Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Comincia a vacillare la mite ottobrata che avvolge da qualche giorno il nostro Paese. Tra poco infatti, si noteranno i primi segnali di un cambiamento che entro sera provocherà anche le prime piogge su alcune regioni. Responsabile di questo mutamento delle condizioni meteorologiche è una perturbazione in arrivo dal vicino Atlantico che attraverserà gradualmente l'Italia nei prossimi giorni. Vediamo allora cosa ci aspetta sul fronte meteo nelle prossime ore e quali saranno le zone bagnate dalla pioggia entro sera.
Saranno 4 le regioni a rischio pioggia specialmente nella seconda parte del giorno. Tra il pomeriggio e la sera infatti, alcune piogge potranno bagnare la Liguria di centro-levante, l'area più orientale del Piemonte specie l'alessandrino. In seguito anche il milanese e il pavese in Lombardia e i rispettivi rilievi.
A fine giornata poi alcuni piovaschi si spingeranno anche sul Friuli Venezia Giulia.
Più asciutto invece si manterrà il tempo sul resto del Nord anche se con la presenza di una maggior nuvolosità in estensione ad alcune aree del Centro come in Toscana, mentre sul resto del Paese un tiepido bel tempo ci accompagnerà senza particolari problemi fino a sera.
Occhi puntanti poi alla notte quando la perturbazione si farà più minacciosa sulle regioni di Nordovest, preludio ad un giovedì decisamente più capriccioso per molte regioni d'Italia.
INSERITO DA MORENA MOTTA Quasi 50.000 contagi ieri, oltre 200 morti oggi, al picco da marzo per quanto appesantiti dal recupero di parte dei ritardi statistici del weekend: è di nuovo allarme Covid nel Regno Unito, dove la curva dei ricoveri resta per ora entro il livello di guardia, ma il liberi tutti di questi mesi torna a far discutere. Tanto più in vista di un inverno che - complici il rallentamento d'una campagna vaccinale inizialmente da record e certi intoppi strutturali extra pandemia del servizio sanitario nazionale (Nhs) - minaccia di rivelarsi di nuovo "impegnativo", come ammettono eufemisticamente fonti dello stesso governo Tory. Mentre, per non farsi mancare nulla, aleggia pure l'ombra di un'ennesima sotto-variante del coronavirus.
L'impatto dell'infezione resta al momento "sotto controllo" grazie ai vaccini, malgrado l'impennata recente di nuovi casi, ha detto oggi Johnson al consiglio dei ministri. Non senza riconoscere però che occorre ridare slancio "ai programmi vaccinali": sia verso quel 20% di popolazione che non si è ancora immunizzata pur potendolo fare; sia con l'accelerazione della terza dose promessa ai vulnerabili e a tutti gli over 50.
Johnson ha sottolineato del resto come la curva dei ricoveri per Covid negli ospedali britannici resti "sostanzialmente piatta".
Mentre un portavoce di Downing Street ha ribadito che il governo tiene "sotto stretta osservazione" i dati sul rimbalzo dei contagi (in aumento in particolare fra gli studenti delle scuole); ma ha precisato che qualsiasi "piano B", con ipotetico ripristino di alcune restrizioni nella stagione fredda, non sarà preso in esame a meno che la pressione sugli ospedali dell'Nhs torni a impennarsi ai "livelli insostenibili" delle precedenti ondate della pandemia.
