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sez. cultura e spettacoli

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Natalia Titova da Caterina Balivo parla della sua malattia: «Ho rischiato di perdere una gamba, andrà sempre peggio»

7 Novembre 2019, 07:30am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Natalia Titova da Caterina Balivo: «Ho rischiato di perdere una gamba, andrà sempre peggio»

«Più si va avanti e peggio è, ho rischiato di perdere una gamba». Ad raccontarlo è Natalia Titova, la ballerina che il pubblico televisivo ha cominciato a conoscere a "Ballando con le Stelle" e poi ad "Amici". In un'intervista a Caterina Balivo, nell'angolo 'cassettiera' di "Vieni da me", Titova ha raccontato della sua infanzia, dell'arrivo in Italia e della sua famiglia. Ha anche confessato di aver rischiato di perdere un arto a causa di una malattia destinata a peggiorare con il passare degli anni e dell'età.  «Sono nata con un'osteomielite, un problema al ginocchio. - ha raccontato la ballerina russa - I miei genitori mi hanno fatto fare qualsiasi cosa: pattinaggio, danza, pallavolo». E alla domanda sull'eventualità di guarire, ha risposto: «Il problema al ginocchio non può sparire, può solo peggiorare. E anche per questo ho smesso di ballare prima di quanto avrei voluto. Meglio andare via dieci minuti prima che un'ora dopo».

«Il dolore non era un problema. Il problema c'è soprattutto quando non si sa quale sia il problema», ha aggiunto la ballerina che ha parlato anche della sua famiglia. «Massimiliano (Rosolino) è come un bambino, per ora ho finito con la maternità. Con lui come se avessi tre o quattro figli», ha dichiarato con ironia riferendosi all'uomo che ama e padre delle sue due figlie.

Parole anche per il suo Paese, la Russia: «Mi manca tanto, ma quando torno ora mi sento quasi una turista. Tutto cambia in fretta, cambiano le città e le persone. Mi manca un po' la mentalità russa».  DI SILVIA NATELLA LEGGO.IT

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Dieci anni in Volo: «Niente trap, il nostro segreto è il pop lirico»

6 Novembre 2019, 11:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Dieci anni in Volo: «Niente trap, il nostro segreto è il pop lirico»

MILANO - Piero, Ignazio e Gianluca dieci anni dopo. Da sconosciuti ragazzini chiamati simpaticamente “i tre tenorini”, a “Il Volo” (nella foto - Luigi Lista) pronunciato a voce alta, come trio applaudito in tutto il mondo. E dai numeri fuori di testa che addizionano successi (ad esempio, oltre 2 milioni di dischi venduti e più di 220 milioni di stream). Alla faccia del bel canto, genere, che piaccia o no, a tratti messo da parte. Se per Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble, Ti lascio una canzone - il talent di Rai 1 che nel 2009 li ha creati insieme al loro guru Michele Torpedine quando avevano 14 anni - è stato il trampolino di lancio, il vero tuffo nei palcoscenici del mondo l’hanno fatto loro. Con la voce e con il coraggio di andare oltre, anche alle critiche di cui Il Volo non è stato mai risparmiato. E, oggi, reduci da 83 concerti negli ultimi mesi in America Latina, festeggiano. Un best of cd in uscita venerdì con brani da Il Mondo ad Arrivederci Roma, passando per La Traviata e Turandot, per Be My love e Grande Amore, e un dvd dell’ultimo live a Matera. Le date firmacopie, tra cui il mini-concerto alla Mondadori di piazza Duomo a Milano il 10 novembre (a Roma, al C. C. di Romaest il 9). Il 19 novembre, invece, Canale 5 manderà in onda in prima serata lo speciale sui 10 anni della loro carriera. Da gennaio, il #10yearstour, il giro di concerti in Nord America che li farà tornare al Radio City Music Hall di New York che li ha già acclamati in passato (con biglietti venduti in sole 8 ore). In Italia, 30 agosto all’Arena di Verona e 4 settembre al Teatro Antico di Taormina. «In questi dieci anni, non è stato tutto semplice. Litigate tra noi? Certo che sì. Pure per qualche ragazza (ridono, ndr). Eravamo sconosciuti, ora siamo una famiglia. Il momento più difficile? Il 2014, anno in cui siamo entrati in crisi per tutto. Ma siamo qui. E siamo noi, con il nostro pop lirico». Consapevoli di non fare la musica di Sfera Ebbasta o la trap, dicono. «E va bene così. La cosa a cui la musica dovrebbe fare attenzione? Ai testi. Perché i testi spesso trasmettono messaggi brutti». E con il desiderio di essere eredi di Pavarotti e Bocelli. Il We are the world for Haiti (unici artisti italiani tra 80 invitati, da Bono a Celine Dion) con Quincy Jones, il tributo a Caracalla dei tre tenori con Placido Domingo, l’incontro con Barbra Streisand, papa Francesco e la giornata della Gioventù. Il “coraggio” di partecipare al Festival di Sanremo nel 2015 (che hanno vinto). Sono tra i momenti più belli della loro carriera. E, attenti alle missioni di pace dei militari, non possono che rispondere no ai cori razzisti, con riferimento alla cronaca di Balotelli delle ultime ore. Altre sorprese in arrivo? «Per Pasqua un grande progetto». E saranno altri numeri che sommano numeri.

