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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA CONCORDIA IN ASSE ALLE 4 DOPO 610 GIORNI. GABRIELLI: "ROTAZIONE CONCLUSA"

17 Settembre 2013, 09:11am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

317872 2368989073385 2053109801 nINSERITO DA KATIA PERROTTA ISOLA DEL GIGLIO - Poco più di un'ora per andare a fondo dopo l'inchino maledetto davanti a Le Scole, condannata a morte dalla manovra sciagurata di un solo uomo; 24 ore, se va bene, per rialzarsi, grazie all'ingegno di un team di 500 persone arrivate da tutto il mondo per realizzare qualcosa di mai tentato prima: la Concordia riemerge dalle acque del Giglio, 610 giorni dopo il naufragio. IN ASSE. Il relitto della Concordia è tornato in asse alle 4. "La rotazione della Costa Concordia è conclusa. La nave è ora appoggiata sulla piattaforma. Abbiamo segnato un punto decisivo per l'allontanamento della nave dal Giglio". Lo afferma il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli. La fiancata del lato dritto della nave e' danneggiata. Saranno quindi necessari lavori di ristrutturazione, per poter poi montare i cassoni laterali. I tecnici sottolineano che "non c'e' stata alcuna bomba ecologica. Ci sara' solo da raccogliere qualcosa". È iniziata con applausi e abbracci fra il capo della Protezione civile Franco Gabrielli e i responsabili delle operazioni per Costa, Franco Porcellacchia, e Micoperi, Sergio Girorro, la conferenza stampa in cui è stata comunicata la fine della rotazione del relitto. Intanto, nel porto e a largo, suonavano le sirene delle navi. IL LATO RIEMERSO DEFORMATO DAGLI SCOGLI - Sul lato della Concordia che era sommerso ci sono delle enormi deformazioni, con ogni probabilità dovute - spiegano alcuni addetti ai lavori - all'impronta degli scogli. Intanto, è stato spiegato in conferenza stampa, il relitto della nave ormai poggia sulla piattaforma creata ad hoc per l'operazione. TECNICI SODDISFATTI - «Penso che meglio di così non potesse andare». Lo ha detto il responsabile del progetto per la Costa, Franco Porcellacchia, parlando della fine della rotazione del relitto della Concordia.
«Ci sono molti danni sulla nave e bisogna fare un censimento». Lo ha detto Nick Sloan, il direttore delle operazioni di rotazione della Concordia, «Tutto il team è molto orgoglioso di ciò che abbiamo fatto», ha aggiunto Sloan.
Il direttore delle operazioni, poi, ha concluso così: «Provo sollievo e sono un pò stanco, mi vado a fare una birra e vado a dormire. Mando un bacio a mia moglie». SCONGIURATO IMPATTO AMBIENTALE - «Non credo che sarà una bomba ecologica»: così Maria Sargentini, presidente dell'osservatorio ambientale sulla Concordia, durante la conferenza stampa di fine rotazione. «Siamo arrivati fino a questo punto rispettando ciò che avevamo previsto - ha aggiunto -: non vedo perchè ciò non debba valere anche per l'aspetto ambientale». LENTA RISALITA. Ma è stata una lenta risalita quella della Concordia, assai piu' lenta di quanto previsto. E piu' che un ritorno alla vita, che ormai nessuno potra' restituirle, sembra davvero un lungo e malinconico funerale in memoria delle 32 vittime, due delle quali sono ancora laggiu', da qualche parte, nei meandri della nave. E, anche, un monito per tutti: affinche' certi comportamenti e certe pratiche siano bandite per sempre. A guardarla tornar su, la Concordia fa tenerezza. E rabbia. RUGGINE. Perche' 20 mesi di mare l'hanno ridotta ad un ammasso di lamiere mangiate dalla ruggine e dalle alghe e cancellato ogni colore, lasciando spazio ad un marrone uniforme e triste. Ma anche perche' ancora oggi viene da chiedersi come sia stato possibile. Il parbuckling, l'orrendo nome che sta a significare la rotazione della nave per riportarla in assetto verticale, parte alle 9 in punto: tre ore secche di ritardo sul programma originale. "Nessun problema tecnico", si affrettano a spiegare gli esperti ai giornalisti di tutto il mondo, ma solo uno slittamento dovuto al violento temporale che nella notte si e' abbattuto sul Giglio. E