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sez. cultura e spettacoli

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Il Volo, a Milano in piazza Duomo con 10mila fan: «Festeggiamo dieci anni di musica e amicizia»

11 Novembre 2019, 11:21am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Il Volo, a Milano in piazza Duomo con 10mila fan: «Festeggiamo dieci anni di musica e amicizia»

Migliaia di persone. Applausi, flash e dirette social. È stata una festa quella che ha accolto ieri pomeriggio il trio de Il Volo a Milano. Un mini live prima del firma copie del loro ultimo disco (con centinaia di persone in fila fino a tarda sera per autografi e foto) per festeggiare dieci anni di carriera. Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble si affacciano da una delle balconate della Mondadori e cominciano a cantare. Il mondo, Musica che resta, canzone scritta da Gianna Nannini per lo scorso Sanremo, A chi mi dice, per finire con Grande Amore, il brano con cui invece il Festival lo hanno vinto nel 2015. Il disco 10 years, uscito in tutto il mondo venerdì scorso per Sony Music, in versione CD con DVD con immagini e contenuti inediti dell’ultimo live a Matera, è la raccolta del loro repertorio. Da Arrivederci Roma a Surrender, da O Sole mio all’aria della Traviata, Libiamo ne` lieti calici, al Nessun Dorma della Turandot, da My Way a Smile, da She’s Always a Woman. Il pop lirico, con i loro successi nel mondo, è la risposta a chi in loro non ci credeva. Una critica a volte troppo severa, miope di fronte a un trio figlio del talent ma che aveva tanto da dire (e da cantare) uscito dalla scatola televisiva di Rai 1. Ti lascio una canzone con Antonella Clerici li inventa nel 2009 insieme al loro mentore Michele Torpedine. Allora avevano 14 anni. In dieci anni i palcoscenici di tutto il mondo. Contando solo gli ultimi mesi, sono 83 concerti solo in America Latina. «È davvero per noi un compleanno - dicono dal balcone vista Duomo - Festeggiamo 10 anni di musica, ma anche di amicizia e di famiglia. Perché questo noi siamo diventati». Il momento più emozionante, il concerto per il Papa. Ma ne potrebbero annoverare almeno altri tre. Per esempio, il We are the world for Haiti, unici artisti italiani tra 80 invitati invitati internazionali (c’erano Bono, Celine Dion, Carlos Santana, tra gli altri) con Quincy Jones e Lionel Richie, il tributo a Caracalla a Carreras e Pavarotti con Placido Domingo, l’incontro con Barbra Streisand. Ripartiranno in tour nuovamente a gennaio, questa volta nel nord America. In Italia due date evento, il 30 agosto all’Arena di Verona e il 4 settembre al Teatro Antico di Taormina. I loro #10years andranno anche in onda il 19 novembre in prima serata su Canale5. 

LEGGO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Polanski, una donna francese lo accusa di stupro Sarebbe successo nel 1975 a Gstaad in Svizzera

9 Novembre 2019, 09:55am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una donna francese, Valentine Monnier, accusa il regista Roman Polanski di averla violentata nel 1975. A raccoglierne la testimonianza è il quotidiano Le Parisien. Fotografa, ex modella a New York, attrice in qualche film, la donna afferma oggi di essere stata stuprata "con estrema violenza, dopo una discesa in sci, nello chalet di Gstaad, in Svizzera", del regista. "Mi colpì, mi riempì di botte - racconta - fino a quando non opposi più resistenza, poi mi violentò facendomi subire di tutto. Avevo appena 18 anni". ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Zucchero presenta D.O.C, il suo nuovo album: «La mia redenzione blues tra sacro, profano e ricordi»

8 Novembre 2019, 11:35am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Zucchero presenta D.O.C, il suo nuovo album: «La mia redenzione blues tra sacro, profano e ricordi»