Rassicurazioni che sembrano accontentare il grosso dell'opinione pubblica, in un Paese da sempre recalcitrante di fronte a qualsivoglia cautela - mascherine in primis - e apparentemente tutt'altro che desideroso di veder rimesso in discussione la revoca sostanziale di ogni restrizione alla libertà individuale azzardata dal governo Johnson fin dal 19 luglio. Mentre l'ultima statistica settimanale sui decessi in Inghilterra e Galles segnala se non altro una frenata del 15% a metà ottobre, al minimo da inizio settembre. Elemento che d'altronde non tranquillizza Anthony Costello, ex dirigente britannico dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), molto polemico nei confronti di BoJo e dei suoi consulenti scientifici, stando ai cui calcoli il Regno Unito è ormai al primo posto al mondo per rapporto fra contagi quotidiani e popolazione. Anche se nel contempo resta uno dei Paesi con il tasso minore di morti in proporzione ai casi censiti, come testimonia la differenza con la Russia: seconda in Europa per infezioni, ma con una quota di i vaccinati che non supera tuttora un terzo della popolazione contro l'80% britannico, e dove si registra una media di morti quasi 10 volte superiore all'isola (oggi oltre 1000, tetto assoluto), con l'amministrazione di Vladimir Putin costretta a tornare ad annunciare forme di lockdown. A Mosca, per esempio, gli over 60 non vaccinati e i fragili dovranno rimanere obbligatoriamente a casa.
Sullo sfondo emerge intanto una nuova mutazione della variante Delta, denominata 'AY.4.2' e indicata dagli specialisti britannici come potenzialmente più trasmissibile di un ulteriore 10%, sebbene apparentemente non destinata al momento a prevalere sul ceppo d'origine. Mentre il trend di un nuovo incremento di contagi legato all'avvicinarsi della stagione invernale inizia a far capolino pure in altri Paesi europei - protetti sulla carta da qualche cautela in più rispetto al Regno Unito - come la Francia. Dove proprio oggi il governo ha ammesso che l'epidemia ha ripreso a "guadagnare terreno". Ancor più seria la situazione nell'est, dove molti Paesi sono alle prese con un numero di nuovi contagi ai massimi da mesi e, in alcuni casi, anche record di decessi. Con la Lettonia costretta a tornare in lockdown e sotto coprifuoco fino al 15 novembre.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In Australia sono cadute nelle ultime ore vere e proprie "bombe di grandine" gigantesche di 15 cm a nord di Mackay nel Queensland, danneggiando veicoli e strutture. La tempesta di grandine ha colpito le aree di Bloomsbury e Yalboroo martedì pomeriggio (ore locali, questa mattina in Italia). Gli abitanti hanno segnalato chicchi di grandine dalle dimensioni impressionanti, palle di ghiaccio, anche di 15 cm di diametro che hanno sfondato i tetti di molte abitazioni.
Gravissimi temporali si estendono da Townsville fino a Hervey Bay, ha detto Shane Kennedy del Bureau of Meteorology Martedì è stato emesso un avviso per i temporali che portano grandine e venti dannosi sulla costa centrale del Queensland, così come un’altra serie di tempeste con raffiche di vento potenzialmente dannose che si dirigono a Townsville.
In Australia è Primavera, é la stagione dei temporali più violenti e sono iniziati con fenomeni di portata eccezionale. Si discute sul fatto nel Bureau of Meteorology, sembra che i reperti di chicchi di grandine raccolti possano essere i più grossi mai documentati in Australia.