un altro stop arriva otto ore dopo, stavolta si' dovuto a questioni tecniche: e' stato necessario intervenire su 4 dei 36 cavi che tirano la nave, per evitare che questi potessero danneggiare gli altri. TEMPI LENTI. Il risultato e' un posticipo della fine delle operazioni di quasi 12 ore rispetto ai tempi inizialmente previsti: non piu' lunedi' sera ma all'alba di martedi'. In dodici ore la nave ha ruotato di 13 gradi. Poco dopo la mezzanotte l'annuncio del capo della Protezione civile Franco Gabrielli che erano stati raggiunti i 24 gradi, una posizione che ha segnato l'avvio della fase finale della rotazione. Una fase che ha visto l'apertura dei cassoni per far entrare l'acqua, una procedura che permettera' il ritorno in asse. La conclusione delle operazioni e' prevista alle prime luci dell'alba, intorno alle 4, forse anche prima. "Ci avviciniamo all'ora di conclusione delle operazioni - ha poi aggiunto Gabrielli - le tempistiche sono da ricondurre alle mani sapienti di chi sta operando". Sempre che le incognite, impossibili da prevedere fino in fondo in un'operazione mai realizzata, siano finite. "Andremo avanti ad oltranza per tutta la notte - aveva confermato in serata Gabrielli -. Abbiamo una tempistica dilatata e probabilmente termineremo all'alba". DIRETTA. Per ora non e' stato rilevato alcuno sversamento in mare dell'acqua contenuta nel relitto. A seguire ogni istante della lenta risalita della Concordia c'e' il mondo intero: giornalisti dalla Corea al Giappone, dirette non stop sui canali all news e sui siti internet, milioni di tweet. Al Giglio, i posti piu' ambiti sono le case che affacciano sul porto e i tavolini dei bar: cronisti e isolani e sono tutti li' con gli occhi puntati verso il mare, in una sorta di gigantesco reality che tutti vogliono abbia un lieto fine ma che nessuno puo' escludere si si trasformi in tragedia. I primi pronti a chiedere spiegazione per ogni minuto di ritardo; i secondi molto piu' interessati alla riuscita dell'operazione, tempi lunghi o meno. I piu' tranquilli sono i tecnici che non sono in servizio: bevono birra e guardano con i binocoli la loro 'shit ship', come la chiamano ridendo. Non c'e' persona che non abbia al collo un badge: quello rosso che indica la possibilita' di accedere alla 'decision room' e' il piu' prezioso. Poi c'e' quello che consente l'accesso a tutte le zone in cui e' stata divisa l'isola, quello per lo staff - i tecnici che in questi mesi hanno lavorato per preparare l'operazione di oggi, quello per i media. Ed anche uno per i residenti. SODDISFAZIONE. "Le cose stanno andando come pensavamo e abbiamo segnali molto confortanti. Per il momento verifichiamo che c'e' una corrispondenza tra la realta' e il progetto", ripete per tutto il giorno ai giornalisti il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli faticando a far capire che l'importante e' il risultato finale, non quello alla fine del primo tempo. "E' vero, ci sono stati problemi, ma sono stati risolti. Quello che conta e' che alla fine la Concordia torni in assetto verticale". Ecco perche' se la prende con la "logica di questo paese": che e' quella per la quale "invece di dire bravi" a chi si premunisce per affrontare e risolvere un problema, si chiede "perche' non avete calcolato la sfiga". Quando scende la notte al Giglio, e' ormai chiaro a tutti che l'operazione folle ha buone probabilita' di riuscita. Ma non e' affatto conclusa. Gabrielli, a onor del vero, e' il primo a dirlo: "la partita non e' ancora finita e gli imprevisti possono verificarsi in ogni fase, anche al termine dell'operazione". Tutti si augurano che non sia cosi'. Tutti, in cuor loro, sperano che questa sia l'ultima notte con la Concordia piegata su un fianco, come Schettino la lascio' 610 giorni fa in una notte di freddo e morte. All'alba si sapra' se bisognera' ancora aspettare. IL VIDEO DELL'INVIATO MARCO PASCIUTI  MADRE LINA: ABBIAM PREGATO SAN MASSIMILIANO 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Concordia, l'inchino è finito all'alba. E Napoli prenota la demolizione

