Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE ROMA, In arrivo due perturbazioni che porteranno maltempo sull'Italia, con pioggia, neve e mareggiate: la prima, mite, dalle Baleari, porterà oggi e domani piogge diffuse sul versante tirrenico e, dopo 111 giorni di siccità, anche al Nord; la seconda, in arrivo venerdì, da Rovaniemi, la casa di Babbo Natale in Finlandia, porterà aria gelida polare con nevicate a quote collinari e tanto maltempo, con mareggiate. Le previsioni sono di Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it. Al Centrosud da venerdì l'aria fredda, sottolinea il meteorologo, si scontrerà con l'aria nordafricana preesistente e causerà temporali e grandinate. Ci saranno anche mareggiate: i venti di 'Libeccio Freddo' in arrivo dalla Porta del Rodano, rileva Tedici, potrebbero attivare anche un moto ondoso molto vivace con onde di 5 metri dal Mar Ligure fino al Basso Tirreno e addirittura di 8 metri sul Mare di Sardegna. Un periodo eccezionale, nota l'esperto, che ci farà ripiombare in Inverno: farà molto più freddo il prossimo weekend rispetto a quello caldissimo del Capodanno 2022. Ma non è tutto: le ultime proiezioni modellistiche indicano la possibilità di un terzo ciclone gelido in arrivo tra domenica sera e lunedì Nel dettaglio: Mercoledì 30. Al nord: coperto con piogge, neve oltre 1500 metri. Al centro: maltempo su quasi tutte le regioni. Al sud: peggioramento graduale. Giovedì 31. Al nord: piogge più intense sul Nord-Est e neve oltre 1400 metri. Al centro: piogge quasi ovunque e neve sulle cime più alte. Al sud: molto instabile su tutte le regioni. Venerdì 1 aprile. Al nord: coperto con piogge, neve oltre 1000 metri. Al centro: maltempo su Sardegna e Tirreniche con neve in montagna, quota in calo fino ai 1200 metri. Al sud: piogge diffuse. Tendenza: il tempo continuerà a rimanere molto instabile e diventerà più freddo, neve via via a quote più basse; durante il weekend possibili nevicate a quote collinari anche al Centro.
INSERITO DA ANGELA CECERE ANCONA, In discesa nelle Marche l'incidenza di positivi al coronavirus ogni 100mila abitanti: nell'ultima giornata sono emersi 2.415 casi e l'incidenza è passata da 1.078,12 a 1.064,73. Lo comunica l'Osservatorio epidemiologico regionale. In tutto sono stati eseguiti 7.127 tamponi tra i quali 5.506 nel percorso diagnosi (43,9% positivi) e 1.621 nel percorso guariti. Le persone con sintomi sono 519; i casi comprendono 724 contatti stretti di positivi, 686 contatti domestici, 28 in setting scolastico/formativo, 8 in ambiente di vita/socialità, 3 in setting lavorativo, uno ciascuno in setting assistenziale e sanitario. Su 434 campioni è ancora in corso un approfondimento epidemiologico. Sono 800 i positivi registrati in provincia di Ancona; seguono, per numero assoluto di casi, le province di Pesaro Urbino (432), Macerata (406), Ascoli Piceno (381), Fermo (303); 93 positivi provenienti da fuori regione. Tra le fasce d'età in cui emergono più casi ci sono quelle tra 25-44 anni (608) e 45-59 anni (575); a seguire 60-69 anni (295) e 70-79 anni (206).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'arma che sprigiona una scarica elettrica in uso per la prima volta alle forze dell'ordine del sud Sardegna CAGLIARI. Primo giorno di uso del taser (l'arma tipo pistola che sprigiona una scarica elettrica a basso potenziale in grado però di paralizzare per qualche minuto una persona) nelle forze di polizia a Cagliari e Quartu, e primo intervento dei carabinieri per bloccare un extracomunitario che al volante di un'auto aveva seminato il panico per le vie di Quartu e Selargius, facendo poi perdere le proprie tracce. È stato intercettato nel tardo pomeriggio da una pattuglia di carabinieri in viale Elmas. Ha tentato la fuga ma è stato raggiunto dopo qualche chilometro e costretto a fermarsi. Facendo affidamento sulla sua prestanza fisica, ha tenuto fronte ai due carabinieri finché uno dei militari ha impugnato il taser e gli riversato su una gamba una scarica elettrica che lo ha bloccato. L'extracomunitario, di origini nigeriane, è stato poi portato in caserma (presenti gli operatori del 118 chiamati dai carabinieri) e denunciato in stato di libertà le resistenza a pubblico ufficiale.(l.on) LA NUOVA SARDEGNA