Il suo desiderio è chiudere con un grande disco. Lo dice da anni. E intanto tutto quello che fa, lo fa bene. Zucchero, l’Adelmo Fornaciari di Roncocesi, il paesello emiliano dove nasce 64 anni fa e che ha girato il mondo con la sua musica, esce oggi con D.O.C., tra blues, soul, gospel, elettronica. E ritorna all’Arena di Verona, con 12 concerti - dal 22 settembre al 4 ottobre - per il tour mondiale che parte ad aprile dal Byron Bay Bluefest, in Australia.  Zucchero presenta D.O.C., la recensione: testi forti e suoni internazionali per un ritratto del mondo inquieto D.O.C.: ha messo un bollo? «Ho tribolato a cercare il titolo. Stavo consegnandolo senza (pensi che felicità per la discografica!). Ero partito da Suspicious Time, “tempo sospettoso”, che ho poi ho mantenuto nell’ultima canzone. L’acronimo Denominazione di Origine Controllata rispecchiava l’album, dove si parla di molta apparenza e poca sostanza e ha lo stesso significato in tutto il mondo. Solo dopo ho scoperto che queste tre lettere stanno anche per Disturbo Ossessivo compulsivo. Ci rido su».  Che significa? «Se oggi non sei come gli altri, se non sei “cool”, non vali nulla. Vivo nella Lunisiana Soul, nelle campagne toscane, tra animali e prodotti della terra. In ogni brano è come se ci fosse per me un inizio di redenzione». Si sta avvicinando alla fede? «Alla spiritualità. Visto che ho una certa età: “Just in case”, non si sa mai. Mi preparo». Pensa alla fine e quindi ha un Dio? «Può essere tutto, pure lo spirito di mia nonna. Ricordo mio padre, che non ha fatto mai entrare il prete in casa, se non quando la malattia degenerativa lo stava portando via. Si alzò dal letto, si fece il segno della croce, con gli occhi lucidi. Da figlio di buona donna come me, si sarà detto: “Just in case”, non si sa mai». Nei testi, sacro e profano fanno a cazzotti. «Per la prima volta nelle mie canzoni cito Roncocesi, dove sono nato. È il mondo che voglio ricordare. I tempi in cui nonostante ideologie diverse, umanamente ci si rispettava. Mio zio che litigava tutti i giorni con il prete perché era leninista. Ma poi, come Don Camillo e Peppone, lo invitava a pranzo la domenica, mi mandava a portargli le uova o a riempirgli il secchio d’acqua».  E oggi? «Ci si offende per il colore della pelle, nonostante tanto si sia fatto per i diritti umani». Ha mai fatto testa e croce? «Quando mi chiamarono per suonare a Woodstock nel ’94, cosa impensabile per un italiano. Lì ho fatto tac, e ho centrato. Ma è capitato che lo facessi pure per qualche ragazza». Canta di giganti e nani. Chi sono? «Il gigante è il potere arrogante in generale. Sono i potenti che vogliono essere cool, abbronzati e tatuati. I nani sono il popolo, gli emarginati». E nella musica? «I giganti sono gli umili e poco cool. Partiamo da Sting, figlio di un lattaio. Ma anche Bono, Eric Clapton. Purtroppo ho conosciuto pure i nani, quelli che se la tirano senza motivo».  E lei è un gigante? «So di essere rispettato, ma a deciderlo saranno i posteri. Pavarotti diceva che è difficile arrivare al successo, ma è più difficile giustificarlo. E lo puoi giustificare solo facendo musica ogni giorno». In “Badaboom (Bel Paese)” dice che “tutto è andato a puttane”.  «È slang da bar. Abbiamo il paese più bello del mondo, ma è quello che abbiamo ereditato. Corruzione, Roma capitale, intrighi e coltellate alle spalle. Nonostante questo, per me casa resta l’Italia, l’unico paese dove voglio vivere».  Tra le collaborazioni, De Gregori e Van De Sfroos. «È il primo che mi ha presentato il secondo. Van De Sfroos aveva già scritto un pezzo per mia figlia, e con un sms mi disse che aveva qualcosa per me. Con De Gregori siamo amici dai tempi di Diamante. Venne a Modena, nello studio dove stavamo registrando. Gli dissi che volevo scrivere un pezzo per mia nonna. Si prese una birra, si chiuse in una stanza e uscì con un testo perfetto». Bono ha ascoltato il disco? «Non ancora. Ma glielo manderò».Rifarebbe qualcosa con Bocelli?«L’ho scoperto, ho convinto la Caselli a prenderlo nella sua casa discografica, ho tifato per Sanremo. Quando gli chiesi di fare il “Va Pensiero”, però, lui mi disse che avevo toccato Verdi. È un purista. Il Va Pensiero l’ho poi fatto con Pavarotti: “Ciccio, il tuo Va pensiero è cantato con le viscere e con lo stomaco. Facciamolo!”. Duetterei con lui volentieri». Tra le tracce scartate, anche quelle di Miles Davis? «Sono in cassaforte, come fossero reliquie. Miles mi diede la musica ai tempi di Dune Mosse: voleva ci mettessi le parole. Non è facile mettere il testo su jazz e blues. Stessa cosa per quelle di Clapton e Cocker. Chissà un giorno, magari, ci lavoro».