17 Settembre 2013, 09:10am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

317872 2368989073385 2053109801 nINSERITO DA KATIA PERROTTA Napoli. Alle 4 del mattino il relitto della Concordia si rialza dal tragico inchino di 20 mesi fa. Ora si tratta di demolire la nave. «Potrebbero essere i cantieri napoletani a demolire la Concordia».

GUARDA LE FOTO 

  

 



La candidatura dei porti di Napoli e di Castellammare avanza a piccoli passi: non sono necessari investimenti, le attrezzature e le capacità migliori sono disponibili. Il business complessivo viene valutato oltre cento milioni. 







Il governatore Caldoro lavora a stretto contatto con il sindaco di Napoli de Magistris. «Tra Napoli e Castellammare - spiega il commissario dell’Autorità portuale, Luciano Dassatti - possiamo effettuare la demolizione con attrezzature già pronte. Nessun porto più vicino al Giglio può farlo». Lo stesso ministro per le Infrastrutture Lupi osserva: «Ci sono in campo Piombino e altre ipotesi». 

FONTE di Antonino Pane IL MATTINO.IT


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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA CONCORDIA, INIZIATA LA ROTAZIONE DOPO IL BLACKOUT AL GIGLIO -DIRETTA -VIDEO

16 Settembre 2013, 10:37am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

CONCORDIA, INIZIATA LA ROTAZIONE DOPO IL BLACKOUT AL GIGLIO -DIRETTA -FOTO/VIDEO     INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ISOLA DEL GIGLIO - "Via, la nave si muove". E ora, quel movimento di rotazione della Concordia comincia anche a vedersi.  È Iniziata alle 9 la rotazione della Concordia, dopo un primo intoppo, un ritardo di circa tre ore sull'avvio delle operazioni dovuto al maltempo e ai temporali che si sono abbattuti durante la notte sull'Isola del Giglio, e che hanno provocato un blackout che ha tolto energia all'isola e ai generatori utilizzati per le oprazioni di rotazione della Concordia.  "Tutta colpa dei troppi fulmini e dei temporali" per Franco Gabrielli, a capo della Protezione civile, maltempo che ha comportato lo slittamento dell'avvio delle operazioni.  «È tutto regolare e nella norma, abbiamo iniziato le operazioni di parbuckling inizieranno». Lo ha detto il responsabile del progetto per la rimozione della Costa Concordia della Micoperi Sergio Girotto.  I primi movimenti della Concordia cominciano dunque a vedersi dopo un paio d'ore dall'avvio delle operazioni. 
Segui la diretta  "VISIBILE LA ROTAZIONE" Come da programma, due ore dopo l'avvio delle operazioni di parbuckling, già lo spostamento della Concordia comincia a essere visibile. La parte che sta emergendo dal mare, circa un metro, è chiaramente distinguibile, per il suo colore scuro, rispetto a quella che è da sempre rimasta fuori dall'acqua. La prima fase delle operazioni è quella del distacco dagli scogli: il relitto poggia su due speroni di roccia che l'hanno in parte penetrato e dai quali lo scafo deve disincagliarsi.  Il capo della protezione civile, Franco Gabrielli, ha poi scherzato sui tempi previsti per la fine dei lavori: «Vorrà dire che invece di prendere un tè andremo a cena». E a chi gli chiedeva se una sirena indicherà l'avvio delle operazioni, Gabrielli ha risposto: «la cosa è talmente seria e complicata che non credo servano effetti folkloristici».  "ROTAZIONE PER 12 ORE" La stima di 12 ore per la durata della rotazione del relitto della Concordia «rimane valida, poi tutto dipende dal comportamento del relitto». Lo ha detto il responsabile del progetto per la Micoperi, Sergio Girotto, in una breve conferenza stampa. L'avvio dei lavori è slittato di circa tre ore «ma la tempistica è la stessa» hanno assicurato i tecnici.  «Ho parlato con Nick - ha spiegato Girotto riferendosi a Nick Sloane, che coordina le operazioni -, attualmente il tiraggio è di 2 mila tonnellate e tutto funziona bene. Andremo avanti con step di 20 tonnellate fino a 4 mila. L'incremento progressivo ci permette una verifica ad ogni step, per valutare il comportamento dell'angolo e il distacco dallo scoglio. Se vediamo comportamenti inaspettati abbiamo modo di intervenire e correggere». «Siamo costantemente aggiornati sule operazioni e in contatto con Nick Sloane», ha aggiunto Fabrizio Curcio, responsabile emergenze della Protezione civile.  GABRIELLI: "TROPPI FULMINI" Il ritardo, ha spiegato Gabrielli, è stato dovuto al violento temporale che nel corso della notte si è abbattuto sull'isola del Giglio e che ha impedito agli uomini della Titan Micoperi di posizionare in mare i mezzi che serviranno per la gestione dell'operazione di parbucking. «Avremmo dovuto posizionare nella notte la chiatta che ospita la control room, ma a causa dei fulmini non sarebbe stato prudente lavorare. Il posizionamento è dunque avvenuto questa mattina», spiegato il responsabile del progetto per la Costa, Franco Porcellacchia. Ritardi, ha aggiunto, ci sono stati anche per il posizionamento delle panne antinquinamento  GABRIELLI: "CI METTO LA FACCIA" Convinto che con la rotazione sarà messo alla prova "tutto quanto è stato fatto" fino a questo momento, il capo della Protezione civile Gabrielli ci mette la faccia: "Porterò la responsabilità dell'esito, soprattutto se andrà male. Ma sono tranquillo". Non si dica però che le strutture pubbliche non hanno lavoerato: "C'è stato un pubblico che ha interagito, che ha sollecitato e che ha messo i paletti dove dovevano essere messi".  Il video della tromba d'aria    Concordia, ecco come verrà raddrizzata la nave 

