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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Russia ammonisce: conseguenze sarebbero gravi Siria, Obama valuta l'opzione "guerra lampo"

27 Agosto 2013, 08:36am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA M.P.Le indiscrezioni della stampa Usa: un attacco limitato, della durata di "non più di due giorni", con missili lanciati dalle navi da guerra nel Mediterraneo. Kerry: "L'utilizzo di armi chimiche da parte di Assad è innegabile".

 

Un attacco limitato, della durata di ''non piu' di due giorni'', con missili lanciati dalle navi da guerra nel Mediterraneo. E' questa l'opzione che il presidente americano Barack Obama starebbe valutando per rispondere all'uso di armi chimiche in Siria. 

Si tratterebbe - riporta la stampa americana citando fonti dell'amministrazione - di un attacco per punire l'uso di gas che dovrebbe anche svolgere una funzione deterrente, mantenendo pero' allo stesso tempo gli Stati Uniti estranei dalla guerra civile in atto. L'attacco prenderebbe di mira obiettivi militari non direttamente legati alle armi chimiche. 

 Obama - mette in evidenza l'amministrazione - non ha ancora preso alcuna decisione. Gli Stati Uniti continuano infatti le consultazioni con gli alleati e avrebbero abbandonato le speranze di ottenere un'autorizzazione all'azione da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu, dato il certo veto della Russia. 

Proprio il Dipartimento di Stato comunica di aver rinviato il previsto incontro fra diplomatici americani e russi in programma domani a L'Aia in seguito ''alle consultazioni in corso per trovare una risposta appropriata'' all'attacco del 21 agosto in Siria. La tempistica dell'attacco - afferma il Washington Post - dipenderebbe da tre fattori: il completamento del rapporto dell'intelligence che determini la colpevolezza del regime di Assad, le consultazioni con gli alleati e il Congresso e una giustificazione a intervenire in base alla legge internazionale. 

Gli avvocati dell'amministrazione starebbero infatti esaminando una possibile giustificazione legale sulla base della violazione delle norme internazionali che vietano l'uso di armi chimiche o una richiesta di assistenza da parte di uno stato vicino, come la Turchia. Nei prossimi giorni le agenzie di intelligence rappresenteranno informazioni che sostengono la tesi dell'uso di gas da parte del governo di Assad, incluse intercettazioni radio e telefoniche fra i comandanti dell'esercito siriano. 


''Un'azione militare - afferma la stampa americana citando fonti - potrebbe essere ancora evitata in caso di un dietro front del governo di Assad e del governo russo che lo appoggia. Ma le attese che questo possa accadere sono basse''.

Ieri il segretario di Stato Usa John Kerry è stato chiaro:  In Siria le armi chimiche sono state usate ''su larga scala'', la cosa ''e' innegabile'' e Barack Obama ritiene che chi ne è responsabile debba essere chiamato a risponderne. L'uccisione di civili in Siria è ''un'oscenita' dal punto di vista morale'' che ''dovrebbe ''scuotere le coscienze nel mondo''. Il presidente degli Usa prendera' pertanto una decisione informata su come rispondere, ha incalzato, senza pero' precisare quando.

 Anche il portavoce della Casa Bianca Jay Carney ha usato la parola ''innegabile'' per affermare che in Siria sono stati usati gas letali, sostenendo che ci sono ''ben pochi dubbi'' che il regime ne sia responsabile. Obama non ha ancora preso una decisione, ha ribadito a sua volta, rifiutandosi di nuovo di dare indicazioni sui tempi. Sembra tuttavia che dopo oltre due anni e mezzo di guerra fratricida, e oltre 100 mila morti, per un intervento militare internazionale nel mattatoio siriano sia ora ora solo questione di giorni. Secondo la stampa britannica, il presidente Obama e il premier britannico David Cameron prenderanno una decisione ''entro 48 ore''. Poi, ''entro 10 giorni'', potrebbe scattare un attacco missilistico, forse già giovedì o venerdì. 