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Natalia Titova da Caterina Balivo parla della sua malattia: «Ho rischiato di perdere una gamba, andrà sempre peggio»

7 Novembre 2019, 07:30am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Natalia Titova da Caterina Balivo: «Ho rischiato di perdere una gamba, andrà sempre peggio»

«Più si va avanti e peggio è, ho rischiato di perdere una gamba». Ad raccontarlo è Natalia Titova, la ballerina che il pubblico televisivo ha cominciato a conoscere a "Ballando con le Stelle" e poi ad "Amici". In un'intervista a Caterina Balivo, nell'angolo 'cassettiera' di "Vieni da me", Titova ha raccontato della sua infanzia, dell'arrivo in Italia e della sua famiglia. Ha anche confessato di aver rischiato di perdere un arto a causa di una malattia destinata a peggiorare con il passare degli anni e dell'età.  «Sono nata con un'osteomielite, un problema al ginocchio. - ha raccontato la ballerina russa - I miei genitori mi hanno fatto fare qualsiasi cosa: pattinaggio, danza, pallavolo». E alla domanda sull'eventualità di guarire, ha risposto: «Il problema al ginocchio non può sparire, può solo peggiorare. E anche per questo ho smesso di ballare prima di quanto avrei voluto. Meglio andare via dieci minuti prima che un'ora dopo».

«Il dolore non era un problema. Il problema c'è soprattutto quando non si sa quale sia il problema», ha aggiunto la ballerina che ha parlato anche della sua famiglia. «Massimiliano (Rosolino) è come un bambino, per ora ho finito con la maternità. Con lui come se avessi tre o quattro figli», ha dichiarato con ironia riferendosi all'uomo che ama e padre delle sue due figlie.

Parole anche per il suo Paese, la Russia: «Mi manca tanto, ma quando torno ora mi sento quasi una turista. Tutto cambia in fretta, cambiano le città e le persone. Mi manca un po' la mentalità russa».  DI SILVIA NATELLA LEGGO.IT

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Dieci anni in Volo: «Niente trap, il nostro segreto è il pop lirico»

6 Novembre 2019, 11:44am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Dieci anni in Volo: «Niente trap, il nostro segreto è il pop lirico»