 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA GRANDE SUCCESSO CONCORSO DI FRASI E PENSIERI "LA VITA E IL PENSIERO" DI MICHELE PAPPACODA

16 Settembre 2013, 09:23am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SCRITTO DA MICHELE PAPPACODA Ieri vi e stata la premiazione del concorso online 1°CONCORSO DI FRASI E PENSIERI "LA VITA E IL PENSIERO" organizzata da Mchele Pappacoda i pertecipanti erano 9 la votazione e avvenuta su facebook dove ogni utente dopo aver letto la frase apponeva un sotto un punto da 1 a 10 i risultati e la premiazione sono avvenuti in diretta video streaming livestreaming condotta dall'organizzatore Michele Pappacoda che  prima di decretare i vincitori a fatto un piccolo discorso sulla disabilita" EVIDENZINDO CHE I DISABILI NON SONO OGGETTI MA PERSONE COME TUTTI GLI ALTRI" dopo questo breve intrattenimento vi sono stati i fuochi pirotecnici i ringraziamenti e gli applausi e poi la lettura dei vincitori. di cui al terzo posto si e piazzato con 75 voti Emanuel Zupardo bambino di 10 anni da Vettica di Amalfi al secondo posto Alessia Chianese bambina di 11 anni da Carpi Modena ed ha vinto la prima edizione di questo consorso con 106 voti Katia Andreoletti da Pavia con questa frase poesia che riproponiamo:

CONCORRENTE KATA ANDREOLETTI

 TE NE STAI SEDUTO,

IN CERCA DI UN SALUTO.

PER TE NON ESISTONO PORTE,

PERCHE RIESCI A VEDERE OLTRE.LA TUA SENSIBILITA

E LA TUA VERA ABILITA.

NON HAI BISOGNO DELLE GAMBE

PERCHE RIESCI COMUNQUE

A SUPERARE LE RAMPE.

COME TUTTI CAMMINI

ANCHE SE ALL'ALTEZZA DI BAMBINI

PER NOI TU PUOI SEMBRARE STRANO ,

MA E IN VECE UN DONO SOVRAUMANO.

SONO IO A SENTIRMI INFERIORE

DINANZI AL TUO BAGLIORE

E TU SEI UN VEROO AMORE 

 

 

La premiazione si e conclusa con i ringraziamenti gli applausi e con la sigla finale dell'inno di Mameli.

SOTTO ORA VI RIMETTIAMO LA CLASSIFICA DEI CONCORRENTI E LA REPLICA DELLA DIRETTA VIDEOSTREAMING

CLASSIFICA VINCITORI 1°CONCORSO FRASI E PENSIERI ONLINE "LA VITA E IL PENSIERO"

15 SETTEMBRE 2013

KATIA ANDREOLETTI 106 VOTI

 

ALESSIA CHIANESE 81 VOTI

 

EMANUEL ZUPPARDO 75 VOTI

 

ANGELA CECERE 7O VOTI

 

BARBARA PAPPACODA 50

 

ANNASTELLA BERTè 47

 

GIACOMO LUCIO ZUPPARDO 46 VOTI

 

CARLO ALFANO 34 VOTI

 

GERARDO SAVASTANO 30 VOI

 

 

Watch live streaming video from direttastreamingmpappacoda at livestream.com

 

 


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PRIMO PIANO ANTEPRIMA Il bimbo di Carolina continua a crescere «Presto si saprà se è maschio o femmina»

14 Settembre 2013, 14:39pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130914_cardarelli.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Sul monitor dell'ecografo si vede battere il cuore del bimbo che Carolina porta nel grembo. E questo accresce la speranza che il piccino possa nascere sia nei familiari che nei medici che tengono in cura la venticinquenne in coma nella sala di Rianimazione del Cardarelli. «Le condizioni della donna sono stazionarie» ammette il professore Michele Carandente, che sottopose la giovane mamma a un delicato intervento di neurochirurgia nell'immediatezza del tragico evento. Dal punto di vista ginecologico la paziente è assistita dal professore Sirimarco, primario del Cardarelli. Presto si potrà conoscere il sesso del bambino»di Marisa La Penna 

IL MATTINO

14.09.2013.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA CALTANISSETTA Bimba morta in ospedale, l'autopsia: «Vena recisa». Sette indagati

