Mika e Coez

25 Ottobre 2019, 07:00am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

X Factor Live © ANSA

Nella nuova sede dell'X Factor Dome a Monza è tutto pronto per la partenza della fase live del talent di casa Sky.

Malika Ayane, Samuel, Mara Maionchi e Sfera Ebbasta hanno composto le loro squadre e si daranno battaglia a suon di note per otto serate di fila, a partire dal 24 ottobre, dal vivo nel palazzetto monzese trasformato per l'occasione da Candy Arena a nuova casa del talent show, così come in diretta su Sky e Now TV. "Cresce la qualità dei concorrenti in gara e cresce anche X Factor - ha commentato Nils Hartmann, direttore delle produzioni originali di Sky - perché quest'anno siamo ospiti di una struttura da duemila posti a sedere. Abbiamo molte novità e possiamo dire che X Factor resta la migliore celebrazione della musica in televisione".

Sul versante della gara, per la squadra degli Under Uomini, Malika Ayane ha deciso di portare ai live la formazione composta da Davide Rossi, Enrico Di Lauro e Lorenzo Rinaldi. "Ho sempre frequentato poco la televisione se non per cantare qualche minuto e poi andare via - ha detto la Ayane - quindi sto cercando di farmi capire dal pubblico. Con la mia squadra sto lavorando tanto su tutto quello che è musica". Nella squadra delle Under Donne di Sfera Ebbasta, le concorrenti in gioco saranno invece Giordana Petralia, Mariam Rouass e Sofia Tornanbene. "Lascerò scegliere alle ragazze il loro percorso musicale nei live - ha spiegato Sfera - e anche se la scelta di chi chi portare a questa fase di gara è stata sofferta, penso di aver fatto bene". Formazione pronta alla partenza anche quella di Mara Maionchi alle prese con gli Over di Eugenio Campagna, Marco Saltari e Nicola Cavallaro. "I ragazzi devono trovare la loro dimensione - ha commentato la giudice Maionchi - ma penso ce la faranno. Il lavoro e la determinazione pagano sempre".

La terza novità in giuria per il talent di Sky, prodotto da Fremantle, è poi Samuel dei Subsonica alle prese con la categoria Gruppi, composta dai Booda, dai Seawards e dai Sierra. "In mezzo a tante belle voci io cercavo qualcuno che sapesse scrivere bene - ha detto Samuel - e questo mi ha portato a fare certe scelte magari difficili da capire. Più che decisioni folli, penso di aver fatto una scommessa". Confermatissimo, alla conduzione, Alessandro Cattelan.

"X Factor è un format - ha detto il presentatore - e come tutti i format ha una componente di ripetitività. Noi però portiamo anche tutta una serie di novità che partono dai giudici e si spingono oltre. Anche le scelte musicali si sono spostate rispetto agli inizi, quando si sceglievano per lo più solo grandi voci, in linea con le edizioni all'estero dove però esiste un altro concerto di popstar". Sul fronte ospiti, per l prima serata sono stati convocati Mika e Coez, mentre la novità dell'Extra Factor, che da quest'anno diventa una sorta di late night show, è nella conduzione affidata a Pilar Fogliati, rivelazione comica del web, oltre che ad Achille Lauro. Luna Melis, giovanissima rapper sarda che ha conquistato il terzo posto ad X Factor 2018, è stata invece scelta per condurre X Factor Daily, la striscia quotidiana dedicata al talent con i suoi retroscena.

ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Lucio Dalla - Legacy Edition", dopo quarant'anni torna nei negozi il capolavoro del cantautore bolognese

24 Ottobre 2019, 10:04am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Lucio Dalla - Legacy Edition", dopo quarant'anni torna nei negozi il capolavoro del cantautore bolognese