LEGGO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Tv: primo ciak per Fiorello tra musica e satira Battute su Renzi e il Pd, tra gli ospiti Giorgia e Mengoni

5 Novembre 2019, 12:00pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 

 

 

"Non ne potevo più della pubblicità, meno male che cominciamo". Fiorello lancia il primo appuntamento di "Viva RaiPlay!", collegandosi con il Tg1. Tanta musica e qualche sprazzo di satira per lo showman che arriva agli studi di via Asiago, storica sede di Radio Rai, accompagnato in auto da Raffaella Carrà, che dopo averlo fatto scendere si allontana sgommando, e Achille Lauro. La striscia quotidiana di 15 minuti andrà in onda su Rai1 e RaiPlay per cinque giorni, fino all'8 novembre, in un'anteprima dello show di 50 minuti che dal 13 novembre si vedrà in esclusiva sulla rinnovata piattaforma Rai Play ogni mercoledì, giovedì e venerdì, sempre alle 20.30. Prima del via è Pippo Baudo, "monarca della Rai", a dare il lasciapassare a Fiorello. Poi microfono a Giorgia che introduce lo showman. "Lo so avevo detto che mi sarei ritirato ma sono ancora qua, sono il Matteo Renzi della Rai", dice Fiorello, prima di leggere un finto titolo di giornale dal titolo 'Fiorello: tutto qua?' e un articolo fortemente critico con il programma. Poi duetto con la voce fuori campo che lo invita a un intermezzo di satira. "Satira io? Non voglio rovinarmi la mia immagine di comico qualunquista', replica Fiorello. "Fare battute sul Pd è come sparare sulla Croce Rossa - prosegue -. Lo sai che quelli della Croce Rossa dicono: è come sparare sul Pd?". Poi Fiorello intona Rose Rosse di Massimo Ranieri, ma un direttore di Rai Play ragazzo lo invita a suonare con l'auto-tune prima che la trap vada fuori moda. Ed ecco che parte una versione trap di Rose Rosse. Nel finale ci sono Vincenzo Mollica in versione Muppet, ancora musica con Anna e Marco di Lucio Dalla cantata con Calcutta e Marco Mengoni. Finale in compagnia di Amadeus: Fiorello si veste esattamente come il conduttore di Tale e quale show e del prossimo Festival di Sanremo, che lo vedrà tra gli ospiti.

ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Ascolti Tv 4 novembre 2019. Fiorello con VivaRaiPlay! fa il botto: oltre 6,5 milioni per lo showman

5 Novembre 2019, 11:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Ascolti Tv 4 novembre 2019. Fiorello con VivaRaiPlay! fa il botto: oltre 6,5 milioni per lo showman

