NEWS ITALIA E DAL MONDO La crisi degli avvocati italiani
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INSERITO DA REDAZIONE L'emergenza ha travolto anche gli avvocati che in massa si sono rivolti allo Stato per sussidi e aiuti economici. La maggior parte di loro si trova in una situazione professionale "critica". Già in difficoltà da almeno un decennio, i loro redditi medi erano in risalita prima della pandemia. Adesso, per continuare la professione molti devono affidarsi a sostegni economici di vario tipo. In migliaia hanno chiesto la sospensione di mutui e finanziamenti. Decisivo anche il ruolo della Cassa forense, l'equivalente dell'Inps per gli avvocati.
Aiuti per quasi tutti, ma insufficienti
Per più di due avvocati su tre la situazione è critica o molto critica: a far luce sul momento è l'ultimo rapporto dell'istituto di ricerca Censis. Il reddito di emergenza, l'ultima spiaggia per tutti i professionisti, è andato a tre avvocati su cinque. Il 70% di loro ha beneficiato di una qualche forma di aiuto. Le somme sono però state considerate inadeguate dalla metà degli intervistati nell'indagine (circa 14mila avvocati). Sempre il 50% di loro ha sofferto un calo del fatturato, e un quinto ha visto ridursi la propria attività in termini di clientela, strutture o dipendenti. Tantissimi quelli che hanno dovuto chiedere la sospensione eccezionale delle rate di mutui e finanziamenti: sarebbero 8mila gli avvocati da considerarsi al verde (o in rosso). C'è anche una fetta di loro che non si lamenta: l'8% considera la sua situazione professionale positiva e migliorata nel 2020 (molto positiva per un avvocato su venti).
Persi un terzo dei clienti
Il quadro è peggiorato di molto rispetto all'anno scorso: i 'soddisfatti' erano il doppio tra intervistati e la quota di chi si dichiarava in condizioni critiche è aumentata dal 55% al 72% dell'ultima indagine. L'impatto sugli affari è stato notevole: circa un terzo di clienti in meno. Il Censis ha quantificato il numero di "rinunce" ai servizi legali e si tratterebbe di 2 milioni e 800mila persone. "A motivare la rinuncia - scrive l'istituto di ricerca - ci sono innanzitutto le difficoltà incontrate a causa delle restrizioni". Altro fattore preponderante sono state le spese da sostenere per pareri e contenziosi. In totale quest'anno sono stati 7,2 milioni di persone a rivolgersi a un avvocato, riporta il Censis.
Reddito medio: differenze di genere ed età
Dopo diversi anni di calo, il reddito medio degli avvocati è tornato sopra i quarantamila euro. Sono però da considerare le notevoli differenze tra uomo e donna, e tra giovani e veterani. Secondo i dati aggiornati 2019 un avvocato su due non supera i 20mila euro all'anno e per quasi uno su tre il reddito si attesta sui 10mila euro.
Le donne avvocato guadagnano meno della metà degli uomini: 25mila contro 55mila euro. I "giovani" se la passano ancora peggio: dai 30 ai 35 anni portano a casa 16mila euro all'anno. Dai 65 ai 69 anni il reddito medio lievita e supera i 65mila euro. Enormi anche le differenze tra Nord e Sud: il punto massimo si tocca nel confronto Calabria-Lombardia. Sono cinquantamila euro di differenza. Secondo i rilievi della Cassa e i dati raccolti nel 2019, per raggiungere i quarantamila euro un avvocato deve arrivare sulla soglia dei cinquant'anni.
L'anno del 'sorpasso rosa'
Nonostante le discriminazioni di reddito, il 2020 è stato l'anno del sorpasso femminile riguardo al numero: per la prima volta nella storia dell'Ordine, le donne hanno superato gli uomini. Lo stacco, su oltre 231mila attivi iscritti alla Cassa, è di appena un centinaio di unità, ma conferma la recente tendenza all'aumento della presenza femminile nell'avvocatura e nelle scienze giuridiche (le donne magistrato hanno superato gli uomini già da alcuni anni e al Nord Italia costituiscono il 62% dei giudici in servizio).
