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news italia e dal mondo

CIOCIARIA NEWS PONTECORVO - UCCISE FRATELLO E NUORA, IN APPELLO CONFERMATO ERGASTOLO

24 Gennaio 2013, 17:12pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

PONTECORVO  E' stata confermata la condanna all'ergastolo inflitta nel marzo scorso a Sebastiano Migliorelli, l'uomo che nell'ottobre del 2010 uccise il fratello e la nuora a colpi di pistola. La sentenza è stata emessa dalla prima Corte d'assise d'appello della capitale, presieduta da Mario Lucio D'Andria, a conferma della decisione con la quale il Gup di Cassino, Donatella Perna, a conclusione del processo col rito abbreviato, aveva già condannato Migliorelli al carcere a vita. Era l'8 ottobre 2010 quando Sebastiano Migliorelli, 69 anni, a Pontecorvo (Frosinone) uccise il fratello Vincenzo, di 59 anni, sparandogli dieci colpi di pistola, e poi, dall'altra parte della città affrontò la nuora Anna Spiridigliozzi, di 33 anni, con altri quattro colpi di pistola davanti al figlio di sei anni. Dopo una fuga durata poche ore, l'omicida si costituì presentandosi al carcere di Cassino, spiegando di aver ucciso i suoi due parenti, e consegnando l'arma che deteneva legalmente. Due le motivazioni, secondo quanto ricostruito, alla base della tragedia familiare: da una parte antichi dissapori familiari col fratello (la costruzione di una recinzione da parte del fratello per dividere una proprietà comune); dall'altra la non accettazione che la nuora, rimasta vedova tre anni prima (il marito morì in seguito a un incidente stradale) avesse un nuovo compagno.

FONTE CIOCIARIA NOTIZIE

24 GENNAIO 2013

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CIOCIARIA NEWS FROSINONE - BONGIORNO APRE LA CAMPAGNA ELETTORALE DI FABIO FORTE

24 Gennaio 2013, 17:05pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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FROSINONE  Domenica mattina alle ore 11 presso il Fornaci Cinema Village di Frosinone il candidato al Consiglio regionale del Lazio con la “Lista civica per Giulia Bongiorno Presidente”, Fabio Forte, aprirà ufficialmente la sua campagna elettorale. Un appuntamento importante con un ospite d’eccezione: il candidato presidente Giulia Bongiorno. “Sono particolarmente onorato di accogliere, per la sua prima uscita ufficiale in provincia di Frosinone, il candidato presidente Giulia Bongiorno che prenderà parte all’apertura della nostra campagna elettorale – ha affermato Fabio Forte –. Un’occasione per illustrare i principali obiettivi che la “Lista civica” si pone. Oltre al candidato presidente prenderanno parte all’evento gli onorevoli Luciano Ciocchetti, Aldo Forte e Roberto Rao”.

FONTE CIOCIARIA NOTIZIE

24 GENNAIO 2013

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TOSCANA NEWS Muore a 62 anni ex dipendente del catasto