Frattanto, la Russia continua ad ammonire sulle possibili conseguenze - ''estremamente gravi'', avverte il ministro degli Esteri Serghei Lavrov - e soprattutto a sottolineare che un intervento senza un mandato Onu sarebbe una ''grossolana violazione'' del diritto internazionale. ''Non ci sono ancora prove che l'attacco del 21 agosto sia stato opera delle forze di Assad'', ha ripetuto del resto anche oggi Vladimir Putin in un colloquio telefonico con Cameron. 

 Anche per il ministro degli Esteri Emma Bonino un intervento militare senza la copertura dell'Onu non è praticabile e prima di assumere qualunque iniziativa è bene ''pensarci mille volte'', perché le ''ripercussioni potrebbero essere drammatiche''. Mentre il segretario alla difesa Usa, Chuck Hagel, ha affermato che ''se ci sara' una azione, verra' concertata con la comunita' internazionale, e nel quadro di una giustificazione legale''. 

Una formula vaga, a cui fanno da contraltare anche le dichiarazioni del ministro degli Esteri britannico William Hague, secondo cui un intervento per rispondere all'uso di armi chimiche è possibile anche senza il consenso unanime del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il suo collega turco Ahmet Davotoglu ha messo pure le mani avanti affermando che Ankara partecipera' a qualsiasi coalizione internazionale decida di intervenire in Siria, anche se non sarà possibile raggiungere un vasto consenso all'Onu. ''Attualmente circa 36-37 paesi stanno discutendo delle alternative. Se si formera' una coalizione contro la Siria in questo processo, la Turchia prendera' il suo posto'', ha detto. Il capo della diplomazia francese Laurent Fabius ha a sua volta affermato che una reazione occidentale verra' concordata ''nei prossimi giorni'', pur se ''non è stata ancora presa alcuna decisione''. E la cancelliera tedesca Angela Merkel, pur finora contraria ad un intervento militare, ha oggi detto che l'attacco del regime siriano alla periferia di Damasco ''deve essere indagato'' e soprattutto che ''non puo' essere lasciato senza conseguenze''. 

Anche la Nato è convinta che ''qualunque utilizzo confermato di armi chimiche rappresenta una chiara violazione del diritto internazionale'', affermando tuttavia che si tratta di ''una questione che l'intera comunità internazionale deve affrontare''. In quest'atmosfera, il ministro degli Esteri russo Lavrov ha assicurato, rispondendo ad una domanda, che anche se dovesse esserci un attacco armato in Siria, la Russia ''non ha piani di scendere in guerra con chicchessia''. Parole che sembrano far trasparire la convinzione che un attacco sia comunque imminente. Cosa che d'altronde non appare esclusa neppure nelle parole del presidente Assad al quotidiano russo Izvestia, secondo le quali gli Usa ''falliranno'' se attaccheranno, ''così come in tutte le precedenti guerre che hanno scatenato, dal Vietnam ad oggi''. 

RAINEWS24

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Tagli ai tribunali più piccoli, cancellato un ufficio su due