14 Settembre 2013, 14:28pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

La manovra operatoria sbagliata sarebbe avvenuta durante il posizionamento del catatere, intervento di routine CALTANISSETTA - Una vena recisa da una manovra operatoria sbagliata, il polmone destro che si riempie di sangue, una bambina di due anni e mezzo che per un intervento di routine finisce in arresto cardiaco e muore. Sarebbe accaduto questo mercoledì scorso al Policlinico di Tor Vergata, a Roma, dove una bimba di Gela affetta da anemia falciforme è deceduta dopo un'operazione di posizionamento di un catetere, propedeutico al trapianto di midollo. E ora ci sono almeno 7 indagati dalla procura della capitale tra medici e infermieri che erano presenti in sala operatoria. Secondo l'autopsia, un errore del chirurgo o l'utilizzo di un catetere troppo grande avrebbe portato alla rottura della vena, con conseguente «collasso» del polmone. Quindi l'arresto cardiocircolatorio e il blocco respiratorio che avrebbero ucciso la piccola. E trapelano altre indiscrezioni sul caso. Nonostante l'esito disastroso dell'operazione per il posizionamento del catetere - durata 3-4 ore invece degli usuali 40-60 minuti -, la bambina sarebbe stata rimandata lo stesso al reparto. Ciò nonostante una radiografia, effettuata subito dopo l'intervento, mostrasse il polmone destro pieno di sangue. Tre ore dopo si sarebbe verificato lo shock con arresto cardiaco: a quel punto l'intervento dei medici con le procedure d'emergenza è stato inutile. La bimba è morta in serata. Tutto il materiale della sala operatoria è stato sequestrato dai carabinieri e il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha attivato i servizi ispettivi. Gli esperti del ministero si aggiungono all'inchiesta interna avviata dal direttore del Policlinico Enrico Bollero e alla commissione tecnica inviata dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti. Sul fronte dell' inchiesta giudiziaria, da fonti investigative è trapelato che la radiografia eseguita subito dopo l'intervento, alle 14 di mercoledì, avrebbe forse consentito di salvarle la vita. Invece la sua sarebbe stata un'agonia durata ore. Circostanze che troverebbero riscontri nel racconto del padre della piccola: sua figlia, spiega, era uscita alle 13,30 dalla sala operatoria. L'intervento doveva durare 40 minuti e invece si è protratto per «oltre 4 ore». Secondo l'uomo le lastre della bambina sono state lette «con un certo ritardo» perchè «i medici erano in pausa pranzo». È stato dopo una successiva analisi che «hanno rifatto le radiografie e si sono accorti di una emorragia in corso». Il Policlinico dovrebbe concludere la sua relazione in sette giorni, ma le prime ricostruzioni potrebbero arrivare già nelle prossime 48 ore dall'equipe della Regione Lazio, guidata dal professor Vincenzo Vullo della «Sapienza». Lo stesso che guidò la commissione regionale d'indagine sulla Tbc al Policlinico Gemelli nell'estate 2011. La squadra di Vullo ha iniziato a sentire tutti i sanitari presenti in sala operatoria, per ricostruire minuto per minuto cosa è avvenuto prima, durante e dopo il posizionamento del catetere venoso centrale (cvc). «Dovevano metterle un semplice catetere, e invece hanno ucciso mia figlia», ha detto il padre. Se l'ipotesi di errore sanitario fosse confermata, le associazioni dei consumatori Codacons e Codici hanno già assicurato che si costituiranno parte civile.

(Ansa) 

14.09.2013.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Strutture per anziani o lager? Da Facebook l’appello: si finanzi l’assistenza domiciliare