Ascolti Tv lunedì 4 novembre 2019. Su Rai1 Il Commissario Montalbano Il Gioco degli Specchi è stato seguito da una media di oltre 4,8 milioni di spettatori pari al 22,9% di share. Su Canale 5 Live Non è la D’Urso 2,1 milioni di media e il 13,3%. Su Rai2 Stasera Tutto è Possibile 1,5 milioni e 7,50%. Su Rai3 Report è stato visto da una media di oltre 1,8 milioni di spettatori pari al 7,7%. Su Rete4 Quarta Repubblica supera il milione di media spettatori con il 5,6% di share. Su Italia 1 Pacific Rim La Rivolta 5,1%. Su La7 Grey’s Anatomy 2,6% e 2,8%. Su Tv8 I Magnifici Sette 2,6%,  sul Nove la seconda parte di Casamonica Le Mani su Roma 2,1%. Su Sky Sport Serie A il posticipo Spal-Sampdoria  Fiorello, l'anteprima Viva Rai Play! con Achille Lauro, Raffaella Carrà, Pippo Baudo: «Sarà come un gelato, con tanti gusti» Nella fascia Access Prime Time irrompe su Rai1 VivaRaiPlay! visto da una media di oltre 6,5 milioni di spettatori con il 25,1% di share. A seguire Soliti Ignoti Il Ritorno 6,4 milioni e il 23,8%. Su Canale 5 Striscia la Notizia 4,4 milioni e 16,6%. Su Rai2 Tg2 Post 2,6%. Su Italia1 CSI Miami 5,1%. Su Rai3 That’s Amore 3,9% e Un Posto al Sole 6,4%. Su Rete4 Stasera Italia 4,8%, su La7 Otto e Mezzo 6,5%. Su Tv8 Guess my Age 1,9%. Sul Nove Deal with It Stai al Gioco 1,7%. Nel Preserale su Rai1 L’Eredità 5,1 milioni e 24,6%. Su Canale 5 Caduta Libera sfiora i 4 milioni e il 20% di share. Al pomeriggio Geo sugli scudi (oltre il milione e mezzo di spettatori con il 12,2% per Rai3). In seconda serata così i tre canali Rai: Frontiere 11,9%, Povera Patria 4,3%, Prima dell’Alba 4,4%.

LEGGO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Maria De Filippi sbotta contro un concorrente a Tu si que vales: «Sei un c***, per me puoi uscire dallo studio»

4 Novembre 2019, 12:14pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Maria De Filippi sbotta contro un concorrente a Tu si que vales: «Sei un c***, per me puoi uscire dallo studio»

Maria De Filippi va su tutte le furie a Tu si que vales. Durante l'esibizione Pietro, un uomo che si presentava ironicamente come capace di leggere le mani, non ha conquistato il pubblico, visto che nessuno ha riso dopo la sua prima performance. Insistendo al centro del palco ha fatto una richiesta particolare: «Vorrei una vergine qui con me» e a quel punto Maria è sbottata.  Emma Marrone a Tu Sì Que Vales, dopo l'esibizione gesto a sorpresa nei confronti di Belen Già durante la lettura della mano a Teo Mammuccari il giudice gli aveva fatto fare una figuraccia, dicendo che quello che stava dicendo non corrispondeva alla realtà, così il concorrente per "riprendersi" ha fatto l'insolita richiesta. La De Filippi lo ha interrogato stupita facendogli notare che la sua affermazione era fuori luogo. Sempre per provare a fare il simpatico Pietro ha aggiunto che non solo la ragazza in questore doveva essere illibata ma c'era bosogno di una certificazione, così Maria è esplosa: «Per me lei può uscire subito. Dopo la certificazione, può uscire. Quando uno dice che vuole una vergine con una certificazione deve uscire. Ma come le viene in mente? Ma questo è fuori». Subito dopo la conduttrice si è alzata per lasciare lo studio, aggiungendo che sarebbe rientrata solo dopo che il concorrente fosse andato via. In studio è calato il gelo e anche un visibile imbarazzo sulla faccia degli altri giudici. Zerbi si è rivolto a Pietro invitandolo a lasciare lo studio: «Hai pensato di fare lo spiritoso ma è andata male. Secondo me la cosa più bella che puoi fare è chiedere scusa e andare via. Fidati». Rientrata in studio Maria non è riuscita a trattenere la sua disapprovazione e ha chiuso la storia affermando: «Si è autocertificato come un cogl*** ed è uscito».

LEGGO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Giorgio Tirabassi ricoverato ad Avezzano, attore colpito da un malore

2 Novembre 2019, 08:28am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Secondo fonti sanitarie non è in pericolo di vita

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Giorgio Tirabassi ricoverato ad Avezzano, attore colpito da un malore

L'attore Giorgio Tirabassiè stato colto da un malore mentre si trovava alla presentazione del film 'Il grande salto' a Civitella Alfedena (L'Aquila). In un primo momento è stato condotto a Castel di Sangro e poi all'ospedale di Avezzano. Fonti sanitarie definiscono la situazione sotto controllo e sempre secondo le stesse fonti l'attore non corre pericolo di vita. Importanti le prossime ore. Resta in osservazione dopo essere stato trattato dai medici.  (SCHEDA ANSA CINEMA) 

FONTE ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Emma Marrone, come sta dopo la malattia: «Sono affaticata, il mio corpo deve ancora riprendersi»

