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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Dentista spinge troppo forte, la vite perfora la mascella e si conficca nel cranio del paziente: «Urlavo dal dolore, mi ha detto che era normale»

23 Aprile 2024, 09:50am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una vite spinta troppo in profondità gli ha perforato la mascella finendo nel cranio, nella zona dove si trova il liquido cerebrospinale. «Sentivo il dolore, ma il dentista mi ha detto che era normale»: ripercorre così il grave incidente odontoiatrico che lo ha costretto a una lunga degenza in ospedale un 40enne di Bursa, in Turchia, il cui caso è finito sulle riviste mediche di mezzo mondo. 

L'intervento

Ramazan Yılmaz, operaio e padre di due figli, ha subito gravi danni a seguito di un intervento per un impianto dentale andato storto eseguito in una clinica privata. L'uomo ha raccontato la sua terribile esperienza: «Quando ho avvertito fastidio ai denti, sono andato in una clinica dentistica privata a Nilüfer. A seguito degli esami effettuati lì, mi è stato detto che la mia struttura ossea era sottile, i miei denti erano allentati e che avrei avuto bisogno di un impianto. Il dottore mi ha detto che fa il medico da 24 anni ed è un esperto in questo campo. Ci siamo fidati di lui e gli abbiamo affidato il lavoro». Il trattamento si è rapidamente trasformato in un incubo quando il medico ha tentato di inserire l'impianto. «Durante l’intervento, ha detto alla sua segretaria che il dispositivo che aveva usato nella procedura era rotto. 

Ha iniziato a fare la procedura con la mano, mentre cercava di inserire la vite, gli ho detto che era l'osso ma mi ha risposto che era normale», ha raccontato Yılmaz ai media locali. Solo quando ha urlato dal dolore, il dentista ha interrotto la procedura e sottoposto il paziente a una radiografia. L'esame ha mostrato che la vite aveva perforato l'osso della mascella e si era conficcata nel cranio. 

 

La denuncia

Il dentista ha così portato il paziente in ospdale, dove i medici hanno deciso di eseguire un delicato intervento chirurgico per estrarre la vite. «Mi dissero che avrei potuto perdere la vita, ho detto addio ai miei figli. Grazie a Dio, sono uscito sano e salvo dall'ambulatorio». L'uomo ha ora presentato denuncia, sottolineando che il dentista non solo non si è più curato di lui, ma non gli ha neanche rimborsato l'onorario. In risposta alle accuse, il dottor AD ha parlato di una complicazione medica, negando ogni responsabilità. LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Termosifoni, torna il freddo e scatta la proroga del riscaldamento: in quali comuni si può tornare ad accenderlo