24 Gennaio 2013, 16:54pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Lutto nel mondo del podismo e del basket: giovedì alle 15.30 il funerale ai Lupi, con corteo alle 15 dalla camera mortuaria dell'ospedale Il primo novembre ha partecipato alla maratona sul lungomare. Correre era la sua grande passione. Appena due settimane dopo, Paolo Pianigiani s’è sentito male la prima volta. Una serie di accertamenti, poi la diagnosi. Un tumore al pancreas se l’è portato via in due mesi. Aveva 62 anni ed era in pensione da poco più di un anno. È morto ieri pomeriggio in ospedale, dove era ricoverato da qualche giorno per una ricaduta della sua brutta malattia. Paolo Pianigiani viveva con la moglie in via Redi. Aveva lavorato una vita al catasto come caposezione e anche all’agenzia del demanio. Era molto conosciuto in città non solo per la sua attività lavorativa, ma soprattutto per le sue passioni legate allo sport. Pianigiani infatti era un grande corridore: nel 2011 era stato premiato come il senior che aveva partecipato al maggior numero di maratone, cinque nel corso di quell’anno. Tra gli altri, era stato a Berlino, Marrakech, Firenze, Pistoia/Abetone e altre. Ma il sessantaduenne, nel suo essere sportivo, era anche un bravo giocatore di basket tanto che militava in una squadra amatoriale molto attiva. Lascia la moglie Mirella, le figlie Francesca ed Elena, la sorella Daniela, i generi Andrea e Luca ed i nipotini Matteo e Alessio. Commosso il ricordo degli amici sportivi che hanno scritto una lettera: «Paolo ascoltaci, ora che con la tua barca sei andato lontano, molto lontano, oltre gli orizzonti. I tuoi amici del podismo e del basket ci sono tutti. Abbiamo già provveduto a inviarti due paia di scarpe, uno lo utilizzerai per la pallacanestro, lo sport che, con entusiasmo sempre nuovo, hai praticato fin da ragazzo e che ci ha uniti saldamente nell'amicizia di tanti anni; l'altro paio ti servirà per continuare a correre, per effettuare tutte le maratone che vuoi, per raggiungere quei traguardi che con tenacia e costanza hai sempre perseguito. Sicuramente là dove sei, ti sarai ben organizzato, avrai già allestito una squadra di basket o starai per partecipare ad una corsa, pronto come sempre ad accettare nuove sfide con te stesso. Ti ricordiamo allegro, sorridente, positivo e ottimista e così resterai nei nostri cuori. Un giorno o l'altro organizzeremo un cena come le tante che abbiamo fatto insieme e sicuramente sarai contento perché ci vedrai uniti a scherzare, a prenderci in giro e a parlare di te, perché rimarrai sempre con noi. Caro Paolo, ci hai lasciati troppo presto, ti salutiamo e ti auguriamo, là dove sei, tanta pace e serenità».

FONTE IL TIRRENO

24 GENNAIO 2013

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TOSCANA NEWS Bimbo di tre anni rischia la vita, operato e salvato in città

24 Gennaio 2013, 16:46pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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A tre anni, senelagese, non aveva prospettive di vita a causa di una grave malattia al palato che poteva causare problemi respiratori anche fatali. L'Asl 6 l’ha adottato e ora sta bene Tre anni, un tumore al palato. Gli avevano dato pochi mesi di vita. Il piccolo Ahma in Senegal non aveva prospettive di sopravvivenza. Secondo i medici, il male avrebbe preso il sopravvento nel giro di poco tempo. Ma la speranza ha bussato alla sua porta. I genitori non si sono dati per vinti e hanno cercato, domandato e alla fine trovato uno spiraglio. Tramite una ginecologa dell’Asl livornese, Cecilia Bernabeo, in missione in Senegal, sono venuti a conoscenza del progetto di cooperazione internazionale dell’Asl 6. Un programma di solidarietà sanitaria verso alcuni Paesi esteri, che prevede anche un budget da utilizzare per aiutare persone malate. Il piccolo senegalese è riuscito ad entrare in questo progetto. È stato quindi operato e sottoposto a una serie di visite: oggi è in programma l’ultima. Poi venerdì sarà sottoposto a un ulteriore piccolo intervento, dopodiché il suo calvario dovrebbe considerarsi concluso. Per lui si apre una nuova vita. E della sua storia si è interessato Andrea Grillo, referente del progetto cooperazione internazionale per l’Asl 6 e per l’area vasta. Grillo spiega che ogni area vasta ha un suo budget: «Abbiamo a disposizione 90mila euro che non sono pochi né tanti. Si pensi che per un intervento come quello subìto dal piccolo senegalese spendiamo circa 5-6mila euro, ma se c’è da fare un trapianto se ne vanno anche 50mila euro. Si parla comunque di cifre spesso proibitive per quelle popolazioni». L’Asl 6 si sta dando da fare anche in Congo.