INSERITO DA ANGELA CECERELa fine dello stato d'emergenza e, nel volgere di poche settimane, anche lo stop a Green pass e mascherine: l'Italia si avvia al ritorno alla normalità, o meglio alla convivenza con il virus, che continua a circolare ampiamente. Non vengono più lasciati senza stipendio gli irriducibili no vax (sanitari esclusi), e di fatto non ci saranno più le quarantene, sostituite dall'autosorveglianza. Ecco il calendario con le varie tappe fissate dal nuovo decreto per il superamento delle misure di contrasto alla pandemia. LA ROAD MAP 1 APRILE - Dopo oltre due anni l'Italia non sarà più in stato di emergenza Covid, di conseguenza decadono il Comitato tecnico scientifico e la struttura del Commissario straordinario Francesco Figliuolo: al loro posto ci sarà una unità operativa ad hoc, «per il completamento della campagna vaccinale e per l'adozione di altre misure di contrasto alla pandemia», operativa fino al 31 dicembre. Tramonta anche il sistema dei colori, ma il monitoraggio proseguirà. Non sarà più necessario avere almeno il Green pass base per entrare negli uffici pubblici, nei negozi, nelle banche, alle poste o dal tabaccaio. Per la ristorazione al chiuso, al banco o al tavolo, servirà il pass base. Stop al certificato anche sui bus e in generale sui mezzi di trasporto pubblico locale, dove proseguirà l'obbligo di indossare le mascherine fino al 30 aprile. Dal primo aprile decade, inoltre, il limite alle capienze nelle strutture e dunque anche negli stadi - dove per accedere sarà richiesto il Green pass base - sarà possibile occupare il 100% dei posti. Chi è entrato in contatto con un caso positivo al Covid, anche se non vaccinato, non dovrà più osservare la quarantena. Resterà infatti in autoisolamento solo chi ha contratto il virus (fino a tampone negativo da eseguire dopo almeno sette giorni, o dieci per i non vacciati), mentre per gli altri vale il regime dell'autosorveglianza per 10 giorni: potranno uscire e andare al lavoro ma indossando la mascherina Ffp2. Cambiano le regole anche a scuola: andranno in Dad solo i positivi, se i contagi in classe sono più di 4, si farà comunque lezione in presenza ma tutti dovranno indossare la mascherina Ffp2 per 10 giorni (normalmente è obbligatoria quella chirurgica). I ragazzi potranno tornare in gita. E i prof non vaccinati potranno andare a scuola, ma non insegnare. 1 MAGGIO - Termina l'obbligo del Green pass quasi ovunque. Fino al 30 aprile per alcune attività come mense, concorsi pubblici e colloqui in carcere, oltre ai trasporti a lunga percorrenza, sarà infatti ancora obbligatorio in versione base. Quello rafforzato resterà in vigore fino al 30 aprile per centri benessere, sale gioco, discoteche, congressi ed eventi sportivi al chiuso. Via anche l'obbligo delle mascherine nei luoghi al chiuso e sui mezzi di trasporto. 15 GIUGNO - Decadono gli obblighi vaccinali per il personale scolastico, militari, agenti di polizia e soccorso pubblico, polizia locale, dipendenti dell'amministrazione penitenziaria e in generale lavoratori all'interno degli istituti penitenziari per adulti e minori, personale dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Queste categorie sono già tornate al lavoro dal 25 marzo (giorno dell'entrata in vigore del decreto) con il Green pass base facendo il tampone antigenico ogni due giorni. L'obbligo di vaccino resterà in vigore oltre questa data soltanto per il personale sanitario e Rsa. 30 GIUGNO - È il termine fissato per il ritorno in ufficio in presenza nell'ambito privato. Fino a quella data ci sarà la possibilità di ricorrere al cosiddetto 'lavoro agilè nel settore privato senza l'accordo individuale tra datore e lavoratore. 31 DICEMBRE - È l'ultima scadenza del calendario. Fino ad allora resterà in vigore l'obbligo di vaccino per il personale sanitario e delle Rsa. E le visite da parte di familiari e visitatori alle persone ricoverate all'interno di ospedali e residenze socio assistenziali saranno consentite solo con il Super Green Pass.