26 Agosto 2013, 08:38am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

427051 2854280434980 147811775 nINSERITO DA BARBARA PAPPACODA ROMA Senza la grancassa che accompagna le riforme della giustizia da sempre preannunciate e mai realizzate, la vera rivoluzione dei tribunali italiani sta per partire in sordina, soffocata dal clamore delle polemiche del post sentenza Berlusconi. Alla mezzanotte del 13 settembre scatterà il d-day: dalla cartina geografica spariranno formalmente 947 uffici giudiziari, pari al 47,27% di quelli esistenti, quasi uno su due. Cesseranno di esistere 30 tribunali, 30 procure, 220 sezioni distaccate e 667 sedi di giudice di pace (che però avranno un ’bonus’ fino alla prossima primavera per consentite ai comuni di verificare se potranno farsi carico del mantenimento degli uffici). Non ci saranno né esuberi né messa in mobilità: nelle sedi che accorperanno quelle soppresse saranno trasferiti 7.300 dipendenti amministrativi e oltre 2.700 magistrati (di cui 265 giudici e 112 pubblici ministeri delle 30 sedi prossime alla chiusura, circa 500 ”toghe” ordinarie delle sezioni distaccate e 1.900 tra giudici onorari di tribunale e vice procuratori onorari). La macchina è già in moto. E i risparmi calcolati dal ministero della Giustizia ammontano, a regime, a circa 80 milioni di euro l’anno, cui vanno sommati i tagli di circa il 25% di spese per acqua, luce, gas etc. Ma il vero senso della riforma non sta nell’abbattimento dei costi, quanto nell’obiettivo di recuperare efficienza e di avere magistrati più specializzati.
LE DUE MINISTRE
«E’ una riforma epocale»: il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri usa le stesse parole del suo predecessore, Paola Severino, che un anno fa aveva avviato con tenacia un percorso ad ostacoli, tra le proteste dell’avvocatura e della politica locale, e non solo. Resistenze, queste, che non sono venute meno e con le quali Cancellieri dovrà ancora confrontarsi. «Può darsi che all’inizio ci saranno problemi di avvio - dice il ministro al Messaggero - ma bisogna ragionare con buon senso, perché il meglio è nemico del bene. La legge ci dà due anni di tempo per mettere mano ad eventuali correttivi, se necessari. Ma la riforma ora deve partire e partirà. Da parte mia, ho preso un impegno e alla ripresa dei lavori parlamentari sarò in commissione Giustizia per fare un punto».
SEGNALI OSTILI
Non chiude al dialogo, il ministro, ma è decisa ad andare avanti senza cedere ad alcuno slittamento nell’avvio della riforma. Anche se i segnali ostili continuano. La commissione Giustizia del Senato, alla fine di luglio, ha dato il via libera, con il voto unanime di Pdl, Pd, Scelta Civica e M5S, a un ddl di rinvio di un anno della riforma. Il provvedimento, per ovvi motivi di tempo, non potrà essere esaminato dall’aula prima del 13 settembre. Ma il fronte del no ha perseverato, e in occasione del voto sul decreto del Fare, all’inizio di agosto, il Senato ha approvato un ordine del giorno, anch’esso bipartisan, che impegna il governo a correggere la riforma prima del 12 settembre.
IL NO DI NAPOLITANO
Ma la riforma partirà in ogni caso. Del resto, a tuonare contro i «ciechi particolarismi» del mondo della politica era stato il Capo dello Stato in persona, lo scorso giugno, quando anche il Consiglio superiore della magistratura e l’Associazione nazionale dei magistrati, da sempre favorevoli alla riorganizzazione dei tribunali, avevano registrato con preoccupazione il fioccare di ordini del giorno e di disegni di legge pro-rinvio. Niente di più anacronistico, soprattutto se si considera che la mappa dei tribunali è ferma ai tempi dell’unità d’Italia. «Ma oggi non viaggiamo più in carrozza. Senza contare che stiamo puntando molto sull’informatizzazione della giustizia», fa notare il ministro Cancellieri.
LA CORTE COSTITUZIONALE
A dare ulteriore impulso alla decisione di andare avanti è stato anche il verdetto della Corte Costituzionale, che il mese scorso ha respinto le decine di ricorsi contro il taglio ai ”tribunalini”. L’unica sede salvata dalla Consulta è stata quella di Urbino. Per il resto, i giudici costituzionali sono stati categorici: la nuova geografia non comporta alcun «impedimento o limitazione». Anzi, garantirà una «giustizia complessivamente più efficace». Prima e dopo il verdetto della Consulta la voce contraria degli avvocati si è fatta sentire. Eccome. Soprattutto nel napoletano. L’acme dello scontro è stato raggiunto lo scorso luglio, quando il ministro Cancellieri ha indicato nell’avvocatura una delle grandi lobby al lavoro per bloccare le riforme. Per quell’infelice frase, poi meglio precisata e rettificata, il ministro ha ottenuto come risposta una adesione massiccia allo sciopero di avvocati penalisti e civilisti. Le acque si sono ora un po’ calmate, ma su geografia giudiziaria e mediazione civile l’ostilità di fondo dei legali resta. Secondo il Consiglio nazionale forense la riorganizzazione dei tribunali è stata compiuta su «criteri astratti e dannosi», che porteranno «più ad un aumento dei costi che ad effettivi risparmi». L’ordine degli avvocati di Perugia starebbe addirittura meditando un esposto per interruzione di pubblico servizio in vista degli inevitabili disagi.
LE PROROGHE
Nel frattempo, al secondo piano del ministero della Giustizia, lavora a pieno ritmo una task-force, coordinata dal capo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, Luigi Birritteri, che «a costo zero» e «senza consulenze» da due anni elabora dati e strategie per far partire la riforma. A quella porta hanno bussato a centinaia, tra parlamentari, avvocati, esponenti politici locali. Per chiedere un rinvio o per perorare la salvezza di questo o quel tribunale. Ma oramai il dado è tratto. E l’unica soluzione-ponte per non provocare scossoni in vista del 13 settembre è rappresentata dallo strumento delle proroghe previsto dall’art.8 del decreto legislativo sui ”tribunalini”, che permette di mantenere, per non più di cinque anni, gli immobili degli uffici soppressi al servizio dell’ufficio giudiziario accorpante. Non sarà un escamotage per aggirare la riforma - sottolineano al ministero - quanto un modo per consentire la conservazione temporanea di vecchi archivi oppure lo smaltimento delle cause pendenti, mentre quelle future saranno incardinate nelle nuove sedi. I decreti di proroga firmati dalla Cancellieri sono fino ad ora 42, di cui 22 per gli archivi. E così, ad esempio, il tribunale di Cuneo potrà ancora utilizzare i locali delle soppresse sedi di Mondovì e di Saluzzo per tre anni e sei mesi. E nella eliminanda sezione distaccata di Terracina i giudici di Latina continueranno a tenere udienza per altri due anni.
SCUOLE, ASILI E CASERME
E’ ancora presto per sapere con precisione cosa sarà dei palazzi di giustizia che dal 14 settembre ceseranno di funzionare. Dovrebbero essere riconvertiti in scuole, asili, alloggi per la polizia penitenziaria, o comunque in strutture ad uso pubblico delle comunità locali. A Chiavari ancora protestano perchè il nuovo palazzo di giustizia, costato 13 milioni di euro, non aprirà mai i battenti. Chiavari è infatti tra le sedi che spariranno. E così quel palazzo dovrà essere destinato ad altro. Ma per le nuove polemiche c’è ancora tempo.

