Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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di Barbara Pappacoda Nella bassa modenese e precisamente nelle zone d Novi Concordia e Carpi la temperatura e di 1 grado per l'arrivo di una perturbazione n arrivo dall'Atlantico che porterà freddo pogge e temporali particolarmente nella giornata di domani. Si raccomanda a chi si metteà n viaggio domanittna per le formazioni di ghiaccio che si formeranno nella notte a causa delle temperature rigide
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inserito da Michele Pappacoda CARPI. Ha sorpreso i ladri mentre stavano rubando al piano terra della villa dove abita insieme al figlio. Due banditi gli hanno puntato contro la torcia, ordinandogli di mantenere la calma. Un terzo gli è corso incontro con una mazza per spaccare la legna. Ma lui, Gianni Alberti, 70 anni, ex imprenditore, si è scagliato contro il terzo bandito: questo gesto ha messo in fuga la gang di malviventi che ha così rinunciato al proposito di saccheggiare l’intera villa.
Il fatto è avvenuto di pomeriggio, alle 17.30, quando, complice l’oscurità i malviventi pensano di farla franca con maggiore probabilità. La villa colpita è in via Campana 14 a Gargallo.
«Ero a casa da solo - racconta Alberti, conosciutissimo in città perché volontario della Croce Blu, ex benzinaio e già titolare di imprese - Stavo sistemando le mie cose quando, improvvisamente, ho sentito una delle cagnoline abbaiare e capivo che non era entrata dentro la sua cuccia come invece fa di solito. Allora, sono uscito dalla mia porzione di villa, al piano superiore, per raggiungere l’ingresso della parte, al piano terra, dove abita mio figlio con la sua famiglia. Una volta arrivato davanti alla porta, ho visto che la finestra vicina era spalancata: ho pensato che potesse essere stata mia nipote a lasciarla aperta. Dopo una manciata di secondi ho capito che non era così.Mi sono visto puntare in faccia una pila da un ladro e poco dopo ne ho visto un altro accanto alla cassaforte in casa di mio figlio. Stavano tentando di aprirla. Uno di loro mi ha detto: “Cerchiamo di rimanere calmi”. Mentre pronunciava questa frase, un terzo bandito mi è corso incontro con in mano una mazza per spaccare la legna. Io sono rimasto lucido e l’ho affrontato. In pochi secondi sono scappati saltando il cancello».
Rimane comunque la paura in casa Alberti. «Sono terrorizzata - racconta sotto choc Sara Carretti, nuora di Gianni e residente nell’appartamento che stava per essere svaligiato - Ho paura che i ladri ritornino, pensando che nella cassaforte ci sia chissà quale bottino: invece teniamo dentro soltanto i documenti con gli esami del sangue. Sono tentata di buttarla in giardino per evitare nuove incursioni dei malviventi».
In via Campana è intervenuta la Polizia. «Sono già alla diciassettesima denuncia. A mio figlio, poi, hanno aperto il furgone portando via le chiavi della cassaforte e i documenti - riprende a raccontare Gianni - ed è già la seconda che mi capita di dover affrontare i ladri come ho fatto l’ultima volta. Alla fine ho anche tentato di inseguirli e mi sono fatto male: mi si è gonfiata una caviglia».
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CARPI I carabinieri della Compagnia di Carpi hanno denunciato un 16enne residente in città per lesioni personali aggravate da futili motivi e violenza privata. Un caso di bullismo in piena regola in cui il colpevole, stavolta, potrà ricevere la punizione grazie all’intervento dei militari.
I fatti risalgono allo scorso 11 novembre. Un 16enne e due 15enni, che frequentavano la stessa compagnia in centro storico, hanno iniziato a discutere e a offendersi per futili motivi su social come Whatsapp. Fino a quando il bullo di 16 anni ha deciso di convocare gli altri due per un regolamento di conti. L’appuntamento è davanti al duomo in piazza Martiri alle 21.
Una volta arrivati i due 15enne, il 16enne inizia a prenderli a schiaffi. Uno dei due ragazzi più piccoli riporta contusioni al volto giudicate guaribili in cinque giorni, mentre al secondo vengono diagnosticati tre giorni di prognosi per ferite su un lato del viso. Dopo averli malmenati, il 16enne costringe gli altri due a un’ulteriore umiliazione. Dietro minaccia, li obbliga ad andare con lui in via Loschi, una laterale stretta del Duomo. Una volta arrivati qui, i due quindicenni sono costretti a inginocchiarsi e a scusarsi per l’atteggiamento irrispettoso utilizzato sui social.
Arrivati a casa, i due raccontano tutto ai genitori, specificando che avrebbero dovuto rivolgersi ai carabinieri perché, a scuola da loro, i militari hanno tenuto lezioni apposite sul bullismo, dicendo di rivelare eventuali soprusi subiti. I carabinieri hanno rintracciato il bullo attraverso le telecamere, denunciandolo alla Procura dei minori. (s.a.)