Un grande regalo per tutti i fan di Lucio Dalla. Dopo quarant’anni dalla sua prima pubblicazione, torna nei negozi il capolavoro del cantautore bolognese, “Lucio Dalla - Legacy Edition” con un’edizione limitata rimasterizzata arricchita da 3 brani in versione inedita tra cui “Angeli” “Lucio Dalla - Legacy Edition” uscirà nella versione CD composta dallo storico album “Lucio Dalla” rimasterizzato (“L’ultima Luna”, “Stella di mare”, “La Signora”, “Milano”, “Anna e Marco”, “Tango”, “Cosa sarà”, “Notte”, “L’anno che verrà”) e i 3 brani in versione inedita: “Angeli” nella versione in studio, “Stella di mare” in inglese e il brano “Ma come fanno i marinai” feat. Francesco De Gregori nella versione inedita registrata in studio. Il tutto accompagnata da un libretto di 24 pagine con le illustrazioni originali di Alessandro Baronciani e i contributi di Dente, Di Martino, Colapesce, Colombini e Biancani raccolti per l’occasione da John Vignola. La Legacy Edition uscirà anche in una versione LP dell’album rimasterizzato a 24bit/192KHZ, la migliore definizione attualmente possibile, + 1 CD bonus con i 3 brani in versione inedita e un libretto da 12 pagine. Il brano “Angeli”, singolo disponibile in radio dal 23 ottobre, è accompagnato da un video realizzato da Alessandro Baronciani Il disco è stato rimasterizzato negli Studi Fonoprint di Bologna da Maurizio Biancani che ha trattato anche il disco originale insieme a Lucio Dalla nel 1979. Il campionamento digitale del master tape originale fatto a 192khz e 24 bit, ha permesso di recuperare appieno le sonorità originali, non falsate da precedenti interventi.

LEGGO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Festa del cinema di Roma, John Travolta presenta The Fanatic: «Sono fan di Fellini, Bertolucci e Loren»

23 Ottobre 2019, 10:06am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Festa del cinema di Roma, John Travolta presenta The Fanatic: «Sono fan di Fellini, Bertolucci e Loren»

INSERITO« DA MICHELE PAPPACODA Sono felice», dice John Travolta, in italiano, appena si siede davanti ai giornalisti venuti ad ascoltarlo in conferenza stampa alla Festa del Cinema di Roma, in attesa del suo Incontro Ravvicinato del pomeriggio. Poi lo dimostra rispondendo con generosità alle domande e sorridendo spesso e volentieri, tranne quando un cronista gli chiede della sua adesione a Scientology. A quel punto si acciglia, ammutolisce e lascia intervenire il produttore del film The Fanatic (in programma alla Festa), che si impone: «Parliamo di cinema». E allora l’attore parla del suo ultimo lavoro, in cui interpreta un fan ossessivo che perseguita la star che ammira. «Devo ammettere che questo personaggio riflette alcune mie passioni nascoste - dice - so cosa significa essere fanatico e mi piace essere posseduto dalla presenza della persona che amo. Sono un fan di Jim Cagney, che sapeva ballare e cantare, di Sophia Loren, del cinema di Federico Fellini e Bernardo Bertolucci». Barbetta incolta e testa rasata, Travolta ripercorre volentieri la sua carriera e i momenti cult: «Sono orgoglioso di aver preso parte a film che hanno lasciato un segno e hanno resistito nel tempo. I più memorabili sono Grease, Pulp fiction e La febbre del sabato sera». Tre pietre miliari in cui ha espresso anche il suo talento da ballerino: «Recentemente ho fatto un favore a un amico, il rapper Armando Pérez, e ho ballato il tango in un suo video. Io ballo ancora e credo che oggi Tony Manero ballerebbe proprio un tango». Acclamato dal pubblico, che ha aspettato un’ora prima di vederlo comparire in Sala Sinopoli per l’Incontro Ravvicinato, Travolta ha rievocato i suoi quattro rifiuti andati a beneficio di Richard Gere: «Non ho fatto I giorni del cielo per problemi contrattuali, scoprendo poi molto più tardi che avevo spezzato il cuore a Terrence Malick. Mi ha detto che ha aspettato 17 anni prima di fare un altro film, tanto rimase deluso. Nel caso di American Gigolò ho avuto un problema con Paul Schrader, in quello di Ufficiale e gentiluomo, che è stato scritto per me, ho preferito la vita al cinema: invece di fare il film sono diventato davvero un pilota di jet. Infine per Chicago è stata colpa mia: sono cresciuto in un’epoca in cui le donne amavano gli uomini, ho visto questo spettacolo teatrale in cui le donne odiano gli uomini e ho deciso di non farlo. Ho sbagliato, il film in realtà era diverso, più morbido». Divertito dal pubblico che applaudiva a ritmo di musica, l’attore ha poi raccontato di come venne scelto per il ruolo iconico di Manero: «A 17 anni ho fatto il provino per Jesus Christ Superstar nel ruolo di Gesù, ma non mi presero perché ero troppo giovane. Il produttore Robert Stigwood però annotò il mio nome, pensando che valesse la pena tenermi d’occhio. Dopo avermi fatto fare La febbre del sabato sera e Grease, mi ha mostrato quel biglietto, allora ho capito che da qualcosa che va storto può venir fuori qualcosa di grande».