23 Aprile 2024, 09:43am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA A dispetto delle aspettative per una primavera mite, il ritorno del freddo e del maltempo a fine aprile 2024 ha spiazzato l'Italia, portando molti a rispolverare maglioni e coperte. Con temperature che si sono abbassate nuovamente sotto i 10 gradi centigradi, specialmente al Nord, le amministrazioni locali hanno deciso di prorogare il periodo di accensione dei riscaldamenti per garantire comfort e sicurezza ai cittadini. Le proroghe In risposta al freddo inaspettato, varie città italiane hanno prorogato la stagione di riscaldamento oltre le date usuali. Questa misura eccezionale permetterà ai termosifoni di restare attivi fino alla fine del mese di aprile, assicurando che nessuno debba soffrire il freddo inaspettato durante il ponte festivo del 25 aprile e del 1 maggio. Dove si possono riaccendere i termosifoni Abruzzo Chieti: proroga fino al 1 maggio compreso per 6 ore al giorno tra le 5 e le 23. Emilia-Romagna Bologna: proroga fino al 26 aprile compreso con la raccomandazione a tenere i termosifoni accesi solo nelle ore più fredde, per un massimo di 6 ore al giorno. Parma: fino al 28 aprile per un massimo di 6,5 ore al giorno tra le 5 e le 23. Fidenza: proroga dal 19 aprile al 3 maggio. Castel San Pietro Terme: proroga fino al 25 aprile compreso per un massimo di 6 ore e mezza al giorno tra le 5 e le 23. Castenaso: fino al 26 aprile compreso. Rimini: fino al 29 aprile, per un massimo di sei ore e mezzo al giorno. Piacenza: fino al 24 aprile compreso per massimo sette ore al giorno. Friuli Venezia Giulia Pordenone: proroga fino al 28 aprile compreso, per 6 ore e mezza divise in due fasce orarie tra le 5 e le 23. Liguria Genova: proroga fino al 30 aprile compreso, per un massimo di 6 ore al giorno; La Spezia: fino al 23 aprile compreso per un massimo di 6 ore al giorno. Lombardia Sondrio: proroga fino al 28 aprile compreso, per 6 ore e mezza tra le 5 e le 23. Piemonte Alessandria: accensione dei termosifoni per un massimo di 7 ore al giorno «in presenza di situazioni climatiche che ne giustifichino l’esercizio». Torino: fino a un massimo di sette ore al giorno, tra le 5 e le 23 Toscana Arezzo: fino al 24 aprile compreso, per un massimo di 6 ore al giorno ma senza superare i 17 gradi centigradi negli edifici industriali e i 19 gradi centigradi in tutti gli altri immobili. Livorno: riscaldamenti accesi fino al 30 aprile compreso, per un massimo di 6 ore al giorno tra le 5 e le 23. Siena: fino al 30 aprile compreso gli impianti potranno restare in funzione per un massimo di 6 ore al giorno. Umbria Perugia: riscaldamento acceso fino al 29 aprile compreso per sei ore al giorno, nella fascia compresa tra le 5 e le 23. Veneto Verona: 7 ore giornaliere fino al 30 aprile, fino a 19 gradi centigradi sia negli edifici pubblici che in quelli privati. Il freddo ha fatto riaccendere i termosifoni nelle città, da Padova, a Vicenza, a Treviso i comuni hanno dato il via libera alla norma che consente di derogare, in presenza di forti peggioramenti meteo, al limite stagionale di utilizzo degli impianti di riscaldamento, permettendo la riaccensione per un periodo non superiore alle 7 ore giornaliere. LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Sparatoria dopo il battesimo, far west e feriti a Napoli: «Botte con una mazza da baseball». La rissa scoppiata in un bar

22 Aprile 2024, 08:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Sparatoria dopo il battesimo, far west e feriti a Napoli: «Botte con una mazza da baseball». La rissa scoppiata in un bar

INSERITO DA ANGELA CECERE Nelle ultime ore, nel pieno centro di Afragola (NA) due famiglie hanno tirato fuori le pistole dando inizio a una scena da far west che si è conclusa con 5 feriti Mazzate e spari, scene da far west nel pieno centro di Afragola, popoloso comune alle porte di Napoli: cinque i feriti, ma il bilancio poteva essere drammaticamente più grave se si pensa che tutto è avvenuto poco dopo la celebrazione di alcuni battesimi nella chiesa di San Giorgio, adiacente al luogo della sparatoria. E' la Polizia ad indagare su dinamica e movente di una vicenda che ha ancora aspetti poco chiari. Afragola, sparatoria in piazza Castello Tutto è successo oggi 21 aprile intorno a mezzogiorno, in piazza Castello. Sembra che due gruppi familiari, tra i quali vi erano stati degli screzi pregressi, abbiano avuto una lite in un bar. Dalle parole si è passati rapidamente alle mani. C'è stata prima una rissa a colpi di mazze da baseball e poi una sparatoria: nella vicina chiesa di San Giorgio, come detto, si erano appena tenuti dei battesimi. Secondo quanto si è appreso sarebbero tre i feriti da arma da fuoco, di cui uno alla gamba e un altro all'addome, il più grave. Nessuno però sarebbe in pericolo di vita. Altre due persone sono rimaste ferite a causa dei colpi inferti, anche alla testa, da corpi contundenti. Sul posto sono intervenute diverse ambulanze del 118, la Polizia di Stato e i carabinieri che hanno trovato a terra e sequestrato, alcuni proiettili inesplosi e alcuni bossoli. Pesante il bilancio della sparatoria, anche se - come fa chiaramente capire il sindaco, Antonio Pannone - poteva essere una strage. «Non è ammissibile - tuona - che episodi del genere si verifichino in una piazza centrale, a poche decine di metri da una parrocchia dove si sta celebrando la messa domenicale, a cui partecipano un gran numero di concittadini, in particolare tante famiglie con bambini. Non si può tollerare questa assurda facilità nel disporre di armi da fuoco». Le indagini Il sindaco Pannone ha spiegato che l'amministrazione ce la sta mettendo tutta, con il personale della Polizia locale e l'ausilio di uno «dei migliori sistemi di video sorveglianza della Città Metropolitana di Napoli. Ma tutto ciò non basta. Occorre che lo Stato faccia sentire la sua presenza con le forze dell'ordine. Lo abbiamo chiesto nei mesi scorsi e continuiamo a ripeterlo». L'appello è rivolto in particolare al prefetto di Napoli, Michele di Bari, che a stretto giro risponde disponendo «immediatamente l'intensificazione dei servizi di prevenzione e controllo su tutta l'area interessata» e annunciando che a breve terrà una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica proprio ad Afragola.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Sparatoria nel campus, uccisa una diciottenne: inutili i disperati tentativi di salvarla L'episodio è accaduto nella Delaware State University