INSERITO DA ANGELA CECERE «Bestiale», «barbara», «sacrilega». Papa Francesco torna a tuonare contro la guerra in Ucraina all'Angelus, rivolgendosi a una piazza San Pietro tappezzata di bandiere della pace. «È passato più di un mese dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina - ricorda il Pontefice - dall'inizio di questa guerra crudele e insensata che come ogni guerra rappresenta una sconfitta per tutti, per tutti noi». Francesco parla della terra «martoriata» ma evoca anche lo spettro di un conflitto globale che potrebbe essere, nel caso dell'utilizzo di armi nucleari, senza ritorno. «Di fronte al pericolo di autodistruggersi, l'umanità comprenda che è giunto il momento di abolire la guerra, di cancellarla dalla storia dell'uomo prima che sia lei a cancellare l'uomo dalla storia. Prego per ogni responsabile politico - ha proseguito il Papa - di riflettere su questo, di impegnarsi su questo e, guardando alla martoriata Ucraina, di capire come ogni giorno di guerra peggiora la situazione per tutti». Ieri sono trascorsi esattamente due anni da quel 27 marzo 2020 nel quale Papa Francesco, solo e sotto la pioggia, pregò in una piazza San Pietro buia e vuota a causa del lockdown. «Proprio due anni fa - ha ricordato all'Angelus - da questa piazza abbiamo elevato la supplica per la fine della pandemia. Oggi l'abbiamo fatto per la fine della guerra in Ucraina. Rinnovo il mio appello: basta, ci si fermi, tacciano le armi, si tratti seriamente per la pace. La guerra - ha ricordato ancora il Papa - è luogo di morte, dove i padri e le madri seppelliscono i figli, dove gli uomini uccidono i loro fratelli senza averli nemmeno visti, dove i potenti decidono e i poveri muoiono». Francesco, che nei giorni scorsi aveva definito «folle» l'aumento delle spese militari al 2%, si è proposto più volte per una mediazione. E continua anche il pressing della autorità ucraine per una visita del Pontefice a Kiev. «Spero che Papa Francesco accolga l'invito del presidente Zelensky. Sicuramente una visita del Santo Padre in Ucraina sarebbe estremamente importante, proprio per dare supporto al nostro Paese in questa tragedia», ha detto nei giorni scorsi anche Andriy Yurash, ambasciatore ucraino presso la Santa Sede.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La giornata si apre in Ucraina con le sirene anti-aereo che risuonano in diverse città: dalla capitale Kiev nel centro del Paese, a Zaporizhia e Dnipro nel sud-est, fino a Kharkiv e Sumy nel nord-est Esplosioni sono state udite vicino a Leopoli, nell'ovest dell'Ucraina, dove si vede in lontananza anche una colonna di fumo, riporta la Cnn che mostra alcune immagini del fumo in lontananza. "Gli invasori russi hanno sparato e danneggiato il memoriale dell'Olocausto di Drobitsky Yar alla periferia di Kharkiv. I nazisti sono tornati. Esattamente 80 anni dopo", ha scritto su Twitter il ministero della Difesa ucraino. A Kiev è stato deciso e poi annullato un coprifuoco fino a lunedì mattina. Mosca cambia strategia e ora punta al controllo del Donbass, pensando al 9 maggio come data possibile per dire che la missione è compiuta. Le truppe russe inoltre avrebbero cercato di arrivare a Odessa dal mare e di sbarcare un gruppo di sabotaggio e ricognizione che è stato respinto, ha riportato Ukrinform citando Vladislav Nazarov, un ufficiale del South Operational Command. "Il nemico continua a perlustrare la costa e il Mar Nero. Ma i sistemi di difesa aerea stanno facendo il loro lavoro. Il tentativo del nemico di far attraccare motoscafi nella regione di Odessa non ha avuto successo, sono stati respinti ", ha detto Nazarov. Il sindaco di Slavutych, rapito dagli occupanti russi che hanno preso il controllo della cittadina del nord dell'Ucraina, è stato, intanto, liberato, ha scritto Ukrainska Pravda. Il primo cittadino, Yuri Fomichev, è stato visto da residenti nei pressi dell'ospedale locale, anch'esso occupato, dove sono ricoverati alcuni feriti. Uno di essi è stato ferito gravemente nel corso di una manifestazione anti russa quando i militari di Mosca hanno sparato in aria e lanciato granate leggere. LA STRATEGIA DI MOSCA - Intanto il mondo si chiede quale possa essere la virata di Putin in quel cambio di strategia che fanno intravedere le dichiarazioni di ieri dello stato maggiore russo sul completamento della prima parte dell'operazione militare