DI SILVIA BAROCCI IL MESSAGGERO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ROMA Mike Tyson: «Sto per morire, sono alcolizzato: perdonatemi per le tante cose cattive che ho fatto»

25 Agosto 2013, 10:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130825_tyson_mike.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - «Sto per morire, sono alcolizzato»: è la confessione dell'ex campione dei pesi massimi Mike Tyson, al programma della Espn "Friday Night Fights". L'ex pugile assicura però di voler cambiare vita e chiede di essere perdonato per le «tante cose cattive» fatte nella sua vita. «Non voglio morire - dice - voglio vivere una vita diversa». E annuncia di aver già compiuto il primo passo in questo senso: «Sono sei giorni che non bevo e non faccio uso di droghe: per me è un miracolo. Fino a oggi, invece, ho mentito a tutti coloro che pensavano che fossi sobrio, ma non era così. Questo è il mio sesto giorno, non lo farò più»

IL MATTINO

25.08.2013.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Rapita, violentata e uccisa 11 anni In India è stupro continuo

25 Agosto 2013, 10:26am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130824_bambinachestudia.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Ennesimo episodio di brutale violenza contro una donna, in questo caso una ragazzina, in India. Un'undicenne è stata violentata e uccisa da un uomo di 22 anni, giovedì nel villaggio di Galandewadi, a 100 km da Pune. Ne dà notizia la tv indiana Ndtv. La ragazzina, che aveva compiuto gli anni il 15 agosto, stava rientrando a casa da scuola quando il violentatore l'ha aggredita e trascinata in un campo. Dopo averla violentata, l'ha strangolata. Il cadavere della giovane vittima è stato ritrovato giovedì notte. La polizia sta dando la caccia all'assassino.