22 Aprile 2024, 08:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Sparatoria nel campus, uccisa una diciottenne: inutili i disperati tentativi di salvarla L'episodio è accaduto nella Delaware State University

INSERITO DA ANGELA CECERE Una donna di 18 anni è morta in una sparatoria in un campus della Delaware State University, Stati Uniti. La vittima, che risiedeva a Wilmington, non era registrata come studentessa. È stata trovata gravemente ferita vicina ad un dormitorio per le matricole ed è morta all'ospedale. L'università è stata chiusa. La polizia non ha riferito nè le generalità nè la dinamica e le cause dell'accaduto: «Sappiamo che non studiava e non dormiva nella struttura, potrebbe essersi trovata lì per puro caso». Per ora nessun sospetto fermato.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Monica Reginato scivola per 300 metri e muore a Cortina davanti agli amici. «Aveva lo scialpinismo nel sangue»

21 Aprile 2024, 09:48am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Si era attrezzata di tutto punto: sci ai piedi, ramponi per i tratti più delicati. Ma proprio nell’atto di mettere i ramponi per la discesa del canalone, qualcosa è andato storto e non ha avuto scampo: il volo di trecento metri le è stato fatale. La scialpinista morta nel Canalone Comici al Sorapiss, Cortina d'Ampezzo, Belluno, è Monica Reginato, 55enne di Castelfranco. Sabato 20 aprile la vittima era in escursione con altri tre amici. Verso le 15.30 la centrale del 118 è stata allertata dai compagni. I quattro stavano risalendo la parte alta del canale con gli sci sulle spalle, quando la donna è scivolata. 

I soccorsi

Giunto sul posto, il personale di elisoccorso e medico, sbarcato con l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, ha constatato il decesso della sciatrice. Reginato è morta sul colpo. Sotto choc gli amici che erano con lei. 

Chi era Monica Reginato

La 55enne era una grande appassionata di montagna, come testimoniano le foto delle sue escursioni pubblicate sui social e lavorava nel negozio di famiglia. Faceva parte della scuola di alpinismo del Cai “Le Torri” da 20 anni dove teneva lezioni agli allievi e ai giovani iscritti con il suo solito, inarrestabile entusiasmo. Proprio per il ruolo di responsabilità che ricopriva faceva aggiornamenti periodici sulle pratiche di autosoccorso sia in caso di valanga che su roccia. 

 

Coordinatrice di Avventure nel Mondo, ha viaggiato tantissimo: famose le sue escursioni in trekking sulle Ande, decine di chilometri macinati col desiderio di scoprire, esplorare e, in sostanza, vivere. Lo scialpinismo nel sangue, Monica negli ultimi tempi aveva dedicato molto tempo a questo genere di attività. Il 24 era stata a un passo dalla vetta del Coglians, in Carnia. Il 25 sul monte Guslon, la vedetta dell’Alpago. «Domenica in Carnia. Per poco, pochissimo, non raggiungiamo la vetta del Coglians – aveva scritton sui suoi social – Una perturbazione ci ha obbligati a desistere. Poco male. La neve nella parte alta era pessima. Tornerò a sciare su questi pendii a neve trasformata. Meritano assai. Tempo carnico top». Poi, nuova escursione, in solitaria lunedì scorso. L'ultima uscita sabato le è stata fatale. LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Interviene per liberare una donna bloccata in ascensore e rimane incastrato: Antonio morto a 31 anni. Lei ricoverata sotto choc Il dramma ad Aci Sant'Antonio, in Sicilia