FONTE IL TIRRENO

24 GENNAIO 2013

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TOSCANA NEWS «Tra noi e il Pd una ferita difficile da sanare» Arci rompe dopo la mancata nomina di Solimano

24 Gennaio 2013, 16:41pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Secondo l’associazione presieduta proprio da Solimano, il Partito democratico ha sbagliato sia nel merito sia nel metodo: «Dimostra di dover compiere passi avanti sul piano dei diritti individuali» Il giorno dopo la mancata nomina ad assessore di Marco Solimano, silurato dal Pd regionale e nazionale per motivi di «opportunità», data la sua antica militanza in Prima Linea e le imminenti elezioni politiche, si consuma la frattura tra l’Arci di Livorno, presieduta proprio da Solimano, e il Partito regionale toscano. Con una lunga lettera Arci elenca tutti i motivi secondo i quali, dal punto di vista dell’associazione, i tempi sarebbero stati maturi per conferire il ruolo promesso dal sindaco Cosimi a Solimano; e le presunte miopie del partite, che in questa storia ha dimostrato - secondo Arci - «di dover compiere passi avanti sul piano della tutela dei diritti individuali». ECCO LA LETTERA DELL'ARCI - LIVORNO «Abbiamo seguito con estremo stupore e sgomento le vicende che hanno portato prima alla richiesta di nomina ad assessore al Sociale del nostro presidente Marco Solimano da parte del sindaco e dei vertici del PD locale, poi alla sua successiva rinuncia, effettuata a poche ore dal suo annuncio ufficiale in Consiglio comunale, a passaggio di consegne già avviato. Appaiono stupefacenti sia le motivazioni che le metodologie che hanno gravato sugli eventi: da una parte pesa la palese imposizione di una scelta su un assetto di giunta locale da parte dei vertici regionali e nazionali di un partito; dall'altra la violenta sovrapposizione di una logica di opportunità elettorale su criteri di valenza, merito e necessità amministrativa. Noi rispettiamo in tutto e per tutto il punto di vista delle Associazioni dei familiari delle vittime del terrorismo, ma riteniamo che i tempi fossero davvero maturi per permettere a una persona come Marco Solimano, con la sua storia e il suo percorso, di accedere a un mandato amministrativo per ricoprire il quale, come ha affermato il Sindaco stesso, egli appare in questo momento la persona più adeguata nella nostra città per capacità e competenza. Marco Solimano, lo si è già detto ormai fin troppe volte, ha avuto un ruolo marginale all'interno dell'organizzazione Prima Linea, ha pagato per i suoi errori, ha finito di scontare la sua pena venticinque anni fa, ha intrapreso nell'associazionismo il percorso che tutti conoscono, è stato per dieci anni consigliere comunale DS, è stato tra i fondatori del PD, è Garante dei detenuti del Comune di Livorno, è presidente di Arci Livorno dal 2000 ed è infine stato portavoce della lista "Livorno Città Aperta", che nel 2009 si è presentata alle elezioni amministrative e ha contribuito all'elezione a Sindaco di Alessandro Cosimi al primo turno. Evidentemente anche nel centro-sinistra non è ancora completamente maturata la capacità di affrontare in maniera profonda le tematiche che hanno a che fare con la completa riabilitazione dei detenuti per reati politici, e di mettere perciò in campo anche una disponibilità al confronto dialettico con i comprensibili e legittimi punti di vista delle stesse Associazioni dei familiari delle vittime. Ecco che, in mancanza di questa capacità, un "ex" rischia di rimanere "ex" per sempre, anche a oltre trenta anni di distanza. La scelta di Marco Solimano di rifiutare l'incarico, l'unica possibile nel clima che si era venuto a creare, sancisce la totale sconfitta del principio di riabilitazione a cui spesso nel centro-sinistra ci si richiama quando nel nostro paese si parla di pena e detenzione, a completo vantaggio di un perbenismo elettorale che nella pratica rischia poi di rivolgersi contro se stesso. Arci Livorno continuerà ad operare come e più di prima nella logica di produrre opportunità sociali e culturali per tutti i cittadini, soprattutto per coloro cui la società di per sé meno ne offre, nonostante questa triste pagina della politica cittadina lasci nella nostra Associazione una ferita che non sarà facile risanare e la convinzione che all'interno del Partito Democratico ci sia una forte necessità di compiere passi avanti sul piano della tutela dei diritti individuali».