14 Settembre 2013, 14:20pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Quello delle persone anziane non più autosufficienti è un problema atavico. Si arriva a un punto in cui nessun parente vuole prendersene cura e le affida alle cosiddette strutture residenziali, più comunemente conosciute come ospizi. Il social network face book, per una volta, invece di diffondere violenza si è rivelato uno strumento di sensibilizzazione, grazie alla pagina “Vogliamo l’assistenza domiciliare indiretta in tutta Italia”. Una richiesta che ha più forza, soprattutto dopo gli ultimi casi di maltrattamenti disumani avvenuti a Meta e a Terni. Cosa chiedono i promotori dell’iniziativa? Dal 21 gennaio 2011 vanno avanti con questa finalità: l'assistenza domiciliare indiretta fa risparmiare lo Stato e migliora la vita delle persone non autosufficienti ,con l'indiretta io scelgo l'assistente che voglio e comune/asl pagano. Una cosa che visti gli ultimi casi avvenuti in Italia ai danni degli anziani è sempre più necessaria. I casi di Terni e Napoli denunciati dalla stessa pagina ci fanno domandare quali veri vantaggi si possono ottenere ricoverando gli anziani in strutture che li trattano al pari degli escrementi che producono. UMBRIA E CAMPANIA, OSPIZI LAGER - “I fatti accaduti in Umbria e Campania hanno gettato il paese nello sgomento – si legge nel post promosso alcuni giorni fa - in alcune strutture convenzionate e accreditate persone non autosufficienti venivano abitualmente fatte oggetto di vessazioni di ogni genere ,torturati, presi a morsi e calci ,abbandonati nell'incuria e nel degrado ,chiusi a chiave al buio, lasciati nudi e senza cibo . dobbiamo chiedere a gran voce la cessazione di certe atrocità e adeguate misure di prevenzione” . Per questo motivo l’associazione rilancia la necessità di promuovere l'assistenza domiciliare indiretta e la videosorveglianza h 24. “Ci vogliono controlli senza preavviso – hanno aggiunto- da parte di associazioni, famigliari e cittadini comuni”. Cosa è successo nei due casi specifici? Lo andiamo a vedere immediatamente. CASO TERNI, IL VIDEO CHOC - Le immagini choc sono tutte in questo video della Guardia Di Finanza pubblicato su Youtube. E’ poi il quotidiano on line tuttoggi.info che ci spiega i dettagli dell’operazione. Dalle indagini che sono derivate da queste immagini sono venuti fuori quattro arresti: il primo è toccato al gestore di una residenza per anziani e gli altri tre agli operatori sanitari che vi lavorano. Altri due non devono avvicinarsi invece ai luoghi frequentati abitualmente dagli anziani che dimoravano nella residenza. E non possono comunicare con loro con nessun mezzo. La casa di riposo invece è stata sottoposta a sequestro preventivo con successivo affidamento e custodia alla Usl 2 di Umbria Terni. L’indagine durata tre mesi non è stata facile. Pazienti malati oppure lucidi e coscienti sono stati trattati senza alcun rispetto. Altri operatori, compresa la cuoca, percuotevano gli anziani con schiaffi, strattoni e morsi procurandogli anche delle lesioni. In altri casi tiravano loro i capelli e gli gettavano in faccia l’acqua contenuta nelle brocche o nei bicchieri. Nei casi più gravi facevano il gesto dell’ombrello o altri atti osceni toccando le parti intime. “Ogni minuto una botta in testa, magari leggera – si legge negli atti - ma ripetuta decine di volte per un’ora, un’ora e mezzo, così senza motivo; e non mancava chi, come il gestore di fatto della struttura, impartiva istruzioni di chiudere a chiave, nelle loro stanze, gli ospiti con particolari problematiche comportamentali”. Una malata di Alzheimer è stata addirittura lasciata libera di circolare è scivolata sul pavimento appena lavato rompendosi il femore. Per questo la Procura, insieme alla Guardia di Finanza, ha deciso di intervenire il prima possibile, per evitare ulteriori maltrattamenti, verbali e fisici, lesivi della loro dignità. E magari anche che ci potesse scappare il morto. CASO CAMPANIA - Qui la verifica è stata portata a termine dai carabinieri del Nas di Napoli e la storia ripresa da tutte le principali testate della Campania tra cui Levanteonline.it. E’ stato così che è stata scoperta una vera e propria clinica lager a Meta nei pressi della Costiera Amalfitana. Si tratta di una struttura dal valore complessivo di circa due milioni di euro. Posta sotto sequestro per le gravi condizioni igienico sanitarie e per il profondo degrado in cui versavano ben trentasette disabili affidati alle cure della clinica. L’operatore socio assistenziale che vi lavora ha ricevuto un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per sequestro di persona, maltrattamenti e abbandono di persona incapace ospite della struttura. Il legale rappresentante della residenza socio sanitaria di Meta, il sessantenne G.A. di Cava de Tirreni è ora indagato per i possibili coinvolgimenti. “La situazione riscontrata dai carabinieri del Nas era assolutamente deprimente, con i poveri disabili, con i poveri disabili trovati perlopiù senza alcun indumento, in totale promiscuità, uomini e donne, abbandonati a se stessi - si legge in una nota del Comando Provinciale dei Carabinieri riportata da Levanteonline - più gravi erano le condizioni di una donna che, probabilmente per non dare disturbo a chi doveva assisterla, era stata rinchiusa a chiave all'interno di un bagno e letteralmente immersa negli escrementi, al buio”. Anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin si è congratulata con i carabinieri del Nas e sulla situazione ha dichiarato: “L'iniziativa dei Carabinieri del Nas, a cui va il mio più sentito ringraziamento per l'operazione condotta, serve da spunto per mettere immediatamente in moto una task force per controlli severissimi. Mi dichiaro a disposizione delle autorità sanitarie locali per eventuali azioni a tutela dei trentasette disabili, ancora ospiti della struttura sotto sequestro e si riserva ogni azione contro questi operatori indegni di fare parte del sistema sanitario nazionale. Non si può tollerare che la rete sanitaria abbia tra le proprie fila operatori come quelli che avrebbero dovuto curare i trentasette disabili ospiti della clinica di Meta e che invece li abbandonavano a una raccapricciante segregazione che lede i principi fondamentali di dignità dell'essere umano”. Situazioni degradanti che sarebbero risolvibili con l’assistenza domiciliare che aiuterebbe l’anziano anche a rimanere in contatto affettivo con i suoi familiari. Questi ultimi vorranno questo veramente? Non lo si può sapere.