MILANO - Piero, Ignazio e Gianluca dieci anni dopo. Da sconosciuti ragazzini chiamati simpaticamente “i tre tenorini”, a “Il Volo” (nella foto - Luigi Lista) pronunciato a voce alta, come trio applaudito in tutto il mondo. E dai numeri fuori di testa che addizionano successi (ad esempio, oltre 2 milioni di dischi venduti e più di 220 milioni di stream). Alla faccia del bel canto, genere, che piaccia o no, a tratti messo da parte. Se per Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble, Ti lascio una canzone - il talent di Rai 1 che nel 2009 li ha creati insieme al loro guru Michele Torpedine quando avevano 14 anni - è stato il trampolino di lancio, il vero tuffo nei palcoscenici del mondo l’hanno fatto loro. Con la voce e con il coraggio di andare oltre, anche alle critiche di cui Il Volo non è stato mai risparmiato. E, oggi, reduci da 83 concerti negli ultimi mesi in America Latina, festeggiano. Un best of cd in uscita venerdì con brani da Il Mondo ad Arrivederci Roma, passando per La Traviata e Turandot, per Be My love e Grande Amore, e un dvd dell’ultimo live a Matera. Le date firmacopie, tra cui il mini-concerto alla Mondadori di piazza Duomo a Milano il 10 novembre (a Roma, al C. C. di Romaest il 9). Il 19 novembre, invece, Canale 5 manderà in onda in prima serata lo speciale sui 10 anni della loro carriera. Da gennaio, il #10yearstour, il giro di concerti in Nord America che li farà tornare al Radio City Music Hall di New York che li ha già acclamati in passato (con biglietti venduti in sole 8 ore). In Italia, 30 agosto all’Arena di Verona e 4 settembre al Teatro Antico di Taormina. «In questi dieci anni, non è stato tutto semplice. Litigate tra noi? Certo che sì. Pure per qualche ragazza (ridono, ndr). Eravamo sconosciuti, ora siamo una famiglia. Il momento più difficile? Il 2014, anno in cui siamo entrati in crisi per tutto. Ma siamo qui. E siamo noi, con il nostro pop lirico». Consapevoli di non fare la musica di Sfera Ebbasta o la trap, dicono. «E va bene così. La cosa a cui la musica dovrebbe fare attenzione? Ai testi. Perché i testi spesso trasmettono messaggi brutti». E con il desiderio di essere eredi di Pavarotti e Bocelli. Il We are the world for Haiti (unici artisti italiani tra 80 invitati, da Bono a Celine Dion) con Quincy Jones, il tributo a Caracalla dei tre tenori con Placido Domingo, l’incontro con Barbra Streisand, papa Francesco e la giornata della Gioventù. Il “coraggio” di partecipare al Festival di Sanremo nel 2015 (che hanno vinto). Sono tra i momenti più belli della loro carriera. E, attenti alle missioni di pace dei militari, non possono che rispondere no ai cori razzisti, con riferimento alla cronaca di Balotelli delle ultime ore. Altre sorprese in arrivo? «Per Pasqua un grande progetto». E saranno altri numeri che sommano numeri.

LEGGO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Tv: primo ciak per Fiorello tra musica e satira Battute su Renzi e il Pd, tra gli ospiti Giorgia e Mengoni

5 Novembre 2019, 12:00pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 

 

 

"Non ne potevo più della pubblicità, meno male che cominciamo". Fiorello lancia il primo appuntamento di "Viva RaiPlay!", collegandosi con il Tg1. Tanta musica e qualche sprazzo di satira per lo showman che arriva agli studi di via Asiago, storica sede di Radio Rai, accompagnato in auto da Raffaella Carrà, che dopo averlo fatto scendere si allontana sgommando, e Achille Lauro. La striscia quotidiana di 15 minuti andrà in onda su Rai1 e RaiPlay per cinque giorni, fino all'8 novembre, in un'anteprima dello show di 50 minuti che dal 13 novembre si vedrà in esclusiva sulla rinnovata piattaforma Rai Play ogni mercoledì, giovedì e venerdì, sempre alle 20.30. Prima del via è Pippo Baudo, "monarca della Rai", a dare il lasciapassare a Fiorello. Poi microfono a Giorgia che introduce lo showman. "Lo so avevo detto che mi sarei ritirato ma sono ancora qua, sono il Matteo Renzi della Rai", dice Fiorello, prima di leggere un finto titolo di giornale dal titolo 'Fiorello: tutto qua?' e un articolo fortemente critico con il programma. Poi duetto con la voce fuori campo che lo invita a un intermezzo di satira. "Satira io? Non voglio rovinarmi la mia immagine di comico qualunquista', replica Fiorello. "Fare battute sul Pd è come sparare sulla Croce Rossa - prosegue -. Lo sai che quelli della Croce Rossa dicono: è come sparare sul Pd?". Poi Fiorello intona Rose Rosse di Massimo Ranieri, ma un direttore di Rai Play ragazzo lo invita a suonare con l'auto-tune prima che la trap vada fuori moda. Ed ecco che parte una versione trap di Rose Rosse. Nel finale ci sono Vincenzo Mollica in versione Muppet, ancora musica con Anna e Marco di Lucio Dalla cantata con Calcutta e Marco Mengoni. Finale in compagnia di Amadeus: Fiorello si veste esattamente come il conduttore di Tale e quale show e del prossimo Festival di Sanremo, che lo vedrà tra gli ospiti.

ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Ascolti Tv 4 novembre 2019. Fiorello con VivaRaiPlay! fa il botto: oltre 6,5 milioni per lo showman

5 Novembre 2019, 11:59am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Ascolti Tv 4 novembre 2019. Fiorello con VivaRaiPlay! fa il botto: oltre 6,5 milioni per lo showman

Ascolti Tv lunedì 4 novembre 2019. Su Rai1 Il Commissario Montalbano Il Gioco degli Specchi è stato seguito da una media di oltre 4,8 milioni di spettatori pari al 22,9% di share. Su Canale 5 Live Non è la D’Urso 2,1 milioni di media e il 13,3%. Su Rai2 Stasera Tutto è Possibile 1,5 milioni e 7,50%. Su Rai3 Report è stato visto da una media di oltre 1,8 milioni di spettatori pari al 7,7%. Su Rete4 Quarta Repubblica supera il milione di media spettatori con il 5,6% di share. Su Italia 1 Pacific Rim La Rivolta 5,1%. Su La7 Grey’s Anatomy 2,6% e 2,8%. Su Tv8 I Magnifici Sette 2,6%,  sul Nove la seconda parte di Casamonica Le Mani su Roma 2,1%. Su Sky Sport Serie A il posticipo Spal-Sampdoria  Fiorello, l'anteprima Viva Rai Play! con Achille Lauro, Raffaella Carrà, Pippo Baudo: «Sarà come un gelato, con tanti gusti» Nella fascia Access Prime Time irrompe su Rai1 VivaRaiPlay! visto da una media di oltre 6,5 milioni di spettatori con il 25,1% di share. A seguire Soliti Ignoti Il Ritorno 6,4 milioni e il 23,8%. Su Canale 5 Striscia la Notizia 4,4 milioni e 16,6%. Su Rai2 Tg2 Post 2,6%. Su Italia1 CSI Miami 5,1%. Su Rai3 That’s Amore 3,9% e Un Posto al Sole 6,4%. Su Rete4 Stasera Italia 4,8%, su La7 Otto e Mezzo 6,5%. Su Tv8 Guess my Age 1,9%. Sul Nove Deal with It Stai al Gioco 1,7%. Nel Preserale su Rai1 L’Eredità 5,1 milioni e 24,6%. Su Canale 5 Caduta Libera sfiora i 4 milioni e il 20% di share. Al pomeriggio Geo sugli scudi (oltre il milione e mezzo di spettatori con il 12,2% per Rai3). In seconda serata così i tre canali Rai: Frontiere 11,9%, Povera Patria 4,3%, Prima dell’Alba 4,4%.