FONTE IL TIRRENO

24 GENNAIO 2013

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PUGLIA CALABRIA NEWS FOGGIA Amiu, molotov nell'auto di Pontone

24 Gennaio 2013, 16:34pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/01/24/fg--180x140.jpg?v=20130124105207

 

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Intimidazione al consigliere comunale di Foggia Protestano i lavoratori esclusi FOGGIA - Una bomba carta è stata piazzata nella serata di ieri nell'auto del consigliere comunale del Pd, Italo Pontone. La gravissima intimidazione sarebbe legata agli ultimi colpi di coda della difficile vertenza Amica e Daunia Ambiente. La giornata era iniziata con altri momenti di tensione ieri a Palazzo di città, blindato dalla Digos, dove si è riversata la protesta dei trenta ex dipendenti delle fallite società foggiane, esclusi dalle assunzioni decise da Amiu. La società barese dal primo febbraio gestirà per un anno il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in città. Martedì, come è noto, il Cda dell’Amiu ha approvato la pianta organica che prevede 320 assunzioni su 350 dipendenti licenziati il 15 dicembre scorso. Esclusi in base al regolamento della società presieduta da Gianfranco Grandaliano: tredici ex addetti con precedenti penali (dal sequestro di persona, al tentato omicidio, alcuni di loro anche con l’interdizione perpertua dai pubblici uffici), i 12 ex lavoratori che il 21 dicembre hanno denunciato Comune, Amiu e Regione per truffa, estorsione, peculato; e cinque lavoratori denunciati per reati commessi contro l’Amica. Il legale dei dodici ieri ha reso noto di aver impugnato al Tar le ordinanze del sindaco e del presidente della Regione Puglia che consentono ad Amiu di operare a Foggia. Gli esclusi arrabbiati e disperati, alcuni accompagnati dalle mogli, hanno affrontato il sindaco, Gianni Mongelli nell’aula consiliare. Urla, proteste: «Noi dobbiamo lavorare. L’accordo era per 350». Una posizione condivisa dalla Cgil: «Per solidarietà pensiamo che nessun lavoratore sottoscriverà il contratto. Il servizio non si potrà riprendere il primo febbraio». Una dichiarazione che ha suscitato preoccupazione tra molti dei 320 dipendenti che saranno assunti e che sentono di essere stati esposti a possibili pressioni. «L’Amiu deve attuare l’accordo sottoscritto in task force il 27 dicembre che prevedeva l’assunzione di tutti e 350 gli ex dipendenti», ha sostenuto la segretaria territoriale della Fp Cgil, Francesca Tavano anche a nome di Cisl, Uil e Ugl non presenti alla conferenza stampa. «In quell’accordo non c’è alcuna clausola che prevede discriminazioni, o non assunzioni», ha affermato. Ma nell’accordo che i sindacati confederali e autonomi, ad eccezione della Fiadel, hanno sottoscritto la clausola c’è e fu fatta inserire esplicitamente dall’Amiu. Si tratta del punto due dell’accordo che sulle assunzioni a tempo indeterminato del personale di Amica e Daunia Ambiente (non è indicato il numero di assunti) prevedeva che fossero realizzate «ferme restando le regole di reclutamento ordinariamente vigenti per l’Amiu spa». Un riferimento al regolamento applicato da Amiu, come ha spiegato in questi giorni il presidente Grandaliano. «Ci riappropriamo del nostro ruolo, difendere i lavoratori e la città - ha sostenuto la Tavano - non è una questione di carichi pendenti o di condanne. Questa è materia della magistratura, non dell’Amiu. Non conosciamo né gli elenchi degli esclusi, né i criteri. L’Amiu e il Comune devono dirci quali criteri sono stati usati. Non possiamo continuare ad essere noi il capro espiatorio e subire pressioni e minacce». Minacce che però non sono state fino a questo momento denunciate alle forze dell’ordine dalla Cgil. «Abbiamo 60 giorni di tempo per farlo», ha chiosato la segretaria territoriale Tavano che non ha risparmiato un’ultima stoccata alla società di Bari: «L’Amiu deve stare qui solo 12 mesi e poi se ne deve andare. Il Comune faccia la società in house».