LEGGO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Accetto Miracoli, Tiziano Ferro: «Il nostro nuovo viaggio. Questa è la cover. 12 brani, un ospite: BALLA PER ME con Jovanotti»

22 Ottobre 2019, 08:39am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Accetto Miracoli, Tiziano Ferro: «Il nostro nuovo viaggio. Questa è la cover. 12 brani, un ospite: BALLA PER ME con Jovanotti»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Accetto Miracoli, Tiziano Ferro: «L’album, Il nostro nuovo viaggio. Questa è la cover. 12 brani, un ospite: BALLA PER ME con Jovanotti». L' annuncia arriva via social da Tiziano Ferro che ha svelato la cover del suo nuovo album, un intenso scatto in bianco e nero, e la tracklist nell’ordine definitivo, ma soprattutto il nome dell’artista protagonista dell’unico featuring presente nell’album, sulla terza traccia Balla Per Me, ovvero Lorenzo “Jova” Cherubini. Coming Out Day, da Tiziano Ferro a Ricky Martin: la forza della rivelazione Accetto Miracoli, prodotto da Timbaland e anticipato nei mesi scorsi da due singoli, Buona (Cattiva) Sorte e la title-track attualmente in rotazione radiofonica (questa settimana al secondo posto nella classifica degli ascolti), è un album che il suo autore ha definito fin dal primo momento “fresco, onesto, energico, figlio dell’esigenza di consegnarmi ad esperienze nuove”. Nell’annunciarlo, Tiziano Ferro ha svelato la cover realizzata da Giovanni Gastel, la tracklist e soprattutto il nome dell’artista protagonista dell’unico featuring presente nell’album, sulla terza traccia Balla Per Me, Lorenzo “Jova” Cherubini. Il CD contiene 12 brani, ai quali solo nel formato digitale si aggiungono 2 bonus-track, versioni alternative di Accetto Miracoli e In Mezzo A Questo Inverno, nell’arrangiamento curato dal produttore superstar del sound latino Reyes Copello. Dalla mezzanotte del 22 ottobre possibile prenotare su Spotify (pre-save), iTunes (pre-order) e Apple Music (pre-add) il nuovo album di Tiziano Ferro, Accetto Miracoli, che uscirà il 22 novembre prossimo in tutto il mondo su etichetta Virgin Records (Universal Music Italia). 
 

LEGGO

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SEZ CULTURA E SPETTACOLI Festa di Roma, Martin Scorsese: "Con i miei vecchi amici un film sul tempo che passa"

21 Ottobre 2019, 16:36pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ CULTURA E SPETTACOLI Festa di Roma, Martin Scorsese: "Con i miei vecchi amici un film sul tempo che passa"

Inserito da Leone Buongiorno 

Il regista presenta 'The Irishman' in cui ritrova De Niro: "Entrambi avevamo a cuore alcuni temi che potevano essere sviluppati bene in questa storia: l'invecchiare, l'amore, il tradimento e la morte". Nel cast anche Joe Pesci e Al Pacino. In sala dal 4 al 6 novembre
Trent'anni dopo quei bravi ragazzi sono invecchiati. Con The Irishman Martin Scorsese ritrova la coppia Robert De Niro - Joe Pesci a cui affianca l'altro Padrino, Al Pacino, e poi Harvey Keitel, Bobby Cannavale, Anna Paquin. A 76 anni, un Oscar (per The Departed), una sessantina di titoli (contando anche i documentari e i corti), una carriera che lo consacra maestro, Martin Scorsese è alla Festa di Roma per presentare il suo ultimo e impegnativo lavoro. 