14.09.2013.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA COSTA CONCORDIA, AL VIA LE OPERAZIONI DI ROTAZIONE E RECUPERO. VIDEO

14 Settembre 2013, 13:06pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Inizierà lunedì 16 settembre ,l’operazione di messa in galleggiamento dello scafo della nave da crociera Costa Concordia,  che la sera del 13 gennaio 2012 con a comando il capitano di Meta di Sorrento, Francesco Schettino, naufragò sulla scogliera antistante il porto  dell’Isola del Giglio. Ormai tutto è pronto a meno di ritardi tecnici si potrà senz'altro procedere alla rimozione del relitto. Come affermato dal capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, si tratterà di una operazione di recupero mai eseguita nella storia della navigazione che comporterà una spesa di oltre 600 milioni di euro,tutto a carico di privati, durante la quale si cercherà di ridurre al minimo i disagi per la popolazione dell’isola toscana. Quindi nessuno show mediatico, bensì la fase primaria sarà dedicata al recupero dei due corpi mancanti all’elenco delle 32 vittime della tragedia. Si spera che i loro corpi siano rimasti incastrati nella parte non accessibile della nave e che ora possano finalmente essere recuperati. Il collaudo statico parziale delle opere strutturali temporanee che sono necessarie per la rimozione in sicurezza nella nave è stato ultimato e firmato dall'ingegner Massimo Luschi, dirigente del dipartimento lavori e servizi pubblici della Provincia di Grosseto, incaricato a svolgere questo delicato compito dall'Osservatorio di monitoraggio della Protezione civile nazionale. Circa 200 pagine tra certificazioni sui materiali, schede tecniche, descrizione delle opere strutturali, disegni, schemi e risultati delle prove di carico, che sono state svolte nei mesi scorsi, dal personale specializzato in operazione subacquee. Il collaudo riguarda in particolare le 11 torri e i cavi di acciaio per la tenuta della nave sul lato terra necessari ad evitare pericolosi scivolamenti (ogni torretta regge 1000 tonnellate); le piattaforme lato mare, su cui verra' appoggiata la nave, che sono sott'acqua a circa 30 metri di profondita'; i cassoni ancorati alla Concordia sul lato mare, che verranno riempiti e svuotati d'acqua per garantire un maggiore controllo della nave durante gli spostamenti e per stabilizzarla nel nuovo assetto necessario alla rimozione definitiva. Si stima che per il raddrizzamento del relitto della Concordia, lunga circa 300metri con un dislocamento di 114 mila tonnellate, occorrano all'incirca 10-12 ore. Definire con precisione una tempistica di questo delicato e complesso processo gli attori delle operazioni, ovvero Costa Crociere, Protezione civile e la Titan Micoteri- è difficile poiché si tratta di una operazione senza precedenti per un relitto di queste dimensioni. Il movimento dovrà essere molto lento e soggetto ad un costante controllo. Si sono calcolate tutte le possibilità negative e niente è stato lasciato al caso, sebbene il rischio maggiore potrebbe essere  la tenuta delle strutture che porteranno la nave in assetto verticale. Sei piattaforme, di cui le tre più grandi misurano 35x40 metri e le tre più piccole 15x5, sorrette da 21 pali del diametro di 1,6 metri conficcati nella roccia granitica per una profondità media di 9 metri; 56 catene di cui 22 installate sul lato dritto e che passando sotto il relitto sono ancorate al sistema di raddrizzamento; ciascuna catena misura 58 metri di lunghezza e pesa circa 26 tonnellate. Per favorire la rotazione del relitto sarà fornita una forza di circa 23.800 tonnellate, che dovranno essere sufficienti a far ruotare il gigantesco relitto di circa 65°. Delle oltre 500 persone impiegate nel progetto, circa 120 sono subacquei, circa 60 addetti ai lavori di saldatura o carpenteria metallica, circa 60 tecnici o piloti, circa 60 i 'salvage staff', circa 50 ingegneri, circa 140 membri dell'equipaggio impegnati a bordo dei 30 mezzi navali, circa 10 biologi. Quindi,alle 6 del mattino di lunedì inizierà il cosiddetto parbuckling, cioè la rotazione e il sollevamento del relitto, per riportarlo in posizione verticale. Il momento più critico sarà proprio all'inizio, perché la Concordia deve essere disincagliata dai due speroni di roccia che ne hanno squarciato la carena. L'incognita potrebbe riguardare la capacità della struttura di resistere agli sforzi cui sarà sottoposta. La nave sarà ruotata di 65 gradi rispetto alla sua posizione attuale, con cavi d'acciaio, tentando di non deformare lo scafo per poi poggiarlo sul falso fondale costruito a circa 30 metri di profondità. Un'operazione che dovrebbe durare 10-12 ore. Dopo si verificheranno le condizioni della fiancata rimasta sommersa, si stabilizzerà il relitto e si monteranno i 15 cassoni che ne dovranno assicurare il galleggiamento. La Concordia partirà quindi per il suo ultimo viaggio verso  il porto di Piombino dove dovrebbe essere demolita se le strutture  saranno adeguate,, altrimenti  si valuteranno soluzioni alternative.   –Salvatore Caccaviello  Positanonews. 