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

24 GENNAIO 2013

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Senza luce e riscaldamento, protestano gli studenti di Infermieristica

24 Gennaio 2013, 16:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/01/24/SAm--180x140.JPG?v=20130124114901

 

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È accaduto due volte nel giro di pochi giorni Non possono fare lezione e non hanno tutti i docenti BARI - Senza luce e riscaldamento da giorni. Gli studenti di Infermieristica, Tpa, professioni sanitarie e fisioterapia di Taranto stanno manifestando per chiedere una soluzione alle problematiche legate alla struttura che li ospita. I ragazzi sono senza corrente elettrica per la seconda volta, non possono fare lezione e non hanno tutti i docenti nominati. Gli studenti hanno chiesto di incontrare il rettore Corrado Petrocelli.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

24 GENNAIO 2013

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Smantellata banda di pusher, sette arresti nel Nord barese

24 Gennaio 2013, 16:19pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/01/24/eroina--180x140.jpg?v=20130124161130

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Cinque in carcere e due (donne) ai domiciliari Operazione dei carabinieri della compagnia di Trani BARI - Sette persone sono state arrestate dai carabinieri con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli arresti sono stati eseguiti da militari della compagnia di Trani sulla base di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dalla magistratura tranese. La banda di pusher - secondo l'accusa - spacciava eroina a Ruvo di Puglia e nei vicini Comuni del nord barese. A Gravina in Puglia i militari hanno invece sequestrato beni per 1,5 mln a un pregiudicato. Dei sette presunti spacciatori arrestati, cinque sono finiti in carcere e due, entrambe donne, ai domiciliari. Il provvedimento detentivo in carcere è a carico dei ruvesi Filomeno Contursi, di 32 anni, Domenico Giordano, di 44, e Francesco Rottame, di 46, di Cataldo Gammariello, di 32, di Corato, e di Arcangelo Lucaturto, di 26, di Palo del Colle. Le donne ai domiciliari, entrambe di Ruvo, hanno 31 e 29 anni. Tutti rispondono di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Altre cinque persone sono state denunciate per favoreggiamento. Le indagini dei carabinieri, avviate nella scorsa primavera, hanno evidenziato l'esistenza di una rete, familiare, di cui i ruvesi si avvalevano per fare fronte alla distribuzione dello stupefacente, in modo da non destare sospetti nelle forze dell'ordine. L'operazione, chiamata «Gimme five», prende il nome dal gergo utilizzato dai presunti spacciatori quando parlavano delle dosi da preparare e consegnare. La dose, infatti, era indicata con la parola mano.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

24 GENNAIO 2013

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News Italia e dal Mondo Prostituzione, a Roma violenza in aumento “Cambia il mercato e cresce l'emarginazione"

