CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Fiorano, le trivelle preparano l’assalto al Secchia
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E così le trivelle che tanta preoccupazione e rabbia stanno scatenando nel ferrarese, al confine tra Carpi, Novi e la Bassa reggiana adesso si affacciano anche sui Comuni a cavallo del Secchia. Perchè ieri, con la nota di formale disappunto espressa dai sindaci del distretto ceramico, dopo nove mesi è stata finalmente partorita la consapevolezza che la Regione ha dato il suo ultimo via libera “all’esecuzione di sismica a vibratori nel permesso di ricerca di idrocarburi “Bugia”, nei Comuni di Formigine, Sassuolo, Fiorano, Castelnuovo e Modena, oltre che di Rubiera in provincia di Reggio. Anche questa istanza è della società Aleanna Resources llc. La stessa che vuole procedere con analoghe prospezioni nell’altra area del carpigiano, denominata “Fantozza”, dove le firme contrarie dei cittadini organizzati in comitati viaggiano già verso quota mille. Il distretto ceramico invece si accorge solo ora della attualità di una questione rimasta finora al riparo dalle polemiche. «I Sindaci dei comuni di Fiorano Modenese, Formigine, Sassuolo e Rubiera esprimono preoccupazione per l’azione di ricerca annunciata e autorizzata relativamente alle attività di screening per idrocarburi. Si tratta di un permesso concesso dal Ministero dell’Ambiente alla ditta privata “Aleanna Resources llc” nel 2009, poi sospeso per diverso tempo, che riguarda la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi sui nostri territori», recita una nota congiunta dei 4 Comuni, nella quale spicca l’assenza di Modena, per ragioni facilmente ipotizzabili. «I sindaci esprimono l’intenzione di agire per ottenere tutti gli approfondimenti e le tutele possibili del territorio e di esercitare ogni azione possibile per la tutela dello stesso; e ribadiscono la propria contrarietà a qualsiasi progetto e attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e di gas naturale che prevedano impatti ambientali negativi sul territorio», chiude la nota. Che apre però a nuove polemiche, anzitutto sulla circostanza per cui sia davvero possibile autorizzare sondaggi preventivi per la ricerca idrocarburi (gas e petrolio) senza avvisare davvero i Comuni, anche in forza di una semplice forma di correttezza istituzionale. Visto e considerato che a proporre alla giunta regionale la delibera in questione, la numero 1481 del 19 settembre del 2016, è stato in fin dei conti un assessore regionale modenese. La Regione ha infatti deliberato di «esprimere, per quanto di propria competenza, l'assenso all’intesa per l'autorizzazione all’esecuzione del rilievo sismico 3D con uso di vibratori meccanici 3D3372/2014». Il tutto sulla base del parere favorevole del Responsabile del Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilità Ambientale della stessa Regione, la quale ha ritenuto di non acquisire il parere di Arpae, in quanto «l'autorizzazione all'esecuzione del rilievo sismico 3D già prevista nel permesso di ricerca denominato “Bugia” è stato sottoposto a procedura di verifica ambientale (screening)». La delibera della Regione esprime “l’intesa” ad una istanza che fa capo al Ministero dello sviluppo economico, intesa richiesta nell’agosto del 2014 e rimasta sospesa fino al 2015, per il tempo in cui la Regione aveva sospeso tutte le “trivellazioni” in attesa di rassicurazioni dopo i timori e le paure del post sisma e della questione “Cavone”. Sospensione poi revocata (tra rinnovate polemiche) per cui oggi arrivano al nodo le varie richieste di accertare il potenziale produttivo del sottosuolo, su cui prima del sisma si erano già espressi tutti senza troppi problemi... In questo caso siamo ai sondaggi, che verranno effettuati con il sistema delle “piastre”, dai camion, per provocare vibrazioni rilevanti del terreno e studiarne così la composizione geologica. La società nordamericana con sede a Delaware e succursale a Matera non userà esplosivi, ma a preoccupare le persone sono le eventuali e conseguenti trivellazioni. La concessione “Bugia” riguarda anche altri Comuni reggiani, ma a quanto si è appreso in questa fase le verifiche si concentrerà solo sull’area a oriente della concessione, quella più modenese. (ase)
LA GAZZETTA DI MODENA
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA CONCORDIA. Nel 1943, quando sono stato battezzato, mi è stato dato un nome non molto diffuso (qualcuno ogni tanto mi chiama Orlando), per ricordare un fratello di mia nonna paterna morto in mare durante la Seconda guerra mondiale. Debbo dire, in verità, che raccogliendo materiale per questa puntata su Concordia mi sono imbattuto in una sequenza di nomi così particolari che il mio mi è sembrato all’improvviso comunissimo: Ispano, Alcipio, Zorè, Milton, Barbato, Arcadio, Venizelos, Franz, Uvier, Osiris, Cardes, Claiber, Soenne, Etra, Erta, Cleonice, Delmo, Teseo, Ilmo, Enos, Nelusco, Moritz, Isonzo … e qui mi fermo. Del resto il marito di Gina Borellini, Medaglia d'oro al Valor Militare (che era nata a San Possidonio, distante ben 2,6 km, ma fu eletta nel 1946 al Consiglio Comunale di Concordia), si chiamava Antichiano. La causa di questa davvero sfrenata fantasia onomastica deriva forse dal fatto che Concordia si trova all'estremo nord della provincia di Modena e dista pochi chilometri dalla Lombardia? O gli abitanti volevano forse distinguersi dai Veneti di Concordia Sagittaria in provincia di Venezia? E cosa pensavano i parroci al momento del battesimo? Gli abitanti di Concordia sulla Secchia (ma le vecchie cartoline riportano “Concordia sul Secchia”) mi perdoneranno se ho scherzato un poco!