Il ruolo della Cassa forense
Come è accaduto per tutti gli altri enti privati che curano la previdenza dei professionisti, decisivo è stato il ruolo della Cassa forense. L'ente ha anticipato le somme degli aiuti d'emergenza dalle proprie casse, ricorrendo anche a quelle accantonate per trattamenti pensionistici. Attende ancora una piccola percentuale dallo Stato e nel frattempo balla un altro milione con il Mef. La Ragioneria si rifiuterebbe di riconoscere agli enti previdenziali - Cassa compresa - le somme dovute per effetto dell'incostituzionalità della spending review ordinata dal governo Monti. Per il presidente della Cassa forense Nunzio Luciano si tratta di "un errore" che verrà risolto attraverso il dialogo. Nel caso della Cassa, il milione di euro era già stato iscritto a bilancio come credito e le associazioni degli enti privati dichiarano di essere fiduciose di ottenere quanto richiesto.
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Bisogna fare sport: da ragazzini si fa il calcio, poi il calcetto, poi il tennis, poi le bocce. Più il tempo passa, più le palle rimpiccioliscono". Gaudiano con il brano Polvere da sparo vince il festival di Sanremo tra le Nuove Proposte. Secondo Davide Shorty con il brano Regina, terzo Folcast con il brano Scopriti, quarto Wrongonyou con il brano Lezioni di volo. A votare sono stati chiamati la sala stampa (33%), la giuria demoscopica (33%) e il pubblico con il televoto (34%). Va a Wrongonyou il Premio della Critica Mia Martini per le Nuove Proposte, con il brano Lezioni di volo. Wrongonyou ha avuto 22 preferenze, Davide Shorty 21, Gaudiano 11. Davide Shorty vince il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla, con il brano Regina.
Emal Meta, con Un milione di cose da dirti, guida ancora la classifica generale dei Big in gara al festival di Sanremo, frutto della media tra le votazioni nelle prime tre serate. Questa la top ten della classifica: 1) ERMAL META - Un milione di cose da dirti 2) WILLIE PEYOTE - Mai dire mai (la locura) 3) ARISA - Potevi fare di più 4) ANNALISA - Dieci 5) MANESKIN - Zitti e buoni 6) IRAMA - La genesi del tuo colore 7) LA RAPPRESENTANTE DI LISTA - Amare 8) COLAPESCE DIMARTINO - Musica leggerissima 9) MALIKA AYANE - Ti piaci così 10) NOEMI - Glicine. I BIG IN GARA LA QUARTA SERATA All'Ariston il direttore di orchestra Beatrice Venezi. "'Non voglio fare body shaming, sei ingrassato sei dimagrito, non si può dire niente... Ma Amadeus non vede niente, gli stavo accanto e non mi ha visto", scherza Fiorello sul palco dell'Ariston prima di coinvolgere il direttore artistico nella lettura in coro del gobbo. Insieme introducono così Barbara Palombelli, co-conduttrice della quarta serata del festival, elegante nel tailleur pantalone color panna. Al primo scambio, Fiorello le chiede come chiami nell'intimità il marito, Francesco Rutelli: "Francy, o anche cucciolo. Ma cucciolo chiamo anche mio nipote", scherza la giornalista, auspicando che Sanremo sia "un segnale di ripartenza per tutto lo spettacolo dal vivo". Al sesso degli animali è dedicata la seconda incursione di Fiorello a Sanremo. "Non voglio fare il Greto Thumborg, ma gli animali vanno rispettati". Martedì era stato Leonardo da Vinci, Max Gazzè si è trasformato nel pittore Salvador Dalì, con tanto di baffetti al'insù, fiori tra i capelli e bastone da passeggio. Gazzè-Dalì ha anche abbandonato la Trifluoperazina Monstery Band a favore di una poltrona (che ha provveduto a portarsi via a fine esibizione), seduto sulla quale ha cantato gran parte della canzone (Il farmacista). Sulla giacca di velluto amaranto campeggia la scritta Dalì 01. Quarto quadro di Achille Lauro al Festival di Sanremo. "Sono il punk rock, la cultura giovanile, San Francesco che si spoglia dei beni, Giovanna D'Arco che va al rogo, Prometeo che ruba il fuoco degli dei, l'estetica del rifiuto dell'appartenenza all'ideologia. Dio benedica chi se ne frega", è