Tre ore e mezzo di cinema, lo produce Netflix ma sarà nelle sale dal 4 al 6 novembre in più di 50 copie distribuito dalla Cineteca di Bologna, per raccontare la storia di Frank Sheeran (De Niro), ormai sulla sedia a rotelle, i capelli bianchi sulla fronte stempiata. Da un ospizio alla periferia di Filadelfia, che Scorsese filma senza empatia, inizia la storia di questo camionista irlandese, veterano della seconda guerra mondiale, diventato braccio destro della mafia italiana negli anni Cinquanta e pezzo grosso del sindacato dei camionisti il cui leader, Jimmy Hoffa (Pacino), scomparve e non fu mai più ritrovato. Prima di morire Sheeran raccontò di averlo ucciso lui per conto della famiglia Bufalino. 

"Io e Bob De Niro volevamo fare un film insieme, l'ultimo era stato Casinò nel '95 - ha raccontato Scorsese -  Negli anni abbiamo cercato un personaggio che ce lo consentisse, avevamo diversi progetti ma alla fine è stato Bob a farmi leggere questo libro (I heard you paint houses: Frank "The Irishman" Sheeran & Closing the Case on Jimmy Hoffa di Charles Brandt, ndr). Nel raccontarmi la storia di Frank, Bob si è molto emozionato e ho capito che aveva molto da dire su di lui. Entrambi avevamo molto a cuore alcuni temi che potevano essere sviluppati bene in questa storia: il tempo che passa, l'invecchiare, l'amore, il tradimento e la morte. Certo c'è un senso di melanconia che pervade il film perché, per quanto si possa accettare la propria morte, Frank è rimasto solo, ha tagliato i ponti con la propria famiglia".

Scorsese ha rincorso per molto tempo questo film che aveva uno scoglio importante: i protagonisti dovevano apparire molto più vecchi ma anche molto più giovani della loro età. "Non volevo degli attori giovani per interpretare il ruolo di Bob De Niro e di Joe Pesci, volevo lavorare con i miei amici - ha spiegato Scorsese - per cui quando mi è stato detto che esisteva una tecnica digitale sperimentale di ringiovanimento ho voluto provare. Ho chiesto come avrebbero fatto, mi preoccupava l'idea di mettere un casco o uno schermo verde dietro ai miei protagonisti perché non pensavo che Bob e Joe avrebbero potuto recitare così, ma invece non ce n'è stato bisogno. Abbiamo girato con una normale macchina da presa e tutto è stato aggiunto in postproduzione". 

Questa tecnica ma anche il progetto produttivo generale ha reso il film molto costoso. "A Hollywood non avremmo trovato mai abbastanza soldi - ha chiarito il regista - Netflix ci ha detto 'vi diamo i soldi e tutto il tempo che vi serve e tutta la libertà creativa necessaria'. Io ero in ritardo su tutto e loro mi hanno detto puoi prenderti altri sei mesi. A chi mi chiede cosa penso della questione dello streaming rispondo: per vedere un film sul grande schermo devi avere il film. Io ho avuto fortuna nella mia carriera di poter fare dei film grazie a star come De Niro, DiCaprio, ma per questo progetto solo Netflix ci ha dato il budget, se l'accordo prevedeva che il film si sarebbe visto in streaming mentre era ancora in sala beh, mi sembrava un buon accordo. Il film sarà in sala per quattro settimane prima di andare online il 27 novembre, alcuni miei film come Re per una notte in sala ci sono stati solo due settimane". 

Scorsese è tornato anche sulla polemica nei confronti dei film tratti dai fumetti di qualche tempo fa: "Alla fine dei conti come regista non hai mai totalmente il controllo sul modo in cui verrà visto il tuo film, in tv oppure su un iPad. Quello che è nuovo sono le infinite possibilità del cinema: la realtà virtuale, l'ologramma, non bisogna essere rigidi su questo. Anche se sono convinto che la soluzione migliore sia sempre la sala cinematografica, sono anche consapevole che prima il film deve essere fatto. La chiave di tutto secondo me è che i cinema continuino a sostenere i film di narrazione, mentre oggi le sale si stanno trasformando in parchi di divertimento. I film dai fumetti vanno benissimo ma non credo che i nostri giovani debbano pensare che questo sia cinema".