lanciata da Mosca in Ucraina ormai 31 giorni fa. La Russia starebbe infatti cercando di portare rinforzi in Ucraina attingendo alle sue truppe in Georgia, secondo il Pentagono. "Le forze armate russe ora si concentreranno sulla completa liberazione del Donbass", afferma Mosca. E ai soldati sarebbe stato detto che la guerra finirà il 9 maggio. Hezbollah ha accettato di inviare 800 combattenti in Ucraina per prendere parte alle ostilità a fianco della Federazione Russa. Lo riporta il quotidiano russo dell'opposizione Novaya Gazeta citato da Unian. Ai combattenti sono stati promessi 1.500 dollari al mese. Secondo alcune fonti, i rappresentanti della compagnia militare privata russa Wagner si sono incontrati con i militanti di Hezbollah. Sarebbe stato raggiunto un accordo per assumerne 800 e 200 di questi saranno inviati in Bielorussia entro la fine del mese. "La Russia continua ad assediare importanti città ucraine, tra cui Kharkiv, Chernihiv e Mariupol. Le forze russe si stanno dimostrando riluttanti a impegnarsi in operazioni di fanteria urbana su larga scala, preferendo affidarsi all'uso indiscriminato di bombardamenti aerei e di artiglieria per demoralizzare le forze in difesa", scrive in un tweet il ministero della Difesa britannico, citato dal Guardian, nel suo ultimo aggiornamento di intelligence. "È probabile che la Russia continui a usare la potenza di fuoco sulle aree urbane, cercando di limitare le sue già considerevoli perdite, al costo di ulteriori vittime civili". CALMA A MYKOLAIV, MA LA GUERRA CONTINUA A SUD - Se nella città di Mykolaiv, in queste ore, si respira un'atmosfera di relativa calma basta andare una ventina di chilometri più a Sud, al confine con l'Oblast di Kherson, per vedere come al fronte, la guerra tra Ucraina e Russia non conosce soste. Lymany è l'ultima località prima di entrare nei territori occupati dai russi, ed è anche il primo rifugio per gli sfollati ucraini. Il flusso di rifugiati è costante sebbene non abbia più le dimensioni di un esodo. Spesso, tuttavia, chi scappa dalle aeree occupate dai russi è costretto a fermarsi qui, a Lymany. "Non sappiamo dove andare ma di certo non torniamo indietro", spiega Janna, fuggita nei giorni scorsi da Prybuzke. "La città non è più, è stata distrutta dai russi", aggiunge. I volontari di Mykolaiv stanno aumentando la quantità di aiuti da portare in questa zona di confine, stretta tra il fronte russo e il mare. Anche se, anche da queste parti, c'è la sensazione che l'esercito ucraino stia guadagnando posizioni. "Si, i russi arretrano, ci sono alcuni villaggi che sono zone 'grige'", spiega Alex, uno dei tanti partigiani ucraini che hanno imbracciato il fucile a Lymany e nei villaggi vicini. Fallito nel frattempo un primo tentativo di evacuare un gruppo di persone da Kherson in mattinata. L'evacuazione era stata organizzata da un dall'Osce ma, a quanto raccontano fonti locali, il convoglio umanitario - diretto a Odessa - e' stato costretto a tornare indietro dal sorvolamento di un bombardiere russo e da alcuni spari esplosi lungo la strada. Il convoglio portava donne e bambini. Kherson è una delle prime città ad essere state occupate dai russi. Le forze russe hanno preso il controllo di Slavutych, una cittadina nel nord dell'Ucraina a pochi chilometri da Chernobyl. Lo riporta l'Independent. Le truppe hanno rapito il sindaco, Yuri Fomichev, ed hanno occupato l'ospedale locale, ha reso noto il governatore della regione di Kiev, Oleksandr Pavlyuk LE ACCUSE DI ZELENSKY - Torna a parlare il presidente ucraino Zelensky. La Russia sta alimentando la corsa agli armamenti nucleari, ha detto al Forum di Doha. "Vantandosi" delle sue armi nucleari, la Russia sta alimentando una pericolosa corsa agli armamenti, ha detto Zelensky. "Si stanno vantando di poter distruggere con armi nucleari non solo un determinato Paese ma l'intero pianeta", ha commentato il leader ucraino in un videomessaggio. E parlando all'apertura del Forum di Doha, l'emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, ha detto che il suo Paese sta con milioni di rifugiati nella guerra "ingiusta" contro l'Ucraina. Secondo quanto reso noto da un alto consigliere del ministero della Difesa di Kiev, Markian Lubkivskyi, citato dalla Cnn, il noto contractor russo di paramilitari sostenuto dal Cremlino, il Wagner Group, ha partecipato ad un presunto