LEGGO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Maria De Filippi sbotta contro un concorrente a Tu si que vales: «Sei un c***, per me puoi uscire dallo studio»

4 Novembre 2019, 12:14pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Maria De Filippi sbotta contro un concorrente a Tu si que vales: «Sei un c***, per me puoi uscire dallo studio»

Maria De Filippi va su tutte le furie a Tu si que vales. Durante l'esibizione Pietro, un uomo che si presentava ironicamente come capace di leggere le mani, non ha conquistato il pubblico, visto che nessuno ha riso dopo la sua prima performance. Insistendo al centro del palco ha fatto una richiesta particolare: «Vorrei una vergine qui con me» e a quel punto Maria è sbottata.  Emma Marrone a Tu Sì Que Vales, dopo l'esibizione gesto a sorpresa nei confronti di Belen Già durante la lettura della mano a Teo Mammuccari il giudice gli aveva fatto fare una figuraccia, dicendo che quello che stava dicendo non corrispondeva alla realtà, così il concorrente per "riprendersi" ha fatto l'insolita richiesta. La De Filippi lo ha interrogato stupita facendogli notare che la sua affermazione era fuori luogo. Sempre per provare a fare il simpatico Pietro ha aggiunto che non solo la ragazza in questore doveva essere illibata ma c'era bosogno di una certificazione, così Maria è esplosa: «Per me lei può uscire subito. Dopo la certificazione, può uscire. Quando uno dice che vuole una vergine con una certificazione deve uscire. Ma come le viene in mente? Ma questo è fuori». Subito dopo la conduttrice si è alzata per lasciare lo studio, aggiungendo che sarebbe rientrata solo dopo che il concorrente fosse andato via. In studio è calato il gelo e anche un visibile imbarazzo sulla faccia degli altri giudici. Zerbi si è rivolto a Pietro invitandolo a lasciare lo studio: «Hai pensato di fare lo spiritoso ma è andata male. Secondo me la cosa più bella che puoi fare è chiedere scusa e andare via. Fidati». Rientrata in studio Maria non è riuscita a trattenere la sua disapprovazione e ha chiuso la storia affermando: «Si è autocertificato come un cogl*** ed è uscito».

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Giorgio Tirabassi ricoverato ad Avezzano, attore colpito da un malore

2 Novembre 2019, 08:28am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Secondo fonti sanitarie non è in pericolo di vita

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Giorgio Tirabassi ricoverato ad Avezzano, attore colpito da un malore

L'attore Giorgio Tirabassiè stato colto da un malore mentre si trovava alla presentazione del film 'Il grande salto' a Civitella Alfedena (L'Aquila). In un primo momento è stato condotto a Castel di Sangro e poi all'ospedale di Avezzano. Fonti sanitarie definiscono la situazione sotto controllo e sempre secondo le stesse fonti l'attore non corre pericolo di vita. Importanti le prossime ore. Resta in osservazione dopo essere stato trattato dai medici.  (SCHEDA ANSA CINEMA) 

FONTE ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Emma Marrone, come sta dopo la malattia: «Sono affaticata, il mio corpo deve ancora riprendersi»

31 Ottobre 2019, 11:56am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Emma Marrone, come sta dopo la malattia: «Sono affaticata, il mio corpo deve ancora riprendersi»

Emma Marrone sta incontrando i fan per presentare il suo ultimo disco Fortuna. Nella tappa di Bisceglie ha raccontato come sta dopo la malattia. “Sono affaticata. Il mio corpo deve ancora riprendersi e ripulirsi da tutte le medicine che sono state necessarie – ha raccontato - Quindi, non sono al 100% anche se vorrei esserlo”. Poi ha aggiunto: “Sono stanchissima, però è questo disco che mi tiene in piedi. Finalmente si torna a parlare di musica. L’amore della gente mi ha rimesso in piedi fin da subito e io subito volevo tornare da loro contro ogni pronostico. Ai medici ho detto: ‘ Rimettetemi in piedi perché mi esce un disco e io l’uscita del disco non la sposto a sto giro’. Io devo andare a fare quello per cui sono nata: cantare per la gente”. I fan presenti hanno salutato le sue dichiarazioni con un caloroso e lungo applauso, che a un certo punto è sovrastato dalla sua voce: “Però tengo botta, eh! Barcollo ma non mollo”.

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