l'introduzione alla performance con cui l'artista si presenta in scena in abito da sposa, seta e piume bianche, brandendo la bandiera italiana, tra un accenno all'inno di Mameli e la marcia nuziale. Bacia Boss Doms sulla bocca, citando l'esibizione dell'anno scorso, poi canta 'Me ne frego' e 'Rolls Royce' coinvolgendo Fiorello, in mantello nero e corona di spine. Alla fine dell'esibizione, Fiorello resta immobile al centro del palco: "Non posso parlare, sono ligio al mio ruolo, sono un olio, un quadro di Achille Lauro", scherza e viene portato via di peso. "Siamo donne, oltre le gambe c'è di più", cantavano nel 1991 a Sanremo Sabrina Salerno e Jo Squillo. Un brano diventato simbolo di ribellione femminista che Fiorello a Amadeus ripropongono con le parrucche per citare le interpreti originali. "Sabrina, Jo, con questo brano avete fatto la storia", dice Fiorello. "E noi l'abbiamo rovinata", chiosa Amadeus. A ogni entrata di Ibra, svedese di nascita, ma di origini slave, parte una musica stile Bregovich. "E' la musica del mio Paese, che mi stimola e mi dà tanta energia, così ogni volta che vengo per il MIO festival mi carica", spiega il calciatore rivolgendosi ad Amadeus che chiedeva spiegazioni. Poi, spostandosi verso il centro del palco, aggiunge: "parliamo di tante cose, ma non di veri campioni, oltre me ci sono altri campioni qui dentro: e sono loro", indicando gli orchestrali, che lo ringraziano alzandosi in piedi. Pon tornando a punzecchiare Amadeus: "eri piccolo, ti ho fatto diventare grande". Dopo essere rimasto anche lui bloccato in autostrada come Ibra, all'Ariston torna Mahmood, a due anni dalla vittoria con 'Soldi' che ripropone in un medley di successi accompagnato dal battito di mani ritmato dell'orchestra. Emma a sorpresa raggiunge Alessandra Amoroso sul palco dell'Ariston per cantare con l'amica "Pezzo di cuore", il singolo che hanno inciso insieme. Alla fine dell'esibizione, Emma ha ringraziato Amadeus per l'impegno sul festival. "La musica è sempre un buon punto di partenza per una rinascita". Energia e ritmo:
Enzo Avitabile con i Bottari di Portico fa ballare anche l'orchestra di Sanremo con l'omaggio a Renato Carosone sulle note di Caravan Petrol, con Amadeus e Fiorello in turbante e pennacchio. Un'occasione anche per lanciare la fiction Carosello Carosone, con Eduardo Scarpetta nei panni dell'artista, in onda il 18 marzo su Rai1. "Mi chiamo Alessandra e nella vita faccio la cantante". "Mi chiamo Matilde e nella vita faccio l'attrice". Nella platea vuota dell'Ariston, Alessandra Amoroso e Matilde Gioli portano le istanze dei lavoratori dello spettacolo che si trovano a vivere "un presente inaspettato, difficile, di chi ha paura di non farcela, di non poter tornare alla vita di prima". "Il nostro lavoro - aggiungono le due artiste, completando una la frase dell'altra - ha bisogno di tante donne e tanti uomini che ci permettono di fare quello che amiamo e di essere quello che siamo. Ma ora che tutto si è fermato, le loro vite più delle nostre sono sospese in una ripartenza difficile da immaginare e in un aiuto che non è mai arrivato". "Molti si sono dovuti reinventare, ma non hanno perso la speranza della dignità del loro lavoro.
Sono quelli che rimangono nell'ombra quando le luci si accendono. Ma il lavoro è un diritto di tutti e non un colpo di fortuna". Per loro, per tutte le maestranze del mondo dello spettacolo (con una rappresentanza salita sul palco) un applauso da remoto di molti artisti, da Diodato a Roy Paci, da Marco Giallini a Fiorella Mannoia. "Sento notizie preoccupanti arrivare dalla mia città. Forza Brescia". Francesco Renga, costretto a ripetere la sua esibizione al festival di Sanremo a causa di un problema tecnico - l'ennesimo -, coglie l'occasione per incitare la sua città, di nuovo piegata dal covid./image%2F1394276%2F20210305%2Fob_e7b864_5809276-2159-dad-scuola-universita.jpg)
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