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MODENA. «Chiusura totale della strada per smontaggio gru». È il cartello che si sono trovati i residenti di via Susano, sottoposta da tempo a un cantiere ora criticato dai residenti. La strada è una delle ultime laterali a destra di via Vignolese, dalla tangenziale verso il Policlinico. È senza uscita e larga appena abbastanza per consentire di norma il passaggio delle vetture, che transitano in entrambe le direzioni. Ieri, tuttavia, era in vigore sia il divieto di transito sia quello di sosta dalle 7 alle 17. Una limitazione legata ai lavori compiuti nell'area.«I lavori sono iniziati da quasi un anno e stiamo sopportando un disagio non indifferente - garantisce Angelo Verrusio, che vive in una delle palazzine della strada - per cui più volte sono stati interpellati i vigili urbani. Molte volte è successo che servissero 10-15 minuti per uscire dalla strada. Per quasi un anno siamo stati sottoposti ai comodi della gente che lavora al cantiere e ha avuto un atteggiamento critico nei nostri riguardi». Per il transito dei pedoni è stato creato un piccolo corridoio a fianco del cantiere. Una eventuale emergenza, come un malore o un incendio, era doppiamente paventata dai residenti. «Se qualcuno si sente male o prende fuoco qualcosa non c’è la possibilità d’intervenire - aggiunge Verrusio - e non c’è nemmeno la presenza delle forze dell’ordine. Siamo isolati». A poco sembrano per ora valse le proteste e le segnalazioni del residente. «Ai vigili ho chiesto se prima di autorizzare la chiusura della strada qualcuno era venuto a verificare le condizioni reali della strada stessa».
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA È operativo già dall’1 novembre il Piano neve del Comune di Modena, che coinvolge oltre 160 i mezzi e circa 270 operatori pronti a intervenire in caso di precipitazione nevosa sul territorio modenese, cui si aggiungono i volontari della Protezione civile. La macchina del Piano neve ha l’obiettivo, in caso di precipitazioni nevose, ghiaccio o pioggia che gela, di consentire la continuità della circolazione dei mezzi pubblici e privati, l’accesso alle strutture sanitarie, agli uffici pubblici e alle scuole, per garantire l’apertura almeno per l’accoglienza di bambini e ragazzi. Dei 160 mezzi pronti a intervenire, 25 sono spargisale, 130 lame per spalare la neve (30 con caratteristiche che gli permettono di lavorare in condizioni di spazio ridotto), Pronte 5 tonnellate di sale da spargere sulle strade della città Video di Gino Esposito.
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DI BARBARA PAPPACODA Strade ghiacciate in tutta la provincia. Incidenti e disagi La pioggia caduta nella notte una volta a terra è ghiacciata a causa delle base temperature. Numerosi incidenti, si tratta soprattutto di auto fuori strada. Spargisale in azione. Restano aperte la Modena-Sassuolo e il ponte dell'Uccellino, marciapiede come lastre di ghiaccio Si raccomanda massima prudenza.
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Il fatto è successo verso le 10 di domenica. La Polizia è riuscita a rintracciare l'autore del gesto. MODENA. Ha picchiato la compagna di trent'anni al quinto mese di gravidanza, rubandole il cellulare per controllare i contenuti. Dopo l'allarme della donna, la Polizia è riuscita a rintracciare l'autore, un italiano di 34 anni. E' successo a Modena, dove l'uomo è finito in manette per la rapina del cellulare. I fatti sono avvenuti ieri in via Toscana verso le 10, successivamente il 34enne è stato fermato alla stazione dei treni di Modena dagli agenti.
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INSERITO DA MORENA MOTTA VIGNOLA. Se a Castelnuovo è in corso, da più di un mese, uno sciopero ad oltranza da parte dei 127 soci-lavoratori delle cooperative appaltatrici della Castelfrigo, i quali chiedono non solo una maggiore trasparenza nella gestione del lavoro e degli appalti su tutto il distretto modenese della lavorazione delle carni, ma anche una netta presa di posizione dell’azienda attraverso l’assunzione diretta dei lavoratori a rischio licenziamento, a Vignola accade che Arturo Rossi, titolare al 50% della ditta “Rossi Carni Vignola” scelga di assumere 76 soci-lavoratori delle cooperative operanti all’interno della propria azienda.
Il punto di rottura è avvenuto pochi mesi fa in seguito ai numerosi controlli effettuati dalla Guardia di Finanza e dalle Autorità competenti nei confronti delle due cooperative appaltatrici: “La Pace” e la “G.P.”. Resosi conto del mancato rispetto delle condizioni contrattuali, Rossi ha dunque disdetto anticipatamente il contratto di appalto con le due cooperative, che in realtà andava in scadenza il prossimo anno, e ha deciso di assumere a tempo indeterminato e senza periodo di prova, i 76 dipendenti della cooperativa “La Pace” applicando loro un contratto da alimentaristi.