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benvenuti nel futuro. Comincia la rivoluzione della tv italiana. Parte oggi lo switch off del digitale terrestre che, entro il 2023, porterà al totale cambiamento di ricezione dei canali. In poco meno di due anni passeremo allo standard di ultima generazione DVB-T2. Più di 10 milioni di famiglie italiane, da oggi, resteranno con il televisore spento. CANALI SPENTI. Il passaggio sarà graduale. Le emittenti apripista sono Rai e Mediaset e i canali non più visibili sono ben 15: Rai 4, Rai 5, Rai Movie, Rai YoYo, Rai Sport+ HD, Rai Storia, Rai Gulp, Rai Premium e Rai Scuola, oltre a TgCom 24, Mediaset Italia 2, Boing Plus, Radio 105, R101 Tv e Virgin Radio Tv. Ancora attivi, dunque, i canali più popolari, ma entro il primo gennaio 2023 tutte le vecchie frequenze verranno abbandonate. QUALI TV. Vanno bene tutte quelle acquistate dopo il 1 gennaio 2017, in grado di ricevere i canali in HD. Per tutti coloro che non hanno un televisore compatibile, invece, le opzioni sono due: comprarne uno nuovo, oppure acquistare un decoder con sincronizzatore DVB-T2. VANTAGGI. La qualità video passerà a 4 e 8k, proprio come al cinema. Ma ci sarà anche la possibilità di accedere ai contenuti on-demand, con la possibilità di guardare i programmi in qualsiasi momento. Sicuramente a farne le spese saranno le tv locali che col tempo perderanno sempre più qualità fino a sparire del tutto. BONUS TV. Il governo ha istituito un bonus tv per chi deve mettersi al passo. Con un Isee sotto i 20mila euro sarà possibile richiedere uno sconto di 30 euro sull'acquisto del televisore. Il bonus rottamazione sarà accessibile a tutti con uno sconto del 20% sul costo del nuovo apparecchio fino a un massimo di 100 euro. I bonus sono attivi fino al 31 dicembre 2021, ma bisogna fare in fretta. Il Governo, infatti, ha stanziato 100 milioni di euro: non basteranno per tutti.
INSERITO DA ANGELA CECERE Chi credeva che con l'addio dell'estate avrebbe trovato una tregua dalle zanzare, dovrà presto riporre ogni speranza nel cassetto. In Lombardia è arrivata ed è sempre più diffusa la «Aedes koreicus», che altro non è che la zanzara coreana resistente al freddo: lo rivela una ricerca condotta dall'Università degli Studi di Milano e recentemente pubblicata su «Parasites & Vectors». L'introduzione involontaria da parte dell'uomo di specie aliene di animali e di piante, al di fuori del loro territorio d'origine, è un fenomeno in costante aumento, basti pensare alla ben nota zanzara tigre (Aedes albopictus), originaria dell'Asia e ora diffusa in tutta Europa. La capacità di dispersione di specie aliene di zanzare è favorita da diversi fattori, quali le condizioni climatiche, il continuo movimento di persone e di merci, la disponibilità di ambienti adatti allo sviluppo delle larve e di ospiti sui quali questi insetti possano compiere il pasto di sangue. La diffusione rapida della zanzara coreana Recenti studi hanno messo in evidenza come un'altra specie di zanzara, la zanzara coreana Aedes koreicus, sia stia diffondendo in maniera particolarmente rapida sul nostro territorio, in particolare nell'area pedemontana e di pianura del nord Italia. Nell'estate del 2020, nel corso di un programma di sorveglianza di siti a rischio di introduzione di nuove zanzare invasive, in particolare a cavallo tra le province di Bergamo e Brescia, i ricercatori dell'Università degli Studi di Milano hanno raccolto circa 6mila larve e centinaia di uova di zanzara da raccolte d'acqua (piccoli stagni, vasche artificiali, contenitori etc). Molte di queste zanzare sono state identificate come appartenenti alla specie Aedes koreicus, probabilmente con origine dalla popolazione dell'isola vulcanica sudcoreana del distretto di Jeju. «Segnalazioni in aumento» «La zanzara coreana è endemica in Giappone, nel nord della Cina, nella Corea del Sud e in alcune zone della Russia. È stata segnalata per la prima volta in Italia nel 2011 in provincia di Belluno, ad altitudini e condizioni climatiche inadatte per la sopravvivenza della maggior parte delle specie di zanzare. Da allora le segnalazioni nel nord Italia sono aumentate. Sottolineiamo che questa zanzara, a differenza delle note "sorelle" del genere Aedes, come appunto la zanzara tigre, tollera molto bene le basse temperature, tanto che ha già colonizzato un'ampia area collinare-montana del Veneto e Trentino», spiega Sara