31 Ottobre 2019, 11:56am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Emma Marrone, come sta dopo la malattia: «Sono affaticata, il mio corpo deve ancora riprendersi»

Emma Marrone sta incontrando i fan per presentare il suo ultimo disco Fortuna. Nella tappa di Bisceglie ha raccontato come sta dopo la malattia. “Sono affaticata. Il mio corpo deve ancora riprendersi e ripulirsi da tutte le medicine che sono state necessarie – ha raccontato - Quindi, non sono al 100% anche se vorrei esserlo”. Poi ha aggiunto: “Sono stanchissima, però è questo disco che mi tiene in piedi. Finalmente si torna a parlare di musica. L’amore della gente mi ha rimesso in piedi fin da subito e io subito volevo tornare da loro contro ogni pronostico. Ai medici ho detto: ‘ Rimettetemi in piedi perché mi esce un disco e io l’uscita del disco non la sposto a sto giro’. Io devo andare a fare quello per cui sono nata: cantare per la gente”. I fan presenti hanno salutato le sue dichiarazioni con un caloroso e lungo applauso, che a un certo punto è sovrastato dalla sua voce: “Però tengo botta, eh! Barcollo ma non mollo”.

LEGGO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Alessandro Siani da favola: «Con Il giorno più bello del mondo basta commedia, sì a una fiaba con effetti speciali»

30 Ottobre 2019, 11:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Alessandro Siani da favola: «Con Il giorno più bello del mondo basta commedia, sì a una fiaba con effetti speciali»

Alessandro Siani porta ancora negli occhi l’emozione dell’anteprima i Il giorno più bello del mondo, il film che ha scritto, diretto e interpretato: «Una sala gremita da ottocento ragazzi che si esaltano. Ridono. Fanno il tifo per un film, è una sensazione che non mi era mai capitata».  La fiaba gentile da domani al cinema racconta la storia di Arturo Meraviglia, un impresario teatrale squattrinato alle prese con una inaspettata eredità: due nipotini. Al suo fianco, una dolce dottoressa, interpretata da Stefania Spampinato. Parola al Siani regista. Come è nata l’idea di unire i generi, dal fantasy all’action alla commedia romantica? «Volevo cambiare. La commedia romantica mi ha perseguitato (e io ho perseguitato il pubblico). In dieci anni, da Benvenuti al Sud di cui ho curato in parte la scrittura, sono cambiate tante cose. È cambiato lo sguardo dei giovani. Una svolta era necessaria. Il cinema rispecchia quello che succede intorno, io provo a farlo attraverso il linguaggio della favola». I giovani oggi sono abituati alla serialità, un bella sfida pensare a un film proprio per loro. «Tutti dicono è un film “family”. Il mio concetto di famiglia è di “persone che vogliono stare insieme”. Padre e figlio possono trovarsi d’accordo al cinema». Un film italiano ricco di effetti speciali. Com’è andata? «Ci abbiamo lavorato tanto. Abbiamo girato senza vedere quello che succedeva. Ci sono voluti otto mesi di post-produzione ma sono stato fortunato. Universal e Vision hanno creato una squadra di importanti professionisti». Stefania Spampinato, dal camice di Grey’s Anatomy a quello della dottoressa Flavia. Com’è stato lavorare a un film e in Italia? «La differenza maggiore è tra serie tv e cinema, non tra Stati Uniti e Italia. La tv si muove molto velocemente, nel cinema conosci quale sarà l’arco del tuo personaggio. Va sfatato il mito che gli americani siano più precisi. Ce ne sono tanti che improvvisano». Che esperienza ha avuto a Napoli? «È come se avessi girato due film. Quello sul set è andato bene, quello fuori ha superato ogni aspettativa». Il giorno più bello è riuscito a suscitare in voi emozioni non preventivate? «Stefania quando ha visto la reazione dei bambini in sala all’anteprima ha tenuto a freno una lacrima. E anche io ho provato un brivido». 