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Negozi in ginocchio per le grandi difficoltà nel sostenere le spese e la poca considerazione da parte delle associazioni di categoria di riferimento e dalle istituzioni. Un caso eclatante, poi, è dato da Luigi Benassi, titolare del bar Terminal, all’interno della stazione di autolinee per Modena. Benassi, oltre alle spese ingenti deve fare i conti con i furti: è stato costretto a subirne ben 40 nel corso della sua attività.
Inserito da Barbara Pappacoda MODENA Di certo, un piccolo calo ci sarà stato in questi giorni: gli ingorghi tra le uscite 7 e 8, infatti, rendevano piuttosto difficile ‘correre’ oltre certi limiti.Resta il fatto che, nonostante gli evidenti sistemi di segnalazione, l’autovelox installato in tangenziale a luglio scorso continua a ‘lavorare’ parecchio: a dieci mesi dall’attivazione del sistema di rilevazione della velocità, infatti, la media di infrazioni rilevate (e quindi di multe inviate a casa degli automobilisti) è ferma a 100 al giorno. Il che non significa che tutti i giorni siano uguali: se durante la settimana si resta abbondantemente sotto le 100 multe al giorno, a tirare su la media è il weekend, che evidentemente porta gli automobilisti modenesi a spingere un po’ di più sull’acceleratore.Numeri significativi, insomma, soprattutto se si considera che la media di 100 sanzioni al giorno era la stessa già poche settimane dopo l’installazione dell’occhio elettronico: in sostanza, dopo un picco iniziale vicino alle 130 multe, è stata raggiunta una quota sotto la quale è difficile scendere, un po' come avvenuto con il City pass, il sistema di controllo degli ingressi in centro storico. Il fatto, però, è che questa quota è piuttosto alta, se si considera che l’autovelox, collocato all’altezza dell’uscita 6 (via Nonantolana-quartiere Crocetta) della carreggiata che viaggia da nord verso sud della tangenziale Carducci, è ben segnalato dai cartelli e... dalle auto che rallentano man mano che si avvicinano al velox. Per quanto riguarda le sanzioni, se la cava con (quasi) poco chi sfora al massimo di 15 chilometri all’ora: la multa prevista per chi viene fotografato tra i 76 e gli 85 chilometri all’ora - la fascia 70-75 rientra nello sforamento tollerato, e dunque non è sanzionata - è di 41 euro, con possibilità di riduzione a 28,70 euro per chi paga entro cinque giorni dalla notifica.Ma le cose cambiano parecchio per chi rientra nella seconda fascia di sforamento: se l’occhio elettronico ci ‘pizzica’ mentre percorriamo quel tratto di tangenziale ad una velocità compresa tra gli 86 e i 115 chilometri all’ora, infatti, la multa sale a 169 euro, che diventano 118,30 pagando entro cinque giorni. Multe esorbitanti (531 e 828 euro), sospensione della patente e decurtazione dei punti, invece, per chi si colloca nelle due fasce successive, ovvero quelle dei 116-135 e +136 chilometri all’ora, anche se per fortuna finora i casi sono stati pochissimi.Tutto questo considerando che, se la violazione avviene in orario notturno (dalle 22 alle 7), il codice della strada prevede la maggiorazione di un terzo della sanzione.Un bel tesoretto per il Comune, che inizialmente aveva collocato il velox in via Contrada, per poi spostarlo dopo i rilievi mossi dalla polizia stradale: se tutte le infrazioni avvenissero di giorno e rientrassero nella prima fascia, infatti, l’amministrazione incasserebbe dal velox circa 3000 euro al giorno(considerato che la maggior parte dei ‘multati’ scegliedi pagare subito per avere la decurtazione), ma visto che almeno un terzo delle sanzioni riguarda la seconda fascia e tenendo conto l’‘effetto notte’ che spesso si abbina all’acceleratore pesante da weekend, è facile immaginare che l’introito per il Comune superi i 5000 euro al giorno.