Epis, docente del Dipartimento di Bioscienze e coordinatrice della ricerca. La ricerca «Apparentemente, la zanzara coreana si sta diffondendo dall'originaria area infestata verso l'Italia meridionale e occidentale, probabilmente in relazione alle intense attività di trasporto di merci e alla disponibilità di habitat idonei in altre aree. La sua presenza nell'area pedemontana della provincia di Bergamo ci porta a pensare l'aeroporto internazionale di Orio al Serio possa essere una possibile via di introduzione. Oppure, Aedes koreicus potrebbe essere stata introdotta nel bergamasco da altre zone infestate dell'Italia o della Svizzera. Ovviamente ulteriori studi genetici ci aiuteranno a comprendere meglio la sua origine» sottolinea Paolo Gabrieli, ricercatore nello stesso Dipartimento. I ricercatori sottolineano che le indagini sulle zanzare, e in particolare sulle specie aliene invasive, dovrebbero essere intensificate, non solo in relazione al fatto che si tratta di insetti fastidiosi e molesti, ma soprattutto in relazione alla loro capacità di trasmettere virus patogeni per l'uomo e per gli animali. Le attività di ricerca sono state supportate dal grande impegno e dal contributo di ricercatori dell'Università di Milano e della Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia, tra cui, rispettivamente, Agata Negri e Irene Arnoldi.
INSERITO DA ANGELA CECERE Continua anche oggi a Trieste la protesta dei No Green pass. Dopo che ieri sera parte dei manifestanti presenti in piazza Unità si è trasferita nel Porto vecchio per continuare il presidio (in accordo con le autorità), altri sono invece rimasti in piazza dove hanno passato la notte. Un piccolo gruppo è ancora nei pressi del Varco 4 ma le forze dell'ordine non gli consentono di avvicinarsi alla zona portuale. Ieri pomeriggio un gruppo di manifestanti aveva tentato di proseguire il presidio davanti al varco 4 del Porto, sgomberato al mattino dalle forze dell'ordine. Ne erano seguiti degli scontri con le forze dell'ordine continuati fino a sera. Più volte anche da piazza Unità si erano levate alcune richieste di presidiare nuovamente lo scalo, punto della città che rimane sotto osservazione anche in attesa di capire le intenzioni dei manifestanti. Sabato è prevista a Trieste la presenza del ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, il quale, come è stato riferito dalla protesta, dovrebbe incontrare una delegazione di manifestanti. L'obiettivo dei manifestanti, come più volte ripetuto, è chiedere al Governo l'abolizione del Green pass. Nel frattempo, ha annunciato la piazza, si continuerà a protestare. Varco 4 presidiato. Portuali: "Sciopero non è illegittimo" Il Varco 4 del Porto di Trieste che da accesso al Molo VII è presidiato da un imponente sistema di sicurezza. Numerosi sono gli uomini e i mezzi di polizia e carabinieri che sostano nei pressi del Varco stesso e nell'area circostante. Sul posto ci sono pochi manifestanti, una ventina, che sono stati allontanati quando hanno tentato di raggiungere il parcheggio o lo spazio davanti al Varco stesso. La strada dei Campi Elisi che conduce all'accesso al Porto è parzialmente bloccata al transito. L'operatività del Porto continua ad essere garantita attraverso il Varco 1 che è regolarmente aperto e, anche quello, presidiato dalle forze dell'ordine. Gli scioperi generali indetti dalla FISI e dalla Confsafi, ai quali il Coordinamento dei lavoratori portuali triestini ha aderito con l'astensione dal lavoro dal 15 al 20 Ottobre, «risultano tuttora validi, mai revocati» e dunque non sono illegittimi. Lo precisa lo stesso Clpt in una nota diffusa stamani, che invita «a porre fine a una pratica di diffusione di notizie false che è palesemente lesiva dei diritti democratici dei lavoratori e antisindacale». Il Coordinamento ha diffuso per questa ragione lo screen shot scattato dal sito della Commissione di Garanzia sugli Scioperi, sezione calendario degli scioperi.