LEGGO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Oscar alla carriera a Lina Wertmuller Sul palco anche Sophia Loren e Isabella Rossellini

29 Ottobre 2019, 07:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Oscar alla carriera a Lina Wertmuller Sul palco anche Sophia Loren e Isabella Rossellini

 

Un trionfo per Lina Wertmuller stasera a Los Angeles ai Governors Award dell'Academy per la cerimonia di consegna dell'Oscar alla carriera. La regista, 91 anni, emozionata, non ha perso la sua verve e la sua ironia trasformando il gala in un happening divertente.
    Soprattutto quando ha scherzato con Isabella Rossellini sul palco provocatoriamente in viola davanti alla regista evidentemente superstiziosa che ha fatto più volte il gesto delle corna davanti alla comunità del cinema che rideva. A presentare il riconoscimento alla prima donna che nel '76 venne candidata per l'Oscar alla regia, le colleghe Greta Gerwig e Jane Campion. Poi sul palco, a sorpresa e a farle festa, la Rossellini e Sophia Loren. Lina Wertmuller, che aveva accanto la figlia Maria Zulima Job, ha preso la parola e ha con ironia sottolineato che "bisogna cambiare il nome a questa statuetta, perché Oscar? Chiamiamolo con un nome di donna, chiamolo Anna".
    E giù un trionfo di applausi.

ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Silvestri pronto a conquistare i palasport Dal 25 da Roma il tour. "25 anni di carriera? Sono solo numeri"

26 Ottobre 2019, 08:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Daniele Silvestri © ANSA

Sono stati necessari 25 anni per vincere la resistenza a concedersi una tournee intera nei palasport. "Eh sì, ci ho messo un po' - scherza Daniele Silvestri, che venerdì 25 e sabato 26 debutta con una doppia data a Roma per il suo primo tour nei palazzetti -. Sono spazi difficili, impegnativi per l'ascolto. Per convincermi ci doveva essere un buon motivo, qualcosa che rendesse unica l'esperienza". Il buon motivo, giura, non è il quarto di secolo che ricorre dai suoi primi passi in musica. "No, no. L'aspetto autocelebrativo è quello che mi interessava di meno, anche se ho provato a dargli un senso, ma sono solo numeri...", spiega sornione il cantautore romano, che in scaletta non mancherà di fare una carrellata nel passato ("sarà un sorta di lungo medley, un miniconcerto nel concerto").
A far lavorare la sua fantasia ("follia", preferisce chiamarla lui), è stata invece la possibilità di lavorare sugli spazi vuoti che sono i palazzetti, spazi da riempire seguendo un progetto immaginifico e visionario, spazi cui dare vita insieme a una band con 2 batterie e 9 musicisti. Da lì, la scommessa di una scenografia che c'è senza esserci, con il palco al centro della platea e, letteralmente, "la terra sotto i piedi" (interi sacchi svuotati sulla struttura in omaggio al titolo dell'ultimo album pubblicato). "Un'altra follia senza motivo", ride, sentendosi un po' in colpa "con i musicisti arrampicati lì sopra, con chi deve pulire tutto".
A "chiedere" i palasport è stato lo stesso album "per le sonorità, per gli argomenti. Diverso dal precedente 'Acrobati', che invece aveva avuto bisogno dei teatri". Ma c'entra anche l'ultimo Sanremo dove ha fatto incetta di premi per Argentovivo, il brano portato all'Ariston insieme a Rancore sul disagio giovanile. "Anche quella è stata una scommessa vinta, fosse solo per le discussioni che ha scatenato quel brano. Con Rancore ora continuiamo quel viaggio". Il rapper infatti sarà ospite fisso, ma sul palco saliranno anche tanti altri amici. "Non erano previsti, c'è già tanta roba, ma alcuni si sono invitati. Come Max Gazzè". Si affaccerrà Manuel Agnelli, "ma non a Milano, sarebbe stato troppo facile...". Ci sarà spazio anche per le parole, "senza però che diventi un comizio. Ci saranno riferimenti all'ecologia, e mi piacerebbe spostare l'attenzione anche sul popolo curdo. Far finta che il problema non esista è ipocrisia, in fondo un concerto è anche un tentativo di raccontare la realtà".
Scegliere di andare nei palazzetti è stato anche un po' come uscire dalla propria comfort zone. "Se guardo indietro al Daniele di 25 anni vedo sfrontatezza, leggerezza, incoscienza.
Crescendo, diventa una battaglia mantenere vivi questi aspetti.
Non è codardia, ma è come se ci cristallizzassimo in ciò che non ci fa rischiare. Uscire dai binari consueti è linfa vitale per un artista", ammette Silvestri che in questi 25 anni "non ho mai dato niente per scontato. Ho avuto un sacco di fortuna e questo è il gioco più divertene che conosco".
Dopo la doppia data di Roma, Silvestri sarà l'8 novembre a Padova, il 9 a Rimini, il 15 a Bari, 16 a Napoli, il 22 a Milano, il 23 a Torino.

ANSA

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