24 Gennaio 2013, 09:11am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

All’inizio di settembre una baby prostituta di 17 anni è stata seviziata e investita da un’auto a viale Marconi. Due settimane dopo è stato il turno di Mimì, 22 anni, picchiata, cosparsa di benzina e trasformata in una pira umana a Rocca Cencia. E poi ancora una lucciola nigeriana ammazzata e abbandonata in strada senza pietà su via Aurelia. Una sua connazionale portata a forza nella Capitale e costretta ad abortire al quinto mese di gravidanza per poter meglio battere il marciapiede. Storie di violenze e sfruttamento che si ripetono con cadenza sempre più ravvicinata. Un trafiletto sulla stampa purché poi non se ne parli più. “In realtà – avverte Vittoria Tola, responsabile nazionale dell’Udi (Unione Donne in Italia) – non si tratta di casi isolati. Nella Capitale oggi assistiamo a una nuova fase nella gestione della prostituzione su strada”. “Una recrudescenza della crudeltà della tratta”, la definisce Oria Gargano, presidente di “Be Free”. LA TRATTA CONTRATTATA – Dopo una “pax” durata circa 5 anni, il controllo sulle ragazze è tornato infatti a essere particolarmente feroce. E chi non obbedisce agli ordini viene punito duramente. “Per qualche anno – ricorda Vittoria Tola – la tensione era sembrata allentarsi. Gli sfruttatori avevano capito che il modo migliore per tenere buone le ragazze era rendere meno dure le loro condizioni di vita e di lavoro, dal momento che le eccessive vessazioni le spingevano a chiedere aiuto”. Questo meccanismo di “tratta contrattata” ha fatto credere a molti che il problema fosse risolto. La polizia ha allentato la morsa. “Il Comune, la Regione e il Dipartimento pari opportunità hanno tirato i remi in barca, tagliando drasticamente i finanziamenti alle unità di strade. Le ordinanze di Alemanno hanno fatto il resto”. LA CURA ALEMANNO – Lungi dal risolvere il problema, i provvedimenti “anti-degrado” varati dal primo cittadino hanno infatti semplicemente modificato le abitudini e la toponomastica della prostituzione. Sono cambiati gli orari e la presenza in strada si è fatta più discreta: oggi le ragazze sono più vestite di un tempo e, dunque, meno appariscenti. “Parallelamente – spiega Federica Dolente, ricercatrice dell’associazione Parsec – le lucciole si sono spostate in periferia. È aumentato tantissimo anche il ricorso al web come mezzo di adescamento. E l’esercizio della prostituzione indoor, all’interno di locali e appartamenti”. Come se non bastasse, i tagli ai servizi sociali hanno ridotto le possibilità di intercettare le richieste di aiuto delle vittime: “Se fino a qualche anno fa – precisa Dolente – le unità di strada riuscivano a passare sulla stessa strada anche due volte alla settimana, oggi, se tutto va bene, passano due volte al mese”. I RISCHI DELLA CRISI – Le vie delle lucciole peraltro sono meno frequentate anche dai clienti. Non che il mercato del sesso a pagamento abbia perso il suo appeal. Semplicemente la crisi costringe molti a rinunciare a questa e altre forme di intrattenimento. Come insegna la più semplice delle regole economiche, quando cala la domanda, aumenta l’offerta. Per cercare di attrarre nuovi clienti e mantenere quelli vecchi, le lucciole hanno quindi abbassato i prezzi. E non solo quelli. “Pur di guadagnare qualcosa in più – avverte Morena Casalin di Parsec – alcune ragazze sono oggi costrette ad accettare rapporti non protetti”. Esponendosi dunque al rischio di contrarre (e diffondere) malattie. UN MERCATO IN EVOLUZIONE – In questo contesto, il mercato del sesso a pagamento (volontario o coatto) è in rapida evoluzione. “Oggi a Roma – spiega infatti Vittoria Tola – si assiste all’ingresso di ‘nuove leve’ di donne e trans provenienti dal Sud Est Asiatico e dal Nord Africa. E al ritorno in strada di giovani prostitute nigeriane, che per qualche tempo erano quasi scomparse dalle principali arterie cittadine”. I protettori, non di rado legati alle organizzazioni criminali, si stanno riorganizzando. E, come avverte Morena Casalin, “i tentativi di rispartirsi i territori generano conflitti tra gruppi diversi”. La tensione che si respira è palpabile: “le ragazze infatti sono molto spaventate”. In attesa di conoscere quali saranno i prossimi equilibri, nella Capitale oggi sono