INSERITO DA ANGELA CECERE Un forte scossa di terremoto di magnitudo 6.0 ha colpito il Mediterraneo orientale al largo della costa della Grecia. L'attività sismica oggi è stata avvertita in Turchia, Egitto, Siria e Israele. Tuttavia, non è ancora noto se il terremoto abbia provocato feriti. Secondo l'US Geological Survey (USGS) l'epicentro si trova a 149 km a sud-est dell'isola greca di Karpathos. Il mese scorso, un altro terremoto a Creta ha fatto crollare la cupola di una chiesa sui costruttori all'interno, uccidendo un uomo. Almeno 24 persone sono rimaste ferite.
INSERITO DA ANGELA CECERE Nel primo lunedì di green pass obbligatorio per il lavoro è record di tamponi. E lo dimostra l'assalto nel weekend alle farmacie di tutta Italia, da Nord a Sud, per ottenere un test negativo che consente di avere una certificazione verde valida per 48 ore. In tutte le città d'Italia si sono registrate diverse code davanti alle farmacie o agli hub dove vengono effettuati i tamponi. L'effetto green pass è testimoniato anche dai numeri: tra giovedì 14 e sabato 16 ottobre sono stati ben 2,5 milioni i green pass scaricati, di cui ben 1,8 milioni ottenuti tramite tampone negativo. Non sono mancati momenti di tensione a causa delle lunghe code davanti alle farmacie e anche ben oltre il previsto orario di chiusura, come nel caso di Torino e Bolzano. Le farmacie, che comunque hanno una capacità limitata di effettuare test, in alcuni casi hanno dovuto ricorrere ai ticket 'elimina-code' per gestire l'ingente flusso di clienti alla ricerca di un tampone.
INSERITO DA ANGELA CECERE «Arrivare al 90% dei vaccinati garantirebbe un equilibrio che con la terza dose potrebbe diventare buono, altrimenti c'è il rischio inglese. L'effetto Green Pass dimostra che è ancora possibile convincere a vaccinarsi, cioè salvare vite, per cui attenzione a non regalare gli impauriti ai No Vax». Lo dice Andrea Crisanti alla Stampa, secondo cui «bisogna coinvolgere le persone paurose, ansiose e fragili». Per il professore ordinario di Microbiologia all'Università di Padova, Il Green Pass è la spinta giusta, «è da sempre il suo obiettivo. L'importante è non regalare ai contestatori, che sono pochi, le persone psicologicamente fragili, che vanno recuperate senza obblighi e imposizioni, mentre i tamponi devono restare a pagamento, ma lascerei le aziende libere di offrirli ai dipendenti per non esasperare il conflitto. Poi sarebbe preferibile fare più molecolari che antigenici, questi ultimi sono meno affidabili e con l'influenza che fa confusione bisogna mettere in sicurezza i luoghi chiusi. In questo senso i nuovi molecolari distinguono tra Sars-Cov-2 e influenza». Così come in Gran Bretagna, l'immunità calerà anche in Italia, prosegue Crisanti, ed è dunque necessaria per tutti la terza dose di vaccino: «Studi solidi dimostrano che dopo sei mesi la protezione contro l'infezione cala dal 95 al 40% e contro la malattia grave dal 90 al 65. Il richiamo è il completamento della protezione. Non sappiamo quanto duri, ma in altre vaccinazioni vale per anni. Certo pone ulteriori problemi sociali interni ed etici rispetto al terzo mondo, anche se dubito che questi vaccini siano utilizzabili nei Paesi svantaggiati. Il picco della campagna vaccinale è stato tra aprile e luglio, dunque da novembre a febbraio potremmo avere problemi. Per questo serve la terza dose». Il microbiologo commenta infine l'ultimo rapporto Aifa secondo il quale su oltre 84 milioni di dosi somministrate meno dello 0,02 per cento ha avuto effetti collaterali gravi, spesso risoltisi, e 16 sono stati i decessi correlabili: «Numeri bassissimi che testimoniano la sicurezza dei vaccini, che non possono essere considerati sperimentali dopo miliardi di dosi, mentre le cure sono palliative ed empiriche, tanto che si muore ancora di Covid. I vaccini evitano malattia grave, ospedalizzazione e morte».