piano per assassinare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il vice premier Denys Shmyhal. Secondo il New York Post, tra l'altro, Zelensky potrebbe fare una apparizione video, live o registrata, domenica alla serata degli Oscar e precisa che si sta al momento discutendo proprio se la cerimonia debba rimanere apolitica o meno. Il network americano Abc, che trasmette lo show, sarebbe favorevole a dare spazio al leader ucraino. "Siamo molto delusi dal risultato dei vertici della Nato e dell'Ue", ha affermato Andriy Yermak, capo di gabinetto del presidente Zelensky, intervenendo in video all'Atlantic Council di Washington, uno dei principali think tank Usa. Yermak - riporta il Washington Post - ha quindi criticato la linea portata avanti da Stati Uniti ed Europa definendola di "acquiescenza". "Ci aspettavamo più coraggio, decisioni più forti. Invece la Nato sembra preoccupata più a non provocare la Russia e ad evitare una escalation del conflitto. Mentre noi abbiamo bisogno di cose molto concrete e siamo costretti a ricordarvelo ripetutamente". E se il leader ucraino non pone limiti al suo sforzo di sensibilizzazione su scala globale, la risposta dell'Occidente è una nuova ondata di sanzioni: il Wall Street Journal parla di una nuova tornata di misure dagli Usa che dovrebbe essere annunciata all'inizio della prossima settimana e che mette nel mirino le società russe che forniscono prodotti e servizi a militari e di intelligence. Tra le compagnie colpite dovrebbero esserci Serniya Enineering e Sertal, insieme ad alcune società collegate. Sul terreno poi, resta l'assedio di Mariupol, la 'città-martire simbolo di questa guerra: adesso l'Onu fa sapere di aver ricevuto un numero "crescente" di informazioni che confermerebbero l'esistenza di fosse comuni nella città, e che ha anche ottenuto "informazioni satellitari" su una di queste fosse comuni. La sofferenza e la distruzione della guerra la descrivono poi in dettaglio due giornalisti di Associated Press: fra i pochissimi rimasti a documentare l'assedio, compreso il bombardamento del 9 marzo sull'ospedale pediatrico. ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE Sanità, Nursing Up De Palma: "Urgono chiarimenti sulla decisione del consiglio dei ministri" Ci lascia alquanto perplessi il comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 68 del 18 marzo 2022, con il quale viene annunciata la “deroga temporanea alla disciplina del riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie per i medici e gli infermieri ucraini”. Fino al 4 marzo 2023, da parte del nostro Governo e del nostro Ministero della Salute, viene, leggiamo testualmente, “consentito l’esercizio temporaneo delle qualifiche professionali sanitarie e della qualifica di operatore socio-sanitario ai professionisti cittadini ucraini residenti in Ucraina prima del 24 febbraio 2022, che intendono esercitare nel nostro territorio nazionale – presso strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche o private italiane – una professione sanitaria o la professione di operatore socio-sanitario in base a una qualifica professionale conseguita all’estero e regolata da specifiche direttive dell’Unione europea”. «In poche parole, commenta Antonio De Palma, presidente nazionale del Nursing Up, siamo di fronte a una situazione alquanto paradossale, non certo una novità nel nostro singolare sistema sanitario. Infermieri e medici ucraini che scappano dal drammatico territorio della guerra, potranno quindi esercitare la loro professione nel nostro Paese per la durata di ben 12 mesi, senza bisogno di nessuna integrazione di idoneità dei propri requisiti, come dovrebbe avvenire per legge per professionisti della sanità appartenenti a paesi che non rientrano nella comunità europea. Ma vi è di più, perché il provvedimento prevederebbe addirittura una deroga, rispetto al previsto e preliminare accertamento della conoscenza della lingua Italiana da parte degli Ordini Professionali. Come se in ospedale fosse possibile curare od assistere i pazienti senza avere la possibilità di comunicare con loro. Da non dimenticare, inoltre, che stiamo parlando di persone con diversi alfabeti e con un sistema di scrittura che nulla ha a che vedere con il nostro. Insomma, lo sa un infermiere ucraino qual'è il nome commerciale Italiano di quei farmaci oggetto delle sue conoscenze