ancora tre i “modelli” principali: quello nigeriano, quello rumeno e quello delle trans. IL MODELLO NIGERIANO – Giovane, proveniente da una famiglia numerosa e poverissima, con un livello di scolarizzazione molto basso. È questo il target della “schiava” nigeriana. “Solitamente – spiega Vittoria Tola – queste ragazze vengono avvicinate in patria da persone di fiducia, magari amici di famiglia, che si offrono di aiutarle prestando loro del denaro per venire in Italia”. Inutile dire che la promessa di un lavoro onesto e remunerativo svanisce presto. E l’unica cosa che rimane è la forza di un patto di sangue che impone di restituire il denaro nei tempi pattuiti. “Il cosiddetto modello nigeriano – aggiunge Tola – si caratterizza per il fatto che le vittime vengono assoggettate dalle ‘Maman’ attraverso un fortissimo condizionamento psicologico, che non di rado fa ricorso agli antichi riti voodoo”. IL MODELLO RUMENO – Altrettanto collaudato, benché più variegato, è il modello rumeno. Che recentemente, dopo l’entrata della Romania nell’Unione Europea, si è riorganizzato alla luce della semplificazione delle procedure di ingresso in Italia. “Si tratta di un modello estremamente variegato”, precisa subito Feberica Dolente, che l’anno scorso ha condotto una ricerca specifica inserita all’interno del progetto “Anima Nova”. “In questo caso le situazioni di forte sfruttamento convivono con un tipo di violenza più subdola. Non di rado esercitata da coetanei cui le ragazze, spesso giovanissime, sono legate da rapporti affettivi. Durante la nostra ricerca abbiamo infatti raccolto le storie di donne che ci hanno raccontato di aver accettato di sacrificarsi per realizzare il sogno di costruire un progetto di vita insieme”. Un sacrificio che le ha condotte sui marciapiedi delle principali arterie cittadine, insieme alle loro “colleghe” bulgare e albanesi: dalla Tiburtina alla Colombo, dall’Aurelia alla Cassia. LE TRANS – Soprattutto sudamericane, in primo luogo brasiliane, le trans sono un universo a sé. “Per molte di loro – spiega Federica Dolente – calcare il marciapiede è l’unico modo per pagare i debiti contratti in patria per il viaggio e le operazioni di chirurgia plastica”. Una volta arrivate in Italia, finiscono facilmente nelle maglie delle trans più anziane, che detengono il potere sulle più giovani e inesperte. La tensione cui sono sottoposte queste ultime è altissima. Non a caso la prostituzione si accompagna spesso a un abuso di sostanze stupefacenti (cocaina, soprattutto) e psicofarmaci. Un binomio molto frequente negli avamposti di piazzale Pascali e piazzale Longoni, entrambi nelle vicinanze di viale Palmiro Togliatti. Fino a qualche mese fa, in questa zona esisteva anche una misera baraccopoli, dove alcune trans vivevano in condizioni igienico-sanitarie devastanti. "Durante l'estate il Comune ha ordinato di buttarla giù" racconta Morena Casalin. Ma mica per motivi umanitari. "Solo perché su quel terreno a breve aprirà un cantiere".

Fonte :Paese Sera

24 GENNAIO 2013

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News Italia e dal Mondo :San Raffaele, la Cisl: "Entro gennaio assicurati 10 milioni"

24 Gennaio 2013, 09:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

Si è concluso, oggi, il primo incontro del tavolo tecnico fissato per affrontare la crisi del gruppo San Raffaele. L'incontro si è svolto senza la partecipazione della proprietà che in mattinata non aveva raggiunto alcun accordo con il commissario Palumbo. “L'impegno e la pressante azione sindacale della nostra delegazione ha consentito di assicurare entro il mese di gennaio la somma di 10 mln di euro, ai quali il commissario si è impegnato a renderne disponibili alla liquidazione ulteriori 10 appena avuto la possibilità di verificarne, unitamente al neo nominato commissario attuatore della Ausl di Frosinone Suppa, la erogabilità. Il commissario, con grande senso di responsabilità ha sottoscritto un verbale di intesa con le organizzazioni sindacali, impegnandosi a definire entrò il 29 prossimo con la proprietà un accordo che consenta la liquidazione ai dipendenti delle mensilità arretrate", afferma nota Roberto Chierchia, responsabile sanità Cisl Fp.

Fonte :Paese Sera

24 GENNAIO 2013

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