IL MATTINO

25.08.2013.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Un paese in lacrime per Daniele la moglie colta da malore durante il funerale

25 Agosto 2013, 09:54am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130825_unwn.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Addio all'operaio morto due settimane dopo il figlioletto di nove mesi Fontanarosa - Due settimane dopo il funerale del piccolo Michele Angela Scala, la mamma, è di nuovo nel santuario della Misericordia per assistere a quello del marito, Daniele Ciampa. I volontari la sorreggono e la portano fuori dal tempio. È stata colta da un malore durante la celebrazione funebre del giovane consorte. Una ragazza di 29 anni Angela, che veste come le sue coetanee, ma che alla sua età e a distanza di due settimane esatte vede la sua vita sconvolta, così la sua famiglia, da una prova disumana. Si è sposata giovanissima con Daniele, e nonostante la sua nuova condizione sembra una ragazzina disorientata. Ha gli occhi asciutti e scuri, l'aria smarrita. Cammina lentamente insieme ai volontari della Misericordia di Fontanarosa: esita a rientrare in chiesa. Ma lo fa solo per Daniele che non è più al suo fianco come due settimane fa. Daniele è al centro della navata in una bara di mogano, e sul legno laccato c'è la foto con Michele in braccio. «Non ci sono risposte davanti a questo mistero insondabile ma solo tante domande - afferma don Pasquale Iannuzzo, il parroco e l'amico di Daniele Ciampa -. Tutti insieme dobbiamo trovare la forza di reagire a quest'altra prova, dura e sconcertante, e dobbiamo farlo perché è così che vogliono anche Daniele e Michele». Piangono gli anziani genitori di Daniele, e gli amici assiepati dentro e fuori il santuario nel centro storico del borgo. L'intera comunità ha condiviso il dolore della famiglia Ciampa, gente semplice e laboriosa. Daniele, 35 anni, stava andando a lavorare Nell'azienda di marmi del fratello a Montemiletto quando è accaduto l'irreparabile lungo la Provinciale 62, tra Fontanarosa e il bivio di Sant'Angelo all'Esca. Pochi minuti prima della disgrazia aveva offerto il caffè ad alcuni amici in un bar di Fontanarosa. Era tranquillo, e si sforzava pure di sorridere nonostante la batosta della perdita del figlioletto. Lo scorso otto agosto era morto all'ospedale Santobono di Napoli l'ultimogenito Michele, di nove mesi, a causa di una crisi respiratoria. Per non soccombere alla disperazione di quel lutto prematuro Daniele stava tentando di ritornare, anche se con molta fatica, alla normalità. E voleva farlo soprattutto per le altre figlie, Rosa ed Eva, e per Angela, la compagna che aveva sposato che era poco più che un'adolescente. Un amore precoce quello tra i due culminato con il matrimonio e la nascita Di tre creature. Poi lo zampino sinistro del destino ha rovesciato tutto in poco tempo, e la bella famiglia Ciampa è stata dimezzata drammaticamente. «Chiedo solo di fare silenzio e rispettare il dolore dei familiari di Daniele - continua dall'altare don Pasquale durante la breve omelia -. Ma vi invito pure a pregare per chi non c'è più e per chi è rimasto e ora sta attraversando il deserto della prova». È una funzione religiosa breve ed essenziale. I parenti di Daniele sono distrutti dal dolore: non hanno avuto nemmeno il tempo di metabolizzare la scomparsa prematura di Michelino che hanno dovuto affrontare un altro lutto inatteso, quello del giovane genitore.di Barbara Ciarcia

IL MATTINO

25.08.2013.