ed esperienze pratiche quotidiane in Ucraina? E' in grado di distinguerne gli effetti? Conosce questo infermiere le tante leggi speciali che, in Italia, regolano l'esercizio della professione, anche per i riflessi che hanno sui relativi ambiti di funzione e di responsabilità? Saprà, una volta ammesso alla pratica assistenziale quotidiana, fino a dove agire in autonomia e dove fermarsi? Oppure, ancora più semplicemente, in quale modo, nel bel mezzo di un intervento operatorio il chirurgo potrà chiedere la strumentazione necessaria alla sua assistente, cioè l'infermiera strumentista, se questa è completamente ignara della lingua italiana? Insomma, i nostri dubbi sorgono spontanei nel leggere il provvedimento che circola nelle ultime ore. Ma non è solo questo che ci porta a chiedere doverosi chiarimenti, continua De Palma. Seppur sottolineando il pieno rispetto delle condizioni umane di uomini e donne che, nel fuggire dagli orrori della guerra, meritano di essere accolti nelle nostre nazioni nel migliore dei modi, e soprattutto senza nulla voler togliere alla loro preparazione professionale, è necessario affrontare anche il discorso spinoso della sicurezza sanitaria. Il comunicato non specifica se i sanitari ucraini saranno debitamente vaccinati prima di lavorare all’interno delle nostre strutture ospedaliere. Ricordiamo che in Ucraina oltre metà della popolazione è in netto ritardo con le somministrazioni. Secondo quanto le nostre leggi ci hanno insegnato fino ad ora, durante i due anni dell’emergenza, la vaccinazione rappresenta l’unico strumento che rende i luoghi di lavoro sicuri e quindi consentire agli operatori sanitari ucraini di lavorare senza, eventualmente, essersi sottoposti all’inoculazione del vaccino, vorrebbe dire azzerare quanto detto e soprattutto decretato fino ad ora. In carenza di maggiori informazioni ufficiali il nostro dubbio è sacrosanto , e merita chiarimenti ! Inoltre, se anche gli operatori sanitari ucraini fossero vaccinati, immaginiamo che non risulteranno essere stati immunizzati mediante uno dei vaccini riconosciuti in Italia (Pfizer, Moderna etc), ergo si porrebbe il problema della efficacia e validità di una vaccinazione fatta con prodotti differenti. Le aziende sanitarie che dovranno assumere questo personale straniero, alle condizioni sopra indicate, si troveranno, perciò, a dover affrontare anche questo tipo di problematica. Veniamo poi alla più volte citata deroga sulla necessità di verificare l’idoneità del titolo di studio, quindi lasciando che questi professionisti, che nella maggior parte dei casi non conoscono la nostra lingua e che potrebbero, il condizionale è d’obbligo sino a prova contraria, non possedere il nostro medesimo percorso professionale, si occupino da subito dei nostri malati, all’interno delle strutture pubbliche, e dei nostri anziani e soggetti fragili in quelle private. Quanti di noi affiderebbero un proprio congiunto ad un professionista sanitario che arriva nel nostro Paese con possibili lacune linguistiche, anche gravi, che potrebbero non consentirgli di comunicare. Davvero il nostro sistema sanitario, in questo momento storico particolarissimo, alle prese con una carenza cronica di 80-85 mila infermieri, si può permettere provvedimenti di questo tipo senza pensare ai seri rischi per la propria tenuta? Ora, senza nulla voler togliere alla competenza dei sanitari ucraini, è davvero indispensabile inserire nei nostri ospedali dei professionisti sanitari senza compararne i relativi percorsi di abilitazione professionale al fine di verificarne l'idoneità sotto il profilo della presenza di requisiti minimi necessari all'esercizio nel nostro Paese? Salvo prova contraria, questo vorrebbe dire mettere a lavorare, finanche nelle sale operatorie, medici e infermieri di cui non si sa nulla, che non parlano italiano e che non possono interloquire adeguatamente, ne’ con i malati e tanto meno con gli altri colleghi. Sosteniamo senza indugio il pieno appoggio ai professionisti sanitari ucraini, che beninteso siamo pronti ad accogliere ed a sostenere nel migliore dei modi, soprattutto di fronte all'immenso dolore del quale sono latori in un momento epocale come questo, che ci colpisce e non ci lascia certo indifferenti, conclude De Palma, ma determinate riflessioni, quando in gioco c’è la salute dei nostri cittadini, sono doverose!».