19 Aprile 2024, 09:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Interviene per liberare una donna bloccata in ascensore e rimane incastrato: Antonio morto a 31 anni. Lei ricoverata sotto choc Il dramma ad Aci Sant'Antonio, in Sicilia

INSERITO DA ANGELA CECERE Un manutentore di ascensori di 31 anni è morto dopo essere rimasto incastrato tra la cabina e la porta di un piano dell'elevatore di un condominio di Aci Sant'Antonio dove era al lavoro. Il corpo di Antonio Pistone è stato liberato dai Vigili del fuoco del distaccamento di Acireale del comando provinciale di Catania. I medici del 118 hanno constatato il decesso del 31enne. Una donna che era dentro la cabina dell'ascensore è stata soccorsa da personale medico perché sotto choc. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri per le indagini del caso.  Sulla notizia «dell'ennesimo incidente sul lavoro in provincia di Catania» interviene, «rattristata e amareggiata», la Cgil di Catania che «partecipa al lutto della famiglia del giovane ascensorista Antonio Pistone, che ha perso la vita mentre faceva onestamente il suo lavoro». «Non sono note le precise dinamiche dell'evento - aggiungono la Camera del lavoro del capoluogo etneo - ma rimane una certezza: non è possibile perdere la vita per mancanza di condizioni di sicurezza che devono essere sempre garantite. Le proteste sindacali di queste settimane si sono concentrate proprio su questo concetto: ridurre a zero gli infortuni mortali non è solo possibile ma necessario. Qualcosa - osserva la Cgil etnea - deve cambiare nell' approccio aziendale e nei controlli. E deve avvenire subito». Il segretario territoriale dell'Ugl di Catania, Giovanni Musumeci, sottolinea come «anche stavolta, purtroppo, passata la notizia calerà il sipario». «A nulla - aggiunge il sindacalista - servono i tavoli prefettizi e i convegni se poi non si dà seguito a quello che ci si dice. Paghiamo la carenza di organico degli uffici dell'ispettorato del lavoro e una mancanza di cultura della prevenzione. Purtroppo i dati quest'anno sono allarmanti: 119 i morti nei primi 2 mesi dell'anno in Italia. La maggior parte degli incidenti - ricorda Musumeci - avviene in aziende a conduzione familiare con meno di 5 dipendenti, dove la formazione e la prevenzione vengono visti come un costo e non come una risorsa da sfruttare»

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Incidente stradale, frontale tra due auto in curva: Mauro muore a 46 anni, un ferito grave

19 Aprile 2024, 09:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Incidente stradale, frontale tra due auto in curva: Mauro muore a 46 anni, un ferito grave

INSERITO DA ANGELA CECERE Si allunga la scia di sangue sulle strade della Bat. È di un morto e un ferito il bilancio di un incidente stradale avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi sulla provinciale 231, all'altezza di Canosa di Puglia nella Bat. Due auto, per cause in fase di ricostruzione, si sono scontrate frontalmente all’altezza di una curva. L’impatto è stato fatale per Mauro Vinetti, 46 anni originario di Minervino Murge, alla guida di uno dei veicoli coinvolti mentre il conducente dell’altro mezzo - originario di Andria -, soccorso dagli operatori sanitari giunti sul posto, ha riportato varie ferite e traumi ma non sarebbe in pericolo di vita. Carabinieri e agenti della Polizia Locale al lavoro per effettuare i rilievi del caso e gestire il flusso del traffico in un punto particolarmente sensibile dell’importante arteria extraurbana.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Papà sposta l'auto in retromarcia e investe il figlio di un anno e mezzo: il piccolo Matteo muore dopo due giorni di agonia

18 Aprile 2024, 09:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Papà sposta l'auto in retromarcia e investe il figlio di un anno e mezzo: il piccolo Matteo muore dopo due giorni di agonia