Venerdì 18 novembre sono state avviate le pratiche di licenziamento e lunedì 20 si è provveduto alla riassunzione, questa volta diretta, da parte della ditta. Si è trattata di una decisione unilaterale, non pienamente accettata dalla cooperativa che però non ha presentato ricorso. La volontà di eliminare le cooperative appaltatrici è nata dalla consapevolezza che il sistema gestionale interno al mondo della cooperazione è ormai giunto al collasso e che l’assunzione diretta conviene a tutti: sia ai dipendenti che all’azienda stessa. Si è deciso di puntare sulla qualità del lavoro, sulla produttività dell’impresa e sul corretto inquadramento dei lavoratori. Oggi ci sarà un ulteriore incontro, alla presenza delle organizzazioni sindacali, per definire al meglio ogni aspetto dei contratti soprattutto in relazione al periodo di anzianità maturato da ogni singolo dipendente della cooperativa “La Pace”, ai quali non verrà applicato il Jobs Act. Discorso differente invece per i tre dipendenti dell’altra cooperativa appaltatrice, la “G.P” , i quali si occupano di movimentazione, carico e scarico merci, per cui la trattativa è ancora in essere. A loro, probabilmente, verrà invece applicato il Jobs Act.Le vicissitudini vissute da alcuni soci-lavoratori richiamano molto quelle denunciate dai dipendenti delle cooperative Work Service e Ilia D.A., appaltatrici della Castelfrigo. Anche a loro, infatti, sono arrivate numerose cartelle da parte dell’Agenzia delle Entrate. Le motivazioni sono sempre le stesse: all’interno della busta paga, per giustificare le ore di straordinario effettuate dai lavoratori, venivano inserite voci come “trasferte” o altro, tutti dati non tassabili. Giunti i controlli della Guardia di Finanza, però, lo schema si ripete: cartelle esattoriali che i soci lavoratori si trovano costretti a pagare con cifre che variano dai 10.000 euro ai 40.000 euro. Anche di questo si è fatto carico il Presidente della “Rossi Carni Vignola”: Arturo Rossi ha infatti deciso di mettere a disposizione i propri esperti per aiutare i soci-lavoratori nella risoluzione di questa problematica, pagando inoltre loro lo stipendio di ottobre il quale sarebbe in realtà spettato alla cooperativa ma che, date le circostanze, sarebbe arrivato tra qualche mese.
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INSERITO da Barbara Pappacoda Con la macchina di servizio andava a fare gasolio dalla cisterna comunale e poi cedeva il carburante al gestore dell'impianto, l'Ip, che lo rivendeva ai clienti. Questa l'azione di un agente della Polizia municipale di Pievepelago, ma non è l'unico reato contestato: perché il benzinaio emetteva anche false ricevute che attestavano erogazione di taniche di carburante all'auto del vigile, finte note che finivano nella nota di credito vantata dal gestore nei confronti dell’amministrazione comunale per il rimborso. Entrambi sono stati arrestati in esecuzione di due ordinanze del Tribunale che hanno disposto i domiciliari per il 56enne agente e per il 52enne esercente.
L'indagine è iniziata nel novembre 2015 dopo che al comando della municipale di Pavullo, da cui il distaccamento di Pieve dipende, avevano registrato anomalie sull'auto di servizio usata dal vigile. Sono stati così informati i carabinieri della compagnia frignanese che hanno avviato gli accertamenti. Il periodo di illeciti ipotizzati è ampio tre mesi e nel mirino sono terminati 2.400 litri di gasolio sottratti e ricevute per 600 euro. Insomma si contestano circa 4mila euro, cifra per i quali gli indagati devono rispondere a vario titolo di peculato, furto, ricettazione, falso ideologico e truffa ai danni di ente pubblico. Decisive, per lo svolgimento delle indagini coordinate dal pm Katia Marino, sono state le riprese delle telecamere di video-sorveglianza. L'agente è stato sospeso.
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Inserito da Barbara Pappacoda Delitto di piazza Dante: intercettata la telefonata tra due dei minorenni arrestati a Prato dopo l'omicidio di Leo, un terzo giovane cinese fuori campo dice: "Avete spinto troppo il cuscino". Oggi gli interrogatori di garanzia. Il 16enne mancante, per ora solo indagato, si chiama fuori: «A Modena con gli altri ma rimasi fuori dalla stanza di Leo»
Avete spinto troppo quel cuscino». Una voce fuori campo arriva nel mezzo di un litigio al telefono tra due dei quattro ora agli arresti. È una frase altamente compromettente e infatti il pm del Tribunale dei Minori di Firenze, Pietro Sangermano, la cita nel suo fascicolo con le richieste di arresti in carcere per tutti e quattro. Chi l’abbia pronunciata, non si sa: nessuno dei difensori ha potuto avvicinare i ragazzi ieri.
L’avvocato Giberti ripercorre attimo per attimo il tragico pomeriggio del delitto «Perdiamo un figlio d’oro, è un dolore immenso. Non sapevamo che fosse gay»
Nel fascicolo dell’accusa compare anche di più ma nulla di solido al cento per cento. Ci sono gli spezzoni di ammissioni fatte ad alcuni alla polizia nell’immediatezza dell’arresto. Frasi che riportano sensi di colpa e parziali ammissioni di responsabilità. Ce n’è una in particolare che entra nel merito dell’accaduto ma che il magistrato con estrema cautela considera ancora da confermare perché in certi punti esagerata, spinta fuori dalla concretezza dell’accaduto. fonte Gazzetta di Modena