LA REPUBBLICA 

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Pamela Prati contro Barbara d’Urso ma il web attacca Massimo Giletti: la reazione sui social

21 Ottobre 2019, 09:11am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Pamela Prati contro Barbara d’Urso ma il web attacca Massimo Giletti: la reazione sui social

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA A Non è l’Arena, Massimo Giletti ospita Pamela Prati per chiarire ancora una volta la spinosa questione Mark Caltagirone. Tuttavia, nel corso della trasmissione di La7, sia il conduttore che la protagonista della vicenda hanno lanciato alcune frecciatine nemmeno troppo velate a Barbara D'Urso e ai suoi programmi tv, svelando alcuni retroscena su quanto è accaduto con la conduttrice.

LEGGO

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SEZ CULTURA E SPETTACOLI Spaak, torno con un ruolo straordinario L'attrice interpreta una malata di Alzheimer nel film La vacanza

19 Ottobre 2019, 11:08am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

La vacanza © ANSA

ROMA - Un'ex magistrato che lotta contro l'Alzheimer, al quale sta cedendo parti della sua vita. E' Carla, interpretata da Catherine Spaak nel film La vacanza di Enrico Iannaccone, presentato in Panorama Italia ad Alice nella città e in sala a marzo 2020 con Adler Entertainment. Il film ruota intorno al legame immediato e profondo che si crea, durante una 'gita' di qualche giorno al mare, in autunno, fra la protagonista e Valerio (Antonio Folletto), giovane proprietario di uno stabilimento balneare, che lotta con un disturbo bipolare.

"Non giravo un film da diversi anni, le proposte che ho ricevuto erano tutte molto banali: nonne, mamme, nessuna originalità o ricerca di qualcosa non ovvio - spiega Catherine Spaak in conferenza stampa -. Preferivo lasciare un buon ricordo, piuttosto che un brutto personaggio. Quando è arrivato Enrico e ho letto la sceneggiatura, sono stata onorata. E' veramente un ruolo straordinario, gli sono grata per avermelo offerto". Il film, prodotto da Mad Entertainment e Big Sur con Rai Cinema, svela pian piano il perché di quella breve vacanza e il ruolo di un conoscenza comune, Anneke (Veruschka); il racconto pesca nel passato di Valerio e nel presente di Carla, che sa comprendere e placare la rabbia e il dolore del giovane uomo. Nel cast, fra gli altri, anche Carla Signoris, nel ruolo della cognata di Carla. La storia "nasce da un forte interesse che ho nel vedere come diversi squilibri possano danzare fra loro con grande eleganza - spiega il regista, qui alla sua opera seconda -. Il succo qui è nel rapporto tra Valerio e Carla, e nel modo in cui affrontano le loro battaglie".

A Catherine Spaak è servito, nel costruire il ruolo, "aver conosciuto persone che stavano perdendo la memoria e il senso della realtà. Mi è capitato di visitarle più volte in case di riposo per anziani, molto prima che mi arrivasse la proposta di questo film. Allora mi sono fatta moltissime domande, ad esempio come reagissero vedendo i loro cari, venuti a trovarli, andare via. E' un pensiero che mi ha riportato a quando ero bambina, in collegio, alla sensazione di disperazione e dolore che provavo vedendo andar via mia madre. Ma in realtà negli occhi di quegli anziani non ho trovato gli stessi sentimenti, erano tranquilli, molto sereni. La nostra idea di quello che possono provare è spesso completamente diversa dalla realtà". Per Folletto "il lavoro è stato anche molto fisico, basato su quello che sentiva Valerio, il disagio che lo attraversa, dallo stomaco alla gola. Poi con Catherine è venuta fuori una grande complicità". Carla Signoris racconta Michela come "un personaggio assolutamente positivo nell'approccio con la malattia. Carla le ha fatto in qualche modo da madre, ed ora è lei a fare da madre a una donna che si sta allontanando dalla vita, mi ritrovo in lei - spiega -. Con Catherine è scattato subito un bel legame, ci siamo trovate e riconosciute".

ANSA

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