DI MICHELE PAPPACODA Il nuovo obiettivo, per tornare alla normalità ed eliminare anche il Green pass, è il 90% di vaccinati. A dirlo questa mattina sono sia il consulente del Ministero della Salute Walter Ricciardi, che il presidente della Conferenza Stato Regioni (e governatore del Friuli) Massimiliano Fedriga. Ricciardi, in un'intervista a Repubblica, difende l'obbligo di Green pass e sostiene che «la misura ha già rivelato la sua efficacia e la dimostrerà ulteriormente, come è successo in Danimarca. Ci permetterà di tornare alla normalità e svolgere in sicurezza le attività al chiuso, alle quali non parteciperanno soggetti infetti e contagiosi». Per Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, «a protestare sono una minoranza. Come si è visto non riescono a comprendere quanto questa pandemia sia pericolosa. Se non tuteliamo la salute e l'economia, cioè il lavoro, ci troviamo nei guai. Invece noi siamo tra i migliori al mondo in questo senso». E alla domanda se basterà raggiungere il 90% di prime dosi per stare tranquilli risponde: «Sicuramente quella percentuale ci porrà in una condizione di maggiore serenità. Non è sufficiente a eradicare il coronavirus perché i bambini non sono ancora coinvolti nella campagna ma comunque darà un contributo straordinario alla sicurezza. Già adesso il problema sta diventando individuale e non collettivo, il sistema sanitario non è sotto pressione. Quindi il 90% va bene - dice - ma quando si potranno vaccinare anche i bambini dovremo mantenere la stessa copertura sul totale della popolazione». Mentre sulla possibilità di togliere lo stato di emergenza che scade a fine anno spiega: «Diciamo che ci avviamo per lo meno a una situazione di sicurezza, anche se la pandemia non è finita. Quindi il nostro stato di emergenza pian piano si può attenuare. Siamo però circondati da Paesi, sia europei, con dati all'Est drammatici, per non parlare del resto del mondo, Usa in primis, dove ci sono numeri raccapriccianti. E ne usciremo quando tutti nel mondo si vaccineranno». Fedriga invece, in un'intervista al Corriere della Sera, parla di un eventuale eliminazione del Green pass e aggiunge: «Spero di sì. Se la campagna vaccinale raggiunge il 90% (siamo all'85) penso che vi siano le possibilità di eliminarlo. Credo possa succedere entro la fine dell'anno». Per Fedriga, il certificato verde «deve dimostrarsi utile contro la pandemia. E non una complicazione. Credo che la gran parte degli italiani l'abbia capito. Come istituzioni abbiamo il dovere di dialogare con chi ha dubbi e di favorire un abbassamento della tensione». «La tensione è molto alta - aggiunge -. Per questo dobbiamo fare la nostra parte. Le istituzioni non devono avere ragione ma raggiungere gli obiettivi. Il traguardo è il completamento della campagna vaccinale e il ritorno alla normalità». E sui tamponi per i non vaccinati afferma: «Al governo ho proposto di abbassarne il costo. Ma non ho avuto riscontro. Penso che non ci si debba arroccare sulle posizioni costituite. Se temporaneamente può essere utile calmierare il prezzo, perché non consentirlo se può aiutare ad abbassare la tensione». Lei è preoccupato per quello che potrebbe succedere da domani, vero? «Sì - risponde -. Ho forti dubbi sulla capacità di dare risposta alla richiesta di tamponi».