Inserito da Barbara Pappacoda. Ha sentito l’anziana gridare, disperarsi in mezzo alla strada chiedendo aiuto, spaventata, stordita. Non ha avuto un attimo di esitazione: si è lanciato di corsa all’inseguimento dello scippatore e lo bloccato, facendosi riconsegnare la borsetta. Chi è questo cittadino dal cuore d’oro, generoso, altruista e dotato di grande senso civico, che ha agito senza pensare a possibili pericoli derivanti dal dover affrontare un malvivente? Questo eroe per due minuti è un mendicante. È una di quelle persone che i più evitano per il fastidio che provoca nel domandare denaro, alla cui vista le donne e gli uomini nascondono, proteggono borsette e borselli per paura di esser derubati. Alla larga, oppure, se proprio ci si concede il bel gesto di un’elemosina, la raccomandazione d’obbligo è che il denaro sia usato per comprare da mangiare e non per scopi “cattivi”. Eppure quel mendicante africano si è distinto tra i tanti modenesi che l’altra mattina andavano avanti e indietro lungo corso Canalchiaro, la centralissima strada lambita da negozi e porticati da entrambi i lati. Lui da qualche tempo fa parte del panorama della strada, anche se dice di chiamarsi Francesco ormai per tutti è “Frank” , inconfondibile con il suo grosso crocefisso al collo. La sua postazione è nei pressi dell’edicola: c’è il postino che passa, c’è quello che viene a prendere il giornale alla stessa ora, c’è il ragazzino che sale sul motorino e fa la sgommata, c’è Frank che fa l’elemosina. Sono le 10.30, un orario di punta, come riferiscono i commercianti della zona, perché è in questa fascia oraria che avvengono i furti e gli assalti in strada. «I malviventi ormai sanno che a quest’ora tanti anziani si incamminano con calma per andare a fare spesa, per raggiungere il mercato coperto in via Albinelli - dicono gli esercenti - e allora fanno gli agguati, prendono la borsa, tengono monitorato il corso e le laterali. Siamo purtroppo a conoscenza di parecchi episodi, alcuni residenti a volte non denunciano neanche...». L’altra mattina è finita nel mirino una ultra settantenne che abita appunto in zona, una persona che percorre il corso quasi sempre negli stessi orari «L’anziana - spiegano all’edicola - stava camminando quando è stata affiancata da un giovane, un maghrebino, che le ha strappato la borsa e si è messo a correre. La signora si è messa ad urlare, diceva “aiuto, aiuto, al ladro, mi ha preso la borsa”. Frank l’ha vista ed partito all’attacco». Come hanno raccontato i presenti il giovane mendicante si è messo all’inseguimento, inveiva contro il bandito non in inglese ma nella sua lingua. Metro dopo metro la distanza tra lui e lo scippatore andava accorciandosi. Il ladro allora, sentendosi braccato, ha affrettato le operazioni del colpo: mentre correva inseguito in mezzo a corso Canalchiaro ha iniziato a frugare dentro alla borsa e in breve ha preso il portafoglio. Frank, dopo una corsa di duecento metri, stava ormai afferrando il bandito quando questi si è voltato di scatto e gli ha gettato addosso la borsa dell’anziana. Fine dell’inseguimento, il ladro ha approfittato della micro pausa generata dal suo gesto per scomparire, Frank ha raccolto la borsa caduta a terra ed è tornato indietro, verso l’edicola, verso la donna che sconvolta era stata fatta sedere a causa dello spavento. Ringraziamenti, abbracci, congratulazioni da parte di passanti e negozianti: la giornata particolare di Frank si è conclusa così.





A CURA DI MICHELE PAPPACODA Al mattino