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PRIMO PIANO ANTEPRIMA Atmosfera natalizia al Passo dello Stelvio

25 Agosto 2013, 09:34am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

ANTEPRIMA ESCLUSIVA www.mikivettica.net L'ondata di mal tempo che sta colpendo particolarmente il nord Italia ha portato un atmosfera natalizia al Passo dello Stelvio con una  bella nevicata ancora in atto. Guardate la foto

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MARIANNA, SCOMPARSA A TREVISO: SPARITO ANCHE IL PROFILO FB. GIALLO SU CHI È STATO

24 Agosto 2013, 13:54pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

TREVISO - Ai primi di luglio il profilo Facebook di Marianna Cendron, la 18enne scomparsa da Paese (Treviso) il 28 gennaio scorso, è stato chiuso: chi è stato? La stessa Marianna? Il mistero oggi si infittisce: i carabinieri hanno chiesto spiegazioni al social network ma la risposta non chiarisce alcun elemento. Dalla società fondata da Mark Zuckerberg sono state inviate pochissime, laconiche righe in inglese: in sostanza, dall'azienda affermano che non risulterebbe nulla di riconducibile al nome Marianna Cendron. Un mese prima della sua sparizione, la diciottenne aveva affidato proprio alla sua pagina personale questo messaggio: «Ciao a tutti - aveva scritto - se non entrerò più su Facebook sarà perché non ho la possibilità di usare il computer. Un caro saluto a tutte le persone che non vedrò più. Mi dispiace, ma le cose si complicanodi Mattia Zanardo 

LEGGO.IT

24.08.2013.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA PARMA "LA TOMBA DI TOMMY È SOMMERSA DAI RIFIUTI", PARLA LA MAMMA DEL BIMBO UCCISO NEL 2006

24 Agosto 2013, 13:44pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

PARMA - Sono passati sette anni da quando il piccolo Tommy fu ucciso, il 2 marzo del 2006. intanto la sua lapide al Traglione, luogo dell'infanticidio, è diventata una discarica: sacchi di immondizia, bottiglie, rifiutui. A denunciare lo stato di degrado è la mamma del bambino, Paola Onofri, che si è sfogata con il Tgcom: il luogo della memoria è invaso dalla spazzatura e non è la prima volta che la donna deve ripulirlo a causa dell'inciviltà altrui. Nonostante i cartelli di divieto, lì ci portano di tutto, anche televisori e frigoriferi. "Non è la prima volta che vado lì a fare pulizia - racconta a News Mediaset - il 6 settembre è il compleanno di Tommy e abbiamo deciso di celebrare una messa per ricordarlo."

LEGGO.IT

24.08.2013.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MATTEO, 12 ANNI, TRAVOLTO E UCCISO DA SUV. INCIDENTE CHOC SULLA STATALE IN CALABRIA

24 Agosto 2013, 13:37pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

CATANZARO - Un bambino di 12 anni, Matteo Battaglia, è stato travolto e ucciso sul colpo da un suv condotto da un cittadino romeno a Sellia Marina, nel catanzarese. L'incidente stradale, sulle cui cause sono in corso accertamenti, è avvenuto stamane sulla statale 106. Il mezzo ha investito il piccolo che si trovava davanti al negozio di frutta del padre e, successivamente, è finito contro altre due vetture i cui conducenti sono rimasti feriti, uno in modo grave. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i Vigili del fuoco. Il fuoristrada dopo l'impatto che non ha lasciato scampo al piccolo Matteo si è scontrato pesantemente con un'altra vettura il cui conducente ha riportato gravi ferite e si trova attualmente ricoverato nell'ospedale di Catanzaro. A seguito dell'incidente la strada statale 106 è stata provvisoriamente chiusa al traffico nei pressi del bivio per Sellia Marina dove si è verificato l'incidente. Per poter rimuovere le auto coinvolte dalla carreggiata si è reso necessario l'intervento di un'autogru dei Vigili del fuoco del comando provinciale di Catanzaro. Al momento sulla statale 106 sono in atto deviazioni e alcune squadre dell'Anas stanno lavorando per ripristinare la circolazione. È stato sottoposto ai test psico-fisici per verificare l'eventuale l'assunzione di alcool o droga, l'uomo di nazionalità romena alla guida del suv che ha travolto e ucciso il piccolo Matteo Battaglia. Il conducente del suv è rimasto ferito a una spalla ma le sue condizioni non sono giudicate gravi. Non è in pericolo di vita, anche se le sue ferite sono più serie, pure l'automobilista alla guida dell'altra vettura coinvolta nell'incidente stradale che è stata praticamente schiacciata dal fuoristrada che dopo il primo terribile impatto è praticamente salito sopra l'auto. Sia il cittadino romeno sia l'altro automobilista erano stati portati in codice rosso nell'ospedale civile di Catanzaro.