INSERITO DA ANGELA CECERE Nonostante l'immediata corsa in ospedale, il bambino è morto a causa delle gravissime lesioni cerebrali riportate nell'incidente Tragedia a Dosson, frazione del comune di Casier, in provincia di Treviso. Mentre faceva retromarcia con la propria auto nel giardino di casa, un uomo ha investito il figlio di un anno e mezzo. Nonostante l'immediata corsa in ospedale, il bambino è morto dopo due giorni di agonia. La tragedia Stava spostando la macchina nel giardino di casa Olaf Vidali, 45enne residente a Dosson, in provincia di Treviso. Dietro di lui, il piccolo Matteo, il figlio di un anno e mezzo. Colpito involontariamente durante la retromarcia la scorsa domenica, il bambino è stato portato di corsa in ospedale, al pronto soccorso del Ca' Foncello di Treviso, ma dopo due giorni di ricovero in terapia intensiva i medici ne hanno dovuto sancire il decesso a causa delle gravissime lesioni cerebrali riportate nell'incidente. Le forze dell'ordine stanno portando avanti gli accertamenti ed è ora al vaglio anche la posizione del padre, dipendente di Alternativa Ambiente. La famiglia è in attesa del via libera per celebrare il funerale.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Due incidenti in quattro ore a Verona: morti un ragazzo di 23 anni e un uomo di 46 Le due vittime hanno perso la vita con una dinamica molto simile, uno alle 20, l'altro poco prima di mezzanotte

17 Aprile 2024, 09:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Due incidenti in quattro ore a Verona: morti un ragazzo di 23 anni e un uomo di 46 Le due vittime hanno perso la vita con una dinamica molto simile, uno alle 20, l'altro poco prima di mezzanotte

INSERITO DA ANGELA CECERE Doppio dramma a Verona nella serata di ieri: due persone sono morte a quattro ore di distanza l'uno dall'altro in due incidenti simili in motocicletta. I due motociclisti deceduti sono un ragazzo di 23 anni e un uomo di 46, che hanno perso la vita con una dinamica molto simile, uno alle 20, l'altro poco prima di mezzanotte. Due incidenti mortali in moto Poco prima delle ore 20.00 di ieri un 23enne veronese è morto dopo essere finito con la propria moto contro un albero, mentre stava attraversando la circonvallazione. Secondo una prima ricostruzione, avrebbe perso il controllo della sua Honda andando prima a sbattere contro il marciapiede e poi contro un albero. Il secondo mortale è avvenuto alle ore 23.45, quando un 46enne residente in città, dopo aver perso il controllo della sua Yamaha ha sbattuto contro il guardrail in cemento. Intervento immediato del personale del Suem 118 che ha tentato una lunga rianimazione, ma poco dopo ne ha dichiarato il decesso a causa delle gravi lesioni riportate. La Polizia Locale, intervenuta come per il primo sinistro, ha deviato il traffico e avvisato al pubblico ministero di turno. Dall'inizio dell'anno sono già cinque i decessi sulle strade del capoluogo scaligero. 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Infermiera si sente male e muore durante il turno in ospedale: addio Angela La tragedia al Cardarelli di Napoli: aveva 64 anni, era giunta a un passo dalla pensione

17 Aprile 2024, 09:00am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Infermiera si sente male e muore durante il turno in ospedale: addio Angela La tragedia al Cardarelli di Napoli: aveva 64 anni, era giunta a un passo dalla pensione

INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. E' morta improvvisamente, per un malore, durante il suo turno di servizio all'ospedale Cardarelli di Napoli: Angela, 64 anni, era una storica infermiera del più grande ospedale del Sud. Giunta ormai alla soglia della pensione, era stimata da medici e dirigenti della struttura, ma soprattutto amata dai tanti pazienti che aveva assistito e che ora, sui social, si dicono "attoniti". L'ospedale Cardarelli, sul suo profilo Facebook, rende omaggio all'infermiera del reparto di Medicina 3 e racconta quello che è successo, ieri, intorno alle 15. "Angela aveva preso servizio poco prima del malore e con il solito garbo, l'abituale precisione e la continua dedizione era impegnata a prendersi cura delle necessità del reparto. Dopo aver accusato un capogiro Angela si è accasciata; a nulla sono valsi i soccorsi da parte dei colleghi del reparto, dei medici rianimatori, dell'ambulanza chiamata per il trasporto in urgenza". Dice il direttore generale, Antonio d'Amore: "Esprimo la vicinanza ai familiari e ai colleghi del reparto per questa drammatica perdita. L'intera comunità del Cardarelli si stringe a chi sta vivendo nel dolore queste ore; a tutti loro giungano le più sentite condoglianze da parte di tutto l'ospedale. Angela è stata per tanti un modello di disponibilità, gentilezza e precisione, la sua sarà una perdita profonda. A noi tocca onorare la sua memoria, continuando a prenderci cura dei nostri pazienti, così come avrebbe fatto lei". 

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