 

Fonti:ansa, adnkronos, La Repubblica.

 



Inserito da:
Salvatore Caccaviello









 



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PRIMO PIANO ANTEPRIMA NEW DELHI INDIA, STUDENTESSA STUPRATA DAL BRANCO: CONDANNATI A MORTE I QUATTRO AGGRESSORI

13 Settembre 2013, 12:25pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INDIA, STUDENTESSA STUPRATA DAL BRANCO: CONDANNATI A MORTE I QUATTRO AGGRESSORI

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

NEW DELHI - Un tribunale speciale indiano ha condannato a morte oggi a New Delhi i quattro imputati dello stupro di gruppo in dicembre ai danni di una studentessa di 23 anni, poi deceduta in un ospedale di Singapore per la gravità delle ferite riportate. I quattro condannati a morte per impiccagione sono Mukesh Singh, 26 anni, Vinay Sharma, 20 anni, Pawan Gupta, 19 anni, e Akshay Thakur, 28 anni. Si tratta del primo caso di condanna capitale per reati sessuali inflitta dopo l'inasprimento delle pene decisa in seguito all'ondata di brutali violenze nel paese. Un quinto imputato, minorenne al momento dei fatti, è sato condannato il 31 agosto a tre anni di riformatorio, pena massima prevista dal codice penale indiano per i minori di 18 anni. In marzo, infine, Ram Singh di 33 anni, autista dell'autobus su cui fu commesso lo stupro di gruppo e considerato l'ideatore dell'assalto, si è apparentemente suicidato nella sua cella del carcere. Il 16 dicembre 2012 una giovane studentessa del settore paramedico, ribattezzata dai media 'Nirbhaya' (Colei che non ha paura), dopo essere andata al cinema in un quartiere a sud di New Delhi, accettò di salire con il fidanzato su un autobus privato per tornare a casa. A bordo dell'automezzo si trovavano i sei imputati che dopo aver immobilizzato e malmenato l'uomo, si abbandonarono in modo selvaggio ad inenarrabili violenze nei confronti della giovane, utilizzando fra l'altro anche una sbarra di ferro. I due furono poi abbandonati seminudi al margine di una strada. 'Nirbhaya' morì quasi due settimane dopo in un ospedale di Singapore per la gravità delle ferite riportate. Il caso ha scosso la società indiana ed internazionale, ed ha contribuito a infrangere il muro di omertà esistente in India sul tema della violenza sessuale contro le donne, comprese bambine in tenera età. LA SODDISFAZIONE DEI GENITORI I genitori di 'Nirbhaya' hanno espresso oggi soddisfazione per la sentenza di condanna a morte dei quattro imputati da parte del tribunale speciale. La madre della vittima ha detto che «sono in parte sollevata da questa tragedia, perchè sento che giustizia è stata fatta». Il padre ha ringraziato «le forze dell'ordine, i media e la gente che ci ha accompagnato in questi difficili momenti».

LEGGO.IT

13.09.2013.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMANapoli, feto di cinque mesi trovato in un cassonetto dei rifiuti|Video

10 Settembre 2013, 15:29pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130910_20130910_155339.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

La scoperta questo pomeriggio in pieno centro. Il corpicino senza vita era in un contenitore per l'immondizia NAPOLI - Orrore a Napoli: un feto è stato trovato questo pomeriggio all'interno di un cassonetto dell'immondizia al corso Garibaldi 196. Sul posto le forze dell'ordine che indagano sull'agghiacciante ritrovamento. Il feto, appena cinque mesi di vita, è stato notato da uomo che rovistava tra i rifiuti: l'uomo ha allertato il «118». Il corpicino era avvolto in un drappo rosso. Sul posto sono giunti i carabinieri e la polizia.

IL MATTINO

10.09.2013.

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