LEGGO.IT

24.08.2013.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA SI LEVA LA SABBIA DAL COSTUME, ACCUSATO DI ATTI OSCENI: IN CARCERE PER TRE SETTIMANE

23 Agosto 2013, 13:21pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

http://www.leggo.it/MsgrNews/PANORAMA/20130823_c2_652.jpgINSERITO DA www.mikivettica.net ROMA - Vent'anni e una fedina penale immacolata. E’ stato arrestato per violenza sessuale e dopo tre settimane, tra carcere e domiciliari, assolto con formula piena e tante scuse. Un giudice del tribunale di Roma ha accertato che il presunto maniaco in erba, portato in aula in manette perché si sarebbe masturbato in mezzo alla strada, a un passo da Porta Maggiore, pronto ad assaltare passanti, si stava solo frugando nel costume per liberarsi dalla sabbia. Così, disposta la liberazione dell'imputato, ha chiesto la trasmissione degli atti in procura per i due carabinieri che hanno proceduto all'arresto, presupponendo una dose di inesattezze nel verbale. Tanto che ora i militari rischiano di ritrovarsi indagati per falso. Si è concluso con un colpo di scena giudiziario, ieri, a Piazzale Clodio, il processo a carico di Luca M., un ventunenne di Torre Angela, finito in cella il 4 agosto, in via Statilia, con l'accusa di violenza sessuale e atti osceni in luogo pubblico in presenza di minori. Sceso dal tram il ragazzo, aveva cominciato a frugare con le mani nei pantaloncini, a suo dire, per liberarsi dalla sabbia dopo una giornata trascorsa a giocare a beach volley a Ostia. Una passante, però, che avrebbe scorto le parti intime sotto il costume, mentre il giovane si avvicinava camminando, preoccupata da eventuali cattive intenzioni, aveva allertato subito i carabinieri.

LA CATTURA
L'arresto è stato immediato. Due militari del nucleo motociclisti di passaggio hanno rintracciato e bloccato subito il ragazzo. Il giovane, è stato scritto sugli atti, aveva mostrato le parti intime e aggredito una passante. Una versione rettificata dalla donna che aveva firmato la denuncia il giorno dopo, ancor prima dell'udienza di convalida dell'arresto. «Ho visto sì che si toccava - ha precisato - ma non ha toccato me".

LA RICOSTRUZIONE
Ieri il pm di aula, Francesco Scavo, durante il processo ha chiesto l'assoluzione con formula piena per l'imputato. «Il tentativo di violenza -ha detto - non è mai avvenuto. E se la denuncia rettificata, girata nei tempi dovuti dai carabinieri a Piazzale Clodio, fosse stata allegata subito agli atti probabilmente l'imputato si sarebbe evitato la convalida dell'arresto e altre due settimane di detenzione». In aula è caduto anche l'altro reato contestato: gli atti osceni in presenza di minori. La denunciante ha specificato: «Minorenni in giro in quel momento non ne ho visti». Così il giudice, per questa aggravante, ha disposto un approfondimento dell'indagine, ma a carico dei carabinieri che hanno redatto il verbale d'arresto. L'imputato, assistito dall'avvocato Vitaliano Buonfiglio, era in lacrime in aula.

Di Adelaide Pierucci LEGGO.IT

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