INSERITO DA ANGELA CECERE ANCONA, L'utilizzo della Ventilazione meccanica controllata (Vmc) nelle aule scolastiche, a seconda della portata di metri cubi/ora del macchinario, abbatte il rischio di trasmissione di coronavirus tra il 40% e l'82,5% (quest'ultimo con macchine che permettono 4,67-6,66 ricambi d'aria ogni ora). E' il risultato dello studio condotto per la Regione Marche in collaborazione con la Fondazione Hume, presieduta da Luca Ricolfi. Nel 2021 la Regione ha stanziato circa 9 milioni di euro per installare impianti di Vmc in aule scolastiche, per rendere più salubre l'aria anche in chiave 'anti-Covid': sono finora circa 500 le aule 'coperte' da Vmc che, con i fondi, potrebbero salire a 2.250 (20% del totale nelle Marche). Lo studio, presentato in una conferenza stampa con il presidente della Regione Francesco Acquaroli e gli assessori Francesco Baldelli (Edilizia scolastica), Giorgia Latini (Istruzione) e Filippo Saltamartini (Sanità), ha riguardato circa 300 classi (3% del totale) con installati macchinari di Vmc, comparate con le altre classi nelle quali non c'è Vmc, per incidenza di positivi al Covid. Ciò per stimare l'efficacia della Ventilazione meccanica controllata, considerando i cluster covid (2 o più casi) verificati. "Fatto 100 il rischio di contagio senza ventilazione meccanica controllata - ha spiegato il prof. Ricolfi in video collegamento, a proposito dei dati emersi dallo studio -, questo scende a 60 con Vmc in bassa portata, a 33 con impianti 500-700 metri cubi, fino a 17,5 con 700-1000 metri cubi ora, oltre un quinto".
Ricolfi ha fatto anche un parallelo tra Vmc e vaccino in tema di abbattimento del rischio di trasmissione. "Il vaccino è fondamentale e insostituibile per la protezione da malattia grave e morte - ha spiegato - però è meno efficace dal punto di vista della trasmissione: secondo l'Iss l'abbattimento del rischio è poco più di dimezzato. La Vmc ha un fattore di abbattimento che può essere superiore a cinque: per il rischio di trasmissione la Vmc ha una capacità di 'contenere' il virus almeno doppia rispetto a quella del vaccino".
DI PRIMULA GALANTUCCI • Secondo gli ucraini i soldati russi stanno stuprando le loro donne • Putin ha iniziato a usare i missili ipersonici • 007 ucraini, élite russa pianifica di eliminare Putin. 'Avvelenamento o incidente". Anche Zelensky nel mirino • Oggi ripartono i negoziati. Secondo i turchi l’accordo è vicino. Più scettica l’Onu. Zelensky ha chiesto di nuovo di incontrare Putin per scongiurare la terza guerra mondiale • Zelensky, in collegamento con la Knesset, ha detto che Putin è come Hitler e ha fatto un parallelo tra il genocidio ucraino e l’olocausto (paragone che però non è piaciuto affatto a Israele, che lo giudica «scandaloso») • Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha fatto sapere su Twitter che il processo dell’adesione del Ucraina all’Unione europea è iniziato • I russi sono entrati nel centro di Mariupol: è battaglia casa per casa. Bombardata anche una scuola d’arte. Cinquantasei persone sarebbero morte in un ospizio distrutto • Stando a Mosca le truppe della Federazione starebbero avanzando nel Donbass e, solo ieri, avrebbero distrutto 89 obiettivi militari in tutta l’Ucraina e ucciso 100 mercenari. A Odessa la contraerea avrebbe intercettato e distrutto diversi droni russi • Rapiti il vice sindaco di Enerhodar Ivan Ignatevich Samoydyuk e la giornalista ucraina Victoria Roshchyna • Gli ucraini scendono in piazza per protestare pacificamente contro gli invasori a Kherson, a Berdyansk e a Enerhodar • Secondo l’Onu, dall’inizio delle ostilità, ci sarebbero 902 civili uccisi e 10 milioni di profughi • La Russia rinfaccia al ministro della Difesa Lorenzo Guerini di essersi schierato con l’Ucraina quando due anni fa aveva chiesto a Mosca aiuti per far fronte all’emergenza Covid • Il Papa condanna questa guerra «ripugnante» e critica Putin senza mai nominarlo • Oggi riapre la Borsa di Mosca. Il governatore Elvira Nabiullina ha detto che la Banca centrale è pronta a comprare titoli del governo federale per mantenere la stabilità • Gas, la Germania fa accordi con il Qatar [OGNUNO VA PER LA PROPRIA STRADA, COME PREVEDIBILE … TUTTAVIA, A QUANTO SEMBRA, LA GUERRA IN UCRAINA RIAPRE LE PORTE AL GASDOTTO EASTMED, GLI USA AVREBBERO AMMESSO DI AVERLO È STATO IL SOTTOSEGRETARIO AMERICANO AGLI AFFARI ESTERI DEL DIPARTIMENTO PER L'ENERGIA, ANDREW LIGHT, AD AMMETTERE CHE FORSE CON TROPPA FRETTA WASHINGTON AVEVA RETROCESSO IL GASDOTTO A INFRASTRUTTURA NON PRIORITARIA] • L'Europa ha sospeso il programma che l'avrebbe portata a sbarcare su Marte quest'anno con la Russia, come ha annunciato l'Agenzia spaziale europea (Esa) con un comunicato al termine dell'Esa Council di Parigi • Da domani la benzina dovrebbe scendere sotto ai due euro ma il decreto del governo – che prevede la tassazione del 10% degli extra profitti di produttori e rinvenditori di energia elettrica, gas e prodotti petroliferi – non piace a Confindustria, Assopetroli e Assoenergia • Il Foglio ha fatto sapere che dopo 32 anni la procura di Roma ha riaperto il caso di via Poma. Nel mirino degli investigatori un personaggio che era già comparso fin dalle prime ore dopo il delitto di Simonetta Cesaroni • In Italia ieri si sono registrati 93 morti da Covid. I ricoverati in terapia intensiva sono 467 (-4), i vaccinati 49.671.990 (l’83,82% della popolazione TUTTA) • L’Austria fa dietrofront e reintroduce l’obbligo delle mascherine al chiuso • Dopo oltre un anno, la Cina registra nuovi morti per Covid • Un’automobile è piombata sulla folla durante festeggiamenti di Carnevale in una cittadina in Belgio: sei i morti • Sparatoria davanti a un salone automobilistico in Arkansas: un morto e dieci feriti • Dopo 910 giorni, la Ferrari torna alla vittoria con una clamorosa doppietta. Leclerc è arrivato primo davanti al compagno Sainz. Terzo Hamilton. Verstappen, che era dato per favorito, costretto al ritiro • Ai Mondiali indoor di Belgrado Jacobs ha vinto l’oro nei 60 metri facendo segnare il nuovo record europeo. Tamberi ha vinto il bronzo nel salto in alto
INSERITO DA ANGELA CECERE Scatta da oggi la riduzione delle accise e quindi del prezzo di vendita di benzina, diesel e Gpl. Sono infatti stati pubblicati nella notte sulla Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale e il decreto legge «Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina» contenenti le norme che ne riducono il prezzo, che entrano in vigore da oggi. La riduzione delle accise, e quindi del prezzo dei carburanti, avrà la durata di 30 giorni. Ma è previsto che fino al 31 dicembre di quest'anno le aliquote di questi tributi potranno essere rideterminate senza dover ricorrere ad un decreto legge ma solo con un provvedimento ministeriale. Specifiche norme sono poi introdotte per i depositi di stoccaggio dei prodotti e per evitare manovra speculative, con poteri al Garante dei Prezzi e l'utilizzo della e Guardia di Finanza per i controlli. Il decreto prevede anche una norma finalizzata ad aiutare i lavoratori che usano mezzi propri per arrivare sul luogo di lavoro: i buoni benzina, fino a 200 euro, che i datori di lavoro daranno ai propri dipendenti non concorreranno al reddito, quindi non saranno tassati. Codacons: giù i prezzi o denunciamo i distributori «I prezzi di benzina e gasolio devono immediatamente scendere alla pompa di 30,5 centesimi di euro al litro o i distributori di carburanti saranno denunciati in Procura per le possibili ipotesi di appropriazione indebita e truffa». Lo scrive in una nota il Codacons. «Il decreto - ricorda l'associazione - ha effetto immediato e prevede che le accise siano ridotte di 25 centesimi al litro, con una riduzione dei listini alla pompa pari a 30,5 centesimi di euro calcolando anche l'Iva. La benzina, per effetto delle nuove disposizioni, deve così costare oggi presso i distributori circa 1,87-1,88 euro al litro, il gasolio 1,84-1,85 euro/litro. Se i gestori non si adegueranno al decreto del Governo saremo costretti a denunce in tutta Italia contro chi non abbassa i prezzi alla pompa, per le possibili ipotesi di appropriazione indebita e truffa». «In tal senso l'associazione invita tutti i cittadini a segnalare al Codacons i distributori di carburanti che non si sono adeguati alle nuove disposizioni e non hanno ridotto i prezzi al pubblico, e quelli che ancora vendono benzina e gasolio a prezzi superiore ai 2 euro al litro, inviando una mail all'indirizzo info codacons.it e ad una apposita linea whatsapp che sarà attivata in giornata». L'associazione, inoltre, pubblicherà oggi sul proprio sito internet i moduli attraverso i quali i cittadini residenti a Roma, Cagliari, Belluno, Prato, Ancona, Perugia, Verona potranno costituirsi parte offesa nelle inchieste aperte dalle Procure locali sulle speculazioni relative ai prezzi dei carburanti, e chiedere i danni qualora dalle indagini dovessero emergere illeciti a danno dei consumatori.